Orta San Giulio, gioiello del Lago D'Orta

L’antico borgo di Orta San Giulio, in Piemonte, sorge su un promontorio affacciato sul Lago d’Orta e costituisce uno dei punti panoramici più affascinanti della zona. 

Il paese, classificato tra i Borghi più Belli d’Italia, si estende tra il nucleo centrale, adagiato sulle sponde del lago, e la piccola isola di San Giulio, incantevole e quasi fiabesca.


Visitare Orta San Giulio

Questo piccolo borgo della provincia di Novara vanta una storia antica: città murata nel Medioevo, fu il cuore della Comunità della Riviera, un gruppo autonomo di comuni che rimase attivo fino alla metà del ‘700. 
Il centro si sviluppa attorno a Piazza Motta, affacciata direttamente sul lago e da cui dipartono piccole e strette viuzze che offrono scorci caratteristici. La piazza è bordata di eleganti edifici porticati tra cui spicca il Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio, di epoca rinascimentale. Il vicino Palazzo De Fortis Penotti risale invece al ‘700 ed è oggi sede di mostre ed eventi. Vale la pena entrare per visitare la magnifica “Sala Rosa”, il salone delle feste che sfoggia uno splendido pavimento veneziano ed un grandioso camino in marmo su cui troneggia il ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia; nella “Sala San Marco” si trova un altro magnifico camino realizzato nel 1500 e con al centro lo stemma dei Visconti.
Dopo aver ammirato le bellezze di Piazza Motta vale la pena passeggiare per le strette viuzze che la circondano, chiuse al traffico e custodi di palazzi signorili di valore ma anche di negozietti locali e taverne tradizionali. Risalendo una via tortuosa, con una breve passeggiata si giunge al Sacro Monte di Orta, definito da Nietzsche uno dei luoghi “più suggestivi del mondo”. Progettato nel 1591 e dedicato a San Francesco d’Assisi, il complesso, che include 20 cappelle, si trova all’interno della Riserva Naturale Speciale, tra boschi di faggi e pini. 

L’isola di San Giulio

Orta San Giulio, gioiello del Lago D'Orta
Terminata l’esplorazione del borgo, si può passare alla visita dell’isolino San Giulio: qui si trova un ex seminario, oggi sede di un convento di suore benedettine di clausura. L’edificio fu costruito alla fine dell’800 sui resti del precedente castello medievale. Inutile dire che l’atmosfera che si respira sull’isola, circondata dai riflessi del lago e con i monti tutt’intorno che si specchiano nelle acque blu, è rarefatta e speciale. Basta uno sguardo d’insieme al borgo e al paesaggio circostante per capire lo straordinario valore storico ed artistico di questo gioiello del Lago D’Orta, un altro vanto italiano ed una meta perfetta per un weekend all’insegna della Bellezza tra arte e natura.

Ogni tanto, soprattutto per chi, come me, vive in città, essere trasportati nel passato è un toccasana per l’anima.

Per combattere la modernità che ormai domina indisturbata, con i suoi immensi palazzi  che sovrastano i cieli e si allungano sempre di più verso le nuvole, non c’è nulla di meglio di un borgo medievale.
Candelo è un piccolo paese in provincia di Biella. La caratteristica principale di questo luogo è la presenza del famoso Ricetto, una struttura medievale ancora completamente intatta. Si narra che in passato venne costruito per custodire i prodotti della terra dalle intemperie e dagli assalti esterni. Il suo stato di perfetta conservazione deriva infatti dalla sua utilizzazione principalmente come deposito più che come unità abitativa.
Si accede al Ricetto dalla piazza principale di Candelo (è un piccolo paesino quindi è impossibile non trovarla). La struttura è caratterizzata da una rua principale che consentiva il passaggio dei carri, e da circa 200 cellule che servivano per la conservazione dei viveri. La curiosa pendenza delle strade è dovuta alla necessità di far defluire le acque nei periodi piovosi.
Lungo il perimetro delle mura si affacciano numerose torri. La principale, quella da cui si entra nel Ricetto, è adiacente alla Casa del Principe, fatta erigere dal feudatario di Candelo, Sebastiano Ferrero, nel 1496.

