A quota 1168 metri, Folgaria è una delle comunità tra le più antiche del Trentino, capoluogo dell’omonimo altopiano che comprende le vicine località di Tonezza del Cimone, Fiorentini, Lavarone e si spinge fino Luserna, a cavallo tra le province di Trento e Vicenza.
Un piccolo centro con un’elegante via pedonale su cui affacciano dai balconi fioriti e un panorama tutt’intorno che spazia a 360° sulle cime circostanti, regalando scorci di una bellezza mozzafiato.

Rinomata località sciistica, Folgaria e l’Altipiano hanno il loro punto di forza nello Skitour dei Forti, un percorso di 100 km che si snoda tra le fortezze della Grande Guerra, offrendo favolose discese adatte a sciatori di tutti i livelli.
Se volete sfrecciare sulle piste, attorniati dalle maestose vette delle Dolomiti, vi basterà approfittare di una delle numerose offerte vacanze a Folgaria di Expedia.

Le sette frazioni in cui è diviso il comune di Folgaria, Costa, Serrada, Guardia, Mezzomonte, San Sebastiano, Carbonare e Nosellari, sono un susseguirsi di pascoli verdi, torrenti, terrazzamenti naturali e ampie distese di foreste che d’estate offrono un gradevole riparo dalla calura e d’inverno diventano il paradiso degli sciatori e di tutti colori che vogliono divertirsi sulla neve. Gli impianti del comprensorio sciistico del Carosello Ski organizzano corsi per tutti i gusti: dal classico sci di fondo all’adrenalinico free ride e persino tecniche di discesa meno note come il telemark norvegese.
Per chi invece al brivido preferisce godere in tranquillità della bellezza del paesaggio imbiancato, niente di meglio di una ciaspolata in compagnia. Per gli appassionati di pattinaggio, una giornata sul ghiaccio del Palafolgaria è l’ideale, magari approfittando di un last minute.

Storia e tradizioni di Folgaria

L’identità culturale e linguistica degli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna è strettamente legata alla comunità cimbra. I Cimbri sono una popolazione che si stanziò in varie località tra Veneto e Trentino, la cui origine è ancora incerta. Secondo la tradizione si tratterebbe dei discendenti dell’omonimo popolo dello Jutland, in Danimarca, che invase l’Italia nel II secolo a.C. e fu poi sconfitto dall’esercito Romano di Gaio Mario. I pochi superstiti si sarebbero ritirati nelle Prealpi Venete e avrebbero mantenuto nei secoli lingua e costumi danesi. Una parte di studiosi ritiene invece che i Cimbri discendano da coloni tedeschi giunti nell’Altipiano di Asiago nel X secolo d.C.
Col passare del tempo la tradizione linguistica è andata inevitabilmente perdendosi ed oggi le persone in grado di parlare il cimbro sono poche centinaia. Una delle isole linguistiche più ampie è quella di Luserna, in cui tuttora la maggior parte della popolazione parla una versione più moderna del cimbro, con influenze dal tedesco.

La tradizione gastronomica di Folgaria

Anche per chi non ama sciare, un weekend in Folgaria è l’ideale per un viaggio all’insegna della gastronomia più tradizionale con una visita in uno dei tanti caseifici per ammirare un casaro all’opera. E’ in questi antichi laboratori artigianali che sopravvive e viene tramandata la tradizione culinaria dei Cimbri, che si declina in sapori unici e autentici, come il formaggio DOP Vezzena, uno dei prediletti dall’imperatore Francesco Giuseppe. Si tratta di un formaggio semicotto dal gusto deciso e leggermente piccante, usato come condimento per zuppe e canederli.
Rimanendo in ambito gastronomico, nei pressi di Gionghi si può visitare il Museo del Miele, dedicato all’affascinante mondo delle api: la gerarchia nell’alveare, il linguaggio della loro danza e tantissimi altri aspetti sconosciuti della vita di questo laborioso insetto, che il museo spiega e approfondisce. Il museo è particolarmente amato dai più piccoli, che qui trovano uno spazio ricreativo a loro dedicato. Gli adulti invece apprezzeranno il fornito negozio di prodotti a base di miele.
Se volete scoprire i segreti degli antichi Cimbri o degustare i sapori autentici dell’Altipiano, non vi resta che controllare una delle tante offerte per Folgaria e preparare le valigie!

