Libro sul Vietnam -Vietnam. Suggestioni d'Oriente

Il racconto del mio viaggio in Vietnam diventa un libro! In Vietnam. Suggestioni d’Oriente (Collana Guide D’Autore, goWare), vi conduco nell’incanto esotico del Vietnam e nel tripudio sensoriale della sua disordinata e vorticosa vita di strada, la quintessenza dell’Asia più pura e schietta.

Il Vietnam è tornato di moda. Questa volta per la sua straordinaria bellezza e per i progressi fatti negli ultimi decenni. Con un’economia in forte crescita e la recente apertura al turismo, il Vietnam si è gettato alle spalle le ferite e i dolorosi ricordi della guerra durata quindici anni. Oggi i vietnamiti guardano con interesse e curiosità al mondo occidentale, assorbendone lo stile di vita senza però perdere il legame con le tradizioni locali.
Una lettura per chi ama l’Oriente, per chi lo sogna o per chi si chiede come sia quel pezzo di mondo!

Dove acquistare il libro

Il libro è disponibile in Amazon, in formato Kindle e copertina flessibile, e in tutti i principali Ebook stores.

Buona lettura e buon viaggio! 


La cucina vietnamita

Pur condividendo ingredienti e caratteristiche di base, le tradizioni culinarie del Vietnam variano da regione a regione, legate alla diverse vicende storiche ed al clima, tropicale al sud e più continentale al nord.

Cucina del nord del Vietnam

Al nord il clima più freddo limita la disponibilità di spezie restituendo piatti dal sapore più delicato ed equilibrato. 
Il piatto nazionale vietnamita, il pho è originario di Hanoi. Si tratta di una zuppa di noodles di riso simili a fettuccine il cui brodo si ottiene dalla cottura di ossa, zenzero e naturalmente salsa di pesce (Pho). Viene servita in grandi ciotole fumanti con aggiunta di manzo, pollo o pesce, erbe aromatiche e chiodi di garofano. Piatto leggero ma sostanzioso, è molto più che una semplice zuppa, è il Vietnam riassunto in una ciotola fumante e profumata. Al centro la zuppa viene chiamata bun bo Hue ed è accompagnata da manzo speziato e noodles rotondi.
Il bun thang è un’altra zuppa tipica di Hanoi che a brodo e tagliolini aggiunge pezzi di pollo, uova e gamberetti.
Sempre del nord è il cha ca, pesce fritto cotto con curcuma e aneto e servito accompagnato da vermicelli di riso, arachidi tostate, cipolle a fette e basilico.
Il banh mi è invece un piatto che trae originale dalla dominazione francese, durante la quale fu introdotta in Vietnam la baguette. Il termine bahn indica infatti il pane. Si tratta della versione vietnamita del sandwich, un panino farcito con carne di maiale alla griglia, salsiccia vietnamita, cetrioli e carote. Originario del nord, è diffuso in tutto il paese, sopratutto come cibo di strada.

Cucina del Vietnam centrale

La cucina del centro si caratterizza per il diffuso uso del pesce e per i condimenti piccanti. E’ una cucina molto decorativa e colorata, caratteristica legata alle dinastie reali che si succedettero alla guida di queste regioni. Molti imperatori richiesero ai loro cuochi la formulazione di pietanze raffinate e complesse, dando vita ad una tradizione culinaria che ancora oggi si distingue per ricercatezza dei sapori ed eleganza nella composizione.
La cucina di Hué è tra le più varie e propone, oltre alla già citata zuppa bun bo Hue, i my quang, una varietà di noodles gialli o rosati conditi con carne di maiale, gamberi, fiori di banano e arachidi. Hué ha saputo reinterpretare anche il più classico dei piatti vietnamiti, gli involtini primavera, qui chiamati nem cuon Hue e ripieni di patate dolci, maiale, spinaci ed erbe aromatiche.
Il piatto principe di Hoi An è il cao lau preparato con spessi noodles di farina integrale che si dice derivino dai soba giapponesi, ammorbiditi con del brodo profumato e accompagnati da fettine di maiale, erbe, germogli e croccanti crostoni ottenuti dalla stessa farina dei noodles.

Cucina del sud del Vietnam

Zuppa di pesce del Delta del Mekong
Zuppa di pesce del Delta del Mekong
Il clima caldo del sud del Vietnam è ideale per la coltivazione di una grande varietà di frutta e verdura. Il risultato è una cucina vivace e saporita che alle più tipiche erbe aromatiche aggiunge anche aglio e scalogno. Molto diffuso è il latte di cocco, usato sia come bevanda che come ingrediente aggiunto ad alcune pietanze per dare un tocco di dolcezza. 
Ho Chi Minh City, con i suoi ritmi da metropoli moderna, è la patria dello street food e propone piatti dai sapori inusuali con il banh trang tron, fogli di carta di riso con uova di quaglia, gamberi, carne essiccata di bue e mango verde. 
Un tocco originale viene dato anche alle crepes di riso, chiamate bahn xeo (foto di testata), che qui sono arricchite delle note dolci del latte di cocco.
In una ciotola di canh chua , la zuppa di pesce del profondo sud, c’è dentro tutto il Delta del Mekong: pesce locale, ananas, pomodori e un tocco di tamarindo che dona un sapore agrodolce all’insieme. 
Dalle tradizionali bancarelle di strada ad eleganti ristoranti, la cucina vietnamita è una continua scoperta, un viaggio tra sapori esotici, colori e profumi che accompagnano il visitatore in ogni angolo del paese, sorprendendolo ad ogni tappa con nuovi piatti e prelibatezze.

