State organizzando un viaggio itinerante in Portogallo e vi chiedete quali siano le tappe imperdibili ?
Ecco per voi 10 must see tra cittadine, borghi antichi, spiagge e punti panoramici. 

Escludendo Lisbona 8con Cascais e Sintra) e Porto che sono naturalmente due mete da includere in un viaggio in Portogallo, ecco cosa secondo me non si deve mancare di visitare!

Cabo da Roca

Uno dei punti panoramici più belli della di costa portoghese ed uno dei luoghi più selvaggi del Portogallo: uno strapiombo di 150 metri sul mare, una vista da togliere il fiato per il punto più occidentale d'Europa. All'interno del faro che domina il promontorio si trova l'ufficio del turismo che rilascia l'attestato del passaggio per il punto più occidentale del continente europeo.


Nazaré

Nazaré è il Portogallo marinaio, un piccolo borgo che custodisce la cultura tradizionale del paese, quella legata al mare e ai suoi frutti. Anche se oggi la cittadina è turistica, riesce ancora a mantenere un'aria autentica. Imperdibile una visita al mercato del pesce.

Tomar

A Tomar si trova il più importante convento del Portogallo, il Convento do Cristo, situato sulle colline che attorniano la città. Il convento conserva 7 magnifici chiostri che sono uno splendido esempio di sincretismo architettonico con elementi romanici, gotici e rinascimentali.  Superbo il Claustro Grande con scale elicoidali che portano ai piani superiori.
Anche Tomar è piacevole e merita una visita, con un bel centro adagiato lungo un fiume ed una bellissima piazza dalla pavimentazione geometrica.

Evora

Protetta da possenti mura, Evora è una delle città più affascinanti del Portogallo. Il centro è un intreccio di vicoli delimitati da case imbiancate a calce, con i balconi colorati e le terrazze fiorite, a metà tra un villaggio meriterraneo ed una medina araba. Evora è anche sede di una prestigiosa università di cui si può visitare il chiostro in stile italiano.

Braga

Brega è il gioiello barocco del Portogallo. Il centro è un tripudio di palazzi e scorsi romantici ma la vera attrazione è il Santuario do Bom Jesus del Monte, famoso luogo di pellegrinaggio. Per accedervi bisogna risalire i 600 gradini della monumentale scalinata a fisarmonica.

Casteo de Vide

Questo borgo rappresenta invece il Portogallo medievale. Interessante l'antico quartiere ebraico con cornici ogivali ed il quartiere medievale, un vero salto nel tempo.

Cabo de Sao Vicente

Altro punto panoramico mozzafiato, Cabo de Sao Vicente è il dito estremo dell'Algarve, nel sud del Portogallo. Da questo nudo promontorio sferzato senza tregua dai venti salparono i naviganti in cerca della promessa di un Nuovo Mondo. Un luogo carico di storia e di carisma, a cui dedicare del tempo per lasciarsi incantare dalla struggente bellezza della natura.

Lagos

Un allegro villaggio del sud con le case multicolore, Lagos è oramai proprietà dei turisti che d'estate lo prendono d'assalto. Le spiagge del resto sono spettacolari, non sorprende quindi che sia divenuto una meta popolare. Il sentiero di Ponta de Piedade percorre la cima delle falesie e regala scorci stupendi sul mare e sulle rocce modellate dal vento e dalle onde.

Sagres


Sagres è l'altra faccia dell'Algarve rispetto a Lagos; quanto animata e caotica è la prima, tanto remota e silenziosa è la seconda, ignorata dal turismo di massa e frequentata solo da chi cerca un angolo quieto o dagli amanti del surf, che qui contano su spiagge benedette dai venti.
Il villaggio è piccolissimo ma la natura che lo circonda, selvaggia e incontaminata, ne fa una meta affascinante.

Praia de Marihna

Tra le spiagge più belle del Portogallo, Praia de Marihna è l'archetipo dell'Algarve: falesie color ocra e mare turchese. Il percorso dos Setes Vales Suspesos percorre la cresta delle falesie che sovrastano la baia regalando paesaggi da cartolina. Da evitare in alta stagione, per il resto dell'anno è il paradiso in terra!