Come arrivare a Folgaria

Numerosi e comodi sono i collegamenti stradali e ferroviari per Folgaria.
In treno:  la stazione più comoda è quella di Rovereto da cui si prosegue per Folgaria con l’autobus navetta.
In auto: percorrete l’autostrada A22, prendendo l’uscita Rovereto Nord e proseguendo lungo la statale.
In aereo: gli aeroporti più comodi sono quello di Bolzano Dolomiti, il Catullo di Verona e il Marco Polo di Venezia.


 Dinanzi a vette frastagliate che si colorano di calde tinte, si comprende subito perché le Dolomitisiano state inserite nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’ambito titolo, conferito a questo gruppo montuoso nel 2009, premia l’unicità della sua conformazione, la bellezza delle sue formazioni rocciose e la sua importanza sul piano geologico.

La formazione delle Dolomiti rimanda alle enormi pressioni dell’era glaciale, che hanno forgiato le forme fantastiche di queste montagne, ricche di pinnacoli, torri e guglie, e hanno lasciato una straordinaria abbondanza di fossili che testimoniano come un tempo qui vi fosse un mare tropicale.
La bellezza unica di questi paesaggi raggiunge il suo apice durante le giornate d’estate quando il cielo è limpido e le montagne si colorano di tinte calde, dal rosa al violetto. Il fenomeno, noto come Enrosadira, è dovuto alla conformazione chimica di queste rocce, caratterizzate dalla presenza della dolomite, un composto di magnesio e carbonato di calcio tipico di questi monti.

Il paradiso degli sciatori

La ricchezza delle Dolomiti, però, non è solo paesaggistica, ma anche culturale. Questo arco montano, che si sviluppa tra le province di Bolzano, Trento, Pordenone, Belluno e Udine, comprende tre diversi gruppi linguistici(italiano, tedesco e ladino). In questi luoghi sono state scritte pagine di storia importanti e le vette delle Dolomiti sono stato teatro e testimoni di aspre battaglie della prima guerra mondiale.

Con ben 231.000 ettari di vette, nelle Dolomiti ci sono piste e montagne per tutti i gusti. Tra tutte, spicca il massiccio della Marmolada, che con i suoi 3.343 metri rappresenta la cima più alta di questo arco montano.
Gli amanti dello sci avranno solo l’imbarazzo della scelta, grazie a Dolomiti Superski, il comprensorio sciistico che consente di usufruire con un unico skipass di ben 12 aree sciistiche con 450 impianti di risalita, per un totale di 1.220 km di piste. Le caratteristiche della zona garantiscono condizioni di innevamento ottimale, ma anche se la neve dovesse scarseggiare, il divertimento è comunque garantito, dato che quasi il 100% delle piste di questo comprensorio può essere innevato artificialmente con tecniche all’avanguardia. Le Dolomiti comprendono alcune delle località montane più famose e apprezzate a livello mondiale, dalla blasonata Cortina d’Ampezzo alla Val Gardena, dalla Val di Fassa a San Martino di Castrozza, passando per l’Alpe di Siusi, Arabba, la Valle Isarco e Plan de Corones.
Non resta dunque che cercare una vantaggiosa offerta last minute per le Dolomiti, per inforcare gli sci e godersi questo paradiso. Troverete tante interessanti offerte montagna per le Dolomiti su Expedia

Sentieri ed escursionismo

Chi l’ha detto che per godersi le Dolomiti bisogna saper sciare? Il comprensorio offre anche una fitta rete di sentieri escursionistici e tante vie ferrate, adatte anche a chi è poco esperto di arrampicata. Le pareti dolomitiche sono particolarmente amate dagli appassionati di alpinismo, grazie alla presenza di vie con caratteristiche e livelli di difficoltà diversi.
Per ritemprarsi dopo intense attività all’aria aperta, vi aspetta una cucina variegata ed eccellente, che affianca a piatti tradizionali, come i Tirtlen o il Bauernbratl, le innovative creazioni di chef pluripremiati.
Nelle sere d’estate, le Dolomiti fanno da cornice a concerti e spettacoli. Tra le varie manifestazioni, “I Suoni delle Dolomiti” è da non perdere: si tratta di una rassegna estiva che abbina in modo originale musica ed escursionismo.