La cucina vietnamita

La varietà della cucina vietnamita è una delle sorprese più piacevoli per chi visita il paese. Fantasiosa, delicata, leggera e molto economica, si basa sull’armonia di sapori e sull’ampio uso di erbe aromatiche che donano ai piatti freschezza e amalgamano i sapori. 

I principi base della cucina vietnamita

I cinque elementi fondanti di ogni piatto sono il dolce (terra), il salato (acqua), l’amaro (fuoco), l’acidità (legno) e il piccante (metallo).
Ciascuna pietanza combina in maniera diversa questi sapori dando risalto ad uno in particolare. Il 5 è un numero ricorrente nella composizione dei piatti vietnamiti e si ritrova anche nei colori usati, rosso, giallo, verde, bianco e nero, e nei sensi coinvolti nella degustazione: la composizione attrae la vista, i suoni che provengono dagli ingredienti croccanti l’udito, le spezie solleticano il gusto, i profumi delle erbe stimolano l’olfatto e alcuni cibi di strada si apprezzano anche attraverso il tatto. Ogni piatto deve poi soddisfare il principio dello ying e yang in modo da fornire un equilibrio benefico per il corpo: l’uso di colori complementari, la mescolanza di caldo e freddo, di morbido e croccante sono tutti accostamenti che rispondono a queste regole.

Incontro di sapori da paesi diversi

La cucina vietnamita
La vicinanza a Laos, Cambogia e Cina, le dominazioni cinesi e la colonizzazione francese hanno fortemente influito sugli usi alimentari, dando vita all’incontro di ingredienti e metodi di cottura diversi, armonizzati con fantasia e creatività. La cucina vietnamita sostituisce alla monotonia di molte cucine del sud-est asiatico un’inaspettata varietà, con oltre 500 piatti diversi e tradizioni culinarie che differiscono da regione a regione. Il classico itinerario turistico che include tappe da nord a su diviene così un viaggio tra i sapori, dalle deliziose crepes salate del sud alle fumanti zuppe del nord, passando per i piatti imperiali della regione di Hué al centro.
Come in tutta la cucina asiatica, il riso è un ingrediente fondamentale anche in Vietnam al punto che in lingua vietnamita consumare i pasti si dice an com, che letteralmente significa “mangiare riso”. Oltre che come accompagnamento per tutti i piatti di carne, il riso viene utilizzato per preparare tagliolini, vino e il bahn trang, la carta di riso finissima usata per avvolgere gli involtini primavera.
Come condimento viene usata la nuoc mam, una salsa liquida di colore rossastro ottenuta dalla lunga fermentazione del pesce in salamoia. Con il suo gusto agrodolce, deciso ma al contempo gradevole, rappresenta l’essenza dell’equilibrio di gusto e sensazioni che sta alla base della gastronomia locale ed è un ingrediente fondamentale per completare molti piatti.
Se riso e salsa di pesce sono i fondamenti della cucina vietnamita, erbe e spezie sono ciò che le danno brio e fantasia. La menta, usata in abbinamento a moltissime zuppe e piatti asciutti, dona freschezza, il peperoncino aggiunge un tocco piccante, lo zenzero un sapore leggermente pungente, coriandolo e citronella danno un gradevole profumo e gusto agrumato. E’ l’incontro ed il sapiente dosaggio tra questi sapori diversi ma complementari a rendere la cucina vietnamita un’esperienza singolare, un sorprendente viaggio tra gusti e abbinamenti nuovi ed originali.

Approfondimenti

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Hoi An Vietnam

Di tutte le città del Vietnam, Hoi An è senza ombra di dubbio la più romantica ed affascinante, un miscuglio di oriente ed occidente che affonda le radici nel Medioevo, quando la città era un fiorente porto a cui attraccavano navi da tutto il mondo. 

Cinesi, giapponesi, olandesi, portoghesi e commercianti da tanti altri angoli del mondo passavano per Hoi An e molti vi rimanevano per mesi, tanto da acquistare o costruire dimore in cui risiedere stabilmente durante i numerosi soggiorni. E’ in questo crogiolo di etnie che risiede la ricchezza di Hoi An, una ricchezza prima di tutto immateriale, fatta di una straordinaria varietà culturale a cui si associava un altrettanto fiorente industria del commercio. Di tutti i prodotti smerciati in città, la seta rappresentò da subito il tesoro più prezioso, così pregiata da diventare oggetto del desiderio di facoltose nobildonne orientali ed occidentali, tanto da creare un flusso continuo di navi che salpavano dal porto cittadino cariche del pregiato e variopinto tessuto. 

