I MoonBoot® , i famosi stivali doposcì italiani, saranno esposti nella mostra “Items: Is Fashion Modern?” al MoMa di New York.

Si tratta di un importante riconoscimento per un oggetto che negli anni ha saputo affermarsi come icona di moda e di stile. Il successo dei MoonBoot® è stato tale  da diventare sinonimo dell’accessorio stesso (privilegio riservato a pochi prodotti!). (altro…)


Situato nell’ala napoleonica di Piazza San Marco, il Museo Correr custodisce le sale regali dove soggiornò l’imperatrice d’Austria Sissi.

Ci vuole almeno mezza giornata per vedere tutto il museo tante sono le collezioni che conserva.
Dagli ambienti sfarzosi dove soggiornò Sissi alle sale che conservano capolavori d’arte, il Museo Correr è una perla di Venezia incredibilmente poco frequentata. Mentre nel vicino Palazzo Ducale i turisti fanno la fila per entrare, qui si sale indisturbati lungo l’ampia scalinata che introduce agli ambienti napoleonici.
Un viaggio nella Venezia regale! Pronti? Via!

(altro…)


Palestrina e Anagni sono le stelle più fulgide della campagna romana. In un territorio già ricco dal punto di vista naturalistico e culturale, le due cittadine vantano un patrimonio archeologico e artistico unico. 

Vicine a Roma ma abbastanza distanti da far dimenticare il caos della capitale, Palestrina e Anagni ammaliano il turista con il quieto ritmo della campagna e lo splendore dei loro tesori. Dall’archeologia all’arte medievale, il patrimonio artistico delle due città nulla ha da invidiare ai fasti di Roma. (altro…)


 Un percorso nel cuore di New York City che tocca i musei più importanti, veri templi moderni di arte e cultura.

New York è una città che offre infinite possibilità di visita. C’è chi la sceglie per lo skyline, chi per lo shopping, chi per i musei e chi per immergersi nella frizzate atmosfera dei suoi quartieri più trendy.
L’arte è tra tutti uno dei motivi principali per visitare la Grande Mela. I suoi musei raccolgono alcune delle più preziose collezioni al mondo

(altro…)


E’ stato da poco inaugurato a Vicenza il Museo del Gioiello, uno spazio museale permanente di oltre quattrocento metri quadrati con una collocazione d’eccezione, la Basilica Palladiana.

Non è un caso che proprio a Vicenza apra un museo dedicato al gioiello, essendo la città da sempre centro d’eccellenza nella gioielleria ed oreficeria, settori in cui è riconosciuta come hub mondiale grazie alla manifestazione triennale di VicenzaOro.
Il museo offre un viaggio nell’estetica del gioiello, raccontando la storia di un oggetto antichissimo e profondamente radicato nella cultura umana. 
Il cuore del museo conta nove sale espositive che accolgono circa quattrocento gioielli e accompagnano i visitatori lungo un viaggio nel tempo e nelle culture: in esse vengono illustrate tutte le simbologie e funzioni assunte dal gioiello in una narrazione che non segue un filo cronologico quanto tematico.
Le opere esposte avranno una rotazione biennale, rendendo di fatto l’esposizione un divenire ed un luogo da visitare con continuità anche per i vicentini, per seguire nel tempo l’evoluzione del ruolo del gioiello all’interno della società.
Ecco in dettaglio i contenuti delle nove sale espositive:
Museo del Gioiello – Credits by Cosmo Laera

Simbolo

Il gioiello come simbolo che trasmette sensazioni e significati precisi quanto soggettivi: da simbolo di amore, come la fede nuziale; a simbolo di memoria, di fede, politico, di appartenenza o in generale simbolo di identità. Interessante la storia dell’ornamento da testa che, col passare dei secoli, assume la forma della corona, poi declinata in diademi e bandeau appannaggio dell’alta società.

Futuro

La sala dedicata al futuro mostra i possibili sviluppi futuri del gioiello, interrogando gli stessi visitatori sulla questione. Quattro sono i temi conduttori: pelle, esposizione, dimensione e particelle. Questi temi tentano di mostrare come il settore della gioielleria stia aggiornando le tecniche di produzione e utilizzi nuovi materiali. 

