Il Cammino di Santiago - Galizia



Graziano, un lettore di Viaggiolibera, ha deciso di condividere con noi l’intensa esperienza del Cammino di Santiago.


Cos’è e perché il Cammino di Santiago? Innanzi a tutto, per il “cos’è” e saperne di più, è sufficiente collegarsi ad uno dei tanti, anzi, innumerevoli siti di internet, per averne una conoscenza logistica e pratica, precisa ed esaudiente; non vi dico che nei siti o nei libri vi segnalino quanti “sassi e pietre” incontrate durante il Cammino ma quasi!

Dove, invece, la riflessione soggettiva prevale? Immaginate, per un momento, di ripercorrere, con tutte le difficoltà e lacune dei luoghi, il percorso che San Giacomo fece allora! Certo non c’erano punti di accoglienza intesi, ostelli, B&B, Alberghi, ecc. tanto meno ristoranti con il consueto “menu del Pellegrino” a 10 euro “tutto compreso” ma, solo carità e accoglienza sociale! 
Ma lasciatemi raccontare un frammento della mia esperienza nel corso del Cammino.
Mi sono trovato, una tarda mattina di Maggio, in cima ad un colle ; che sensazione….che meditazione! Non mi riferisco all’aspetto mistico, no assolutamente, ma, ai miei pensieri, ai ricordi e alla mia famiglia. Stavo e mi sentivo benissimo, felice e soddisfatto per questa avventura. 
In cima al colle, un gran sole, in lontananza, notai una capanna o poco più; un qualcosa di auto costruito. Bene, avvicinandomi scorsi un tizio, un giovanotto super abbronzato con i capelli lunghi dietro ad un baldacchino con esposte delle bevande; coca-cola, aranciata, acqua e così via. Mi salutò ed io risposi al saluto in uno spagnolo assolutamente sgrammaticato! Chiesi una bottiglia da mezzo litro di acqua gassata ed, al mio cenno di volerla pagare, egli mi fece capire che non voleva soldi e, augurandomi, Buen Camino, si oppose alla mia insistenza. Che tipo, pensai. Poi, meditai relativamente a quella strana situazione e convenni che, tutto sommato, il mondo e le persone non puoi conoscerle se non le pratichi!
Beh, amici miei, secondo voi, questa non è un’esperienza, seppur priva di lato avventuroso, da raccontare? Ecco, ho voluto, con questa piccola e banale situazione a me capitata, un segno di ciò che vi potrebbe essere, in altre situazioni, un piacevole ricordo!


Avete in mente di visitare la Spagna ma state cercando di non spendere troppo? Sappiate che con un po’ di pazienza e qualche semplice ricerca sarà possibile scoprire molte opportunità per approfittare di offerte a prezzi stracciati o addirittura gratis. Ci sono tante cose da fare e da vedere nelle principali città e molte di queste sono completamente gratuite. Ecco una breve ma esaustiva lista.

1. I parchi pubblici

Ebbene sì, i parchi pubblici di città come Madrid e Barcellona sono delle vere attrazioni turistiche e sono completamente gratuiti. Partite dal giardino tropicale della stazione di Atocha a Madrid, e risalite lungo il Paseo del Prado per attraversare l’Orto Botanico. Se invece vi trovate nei pressi del Palazzo Reale e di Plaza de España allora visitate i Giardini di Sabatini e il superbo Parco del Buen Retiro. Se volete unire il piacere del verde alla cultura allora a Barcellona c’è il Parc Güell, uno dei capolavori dell’architetto Antoni Gaudì.

2. Musei

Museo Guggenheim di Bilbao
Museo Guggenheim di Bilbao
La Spagna e le sue città hanno musei in abbondanza e molti di questi offrono giornate ad ingresso gratuito un giorno alla settimana o in particolari fasce orarie, specie verso gli orari di chiusura. Un’occasione ghiotta per ammirare i capolavori dell’arte risparmiando i soldi del biglietto d’ingresso. Ciascun museo ha una propria politica in merito, quindi dovrete informarvi bene per sapere quando è previsto l’ingresso gratuito. L’esterno del Museo Guggenheim a Bilbao è un inno all’architettura moderna ed è completamente gratuito, vale la pena fare una passeggiata qui.

