Hoi An

Prima di continuare a raccontarvi le tappe di #vietnaMosaic ho deciso di raccogliere tutte le informazioni pratiche per organizzare un viaggio in Vietnam, così da rispondere a quanti di voi mi hanno chiesto suggerimenti e consigli.

Come arrivare in Vietnam

Il Vietnam è collegato all’Italia con numerosi voli operati dalle maggiori compagnie. Non esiste un volo diretto quindi sarà necessario almeno uno scalo in Europa o Medio Oriente. Personalmente per i voli in Estremo Oriente mi trovo bene con le tratte via Emirati Arabi. Stavolta ho trovato una tariffa molto vantaggiosa con Etihad da Venezia. Il volo Venezia-Abu Dhabi è operato da Alitalia mentre quello Abu Dhabi- Ho Chi Minh City da Etihad stessa.

La soluzione ideale,volendo visitare sia il nord che il sud del paese, sarebbe arrivare ad Hanoi, la capitale del Vietnam, e ripartire da HCMC o viceversa, ma naturalmente questa soluzione ha costi che possono essere anche di parecchio maggiori rispetto ad andata e ritorno dallo stesso scalo. Io ho optato per andata e ritorno da HCMC e volo interno HCMC- Hanoi con Vietnam Airlines.

Spostamenti interni in Vietnam

Il Vietnam è lunghissimo e le distanze tra città importanti, anche considerando i lentissimi spostamenti via strada (viaggiano ad una media di 40 km/h!). L’opzione treno l’ho scartata (a malincuore!) perché i treni vietnamiti sono lenti e gli orari poco affidabili.

La soluzione più pratica sono i voli interni. Ci sono alcune compagnie low-cost come Jetstar ma non sono molto affidabili (ho visto parecchi voli di questa e altre compagnie minori cancellati o in ritardo mentre aspettavo i miei voli) quindi la soluzione è Vietnam Airlines, la compagnia di bandiera (che fa parte di Star Alliance), affidabile e puntuale. 
Nel mio viaggio ho effettuato tre voli interni: HCMC- Hanoi, Hanoi-Hué, Danang-HCMC
Se prenotati con anticipo, le tariffe sono convenienti.

Collegamenti via terra: L’unico collegamento via terra durante il mio viaggio è stato il Hué-Hoi An: quasi 4 ore per percorrere poco più di 90 chilometri in un pullman vecchio senza aria condizionata (con temperature ed umidità folli), un vero incubo. L’errore è stato prendere quello che localmente chiamano lo Speedy Bus (alla faccia dello speedy!) al costo di 6$ a persona. Col senno di poi sarebbe stato il caso di investire 70$ in una macchina privata con autista che mi avrebbe garantito un viaggio più rapido e decisamente più confortevole! Purtroppo non ero stata avvertita dallo staff dell’hotel presso il quale ho prenotato il trasferimento che lo Speedy Bus non aveva A/C (si sono poi scusati spiegandomi che nemmeno loro ne erano al corrente e vista la loro gentilezza, sono certa che fossero in buona fede), che a 38° con il 90% di umidità non è un optional ma un mezzo di sopravvivenza per non svenire dal caldo!

Trasporti urbani: i taxi sono il modo migliore per spostarsi in città dal momento che anche i maggiori centri non hanno un sistema di trasporto urbano (a parte pochi autobus). Le compagnie ufficiali sono Vinasun (taxi bianchi) e Mai Linh (taxi verdi). Entrambe operano con tassametro a chilometro e i prezzi sono molto economici, per una corsa in centro di 4-5 chilometri si spende poco più di 1€. Esistono anche compagnie alternative, sopratutto ad Hanoi, che applicano tariffe più convenienti. Prima di salire verificate sempre che il mezzo esponga all’esterno numero di taxi e tariffe e che l’autista azioni il tassametro.

Il visto per il Vietnam

Avevo letto molto in merito, oltretutto le regole sono cambiate proprio a giugno 2015, da quando le autorità vietnamite hanno deciso di togliere il visto per alcuni stati (tra cui l’Italia) per soggiorni inferiori a 15 giorni (il provvedimento sarà valido fino al 2016, si spera venga poi prolungato).
Per i cittadini italiani che si fermano in Vietnam più di 15 giorni il visto è obbligatorio. La soluzione più pratica e meno costosa è richiedere il pre-visto tramite una delle agenzie autorizzate. In internet se ne trovano molte, il mio consiglio è però di affidarsi ad un’agenzia presente sul territorio. Io ho usufruito del servizio di Asiativa Travel, agenzia storica di Hanoi che lavora molto con il mercato italiano. Per 15$ mi hanno fornito in tempi rapidissimi la lettera di pre-autorizzazione.
All’arrivo in areoporto bisogna recarsi non direttamente ai banchi immigration ma all’ufficio VISA dove si consegna la lettera assieme al form compilato (chiedetelo in anticipo ad Asiatica così risparmierete tempo all’arrivo), una fototessera recente e il passaporto con almeno 6 mesi di validità residua. Attenzione: la lettera deve essere stampata, non presentate copie pdf mostrate dal vostro cellulare perché non è possibile spedirla agli addetti per mail, accettano solo il cartaceo! L’addetto ritira il tutto e in ca. 20 minuti (l’attesa dipende dall’afflusso del momento) verrete richiamati per ritirare il passaporto su cui sarà stato incollato il visto, per il quale dovrete pagare 45$ (accettano anche euro ma danno il cambio solo in $).Tenete le orecchie aperte perché non è sempre facile distinguere il proprio nome pronunciato dagli addetti vietnamiti!

Il clima del Vietnam

A sud c’è un clima tropicale con scarsa escursione tra estate ed inverno e brevi ma intensi acquazzoni estivi. A nord il clima è più temperato, con inverni freddi ed estati calde e molto umide. Ad agosto la combinazione caldo e umidità è davvero intensa e rende faticosi gli spostamenti, quindi bisogna vestire leggeri ed avere sempre una buona scorta d’acqua con sé. 

Durante la mia permanenza ad agosto ho trovato solo i primi giorni pioggia ad Hanoi, poi sempre cielo terso ma con temperature alte. Ad HCMC piove tutti i giorni ma gli acquazzoni durano poco, mezz’ora di diluvio e poi torna il sole.