La storia di Hoi An

La storia di Hoi An
Le antiche case di Hoi An
Sul finire del XIX secolo la fortuna di Hoi An conobbe il declino. Il fiume Thu Bon si insabbiò rendendo di fatto impossibile l’accesso per le navi, che furono dirottate verso altri porti vietnamiti. Quella che poteva essere la fine della città si rivelò l’avvenimento che ne segnò un fortunato destino. Rimasta esclusa dai grandi traffici commerciali, Hoi An non conobbe mai la crescita indiscriminata che portò altre città vietnamite a sconvolgere l’assetto originale, perdendo per sempre la loro autenticità orientale. Confinata nel suo mondo medievale, Hoi An rimase avvolta in una bolla che ne preservò intatte la magia e la bellezza. E’ grazie a questi avvenimenti se oggi la Città Vecchia di Hoi An è così come la si vede, un piccolo mondo cristallizzato nel passato. 
Le antiche case dei mercanti cinesi e giapponesi sono oggi degli edifici storici protetti dall’UNESCO e con le loro facciate color ocra e i ballatoi in legno scuro offrono uno spaccato di Medioevo. Numerosi  sono i templi costruiti nei secoli dalle diverse comunità che risiedevano in città, tracce di culture diverse che vollero ricostruire qui l’angolo di mondo da cui provenivano. Ogni passo per le vie della Città Vecchia equivale ad un viaggio indietro nel tempo, ora in una casa di un mercante portoghese, ora in una Sala del Tempio con statue votive legate all’iconografia cinese, ora nel Ponte Giapponese fatto costruire dalla comunità giapponese risiedente in città per collegare il loro quartiere al resto del centro. 

La Città Vecchia

Le lanterne di Hoi An
Le lanterne di Hoi An la sera
Tanta bellezza è un richiamo irresistibile per i turisti che affollano le vie del centro e per i quali hanno aperto negli anni infiniti negozi di souvenir dove si vende di tutto, da bigiotteria a statue in legno ma sopratutto tanta seta. I foulard del prezioso tessuto riempiono le strade aggiungendo infinite sfumature a vie che sono già per se stesse un tripudio di colore. Molte sono anche le sartorie artigianali che confezionano vestiti su misura: basta scegliere la fantasia che si desidera, indicare il modello preferito da un catalogo e in meno di 24 ore l’opera di sartoria è pronta per essere portata a casa, indelebile ricordo di un mondo che ha il sapore dolce dell’Indocina medievale.
E poi ci sono le lanterne di seta, il simbolo più romantico di Hoi An, tanto da averle fatto guadagnare l’appellativo di Città delle Lanterne. Appese lungo fili invisibili che attraversano le vie, sembrano palloncini multicolore che fluttuano nell’aria. Di sera si accendono creando un’atmosfera magica, come lucciole colorate che ballano sopra le teste dei passanti. In alcune botteghe storiche è ancora possibile assistere alla costruzione delle lanterne, un processo interamente artigianale in cui mani esperte distendono ed incollano i pezzi di seta su intelaiature di bambù, dando vita a questi graziosi manufatti che sintetizzano tutta la leggiadria e la delicata bellezza di Hoi An.

Il mercanto di Hoi An

La storia di Hoi An
Un commerciante stende a seccare gli spaghetti di riso 
I mercati locali sono senza dubbio i posti migliori per conoscere una città e quello di Hoi An non fa eccezione. Anche se i turisti che lo visitano sono tanti, vista l’estrema vicinanza alla Città Vecchia, la bellezza autentica del mercato riesce a sopravvivere, basta saper guardare, osservare i dettagli ed ignorare le insistenti domande di acquisto che si ricevono praticamente da ogni bancarella. Addentrandosi tra i banchi e tra le merci si può assistere a scene di vita quotidiana con commercianti intenti a sistemare le cassette stracolme di ortaggi e prodotti vari, altri che triturano il cocco per farne farina o mettono gli spaghetti di riso, tipici di Hoi An, ad asciugare al sole, ed altri invece appisolati con la testa penzolante, incuranti della baraonda tutt’intorno. Il mercato di Hoi An è un luogo vivo, allegro, decisamente meno sporco di altri mercati asiatici che ho avuto occasione di visitare, un luogo dove si incrociano sguardi, risate e sorrisi. Molti sono i residenti che qui vengono a mangiare, una parte del mercato è infatti interamente dedicata alla gastronomia, con tanti banchi che servono piatti tradizionali cucinati al momento. 