3. Il Cammino di Santiago

Se siete pronti all’avventura, il Cammino di Santiago fa al caso vostro. Il percorso dei pellegrini che dai Pirenei francesi si snoda lungo la Spagna settentrionale fino alla Cattedrale di Santiago di Compostela è molto suggestivo e richiama non solo i fedeli ma anche tanti appassionati di trekking. È bene avere un certo allenamento prima di mettersi in viaggio, non è certo una semplice passeggiata e per completarlo ci vogliono diversi giorni. Lungo il percorso grazie al passaporto del pellegrino potrete trovare alloggi e convenzioni con vari esercizi a prezzi molto bassi.

4. Mangiare tapas

I bar de tapas si trovano praticamente in ogni angolo delle città e sono i posti migliori dove sedersi per bere qualcosa di rinfrescante e soprattutto per assaggiare le straordinarie tapas spagnole. Ce ne sono di molti tipi diversi e variano a seconda della città e della regione in cui vi trovate. In genere si pagano e hanno costi molto contenuti, ma ci sono delle città in cui sono gratis e la loro fama è nota in tutto il paese: è il caso di Granada, dove si dice si trovano le migliori tapas di Spagna, ma non vanno dimenticate anche Jaen, famosa per la produzione di olive, Leon e Siviglia.
Spostarsi attraverso la Spagna è facile e ci sono diversi metodi per farlo. Dividendo le spese potete noleggiare un’automobile senza spendere troppi soldi: compagnie come Firefly Noleggio auto nei principali aeroporti in Spagna hanno numerose offerte molto interessanti.
Se avete problemi con gli spostamenti o state cercando un mezzo economico per raggiungere una città, non fate affidamento ai treni ma servitevi di autobus, più lenti ma efficienti e a poco prezzo.

Affacciata sulle coste atlantiche d’Andalusia, Cadice è una delle città più antiche della Penisola Iberica, dove lo spirito spagnolo si mischia alla vena africana creando un interessante mix culturale.

Le origini della città si perdono nella leggenda, si narra che proprio qui si trovassero le Colonne d’Ercole, il limite estremo del mondo antico.
All’arrivo a colpire è il contrasto tra il centro storico traboccante di vestigia del passato e la modernità della città nuova, con ampi viali orlati di palme, vetrine chic e variopinte ed una luce tersa che sprigiona energia; una sorta di Florida spagnola, una miscela di eleganza e disinvolta vivacità che rende Cadice e le sue spiagge una meta balneare molto apprezzata. Le grandi avenidas sul lungomare sono anche la migliore zona dove soggiornare, a due passi dal centro e vicino alle spiagge. 

Il centro storico di Cadice

Avvicinandosi alla città vecchia si arriva a Plaza San Antonio, sontuoso spazio urbano impreziosito da palazzi neoclassici e da una bella fontana al centro. Nel 1812 la piazza ospitò un avvenimento fondamentale per la storia di Spagna: proprio qui fu proclamata la costituzione spagnola.
Dalla piazza dipartono le strette vie che portano al cuore della città vecchia ed alla Cattedrale di Cadice. Iniziata a metà del 1700, la costruzione durò oltre un secolo e il risultato è un’interessante miscela di stile barocco e neoclassico. A colpire è l’imponente cupola completamente rivestita di mosaico d’oro, opera dell’architetto Vicente Acero.
Per chi ama la storia, in una delle viuzze dietro la cattedrale si trova la Casa del Obispo, ex residenza vescovile oggi sede della pinacoteca comunale, all’interno della quale si possono vedere le fondamenta delle mura urbane risalenti al 1000 a.C, all’epoca dei Fenici. Un vero viaggio nel tempo ed un modo per toccare con mano l’antichissima storia di Cadice.
Superata la Cattedrale, è bello girovagare senza meta tra gli antichi quartieri del centro (i barrios) ed osservarne la fervente attività: mercati rionali si alternano a bar chic e negozietti di artigianato. E’ proprio tra questi vicoli rivestiti di pietra bianca che si avverte l’anima più marcatamente nordafricana di Cadice, il suo essere ponte tra due continenti.

