Quando penso al Gargano mi viene in mente la luce splendente e calda che illumina quest’angolo di paradiso, definendo contorni e profili di ogni cosa, dando spessore e dimensione a case, palazzi, spiagge e ad una natura ricca e satura di colori.

Il Gargano viene spesso identificato con le sue spiagge, che seppur bellissime non sono che un elemento del variegato mosaico che compone questa terra. Molte sono anche le cittadine che raccontano la loro storia scritta nei muri di antiche chiese e palazzi che adornano vie e piazze. La principale è Mafredonia, una piacevole cittadina affacciata sull’omonimo golfo ed inclusa nel Parco nazionale del Gargano.

A Manfredonia mare e monti si incontrano e fondono in un paesaggio che regala una grande varietà naturalistica e territoriale.

La storia della città è molto antica e risale all’epoca neolitica, anche se la città prende il suo nome solo con l’arrivo dei normanni. Sarà infatti Manfredi di Hohenstaufen, figlio di Federico II, a far risorgere nel 1256 l’antica Siponto, distrutta in un terremoto, chiamandola appunto Manfredonia.
Una storia travagliata fatta di lotte e successioni, dagli Angiò agli Ottomani, che ha lasciato importanti testimonianze ed un notevole patrimonio artistico ed architettonico. Merita una visita il castello svevo-angioino al cui interno è oggi ospitato il museo archeologico.
Famosa è anche la basilica di Santa Maria di Siponto dalla forma cubica: risalente al XI secolo, la chiesa è sorta sulle rovine di una precedente chiesta paleocristiana. 
Molto bella l’Abbazia di San Lorenzo in stile romanico che nasconde un segreto: nel giorno del solstizio d’estate il  21 giugno un raggio di sole attraversa il rosone della facciata disegnando sul pavimento una suggestiva rosa ad undici petali.
Dopo un’immersione dell’architettura della città, si può partire alla scoperta delle bellezze naturalistiche dei suoi dintorni. Numerosi sono gli itinerari che si possono seguire per esplorare il meraviglioso Parco del Gargano.
La strada che da Manfredonia segue la costa si inoltra all’interno del parco del Gargano arrivando fino a Vieste, altro gioiello pugliese.
Ultimo comune del promontorio del Gargano, Vieste sorge su due penisole, due lembi di terra paralleli che si protendono verso il mare: Punta S. Francesco che guarda ad est e Punta Santa Croce che guarda a nord.
Proprio grazie alla sua posizione sul mare, Vieste fu oggetto di contesa da parte di numerose popolazioni : abitata fin dalla preistoria, fu dominio romano, poi bizantino e longobardo per poi passare in mano ai Turchi e successivamente conoscere un periodo di pace e splendore sotto il regno di Federico II di Svevia. Il centro storico è un vero gioiello: un intrico di viuzze, case intonacate di bianco, i tipici archi di sostegno e le tante scale arredano il centro cittadino, dove voci e colori si mischiano ai profumi delle spezie coltivate sui balconi, creando un’inconfondibile atmosfera mediterranea. Impossibile non rimane stregati da tanta semplice eppure disarmante bellezza!
La Cattedrale del XI secolo custodisce una statua lignea della Vergine Maria e il
Castello, costruito da Feredico II, offre un’impareggiabile vista sulla costa e sul mare.
Vieste è famosa soprattutto per il suo mare, di un azzurro intenso, e per le tante spiaggette e calette disseminate lungo la costa. Incantevoli insenature si alternano a scogliere, tra cui spicca il Pizzomunno, un’enorme roccia bianca che si erge proprio di fronte al paese, come a volerlo proteggere.
Per scoprire questo suggestivo tratto di costa l’ideale è una gita in barca per arrivare agli anfratti più remoti che racchiudono tratti di mare di una bellezza mozzafiato che si declina in infinite sfumature d’azzurro. Le vicine isole Tremiti, raggiungibili tramite il servizio traghetti giornaliero, sono un’altra imperdibile tappa in un viaggio nel Gargano, per immergersi anima e corpo nei colori saturi ed intensi della sua natura.
Consigli di viaggio
Che sia in residence, in appartamento o in hotel, numerose sono le opportunità di alloggio che offre il Gargano. DLT Viaggi è un’agenzia on line che propone varie soluzioni di alloggio ed una rapida comparazione di prezzi e servizi, con interessanti offerte.