Come arrivare

Per raggiungere le Dolomiti ci sono varie opzioni. Chi arriva in aereo ha vari aeroporti a disposizione: Verona (130 km), Brescia (180 km), Venezia (250 km) o Linate e Malpensa (280 km). Il piccolo aeroporto di Bolzano è collegato con Roma. Ci si può spostare anche comodamente in auto con l’Autostrada A22 del Brennero, o in treno, sulla tratta Verona-Trento-Brennero-Monaco.

Con l’inizio di dicembre, le celebri località sciistiche italiane sono entrate finalmente nel vivo della stagione. Non fa eccezione Madonna di Campiglio, che, come sempre, si conferma una delle mete montane più ambite dagli appassionati degli sport sulla neve.
Già dando un’occhiata, su un sito come questo, all’assortimento degli hotel a Madonna di Campiglio si può comprendere come questo paesino della provincia di Trento si trasformi in una destinazione più desiderate durante i mesi delle vacanze invernali e di quelle estive, quando arriva ad accogliere ben più dei suoi 1000 abitanti.
Lo sviluppo turistico di Madonna di Campiglio, che ha ospitato in passato personaggi del calibro della Principessa Sissi e dell’Imperatore Giuseppe, ha registrato un’ulteriore evoluzione nel 2011, quando è stato aperto per la prima volta l’impianto di risalita che collega la località a Pinzolo, permettendo di accedere a una vastissima area sciistica.

Oggi, sciatori e snowboarder che soggiornano a Madonna di Campiglio possono, dunque, cimentarsi sulla Skiarea di Madonna di Campiglio – Pinzolo – Folgarida – Marilleva, che conta ben 150 km di piste da discesa ed è servita da oltre 60 impianti di risalita. All’interno del comprensorio, dove spicca la mitica pista 3-Tre, sono presenti anche 4 snowpark, per salti e peripezie degli amanti dello snow. E non mancano neppure spettacolari fuoripista!

Merano è una bella e piacevole cittadina adagiata lungo il corso del torrente Passirio, che scorre dolce diffondendo per le vie il fluido suono delle sua acque, e circondata dalle cime del Gruppo del Tessa e dell’Altopiano del Salto.
Ho avuto il piacere di visitare la città tra Natale a Capodanno, quando come molte cittadine del Trentino, è riscaldata dai colori e dai sapori delle bancarelle natalizie da cui si sprigionano gli speziati effluvi del brulé di mele caldo, a cui è impossibile non accompagnare una fetta di strudel.
Più che un paesaggio invernale, ad accogliermi è stata una sinfonia di colori autunnali, dal marrone della terra alle calde sfumature rosso arancio degli alberi su cui risaltano le cime innevate sullo sfondo. Un spettacolo decisamente fuori stagione per fine dicembre, dovuto ad un inverno dalle temperature eccezionalmente miti, ma che nulla ha tolto alla suggestione di queste meravigliose valli.

Il centro storico sorprende con una collezione di edifici in stile liberty di inizio Novecento che restituiscono un’ambiente raffinato e leggiadro, e non sorprende come la cittadina sia stata in passato meta prediletta di regnanti che qui venivano a godere dell’aria buona senza rinunciare ad eleganza e lusso.
Uno dei più belli edifici liberty è il Kurhaus, la cui bianca facciata è impreziosita da quattro colonne disposte a semicerchio ed enormi vetrate che lasciano filtrare la luce all’interno, dove si possono ammirare eleganti ambienti, tra cui una sontuosa sala da ballo.

Il Teatro Puccini è un altro bell’edificio con un tripudio di decorazioni liberty. Il vicino Duomo, costruito nel 1310 e con un bel campanile di 80 metri, è adorno di dipinti e sculture e diventa particolarmente suggestivo in occasione della messa di Natale, accompagnata dalle soavi voci del coro polifonico.

