Il Museo del Giocattolo di Zagarolo esplorato e spiegato da Valentina Nera, Guida Turistica di Roma e Provincia.

Spesso nelle definizioni del termine giocattolo si fa esclusivamente riferimento ai bambini, poiché di fatto riuscire ad identificare il termine con poche parole è davvero complesso.
Il giocattolo appartiene ad ogni persona, ad ogni cultura, ad ogni società indipendentemente dal grado di ricchezza, sviluppo o democrazia. A chi non è capitato di vedere al telegiornale o in qualche documentario immagini di bambini a qualsiasi latitudine intenti a realizzare qualcosa con cui giocare. A onor del vero però va anche precisato che nei popoli cosiddetti industrializzati, moderni, occidentali, i bambini e non solo hanno perso in larga parte questo stimolo alla manualità, alla realizzazione dei propri giochi, forse perche qui si trovano nei supermercati, nei negozi specializzati e non solo, belli luccicanti ed imballati, che attirano e chiamano a sé, ovviamente quando non si ha già in mente un I-Padma questa è tutta unaltra storia.

Nella Città di Zagarolo in provincia di Roma, è nato nel 2005 il Museo Demoantropologico Regionale del Giocattolo, che ha ampliato progressivamente le proprie collezioni fino a diventare oggi, sia per il numero di oggetti presenti, sia per lampiezza degli spazi espositivi, il Museo del Giocattolo più grande dItalia, e uno dei maggiori in Europa. È ospitato allinterno del Palazzo Ducale, nella zona del vecchio castello medievale.

Entrando nel museo farete un lungo passo allindietro, da intendersi sia come memoria personale, sia collettiva. Si passa da giochi semplici composti da materiali comuni e poveri, fino ad approdare alla nascita della plastica, invenzione rivoluzionaria che ha stravolto la metodologia produttiva, permettendo di abbassare i prezzi dei giocattoli, ma al contempo non ha impedito che perdessero parte del loro fascino eterno.
 Sarà possibile ripercorrere le tappe del Corriere dei Piccoli, nato nel 1908, uscì per la prima volta il 27 dicembre come supplemento del Corriere della Sera.
Tra le cose più interessanti è doveroso citare La sala dei giochi a cascata, ovvero quei giochi dal piano reclinato, antenati dei moderni flippers, presentano in alcune varianti lo sfondo con la cartina italiana, con i confini e la toponomastica dellepoca. Rilevante è il Plastico di 25mq esposto nella Sala XI che rappresenta un impianto ferroviario degli Stati Uniti degli anni 30.
Particolarmente curata è la sezione dedicata allautomobile, mezzo che ha rivoluzionato la vita del Novecento, permettendo di accorciare le distanze e visitare luoghi fino ad allora considerati lontani, nel gioco ha assunto  la valenza simbolica di viaggiare innanzitutto con la fantasia.

Un consigliopartite dalla fine del percorso poiché anche se stravolgerete la componente cronologica, arriverete pronti per poter ammirare limponente raccolta della Sala del Trono; qui sono individuabili cinque aree tematiche: la città e le architetture, il tempo libero, giochi allaperto, giochi di guerre e le giostre. Nelle teche di questa sala si possono osservare i Giochi didattici, particolarmente voluti dalla Montessori sono concepiti a metà tra lattività ludica e quella di apprendimento, tra quella di svago e quella di crescita.
Il museo ha come scopo principale quello di offrire al pubblico di tutte le età, occasioni di approfondimento e interazione con il GIOCATTOLO, nella sua forma più evocativa e affascinante. Soltanto se riuscirete ad annullare lesterno e a farvi coinvolgere completamente vedrete il boa che digerisce lelefante e non un cappello!
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Guida Turistica Roma e Provincia
Tessera n°4192

E-mail valenera@hotmail.it; Tel. 3339841466. 



Immagine presa dal web


La nostra Valentina, Guida Turistica di Roma e Provincia, ci suggerisce un nuovo Itinerario d’Autore e stavolta ci porta a scoprire Roma… in un’ora. Pensate sia impossibile? Lasciatevi guidare dall’esperta!