Come organizzare l’itinerario

Le maggiori attrazioni si trovano a sud, nord e centro del Vietnam quindi un itinerario completo deve necessariamente prevedere diversi spostamenti. Nella programmazione delle tappe ho chiesto consiglio ai consulenti di Asiatica Travel che conoscono molto bene i reali tempi di spostamento in Vietnam e che hanno saputo consigliarmi come ottimizzare al meglio il tempo a disposizione.

L’itinerario ideale include una visita ad Ho Chi Minh City, da dove si possono fare escursioni nel Delta del Mekong e ai Cu Chi Tunnels.
Ad Hanoi, oltre alla visita della città, sono irrinunciabili le escursioni alla Baia di Halong e a Tam Coc, altre meraviglia naturale del Vietnam.
Nel Vietnam Centrale si trova invece Hué con la cittadella imperiale e Hoi An, il gioiello del paese, la più turistica ma anche la più affascinante delle città storiche.
A queste tappe si aggiungono Danang, che con le sue spiagge e architetture moderne sta emergendo come nuova meta turistica, le lunghe e animate spiagge di Nha Trang e altri tesori naturali. Due settimane sono il minimo, meglio tre per poter assaporare con calma la bellezza dei singoli luoghi.
Non esistendo trasporti pubblici, tutti i luoghi citati si visitano partecipando ad escursioni organizzate o private con guida e trasporto inclusi. In particolare per la crociera alla Baia di Hanoi bisogna stare attenti alla qualità della giuca proposta, ho sentito commenti molto negativi da persone che avevano preso escursioni a prezzi molto scontati. Io ho prenotato tramite Asiatica Travel e il servizio è stato ottimo, sia per pulizia e comfort della camera sulla giunca che per puntualità e serietà dello staff e della guida. Per tutte le info leggete il post che ho scritto in proposito.

Assicurazione sanitaria

Come per tutti i viaggi, anche per in Vietnam è assolutamente necessario stipulare un’assicurazione medica prima della partenza che copra l’intera durata del viaggio. Il mio consiglio è quello di non risparmiare mai su questa voce di viaggio, non stipulare l’assicurazione medica vorrebbe dire esporsi al rischio di conti salatissimi in caso di bisogno. Non rischiate! 

Io mi sono affidata a Viaggi Sicuri con la quale mi trovo molto bene, ha un sito chiaro ed immediato per la prenotazione e il servizio clienti è rapido ed efficiente (non ho per fortuna dovuto testare il servizio emergenze ma li ho contattati prima dell’acquisto della polizza per info e sono stati molto rapidi e precisi). In una polizza medica è importante verificare i massimali, alcune assicurazioni offrono tariffe economiche ma a fronte di massimali bassi, o peggio chiedono di prepagare tutte le prestazioni mediche, il che può significare anticipare molti soldi. Altre non includono la responsabilità civile, il che significa che se durante il viaggio causate danni materiali a qualcuno non sarete coperti e dovrete rispondere personalmente.
Io ho scelto la polizza Argento di Viaggi Sicuri che garantisce massimali alti, assistenza all’estero, responsabilità civile e molto altro. L’assicurazione medica non è un costo ma un investimento sulla tranquillità del viaggio!

I due giorni trascorsi nella Baia di Halong sono stati tra i più belli ed emozionanti di #vietnamosaic. Questa insenatura nel nord del Vietnam, a sud di Hanoi, è considerata una delle meraviglie naturali del mondo. Un universo fatto di migliaia di isole calcaree (se ne contano oltre 3000!) che emergono dalle acque verdi del Golfo di Tonchino come giganti silenziosi, un esercito di pietra che pare voler custodire la bellezza della baia.
Come vi ho raccontato nel diario di viaggio in cui ho cercato di spiegare le intense sensazioni di quei momenti, il ritrovarmi al cospetto con questo luogo che tanto avevo sognato è stato eccitante e al contempo un po’ strano. Riversare troppe aspettative su un posto può portare a delusioni e la paura che la Halong Bay non fosse all’altezza della mia immaginazione era palpabile. In realtà non è stato così ed anche con un cielo carico di nuvole la baia è riuscita a mostrarsi in tutta la sua limpida bellezza, fatta non solo di elementi naturali ma anche di un’atmosfera rarefatta e di vellutati silenzi.

Crociera nella Baia di Halong

La Baia di Halong
Il villaggio di pescatori della Baia di Halong
Per poter visitare la baia di Halong bisogna necessariamente salire su una delle giunche cinesi autorizzate a navigare in queste acque. La baia è stata nominata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO pertanto la navigazione ed il traffico sono regolamentati da regole rigide.
La cittadina di Halong è raggiungibile in circa 4 ore d’auto da Hanoi. Le agenzie che organizzano tour di uno o più giorni alla baia sono tantissime ma la qualità delle escursioni offerte varia molto, quindi la scelta non è facile.
Inizio subito col dire che molte agenzie propongono escursioni in giornata alla baia ma le sconsiglio assolutamente. Considerando 8 ore di pullman tra andata e ritorno e oltre un’ora di navigazione per arrivare nel cuore della baia, è facile capire come il tempo che rimane a disposizione per ammirarla è pochissimo. 
L’escursione ideale alla baia di Halong è quella di due giorni-una notte con pernottamento a bordo di una giunca. Ci sono molte agenzie che offrono crociere nella baia e ovviamente anche qui la qualità ed il livello differisce di molto, andando dalle giunche più basic alle super lusso.
Personalmente vi posso consigliare la Garden Bay Cruise che ha una flotta di giunche di ottimo livello ed offre un servizio puntuale e affidabile. Io ho navigato sulla giunca Gardey Bay 1. Vi consiglio di optare per le stanze al piano superiore, costano un po’ di più ma hanno due vetrate enormi che si aprono sulla baia, così potrete rimanere immersi nel panorama anche quando siete in camera. Il livello delle stanze è molto buono, pulite ed attrezzate, con acqua calda e un’ottima doccia considerando di essere in barca! Per prenotare la crociera con Garden Bay Cruise potete rivolgervi ad Asiatica Travel contattandoli attraverso il loro sito web a questo link.