Quello che più mi ha colpito è stato il religioso silenzio che si respira aggirandosi tra le rue. Il ricetto, ancora oggi, non è abitato e, al suo interno, se non gli avventori dei pochi ristoranti presenti, non si aggira anima viva. Avvolti nel silenzio sembra quasi di sentire i fantasmi del passato aggirarsi indisturbati, silenti padroni di un luogo di indiscussa importanza.

Durante l’anno l’ufficio del turismo locale organizza diversi eventi, soprattutto enogastronomici, per promuovere il territorio e valorizzare le opere architettoniche della zona.
Per visitare il Ricetto bastano un paio d’ore per cui consiglio di abbinare la visita ad uno degli eventi (http://www.prolococandelo.it/), ad una gita enogastronomica (consigliatissimo Il Torchio 1763 all’interno del Ricetto), o ad un’escursione sul vicino Lago di Viverone.

“Oggi tra le mie mura non si torchia più l’uva: un moderno museo racconta la storia del mio unico signore: il vino. Molte cose sono cambiate a Candelo in questi mille anni, eppure sembra che in me il tempo si sia fermato. Le mie rue hanno visto marciare soldati e contadini, oggi le mie torri indomite sono mute testimoni di un tempo che non è più, ma che pur vive.
Ho visto coloro che mi costruivano consegnare alle mie pietre la speranza di una vita migliore. Sono stato il custode della fatica, il forziere per i frutti del lavoro.
Io sono testimone del tempo, il guardiano di questa Comunità: ero Terra e mi sono fatto Paese.”  

(Testo tratto da “Il Ricetto di Candelo Terra e Paese – regia di Manuele Cecconello)


La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è un viaggio tra i paesaggi e i silenzi di questa regione collinare, lungo tranquille strade panoramiche, sentieri poco battuti e borghi pittoreschi.

Se come me pensavate che la Strada Romantica fosse solo tedesca, dovrete ricredervi! Nelle Langhe esiste un percorso che si snoda lungo 11 tappe selezionate e scelte per la bellezza del paesaggio e la magia delle atmosfere. Quasi 150 chilometri di strade silenziose che si aprono sul paesaggio collinare langarolo, una meraviglia che tutto il mondo ci invidia e che questo percorso vuole valorizzare portando il visitatore a scoprirne gli angoli più suggestivi.

Un viaggio nella natura e nei sapori delle Langhe

La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è concepita per offrire un’esperienza di visita originale,  rispettosa dei ritmi e dello spirito del territorio; i punti panoramici lungo il percorso si trovano in posizioni pensate per godere appieno del paesaggio che li ospita, sulla sommità di colline, di castelli o di torri, da dove lo sguardo può spaziare tra vigneti, boschi e montagne. Una serie di pannelli, che con la loro forma sinuosa ricordano le colline tutt’attorno, danno interessanti spunti di interpretazione del territorio e spiegano il tema assegnato ad ogni tappa, offrendo così una chiave di lettura originale e nuova per conoscere il territorio sotto tutti i punti di vista: storico, culturale, folkloristico e gastronomico.

Le tappe della Strada Romantica delle Langhe e del Roero

Vezzo D’Alba, oltre alla bellezza barocca della Chiesa di San Bernardino, permette di assaggiare il prodotto di eccellenza delle Langhe, il tartufo.

Magliano Alfieri ripercorre la storia del Roero e della potente Famiglia Alfieri, che qui fece edificare un imponente castello.
Dal tartufo di Alba ai vigneti di Neive il passo è breve e in questo tratto di itinerario lo sguardo si perde tra i dolci profili delle colline terrazzate a viti. E’ qui che nascono eccellenze italiane come il Barolo o il Dolcetto, e cosa c’è di meglio se non assaggiarli proprio dove vengono prodotti!
Le Langhe sono anche boschi, come quelli che ricoprono il territorio di Benevello, nell’alta Langa, belvedere naturale sulle vallate langarole.
Tra tante colline difficile pensare al mare eppure qui le spiagge della Liguria, anche se celate allo sguardo da alture e boschi, sono vicine e gli effluvi marini sono come un balsamo per queste terre. Del resto proprio per le Langhe passava l’antica Via del sale, che collegava la Riviera Ligure con l’entroterra piemontese.
Le orchidee sono un altro dei tesori delle Langhe, anche se meno conosciuto: sono 43 le specie che crescono nel langarolo e rappresentano quasi la metà dell’intero patrimonio italiano.
Nella Riserva naturale alle Sorgenti del Belbo, nei pressi di Camerana, si possono ammirare orchidee e tanti altri tipi di fiori: un’area di Langhe ancora poco conosciuta che regala belle escursioni nella natura.