Siete a Roma, nella maestosa Città Eterna, nel museo a cielo aperto più grande del mondo. Vorreste vedere tutto ma avete soltanto unora a disposizione.

Cosa fare allora? Scegliete di passeggiare davanti al Colosseo? Fate un salto a Fontana di Trevi e lanciare la famosa monetina, sperando di tornare a Roma ed avere più tempo a disposizione? Visitate, file chilometriche permettendo, la Cappella Sistina?
Oppure scegliete di vedere tutto, in unora soltanto!
Da qualche anno questo è possibile; nel 2007 infatti, sono stati inaugurati due ascensori panoramici che permettono di raggiungere il punto più alto del Complesso del Vittoriano, dal quale si può ammirare Roma a 360 gradi. La realizzazione di questa opera, ha generato non poche polemiche, di fatto, è stata concepita come unaddizione estranea al monumento e dunque dotata di reversibilità totale. 


Credits Valentina Nera

Non appena si apriranno le porte dellascensore, vi troverete sulla Terrazza delle Quadrighe, e probabilmente rimarrete senza parole davanti a quel panorama mozzafiato.

Da qualsiasi lato vi affaccerete, la vostra vista ne rimarrà appagata; sarà inevitabile guardare per prima cosa il Colosseo, simbolo assoluto di Roma, dellimpero, e della sua eternità. Con la sua facciata in travertino alta circa 48 metri, domina sui Fori Imperiali.
Procedendo poi in senso antiorario, il vostro sguardo cadrà su Piazza Venezia, e da lì, su Via del Corso, o meglio, sul Tridente, cioè, sulle tre strade rettilinee che partendo da Piazza del Popolo e divergendo verso sud assumono la forma di un Tridente. Rimarrete colpiti dalla sontuosità della Cupola di San Pietro, simbolo di tutta la cristianità. Il Cuppolone, come lo chiamano i Romani,  è una sintesi perfetta tra cultura Rinascimentale e cultura Barocca. 
Credits Valentina Nera

Alternando lo sguardo sui palazzi, sulle chiese e sulle cupole barocche del centro e continuando fino in fondo, troverete lo Stadio Olimpico, inaugurato il 17 maggio 1953;  rappresenta il più capiente impianto sportivo di Roma, secondo in Italia solo al Meazza di Milano. 

Continuando il vostro giro a 360 gradi, potrete ammirare larea del cosiddetto Ghetto Ebraico di Roma, uno dei ghetti più antichi del mondo. Seppur abbia perso in parte le caratteristiche originarie, rimane uno dei punti di riferimento della comunità ebraica di Roma.
Spostandovi di poco, troverete il Teatro di Marcello, costruito per volere di Giulio Cesare fu dedicato da Augusto nel 13 a.C. alla memoria del nipote e genero Marcello.
La vista dinsieme si concluderà su Piazza del Campidoglio, elaborazione scenografica di Michelangelo, dove è collocata una copia delloriginale statua di Marco Aurelio, oggi ricoverata nei Musei Capitolini .
Immagine presa dal web

E se volete guardare meglio, sulla terrazza sono installati dei cannocchiali, che aumenteranno ancora di più la vostra visione e percezione della città.

Quello che vi ho raccontato finora è un buon compromesso per vedere tutto in poco tempo; però, qualora possiate, vi invito a prendervi anche solo una giornata, o magari un weekend o meglio ancora qualche giorno perché come disse  Goethe Solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma.
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Valentina Nera Guida turistica autorizzata per Roma e Provincia.
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La rubrica Itinerari d’Autore si arricchisce di un nuovo membro: questa volta a guidarci alla scoperta delle bellezze della sua regione sarà Valentina NeraGuida turistica autorizzata per Roma e Provincia. 

Valentina inizia questo nuovo viaggio da Genazzano, paese nelle immediate vicinanze della Capitale che diede i natali ad un papa e fu sede di ville e dimore aristocratiche.