Porto non seduce al primo sguardo come Lisbona, il suo fascino lo rivela poco a poco, a squarci, come quando la nebbia sottile che sale dall'oceano si dirada e il sole illumina le splendide facciate di azulejos.

Porto, od O Porto in portoghese, è il rovescio della medaglia di Lisbona: quanto la seconda è bianca, fiorita, mediterranea e si sviluppa in orizzontale, tanto la prima è verticale, austera, grigia e di temperamento  nordeuropeo. Una diversità che rispecchia una differente vocazione. C'è un detto popolare portoghese che recita "Coimbra canta, Brega prega, Lisbona si vanta e Porto lavora", il che la dice lunga sull'anima commerciale di Porto, laboriosa ed attiva.

Porto è una città di contrasti che saltano subito all'occhio quando la si visita: da una parte il commercio che ne fa il polo economico più ricco del paese, dall'altra una povertà diffusa che si vede nei quartieri vecchi, con case malconce che creano un brusco stacco dai palazzi barocchi del centro.
Porto ha bisogno di un po' di tempo per essere capita, molti la visitano di fretta e se ne vanno prima di averle dato modo di mostrare la sua intima bellezza, quella che si fa strada tra il grigiore diffuso e strati di granito, nebbia e salsedine.

Il cuore di Porto


Il monumento più famoso è la Torre dos Clérigos alta oltre 70 mt, punto di riferimento per le navi che nel Settecento imboccavano l'estuario del Douro fino alla città. Si possono risalire i 225 gradini che portano in cima per godere di una vista mozzafiato e ritrovarsi tutta la città e la costa ai propri piedi. La torre fu costruita nel 1763 ed ed è il campanile dell'omonima chiesa, da cui è però staccata di qualche metro, gioiello barocco con una facciata riccamente decorata.
Proprio dalla torre scende ripida la via più animata di Porto, rua dos Clérigos, che termina nella centralissima Plaça do Libertade, grandiosa e fiorita, delimitata a nord dal Palazzo del Municipio. 

I più belli azulejos della città si possono ammirare nell'atrio della vicina Stazione Centrale (Estaçao de Sao Bento), edificio dei primi del '900 che sorge sul luogo di un antico convento. Gli azulejos rappresentano scene di vita popolare, la storia dei trasporti pubblici prima dell'avvento della ferrovia e altri importanti avvenimenti del passato.
Alle spalle della stazione si trova rua Santa Catarina, isola pedonale con le più belle boutique e negozi. Di fronte alla stazione diparte invece rua das Flores, fiancheggiata da palazzi barocchi (i nr 20 ed 81 sono tra i più belli) e da negozi di oreficeria, argenteria, botteghe alimentari e di tessuti, molte delle quali hanno conservato i mobili originali d'epoca. Proseguendo su rua das Flores si giunge a rua de Belo Monte, costellata di case a balconi con i muri decorati di azulejos.

Per vedere la chicca più preziosa di Porto bisogna scendere verso il fiume fino a Praça Infante dove sorge il Palacio da Bolsa. Proprio dietro al palazzo si apre una piazzetta terrazzata su cui affaccia la Igreja Sao Francisco a cui si accede attraverso una scalinata. La chiesa risale al 1233 ed all'esterno mostra una facciata in cui si incontrano elementi romanici e gotici, questi ultimi aggiunti in seguito al rifacimento del XIV secolo. Ma la vera sorpresa è all'interno, un eclatante esempio di barocco: un trionfo di decori in legno dorato che coprono completamente la struttura di sostegno. Il pezzo più bello è l'albero di Iesse ovvero l'albero genealogico di Cristo.
Altro angolo suggestivo è la Cais da Ribeira lungo il fiume: case alte e strette hanno la caratteristica di svilupparsi in profondità anziché in larghezza; se buttate lo sguardo dietro ad una delle porte aperte vedrete aprirsi un susseguirsi di corridoi che si inoltrano in profondità, con l'unica luce che arriva dalle finestre sulla facciata.