Proseguendo lunga via pedonale che costeggia il Passirio si incontra la Chiesa del Santo Spirito: risalente al 1217 è anch’essa uno splendido esempio di architettura religiosa medievale ed è considerata una delle più belle chiese del Trentino.
Lasciandosi alle spalle Merano, il percorso si inerpica lungo il fianco del monte diventando presto un sentiero che conduce tra i boschi, permettendo di immergersi nella natura pur trovandosi a soli pochi minuti dal centro. Del resto Merano, prima ancora che per le raffinate architetture, è famosa per il suo ambiente naturale, all’inizio di quattro fertili valli (Val Venosta, Val Passiria, Val D’Adige e Val d’Ultimo) dove vengono coltivate, tra i molti prodotti, famose e squisite qualità di mele, e per le bellissime montagne, paradiso di sciatori ma anche di amanti di escursioni in ogni periodo dell’anno.
Il vicino comprensorio di Merano 2000 offre una serie di impianti di risalita per tutti i gusti, da semplici piste per bambini a spettacolari piste nere che paiono sfidare la legge di gravità. Mano a mano che si avanza lungo la strada che porta al comprensorio, i caldi colori autunnali lasciano spazio al bianco candido della neve, dapprima piccoli sprazzi sparsi qua e là, poi un enorme manto, come una coperta posata dolcemente sul paesaggio.

Oltre a Merano 2000, qualche chilometro più ad est si arriva in Val Senales, altro paradiso alpino.

E’ qui che provo l’ebbrezza di salire su in cielo, fino ai 3200 metri dello stupendo ghiacciaio. Proprio tra queste montagne fu trovata la mummia di Oetzi, oggi conservata al museo di Bolzano.
Consiglio di salire anche a chi, come me, non scia perché lo spettacolo che aspetta in cima garantisce emozioni da capogiro anche senza lanciarsi in vertiginose discese lungo il fianco della montagna. Ci sono andata in una giornata di splendido sole e aria limpida e quello che mi si è parato davanti all’arrivo nella stazione a 3200 mt, è uno degli spettacoli alpini più belli che abbia mai visto.

Lassù, circondati a 360 gradi da cime innevate, il mondo diventa improvvisamente bicolore: il bianco accecante della neve e l’azzurro carico del cielo, che qui sembrano danzare insieme uniti dalla luce, che disegna i profili di cime e vallate. E’ incredibile come le montagne, viste da così vicino, sappiano trasmettere energia e al contempo serenità, immagini di una potenza prorompente, tanto da riuscire a catalizzare lo sguardo e il pensiero per ore: dei giganti millenari al cui cospetto ci si sente infinitamente piccoli. Sono rimasta ad osservare le cime per un tempo che non saprei definire, perché lassù vicino al cielo il tempo si dilata e perde significato, un minuto vale un’ora, un’ora vale un giorno, e a dettare le regole non è più l’orologio ma i sensi, che sembrano non essere mai paghi di tanta inebriante bellezza.

Basterebbe un simile paesaggio a giustificare una visita a Merano ma la cittadina ha in serbo un’altra sorpresa: il caldo abbraccio delle sue terme, situate in un’avveniristica struttura proprio in centro città, che accolgono con un susseguirsi di vasche interne ed esterne a varie temperature. La perfetta ricompensa dopo un giorno di neve, come se Merano sapesse qual è il giusto epilogo per una giornata in montagna, e preparasse una calda accoglienza a chi rientra in città la sera.


E dopo le terme, una cena a base delle tante specialità trentine è l’ideale, da canederli in brodo fumanti, a stinchi succulenti, per concludere con una fetta di strudel alle mele che culla i pensieri con il suo dolce profumo di cannella. Sapori e bellezze semplici eppure intensi, al cui inebriante abbraccio ci si può abbandonare, per riempirsi occhi, cuore e sens
i.


Guida al viaggio


A Merano l’offerta alberghiera è molto vasta, da graziosi Gasthaus a hotel in tipico stile alpino, fino a moderne strutture; molte sistemazioni offrono centri wellness per abbinare alla vacanza attiva il piacere di un po’ di relax. Se siete indecisi in quale hotel soggiornare, potete provare le offerta proposte dal sito di prenotazione on line H.R.S.

 Che l’Altopiano della Paganella fosse bello, già l’avevo intuito ammirando le foto del sito dell’APT locale che mostrano prati, boschi, montagne e laghi, il luogo ideale per una vacanza natura tra sport e relax.

Quello che non sapevo e che ho scoperto durante il mio week- end a Molveno, è che la Paganella è uno spettacolare balcone naturale sospeso a 2125 mt da cui ammirare una delle viste più belle sulle Dolomiti.

