Dopo esserci inebriati con l’eccezionale natura della giungla del Borneo, la nostra prossima meta e’ Dinawan, una piccola isola tropicale al largo della costa a sud di Kota Kinabalu. Bastano appena mezz’ora di taxi e dieci minuti di barca per lasciarsi alle spalle la confusione cittadina e ritrovarsi in un’isola tropicale praticamente deserta. Per la verità le isole sono due collegate da un istmo di spiaggia dorata che da un lato guarda una laguna dai riflessi smeraldini, dall’altro il mare . Qui l’acqua dirada lentamente rimanendo bassa per molti metri, e la costa della terraferma poco distante protegge la zona dalle onde: il risultato e’ un enorme spazio di mare piatto dalle acque tiepide, l’ideale per nuotare e per un’uscita in kayak. Qualche  centinaio di metri al largo un tratto di battiera corallina con bei coralli offre la possibilità di  fare snorkling e ammirare variopinti  pesci tropicali. A parte uno sparuto gruppo di turisti di giornata, siamo gli unici, un isola tropicale tutta per noi! Il sunborneo resort e’ to bello, una manciata di bei bungalow in legno sparsi sulla collina e nascosti tra le fronde degli alberi. Il silenzio e’ totale, si sente solo lo sciabordio placido delle onde e il verso dei grilli. Il Borneo mi ha riservato un’altra sorpresa, il poter vivere l’esperienza di godere di un’isola tropicale in esclusiva! I prossimo tre giorni sono all’insegna del relax, lunghi bagni e passeggiate in riva al mare al tramonto.


Dopo un breve volo da Kuching atterriamo nel minuscolo aeroporto di Mulu, una striscia d’asfalto tra la foresta equatoriale. Siamo nel cuore del Borneo, a pochi chilometri dal confine con il Brunei. La città più vicina dista 6 ore di barca lungo il fiume e un’unica strada che porta ad un villaggio. Il resto e’ solo giungla. Appena atterrati siamo già circondati dal groviglio inestricabile della vegetazione, un silenzio irreale rotto dal suono dei motori dell’aereo che si stanno spegnendo.

L’headquarter del Mulu National Park e’ costituito da poche basse costruzioni in legno che ospitano gli uffici e il ristorante, e poco distante i bungalow immersi nella vegetazione : rimango sorpresa dal nostro chalet, bello, lindo, curato e spazioso, con una magnifica terrazza dove sedersi ad ascoltare il rumore della giungla. È proprio questo a colpirmi subito, un suono costante fatto di una sinfonia di versi di animali e fruscio di alberi, che sale di intensità al calar della notte.
Il night Walk si rivela una delle esperienze di viaggio più intense della mia vita. Vorrei poter spiegare a parole cosa significa camminare alla luce delle torce e sentire attorno la giungla , un canto intenso, ipnotico , potente e al contempo rilassante, come una cantilena, ma nessuna parola e’ abbastanza potente.La nostra guida ci fa sedere e spegnere le torce ed è allora che la magia raggiunge l’apice: nell’oscurita totale, nel nero assoluto tutti i sensi sono concentrati su quel canto forte, che arriva alla pancia, ti entra nella testa, avvolge i pensieri e li culla in un dolce oblio. Gli occhi piano piano si abituano al buio e lentamente percepisco in alto degli sprazzi di chiarore; e’ la luce della luna che penetra tra la vegetazione. La giuda ci porta dei rami luminosi, sono coperti di funghi che diventano luminescenti di notte, nel buio si vedono solo questi steli fluorescenti che paiono fluttuare nell’aria mentre le nostre mani invisibili li muovono. Adesso la magia e’ totale, l’emozione talmente forte da commuovermi: una natura così possente non l’avevo mai incontrata. Quel canto mi entrato dentro e so che non lo dimenticherò .