Il Terreiro da Sè

Lasciato il centro, un itinerario tutto in salita lungo ripide scalinate conduce al Terreiro da Sé dove si trovano la cattedrale, il palazzo episcopale e la Igreja dos Grilos.
La cattedrale fortezza è uno dei primi monumenti romanici del Portogallo ma in essa coesistono anche stile gotico e barocco essendo stata rimaneggiata nel '600 e '700. Decisamente barocco l'interno con un pregevole altare maggiore in legno dorato. Il chiosco trecentesco è altrettanto interessante, decorato con azulejos che narrano episodi delle Metamorfosi di Ovidio e del Cantico dei Cantici.
Dalla terrazza su cui affaccia la cattedrale si gode di una magnifica vista sui tetti di Porto fin giù al fiume. 
Nella via del ritorno verso il centro merita una visita la Igreja da Santa Chiara, gotica ma con vistosi rimaneggiamenti rinascimentali e barocchi

La case di Porto a di là del fiume


I rabelos, le antiche imbarcazioni tradizionali
Attraversando il ponte Dom Luis I si giunge alla zona divenuta capitale indiscussa del vinho do Porto, Vila Nova de Gaia. E' qui che viene raccolto il vino novello, prodotto in tutta la valle del Douro. Un tempo il trasporto si faceva esclusivamente via fiume con battelli dalla foggia antica, i rabelos, ancora oggi ancorati alla riva ma solo a scopo pubblicitario. Oramai le botti arrivano con i treni, metodo assai più pratico e veloce.
A Villa Nova ci sono oltre sessanta cantine di invecchiamento e altrettanti magazzini di deposito, tutti allineati lungo il corso del Douro. Tutto il vihno do Porto si vinifica qui e viene controllato rigorosamente dall'Instituto do vihno e da altri organi ufficiali che ne garantiscono l'autenticità e la qualità.
Le cantine offrono visite guidate, un'occasione imperdibile per immergersi nella tradizione e nella cultura di un prodotto che racchiude molto dell'anima portoghese e della sua città d'origine.



Continuano le mie interviste a Radio San Marino!
Stavolta parlo di Portogallo, un viaggio on the road dalla bianca Lisbona alle spiagge dorate dell'Algarve.

Tutti i miei consigli per spendere poco e organizzare una vacanza da sogno immersi nei colori e nelle atmosfere di questo incredibile paese, tra scintillanti azulejos, villaggi come medine arabe e scogliere solitarie da cui intrepidi naviganti partirono verso nuovo mondi!

Ecco il link all'intervista : Viaggio low cost in Portogallo 
Enjoy!



Da Lisbona alle spiagge dell’Algarve, vi racconto il mio indimenticabile on-the-road sulle strade del Portogallo tra paesaggi da sogno e paesi in cui il tempo sembra essersi fermato; uno dei viaggi in macchina più belli che ricordi, con il sole sempre alto in cielo ad accompagnarci lungo strade deserte fino alla meravigliosa costa dell'Algarve con i suoi cromatismi blu e ocra.

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Arrivati in cima alla collina dove è adagiata Sintra, il Palazzo Reale troneggia sulla piazza centrale. Più che di un palazzo si tratta di un enorme complesso di edifici, ognuno con uno stile e caratteristiche diverse. Se l'esterno è bizzarro l'interno non è da meno, un tripudio di eleganza mista a elementi esotici e accostamenti inusuali. Tra gli ambienti più famosi la Sala delle Gazze, che deve il suo nome ai 136 uccelli dipinti sul tetto. Come molti elementi del palazzo, anche la storia di questa sala affonda le radici in verità mista a leggenda. Si racconta infatti che il re João I ,sorpreso dalla moglie
mentre si accompagnava ad una dama di corte, per niente pentito della cosa esclamò "Lo faccio a fin di bene" (por bem in portoghese). Da quel momento le altre dame di corte cominciarono a ripetere in continuazione questa frase. Il re infastidito da questo comportamento fece dipingere le gazze come simbolo delle dame pettegole, e nel becco fece dipingere della carte con su scritto le parole por bem
Dalle gazze si passa ai cigni dipinti sul soffitto della Sala dei Cigni,dove un tempo si svolgevano i banchetti e ancora oggi è utilizzata per feste ufficiali.