La spiaggia la Caleta

La Caleta, al limitare del centro storico, è la spiaggia più animata e frequentata. Questo arenile di sabbia dorata è incorniciato alle estremità da due castelli, Santa Catalina e San Sebastian, quest’ultimo adibito a faro. Si narra che proprio qui un tempo sorgesse un tempio fenicio.

La Costa de la Luz

A sud di Cadice si estende la magnifica Costa de la Luz con chilometri di spiagge oceaniche dove il concetto di stabilimento balneare è quasi del tutto inesistente o si limita a vivaci chiringuitos al limitare della spiaggia. Le località balneari famose sono tante, Conil de la Frontera, Zahora, Barbate e giù fino a Tarifa, la più shabby chic di tutte, la mecca dei surfisti e degli amanti del kite surf. Ad accomunare tutte queste cittadine è il rapporto speciale con il mare e le spiagge, molte delle quali sono protette da dune e fitta vegetazione, confini naturali che l’uomo ha sapientemente mantenuto e che rendono questo tratto di costa autentico e unico nel suo genere.

Entroterra Gran Canaria

Se di Gran Canaria sono famose le spiagge e i panorami costieri, meno noto è l’entroterra dell’isola che offre ambienti naturali vari ed una vegetazione lussureggiante tipica delle aree subtropicali, una cornice perfetta per chi da una vacanza vuole più che solo mare e relax.


Il continente in miniatura

Gran Canaria viene spesso definita il “continente in miniatura” ed esplorandone l’interno è facile capire le ragioni di questo appellativo: verdi colline si susseguono a boschi e promontori di nuda roccia, mentre avvicinandosi alla costa la vegetazione cede il passo a generosi arenili di sabbia che a Maspalomas diventano dune desertiche affacciate sul mare. Un mosaico di ecosistemi racchiuso in una superficie relativamente piccola (basta considerare che in appena mezz’ora d’auto si passa dal nord al sud dell’isola) e talmente prezioso da essere tutelato come Riserva della Biosfera.

Il turismo rurale a Gran Canaria

Casa rural a Gran Canaria
Casa rural a Gran Canaria

Negli ultimi anni il crescente interesse verso l’entroterra di Gran Canaria ha portato allo sviluppo di un fiorente turismo rurale; numerosi sono i vecchi casali e le case contadine che sono state ristrutturate e convertite in hotel rurali e persino in lussuosi paradores, tutti immersi nel verde e lontani dalla confusione, dove i turisti possono godere del silenzio e di panorami vari e multicolore. Un recupero edilizio virtuoso che associa al valore naturalistico dell’ambiente circostante quello storico e culturale di dimore isolane tipiche.

I Caminos Reales

L’entroterra di Gran Canaria è percorso da una fitta rete di sentieri di trekking, chiamati Caminos Reales, molti dei quali si prestano ad essere percorsi anche in mountain bike. Si tratta di sentieri di varia difficoltà, ben segnalati (all’Ufficio del Turismo o presso gli hotel rurali sono disponibili molte mappe) ed adatti ai diversi livelli di allenamento, che portano i visitatori a diretto contatto con la straordinaria biodiversità dell’isola.
Per immergersi totalmente nell’ambiente rurale di Gran Canaria bisogna visitare la Cumbre, la zona montuosa nel cuore dell’isola, un susseguirsi di strette gole, rocce e promontori rivestiti da una vegetazione rigogliosa. Basta seguire uno dei tanti sentieri che si snodano lungo quest’area per visitare anche alcuni dei villaggi sparsi tra le montagne, luoghi fuori dal tempo, casette bianche dai balconi multicolore affacciate su pochi vicoli acciottolati. 
La posizione di Gran Canaria, di fronte alle coste dell’Africa, crea un sorprendente contrasto tra i promontori a tratti aridi e brulli e una ricca vegetazione tipica delle zone tropicali. E’ proprio qui, al centro dell’isola, che più che in ogni altro posto l’anima europea ed africana di Gran Canaria si incontrano e si mischiano.

