A Vicenza, in Basilica Palladiana, la più grande mostra su Van Gogh mai realizzata in Italia.

Si è aperta lo scorso 7 ottobre a Vicenza la tanto attesa mostra su Van Gogh, prodotta da Linea D’ombra e curata da Marco Goldin. Si tratta di una mostra monografica che conduce in un affascinante viaggio nell’universo dell’artista. A guidare il curatore Goldin nella costruzione del percorso le oltre 900 lettere che Van Gogh scritte al fratello Theo. Attraverso le parole dell’artista, che diventano disegni e dipinti, la mostra ricostruisce i 10 anni di attività del grande maestro, dalla formazione alla maturità fino alla morte prematura. (altro…)


Basilica Palladiana
Accetto con piacere la proposta di Lucia di Mondovagando di partecipare all’iniziativa #dadoveblogghi, perché quando si tratta di parlare della mia città non mi tiro mai indietro!
La mia Vicenza è una città dal fascino raffinato, e a dirlo non sono io ma i tanti esperti d’arte e gli architetti che vengono qui ad ammirare le meraviglie progettate dal Palladio.
Proprio il grande architetto, padre dell’architettura moderna, sperimentò il suo linguaggio artistico qui a Vicenza, facendo della città la sua bottega a cielo aperto.
Grazie al suo genio la città si arricchì di gemme preziose come la Basilica Palladiana, il Teatro Olimpico e Villa La Rotonda, per citare solo le più note! 
Il centro storico è un susseguirsi di palazzi palladiani e io stessa a volte scopro la firma del Palladio anche su edifici che non sapevo fossero un suo progetto.

La Basilica Palladiana, la bella delle belle

La terrazza della Basilica Palladiana
Panorama di Vicenza
Quando mi chiedono quale sia la cosa in assoluto più bella da vedere a Vicenza, la mia risposta è la Basilica Palladiana. Può sembrare scontato ma non è così, perché di fatto si tratta di un’opera davvero unica, carica di una bellezza leggiadra e di una perfezione architettonica talmente sublimi che è difficile, se non impossibile, non rimanerne colpiti. 
Ogni volta che passeggio per Piazza dei Signori, il salotto cittadino su cui affaccia la Basilica, mi fermo a guardarla e un’emozione mi sale in gola: pur avendola vista e rivista centinaia, forse migliaia di volte, i marmi bianchi, gli archi leggiadri, la raffinatezza rinascimentale della struttura esterna che avvolge l’originario Palazzo della Ragione in stile gotico ancora visibile sotto, mi lasciano senza parole. 
La Basilica testimonia la straordinaria intuizione del Palladio che anziché abbattere l’edificio originale per fare spazio al nuovo, lo inglobò in una struttura armoniosa, progettando un doppio ordine di arcate che lasciano intravedere le mura dell’edificio sottostante. Un meraviglioso esempio di recupero edilizio intelligente che ancora oggi ha molto da insegnare agli architetti moderni!
Da qualche tempo è stata anche riaperta la terrazza panoramica sul tetto della Basilica, un osservatorio d’eccezione da dove ammirare da vicino l’edificio e la città tutta: un colpo d’occhio a 360° sui tetti di Vicenza.
La terrazza della Basilica Palladiana
La terrazza della Basilica Palladiana
Avrete capito, come del resto già ho raccontato più volte, quanto ami la mia città e quanto sia importante per me raccontarla, perché non c’è rammarico più grande quando viaggio di sentirmi dire da chi incontro che non conoscono Vicenza o non sapevano fosse la Città del Palladio (e capita anche in Italia!).
Per questo appena posso nel mio piccolo cerco di dare un tributo a Vicenza e ai suoi gioielli architettonici. 
Se volete trascorrere un weekend immersi nell’armonia e nell’equilibrio delle forme architettoniche rinascimentali, non abbiate dubbi, venite a Vicenza e lasciatevi cullare dalla sua bellezza raffinata.


E’ stato da poco inaugurato a Vicenza il Museo del Gioiello, uno spazio museale permanente di oltre quattrocento metri quadrati con una collocazione d’eccezione, la Basilica Palladiana.