lago di Viverone

Romantico, pittoresco e poco frequentato, il tranquillo lago di Viverone in Piemonte è la meta perfetta per una gita domenicale e una passeggiata rigenerante lungo le sue sponde.

Il lago ha sempre il suo fascino. Che sia nascosto da una tenue foschia, preso d’assalto da una pioggia torrenziale o illuminato dai raggi del sole. Amo il lago in ogni sua sfumatura e colore. Per fortuna vivo in una regione, la Lombardia, caratterizzata dalla presenza di diversi laghi che conosco ormai quasi a memoria e di cui vi parlerò in seguito.

Oggi voglio dedicare questo post ad una piacevole scoperta in quel del Piemonte: il Lago di Viverone.
E’ il terzo lago più grande del Piemonte a 230 metri sul livello del mare. La sua vasta superficie arriva a toccare sia la provincia di Torino (comune di Azeglio) sia la provincia di Biella (omonimo comune di Viverone). E’ uno di quei laghi semi sconosciuti che non vengono presi d’assalto da orde di turisti.
Il suo fascino risiede, appunto, nel suo essere incontaminato dal turismo se non in piccole, piacevoli, eccezioni.
Ho apprezzato particolarmente la passeggiata sul lungo lago dell’omonima cittadina di Viverone ricca di scorci interessanti resi spettacolari dalle cime innevate delle montagne all’orizzonte.

lago di Viverone
Mi sono letteralmente innamorata di questo luogo al tramonto, quando i tiepidi raggi di sole invernali spariscono all’orizzonte e l’aria diventa più rarefatta. Mi sono fatta cullare osservando i cigni incuranti del freddo incedere lentamente tra le increspature del lago. 
Lago di Viverone
In realtà la cittadina non offre molto durante i mesi invernali. Al contrario, durante la bella stagione la passeggiata si riempie di gente, colori e rumori. Bar e ristoranti all’aperto sono a disposizione degli avventori della domenica.
Essendo comunque una piccola passeggiata, è possibile abbinare la visita di Ivrea possibilmente durante il periodo del Carnevale dove tutte le contrade si vestono a tema e si preparano alla famosissima Battaglia delle Arance (che consiglio vivamente di vedere almeno una volta).

Carnevale di Ivrea
La piazza centrale di Ivrea in attesa dell’inizio della Battaglia delle Arance

Il Piemonte non è solo terra di città d’arte , dolci colline e borghi antichi ma anche di montagne meravigliose che regalano ambienti unici in ogni stagione dell’anno. 

Se amate l’alta quota, le montagne piemontesi sono una garanzia sia in inverno, quando le cime sono ammantate di neve, che in estate quando offrono una rigenerante pausa dalla calura della città. Le vacanze in montagna in Piemonte non deludono mai e rappresentano il mix perfetto tra natura e cultura.

Lungo la via della “Galassia bianca”

La “Galassia Bianca” è il comprensorio che abbraccia l’intero arco alpino piemontese e dove è possibile praticare tutti gli sport invernali: 53 stazioni sciistiche e oltre mille chilometri di piste! Proprio tra queste montagne si sono svolti i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006 che hanno lasciato una ricca eredità fatta non solo di impianti da record ma anche di strutture ricettive d’avanguardia ed accattivanti possibilità di shopping. 
Per chi non sa rinunciare all’adrenalina la scelta varia tra sci d’alpinismo, da fondo, snowboard, freestyle ma anche uscite con i cani da slitta, arrampicate sulle cascate di ghiaccio della Valsesia e passeggiate con le ciaspole e, per i più esperti, la scalata in eliski delle vette e ghiacciai meno battuti della Valsesia e della Val di Susa.
Le montagne del Piemonte sono il luogo ideale anche per i bambini: l’intero territorio è disseminato di asili-neve, di scuole sci con impianti appositi per i piccoli sciatori e di parchi divertimenti sulla neve. Tutto è pensato per insegnare ai bambini a sciare facendoli divertire!