Per raggiungere il Palazzo da Pena bisogna inerpicarsi lungo una tortuosa salita. L'elemento fiabesco del complesso qui raggiunge in suo apice: Il Palacio da Pena, costruzione leggera e colorata, costituisce infatti una delle più grandi espressioni dell'architettura Romantica Europea in Portogallo e il suo enorme parco di oltre 200 ettari è uno dei più spettacolari del paese. Anche il parco come il palazzo esibisce un raffinato gusto esotico con alberi provenienti da America, Cina e molti altri paesi. 



Nel centro storico di Sintra il Palácio da Regaleira, progettato dall'architetto italiana Manini, è classificato come patrimonio mondiale dall'UNESCO. Oltre al complesso architettonico la Quinta (tenuta) come è chiamata comprende anche un giardino che sembra anch'esso uscito da una favola con laghetti, grotte, statue, labirinti e templi, il tutto immerso in una rigogliosa vegetazione di gusto esotico. Il palazzo, che risale al XX secolo, è frutto della fantasia scenografica del Manini che ha riassunto e sintetizzato nel palazzo i diversi stili architettonici gotico, manuelino e rinascimentale, esaltando l'elemento sacro e le tradizioni mitologiche ed esoteriche del Portogallo. Raccontare a parole questo palazzo è impossibile perché la sua bellezza e unicità stanno proprio in una miscela di architettura e nelle atmosfere tra il mistico e l'esoterico che vi si respirano camminando per le stanze ed i giardini.

Il Palácio de Monserrate, che dista oltre un'ora di cammino da Sintra, è un altro luogo meraviglioso e romantico: un palazzo vittoriano di stile romantico-orientalista e situato in un giardino botanico di alberi esotici e piante tropicali. Il palazzo veniva usato come residenza estiva dalla corte reale e la sua grande torre circolare, le cupole a bulbo e la decorazione esotica è ben visibile da lontano ed è uno degli elementi distintivi di Sintra. Di nuovo i giardini traboccano di piante esotiche dai cinque continenti, a riconferma di un gusto esotico che spopolava all'epoca della progettazione del complesso. Oggi Monserrate è uno dei giardini più forniti di tutta Europa e colpisce in particolare per il suo fascino romantico.









La strada che porta a Sintra si inerpica nervosa lungo la collina tra alberi altissimi e possenti mura che custodiscono al loro interno eleganti dimore nobiliari, residenze dei ricchi di Lisbona, che dista pochi chilometri da qui. La bellezza stravagante ed eccentrica di Sintra affascinò nel tempo poeti ed intellettuali: Lord Byron la definì un Eden Glorioso e Richard Strauss, seppur abituato all'architettura imperiale di Vienna, ne scrisse “E’ la cosa più bella mai vista!”; gli stessi sovrani portoghesi non furono immuni al suo fascino tanto da farne la loro residenza estiva a partire dal XIX secolo.

Se dovessi scegliere un solo aggettivo per definire Sintra, direi che è fiabesca. Le sue architetture sembrano uscite dalla fantasia di un artista dell’ottocento e rappresentano una straordinaria sintesi di epoche e stili davvero unica nel suo genere;  il  complesso del Palazzo Reale e l’attiguo Palazzo da Pena  riuniscono gli stili gotico, moresco, manuelino, barocco e rinascimentale: il risultato è un’architettura dal carattere eccentrico e scanzonato, che può piacere o scioccare ma è di indubbio effetto.
A fare da cornice all'enorme complesso di palazzi che troneggiano sulla collina è un paesaggio altrettanto fiabesco fatto di lussureggiante vegetazione, ruscelli, sorgenti termali ed una vista che spazia fin giù al mare. Ed è proprio il mare, con il suo respiro profondo e i suoi effluvi carichi di umidità a rendere possibile un’eccezionale microclima che fa di Sintra un’oasi felice al riparo dai freddi venti invernali permettendo la coltura di piante tropicali da ogni parte del mondo, eccentriche quanto se non di più delle stesse architetture che circondano.
Mentre salgo in macchina lungo la strada ripida scorgo qualche dettaglio dei palazzi: un comignolo colorato, una finestrella, un torre appuntita, piccoli pezzi di un puzzle che presto, arrivata su nel cucuzzolo, potrò comporre. Sono solo pochi indizi ma già da qui la sensazione di trovarmi in una dimensione fiabesca è forte e netta.
Arrivata in alto, a colpirmi è subito l’enorme facciata del Palazzo Reale scandita da cinque finestre identiche che, manco a dirlo, arrivano dal lontano nord Africa e furono portate qui nel 1415 come bottino di guerra e aggiunte alla già affollata mischia di generi e stili.

