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Gran Canaria, una perla  al largo delle coste nord-occidentali dell’Africa; un continente in miniatura, come spesso la definiscono, proprio perché qui si possono incontrare tutti i possibili paesaggi presente al mondo: immense spiagge, verdi colline, montagne, laghi, e persino il deserto. Un puzzle perfetto, un piccolo mondo, un angolo d’Europa proteso verso l’Africa.

Chi atterrando qui si aspetta spiagge caraibiche e acque cristalline resterà deluso; le spiagge, le più famose delle quali concentrate nelle coste sud dell’isola, sono le tipiche spiagge oceaniche lunghe e profonde bagnate da acque turbolente e non particolarmente calde; anche il profilo del centro balneare principale, Playa del Inglés, è alquanto deludente, abbruttito da enormi palazzoni arroccati sul promontorio che domina il mare, enormi alveari che ospitano hotel e appartamenti vacanze, molti dei quali avrebbero bisogno di una buona sistemata e rinfrescata. Qui le strutture turistiche sembrano essersi fermate agli anni ’70, l’epoca in cui le Canarie erano sinonimo di meta esotica, l’Europa in Africa, una destinazione chic per abbienti turisti tedeschi e inglesi, ma non solo. Con l’avvento dei voli low cost il target turistico si è abbassato e le isole, compresa Gran Canaria, sono diventate una destinazione alla portata di molti, ma le strutture turistiche non hanno saputo o voluto adeguarsi al cambiamento risultando oggi decisamente fuori moda e molto impesonali.
Detto questo, Playa del Inglés è comunque un luogo piacevole dove passeggiare la sera sul lungo mare pieno di bar e negozi e dove fare ottimi affari comprando profumi , macchine fotografiche o telecamere essendo l’isola porto franco.  Attenzione però a valutare bene l’acquisto, la fregatura è dietro l’angolo!
Ma il pezzo forte di Playa del Inglés è la riserva naturale delle Dune di Maspalomas, un deserto in  miniatura di solo 25 km quadrati incastrato tra la spiaggia e le colline; si può accedere alla riserva direttamente dalla zona dei bar, passando così in pochi minuti dal frastuono del centro abitato animato dal vocio dei turisti al silenzio delle dune; un paesaggio surreale fatto di dolci colline dorate, un manto di seta che sembra oscillare spinto dal vento e che si stende fino al mare. Ritrovarsi dentro questo universo fatto si sabbia, vento e silenzio riempie il cuore di emozione, d’un tratto sembra di essere atterrati su di un altro pianeta, è emozionante passeggiare per le dune, arrampicarsi sulle più alte e da lì osservare l’oceano che si staglia all’orizzonte, una linea dritta contro il profilo ondulato delle dune.  Laddove le dune precludono la vista delle colline e della città che incombono alle spalle di Maspalomas, la vista spazia solo tra deserto e mare, due infiniti che sembrano toccarsi, un mondo fatto solo di due colori, l’oro della sabbia e il blu del cielo e del mare.
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Gran Canaria riserva anche altre perle, come Puerto Morgan, un piccolo paesino affacciato sulla costa sud occidentale dell’isola; qui le case bianche, abbellite da balconi e inserti color pastello e incorniciate di bouganville in fiore creano un’atmosfera che è un misto tra i paesetti delle isle greche e i paesaggi provenzali. Il porticciolo, circondato da minuscoli bar, è il luogo ideale per sedersi fuori a sorseggiare un caffè osservando la vita intorno e i pescatori indaffarati a scaricare delle loro barche il bottino della giornata.
Puerto Morgan è facilmente raggiungibile da Playa del Inglés da autobus di linea, il viaggio dura circa un’ora e permette di godere del paesaggio costiero seguendo la strada che si inerpica su per le colline per raggiungere la piccola baia dove è appollaiato il paese.