Un patrimonio di parchi e riserve naturali

D’estate la neve lascia il posto a paesaggi multicolori e a valli fiorite profumate di frutti selvatici. Un patrimonio naturale immenso e giustamente tutelato con ben 160.000 ettari di territorio occupato da parchi e riserve naturali. 
Perché non approfittare di un last minute in montagna in Piemonte per portare i bambini a vedere da vicino marmotte, camosci, aquile, stambecchi e cervi nel Parco Nazionale del Gran Paradiso? Una meraviglia italiana che tutto il mondo ci invidia e una miniera di meraviglie naturalistiche da conoscere e approfondire.
Oppure si può visitare il Parco Nazionale della Val Grande, un museo a cielo aperto con antichissime incisioni rupestri. 
Nel Parco Naturale delle Alpi Marittime l’elemento distintivo è l’acqua : un insieme di torrenti, cascate e laghi ne fanno l’ambiente ideale per praticare canoa, rafting e hydrospeed.
Se invece la vostra passione è il trekking e amate camminare nella natura, non perdetevi il tratto piemontese della Via Alpina, ben mille chilometri di sentieri e mulattiere che dal Monviso si snodano fino alla Val Formazza. Ogni valle offre diversi percorsi e livelli di difficoltà e molti sentieri sono adatti anche per passeggiate in bicicletta o a cavallo. 

Un sentiero culturale lungo le Alpi

Le Alpi non sono solo natura, neve e divertimento, ma anche storia, architettura e cultura. Un’idea di visita interessante durante un soggiorno in montagna in Piemonte è un percorso che porti a scoprire alcuni dei tanti castelli e fortezze disseminati tra valli e pendii. Uno die più famosi è il forte di Fenestrelle, tra la Val Chisone e la Val Susa: una fortificazione di tre chilometri che si arrampica lungo il fianco della montagna che proprio per la sua struttura viene soprannominata “la muraglia piemontese”: si tratta infatti della maggiore fortificazione al mondo nel suo genere seconda solo alla Grande Muraglia cinese!
Nei pressi di Bardonecchia, il forte di Bramafam rievoca la storia alpina più recente: numerosi sono i cimeli qui custoditi tra cui armi, una ricchissima collezione di uniformi del Regio Esercito dal 1885 e la ricostruzione di una trincea della Prima Guerra Mondiale. Sulla strada del Monginevro si trova il forte di Exilles, tra le più imponenti e suggestive fortificazioni piemontesi.





Cascina Martina è un casolare dell’800 che sorge sulle colline di Dogliani, immerso tra i vigneti, i frutteti e noccioli delle Langhe. Il rustico, sapientemente ristrutturato mantenendo l’assetto originale e circondato da una cornice naturale unica, è il posto ideale dove trascorrere una vacanza all’insegna del sano movimento, della quiete e di sapori autentici.

L’Agriturismo Cascina Martina

Alessia ed Ettore vi aspettano per accogliervi nel loro mondo fatto di ritmi dolci e gesti antichi,
desiderosi di trasmettervi la passione per la loro terra e di aiutarvi a scoprirne storia e tradizioni.

L’antico casolare realizzato in pietra di langa si inserisce armoniosamente nel contesto naturale, assicurando pace e relax a stretto contatto con la natura circostante. Da qui è facile perdersi ad ammirare i lunghi filari di vigneti che corrono sulle colline delle Langhe o indugiare nella corte della cascina che invita ad una sosta rigenerante; tanti sono i dettagli che restituiscono il sapore antico di campagna e fanno sentire l’ospite subito a proprio agio, immerso nei colori, nei profumi e nelle atmosfere di un mondo rurale dove il tempo sembra seguire ritmi diversi, scandito dal susseguirsi delle stagioni.
La terra qui viene coltivata con i metodi classici, senza l’utilizzo di pesticidi e con il minimo impatto ambientale, e proprio grazie a questo costante impegno l’agriturismo ha ottenuto la prestigiosa certificazione Ecolabel.