Il secondo itinerario della nostra guida turistica per la Puglia Pina Alloggio, che stavolta ci porta a visitare i luoghi ferìdericiani.

Il mio secondo itinerario vi porterà alla scoperta dei luoghi federiciani in Puglia, soprattutto dei numerosi castelli da lui fatti costruire.
Tra i tanti appellativi assegnati all’Imperatore c’è anche quello che lo identifica come “stupor mundi” proprio perché  si tratta di una personalità fuori dagli schemi.
Egli era un sovrano girovago e irrequieto, che non si accontentava di un solo castello, di un solo regno e di una sola regina; sul capo portava tre corone, quelle dei regni di Sicilia, di Germania (Sacro Romano Impero) e di Gerusalemme. Un posto speciale nel suo cuore lo ricoprì la Puglia, infatti tra la Capitanata, la Terra di Bari e la Terra d’Otranto trascorse gran parte della sua età adulta.

Federico II fece della Puglia una terra di castelli, manieri, residenze di caccia e fortezze; non tanto per scopi difensivi ma soprattutto per mostrare la sua grandezza. Basta guardare la mole di Castel del Monte che spicca nella Murgia o i castelli di Bari, Barletta, Brindisi maestosi e imponenti affacciati sull’Adriatico o ancora la fortezza di Trani.
Infine le dimore di caccia e i manieri nascosti nelle stupende campagne pugliesi che spuntano quando meno te lo aspetti, come quelli di Gravina (Federiciana)/), Oria, Sannicandro o Monte Sant’Angelo Monte Sant’Angelo, che dall’alto del Gargano guarda giù verso il Golfo di Manfredonia.
Senza dubbio il più suggestivo e misterioso tra tutti i castelli è Castel del Monte  di cui innumerevoli studiosi si sono occupati per cercare di svelarne il mistero. Consiglio a tutti di visitarlo e perdersi tra le sue poderose mura… Magari riuscite voi a comprenderne l’arcano…
Ma un pò di magia ricopre anche tutti gi altri castelli federiciani, Lucera ad esempio era una delle città più importanti del Regno. Qui il re portò, tra il 1224 e il 1225, circa 20.000 Saraceni dalla Sicilia, facendo di Lucera una vera colonia araba prendendo il nome di Luceria Saracenorum.
Il fantasma che più mi incuriosisce e che vorrei voi conosceste è quello di Bianca Lancia racchiuso nel castello di Gioia del Colle, forse perché sono una romanticona non potevo non innamorarmi di questa donna disposta a sacrificare se stessa pur di dimostrare la sua innocenza dinanzi all’uomo che amava.
Questo itinerario, che come avrete notato vi porterà a visitare tutto il territorio pugliese seguendo un unico filo conduttore, vorrei concluderlo nel luogo dove il nostro protagonista finì i suoi giorni: Castel Fiorentino (guarda il video) vicino Lucera. In questo luogo, il 13 dicembre del 1250, si avverò una triste profezia: Michele Scoto, l’astrologo di fiducia del re, aveva predetto che il sovrano sarebbe morto sub flore, apud portam ferream( vicino ad una porta di ferro in un luogo il cui nome comprende la parola Fiore). Dal momento della profezia il re non mise più piede a Firenze pensando che il luogo designato per la sua morte fosse quello; ma si sbagiava…
Colto da malessere, durante una battuta di caccia, nei boschi vicino Foggia, si rifugiò a Castel Fiorentino dove la profezia si avverò.
Consiglio ai viaggiatori interessati a compiere questo tipo di itinerario di farsi accompagnare da guide esperte dei luoghi in modo da poter appieno apprezzare la suggestione e la bellezza che questi magnifici castelli esprimono.