Escursione di due giorni alla Baia di Halong


La Baia di Halong
Questo il programma della nostra crociera che sostanzialmente è uguale per tutte le agenzie e giunche.
Il primo giorno siamo partiti da Hanoi (pick up in hotel) verso le 8.00 e abbiamo raggiunto Halong intorno alle 13.00, con una sosta lungo la strada. Arrivati al molo, con un brevissimo trasferimento in barca siamo saliti a bordo della Garben Bay 1 con aperitivo di benvenuto. Dopo il check-in abbiamo pranzano mentre la giunca ha iniziato la navigazione verso il cuore della baia. Il cibo (incluso nel costo della crociera) è sempre stato ottimo, sia a pranzo che a cena. Dopo pranzo ci siamo rilassati sul ponte superiore, attrezzato con lettini. Mano a mano che ci inoltravamo tra le isole, la vista diventava sempre più coinvolgente, uno spettacolo della natura! Nel pomeriggio ci hanno condotti a visitare il villaggio di pescatori della baia, immerso tra le formazioni rocciose. Si tratta di un percorso ad anello della durata di circa un’ora che si può fare in bamboo boat o in kayak. Personalmente ho preferito la prima, potendo così scattare foto al panorama che credetemi, lascia senza fiato: immersi nel silenzio, l’unico rumore che si sente è il morbido scivolare dei remi nell’acqua, mentre davanti agli occhi scorre la meraviglia degli enormi monoliti ricoperti di vegetazione che emergono dal mare.
Rientrati alla giunca, abbiamo assistito ad un mini corso di cucina vietnamita e poi il personale di bordo ci ha preparato un’ottimo barbecue per cena. La parte più bella della serata è stata però rimanere sul ponte al calar del sole, assistere al tramonto nella baia, con il cielo che si tingeva di rosso facendo risplendere i profili scuri delle isole. Indimenticabile! La stessa magia si è ripetuta la sera, quando arrivati nella zona prestabilita per la sosta delle giunche durante la notte, ci siamo ritrovati immersi nel buio, sotto un cielo carico di stelle. Naturalmente non eravamo soli, in quanto tutte le giunche in navigazione devono per regolamento sostare in questa zona della baia per la notte, ma la compagnia non è stata motivo di fastidio, anzi, le luci delle altre giunche hanno aggiunto magia alla scena.
Una notte nella baia di Halong è un’esperienza che consiglio a tutti e che da sola vale un viaggio in Vietnam!
Il secondo giorno dopo colazione abbiamo effettuato una nuova escursione, stavolta alla Grotta della Sorpresa. Molte delle isole della Baia di Halong contengono grotte e quella di Hang Sung Sot (della Sorpresa) è una delle più spettacolari. Per raggiungerla si sale una scalinata che conduce all’ingresso, da cui si gode di una splendida vista sulla baia. L’interno della grotta mi ha sorpresa per grandezza e bellezza, con stalattiti e stalagmiti dalle forme bizzarre.
Rientrati in giunca, è iniziato il viaggio di ritorno durante il quale abbiamo ancora una volta potuto godere del panorama dal ponte superiore. Arrivati al molo, siamo ripartiti per Hanoi dove siamo arrivati verso le sei del pomeriggio. 
Chi vuole vedere più grotte e anfratti può optate per la crociera di tre giorni ma anche quella di due giorni, che permette di ottimizzare costi e tempi, è sufficiente per ammirare la bellezza senza tempo di Halong Bay!

Ho Chi Minh City Notre Dame

Dopo avervi descritto il suo pazzo traffico, è la volta di raccontare cosa vedere ad Ho Chi Minh City!

Anche se non numerosi, ci sono alcuni monumenti e musei di grande interesse in città, per la maggior parte concentrati nella zona del centro, il Distretto 1, quello che ancora oggi viene chiamato Saigon, il nome dato alla città dagli Americani. Questa frenetica metropoli offre anche angoli eleganti che rappresentano un piacevole diversivo dai rumorosi e caotici quartieri più popolari. L’alternasi di architetture e stili asiatici ed europei è proprio la caratteristica principale di Ho Chi Minh City e ciò che la rende interessante.

L’architettura coloniale francese a Saigon

Il Palazzo del Comitato del Popolo HCMC
Il Palazzo del Comitato del Popolo

Camminando lungo i viali alberati del centro sorprende ritrovare numerosi palazzi di gusto europeo, retaggio della colonizzazione francese chiaramente visibile in alcuni edifici chiave, come la bellissima Cattedrale di Notre Dame, dedicata alla Vergine Maria.

La chiesa in mattoni rossi in stile neo-romanico, costruita nel 1877 con materiali importati dalla Francia, spicca al centro di una vasta piazza adorna di bei giardini. Proprio accanto alla cattedrale sorge un altro edificio in stile classico francese, la Posta Centrale, progettata da Gustave Eiffel nel 1886. L’elegante facciata dai toni gialli e con rifiniture in ferro battuto verde fa da preludio al grandioso atrio centrale coperto da una volta a botte, mentre alle pareti sono esposte mappe storiche del Vietnam. L’atrio ospita gli sportelli delle poste, un ottimo posto in cui osservare la vita quotidiana di Saigon, dove i locali si mescolano ai molti turisti attirati dalla bellezza architettonica dell’edificio.
Altro simboli di Ho Chi Minh City che conserva linee francesi è il Palazzo del Comitato del Popolo, ex Hotel de Ville (Municipio), risalente ai primi del 1900. Di nuovo un’elegante facciata dai toni caldi è incorniciata da stucchi e statue. L’edificio ospita il Comitato del Popolo di Ho Chi Minh e non è aperto al pubblico.
Di fronte, si apre lo spazio urbano più di ampio respiro di tutta la città, il grande viale pedonale DL Nguyen Hue. che all’estremità nord-occidentale, proprio di fronte al Palazzo del Comitato del Popolo, ospita la statua di Ho Chi Minh City, uno dei posti più fotografati della città. Lungo l’ampio viale la sera si riversano locali e turisti e la zona diventa la più animata della città, con spettacoli di strada improvvisati, bambini che giocano ed tante famiglie a passeggio.
A pochi metri di distanza, il Teatro dell’Opera è un altro bell’esempio di stile coloniale francese. Il teatro si trova accanto ad altri edifici di stampo europeo che ospitano storici hotel di lusso di Saigon, come il Continentale e il Caravelle hotel. Quest’ultimo durante la Guerra del Vietnam ospitava i giornalisti stranieri.