Non è un caso che proprio a Vicenza apra un museo dedicato al gioiello, essendo la città da sempre centro d’eccellenza nella gioielleria ed oreficeria, settori in cui è riconosciuta come hub mondiale grazie alla manifestazione triennale di VicenzaOro.
Il museo offre un viaggio nell’estetica del gioiello, raccontando la storia di un oggetto antichissimo e profondamente radicato nella cultura umana. 
Il cuore del museo conta nove sale espositive che accolgono circa quattrocento gioielli e accompagnano i visitatori lungo un viaggio nel tempo e nelle culture: in esse vengono illustrate tutte le simbologie e funzioni assunte dal gioiello in una narrazione che non segue un filo cronologico quanto tematico.
Le opere esposte avranno una rotazione biennale, rendendo di fatto l’esposizione un divenire ed un luogo da visitare con continuità anche per i vicentini, per seguire nel tempo l’evoluzione del ruolo del gioiello all’interno della società.
Ecco in dettaglio i contenuti delle nove sale espositive:
Museo del Gioiello – Credits by Cosmo Laera

Simbolo

Il gioiello come simbolo che trasmette sensazioni e significati precisi quanto soggettivi: da simbolo di amore, come la fede nuziale; a simbolo di memoria, di fede, politico, di appartenenza o in generale simbolo di identità. Interessante la storia dell’ornamento da testa che, col passare dei secoli, assume la forma della corona, poi declinata in diademi e bandeau appannaggio dell’alta società.

Futuro

La sala dedicata al futuro mostra i possibili sviluppi futuri del gioiello, interrogando gli stessi visitatori sulla questione. Quattro sono i temi conduttori: pelle, esposizione, dimensione e particelle. Questi temi tentano di mostrare come il settore della gioielleria stia aggiornando le tecniche di produzione e utilizzi nuovi materiali. 

Arte

Il gioiello non solo come monile ma come pezzo d’arte, dotato di una plasticità oggettiva che si affianca alla scultura. Le opere esposte mostrano i linguaggi di espressione del gioiello artistico nel Novecento.
Museo del Gioiello – Credits by Cosmo Laera

Bellezza

Questa sala è dedicata ai gioielli di manifattura italiani esponendo i prodotti di un artigianato d’autore e d’eccellenza. La Sala della Bellezza contiene soltanto collier, gioielli vicini al cuore a cui la bellezza vuole parlare. Grandi opere di maestri indiscussi dell’arte artigiana della gioielleria, capolavori che fanno brillare gli occhi e lasciano senza fiato.

Design

Il gioiello come idea, che poi viene forgiata e resa materia. Sei esempi storici di gioielli (semi) industriali creati da designer d’eccezione.

Funzione

Una sezione curiosa che presenta i gioielli funzionali, come fibbie di chiusura, bottoni, stringhe di scarpe e persino anelli-coltello. Evolvendosi con la società i gioielli funzionali sono in continua trasformazione, e per tale motivo vengono anche studiati nelle indagini antropologiche.

Icone

Icona come “l’immagine” che si arricchisce di un valore simbolico ed evocativo. La sala presenta opere delle oreficerie Castellani che, oltrepassati i limiti della moda, sono divenute vere icone di stile e di eccellenza. I gioielli qui selezionati sono testimonianza di una straordinaria produzione. Accanto a gioielli ottocenteschi, sono esposti alcuni preziosi etruschi e romani provenienti dagli scavi di Cerveteri, Vulci e Roma, frutto del collezionismo dei Castellani che li usarono anche come modelli nelle loro creazioni.

Magia

La sala presenta amuleti che raccontano stralci di antica vita quotidiana quando questa era legata alla magia, all’invocazione scaramantica o religiosa. L’uso dei metalli preziosi rafforzava il potere dell’amuleto perché i metalli riflettono la luce e respingono i raggi malèfici. 

Moda

La sala presenta il bijou, ovvero l’ornamento per la moda copia del modello di gioiello vero, un concetto che nasce in Francia nella prima metà degli anni ‘20; presto il bijou acquista valore proprio e si stacca dal gioiello di valore per diventare autonomo, desiderato come il prezioso. In questa sala sono esposti vari stili del bijou del XX secolo e l’evoluzione delle sue forme.