Prima di addentrami nei meandri di questo fiabesco palazzo e di tutto il complesso di edifici che lo compongono, faccio una sosta in una delle pasticcerie della piazza centrale. Perché Sintra non è solo famosa per l’eccentricità delle architetture ma anche per la bontà dei suoi dolci. Le queijadas de Sintra ,conosciute in tutto il Portogallo, sono deliziosi dolcetti dal cuore morbido di formaggio, da gustare seduti al tavolo delle pasticcerie affacciate sulla piazza, tavoli in legno vissuto e pareti rivestite di azulejos bianchi e blu, nel più puro stile portoghese.

Mentre mi delizio con queste leccornie fuori inizia a piovere. Ma non importa, tra poco parto alla scoperta del Palazzo Reale, che sembra più un castello incantato, e come in tutte le favole, presto tornerà a splendere il sole.
Questo non era che il preludio, la favola continua....


Di Cascais ricordo una vetrata affacciata sul mare e il vento freddo di una giornata di metà gennaio; il profumo di salsedine che si sparge per i vicoli del centro la mattina presto e si mischia alla fragranza del pane appena sfornato; una panchina solitaria affacciata sul porticciolo e un marciapiede lungo il mare dove fermarsi ad ascoltarne la voce.

Ad una manciata di chilometri da
Lisbona, Cascais è una delle località più note e rinomate della costa atlantica portoghese, l’ultimo prolungamento della capitale prima che la natura prenda il totale sopravvento regalando una zona costiera della bellezza aspra e selvaggia, con arenili deserti battuti dal vento.

Ci sono arrivata in treno partendo dalla stazione di Cais do Sodré di Lisbona, poco distante da Placa do Comercio: il treno avanza lento lungo un percorso panoramico dove lo sguardo accarezza i solidi profili della Torre de Belem, si arrampica sulla sommità del Padrao dos Descubrimientos per poi perdersi lungo il profilo dell’orizzonte a sognare i mondi lontani che stanno al di là dell’oceano.

La disarmante bellezza di questo tratto di costa conquistò molti monarchi tra cui i Savoia e re Luis I che fece di Cascais il suo rifugio estivo, attirando con sé i nobili in esilio durante la guerra Civile spagnola e la Seconda guerra mondiale.
 Cascais è un gomitolo di lucide strade lastricate di ciottoli colorati chiari e scuri che disegnano le onde del mare, di cui qui si sente il respiro; è una strada costiera sinuosa che si svolge tra insenature rocciose e mezzelune di sabbia; è l’anima nobile di Lisbona, che qui dimentica le sue origini marinare e sfoggia il vestito della festa, tra palazzi signorili e il porticciolo pieno di  yacht.
A Cascais sono tante le chiese e  palazzi che attirano l’attenzione con le loro facciate curate, come Villa Italia dove visse Umberto II, una dimora nobiliare affacciata sul mare, o la chiesa di Nossa Senhora da Assunçao  decorata nello stile gotico manuelino, lo stesso del vicino Monasteiro do Geronimos, e impreziosita dagli immancabili azulejos. Dalle vie più esterne si ammira la Cittadella con la Fortaleza de Nossa Senhora da Luz de Cascais e la Torre de Santo António de Cascais.
Le vie del centro sono un susseguirsi di caffè e ristoranti tipici che propongono piatti di pesce da far leccare i baffi, e tanti negozi dove perdersi tra shopping e souvenirs.