Lo skyline di Saigon

Ho Chi Minh City skyline

Le metropoli si sa è bello vederle dall’alto ed anche Saigon offre diversi interessanti punti di osservazione. La prospettiva migliore è quella che si gode dal SaigonSkydeck della Bitexco Financial Tower, un grattacielo di 68 piani progettato da Carlos Zapata. Il biglietto d’ingresso è un po’ caro rispetto alla media delle attrazioni turistiche (200.000VND- ca. 8€) ma la vista merita. Con un ascensore ultra veloce si sale al piano della torre da cui grandi vetrate offrono una vista a 360° sulla città.

Un modo alternativo di ammirare lo skyline di Ho Chi Minh City è bere qualcosa in uno dei tanti bar sui tetti, sopratutto la sera quando la città di accende di mille luci al neon colorate. La scelta è vasta, i più famosi sono all’ultimo piano di hotel prestigiosi come il Rex Hotel o lo Sheraton, entrambi ubicati nella zona intorno a DL Nguyen Hue. Naturalmente i prezzi sono (molto) più alti della media e spesso è imposto un dress code (no pantaloncini ed infradito!) quindi informatevi prima di andare!
Personalmente ho provato lo sky bar dell’hotel in cui soggiornavo, l’Eden Hotel, che anche se non centralissimo offre una bella vista sulla città e sulla Bitexco Financial Tower.

La Guerra del Vietnam vista dalla prospettiva dei vietnamiti

Il passato di Ho Chi Minh City non è segnato solo dalla colonizzazione ma anche e sopratutto dalla guerra contro gli Americani, un conflitto durato 15 anni e che sin concluse il 30 aprile del 1975 con la caduta di Saigon e la riunificazione del Vietnam sotto il governo di Hanoi. Il fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam, preso il controllo della città, la ribattezzò Ho Chi Minh City in omaggio al padre fondatore del Vietnam socialista.

Il Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh City

Tutti noi occidentali abbiamo sentito spesso nominare la Guerra del Vietnam, anche a causa delle tantissime vittime che causò tra militari e civili, ma solo visitando il Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh City è possibile sentirla raccontare dall’altra prospettiva, quella del Vietnam. Siamo da sempre abituati a sentire parlare dei veterani americani, delle loro perdite e delle difficoltà anche psicologiche che dovettero affrontare al ritorno in patria, dilaniati dai ricordi di un conflitto così sanguinoso. Ho Chi Minh City racconta cosa significò la guerra per le popolazioni del Vietnam del Sud, colpite da bombe, attacchi e dal famigerato agente Orange. Già il fatto che qui la chiamino “Guerra Americana” dà un’immediata idea del rovesciamento della prospettiva, e le tante foto esposte al museo raccontano con vivido realismo gli orrori di quelle bombe e di quegli assedi.
Una carrellata di volti scorre lungo le bacheche del museo, madri con gli occhi colmi di disperazione che tengono in braccio i figli, bambini soli che piangono accanto ai corpi senza vita dei genitori, soldati feriti assistiti dai compagni. Vietnamiti e americani, le foto raccontano una sofferenza ed un dolore senza bandiera né lingua, grida silenziose che paiono risuonare nella stanza anche a distanza di anni. Molte delle immagini non sono facili da sostenere, ma guardarle getta luce su un conflitto di cui si parla troppo poco.
Una cosa su cui per esempio non mi ero mai soffermata con attenzione prima di visitare il museo di Ho Chi Minh sono i costi della Guerra del Vietnam: agli americani il conflitto costò oltre 165 miliardi di dollari, una cifra spropositata ed assurda se si pensa a quanto si sarebbe potuto fare di positivo nel mondo con una simile risorsa. In termini di vite umane, i costi furono ancora più catastrofici e dolorosi: il solo Vietnam ha dichiarato un milioni di vittime tra i combattenti e 4 milioni di civili uccisi, a cui si aggiungono le perdite tra i soldati americani. Una vera ecatombe che non si limita ai morti. Centinaia di migliaia furono le persone rimaste disabili a seguito dell’esposizione all’agente Orange, usato dagli americani per deforestare le campagne vietnamite e stanare i nemici. L’agente, rivelatosi cancerogeno e teratogeno, causa gravissime malformazioni. Le foto che ritraggono le conseguenze del famigerato agente Orange sono impressionanti e lasciano senza parole di fronte all’assurda scia di orrore e dolore che una guerra simile ha lasciato dietro di sé per molti anni a venire. 
Il Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh City non è un posto facile da vedere e da digerire, le foto e le testimonianze toccano le corde più profonde della coscienza, ma è doveroso visitarlo per rendere omaggio ai milioni di vittime e per ricordare ancora una volta l’assurdità della guerra. Penso che musei così dovrebbero essere visti da tutti almeno una volta nella vita. Se c’è un luogo immancabile in un tour del Vietnam per capire il passato ed il presente della nazione, è proprio questo museo.

Il Palazzo delle Riunificazione

Dopo gli edifici in stile coloniale francese, si fa un balzo in avanti nella storia di Ho Chi Minh visitando questo edificio in stile sovietico, teatro degli avvenimenti che portarono alla caduta di Saigon nel 1975. Il palazzo è visitabile tutti i giorni, il biglietto di ingresso costa appena 30.000VND, poco più di 1€. Le grandi stanze disposte su tre piani hanno un atmosfera ingessata e un po’ cupa e mostrano gli ambienti che videro il nuovo governo socialista prendere il comando della città. Al piano terra ci sono diverse sale riunioni mentre al primo piano ci sono sale ricevimento degli ospiti e, in un’ala sul retro, gli appartamenti del presidente. Al secondo piano si trovano gli ambienti dedicati allo svago con una sala giochi ed un cinema.
Devo ammettere che dal punto di vista architettonico il palazzo non è entusiasmante e gli arredi risultano spesso un po’ pacchiani, ma il valore storico dell’edificio è indiscutibile e nessun viaggio ad Ho Ci Minh City sarebbe completo senza una visita al Palazzo della Riunificazione.