Genazzano è un paese in  provincia di Roma che si erge su un blocco di tufo nella parte meridionale dei Monti Prenestini. Fu abitato fin dall’epoca romana, e data la vicinanza con la capitale e l’amenità della zona, fu sede di ville e dimore aristocratiche e imperiali. Il paese ha dato i natali a Papa Martino V, al secolo Oddone Colonna (1368-1431) il quale, incoronato nella cattedrale di Muster a Costanza nel 1417, riportò nel 1420 la sede papale definitivamente a Roma ponendo fine alla “cattività avignonese”. Il primo documento che attesta l’esistenza del ramo autonomo dei Colonna di Genazzano è un mandato pontificio del 5 novembre 1257 redatto per la  volontà di Pietro Colonna di Genazzano di muovere causa contro gli eredi dello zio paterno Oddone Colonna di Olevano.

Il borgo è ricco di testimonianze che si riferiscono alla famiglia Colonna. Il Castello Colonna, oggi di proprietà comunale, si erge nella parte più alta dell’abitato e la storia è legata indissolubilmente alla famiglia. Il primo documento che riguarda un castrum risale al 1022. Nel 1151 papa Eugenio III concesse in perpetuo a Oddone I, signore di Colonna e Zagarolo, il feudo nel quale verosimilmente era compreso anche Genazzano. Proprio in questo periodo il Castello fu ampliato soprattutto per quanto riguarda le prime fortificazioni; ma fu con l’avvento di Papa Martino V che il palazzo prese le fattezze attuali. Oggi ospita il CIAC (Centro Internazionale di Arte Contemporanea) e, tra gli eventi più significativi che ha ospitato nel corso del tempo, è d’obbligo segnalare “Le Stanze” manifestazione artistica svoltasi tra la fine del 1979 e l‘inizio del 1980, curata da Achille Bonito Oliva, che ha visto l’esposizione delle principali opere delle Transavanguardia.

Il borgo di Genazzano mantiene l’impianto originale nato dopo la convenzione stipulata da Fabrizio e Stefano Colonna nel 1379 circa, con la quale si regolava la costruzione di nuove abitazioni per il popolo all’interno delle mura del Castello.

Proseguendo la nostra passeggiata, incontriamo San Nicola, chiesa ufficiale della famiglia Colonna, è proprio qui che avvenne il battesimo di  Martino V. La Chiesa risale al XIII sec. e conserva una bellissima pavimentazione cosmatesca in opus tassellatum girato intorno a grandi ruote.
 Lungo il centrale corso Vannutelli c’è Palazzo Apolloni, ritenuto da alcuni la casa natale di papa Martino V. Si tratta di un edificio gotico in stile aragonese opera di maestranze italo-spagnole; notevoli sono le eleganti finestre bifore.

L’elemento più suggestivo del paese è sicuramente il Ninfeo Bramante, che deve il nome all’impronta bramantesca,  e sorge su quello che era il giardino vecchio del Castello.

L’edificio si articola in un loggiato a tre campate che immette in un ambiente absidato
retrostante e, a sinistra, in un piccola stanza ottagona con vasca circolare al centro; ai lati del loggiato l’edificio si prolunga in due stanze quadrate con piccoli ambienti retrostanti. Le arcate della facciata poggiano su massicci pilastri con un ordine gigante di semicolonne sul fronte e inquadrano prospetticamente le retrostanti tre serliane che a loro volta si aprono sugli spazi dell’ambiente absidato interno.
Probabilmente l’edificio costituiva un luogo di sosta lungo la via che da Genazzano conduceva a Paliano, dove i Colonna avevano la loro riserva di caccia (la Selva), svago preferito all’epoca da queste famiglie di nobiltà guerriera. 
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Valentina Nera Guida turistica autorizzata per Roma e Provincia.
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Chi mi segue da un po’ sa che sono un amante dei B&B e degli hotel a conduzione famigliare, piccole realtà sorrette da grande passione e cura dei particolari dove ci si sente subito a proprio agio. Nella mia esperienza di viaggio ho sperimentato come il soggiornare in una piccola struttura, dove le camere sono allestite e personalizzate secondo il gusto del gestore, come se fossero stanze di un’abitazione privata, fa la differenza, aiuta a vivere una dimensione più rilassata e permette di entrare in contatto con la gente del posto; spesso i gestori di questi piccoli hotel sono una miniera di informazioni e consigli, persone pronte a condividere con gli ospiti tutto l’amore che hanno per la loro terra.
Oggi vi voglio parlare de Il Noceto, un B&B ad una trentina di chilometri da Roma ma lontano dal traffico della capitale, immerso nella quiete della campagna laziale. A colpirmi è stata la filosofia che sta alla base del progetto.