La struttura

La Cascina dispone di 3 camere e 2 appartamenti, tutti dotati di servizi privati, allineati lungo i ballatoi fioriti e affacciati sulla corte centrale. Stanze e locali spaziosi che uniscono lo charme di mobili d’epoca al carattere originale del rustico, con legni, muri di sasso e soffitti a botte o con travi a vista. Ambienti caldi e di grande suggestione che assicurano un soggiorno comodo e rilassato.
I due monolocali sono perfetti per chi vuole più libertà e indipendenza: attrezzati con cucina, tavolo e divano letto, possono ospitare fino a 4 persone.
L’appartamento al pianterreno è dotato di caminetto funzionante e caratterizzato dalle grandi volte a botte in mattoni che sono state sapientemente recuperate.
L’appartamento al primo piano dispone di ampie vetrate affacciate sui vigneti, regalando suggestivi scorci sulle Langhe.
Completano l’offerta la connessione wi-fi gratuita, l’accesso attrezzato per disabili e la possibilità di portare i propri amici a 4 zampe!

Annesso alla Cascina c’è il Ristorante L’Acciuga nel Bosco, dove degustare i prodotti dell’agriturismo e i piatti della tradizione piemontese, preparati con la massima attenzione alla qualità della materia prima. I menu proposti interpretano la varietà culinaria della regione legata alla Via del Sale, l’antica arteria che collegava le Langhe al mare.

I prodotti della Cascina:

La vigna dell’agriturismo produce il Dolcetto D.O.C., tipico di Dogliani, corposo e dall’intenso color rubino, adatto per accompagnare qualsiasi piatto.
L’agriturismo coltiva anche le nocciole del Piemonte utilizzate nella preparazione di dolci e piatti tipici piemontesi.

La località:

Cascina Martina si trova nel cuore delle Langhe, una delle regioni collinari più amate ed apprezzate, che offre uno scenario naturale unico e straordinario. Vigneti a perdita d’occhio capaci di rinnovare la loro bellezza con il mutare delle stagioni, morbide colline su cui sorgono borghi e castelli che raccontano storie antiche.
Tanti sono gli itinerari storici ed eno-gastronomici che si possono percorrere attraversando la regione, alla ricerca di architetture e sapori che racchiudono le tradizioni di una terra feconda e la passione di chi si impegna ogni giorno per tenerle vive.
Le Langhe sono anche l’ambiente ideale per appassionati di trekking e cicloturismo, che qui potranno cimentarsi in percorsi di vari livelli di difficoltà.
A pochi chilometri di distanza da Dogliani sorgono Alba e Barolo, La Morra e Fagliano, i principali centri delle Langhe, famosi in tutti il mondo per l’eccellente qualità dei loro vini e dei formaggi.

Tante le attività all’aria aperta con cui potrete divertirvi durante il soggiorno: passeggiate a piedi o in bici tra boschi e vigneti, da soli o accompagnati da guide specializzate, visita di borghi e castelli, degustazioni di vino, passeggiate a cavallo, tiro con l’arco e rigeneranti nuotate nelle piscine poco distanti.
Se amate i mercati locali e i mercatini delle pulci, Alessia ed Ettore mettono a disposizione un calendario sempre aggiornato con tutti gli eventi della zona: potrete così gironzolare per le bancarelle di qualche borgo assaporando il gusto della vita di paese e perdervi tra gli oggetti più stravaganti e bizzarri legati ai ricordi di un tempo.