Guida alla visita di Ho Chi Minh City

Come arrivare in città: l’aeroporto internazionale di Ho Chi Mihn dista ca. 5 km dal centro. Il mezzo migliore per arrivare in città è il taxi. All’uscita dell’aeroporto ci sono molti tassisti abusivi che si avventano sui turisti, usate solo le società accreditate Mai Linh (taxi verdi) e Vinasun (bianchi) che vanno a tassametro. Assicuratevi sempre che l’autista abbia azionato il tassametro prima di partire. La corsa verso il Distretto 1 non dovrebbe costarvi più di 150.000VSN comprensivi di tassa di uscita dall’aeroporto.
Dove dormire: Ho Chi Minh offre hotel di tutte le categorie, il mio consiglio è di stare almeno in un 3 stelle per avere garanzia di un buon livello.
Testati da Viaggiolibera: Queen Ann Hotel – buon 3 stelle con stanze di dimensioni buone, mobilio un po’ vecchio ma nel complesso una discreta sistemazione con un rapporto qualità prezzo molto valido. Il centro è raggiungibile con una breve corsa in taxi al costo di pochi dong.
Eden Hotel Star: sulla stessa strada del Queen Ann, l’Eden è 4 stelle di ottimo livello, stanze ampie e confortevoli, colazione ottima. La piscina sul tetto è un po’ piccola e datata ma la vista è splendida.

Organizzare il viaggio: Per organizzare il viaggio in Vietnam e la visita di Ho Chi Minh City potete rivolgervi ad Asiatica Travel, un’ottima agenzia di Hanoi con personale altamente qualificato che parla italiano. Organizzano itinerari in tutto il Vietnam (ed Estremo Oriente) e sono super affidabili e disponibili,  non ci sarà domanda o dubbio a cui non sapranno rispondere! 


Ho Chi Minh City

Lo confesso, sono arrivata in Vietnam un po’ spavalda, forte dei miei trascorsi viaggi su e giù per il sud-est asiatico. Dopo aver raggiunto un Ankor Wat pre-turismo di massa lungo strade di fango (oramai 10 anni or sono!), pensavo non ci fosse più nulla di questo remoto angolo di continente asiatico che potesse scuotere la mia certezza di essere oramai vaccinata all’Oriente, tanto da sentirlo un po’ mio, come quegli abiti che non metti spesso ma quando lo fai ti ci senti perfettamente a tuo agio dentro.
La verità è che nessuno dei miei precedenti viaggi in Oriente mi aveva veramente preparata al primo impatto con Ho Chi Minh City!

Il traffico di Ho Chi Minh, caos calmo

Ho Chi Minh City
Il traffico di Ho Chi Minh City
Non ci sono tuk tuk di Bangkok, vie congestionate di Kuala Lumpur o metropolitane a centocinquanta uscite di Tokyo che possano reggere il confronto con la baraonda disordinata e sregolata che regna per le strade (e i marciapiedi) di HCMC. Uno sciame di scooter colorati carichi di ogni sorta di gente e merci avanza lento ma inesorabile dall’alba al tramonto. Dire che ad Ho Chi Minh i motorini sono tanti sarebbe riduttivo dal momento che si contano ben 6 milioni di scooter su una popolazione di 10 milioni e mezzo. Considerando l’alto tasso di natalità della nazione, praticamente tutti tranne i bambini (e gli ultracentenari) possiedono un motorino! E sono tutti lì, riversati nelle strade cittadine, centinaia di migliaia di scooter che si muovono in tutte le direzioni.

La prima corsa in taxi è bastata per farmi capire come in Vietnam, ed a HCM in particolare, il senso di marcia è un concetto astratto e prevalga più la regola dell’avanzare, anche se questo può voler dire viaggiare in direzione contraria alla propria corsia o tagliare trasversalmente una strada percorsa da migliaia di scooter. Come facciano a sopravvivere mi rimane un mistero, ma dopo qualche giorno trascorso in città ho capito (o almeno credo) qual’è il segreto del traffico caotico ma raramente ingolfato di HCHC.
In realtà tutto si basa su due principi cardine: la tolleranza e l’assenza di regole.

La prima è un concetto difficile da capire per noi automobilisti occidentali, abituati a urlare parole infamanti accompagnate da gesti inconsulti a chiunque si azzardi a compiere manovre non autorizzate. Ad HCM invece non ho mai visto nessun taxista né autista di scooter inveire o alzare la voce. Tutti si rispettano, consapevoli di essere tutti sulla stessa barca, o meglio nella stessa metropoli straripante di gente e mezzi: c’è posto per tutti, basta solo pazientare. Già la pazienza, quella che noi occidentali, io in primis, proprio non sappiamo dove stia di casa. Una corsa in taxi ad Ho Chi Minh diventa così una seduta di yoga e il finestrino uno schermo TV dove osservare lo spettacolo della vita vera, cercando di non agitarsi quando uno scooter sembra voler entrare dritto dentro all’abitacolo.
Il secondo concetto, l’assenza di regole, può sembrare una follia ma camminando per qualche giorno per le strade di HCMC si capisce che è l’unico modo per sopravvivere. Se gli automobilisti rispettassero la segnaletica stradale si creerebbero ingorghi senza fine. Il trucco è procedere lentamente ma inesorabilmente, schivando gli altri scooter, pedoni, macchine, passando con il rosso, montando sui marciapiedi e andando al bisogno anche in direzione contraria al senso di marcia. Tutto è lecito purché sia fatto nel rispetto degli altri.

Vita da pedoni a HCMC

In questo caos vorticoso, la vita del pedone è dura. I miei primi momenti sono stati scoraggianti e hanno messo a dura prova la mia resistenza, infastidita da tanto tracimante disordine. Avanzare a piedi è un’impresa dal momento che i marciapiedi, che dovrebbero essere l’isola di salvezza dei pedoni, sono occupati da scooter in sosta, che si sommano alle immancabili bancarelle, caffè e merci esposte.Ma il momento della verità è il primo attraversamento pedonale! Quando ti ritrovi a dover passare attraverso uno sciame inarrestabile di scooter capisci che l’unico modo per uscirne indenne è abbandonarsi al flusso, senza esitazioni che creerebbero solo traumatiche interruzioni. Confesso che la prima volta è stata da cardiopalma e alla fine mi sono accodata a dei locali che, di fronte al mio evidente terrore, hanno avuto la gentilezza di scortarmi dall’altro lato. Da quel momento ho imparato, non senza intoppi, a lanciarmi nel mucchio con passo sicuro, simulando tranquillità di fronte al muro di motorini in avanzamento, imparando a fidarmi di loro, conscia che in quelle strade c’è posto davvero per tutti, anche per una turista occidentale un po’sclerata come me!