El Fraile e i monoliti basaltici

El Roque Nublio
El Roque Nublio
Spostandosi verso nord-ovest il paesaggio cambia nuovamente e lascia spazio a promontori rocciosi famosi per la forma bizzarra dei monoliti di basalto che vi si trovano, risultato dell’attività vulcanica da cui l’isola ebbe origine. Tra i più conosciuti ci sono 
El Fraile, un pinnacolo la cui forma ricorda quella di un frate, e El Roque Nublio, una torre di basalto che si erge al centro di una radura spoglia. Qui, immersi in paesaggi quasi lunari, si assapora una Gran Canaria ben diversa da quella delle spiagge, un’isola fatta di una natura pulsante ed incredibilmente ricca di dettagli e sfumature, un “continente” da scoprire senza fretta, gustando ed assaporando ogni passo.

Guida al viaggio

Dall’Europa e dall’Italia sono disponibili numerosi voli verso Las Palmas de Gran Canaria, alcuni diretti e molti collegamenti con scalo in qualche città spagnola.

L’isola offre una buona rete di mezzi pubblici ma i collegamenti con le regioni più interne possono risultare lenti e sporadici. Per chi visita l’interno, l’opzione migliore è il noleggio di un’auto che garantisce autonomia e totale libertà di spostamento.

Il flamenco a Madrid
Pur non essendo esattamente la sua culla natia, Madrid è considerata la capitale del flamenco. Questa antica danza rappresenta una delle massime espressioni della cultura popolare e della tradizione musicale spagnola, offrendosi come armonioso connubio dell’animo caliente e al contempo melanconico del suo popolo. Federico García Lorca diceva che per ballare il flamenco era necessario avere dentro di sé il “duende”, quel genere di inquietudine ancestrale alla base del genio, dello sperimentare e dell’ispirazione, che “brucia il sangue, che prosciuga, che respinge tutta la dolce geometria appresa, che rompe gli stili”, “l’intangibile potere del talento”. Ed è proprio ciò che si avverte dinanzi a uno spettacolo di danza così intenso come quello del flamenco.

Tra i tablaos madrileni

Madrid offre innumerevoli possibilità al visitatore che vuole immergersi in questo universo, ma nessun luogo è meglio di un tablao nel ricreare le atmosfere del mondo del flamenco. I tablaos, infatti, sono locali che ricostruiscono gli ambienti dei primi caffè in cui si sviluppò l’arte di questo storico ballo. E sono proprio i tablaos a ospitare i migliori spettacoli di flamenco della città, regalando ai propri ospiti la possibilità di vivere un’esperienza emozionante e di certo memorabile. Tra i tablaos considerati più autentici ve ne sono alcuni particolarmente rinomati, dove vi consigliamo di far tappa durante il vostro soggiorno a Madrid. Uno di questi è Torres Bermejas, ubicato al civico 11 di calle Mesonero Romanos e divenuto famoso per aver ospitato per anni le esibizioni di due grandi figure legate al flamenco, ovvero Paco de Lucía e Camarón de la Isla. Si tratta di un locale dall’estetica fortemente pittoresca, in cui è possibile assistere alle performance mentre si degustano le migliori leccornie della gastronomia spagnola. Al 17 di calle Morerìa, invece, sorge uno dei tablao più antichi di Madrid, ovvero il Corral de la Morería. Questo si caratterizza per i suoi ambienti eleganti e raffinati, fatti di sfarzosi lampadari e arredi arabeggianti, che sembrano porsi come il naturale proseguimento di quelli del vicino Palazzo Reale, dando la possibilità di vivere il flamenco in un’accezione ancora differente. Per chi non vuole troppi orpelli, c’è invece il celebre Las Tablas, situato al 9 di Plaza de España. Nonostante gli arredi essenziali, l’ambiente non manca comunque di lasciar trapelare l’irruente passione del flamenco. 