Ma a Cascais il vero protagonista è il mare che qui disegna spiagge da sogno, da lunghi arenili battuti dal vento come Praia do Guincho, a baie circondate dagli scogli come Praia da Rainha.  Non manca nemmeno il faro, Farol de santa Marta :dipinto a righe orizzontali bianche e blu sembra una di quelle riproduzioni in legno che vendono nei negozi di souvernir.

Poco fuori dalla città si trova la Boca do Inferno, un antro di rocce scavato dalle onde dove andare ad ammirare il mare in tempesta. Non sorprende che queste zone, sempre battute dal vento, siano un paradiso per surfisti.

Che vogliate passeggiare in solitaria difronte al mare d’inverno o cullarvi nel caldo abbraccio estivo di una spiaggia, Cascias avrà sempre qualcosa in serbo per voi. 



Coimbra is a city of art and history, site of an ancient and prestigious university and with many beauties to show to visitors. First of all the location, nestled on a hill and bathed by the river Mondego. 
There are two Coimbra, the upper town linked to its glorious past and tradition, and the lower town, looking to the future: two souls living together without frictions.



The city tour inevitably departs from the city’s jewel, the University , in the old town, that can be reached by narrow streets climbing up the hill: the University also has two sides too, a modern part dating back to the '50s and the ancient one dating back to the XVI century.
The Universidade Velha is all gathered around the pair das Escolas square, which can be entered through the Iron Gate of 1634, realised in Mannerist style. The square is bordered on one side by columns and  on the other by the Tower from Cabra (Goat), dating back to 700 and so called by the students because it said to "bleat like a goat".
The University’s masterpiece is the Joanina Library, a baroque jewel consisting of three rooms, richly decorated with gilded woods, marbles and painted wooden ceilings with trompe l'oeil , with over thirty seven thousand volumes and manuscripts preserved in the beautiful Baroque shelves reaching up to the ceiling.
An environment full of great suggestion that leaves speechless in front of such beauty.
The tour continues along the old town made up of small squares, narrow streets ending  in tiny gardens and patios, small cafes and restaurants frequented by students. Coimbra’ secret lies in its ability to mix historical reminiscences and young aspirations, as if along its streets there was long invisible line connecting past and present.
Whichever road you take in the old town, you always end up at Sé Velha , the old cathedral, dating back to 1140: built at the time  of the Portuguese Reconquista, it has the appearance of a fortress because it had to convey an image of strength and power, but still there are Renaissance decorations that make it less severe. Another gem of this historic city  with a young soul.



The oldest district of Lisbon owes its name to the Arabs: Alfama derives from a deformation of the Arabic word alhaman  and refers to the fountains and pools of the lake Alcacarias.
Not only its name gives its origin away but also its  appereance, a maze of narrow alleys overlooked by buildings close to one another as a kasbah , and arabesque motifs adorning the facades giving an exotic tone to the neighbourhood.

It was perhaps thanks to the reduced buildings’ height  that Alfama survived the devastating earthquake that struck and destroyed Lisbon in 1755, thus allowing this piece of the past to arrive to us intact. No coincidence that even today the inhabitants of the district are of rural origin, descendants of those peasants who, during the Second World War, moved here from the countryside to work on the docks, which in  those days  knew a period of great traffic thanks to the neutrality of Portugal .
Today as in those years Alfama is made of narrow alleys (becos), squares, benches where old people sit observing the tourists going  up the challenging climb that takes here. It is precisely this growing tourist attention that is slowly changing the soul of the neighbourhood, with new antique shops and swanky boutique that has little to do with the true and simple character of the district.

If you want to get to know the authentic Alfama come in the early morning, when the streets are still empty and you can see a truly  unique Lisbon: fishmongers and  bakery shops that open up and expose their goods on the windows,  the smell fo basil, fresh bread and soap spreading in the air, fresh laundry hanging between houses, cats peeking in front of the windows to get their daily ration and azulejos shining under the sun.
A whirlwind of tastes, smells and shapes, East and Europe seems to meet here mingling togetherit’s impossible and even useless to distinguish these two souls  because Alfama’s secret and charm lies  precisely in this indissoluble interweaving of both worlds. 

You just have to breathe in the air filled with spices and perfumes and get gently enchanted by the sensory labyrinth of its streets.