Bastano pochi minuti con gli impianti di risalita Paganella 2001 che partono dal centro di Andalo e risalgono il fianco della montagna per ritrovarsi a tu per tu con le Dolomiti del Brenta, che qui si mostrano in tutta la loro bellezza. Impossibile non provare stupore e riverenza a cospetto della granita resistenza di questi giganti immobili, le loro pareti come tavole di roccia su cui è incisa la storia millenaria del mondo.

Salire in alto mi da sempre una grande ebrezza, forse per l’illusione che le montagne danno di poter toccare il cielo con un dito o di poter contenere il mondo che sta sotto nello spazio di un solo sguardo. O forse sono proprio le montagne con la loro granitica, eterna presenza a trasmettermi serenità e gioia.

La Paganella è speciale perché da lassù la vista spazia a 360° dalle cime del Brenta alla Valle dei Laghi fino al Garda, e mentre si aguzzano gli occhi per distinguere Riva del Garda giù in fondo, basta girarsi per ammirare dall’altra parte le cime delle Alpi Austriache. Una visione a volo d’uccello che abbraccia tutto il mondo attorno.
Una sosta nella magnifica terrazza panoramica del Rifugio la Roda è un must, la possibilità di assaporare i piatti della tradizione del Trentino a cospetto di alcune delle sue cime più belle è un’occasione irrinunciabile!
Dalla cima partono numerosi sentieri che conducono ad altri rifugi o, per i più volenterosi, che portano fin giù a valle. Purtroppo il paesaggio è parzialmente rovinato da alcune antenne che qualcuno ha pensato di installare proprio qui, nel mezzo di tanta meraviglia naturale, ma basta continuare pochi passi oltre queste costruzioni per ritrovarsi in bilico di fronte all’infinito, un’altra  terrazza naturale, più piccola e isolata, dove sedersi su una roccia a scrutare l’orizzonte ammirando il Lago di Toblino, i paesi della Valle e giù fino al Garda, e seguire con lo sguardo il volo degli uccelli che qui passano vicini e fendono l’aria con le loro ali spiegate: chissà quale sensazione meravigliosa d’essere volare sospesi sul mondo e sfidare intrepidi le vette rocciose.
A tanto noi umani non possiamo arrivare, ma vedere così da vicino le cime delle Dolomiti è già un bel passo verso nuovi orizzonti.


Arrivando dalla strada che scende da Andalo, Molveno pare emergere dall’acqua come una magica creatura marina, una manciata di tetti rossi con l’antico campanile che svetta nel mezzo.

Il paese è un gomitolo di strade acciottolate che scivolano giù al lago dolcemente, mostrando lungo la via case dalle finestre decorate con complicati arabeschi e balconi che si esibiscono in un tripudio di gerani multicolore.
Ma è il lago l’elemento distintivo di Molveno, quel cuore di smeraldo verde azzurro che è un tutt’uno con lo straordinario paesaggio che lo circonda:  boschi di acero, nocciolo e betulla dalle mille sfumature di verde, la nuda roccia grigia delle vette dolomitiche che lo sovrastano e sopra un cielo infinito carico d’azzurro e di nuvole.

Il lago riesce a catturare e trattenere una parte di ognuno di questi elementi, come se esserne circondato non fosse abbastanza e volesse fondersi con essi rubandone qualche sfumatura per farla propria.

A Molveno ci si può venire in famiglia, e nella lunga spiaggia bordata da oltre sette ettari di prato erboso i bambini troveranno nutrimento per il loro travolgente entusiasmo, sbizzarrendosi tra giochi, giostre e acqua; ci si può venire in coppia e concedersi una romantica gita in barca, o ci si può venire soli, e soli non sentirsi, perché il lago avvolge in una dolce carezza e libera dai pensieri che qui perdono peso e possono fluttuare liberi nelle acque limpide.
Una tale bellezza non è passata inosservata tanto da aver guadagnato le “cinque vele”, il massimo del punteggio della Guida Blu di Legambiente, e la Bandiera Arancione del TCI, due riconoscimenti prestigiosi per un gioiello naturale che ipnotizza e ammalia.