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Di atmosfera decisamente diversa è Las Palmas de Gran Canaria, la capitale delle Canarie: una città calda, piena di vita, dall’atmosfera rilassata e cosmopolita oltre che vivace centro universitario;
Il quartiere storico della Vegueta trabocca di edifici che nelle loro facciate raccontano la storia travagliata di quest’isola, terra di grandi contese proprio per sua sua posizione strategica come porta verso il continente africano; il quartiere è caratterizzato dalle tante case in stile tradizionale, con i cortili interni e i balconi in legno intarsiato. Meritano una visita la Casa di Colombo e il Museo Canario che racconta le usanze delle antiche popolazioni dell’arcipelago.
Ma il cuore pulsante della città è la sua spiaggia, Las Canteras, una delle più belle spiagge cittadine che abbia mai visto: ampia, pulita, una mezza luna di sabbia candida incorniciata  da acque placide e da una magnifica via lungo mare piena di caffè e bar, il posto preferito dagli abitanti per sorseggiare un aperitivo dopo il lavoro. 
Pur non contando attrazioni turistiche d’eccezione, la città conquista con la sua aria allegra e informale, una sorta di piccola Barcellona d’oltre oceano dal carattere marcatamente europeo, dove si tende a dimenticare di aver varcato un oceano ed essere a due passi dal continente nero e sembra di essere ancora nella vecchie Europa.
La città è ben collegata a Playa del Inglés con bus di linea che coprono il tragitto in ca. 1 ora- 1 ora e trenta a seconda del traffico.
Guida al viaggio

Traporti per Gran Canraria:
Ryain Air e altre compagnie aeree low cost offrono voli diretti; Iberia collega Gran Canaria attraverso voli con scalo in Spagna. Se si ha più tempo si può prendere in cosiderazione la possibilità di arrivare attraverso uno scalo in Germania servendosi di uno dei numerosi voli di compagnie aeree low cost tedesche (per es. Tui) che offrono collegamenti giornalieri con l’isola.
Dove dormire:
Playa del Inglés rappresenta certamente una base ideale da dove partire alla scoperta dell’isola. La maggior parte delle mete di interesse turistico possono essere raggiunte con gite giornaliere usando una macchina a noleggio o avvalendosi dell’estesa ed efficiente rete di trasporti pubblici.
Per evitare di finire in uno dei tanti hotel – alveari, si può magari cercare un piccolo appartamento nelle nuove zone residenziali più recenti appena fuori dal centro di Playa del Inglés.
Quando andare:
Gran Canaria è famosa per essere l’isola dell’eterna primavera, qui d’inverno la temperatura rimane sui 18° e d’estate, grazie alle brezze oceaniche, non sale mai sopra i 30°. Un clima da sogno dove godere del calore del sole in ogni periodo dell’anno

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Barcellona è una città vitale, colorata, frizzante, un posto che ti entra dentro, ti avvolge e ti conquista con i suoi tanti volti e le infinite possibilità che offre.
A Barcellona ci sono le grandi strade metropolitane, gli stretti vicoli medievali, i sontuosi palazzi, la moderna ed eccentrica arte di Gaudì, la magnificenza delle cattedrali gotiche.
A Barcellona c’è il mare, la spiaggia, le colline, il porto;

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Barcellona è una metropoli dall’anima cittadina, dove ci si sente subito a casa, sarà per il clima mite, i colori sganciarti, le architetture fantasiose, la luce della sua magnifica spiaggia, la movida dei locali sul lungomare. Barcellona la puoi visitare mille volte e ogni volta ti sorprende.
Difficile dare una definizione a questa città, impossibile racchiuderla in un’unica etichetta, ancora di più  raccontarla in un unico articolo, perché ogni suo volto è un mondo a parte in cui immergersi : elegante, casual, fashion e al contempo semplice, Barcellona ha uno stile per ogni mood!

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In una stessa giornata potete perdervi nella tranquillità delle strette viuzze del Barrio Gotigo,  camminare sull’elegante Paseo de Gracia ad ammirare le vetrine delle griffe più famose, lasciarvi conquistare dalla stravaganza geniale dei palazzi di Gaudi, sedervi a contemplare la sobria bellezza della sua cattedrale gotica, osservare gli artisti di strada sulle Ramblas,  gustarvi un caffé in uno dei bar del lungo mare, passeggiare sulla spiaggia, salire sulla collina del Montjuic per vedere il panorama, sedervi in una panchina del porto ad ammirare la selva degli alberi maestri delle barche che lo popolano, degustare tapas in una delle tantissime taperie del centro e infine  immergervi nella movida notturna di questa città che non dorme mai!
En Barcelona hay de todo, basta solo decidere quale Barcellona indossare!