Cosa vedere nei dintorni di Hoi An 

An Bang Beach Hoi An
La spiaggia di An Bang
Hoi An si trova a ca. 40 minuti di auto o taxi da Danang, una moderna città costiera che sta rapidamente trasformandosi nel nuovo centro del turismo balneare vietnamita. Ampie spiagge e larghi boulevard orlati di palme sono il simbolo della città, dove grandi e lussuosi resort si allineano sul lungomare offrendo un altissimo standard di alloggio.
Di tutt’altra natura è invece la visita di Cam Kim, una piccola isola di fronte ad Hoi An, dall’altra parte del fiume. L’isola si può raggiungere con il traghetto che parte dal molo al mercato centrale ed offre uno spaccato di Vietnam rurale autentico. Un luogo che mi ha emozionata e di cui vi parlerò presto più dettagliatamente.
A pochi minuti dal centro di Hoi An ci sono anche spiagge frequentate da turisti e gente del posto. La migliore spiaggia è quella di An Bang, raggiungibile in bicicletta o con una corsa in taxi di ca. 15 minuti. La spiaggia è attrezzata e ci sono numerosi locali perfetti per assaggiare la cucina locale o semplicemente per bere qualcosa.

Hoi An: guida al viaggio

L’aeroporto più vicino è quello di Danang, a ca. 40 minuti di taxi. Da evitare invece la corsa in bus da Hué, un’odissea infinita per coprire gli appena 90 chilometri che separano le due città. Se arrivate da Hué, prevedere un trasporto con auto privata.
La Città Vecchia è chiusa al traffico, ci si può girare solo a piedi o in bicicletta. Per visitare gli altri quartieri o le spiagge basta noleggiare un bicicletta (1$ al giorno).
Per il soggiorno vi posso caldamente consigliare L’Emerald Resort, un bellissimo hotel che si trova sull’isolotto di fronte alla Città Vecchia, a cui è collegato da ponti. La zona è molto tranquilla, il resort ha una bellissima piscina e un giardino molto curato affacciati direttamente sul fiume, una posizione che assicura quiete e relax trovandosi al contempo a due passi dal centro, raggiungibile con una passeggiata di cinque minuti.
Per visitare le case e i templi della Città Vecchia è necessario acquistare un biglietto multiplo, in vendita presso gli uffici del turismo situati al limitare del centro. Il costo è più alto rispetto alla media dei momumenti in Vietnam ma dà accesso a numerosi edifici e il ricavato viene interamente devoluto alla salvaguardia del centro storico.
Per tutti i consigli per organizzare il viaggio vi rimando al post Viaggio in Vietnam: informazioni pratiche

Cittadella Imperiale di Hué

Hué è considerata una delle città più belle del Vietnam grazie alla sua posizione lungo il Fiume dei Profumi e al passato imperiale di cui conserva importanti testimonianze. La Cittadella Imperiale è il cuore storico di Hué, un ampio complesso di templi e pagode costruiti tra l’800 e i primi decenni del ‘900 dagli imperatori della dinastia Ngyen.

La prima cosa a colpire arrivando in città è la tranquillità. Gli ampi viali che corrono verso il centro hanno un traffico ordinano ben lontano dagli ingorghi e dal caos tipici di Hanoi e Ho Chi Minh.
Le vie del centro cittadino sono moderne, con alcuni sontuosi edifici sede di prestigiosi hotel e molti negozi e ristoranti. Il centro non offre granché da vedere, a parte la zona del lungofiume piena di negozi di souvenir e ristoranti,  ma rappresenta un luogo piacevole e tranquillo dove passeggiare e mangiare di ritorno dalla visita della Cittadella e delle Tombe Imperiali. Va ricordato inoltre che proprio grazie al passato imperiale, Hué vanta una delle cucine più ricche e variegate del Vietnam, con molti piatti tipici che si possono assaggiare solo qui. Un soggiorno a Hué diventa così anche un tour gastronomico tra deliziosi sapori vietnamiti, argomento a cui dedicherò un approfondimento a parte.

La Cittadella Imperiale di Hué

Cittadella Imperiale di Hué

Custodita all’interno del recinto imperiale fatto erigere dai francesi secondo i canoni di architettura militare europea, il complesso della Cittadella Imperiale rappresenta uno dei tesori architettonici  più preziosi del Vietnam, anche se molti templi sono in cattivo stato e di alcuni non rimangono che ruderi. Nonostante ciò è innegabile che gli edifici visitabili siano di grande impatto, a partire dalle possenti mura alte oltre 6 metri. All’interno vi si trova un complesso di palazzi, templi, padiglioni, giardini e laghetti che nell’insieme formano la Cittadella.