Guida al viaggio a Madrid

Concludiamo con un consiglio per chi ha bisogno di un hotel a Madrid: tutti i tablaos menzionati si trovano nel cuore della città, non distante dal Palazzo Reale e dai bellissimi giardini Sabatini. Per trovare una sistemazione in zona, basta concentrare la propria ricerca nella zona intorno a Plaza de Espana (il cosiddetto quartiere Los Austrias) oppure, nei portali come Venere dove questo nome non compare, selezionare Gran Via, Latina e El Prado, che sono immediatamente adiacenti alla zona d’interesse.


Playa de las Americas, Los Cristianos, Las Galletas, Costa del Silencio… se avete mai sbirciato cataloghi come quello di Yalla Yalla, sapete bene di cosa sto parlando. Sito Italiano che offre cancellazione gratuita sui pacchetti vacanze. Spiagge spettacolari e acque cristalline, strutture ricettive di primo livello e tutti i servizi turistici che si possano desiderare per una vacanza perfetta. Ebbene sì, siamo a Tenerife. Più precisamente, le località menzionate sorgono tutte lungo la costa meridionale dell’isola “dell’eterna primavera”, ed esattamente nel territorio del municipio di Arona. “Non solo mare”, si era detto. Infatti, sebbene queste mete siano prese d’assalto da chi sogna una vacanza sulla spiaggia, all’insegna del relax e del divertimento, Arona offre numerosi spunti interessanti anche per quanto riguarda cultura, natura ed eventi.

Il patrimonio storico e naturale di Tenerife

Cominciamo con il patrimonio storico e culturale della località. Il centro storico di Arona, infatti, è stato dichiarato un paio d’anni fa “Bene d’Interesse Culturale”, grazie alla presenza di numerose architetture popolari di notevole rilevanza storica, e al suo antico tracciato urbano che è rimasto inalterato da XVIII secolo. Da non perdere, in particolare, è la Chiesa Parrocchiale di San Antonio Abad, che fu eretta nel luogo in cui, già nel Seicento, sorgeva un eremo dedicato proprio a San Antonio. 
Nei dintorni di Arona, inoltre, sono diverse le mete interessanti per gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta. Un esempio è la Montaña de Guaza, uno spazio naturale protetto a cui si aggiungono la Montagna Amarilla e la Valle di San Lorenzo. Ma fermiamoci un attimo sulla Montana de Guaza, che è stata dichiarata Monumento Naturale: si tratta di un cono vulcanico, le cui antiche colate laviche scendono fino al mare, dove formano le cosiddette “Mesas de Guaza”, ovvero delle spettacolari scogliere di notevole altezza. Per conoscere altri luoghi interessanti dal punto di vista naturalistico, o sbirciare qualche itinerario e sentiero della zona, date un’occhiata a questa pagina del sito ufficiale del comune di Arona.

Il Canaria Folk Fest Arona: balli, mercati e sapori tipici

Chiudiamo, infine, con qualche spunto sul versante eventi. Per chi si è accaparrato un’offerta last minute per Tenerife e ha in programma di partire nelle prossime settimane, da non perdere è il Canaria Folk Fest Arona, che animerà il municipio fino al 27 marzo. Il festival interessa tutte le località più note della zona, con diverse location: tutti i giovedì è Los Cristianos (Plaza de la Pescadora) il fulcro della festa, che si sposta a Las Americas (Plaza del City Center) il venerdì, mentre il secondo sabato di ogni mesi è Las Galletas (Rambla de Las Galletas) il protagonista delle celebrazioni. Il Canaria Folk Fest offre un programma vario, che comprende non solo musica, ballo e spettacoli tradizionali, ma anche fiere e mercatini con gastronomia tipica e prodotti dell’artigianato locale.