Da travel-addicted quale sono, la mia mente è sempre proiettata verso mete lontane, per scoprire il diverso da casa mia, tanto che a volte tendo a dimenticare quale bellezza ci sia invece proprio nella mia città, Vicenza. Per fortuna basta poco per ricordarmene, una passeggiata nel centro storico, un caffè sorseggiato nella straordinaria cornice di Piazza dei Signori.
Nata e cresciuta tra i capolavori del genio architettonico del Palladio, un po’ ne sono assuefatta, quindi ogni tanto mi fa bene rallentare il passo, guardare la mia città con gli occhi del turista che la vede per la prima volta, per scoprirmi a rimanerne ogni volta sorpresa.

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 Qualche tempo fa vi ho raccontato la mia domenica pomeriggio trascorsa tra alambicchi e intensi effluvi alle Distillerie Brunello di Montegalda. Quell’appuntamento non era che il preludio di un evento famoso e molto conosciuto qui nel Vicentino, Distillerie Aperte. La manifestazione, che si ripete oramai da ben 18 anni, organizzata da Made in Vicenza coinvolge quattro famose distillerie della zona: Schiavo di Costabissara, Poli di Schiavon, Li.dia di Villaga oltre alla già citata F.lli Brunello. Dal 28 settembre al 5 ottobre le quattro distillerie apriranno le loro porte ai visitatori per spiegare il delicato processo di produzione dei distillati e offrendo visite guidate e degustazioni.

Quella della grappa è una tradizione molto antica e profondamente radicata al territorio dove nasce, tanto da rappresentarne uno dei prodotti locali più pregiati e apprezzati nel mondo. Per chi è di Vicenza come me, la grappa fa parte della cultura e del vivere quotidiano di ognuno: non c’è famiglia che non abbia una bottiglia di grappa locale nella dispensa, non c’è pranzo delle feste che termini senza un bicchierino del prezioso distillato e una bottiglia di grappa locale è uno dei regali più ricorrenti che si fanno a parenti ed amici di altre regioni, sicuri che sarà un dono gradito e apprezzato grazie all’alta qualità del prodotto.
La distillazione della grappa è un’arte sottile, fatta di delicati equilibri governati da mani esperte, di un sapere antico di origine contadina tramandato di generazione in generazione: una delicata alchimia che sfiora la magia mescolando profumi e sapori. Un processo di produzione che seppur saldamente fedele alla tradizione non ha voluto rinunciare all’innovazione, sperimentando sempre nuove varietà e connubi di sapori. Oltre alla qualità della materia prima e del processo produttivo, ciò che sta alla base del successo delle grappe vicentine è la grande passione dei distillatori, famiglie che da generazioni impiegano tutte le loro risorse nel produrre grappe uniche e irripetibili e nel farle conoscere all’estero, contribuendo così a dare lustro alla città e al territorio.
E’ proprio grazie a questo impegno che la grappa si è trasformata da prodotto di umili origini che un tempo serviva a supportare la dieta povera dei contadini, a oggetto di interesse di intenditori di tutto il mondo.

Durante Distillerie Aperte sarà possibile non solo scoprire come nascono le grappe ma anche degustarle. Quest’anno la manifestazione introduce anche un’importante novità, gli “aggrappamenti”, abbinamenti di grappe e cibi, sia dolci che salati, come gelato, cioccolato, frutta e formaggi; ogni combinazione sarà illustrata e spiegata da esperti così da accompagnare i visitatori lungo inediti percorsi degustativi e sensoriali, rendendo l’esperienza ancora più completa.
Distillerie Aperte è un’occasione unica per entrare in contatto con il magico universo delle grappe, ascoltando la storia di come nascono i singoli distillati, respirandone gli effluvi e assaporando le limpide essenze che racchiudono nei loro bouquet di profumi e gusti una storia e una maestria tutte italiane.

Informazioni sull’evento Distillerie Aperte:

Dal 28 settembre al 5 ottobre
Orario di apertura al pubblico: domenica 10.00-18.00
Da lunedì al sabato: 14.00-18.00 solo su appuntamento

I link dell’evento

Pagina Facebook di Distillerie Aperte: https://www.facebook.com/DistillerieAperte
Organizzazione evento: Made in Vicenza: http://www.madeinvicenza.it/
Potete seguire l’evento sui social tramite l’hashtag #DistillerieAperte