Capitale del Vietnam dall’inizio della dinastia Nguyen nel 1802 fino all’abdicazione dell’ultimo imperatore, Bao Dai, nel 1945, la Città Imperiale ricorda molto le architetture cinesi e la grande Città Proibita di Pechino. In effetti passeggiando tra i viali ed ammirando i padiglioni ho la netta sensazione di ritrovarmi sul set dell’Ultimo Imperatore! Nel 1947 un devastante incendio danneggiò molto strutture ma per fortuna le più belle si sono salvate e dopo un attento restauro sono tornate all’antico splendore.
All’interno della Cittadella si erge la vera e propria Città Imperiale, una città nella città protetta da mura e fossati che ricalca la pianta della Città Proibita di Pechino. All’interno si conservano padiglioni ristrutturati rivestiti internamente di lacche rosso vermiglio, decorazione ampiamente presente nelle architetture cinesi, ed interessanti templi. Anche le antiche porte di accesso alla Città Imperiale, anche se scolorite, conservano un’aurea di fascino.
Tra gli edifici più interessanti da vedere ci sono:
Cittadella Imperiale di Hué
La porta Ngo Mon

La monumentale Porta Ngo Mon che è l’odierno accesso principale alla Cittadella. All’interno vi è custodito un enorme tamburo che impresso il Tao, simbolo dello scorrere della vita e del divenire delle cose.

Il Palazzo Thai Hoa (dell’Armonia Suprema). un tempo sede del governo dell’imperatore, ha all’interno una selva di colonne laccate rosso vermiglio con decorazioni in oro ed il trono originale, posto in posizione sopraelevata a testimoniare il potere dell’imperatore. Il cortile antistante, chiamato la Spianata dei Grandi Saluti, era il luogo dove i mandarini trovavano posto durante le cerimonie imperiali.
Nel padiglione di Thien Phuong, immersa in un lussureggiante giardino, di trova la Biblioteca Imperiale costruita nel 1820, rivolta verso una piccola vasca con un giardino roccioso al centro.
Il Tempio di Hien Lam con ante lacchate in rosso vermiglio e oro è uno degli edifici meglio conservati.Nel cortile antistante sono conservate le 9 urne dedicate a ciascuno degli imperatori della dinastia Nguyen, che ne simboleggiano la stabilità ed il potere. Le urne, alte oltre 2 metri, furono fabbricate nel 1830 e poi cesellate con motivi tradizionali cinesi che rappresentano gli elementi naturali.
Della Città Purpurea Proibita dove vivevano le mogli e le concubine dell’imperatore non rimangono che poche tracce ed il muro perimetrale (parecchio malconcio e scolorito) che ne segnava l’inizio.

Le tombe imperiali nei dintorni di Hué

le tombe imperiali di Hué
Il cortile della Tomba di Khai Din

Ogni imperatore fece costruire una propria tomba che potesse degnamente accoglierne le spoglie. Questi grandiosi complessi sono disseminati nelle campagne lungo le sponde del Fiume dei Profumi e nelle vicinanze di Hué. Il modo migliore per ammirarle è prendere parte ad una delle escursioni di mezza giornata in barca lungo il fiume, con soste alle principali tombe. Personalmente ho optato per un tour con macchina privata, acquistato direttamente in hotel, perché le alte temperature di agosto rendevano molto pensante il tour in barca. 

Tra le tombe principali da visitare vi sono la Pagoda di Thie Mu, posta su una collina direttamente sopra le sponde del fiume; all’entrata si erge una grande torre ottagonale del 1845 formata da sette piani che indicano le reincarnazioni del Buddha. Bellissimo il panorama sul fiume che si gode dal cortile in cui sorge la torre. All’interno del complesso vi sono numerosi templi e padiglioni, non tutti visitabili.
La tomba dell’imperatore Tu Doc è la più famosa e quella con maggiore affluenza turistica. Tra tutti i complessi è quello che meglio si integra con l’ambiente circostante, con palazzi e templi sparsi in un’area di 12 ettari tra boschi di pini e frangipani. Costruito tra il 1864 ed il 1867, il complesso venne utilizzato dall’imperatore in vita anche come luogo di svago e residenza estiva a cui poteva accedere direttamente via fiume. Molti degli edifici originali sono andati distrutti con la guerra ma si possono ammirare alcune costruzioni di grande interesse. Il principale è il Padiglione della Stele così chiamato perché conserva la stele con incisa la biografia di Tu Doc scritta dall’imperatore stesso. 
La Tomba di Khai Din mostra l’evolversi dell’architettura vietnamita sotto l’influenza francese. Non più legno e lacche ma pietra. La tomba, risalente al 1925, si trova in posizione discosta dal fiume, tra le campagne nei dintorni di Hué, ed è quindi raggiungibile con un taxi. Il complesso è oggi molto annerito e necessiterebbe di un restauro ma è interessante dal punto di vista storico perché testimonia l’influsso francese nel governo vietnamita, tanto potente da modificarne anche le tradizioni architettoniche. La tomba dell’imperatore custodita nell’edificio principale è un tripudio di ori e gemme, un po’ pacchiana ma decisamente d’effetto. Molto suggestivi i mandarini in pietra che occupano il cortile centrale e hanno la funzione simbolica di protezione della tomba.