E’ bello scoprire che certi paradisi terrestri non sono solo in qualche remota isola dei tropici ma si possono raggiungere anche con un paio di ore di volo da casa. E’ il caso delle Cies, un piccolo arcipelago al largo delle coste galiziane, una sorta di barriera rocciosa all’imboccatura della Ria de Vigo che frena gli sferzanti venti oceanici. Le isole offrono uno scenario idilliaco facilmente scambiabile per i tropici, con spiagge di sabbia candida ed acque placide e cristalline, se non fosse per la temperatura dell’acqua, qui decisamente più fresca, a ricordare che siamo nell’estremo nord della penisola iberica. Ma questo nulla toglie all’indiscutibile bellezza e fascino del posto, che d’estate richiama molti visitatori sia spagnoli che stranieri, che vengono qui a vivere il loro sogno tropicale.

L’arcipelago, dichiarato parco naturale, consta di tre isole, tutte disabitate: l’isola di Monteagudo e del Faro, unite da un arenale, collegate alla terra ferma da un servizio regolare di traghetti, e l’isola di San Martino, la più esclusiva raggiungibile solo con imbarcazioni private.



La spiaggia principale, Praia dos Rodas, è stata insignita dall’autorevole giornale britannico The Guardian del titolo di spiaggia più bella del mondo; la definizione è forse esagerata visto l’agguerrita concorrenza, ma certamente questo impressionante lembo di sabbia di un bianco accecante orlata da acque color smeraldo merita una menzione tra le spiagge più belle del globo. Le isole hanno anche un grande valore ecologico grazie alla rigogliosa flora, con boschi di pini e eucalipti e alla grande varietà faunistica: qui vivono tra le più importanti colonie di cormorani e gabbiani, oltre alla grande ricchezza dei fondali marini. Ci sono inoltre numerose possibilità di trekking lungo uno dei tanti sentieri che attraversano le isole, il più lungo dei quali sale fino al faro, da cui si gode di una spettacolare vista a 360° che spazia dalle alte scogliere sferzate dai venti e dalle turbolente acque oceaniche, fino alle placide baie del versante orientale.


Ma la vera particolarità delle isole è il fatto che sono disabitate e bandite alle auto e a qualsiasi altro mezzo di locomozione, il che le rende vere e proprie isole pedonali a disposizione dei visitatori che qui possono fuggire dalla vita cittadina per immergersi completamente nella pace e silenzio della natura. L’accesso è consentito ad un numero limitato di persone per giorno e anche l’unico campeggio, la sola struttura ricettiva delle isole, ha posti limitati e deve essere prenotato anticipatamente. I biglietti per il traghetto sono acquistabili ai porti di Vigo e Baiona o direttamente on-line sul sito della compagnia navale. Queste restrizioni fanno si che le isole non siano mai sovraffollate, nemmeno durante l’alta stagione, e gli ospiti del piccolo campeggio, una volta che l’ultimo traghetto del pomeriggio della sera è salpato, possono godere in solitudine delle bellezze naturali e di una quiete e silenzio assoluti, lontano dai rumori e dalle luci dei centri abitati. 
Oceano, dune, boschi di pini, scogliere, spiagge tropicali… le Cíes sono una destinazione da sogno vicino a casa. Il paradiso è qui! 



Costa della Morte Galizia

 

La Galizia è una terra intrinsecamente legata al suo mare, l’Atlantico, che l’avvolge e la circonda insinuandosi nell’entroterra in profonde insenature (Rias) che ne sono il tratto distintivo e ne rendono le coste un ambiente naturale unico e mai monotono.
Tutto in Galizia parla di mare; l’oceano ne ha scritto la storia, ispirato le leggende e dettato le tradizioni; ne influenza il clima, capriccioso e lunatico, che si rispecchia nel carattere dei galiziani, gente spesso chiusa e schiva ma capace di una generosa accoglienza; il mare alimenta ogni giorno l’economia di questa terra e la sua straordinaria offerta gastronomica, con una pregiata varietà di pesci e frutti di mare.
Il tratto più distintivo e suggestivo della costa galiziana è quello denominato Costa della Morte, così chiamata per gli innumerevoli naufragi di cui fu teatro: un susseguirsi di insenature, più o meno profonde, attorno alle quali si ergono falesie su cui si infrangono le onde dell’oceano, creando un paesaggio aspro, struggente e di grande fascino. Il modo migliore di scoprire questo tratto di costa è in macchina, percorrendo senza fretta le bellissime (e perfettamente tenute) strade costiere per fermarsi ad ammirare il paesaggio delle rias da uno dei tanti miradores, per passeggiare lungo una delle splendide spiagge o per una sosta culinaria in uno dei borghi marinari che si affacciano sul mare. Un viaggio dai ritmi lenti, per strade che non conoscono traffico, lasciandosi sorprendere  dallo spettacolo naturale in continuo mutamento.