Arriva un altro video del viaggio #rutasdespaña! Il nostro on the road ci ha portati anche nella Provincia di Aragona, dove abbiamo scoperto un monastero cistercense del XII secolo immerso nel verde dei boschi, e abbiamo poi puntato su Zaragoza, città natale di Goya e ricca di tanti diversi stili architettonici.

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Ho già avuto modo di raccontarvi quale sorpresa sia stata Salamanca, la penultima tappa di #rutasdespaña, che si è rivelata una delle città con il patrimonio storico più ricco e prezioso di Spagna.
Il centro, distribuito sulla sommità di un colle, a dispetto delle dimensioni contenute racchiude uno straordinario numero di edifici storici, che fanno di Salamanca una delle città con la maggiore densità d’arte per metro quadro che abbia mai visto!
Le singole chiese e monumenti sono talmente vicini che quasi si fatica a distinguerli uno dall’altro e formano un enorme complesso architettonico composto di cattedrali, chiese, chiostri, conventi, edifici civili, palazzi nobiliari e tanto altro.
Vedere tutte le meraviglie di Salamanca richiede tempo pertanto il mio consiglio è quello di soggiornarvi almeno tre giorni interi, vi garantisco che non vi annoierete.

Plaza Mayor

Plaza Mayor
Plaza Mayor è il salotto della città, uno spazio urbano elegante e raffinato incorniciato da una serie di portici allineati lungo il perimetro. Si potrebbe restare ore seduti in uno dei caffè affacciati sulla piazza ad ammirare le decorazioni barocche di colonne, capitelli e finestre: la vista merita ogni centesimo speso!

La Cattedrale

Cattedrale Nuova
La Cattedrale è anche’essa imponente e magnificente, sintesi di arte romanica e gotica.
Anche se da fuori appare come un unico edificio, si compone in realtà di due parti, la Cattedrale Nuova di stile gotico, con enormi arcate che paiono toccare il cielo, e quella Antica, di stile romanico, di dimensioni molto più ridotte e caratterizzata dall’austerità di decori tipica dell’arte romanica. Due cuori che battono dentro un unico corpo. 
Interessante è la salita alle torri della Cattedrale lungo meravigliose scale a spirale (Scala Coeli): la vista dalla terrazza spazia a 360° sui tetti rossi di Salamanca e proprio da questo punto di vista privilegiato si ha la netta percezione della densità architettonica della città e di come i vari edifici siano legati l’uno all’altro.

L’Università di Salamanca

Facciata dell’Università
Se la Cattedrale è il cuore spirituale della città e Plaza Mayor quello civile, l’Università ne incarna lo spirito, la sete di conoscenza. 
Fondato nel XIII secolo, si tratta di uno degli atenei più prestigi e antichi d’Europa, che ha ispirato i grandi college americani. Al suo interno studiarono le più grandi menti della cultura spagnola, letterati, poeti ma anche statisti e intellettuali che scrissero la storia di Spagna. Prima di entrare ad esplorarla, è d’obbligo fermarsi ad ammirare la facciata, il simbolo di Salamanca: un tripudio di plateresco, lo stile che fonde elementi gotici e mudejar e che ha avuto origine proprio qui. Una miriade di ornamentazioni di soggetto naturalistico decorano ogni centimetro quadrato della superficie, come se la pietra fosse un immenso pizzo ricamato.  
All’interno, lungo una monumentale scala si accede al piano superiore del chiostro e da qui, attraverso enormi vetrate, si può ammirare la magnificente biblioteca: uno spazio aperto con scaffali fino al soffitto stipati di libri e documenti antichi, un vero tempio del sapere che mi ha profondamente emozionata.