Informazioni di viaggio

L’entrata alla Cittadella è a pagamento, basta acquistare il biglietto all’ingresso valido per la visita dell’intero complesso. La Cittadella si trova a breve distanza dal centro di Hué, sulla sponda opposta rispetto a questo, ed è facilmente raggiungibile a piedi o in taxi.
Per visitare le tombe è necessario organizzarsi con una delle escursioni guidate in barca, con un’auto privata (consiglio con autista) o, se il tempo lo permette, noleggiando la bicicletta. I percorsi sono pianeggianti e le tombe principali si trovano nel raggio di una decina di chilometri dal centro città.
L’ingresso alla Tomba di Tu Doc e Khai Din è a pagamento.
Per pernottare consiglio il Festival Hotel, a dici minuti a piedi dal centro; hotel recentemente ristrutturato, con stanze ampie. C’è anche una piccola piscina molto utile nei mesi estivi. Molto affidabile l’ufficio prenotazioni escursioni che si trova accanto alla reception. I prezzi sono modici ed il servizio ottimo e puntuale.
Per tutte le informazioni di viaggio in Vietnam potete consultare il sito di Asiatica Travel.


La pagoda dei Profumi Vietnam

Dopo essersi immersi nell’atmosfera dell’Asia autentica del Quartiere Vecchio di Hanoi, vale la pensa dedicare almeno un giorno ai quartieri più moderni della città per poi partire alla scoperta dei dintorni, con escursioni in giornata che portano a scoprire meraviglie naturali come Halong e Tam Coc e la magia del  Vietnam rurale.

Il lago Hoan Kiem

Il ponte sul lago Hoan Kiem
Il ponte sul lago Hoan Kiem

Situato ai margini del Quartiere Vecchio, il lago Hoan Kiem funge da divisorio tra l’Hanoi medievale e quella moderna. Le sponde del lago, impreziosite da giardini, sono un luogo piacevole dove passeggiare osservando la vita quotidiana degli abitanti. Se ci si viene di primo mattino sarà facile incontrare qualche anziano impegnato nella seduta quotidiana di Tai Chi. In realtà tutta l’area intorno al lago funge da spazio urbano dedicato alle attività culturali, feste, spettacoli o semplicemente allo sport e passeggio. 
Il panciuto ponte rosso che spicca al centro del lago permette l’accesso ad una piccola pagoda. 
La stella del lago è però la pagoda a forma di torre che troneggia solitaria su un isolotto al centro; è proprio questa torre ad aver valso al lago il soprannome di Lago della spada restituita. Secondo la leggenda il re Thai To nel ‘400 si recava spesso al lago per esercitarsi con la spada. Un giorno una tartaruga enorme emerse dall’acqua chiedendo al re di restituire la spada. Il re diede la spada alla tartaruga che si inabissò nuovamente.

Un caffè con vista

Il caffè vietnamita
Il caffè vietnamita
Il caffè vietnamita, con le sue note di cioccolato, è una delle bevande più buone da assaggiare in Vietnam. Hanoi offre numerosi caffè locali, molti dei quali sono ubicati proprio in posizione panoramica attorno al lago. Sedetevi ai tavolini di uno dei tanti locali, magari su una terrazza fronte lago, ed ordinate il caffè vietnamita tradizionale, servito con un filtro posto sulla tazzina da cui scende piano piano il liquido dal sapore dolce intenso. 

La pagoda dei profumi

La pagoda dei Profumi Vietnam
L’entrata della Pagoda dei Profumi 
Hanoi è un’ottima base per scoprire le meraviglie del Vietnam del Nord. La città dista ca. 3 ore d’auto dalla spettacolare Baia di Halong e da Tam Coc, senza dimenticare le campagne coltivate a riso che si estendono a perdita d’occhio attorno alla periferia e che danno un assaggio di Vietnam rurale.
Un’altra escursione in giornata molto bella da fare ad Hanoi è quella alla Pagoda dei Profumi.
La pagoda dista all’incirca 60 chilometri a sud ovest dal centro di Hanoi. Per raggiungerla bisogna arrivare con un bus fino a My Duc, attraversando la periferia cittadina e le campagne, e poi salire a bordo di piccole imbarcazioni a remi, quasi sempre guidate da donne, che in circa un’ora di navigazione conducono ai piedi della montagna su cui sorge la pagoda. Da lì un percorso in salita di circa due ore porta all’entrata della pagoda. Per chi non vuole salire a piedi (in estate il caldo e l’afa rendono l’impresa molto faticosa) si può optare per la funivia che agevola l’accesso.Oltre a luogo spirituale, la pagoda offre anche spettacoli naturali unici, grazie al percorso in barca che attraversa valli verdi e risaie con formazioni carsiche simili a quelle di Tam Coc e alla vegetazione e foresta che avvolgono i templi. La Pagoda si trova all’interno di una grotta sulla sommità della Montagna del Profumo e proprio questa collocazione in un luogo naturale la rende particolarmente successiva.
Il modo più pratico per raggiungere la Pagoda dei Profumi è partecipando ad una escursione in giornata da Hanoi. Tutte le agenzie del Quartiere Vecchio offrono escursioni giornaliere con partenza in mattinata e rientro nel primo pomeriggio. 