Prezzi:

Camera singola: da 60€ con colazione
Camera doppia: da 75€ con colazione (prezzo per due persone)
Monolocale: da 80€ (colazione su richiesta)

I bambini sotto i 5 anni non pagano il pernottamento

Per info e prenotazioni:   http://www.cascinamartina.net/

Borgata Martina,12 terza salita
12063 Dogliano (CN) Piemonte Italia
Telefono: + 39 0173 72 12 39 

Email: cascinamartina@yahoo.it


©RPBW ph. Enrico Cano
Che il Lingotto di Torino, ex stabilimento FIAT, fosse stato trasformato nel corso di un ventennio in un moderno spazio polivalente già lo sapevo e ve l’avevo raccontato qui. Quello che non sapevo è che tra le tante e stimolanti proposte culturali che il centro offre ce n’è una in particolare che si distingue per valore e prestigio. Sto parlando della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli , situata all’interno di una avvenirista struttura in acciaio e vetro sospesa sul tetto del Lingotto.

©Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli Ph. Massimo Listri 

L’architetto che l’ha progettata, niente meno che Renzo Piano, l’ha chiamata lo “scrigno” e a giudicare dalle opere che conserva al suo interno direi che mai nome poteva essere più appropriato: 25 straordinari capolavori d’arte che spaziano dal ‘700 al ‘900. Al di sotto di questa struttura sospesa, la Pinacoteca si sviluppa su altri cinque piani che accolgono mostre temporanee, una sala consultazione, un centro didattico, uffici e un bookshop. Un vero centro culturale per tutti gli appassionati d’arte, com’era Giovanni Agnelli che ha fortemente voluto questa Pinacoteca e ha personalmente selezionato le opere in essa contenute per regalare a Torino un qualcosa che potesse dare lustro e prestigio internazionale alla città.

Basta dare uno sguardo all’elenco di opere pubblicato sul sito per rendersi conto dello straordinario valore artistico della collezione: tele di Canaletto, Manet, Renoir, numerosi Matisse, Modigliani, Balla, Severini e persino due Picasso, oltre a due statue del Canova.

La Pinacoteca organizza anche numerose ed interessanti mostre temporanee e attività rivolte non solo ad esperti ma anche a giovani e famiglie: workshop e visite guidate per avvicinare anche gli utenti meno esperti al mondo dell’arte.
I nomi degli autori esposti non hanno bisogno di altri commenti, non resta che andare di persona a vedere questo prezioso scrigno d’arte e cultura!
Ancora una volta Torino sa sorprendere!

Info per la vista
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
via Nizza 230/103 10126 Torino
tel 011 0062615 fax 011 0062115
Orari: Martedì – Domenica 10-19



Arriviamo al Ristorante Il Vecchio Mulino, poco fuori dal centro di Valdengo nel biellese, all’ora di pranzo, ultima tappa di #biellastoria prima di riprendere la strada di casa. Stanchi ma felici per le tante persone incontrate nei due giorni di tour e i tanti meravigliosi posti scoperti, veniamo accolti in un’atmosfera di fiaba. L’edificio che ospita il ristorante sembra davvero uscito da un libro di racconti tanto è bello, un mulino circondato da valli e colline.
Da fuori l’impatto è notevole, una magnifica casa ristrutturata con l’enorme ruota in legno del mulino. Ma la sorpresa più grande ci aspetta dentro, dove due simpatiche e sorridenti ragazze ci accolgono in abiti medievali. Il Vecchio Mulino ha voluto farci pranzare in una perfetta atmosfera medievale con tanto di menu a tema. La stanza a noi riservata è deliziosa, rustica e accogliente con romantici cuori in legno che pendono dai lampadari.
Incuriosita visito le altre sale scoprendo che ogni ambiente ha una sua propria ambientazione, così che il ristorante si può prestare alle diverse esigenze: dalle cene con amici e romantici tete à tete fino a cerimonie importanti.
La sala mughetto per esempio, candida e immacolata con tavole perfettamente preparate con calici e candelabri, nella sua sobria eleganza è ideale per una cerimonia intima.
La mia preferita è la colorata sala fiori, dai toni lilla, spiritosa e curata nei minimi dettagli.
Il menu ci porta alla scoperta di antichi sapori medievali con la degustazione dei “maccheroni di Bengodi”, citati addirittura dal Boccaccio in una delle sue novelle, che in realtà sono degli gnocchi, ovviamente senza patate dal momento che queste nel medioevo ancora non esistevano in Europa!
A seguire un delizioso pollo al limone e per finire un classico, la Torta Palpiton, dolce tradizionale dei sapori biellesi.