La Casa delle Conchiglie

Casa delle Conchiglie
Di fronte alla Cattedrale si trova la Casa delle Conchiglie, che deve il nome alle singolari decorazioni a parete. Il simbolo non è stato scelto a caso, rappresentava infatti un omaggio allo stemma familiare della sposa del propietario, Don Rodrigo Arias, ed era anche il simbolo dell’Ordine di Santiago al quale egli apparteneva.

Convento di San Esteban

Altro mirabile esempio di arte plateresca, il convento all’interno è un vero e proprio museo. 
Costruito nel XVI secolo da Juan de Álava riproducendo la forma di una croce latina, il convento custodisce crocifissi, dipinti e reliquie. Spiccano l’altare maggiore, capolavoro di Churriguera, il maestro di Salamanca da cui derica il termine di stile “churrigueresco”. La pala d’altare fonde grottesche figure plateresche con statue di santi e scene bibliche ed è anch’essa un altissimo esempio di arte sacra spagnola. Il patio interno è una sintesi di stili gotico e rinascentista. E’ qui che si trova il Salón de Profundis, dove Cristoforo Colombo  incontrò i monaci dominicani e parlò del suo viaggio nelle Indie.
Il convento conserva  anche molte tombe e un museo con libri corali illustrati del XVI secolo.

Il museo Casa de Lis

Museo Casa de Lis
Questa bella casa in stile liberty ospita il Museo Art Nouveau e Art Deco. Il cortile interno dell’edificio è sovrastato da enormi vetrate con decorazioni floreali che conferiscono eleganza all’insieme. Le varie sale ospitano 19 diverse collezioni del XIX e XX secolo: statue, avori, oggetti in vetro, porcellane, cristalli senza dimenticare la superba collezione di vestiti per bambole, una vera chicca.
Anche se si tratta di un periodo artistico distante in epoca e stile dalle grandi opere architettoniche di Salamanca, il Museo Casa de Lis è un luogo veramente piacevole che merita una visita.

Il Collegio Fonseca

Il Collegio fu commissionato dall’arcivescovo Fonseca nel 1525 e all’epoca era uno dei quattro collegi che formavano l’Università di Salamanca. La facciata introduce una novità architettonica con l’accostamento della pietra di Villamayor al granito. L’uso di archi arrotondati lungo la galleria bassa accostato ad archi di forme diverse nelle gallerie superiori conferisce armonia al chiostro e lo rende particolare.

Guida al viaggio

Salamanca ha un’ampia scelta di hotel, molti dei quali situati direttamente nel centro storico o nelle immediate vicinanze. Se volete concedervi un regalo, soggiornate al Parador della Città; a differenza della maggioranza dei Paradores spagnoli, questo purtroppo non è un edificio storico bensì moderno, ma gli interni sono un tripudio di eleganza e la posizione, sulla sommità di un colle di fronte a quello su cui sorge la città, regala viste mozzafiato sulla Cattedrale. Non c’è posto migliore per scattare foto panoramiche di Salamanca.
Dal Pardador si può arrivare in centro a piedi con una passeggiata di ca. 15 minuti attraversando l’antico ponte romano.


Adagiata lungo le sponde del fiume Guadalquivir, Siviglia è la città più grande dell’Andalusia ed uno dei centri più vitali ed energici di Spagna. La storia di Siviglia è un susseguirsi di dominazioni e culture diverse che hanno lasciato segni tangibili del loro passaggio, rendendola un formidabile punto d’incontro tra Europa ed Africa, non solo per l’architettura, un mix di stili romanico, islamico e barocco, ma anche per tradizioni culturali e gastronomiche.

Il centro di Siviglia, di epoca medievale, è un intricato labirinto di vicoli e vicoletti che sbucano su grandi piazze incorniciate da imponenti chiese e da palazzi signorili che al loro interno custodiscono cortili adorni di fiori.