E’ difficile spiegare che cosa sia il quartiere vecchio di Hanoi, arduo cercare di racchiuderlo dentro una definizione di poche parole. Groviglio di strade, brulicare di vita, babilonia di lingue, vorticoso miscuglio di colori e forme… potrei continuare all’infinito ma sono certa che mai riuscirei a trovare le parole adatte a contenere la stravagante, enigmatica, persino eccessiva seduzione del Quartiere Vecchio della capitale vietnamita. Forse la cosa più semplice da dire è che Hanoi è l’Asia, quella vera, autentica, grezza, a tratti persino scomoda, quella che altre metropoli orientali hanno già cancellato, fagocitata da grattacieli e sfolgoranti centri commerciali. 

Tra medioevo e modernità

Il Quartiere Vecchio di Hanoi, anche se non immune alla globalizzazione, ha mantenuto l’atmosfera medievale, operando una trasformazione al contrario: qui sono i marchi internazionali ad essersi adattati all’ambiente urbano, esibendo le loro immacolate vetrine accanto a vecchie botteghe di ciabattini e falegnami, empori decadenti e piccoli caffè dai tavolini sbiaditi dal tempo e dallo smog. Anche le vie più turistiche lungo le quali si allineano decine di negozi di souvenir mantengono il tipico carattere orientale, basta dare uno sguardo al marciapiede perennemente invaso di motorini parcheggiati e banchi ricoperti di chincaglierie varie. 

Avanzare per le vie non è facile, uno slalom continuo tra mezzi e gente in movimento, ognuno ad un passo diverso: risciò che si muovono al rallentatore, motorini che guizzano simili a pesci dentro e fuori dal flusso del traffico, biciclette caricate all’inverosimile sospinte alla moviola da personaggi bizzarri. Mentre girovago nel labirinto di strade un’anziana signora nota il mio disorientamento e inarca le labbra grinzose in un radioso sorriso, rivelando una dentatura oramai scomparsa: nella spontaneità di quello sguardo c’è tutta l’autenticità di questa città strana, inafferrabile, suadente, che non ha paura di mostrarsi per quello che è veramente, lasciando scegliere al visitatore se amarla od odiarla. La verità è che Hanoi non permette mezze misure, o la si ama o la si detesta; per amarla bisogna accettarne la confusione, lo stordimento acustico e visivo, i rivoli d’acqua nera che corrono lungo i canali di scolo, e imparare a guardare a cuore aperto, scrollandosi di dosso i condizionamenti che imprigionano i sensi ammaestrati da ordine e pulizia. Si spalancherà allora davanti ai proprio occhi la magia del Quartiere Vecchio e tutti i dettagli saranno versi che battono il ritmo di un’unica poesia: venditori ambulanti con ceste cariche di frutta e fiori, bancarelle fumanti che servono noodles e spargono nell’aria l’aroma di caffè tostato, negozietti simili alle vecchie botteghe di paese con l’anziano proprietario seduto fuori a leggere il giornale in attesa dei clienti. Una poesia che bisogna imparare a leggere e interpretare, seguendone il giusto ritmo, ora lento ora veloce, chiamando all’appello tutti i sensi per riempire narici, occhi e pensieri di un mondo lontano e straniante, carico di una unicità e diversità oggi più che mai tesori preziosi da rispettare e custodire.

Le corporazioni del Quartiere Vecchio

Anche se servono gli occhi fissi sulla strada per schivare i mezzi in movimento, non bisogna mai dimenticarsi di fermarsi e guardare in alto per osservare le facciate delle case medievali di Hanoi. Fu qui che nel XIII secolo si stabilirono 36 diverse corporazioni di mercanti, ognuna delle quali diede il nome alla propria via. Oggi le vie del Quartiere Vecchio sono oltre 50 e sono ancora indicate con il termine Hang (merce) seguito dal nome della mercanzia che vi si vende. 
Con il mio tipico approccio metodico, guida alla mano cerco di seguire un itinerario stabilito per visitare le principali vie del commercio ma devo quasi subito rinunciare: impossibile orientarsi in questa baraonda, arduo scovare le targhe delle vie mimetizzate tra inestricabili matasse di fili della corrente che risalgono i muri e pendono da una casa all’altra. Spossata dal caldo e dalla confusione, mi arrendo all’unico approccio possibile a questo mondo: lasciare che sia la strada a guidarmi. Mi aggiro così senza meta tra i vicoli, scoprendo ad ogni angolo un universo nuovo: vetrai, fabbri, venditori di scatole di latta, fabbricanti di stuoie, sartorie, coloratissimi negozi di sete che ammiccano alla mia passione per i foulard, antiche erboristerie che profumano di erbe e spezie, artigiani di lacche e persino negozi che vendono lapidi. E’ come percorrere in pochi minuti la storia dell’artigianato tornando indietro nel tempo a mestieri che credevo estinti e che qui invece, in questo piccolo mondo medievale, sopravvivono e dividono lo spazio con negozi di cellulari all’ultimo grido. L’Asia passata, presente e futura si incontra qui, nel cuore di Hanoi, in un inestricabile intreccio di volti, gesti e tradizioni.
Per tutte le info viaggio in Vietnam potete consultare il mio post precedente con tutti i consigli o direttamente il sito di Asiatica Travel 

Per vedere il reportage fotografico completo di Hanoi e del Vietnam, cliccate qui


#vietnamosaic, Oriental charm è il video del nostro viaggio in Vietnam! 