 

La Coruña

 

Torre di Ercole La Coruña
La Torre di Ercole

Un punto di partenza ideale per iniziare la scoperta di questo tratto di costa è La Coruña, all’estremo nord-ovest della regione, una bellissima città che ha conservato il fascino e l’atmosfera semplice dell’originario borgo marinaro pur essendo cresciuta fino a diventare uno dei principali motori dell’economia galiziana. Il simbolo della città è la Torre di Ercole, di origine romana, il più antico faro esistente al mondo tutt’ora attivo,  la cui costruzione è intrisa di leggende che risalgono alla mitologia, alle guerre tra uomini e Dei e ai Celti, popolo che un tempo abitò queste terre. Dell’originario faro romano non rimane molto essendo stato più volte modificato e ricoperto fino all’attuale struttura che risale al 1791.
La visita della città prosegue lungo il porto turistico e la magnifica Avenida Marina sulla quale si affacciano le case con le facciate ornate dalle inconfondibili galerias, i balconi bianchi verandati che sono il tratto distintivo dell’architettura della città e di tutta la regione. La Ciudad Vieja è un intrico di vicoletti, tutti perfettamente puliti ed ordinati, tra i quali è bello girovagare alla ricerca di qualche gioiello architettonico, come la Colegiata de Santa Maria, risalente al XII secolo, con la sua splendida facciata in stile romanico, magnifica nella sua semplicità. Il cuore della città vecchia è la Praza de Maria Pita, un vero e proprio salotto dominato dall’Ayuntamiento e da magnifici edifici con galerias, al cui centro troneggia la statua dedicata a Maria Pita, una sorta di Giovanna D’Arco galiziana, l’eroina che nel 1589 guidò la difesa della città contro l’avanzata delle truppe inglesi di Sir Francis Drake. Ancora oggi La Coruna ricorda questa valorosa concittadina dedicandole una festa che dura tutto il mese di agosto, durante la quale vengono organizzati eventi, concerti e naturalmente feste culinarie.

La Collegiata di Santa Maria

Malpica e Corcubión

Lungo la strada costiera che da La Coruña segue il sinuoso profilo della costa verso ovest si susseguono numerosi borghi marinari, alcuni dei quali ben conservati, altri dall’aria più melanconica e trasandata, come Malpica, il cui nome sembra uscito da una novella di Verga; non è sicuramente tra i borghi più curati ma forse proprio l’aria vagamente decadente delle sue case, che sembrano aggrapparsi alle rocce per non cadere in mare, contribuisce a creare un’atmosfera vera e genuina di borgo marinaro, dove l’aria salmastra si mescola all’odore di pesce appena pescato che sale dal porto, e che vanta peraltro una magnifica spiaggia di sabbia bianca.
Uno dei punti migliori  in cui fermarsi per esplorare la costa della morte è Corcubion, un antico borgo marinaro con vecchie case finemente restaurate e la graziosa Chiesa di San Marco, patrono della città, al cui interno è conservata una pala del XV secolo raffigurante il Santo; il borgo, adagiato su una collina di fronte all’oceano, ha anche una bella spiaggia ed un lungomare dove si trovano la maggior parte dei bar e ristoranti che servono le specialità gastronomiche galiziane. Una menzione speciale merita Casa da Balea, un piccolo e curatissimo albergo nel centro storico, in una casa antica recentemente ristrutturata, che offre sei stanze, tutte molto accoglienti e curate in ogni dettaglio, e gestito dal gentilissimo Anton Pombo, che oltre ad essere un ospite perfetto e molto ospitale, è anche una competente guida turistica della Galizia ed è prodigo di consigli per i suoi ospiti;
Muxia, pochi km più a nord, è un’altra bella cittadina, più moderna, dove si può visitare il Santuario della Vergine della Barca, raggiungibile dal centro con una bella passeggiata panoramica di una decina di minuti; la chiesa, risalente al XVIII secolo, si erge su un promontorio a picco sul mare e il sagrato si affaccia direttamente sull’oceano: un posto magico, dove sedersi su uno scoglio ad osservare le onde e ad ascoltarne il fragore misto al canto dei gabbiani. La chiesa è anche meta di pellegrinaggio per molti fedeli, e rappresenta un prolungamento del Camino di Santiago: si racconta infatti che la Madonna apparve qui all’apostolo Giacomo su una barca di pietra guidata da due angeli; seconda la leggenda due delle pietre che formavano l’imbarcazione sono ancora custodite qui e vengono loro attribuite proprietà miracolose.
Santuario della Vergine della Barca
Santuario della Vergine della Barca