Il mood di Ho Chi Minh

Ho Chi Minh City
Trasporto uova ad Ho Chi Minh City
Superato l’impatto iniziale, ho imparato a vedere il bello di Ho Chi Mihn, quella sua vitalità scoppiettante, i colori e il teatro popolare che va in scena per le sue vie. Ad ogni angolo una scena diversa. Ancora una volta i protagonisti sono gli scooter, che i vietnamiti hanno trasformato in mezzi di trasporto di persone e merci. Famiglie intere viaggiano sullo stesso motorino (sono arrivata a contarne 5!) con i bambini trasportati in seggiolini improvvisati simili agli sgabelli dell’Ikea. Ai vietnamiti ho visto fare di tutto in sella al loro scooter: leggere, mangiare, truccarsi, pregare, dormire (solo i trasportati!), parlare al telefono, limarsi le unghie e persino scambiarsi di posto in corsa. La rosa degli oggetti trasportati varia invece da piccoli pacchi a materassi, pile di uova, ceste di frutta e fiori, mobilio vario e chi più ne ha più ne metta. Se c’è una cosa che ho capito dei vietnamiti, è che sono degli artisti-equilibristi e il modo migliore per vederli all’opera è osservarli alla guida dei loro destrieri d’acciaio.

Ad HCMC c’è naturalmente anche molto da vedere, ve ne parlerò nel prossimo post! Nel frattempo per tutte le informazioni sul viaggio in Vietnam potete visionare il sito di Asiatica Travel


La piccola cittadina di Hoi An, nel Vietnam centrale, è forse una delle più suggestive di tutto il paese, con un patrimonio storico unico e sopravvissuto indenne alle vicissitudini interne.

Adagiata sulle sponde del fiume Thu Bon, Hoi An era un tempo un importante porto che sul finire del XIX secolo vide poco a poco declinare la sua centralità a causa dell’insabbiamento del fiume, cosa che rese impossibile alle navi raggiungere il porto. In realtà questo avvenimento fu in parte la fortuna di Hoi An, che non conobbe quindi un’indiscriminata crescita commerciale e rimase città di provincia, quella che ancora oggi è. 
Tradizione ed atmosfera rimasero intatte, così come il grazioso centro storico, con oltre 800 edifici storici posti sotto tutela dall’UNESCO.
E’ proprio dalla Città Vecchia che inizia la mia esplorazione di Hoi An, una full immersion tra le sue vie stipate di negozi e bar che profumano di cibo di strada e caffè tostato. Oggi Hoi An è una delle mete più ambite dai turisti che visitano il Vietnam, che qui vengono a leggerne la storia scritta sui muri delle traballanti antiche case di mercanti giapponesi, sui templi cinesi e gli antichi magazzini del té. 
Come sempre l’avvento del turismo ha un prezzo, ed anche Hoi An paga il suo, con le case d’epoca trasformate in luoghi di attrazione dove i turisti si aggirano in fila indiana al seguito delle loro guide. Di buono c’è però che i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso alle case visitabili sono destinati alla loro conservazione. 
Il biglietto di ingresso include anche la visita dei musei e del Laboratori Artigianale che si trovano sempre all’interno della Città Antica.

Mille lanterne colorate

Avevo letto tanti racconti delle lanterne di Hoi An ma non credevo che fossero così parte integrante del tessuto urbano. Le lanterne ad Hoi An sono ovunque, appesa in flebili fili tra una casa e l’altra o esposte nelle botteghe. Sono tanti gli artigiani che le producono ed osservarli al lavoro è qualcosa che ha di magico: con le loro piccole mani rugose incollano asticelle di bambù una all’altra e ricoprono l’esile struttura con la carta di riso colorata e seta. Quando cala la sera ad Hoi An, la città si accende di migliaia di lumini colorati, come un albero di Natale illuminato tutto l’anno. 
Cenare sui ristoranti lungo il fiume in stile etnico ammirando il luccichio colorato delle lanterne è un’esperienza che reasterà tra le emozioni più intense del mio viaggio in Vietnam.

Al rientro pubblicherò il reportage completo su Hoi An con i consigli pratici per il viaggio, nel frattempo per tutte le informazioni sulla visita della città potete visionare il sito di Asiatica Travel

#vietnaMosaic continua…..


 

In questo viaggio in Vietnam sto riscoprendo e gustando l’Asia, i suoi colori, le sue atmosfere e il suo straordinario cibo di strada. Dopo aver sorvolato il paese da sud a nord ed essermi immersa nella suadente capitale, Hanoi, eccomi qui ad Hué, da molti considerata la città più bella del Vietnam.

Se sia la più bella non lo so ancora dire, dovrò aspettare la fine del viaggio per giudicare, quello che poso dire è che qui si tocca la storia antica del Vietnam, prima dell’avvento della colonizzazione francese, prima della guerra, quando il paese non aveva conosciuto alcuna contaminazione occidentale.

Hué fu per decenni la capitale amministrativa e culturale del Vietnam, e a dimostrazione della passata grandezza rimangono le maestose tombe imperiali della dinastia Nguyen e molto edifici storici.

All’interno della mura dell’antica Cittadella sono custodi alcuni tra i palazzi più belli di architettura classica vietnamita, un gusto autentico e profondamente asiatico ancora ignaro delle contaminazioni francesi che verranno in epoche più recenti.

Memorie cristallizzate

Aggirarsi tra i palazzi della Cittadella equivale ad un viaggio a ritroso tra templi e pagode intervallati da laghetti con fiori di loto. Tutto qui sembra rimasto cristallizzato, come se i decenni non fossero trascorsi e le vicissitudini attraversate dal paese non avessero scalfito la memoria del tempo che la Cittadella custodisce gelosamente. Il Recinto Imperiale è una città nella città, una meraviglia architettonica che racchiude l’antica residenza di Dien Tho.

Risalendo il fiume dei Profumi

Se non bastasse la storia a rendere affascinante Hué, c’è il fiume che la bagna che porta un nome sognante, il Fiume dei Profumi. Si può seguirne il sinuoso incedere in bicicletta o percorrerlo in un’escursione in barca, arrivando alle Tombe Imperiali e alla Pagoda di Tu Dam, una delle più belle del Vietnam. Ma questo appartiene già domani, oggi continuo a perdermi tra la storia della Cittadella, tra i suoi monumenti testimoni del passato di un paese che sto pian piano cominciando a conoscere.