Pina Alloggio, guida turistica e accompagnatrice della Regione Puglia
cell. 3471999885


Fotografie scattate da: Giovanni Lacorte, guida turistica della Regione Puglia



       La rubrica Itinerari D’Autore dedicata alle Guide Turistiche Ufficiali si arricchisce di un nuovo, bellissimo capitolo. 
      L’autore della nuova guida è Pina Alloggio, Guida Turistica della Puglia, che qui ci propone un primo itinerario alla scoperta del suo paese natale. 

      Scopriamo insieme la Murgia e le Gravine.

Il mio contributo inizierà con una doverosa premessa, visitare la Puglia significa conoscere una terra vastissima con numerose sfaccettature tant’è che molto probabilmente sarebbe meglio parlare di Puglie e non di Puglia e questo lo si capisce bene sentendo parlare la gente nei diversi dialetti presenti sul territorio.

Il mio primo itinerario vi porterà alla scoperta della mia terra e del mio paese natale: vi parlerò delle Murge e delle Gravine. Entrambi territori  spesso al margine dei percorsi turistici più rinomati in Puglia.
Gravina in Puglia: sede del Parco Nazionale dell’alta Murgia, è di qui che parte il mio itinerario…

Il periodo migliore per visitare la Murgia e le gravine è sicuramente la primavera, preparando la valigia non dimenticate di portarvi dietro scarpe da trekking … Ci sarà da camminare!
Arrivati a Gravina non potrete non essere colpiti dalle dolci colline verdeggianti e dai ruderi del Castello voluto da Federico II di Svevia, le campagne sono spettacolari ed infatti consiglio vivamente di soggiornare presso agriturismi o masserie; è questo il modo migliore per godere a pieno del paesaggio e dell’ottimo cibo (agnello arrosto, provolone (
Fondazione Slow Food), verdure, salumi e tanto vino in particolare assaggiate la verdeca.
Il paese offre un patrimonio artistico e archeologico rilevante.

Silbìonla chiamavano gli antichi greci, patria dei Peuceti, i reperti archeologici sono esposti nel grazioso scrigno tutto da scoprire che è la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi”.
Sull’orlo del burrone che si affaccia sulla gravina è situata la maestosa cattedrale di origine Normanna rimaneggiata nel corso del Rinascimento. Tra le famiglie feudatarie del luogo la più importante e potente fu quella degli Orsini. Gravina ha dato i natali a Pietro Francesco Orsini, eletto papa nel 1724 con il nome di Benedetto XIII.
 Il visitatore potrebbe scegliere di soggiornare a Gravina e poi partire di qui per visitare i bei dintorni: a pochi chilometri di distanza potrete raggiungere “La leonessa di Puglia” Altamura, anch’essa una perla da scoprire. Il centro storico è famoso per la sua forma perfettamente circolare e per i caratteristici claustri. La cattedrale voluta da Federico II di Svevia è un unicum nel suo genere.  Sosta doverosa è all’interno dei forni altamurani, qui  si producono oltre a sfiziose focacce, rustici e biscotti anche il tipico Pane di Altamura Pane di Altamura. Nei bar di paese potrete assaporare il “Padre Peppe” liquore alle noci veramente eccezionale. Ora potete ripartire e visitare il Museo Archeologico Nazionale di Altamura e infine il celebre “Uomo di Altamura” presso il Centro Visite situato vicino alla grotta di Lamalunga dove venne scoperto l’importante rinvenimento archeologico riguardante i resti di un uomo del periodo Neandhertaliano.

Questo primo itinerario si conclude con un ultimo consiglio: visitate le gravine!

Il Parco delle Gravine si estende tra Taranto e Matera coinvolge i comuni di Massafra, Mottola, Laterza e Ginosa (per citare i più importanti). Lasciatevi accompagnare da guide specializzate che vi condurranno alla scoperta di magnifiche chiese rupestri che conservano stupefacenti affreschi frutto di una cultura artistica bizantineggiante risalente ad un arco temporale che si estende dal  IX al XV sec.d.C.
Pina Alloggio, Guida e Accompagnatrice turistica della Puglia
 e-mail:pollon2901@yahoo.it
cell. 3471999885

Foto di Giovanni Lacorte, Guida Turistica della Puglia



Credits: syder.ross

Barbara ci racconta Gallipoli e ci da qualche consiglio su cosa vedere in questa magnifica città del Salento.