La costanza mi ha premiata e dopo una prima spedizione rovinata dalla pioggia battente al Semingoh Rehabitation Centre di Kuching, ieri mattina sono tornata col sole, per vedere gli oranghi. E stavolta li ho visti, così vicino da non crederci. Li ho visti saltare liberi tra gli alberi appesi alle funi, scivolare giu’ rapidi per andare a prendere ilcibo nella piattaforma dove i rangers mettono banane e patata dolci.
Ho visto i piccoli tenersi stretti alla schiena della loro mamma, ho visto i loro occhi, furbi e vivaci come quelli di un bambino. Ho visto un cucciolo posare la mano sulla gamba della mamma come a cercare un contatto fisico, mentre si gustava una banana tutta per lui. Ho visto lo sguardo amorevole e protettivo delle madri osservare i loro cuccioli mentre giocavano a saltare tra gli alberi.
Nel centro gli oranghi sono liberi, sono stati portati qui dopo essere stati sottratti a detenzioni illecite e qui vengono riabilitati alla vita libera. Il personale del centro ci ha spiegato che molti temono gli uomini perché ricordano ancora quando sono stati catturati con la forza delle armi. Quanto stupido può essere l’uomo.
Dopo essere rimasta a lungo ad osservare in silenzio i primati gustare in pace il loro pasto, lascio il centro con ancora nella mente le immagini di quegli occhi tanto espressivi da sembrare umani, istantanee di un’esperienza che mi porterò dentro per sempre.
E #wildborneo continua.


Here we are, the countdown for holidays has finally started! I’ll soon be leaving for one of those trips with a capital T, the kind of trip you get on a plane, you spend about ten hours watching movies, listening to music, reading and eating and then you find yourself on the other side of the globe, ready to discover a new land.

Not that short and medium trips are uninteresting, on the contrary, but sometimes I have a physical need to leave old Europe and get to distant countries, to throw me for a while everything behind and immerse body and soul in a new dimension, where to loose the coordinates of everyday life and let myself surprise by the country which reveals to me. 
When the plane touches the ground and the excitement skyrockets, I always wonder how the world out there will be, how are streets, houses, people, what they eat, how they sleep, if their life is similar or different to mine. 
Each trip is a little mystery that is revealed, a piece of our extraordinary world to discover and that I know from the very beginning I will carry with me forever, because the simple fact of being thousands of miles from home makes it special and unforgettable.

This year I will go back again to the Far East, which has haunted me with its warm exotic and relaxed atmosphere. My destination is Malaysia, where I’ve already been and enjoyed the magnificent beaches and sea. This time I will visit Borneo , the lush island rich in flora and fauna that extends between Peninsular Malaysia and Indonesia, stretching out to the Philippines. 

First I will stop in Sarawak , the region that according to many has maintained the spirit of the original people of this land and where nature has been preserved intact.
I will visit Kuching, the capital of the state that promises atmospheres of old Indochina, and from there I will visit  Bako National Park , which in spite of the proximity to the city is considered one of the most beautiful Borneo’s natural parks, where I hope to see orangutans.

I will then fly to Mulu National Park , a series of huge underground caves immersed in the lush tropical forest where I will delight over hanging bridges to observe the exotic wildlife and go trekking along huge caves. I will also try the thrill of hearing the sounds of the forest at night since I will stay in one of the bungalows inside the park.

I will then fly to Sabah that, although it is said to be the most exploited region of Borneo, full of huge plantations, I hope it will surprise and delight me with its fantastic islands, worldwide known for the extraordinary richness of the sea as well as for the stunning landscapes.
But the program would not be complete without a little of metropolitan world, which is why on both ways I will stop  in Singapore , an extraordinary city that I’ve visited a few years ago during a short stay , but I want toexplore better in this new journey. In just two years many new amazing buildings have been built, expression of the spirit of innovation that is the hallmark of Singapore. An extraordinarily lively and energetic city, famous not only for the futuristic and modern buildings and luxury shopping, but also for the great culinary offerings, thanks to which it has been nominated the  culinary capital of Asia.
An  exciting journey in the heart of the Far East to breathtaking metropolis and intact and wild nature. All I have to to is waiting for the countdown to end, take a deep breath, close my eyes … and leave for a new adventure!

Follow me on # wildborneo ! Stay tuned!