Al rientro pubblichero’ il reportage completo su Huè con i consigli pratici per il viaggio, nel frattempo per tutte le informazioni sulla visita della città potete visionare il sito di Asiatica Travel

#VietnaMosaic continua…


Avevo fantasticato non so quante volte su Hanoi, la capitale del Vietnam, svolazzato con la mente sulla superficie del lago e percorso su e giù le vie colorate. E’ difficile trovarsi al cospetto con mete che si sono sognate a lungo, il rischio di restare delusi è sempre in agguato.

Il Quartiere Vecchio di Hanoi è l’archetipo dell’Asia come tutti se la immagino: un brulicare di vita e commercio, un via vai continuo di gente e motorini scoppiettanti, strade stipate all’inverosimile dove il semplice attraversare diventa un’arte, un’abilità da sviluppare con l’esercizio.
Mi è bastato posare gli occhi sul panciuto ponte di legno rosso del lago di Hoan Kiem per capire che Hanoi è come l’avevo immaginata. Vera,sfacciatamente autentica e carica del fascino proprio dei luoghi lontani.
Hanoi è chiassosa, caotica, disordinata eppure magicamente seduttrice. Tra le labiribtiche vie del Quartiere Vecchio, dove la vecchia Asia incontra smartphone di ultima generazionee hotel di lusso, persino il chiasso dei motorini diventa un elemento chiave, la  colonna sonora della spettacolo di vita che ogni giorno va in scena. Trascinata nel vortice di suoni ed immagini, ho guardato i giorni ad Hanoi volare via e avrei voluti poterli fermare, poter dilatare il tempo a disposizione per immergermi di più nella città , per respirarne i suoi profumi, catturare ogni dettaglio con la mia macchina, assaporarne gli aromi esotici, indugiando tra i negozietti di abiti, gioielli e spezie e cedendo alle lusinghe delle loro merci esotiche.

Tra arti e sapori di strada

Ogni via porta il nome della corporazione che vi si insediò originariamente nel XIII secolo e ad oggi il Quartiere Vecchio conta oltre 50 corporazioni: si spazia dalle vie di tessuti come seta e cotone a quelle di metalli come rame, stagno ed argento per poi fare un viaggio culinario tra i sapori vietnamiti con le vie delle patate dolci, del pesce arrostito e del riso, solo per citare le più note. Passando di vicolo in vicolo si ripercorre la storia dell’artigianato, incontrando fabbri, vetrai, fabbricanti di scatole di latta, di stuoie, sarti le cui abili mani corrono lungo meri di seta colorata ed erboristi che miscelano le erbe più rare.
Tanto girovagare mette appetito e di nuovo la strada è il posto giusto per assaporare le specialità vietnamite. Molte bancarelle del centro sopravvivono da decenni, abbastanza a lungo da aver potuto perfezionare le loro ricette fino a renderle sensazionali. Anche il caffè è un’arte molto praticata ad Hanoi, e non parlo delle nuove e moderne caffetterie all’occidentale ma di dei caffè tradizionali vietnamiti, che profumano di caffè tostato e di spezie. Non è necessario cercarli al lungo, basta lasciarsi andare al flusso del Quartiere Vecchio che incappare in qualche caffetteria tradizionale. A volte per raggiungerle bisogna arrampicarsi lungo ripide scale in legno che si inerpicano tra i piani delle vecchie case, magari superando negozi stipati di sete e gioielli, per poi sbucare in ambienti caldi e accoglienti, spesso con piccole terrazze da cui osservare il brulicare di vita sottostante.
Hanoi è l’Asia dei sensi, un mescolarsi di profumi suoni e sapori continuo e appagante, che cattura e riempie gli occhi e le narici, e anche se sprazzi di mondo occidentale si fanno sempre spazio tra una bottega di artigianato e una bancarella di cibo locale, è facile che passino inosservati e non turbino i sensi, coperti da strati di Oriente puro, quello che tanto mi mancava e che proprio qui, ad Hanoi, ho ritrovato.

Al rientro pubblicherò il reportage completo su Hanoi con i consigli pratici per il viaggio, nel frattempo per tutte le informazioni sulla visita della città potete visionare il sito di Asiatica Travel


Il Vietnam, quanto l’ho aspettato! Erano anni che mi ripromettevo di venirci ma poi per un motivo o per l’altro finivo sempre per rimandare. In realtà l’ho sfiorato tante volte durante i miei viaggi nel Sud Est Asiatico, nei miei vagabondaggi in Malesia, Thailandia o in Cambogia, e l’ho sognato tanto, come quelle cose che desideri tanto e non riesci ad avere.
Quest’anno finalmente una concomitanza di situazioni e la nuova collaborazione con i ragazzi di Asiatica Travel ha fatto sì che fosse il momento giusto, ed eccomi qui, catapultata di colpo nella fresca frenesia di Ho Chi Min City, la capitale del Vietnam.
All’arrivo sono eccitata come una bambina di fronte ad un negozio di caramelle all’idea di uscire e ritrovare quel sapore d’Asia che tanto amo: sono due anni che manco dall’Estremo Oriente, non vedevo l’ora di tornarci. 
Una doccia veloce e via, mi tuffo anima e corpo nel fiume di gente e mezzi che scorre per le strade di Ho Chi Min City. La parola d’ordine qui è velocità. Fiumi di motorini sfrecciano veloci dalle prime ore dell’alba fino a tarda notte nelle vie congestionate di traffico, zigzagando con  agilità tra auto, bus, rickshaw e biciclette, in un concerto urbano di motori e clacson che suonano all’unisono. Sapevo che Ho Chi Min era caotica ma essere dentro a questo caleidoscopio di suoni ed odori è tutt’altra cosa dal vederli in un documentario in tv.
Ho Chi Min City la più grande città del Vietnam, l’anima del paese che guarda al futuro anche se tutti si ostinano a chiamarla col suo nome passato, Saigon. 
Ma c’è anche una Ho Chi Min più quieta, quella che si incontra nei parchi la mattina presto, dove i vietnamiti intenti nelle sessioni di tai chi ritrovano il gusto dei pacati ritmi orientali: uno scampolo di antica placida Asia tra le pieghe di una città brulicante di vita e movimento.
Non posso ancora dire fino a che punto questa città rappresenti il Vietnam, penso che ne sia il volto nuovo, che incarni la sete di futuro e modernità. Quello di oggi non è che un primo assaggio di un paese che questo lungo viaggio da nord a sud mi porterà a scoprire. Quello che mi attende dopo è il Vietnam delle grandi antiche vestigia, del silenzio delle pagode, delle stradine deserte che attraversano campi di riso e delle cicatrici di un passato che non si deve dimenticare.
Sono qui Vietnam, e non aspetto altro che di conoscerti!