Il Vecchio Mulino propone ogni domenica sera menu regionali (ogni settimana una regione diversa) a buffet a  prezzi imbattibili, per una bella serata all’insegna della buona cucina in un ambiente accogliente.

Il Vecchio Mulino 
Via Dante Alighieri 2 – Valdengo
email: vecchio-mulino@alice.it
tel. 015 881477
chiuso il lunedì e il martedì
orari: dalle 10 alle ore 2
www.il-vecchio-mulino.it

Il colpo d’occhio dall’alto della Torre Osservatorio è fantastico, una distesa di tetti in tegole rosse e intorno campagna e colline a perdita d’occhio.
Siamo nel Ricetto di Candelo, un bellissimo borgo medievale pochi chilometri fuori Biella, prima tappa del nostro blog tour #biellastoria.
Scesi giù, entriamo nel borgo dalla maestosa Torre Porta, un tempo provvista di ponte levatoio, e ci inoltriamo per le strette viuzze acciottolate, le rue come le chiamano qui , lungo le quali si affacciano gli oltre duecento edifici dalle facciate in ciottoli e mattoni rossi; magnifici scorci di medioevo che qui sembra essersi cristallizzato, lasciando tutto com’era nel XIII secolo, quando il Ricetto fu costruito.

In realtà le case sono granai, e tutto il Ricetto (dal latino “receptum” – rifugio, asilo) è un enorme ricovero costruito dal popolo per difendere i beni della comunità, vino e altri prodotti della terra, e un luogo dove rifugiarsi in caso di pericolo. Fu proprio il fatto di non essere mai stato usato come abitazione ad aver conservato questo gioiello medievale, arrivato intatto fino a noi, a raccontarci di un’epoca antica.

Se si ci si ferma ad osservare le lunghe vie silenziose sembra quasi di vedere passare i carri carichi di uva – ne entravano ben cinquemila ad ogni vendemmia – le donne portare i secchi pieni d’acqua e gli uomini incamminarsi verso le cantine, che dopo il tramonto diventavano un luogo di ritrovo dove chiacchierare, tra botti pieni di vino e profumo di mosto.
Oggi le quasi duecento cellule del Ricetto di Candelo sono per lo più private, alcune ospitano ristoranti, piccoli negozi  o botteghe di artigiani. Quelle di proprietà comunale sono invece sede di un Sistema Museale che organizza diverse mostre e feste nell’arco di tutto l’anno.
 La nostra preparatissima e simpaticissima guida Elisabetta, della Pro Loco di Candelo, ci porta alla scoperta del Ricetto attirando la nostra attenzione su particolari come portoni, stipiti e pietre intarsiate e svelandoci  i segreti e gli intelligenti stratagemmi costruttivi che permettevano la perfetta conservazione delle provviste in un’epoca in cui non esistevano sistemi di raffreddamento.
Girovagando per le vie del borgo, rapiti dalla suggestione del posto, incappiamo in due singolari personaggi, che sembrano essi stessi appartenere ad un tempo passato; la prima è una pittrice che dipinge su seta: il suo atelier, pieno di stoffe, pennelli e colori, mostra quadri dai soggetti più vari e bellissimi foulard dipinti a mano. Rimango affascinata osservando le sue mani sicure tracciare linee e colori sulla seta.  Appena usciti dall’atelier veniamo attirati da un altro singolare personaggio dai capelli lunghi e l’aria hippie: è un liutaio. Entro nella sua bottega e subito mi sento inebriata dal profumo intenso di legno appena tagliato e di vernice fresca, odori che mi ricordano la mia infanzia quando giocavo nella bottega di falegname di mio padre. Mi perdo a guardare lime, seghetti e  oggetti dall’aria a me familiare, quando una musica dall’esterno attira la mia attenzione: è il suono della ghironda, un antico strumento medievale usato dai viandanti, che emette una musica allegra, simile a quello della cornamusa, che parla di balli popolari e tempi antichi.