Cabo Touriñan

A poca distanza da Muxia, Cabo Touriñan  (foto di testata) è un altro luogo di grande suggestione. Per raggiungerlo si seguono una serie infinite di stradine, con indicazioni molto chiare, che si inoltrano per la campagna ad ovest di Muxia per poi risalire un piccolo promontorio sulla cui sommità si erge il faro, da cui si gode una vista a tuttotondo sul mare e sulla brughiera. Un posto meraviglioso, poco turistico, dove ci si può fermare a contemplare lo spettacolo naturale o camminare lungo i sentieri che seguono le insenature della costa.
Un cabo molto più affollato è quello di Finisterre, dal latino Finis Terrea, la fine della terra, il punto più ad ovest della penisole iberica. Molti fedeli in pellegrinaggio a Santiago prolungano il loro cammino fino a qui per vedere dove la terra finisce e lascia spazio al mare. Sempre sferzato dal vento, anche quando splende il sole, dal cabo nelle giornate limpide si gode si un bel panorama sulla costa della morte; oltre il faro si può raggiungere lo sperone di roccia che rappresenta il vero e proprio finis terrea, su cui è piantata una croce. Il posto purtroppo perde parte del suo fascino a causa delle comitive di turisti che arrivano in massa; meglio andarci nelle prime ore della mattina per godere dello spettacolo naturale in solitudine.
La scoperta della Costa della Morte prosegue a sud di Finisterre, sempre segeundo la strada costiera panoramica lunga la quale si susseguono altri villaggi marinari e le profonde insenature nascondono al loro interno magnifiche baie, riparate dal vento, dove il candore della sabbia e l’azzurro dell’acqua rimandano a spiagge di latitudini molto più a sud. Tra i paesi che più meritano una visita ci sono Ezaro, dove si può ammirare l’unica cascata d’Europa che cade direttamente in mare; Carnota, che oltre a vantare l’horreo (tipica costruzione galiziana adibita a magazzino agricolo) più lungo della regione, offre una favolosa spiaggia oceanica a cui si accedere tramite un lungo pontile in legno che attraversa una zona paludosa dichiarata riserva naturale; ed ancora i borghi marinari di Muros e di Noia, i cui centri storici, perfettamente conservati, pullulano di caffè e taverne dove è piacevole fare una sosta. Da Noia si può ritornare sui propri passi di nuovo verso Corcubion sempre senza fretta, concedendosi nuove soste, per lasciarsi incantare ancora una volta dalla struggente bellezza di questa terra e del suo mare.

Costa della Morte in breve:

Come arrivare: Vueling offre voli da Venezia e Verona per La Coruna, Vigo o Santiago con scalo a Barcellona.
Dove alloggiare: 
La Coruña : Hotel Carris Marineda, ottimo hotel con stanze amplie e moderne; fuori dal centro ma facile da raggiungere, con un comodo parcheggio sotterraneao; l’hotel si trova all’interno del centro commerciale Marineda
Corcubion: Casa da Balea, piccolo hotel nel centro storico con 6 stanze recentemente ristrutturate e perfettamente arredate.
Prezzi: la Galizia è molto economica, sia negli alloggi (prezzi da 60€ a notte in doppia in piena stagione per hotel 3 stelle), che nel mangiare; soprattutto il pesce e i frutti di mare risultano molto economici. Le strade, perfettamente mantenute, sono quasi tutte libere a parte l’unica autostrada a pagamento che collega La Coruña con Vigo.

 

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