Il Noceto è al contempo un’idea culturale, enogastronomica e turistica. Cultura dell’arte culinaria, del cibo sano, biologico e a km zero. Il nome stesso rimanda alla produzione di noci, qui attenta a garantire la conservazione delle qualità racchiuse dentro un guscio: sapore, profumo, fragranza, tradizione, salute, genuinità e bontà.
Accanto alle noci, tanti altri prodotti coltivati con cura e rispetto dell’ambiente per offrire agli ospiti un’esperienza gastronomica intensa e appagante.

Idea turistica, dove il turismo è inteso a tutto tondo, naturalistico, rurale,storico, archeologico e non ultimo enogastronomico. Immersi nel verde e nella quiete della campagna romana, al Noceto si può vivere il territorio tutto l’anno, riscoprendone le origini, le tradizioni, passeggiando per i centri storici di piccole cittadine o lungo i tanti sentieri naturalistici.
Oltre a visitare Roma, che può essere raggiunta comodamente in treno per continuare nel filone del turismo ecologico, ci sono molti altri paesi con una propria tradizione, storia, dialetto e, naturalmente, con i loro piatti tipici da scoprire e gustare: Palestrina, il Museo Archeologico Nazionale, Genazzano, Cave, Artena, Zagarolo, Olevano Romano, Bellegra …tante piccole realtà che aspettano di essere scoperte.
Un’idea originale ed alternativa di concepire un viaggio a Roma abbinando una vacanza nella città Eterna ad un soggiorno a contatto con la natura.
IL NOCETO si trova a Colle Palme, un frazione di campagna del Comune di Cave, situato sui Monti Prenestini, a 40 km a Sud di Roma. Vicino alle uscite autostradali di Valmontone e San Cesareo ed alla stazione del treno di Valmontone e di Zagarolo.


Agosto si tinge di colori e musica al Singita Miracle Beach di Fregene dove sono in programma due appuntamenti il 10 e 14 del mese: rispettivamente le serate a tema “The Dark side of the Moon”, con un tributo all’intramontabile musica dei Pink Floyd, e l’esibizione in spiaggia dei Motel Connection la vigilia di Ferragosto.
Importanti band musicali e divertenti dress code da adoperare contribuiranno a trasformare la spiaggia di Fregene in un party continuo dal calar del sole al risplendere della chiara e romantica luna.


Notte di stelle cadenti e di musica il 10 agosto, con l’evento dedicato ai festeggiamenti per il quarantennale dall’uscita del concept album dei Pink Floyd “The Dark Side of the Moon”. Dress code: stardust. Accompagnati dal Dj Resident Glass Coffee, il gruppo degli Shiny Diamonds ripropone, ad un alto livello, la musica della storica band britannica. I musicisti sono famosi per la scrupolosa cura negli arrangiamenti e nella ricerca dei suoni. La performance sarà arricchita da proiezioni circolari che renderanno per una notte ancor più magica la splendida cornice della spiaggia del Singita.
Il 14 agosto invece la spiaggia del Villaggio dei Pescatori si trasformerà in un palco d’eccezione per ospitare la performance dei Motel Connection, la cui musica elettronica è apprezzata in lungo e largo grazie all’incontro tra Samuel (voce dei Subsonica), Pisti (Dj House) e Pierfunk (ex-bassista dei Subsonica).
Il loro ultimo album, “Vivace” è uscito ad aprile 2013. Il 18 e 20 luglio hanno suonato allo stadio San Siro di Milano e all’Olimpico di Roma per aprire le tappe italiane del Delta Machine Tour dei Depeche Mode.