Le mete imperdibili di Siviglia

La Cattedrale di Siviglia è una meraviglia architettonica unica al mondo e, assieme all’Alcazar e all’Archivio delle Indie, forma un grandioso complesso monumentale di inestimabile valore, inserito dall’Unesco tra i siti Patrimonio dell’Umanità.
La Cattedrale fu costruita tra il 1402 e i 1506 all’epoca della riconquista cristiana della città sul luogo dove prima sorgeva una moschea. Impossibile rimanere immuni al suo fascino, sia per la perfetta sintesi di arte ispano-moresca che unisce la struttura delle basiliche cristiane ad elementi delle moschee, ma anche per le imponenti dimensioni.
Le cappelle che si susseguono lungo la navata sono ricche di decorazioni, statue, dipinti e vetrate istoriate che fanno della Cattedrale un museo di arte spagnola cinquecentesca.
L’origine moresca della Cattedrale si ritrova anche nella Giralda, la torre simbolo di Siviglia che sorge lungo la facciata orientale, che originariamente era un minareto e fu poi trasformata in campanile. La decorazione e i colori della Giralda ne fanno uno dei più sublimi esempi di arte islamica di Spagna, un susseguirsi di nicchie, archi e decori che ne adornano le quattro facciate creando interessanti giochi di luci ed ombre.
L’Alcazar è un altro gioiello di Siviglia, meraviglioso esempio di arte ispano-moresca; l’edificio, risalente al XIV secolo, fu voluto da Pietro I di Castiglia che trasformò il preesistente palazzo moresco in una vera e propria reggia, rispettando le decorazioni originarie. L’interno è un susseguirsi infinito di sale e cortili in stile mudejar, caratterizzati dalla straordinaria raffinatezza dei decori e dal pregio dei materiali: marmi, stucchi, legni intarsiati, foglie d’oro, madreperle e azulejos, le piastrelle colorate tipiche dell’arte andalusa.
La reggia funge ancora oggi da Residenza Reale ed è utilizzata dalla famiglia reale durante le visite in città.
Nella vicina Plaza del Triunfo, in uno splendido palazzo del XVI secolo, si trova l’Archivio delle Indie, il più grande ed importante archivio riguardante la colonizzazione spagnola in America; dopo Europa ed Africa, ecco il terzo elemento che fa di Siviglia uno straordinario melting pot culturale: è questo il simbolo dell’incontro della città, e di Spagna, con il Nuovo Mondo. L’archivio contiene oltre 80 milioni di pagine di documenti originali che coprono più di tre secoli di storia; numeri impressionanti per quello che rappresenta una vera e propria finestra aperta sul passato e sugli avvenimenti che cambiarono per sempre i destini di genti e paesi.

Il Barrio de Santa Cruz

Dopo tanta monumentalità, è bello concedersi un giro per il Barrio de Santa Cruz, che con le sue viuzze e piazzette alberate incarna l’Andalusia stessa. Case imbancate a calce, cortili traboccanti di fiori e una miriade di tapas bar rendono questo quartiere il luogo ideale per assaporare le atmosfere rilassate di Siviglia.

Consigli di viaggio

Grazie al clima mite, Siviglia è la meta ideale per l’autunno e l’inverno, quando l’insopportabile calura estiva è un lontano ricordo e le temperature gradevoli permettono di godere delle bellezze della città.
I collegamenti aerei low-cost con alcuni aeroporti italiani hanno reso il viaggio economico e veloce, trasformando di fatto la città in una meta perfetta per un week end lungo.
Un modo originale e facile per organizzare il viaggio è utilizzare il pacchetto Emozione3 per le Capitali e Città Europee tra le quali c’è anche Siviglia. Il pacchetto include il soggiorno di due notti in B&B per due persone in un boutique hotel molto singolare, situato proprio nel cuore del Barrio de Sanza Cruz.
L’hotel si chiama La Casa del Maestro ed un tempo era la residenza del maestro di chitarra flamenca Niño Ricardo; inserito in un tipico palazzo andaluso del XIX secolo con cortile interno, oggi perfettamente ristrutturato, l’hotel offre ambienti accoglienti carichi di fascino. Uno sfondo perfetto per calarsi appieno nelle atmosfere andaluse della magica Siviglia!

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