Per le info di viaggio e tutti i consigli aspettate il reportage del rientro e intanto visitate il sito di Asiatica Travel

Pciture above: Ho Chi Min City – Photo Credits: http://travel.nationalgeographic.com/


Ed eccoci arrivati al momento del viaggio estivo, quello che aspetto per 11 mesi, che inizio a sognare a settembre (anzi, diciamoci la verità, appena atterro in Italia ad agosto!) e costruisco passo passo durante i mesi invernali. 

A volte sogno di poter partire senza troppi programmi, solo un biglietto aereo (magari di sola andata e con la data del rientro ancora da definire), nessuna prenotazione, schedule e tabella di marcia, il viaggio come un libro di pagine bianche tutte la scrivere. Un sogno che chissà mai se si avvererà, ma intanto mi godo questo sogno che proprio adesso sta per diventare realtà e che mi porterà dal nord al sud del Vietnam, per viverne i colori, i profumi, le architetture e le tradizioni. Finalmente, grazie alla giusta congiuntura astrale, mi appresto a fare un viaggio rimandato da tempo e a mettere piede in questo paese che mi aspetto pieno di meraviglie.
Nella buona sorte hanno un merito speciale gli amici di Asiatica Travel, che con le loro foto e racconti (date un occhio al loro blog se volete anche voi farvi sedurre dall’Estremo Oriente) mi hanno affascinata al punto da decidere che questo viaggio in Vietnam non andava rimandato oltre!
Grazie ai loro consigli ho costruito un itinerario che copre tutte le attrazioni principali del paese, in un percorso che partendo dal nord si sposta poi a sud per ridiscendere giù, con tappe nel Vietnam centrale. L’ho chiamato #VietnaMosaic perché dentro ci sono tutti i colori del Vietnam, dal verde delle risaie al blu del mare ai caldi colori delle città, come un variopinto mosaico!
Ecco nel dettaglio i luoghi e le città che visiteremo:

1a tappa: Ho Chi Min City

Il primo giorno di viaggio sarà dedicato all’esplorazione dell’antica Saigon, con visite al centro storico, agli edifici coloniali e ai mercati locali con le prime food experience!
Per il soggiorno ho scelto il Queen Ann Hotel, centralissimo e comodo proprio per visitare il cuore della città più fervente e vivace del Vietnam.

2a tappa: Hanoi

Voleremo poi a nord ad Hanoi, la capitale del Vietnam ed una delle sue gemme più preziose. Il suo Quartiere Vecchio rappresenta la quintessenza dell’Asia, con strade stipate di botteghe i cui nomi ricordano le corporazioni che vi si insediarono nel Medioevo.
Visiteremo poi la Pagoda dei Profumi e le campagne che circondano la città, con verdi vallate coltivate a riso, per un’immersione nei panorami agresti vietnamiti.
Gli hotel scelti per questa tappa sono dei gioiellini, Il Golden CyClo ed il Quoc Hoa Hotel, entrambi elegantissimi!

3a tappa: La Baia di Halong

La terza tappa sarà uno dei momenti per me più attesi, la realizzazione di un sogno: vedere di persona la Baia di Halong, una delle meraviglie del mondo. A bordo dell’elegante Marguerite Junk veleggeremo tra le migliaia di isole che costellano la baia e sorgono dal mare come sirene immobili e ci lasceremo conquistare da una bellezza la cui fama ha raggiunto ogni angolo di mondo.

4a tappa: Hué

Con un breve volo raggiungeremo Hué dove soggiorneremo 3 giorni nel centralissimo Festival Hotel andando alla scoperta dei templi, palazzi e pagode di questa città storica del Vietnam adagiata lungo il Fiume del Profumi. Visiteremo la Cittadella che con le sue mura protegge il Recinto Imperiale e la Città Purpurea Proibita, un tempo centro nevralgico della vita reale vietnamita. Nomi esotici e suggestivi che mi ispirano molto, sono curiosa di vederli di persona!

5a tappa: Hoi An

Con uno spostamento via terra raggiungeremo Hoi An, la città delle lanterne, definita la più deliziosa del paese. Importante porto in passato, oggi conserva edifici storici di grande pregio. Hoi An conserva anche importanti tracce della colonizzazione francese, visibili nelle contaminazioni architettoniche, con case porticate di gusto francese che sorgono accanto ad edifici e pagode asiatiche. 
Prima di soggiornare in centro trascorreremo due giorni immersi nel verde delle risaie in un resort da sogno alle porte della città, L’Ancient House Village. Tanto per non farci mancare niente!
Ad Hoi An ci concederemo anche le spiagge vietnamite, in particolare An Bang, una lunga striscia di sabbia chiara.

6a tappa: Ho Chi Min City

Ritornati ad Ho Chi Min City, dove alloggeremo in un magnifico 4 stelle, l’Eden Saigon Hotel, ci dedicheremo ad esplorarne i dintorni. Prima le gallerie di Cu Chi, i tunnel scavati durante la sanguinosa guerra del Vietnam. Visiteremo poi la regione del Delta del Mekong, con i suoi tanti mercati colorati e le merci trasportate sulle barche: un altro variopinto tassello al mosaico di #VietnaMosaic.

#VietnaMosaic, il racconto live!

Racconterò tutto il viaggio live sia attraverso i social che con diari di viaggio sul blog. Seguite l’hashtag #VietnaMosaic per non perdervi nessuna puntata del viaggio!
Al rientro tanti racconti ma anche video per condividere la mia esperienza e farvi conoscere meglio questo multiforme paese, nel frattempo per tutte le informazioni sulla visita della città potete visionare il sito di Asiatica Travel

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