Lucia, romana doc, ci racconta un quartiere poco frequentato dai turisti ma molto suggestivo della sua Roma, accompagnando il testo dalle bellissime immagini scattate dal suo compagno Luca.

Quando Silvia mi ha chiesto di scrivere un post su Roma, sui suoi segreti e la sua atmosfera, mi sono sentita onorata. Non credo di dover convincere nessuno a visitarla, perché è un pezzo di storia che in Italia è impossibile mancare.
Dicono che nessuno ami la sua città come i romani amano Roma. Forse è vero, lo dico per me, perché non c’è nessun altro posto come lei: ogni cosa che vedo in giro per il mondo non riesce a darmi la stessa sensazione di Roma. 
Tornata dall’Australia, nonostante la nostalgia per un viaggio di vita che non dimenticherò mai, quando l’aereo ha sorvolato la mia città ho avuto un sussulto al cuore. Casa. Io e lei dal finestrino dell’aereo. Pochi giorni dopo ho preso la macchina ed ho fatto un giro di notte, quando il lungotevere è vuoto, le luci si accendono e c’è un senso di pace che è lontano dal turbinio della frenesia giornaliera. 
Ecco, se dovessi consigliare cosa fare a Roma, direi senza dubbio di viverla ed ascoltarla di notte. In poco tempo la si attraversa tutta, si passa accanto a luoghi segreti e pieni di storia, che riposano silenziosi dopo giornate di assalto dei turisti, e si riconosce l’anima più vera di una città che spesso sta al limite della vivibilità. Mi chiedono spesso come faccia a sopportare tanto caos e tanto trambusto…Semplicemente io a Roma non sopporto nulla, io ci sono immersa con tutta me stessa e ciò che mi innervosisce lo tramuto in amore. Amo girare per Roma sotto il sole e con la pioggia, amo i suoi spazi e la capacità di essere sempre incredibilmente stupefacente in ogni sua forma. Amo il ponte sopra la metro Colosseo, da cui si può ammirare la vista (soprattutto di sera), fare foto, scoprire la meraviglia delle persone che visitano Roma per la prima volta. Lo si capisce subito. Gli occhi luccicano. 

Spesso mi chiedono consigli su cosa visitare a Roma.. l’elenco è infinito e conosciuto, ma ciò che adoro fare è passeggiare tra i vecchi Rioni e quartieri di Roma. Ripensandoci non ho esitato per sceglierne uno: Garbatella
Conosciuto spesso solo per le fiction televisive, la Garbatella è uno dei quartieri storici di Roma, che si “incastra” tra la Cristoforo Colombo e la Via Ostiense. 
Fu fondato sui colli che dominano  la bellissima Basilica Papale di San Paolo fuori le mura, tra gli anni ’20 e ’30, e conserva tutto il fascino di un quartiere popolare, legato indissolubilmente alle persone. Sembra di isolarsi dal traffico, con una pace incontaminata, che aleggia e che viene disturbata solo dal riecheggiare delle cicale in estate, o dal suono delle gocce di pioggia in inverno.
Il gusto anticato degli edifici fa da cornice alla comunità delle persone: scambiarsi battute e chiacchiere nei cortili dei palazzi, giocare calorosamente a carte su delle sedie un po’ vecchie ma fedeli, allungare lo sguardo verso l’alto e vedere i panni stesi ai cordoni fuori dalle finestre. Sopratutto questa è Garbatella. La sensazione è quella di un piccolo paese nel quartiere, in cui si rincorrono ancora i modi di dire del dialetto romano, accompagnati dalle grida felici dei bambini che qui giocano senza paura delle macchine, sorvegliati dall’occhio attento di qualche nonno affacciato dalla finestra della propria dimora. 