Voglia matta di mare, di sole, di pochi indumenti addosso ed in valigia.
Un pareo, un paio di occhiali da sole, il cappello di paglia dal diametro largo, è tutto quel che serve.
Dinanzi a una distesa di mare brillante, alle dune sabbiose, agli ombrelloni aperti e fermi perché Eolo 
sembra essersi preso una vacanza, ai lettini ospitanti lettori dell’ultimo best seller e spiaggianti intenti a  
perfezionare l’abbronzatura, stai immobile quasi in preda alla sindrome di Stendhal.
Sì, di città d’arte, di bellezze ed ostentazioni d’architettura ne hai viste, ma il mare  esercita su di te un certo 
appeal. Come darti torto!
Delle tante mete marittime italiane prese in rassegna per l’Estate 2013, il Salento, con Gallipoli, è tra le più gettonate.

Credits: Lorello

Passato l’effetto mutismo-immobilismo del primo attimo (tieni conto che restare immobili sulla sabbia è 
impossibile, tanto scotta!)  passi ad invocare il Dio Tempo, dell’Olimpo greco, che le lancette si arrestino, 
i giorni si prolunghino, il mare resti lì per te tutte le volte che vorrai; successivamente, ti concedi la 
conoscenza della bella polis di Gallipoli.
Cominci dalla Basilica Cattedrale di Sant’Agata la cui facciata  barocca svetta nel cuore del centro storico,  fiera guarda i palazzi di fronte, antichi ed imponenti.  Prima di arrivare qui hai attraversato una porzione del centro storico gallipolino le cui strade strette ricordano un labirinto, una chiusura, forse, funzionale a preservare tesori come la Cattedrale ed i palazzi. Da non perdere Palazzo Tafuri, risalente al 1700, e la Farmacia Provenzano. Nell’interno, una teca espone ampolle ed intrugli, sembra quasi di vedere Galeno dosare le quantità per ottenere il rimedio. 
Altri pit stop del tuo tour:  la Chiesa di S. Francesco d’Assisi, il Santuario della Madonna del Canneto, la Fontana Ellenistica con bassorilievi molto antichi; il Museo Diocesano ed il Museo Civico Emanuele Barba; il Teatro Garibaldi, una vera bomboniera.
Scatti foto qua e là (la tua reflex sembra impazzita): angoli, scorci, balconi, porticine piccole, come 
casette dei pigmei, immagini sacre affisse alla porta,  le signore che stendono il bucato e chiacchierano 
allegramente da balcone a balcone, i vecchini in bicicletta, le famiglie, con l’uscio aperto, davanti alla tv 
come ai tempi di Carosello, le barchette di ritorno dalla battuta di pesca.

Credits: digitaluke


Ci sono cose che appartengono alla dimensione olfattiva e che difficilmente potrai intrappolare se non nel tuo naso: odori e profumi sprigionati dalle cucine delle case e dei ristoranti, le erbe aromatiche, odore di 
terra, di mare, di Mediterraneo.

Eccoci all’episodio mare, quello che riesce a stregarti. Non desideri null’altro che dall’Olimpo ti concedano 
un tempo allargato, più lungo della settimana a disposizione.
Baia Verde con il suo litorale di spiaggia bianca; la spiaggia della Purità, una baia costeggiante le mura antiche; a sud di Gallipoli, Punta della Suina (Mancaversa) con la pineta dove concedersi una siesta e la spiaggia mista a scogliera bassa. Queste le postcards della tua vacanza.
Se questo tempo è destinato a finire almeno potrai dire che la vacanza è stata lambita da dolci e limpide acque. 

Per il tuo soggiorno, dai uno sguardo qui.




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