E quando si è ebbri di lago, si può prendere la funivia a pochi passi dal centro e salire sull’Altopiano del Pradel, un mondo fatto di prati e boschi  dove da una terrazza naturale a pochi passi dall’arrivo della seggiovia si possono ammirare da vicino le vette delle Dolomiti del Brenta, quelle stesse cime che vegliano sul paese e che qui pare di poter toccare solo allungando un braccio. Dopo una lunga e rigenerante passeggiata tra i boschi è d’obbligo una sosta in uno dei rifugi che servono cibi della tradizione trentina, nel piatto i sapori genuini della montagna, di fronte agli occhi lo spettacolo inebriante delle vette illuminate dal sole.
Al ritorno si può scendere in funivia o a piedi lungo il sentiero ben segnalato oppure, per chi ancora non è sazio di emozioni, si può scegliere di tornare a valle con uno spettacolare volo in parapendio!

Per tutte le informazioni su Molveno e l’Altopiano della Paganella ci si può rivolgere all’efficientissima APT Dolomiti Paganella 

Dove dormire:

L’Hotel Londra è un bell’edificio recentemente ristrutturato e curatissimo in ogni dettaglio, in posizione panoramica con una magnifica vista sul lago. L’hotel offre stanze ampie e confortevoli e un bel giardino fiorito dove sorseggiare un caffè ammirando il paesaggio. Il personale è prodigo di consigli oltre che di calorosi sorrisi. Consigliatissimo!


Oggi vi voglio parlare di un “porte aperte”, ma uno molto originale e speciale, perché stavolta a spalancare le porte non sarà uno dei tanti concessionari d’auto che affollano le nostre città ma…le malghe del Trentino!
Si chiama #albeinmalga l’iniziativa, organizzata da Visittrentino in collaborazione con Strade del Vino e Sapori del Trentino, di aprire le porte delle malghe più belle della regione tutti i sabati mattina di luglio e agosto e far vivere in prima persona a grandi e bambini l’alpeggio d’alta montagna.

E’ una vera propria immersione nel mondo dell’alpeggio quella che aspetta i partecipanti: ci si sveglia all’alba e assieme ai gestori delle malghe si mungono le mucche, si assaggia il latte fresco, si assiste alla trasformazione della panna in burro o si sale al pascolo dove gli esperti insegnano a conoscere e distinguere le erbe spontanee. Un’opportunità unica di vivere la montagna in maniera autentica, non come semplice turista ma al fianco dei custodi di queste montagne che con tanto lavoro e dedizione contribuiscono a farne luoghi meravigliosi e accessibili, oltre a fornire prodotti genuini e sani.
Posso solo immaginare quale emozione possa dare svegliarsi in quota, una mattina d’estate, circondati dalla vista mozzafiato delle montagne, l’aria frizzante che pizzica la pelle e quel profumo di erba fresca che presto si mescola a quello del latte appena munto. E chissà che sapore ha il formaggio fresco prodotto qui, come una volta! Profumi e sapori autentici e genuini che riempiono i sensi e il cuore.
E dopo il lavoro, una ricca e meritatissima colazione con uova, formaggi, salumi e torte fatte in casa aspetta i partecipanti!

Per tutti le informazioni su dove alloggiare, i programmi dettagliati e per prenotare la vostra alba in alpeggio potete vistare la pagina di Visittrentino a questo indirizzo!
Una grande esperienza ad un piccolo costo! Affrettatevi!


Vera, siciliana doc ci parla di un paesaggio lontano dal suo ambiente abituale ma che l’affascina enormemente: le Dolomiti!

Per una come me, nata e cresciuta in Sicilia, a pochi passi dal mare, ritrovarsi in una importante località delle Dolomiti è un’esperienza in grado di destare in me assoluta meraviglia.
Sebbene noi siciliani possiamo contare sulla presenza del nostro caro vulcano Etna, presso il quale numerose sono state le mie escursioni nel corso degli anni (in estate così come in inverno), è innegabile che i paesaggi offerti dalle Dolomiti sono assolutamente al di fuori del mio immaginario, riuscendo a stupirmi ed a emozionarmi in modo incredibile.