 Finalmente ci siamo, è iniziato il conto alla rovescia per le ferie! Quello che mi appresto a fare è uno di quei viaggi con la V maiuscola, quelli in cui sali su un aereo, ti trastulli una decina di ore tra film, musica e qualche pranzetto e alla fine ti ritrovi dall’altra parte del globo, pronto per andare alla scoperta di una nuova terra.

Non che i viaggi corto e medio raggio siano poco interessanti, tutt’altro, ma ogni tanto ho un bisogno fisico di lasciare la cara vecchia Europa e proiettarmi verso paesi lontani, per gettarmi per un po’ tutto alle spalle e immergermi corpo e anima in una dimensione nuova dove perdere le coordinate della vita di tutti i giorni e lasciarmi sorprendere dal paese che si svela ai miei occhi.
Me lo chiedo ogni volta che l’aereo tocca terra e l’emozione dell’arrivo sale alle stelle, mi domando come sarà il mondo lì fuori, come saranno le strade, le case, la gente, cosa mangiano, come dormono, quanto uguale o diversa è la loro vita rispetto alla mia.
Ogni viaggio è un piccolo mistero che si svela, un pezzettino del nostro straordinario mondo che si rivela e che, bello o brutto,so ancora prima di conoscerlo che mi porterò dentro per sempre, perché il solo fatto di essere migliaia e migliaia di chilometri da casa lo rende speciale e indimenticabile.
Quest’anno torno ancora una volta in l’Oriente, che mi ha stregata con le sue atmosfere calde, esotiche e rilassate. La mia destinazione sarà la Malaysia, paese di cui ho già avuto modo di apprezzare le magnifiche spiagge e i fondali da sogno.Questa volta visiterò il Borneo, l’isola rigogliosa ricca di flora e fauna che si estende tra Malaysia Peninsulare e Indonesia e si protende verso le Filippine. 
Prima farò tappa in Sarawak, la regione che a detta di molti ha mantenuto di più lo spirito delle popolazioni originali di queste terre e dove la natura si conserva più intatta.
Visiterò Kuching, la capitale dello stato che promette di regalare atmosfere della vecchia Indocina, e da lì andrò alla scoperta del Bako National Park, che a dispetto della vicinanza con la città è considerato uno dei parchi naturali più suggestivi del Borneo, dove spero di vedere gli oranghi.
Poi volerò verso il Mulu National Park, una serie di enormi caverne sotterranee immerse nella foresta tropicale dove potrò deliziarmi tra ponti sospesi nella foresta per osservare la fauna esotica e trekking lungo enormi grotte. Proverò anche l’ebrezza di sentire i suoni della foresta di notte dal momento che pernotterò in uno dei bungalow all’interno del parco.

Poi di nuovo in volo verso il Sabah che, pur essendo la regione più sfruttata e piena di enormi piantagioni, spero mi riservi più di qualche speciale sorpresa nelle sue fantastiche isole, conosciute per la straordinaria ricchezza dei fondali oltre che per i paesaggi da cartolina.
Ma il programma non sarebbe completo se dopo tanta natura non mi inebriassi con un po’ di mondo metropolitano, è per questo che sia all’andata che al ritorno mi lascerò sedurre da luci e sapori di Singapore, straordinaria città che ho già visitato qualche anno fa in un breve soggiorno, ma che voglio 
esplorare meglio in questo nuovo viaggio. In soli due anni sono stati realizzati tanti nuovi strabilianti edifici espressione di quello spirito innovativo e futuristico che è il segno distintivo di Singapore. Una città straordinariamente viva ed energica, famosa, oltre che per gli avveniristici e moderni edifici e lo shopping da capogiro, anche per la grande offerta culinaria, talmente varia da averle fatto meritare l’appellativo di capitale culinaria dell’Asia.

Un viaggio adrenalinico ed eccitante nel cuore dell’Oriente tra natura selvaggia e strabilianti metropoli. Non resta che aspettare che il conto alla rovescia arrivi alla fine, fare un bel respiro, chiudere gli occhi e …partire per una nuova avventura!

Seguitemi su #wildborneo! Stay tuned!

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