Lucia ci racconta la sua serata sulla spiaggia di Fregene, al Singita:

 
Teli bianchi a terra, una musica rilassante, un gong al centro della spiaggia, ed un nome particolare. Il Singita Miracle Beach mi ha regalato un’atmosfera nuova per il concetto di spiaggia romana. Rimanendo allungati sulla spiaggia finché il sole non scende, si osservano spuntare d’improvviso grandi brocche di mojito con lunghe cannucce colorate da un banco aperitivo di un chiosco esotico tanto quanto il suo nome. Enormi divani bianchi o teloni che s’incastonano sulla spiaggia all’imbrunire, creano uno spazio ovattato e surreale, coccolati dalle onde del mare di Fregene. 

Eppure fin qui potrebbe non essere ancora abbastanza, perché ciò che mi ha lasciata sorpresa è il susseguirsi di eventi e spettacoli che mai avrei accostato ad una spiaggia: avete mai sentir parlare di artisti circensi in riva al mare? Trampolieri, giocolieri del fuoco, funamboli, danzatrici, acrobati  e statue viventi che si muovono sinuosi al ritmo di una musica coinvolgente, raccontando storie come in autentiche pièce teatrali. Ci deve essere il tocco di coreografi esperti negli splendidi vestiti di scena, che si fondono con lo sfondo del mare e del tramonto. 

Questo è il Singita Nouveau Cirque.

Ma l’ispirazione delle spiagge d’Ibiza non sembra essere dimenticata, e sabato 20 luglio (il 10 e 14 Agosto si replica) a partire dalle ore 20, il Singita Miracle Beach dedica la serata al Balearic Beat di Ibiza con due musicisti d’eccezione: Micah the Violinist e Ruben Moran al sax. Accanto ai due artisti il Dj resident del locale, Glass Coffee. 

 Eleonora ci racconta un luogo speciale sulla spiaggia di Fregene dove vivere rilassanti momenti gustando un tramonto scandito dal suono di un gong tibetano! Vi sembra strano trattandosi di una spiaggia romana?! Leggete questo post e scoprirete dove cercare queste atmosfere esotiche a pochi chilometri dal cuore storico della capitale.

Oltre la distesa blu del mare solo l’Orizzonte. Il silenzio circostante al tramonto rotto unicamente dal rumore delle onde calme. Federico Fellini aveva visto il mare di Fregene per la prima volta alla fine degli anni Trenta, dopo il suo trasferimento a Roma. E ne era rimasto ammaliato. «Era d’un azzurro puro, che all’improvviso diventava verde, blu notte, rosso fuoco o rosso vino, come il mare cantato da Omero o dipinto da Giorgio De Chirico. Una spiaggia lunghissima», raccontava.
Quel paesaggio fuori dal tempo e dallo spazio sarà il set di molte scene dei suoi film, primi fra tutti “La Dolce Vita” e “Lo Sceicco bianco”.

A pochi passi dalla Capitale (33 km), Fregene, frazione del comune di Fiumicino, è la località del litorale romano che più conserva, nonostante il passare degli anni, quell’alone di magia raccontato dal regista.
Dal Castello dell’anno 1000, alla pineta monumentale fino a giungere alla spiaggia, la cittadina offre la possibilità di staccare la spina dallo stress incalzante respirato tra le strade trafficate di Roma.
E sul suo lungomare c’è un luogo dove il momento del tramonto diventa un rito, una frazione di tempo emozionante accompagnata da musiche lounge e chill-out, dove un grande gong tibetano, posto al centro della spiaggia, viene suonato proprio mentre il sole scompare dietro l’orizzonte e lascia tutti senza fiato.
Questo angolo di paradiso è il locale Singita (“Miracolo” nella lingua Swahili) adatto a chi desidera lasciarsi trasportare da un’atmosfera esotica, da sapori sconosciuti, atmosfere rilassanti e suoni di tradizioni lontane.

Il Singita è la meta ideale per l’organizzazione di feste private, celebrazioni di momenti importanti o semplicemente per godere della compagnia degli amici di sempre. Per farvi un’idea dell’atmosfera festosa e rilassata che vi si respira, guardate questa Photogallery.

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