Le Dolomiti fanno parte della catena montuosa delle Alpi e si trovano nella parte nordorientale del nostro Paese, sono precisamente comprese tra cinque province italiane, ovvero Belluno, Pordenone, Udine, Trento e Bolzano.
La straordinaria bellezza di queste montagne, il cui nome deriva dalla roccia dolomitica che in buona parte le compone, ha fatto si che esse venissero dichiarate nel 2009 parte del Patrimonio Naturale dell’Umanità dell’UNESCO.
Tra le Dolomiti molte sono le cime che superano i 3.000 metri; spicca in modo particolare il gruppo montuoso della Marmolada, con la sua cima più alta, Punta Penia, che raggiunge i 3.343 metri.
Uno dei simboli delle Dolomiti, considerate una meraviglia anche per gli appassionati di alpinismo, sono poi le tre cime di Lavaredo, raggiungibili tramite Misurina, frazione del comune veneto di Auronzo di Cadore. Tale località, oltre che per la prossimità delle tre cime, è famosa per il suo lago, il più grande del Cadore, sulla cui origine si narrano diverse leggende, come quella di re Sorapiss e della figlia Misurina.
Il vasto territorio delle Dolomiti, le cui montagne rappresentano un paradiso per gli appassionati di sci e di alpinismo nel periodo invernale, ma il cui fascino si manifesta anche nel periodo estivo per gli appassionati del trekking; comprende molte destinazioni turistiche d’eccellenza.
In Veneto va menzionata ad esempio, oltre alle già citate Auronzo di Cadore e Misurina, Cortina d’Ampezzo, una delle località invernali più celebri di questa zona, particolarmente interessata dal turismo d’élite.
Se ci si sposta in Trentino, tra le località più famose ritroviamo sicuramente Madonna di Campiglio, in Val Rendena, oltre a Canazei, posta invece nella Val di Fassa; qui numerose sono le strutture alberghiere in grado di ospitarvi per una vacanza più o meno lunga, come l’Hotel Schloss Dolomiti.
Se si desidera conciliare l’attività sciistica e l’esplorazione delle Dolomiti con la visita alla graziosissima città di Trento, vi consiglio di approfittare di strutture più prossime al capoluogo, come lo Chalet Family Hotel, avendo così la possibilità, se vi si reca nel periodo invernale, di vedere anche i suoi famosi mercatini di Natale.
Altre famose località dell’area delle Dolomiti sono poi San Martino di Castrozza, che si trova sempre in Trentino, Selva e Ortisei, che si trovano invece in Alto Adige, e Forni di Sopra, collocato in Friuli Venezia Giulia.
La scelta su dove recarsi è sicuramente molto ampia; se si hanno diversi giorni a disposizione è in effetti possibile prenotare un alloggio in diverse località turistiche delle Dolomiti, in modo da poter ammirare i luoghi più affascinanti della zona, e nel contempo, se si ama sciare, provare differenti piste e percorsi, che qui si distinguono per varietà e bellezza.


(Leggi questo post in italiano)

This post could begin like this: Once upon a time there was  an enchanted castle nestled in the mountains overlooking a beautiful lake….
And I  could go on adding to the story a beautiful princess trapped in the tower and saved by her prince charming. 
But it would be too mushy and I’m not just the kind! 
Castel Toblino actually looks like a fairy tale castle, nestled between lake and mountains. Located in the Valley of the Lakes above Riva del Garda, in the province of Trento, this magnificent building is a rare example of Italian castle lake, and one of the most famous castles in Trentino. The structure is built on a small peninsula overlooking Lake Toblino. The beautiful crenelated walls that runs all around the complex and that borders the park gives a  medieval touch and lightens the whole structure, which in itself is quite majestic.

The original castle dates back to 1100 when it was owned by the vassals of the Prince-Bishop of Trento. Later it was bought by a noble family and only in the fifteenth century it returned to the bishop property. The castle that can be admired today is the result of the reconstruction commissioned by Bernardo Clesio in the sixteenth century, during which the building took on its actual Renaissance style.
Today the castle is privately owned and has a restaurant that I haven’t got the chance to try but that undoubtedly enjoys a fabulous view! From the courtyard the glance is really impressive with green waters reflecting the castle and the mountains’ profiles fading in the distance, creating an artistic mirroring effect. 
The mountains all around with their shiny rock walls seem to dive into the water creating  an exceptional setting and a unique landscape. It’s a shame that a high traffic road runs right behind the castle ruining part of the atmosphere: a place like this deserves to be in a secluded valley crossed only by minor streets, the castle and its setting  would gain tremendously! 