Dedicato a chi ama l’Oriente, a chi lo sogna e a chi prova ad immaginarselo.
5 minuti per riempirvi gli occhi delle bellezze del Vietnam.
Ottimo per iniziare la giornata, per la pausa caffè o semplicemente per concedersi cinque minuti di relax ammirando la leggiadria, l’energia e la luce di questo straordinario paese!
Buona visione!

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Tam Coc viene spesso definita “la Halong di terra” ed in effetti questo angolo di Vietnam immerso tra le risaie ha molto delle caratteristiche della Baia di Halong. Montagne di arenaria ricoperte di fitta vegetazione si innalzano questa volta non dal mare ma dalle risaie, creando un panorama onirico.
La vallata è attraversata da un sinuoso fiume che si inoltra tra i monoliti di roccia dai profili panciuti, dando l’impressione di condurre il navigante nel cuore di un luogo che con le sua natura rigogliosa e il verde intenso del fogliame sembra l’Eden terrestre.
Tam Coc si trova a circa 3 ore di macchina da Hanoi ed è visitabile con un tour in giornata. Partecipare ad un’escursione organizzata è l’unico modo per arrivare sul sito se si fa base ad Hanoi, dal momento che non esistono mezzi pubblici per raggiungere il paese.
Diversamente, si può scegliere di arrivare a Tam Coc con una macchina privata con autista (o per i più avventurosi e pazienti affidarsi al trasporto pubblico e ai mille cambi e soste che il viaggio impone) e alloggiare in una delle guesthouse del posto. Personalmente ho scelto l’escursione da Hanoi che mi ha permesso di ottimizzare meglio i tempi, ma a Tam Coc ho visto alcune belle guesthouse immerse nel verde e devo dire che per chi ha tempo vale sicuramente la pena di fermarmi almeno un giorno in più.
Barcaiolo a Tam Coc

Visitare Tam Coc con un’escursione da Hanoi

Da qualunque agenzia acquistiate l’escursione, il programma è pressoché identico. Si parte la mattina presto per un viaggio di circa tre ore che conduce fino al paese di Tam Coc. Lungo la strada ci si ferma a visitare un interessante complesso di templi e pagode dell’epoca imperiale.
Arrivati a Tam Coc, si viene subito accompagnati al molo dove si sale in una delle (tante) barche di legno che navigano lungo il fiume. Le barche sono piccole, ospitano 2 massimo 3 persone e la caratteristica peculiare (e ciò che fa impazzire i turisti!) è che i barcaioli remano con i piedi. In effetti osservarli mentre sospingono agilmente la barca con un veloce gesto di gambe e piedi, senza mostrare il minimo sforzo, è molto divertente.
Tam Coc è una destinazione amata dai turisti quindi non soffrirete la solitudine, sopratutto in estate, ma la presenza delle altre barche non è di disturbo perché essendo senza motore scivolano silenziose mentre i turisti sono troppo impegnati ad ammirare il paesaggio e a fotografare per schiamazzare.
Il percorso circolare in barca dura circa due ore, c’è quindi tutto il tempo di assaporare ogni dettaglio del magnifico paesaggio che si staglia di fronte ai proprio occhi, ammirando le maestose montagne di arenaria risaltare tra il verde delle risaie e il blu del cielo.
Se andate in estate, la temperatura può essere davvero molto alta. Non partite senza una scorta d’acqua, senza protezione solare e sopratutto senza cappello. Il mio consiglio è di acquistare i cappelli a cono vietnamiti che le donne vendono al molo per 1$, riparano molto meglio dei normali cappellini in tela e sotto il sole cocente possono fare la differenza.
Al rientro al molo, i barcaioli si aspettano una mancia, prevedete ca. 2$ a persona.
Molte escursioni includono un prolungamento con un giro in bicicletta con un piccolo sovrapprezzo. Anche se si tratta di un percorso molto breve, consiglio di farlo perché permette di osservare da vicino la vita di paese e le meravigliose risaie che circondano tutta la zona, oltre a regalare nuovi scorci sul fiume e le montagne.
Per chi si ferma due giorni, esiste un sentiero (molto ripido e con numerosi gradini) che risale una delle montagne. Sono certa che il panorama da lassù debba essere fenomenale, io non ho avuto il tempo di farlo ed in pieno agosto con quasi 40° e l’umidità molto alta le condizioni non erano le più agevoli.
Anche se non potete includere una permanenza di due giorni a Tam Coc, non rinunciare all’escursione giornaliera da Hanoi, vale sicuramente la pena.

Per tutte le info di viaggio sul Vietnam leggete questo articolo con tutti i miei consigli.

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