Godendomi il piccolo concerto improvvisato, mi guardo intorno, osservo i muri possenti delle case, la trama colorata dei mattoni, i ciottoli sul selciato e penso a come sia strano che un posto tanto meraviglioso, un gioiello medievale così perfettamente conservato, sia in realtà ancora poco conosciuto ai più, pur essendo certificato come uno dei Borghi più belli D’Italia ed insignito di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Ascolto le parole degli esponenti della Pro Loco , di chi impegna tempo ed energie per mantenere inalterata la bellezza del borgo, per organizzare mostre ed eventi che lo promuovano  oltre i confini del Piemonte, e comprendo il loro desiderio di far capire come un tesoro di tale valore debba essere salvaguardato e preservato, e questo si può fare solo con l’aiuto di tutti.

Prossimamente il Ricetto ospiterà Artigiani D’Italia, dal 25 al 28 Aprile, un’esposizione dell’artigianato d’eccellenza: quale occasione migliore per visitare il Borgo!
Il mio consiglio è di farsi accompagnare nella visita da una delle esperte guide turistiche contattando la Pro Loco di Candelo, per poter assaporarne al meglio la storia e le atmosfere medievali. 
Lasciatevi tentare dalla magia del Ricetto, scoprirete un angolo d’Italia di incredibile bellezza, credetemi!

Panorama di Biella – Foto Sphimm’s Trip

Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento soddisfatta, felice per qualcosa di bello e nuovo che mi è successo!
Il nuovo e bello in questo caso sono il partecipare al primo blog tour auto prodotto; da domani parte #biellastoria, un blog tour ideato e organizzato dagli amici Gian e Lele di Sphimm’s Trip, che, reduci da un tour a Ivrea organizzato da Turismo Torino, hanno pensato di replicare questo modello di iniziativa per promuovere il loro territorio, il biellese.

Un progetto ardito per due ragazzi senza nessun mezzo o aggancio particolare se non il loro blog e un grande entusiasmo. E’ così che dal niente i due super-blogger sono riusciti ad attirare l’attenzione di albergatori e ristoratori della zona che si sono prestati ad accogliere 15 blogger pronti a lanciare in rete le bellezze di Biella a suon di tweet, messaggi facebook, foto in instangran e chi più ne ha più ne metta.

Questa è una nuova frontiera di turismo 2.0, iniziative auto prodotte di rilancio e promozione di quei territori più snobbati dal turismo organizzato ma che hanno tante bellezze, culturali artistiche e non ultime gastronomiche da far conoscere. Una perfetta sinergia tra chi ha da offrire servizi di accoglienza e chi può promuoverli in maniera semplice, diretta e potentissima attraverso la rete, verso utenti e lettori iper-percettivi, desiderosi di venire in contatto con destinazioni nuove.
Credo che l’iniziativa di Gian e Lele meriti una lode, non solo per l’innegabile capacità organizzativa, ma per l’avere saputo creare dal nulla, senza mezzi spettacolari ma solo con la forza del loro contagioso entusiasmo, qualcosa di concreto; hanno saputo promuovere, coinvolgere, rendere partecipi tutti noi blogger, diventando un ponte tra noi e la gente del biellese, galvanizzando tutti a tal punto che adesso, a poche ora dall’inizio, tramite la rete l’eccitazione è palpabile, vera, sincera: un turbinio di tweet che mostrano la voglia di incontrarsi, parlare e scoprire Biella!
Con questo progetto la rete non è solo un immenso oceano di informazioni vorticose ma diventa mezzo di incontro vero, reale, capace di fare qualcosa di concreto.Se noi italiani riuscissimo più spesso ad essere così produttivi con pochi mezzi, contando solo sulle nostre forze e su un grande entusiasmo, forse staremmo tutti meglio.
Ecco, stasera mi sento fiera e onorata di far parte di un progetto così bello!
Grazie a Gian e Lele e mille di questi  #biellastoria a tutti i miei compagni di avventura!
Biella arriviamo!!!!!

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