Nevertheless, Toblino Castle is definitely worth a visit in the spring, when nature flourishes, in the summer to escape the heat or in autumn when the leaves of the trees becomes of  a thousand shades of yellow making the scenery even more spectacular. 
Like any true castle, Toblino has a beautiful and rich tradition of legends , often dark and gloomy, which found in its massive walls and wide park the ideal place to be born and passed on. According to one of these legends, the castle was once home to  fairies to which in the third century was dedicated a temple, as evidences still today a plaque in the porch of the castle. 
Toblino has it all, a magnificent, majestic and mysterious castle. Treat yourself by sitting on the beautiful terrace of the restaurant’s bar sipping a coffee in the shade of the mountains, watching the swans gliding elegantly on the water, behind the mighty walls of the castle: it will be one of the most fabulous coffee that you have ever taken!


Castel Toblino, nella Valle dei Laghi, è uno dei più bei castelli del Trentino. Un castello lacustre che pare emergere dalle acque ed è circondato da montagne maestose

Questo post potrebbe cominciare così: C’era una volta un castello incantato affacciato davanti ad uno splendido lago incastonato tra le montagne….

E potrei continuare aggiungendo alla storia una bella principessa imprigionata nella torre che viene salvata dal suo principe azzurro. Ma sarebbe troppo sdolcinato e io non sono proprio il tipo!
Castel Toblino però assomiglia davvero al castello di una fiaba, incastonato com’è tra lago e montagne. Situato nella Valle dei Laghi sopra Riva del Garda, in provincia di Trento, questa magnifica costruzione rappresenta un raro esempio italiano di castello lacustre, e uno dei più celebri castelli trentini. La struttura è arroccata su una piccola penisola che si affaccia sull’omonimo lago, Toblino appunto. La bella cinta merlata che corre tutt’ intorno al complesso e che ne delimita il parco da un bel tocco medievale e alleggerisce l’insieme, che di per sé è abbastanza imponente.

La storia di Castel Toblino

Il castello originale risale al 1100, quando era di proprietà dei vassalli del principe-vescovo di Trento. Successivamente fu acquistato da una famiglia nobile e solo nel Quattrocento ritornò ad essere un bene di proprietà vescovile. Il castello che oggi si può ammirare è frutto della riedificazione voluta da Bernardo Clesio nel XVI secolo, durante la quale la costruzione assunse le forme rinascimentali che ha tutt’ora.

Castel Toblino oggi

Oggi il castello è proprietà privata ed ospita un ristorante che non ho avuto la fortuna di provare ma che indubbiamente gode di una vista fiabesca! E in effetti dal cortile del castello il colpo d’occhio è davvero impressionante, con le verdi acque del lago che rispecchiano il castello e i profili a balze delle montagne che sfumano in lontananza, dando vita a un gioco di riflessi degno di un dipinto. Le montagne tutt’intorno con le loro pareti di roccia lucida sembrano tuffarsi in acqua formano una cornice d’eccezione e un paesaggio davvero unico. Peccato per la strada ad alto traffico che corre proprio alle spalle del castello e che rovina in parte l’atmosfera: un posto così meriterebbe di trovarsi in una valle isolata attraversata solo da stradine minori, il castello e tutto l’intorno ne guadagnerebbero enormemente!
Nonostante ciò, Castel Toblino merita sicuramente una visita, in primavera quando la natura rifiorisce, in estate per trovare refrigerio dalla calura o in autunno quando le foglie degli alberi si incendiano di mille sfumature di giallo rendendo ancora più spettacolare il paesaggio.
Come ogni castello che si rispetti, anche Toblino ha un bella e ricca tradizione di leggende, spesso cupe e tenebrose, che hanno trovato nelle sue possenti mura e nel suo immenso parco il luogo ideale dove nascere e tramandarsi. Si narra che il castello fosse un tempo dimora dell fate alle quali nel III secolo era dedicato un tempietto, come dimostra ancora oggi una lapide murata nel portico del castello.
Insomma, a Toblino non manca proprio nulla, un castello in piena regola, possente, maestoso e misterioso. Coccolatevi sedendovi nella magnifica terrazza del bar del ristorante sorseggiando un caffè all’ombra delle montagne, osservando i cigni che scivolano eleganti sull’acqua, con alle spalle le possenti mura del castello: sarà uno dei caffè più fiabeschi che abbiate mai preso!

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Lanzarote

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