Arte

Il gioiello non solo come monile ma come pezzo d’arte, dotato di una plasticità oggettiva che si affianca alla scultura. Le opere esposte mostrano i linguaggi di espressione del gioiello artistico nel Novecento.
Museo del Gioiello – Credits by Cosmo Laera

Bellezza

Questa sala è dedicata ai gioielli di manifattura italiani esponendo i prodotti di un artigianato d’autore e d’eccellenza. La Sala della Bellezza contiene soltanto collier, gioielli vicini al cuore a cui la bellezza vuole parlare. Grandi opere di maestri indiscussi dell’arte artigiana della gioielleria, capolavori che fanno brillare gli occhi e lasciano senza fiato.

Design

Il gioiello come idea, che poi viene forgiata e resa materia. Sei esempi storici di gioielli (semi) industriali creati da designer d’eccezione.

Funzione

Una sezione curiosa che presenta i gioielli funzionali, come fibbie di chiusura, bottoni, stringhe di scarpe e persino anelli-coltello. Evolvendosi con la società i gioielli funzionali sono in continua trasformazione, e per tale motivo vengono anche studiati nelle indagini antropologiche.

Icone

Icona come “l’immagine” che si arricchisce di un valore simbolico ed evocativo. La sala presenta opere delle oreficerie Castellani che, oltrepassati i limiti della moda, sono divenute vere icone di stile e di eccellenza. I gioielli qui selezionati sono testimonianza di una straordinaria produzione. Accanto a gioielli ottocenteschi, sono esposti alcuni preziosi etruschi e romani provenienti dagli scavi di Cerveteri, Vulci e Roma, frutto del collezionismo dei Castellani che li usarono anche come modelli nelle loro creazioni.

Magia

La sala presenta amuleti che raccontano stralci di antica vita quotidiana quando questa era legata alla magia, all’invocazione scaramantica o religiosa. L’uso dei metalli preziosi rafforzava il potere dell’amuleto perché i metalli riflettono la luce e respingono i raggi malèfici. 

Moda

La sala presenta il bijou, ovvero l’ornamento per la moda copia del modello di gioiello vero, un concetto che nasce in Francia nella prima metà degli anni ‘20; presto il bijou acquista valore proprio e si stacca dal gioiello di valore per diventare autonomo, desiderato come il prezioso. In questa sala sono esposti vari stili del bijou del XX secolo e l’evoluzione delle sue forme.

L’Internationales Maritimes Museum di Amburgo. Per gli amanti del mare, ma non solo. Anche per chi è affascinato da velieri e dai viaggi dei primi avventurieri e vuole scoprire di più sulla storia delle scoperte marittime. O semplicemente per chi ama i musei ben fatti, quelli che riescono a sviscerare un argomento in ogni sua sfaccettatura, rispondendo a tutte le domande che vengono in mente; quelli dove trascorrere ore dedicate al sapere, immersi nel silenzio.
E’ proprio questo tipo di esperienza che mi ha regalato L’Internationales Maritimes Museum, dove mi sono concessa il lusso di dedicare una mezza giornata del mio tempo all’approfondimento della conoscenza del mare e della navigazione, argomento di cui sapevo poco. 
Il museo è ospitato all’interno di uno degli edifici in mattoni rossi del quartiere di Speichrstadt, affacciato sulla nuova HafenCity.
10 piani di esposizione, la più vasta collezione privata del genere, suddivisa per temi e periodi storici, un percorso lungo, preciso, coinvolgente che parte dai primi naviganti e viaggi transoceanici e ripercorre l’evoluzione delle tecniche di costruzione e gli strumenti di navigazione. Mentre si osservano i minuziosi modelli di velieri si sente il mormorio del mare, lo sciabordio delle onde, un dolce suono che accompagna lungo tutto il percorso. 
Certo un museo dedicato al mare non poteva avere sede migliore di Amburgo, la città Anseatica, che ha costruito il suo passato proprio sul porto e sulla navigazione.

Storie di navi e naviganti

I primi naviganti 
Il primo piano è uno di quelli che ho apprezzato di più perché è dedicato alla storia della scoperta del mondo. Accanto ai busti dei grandi navigatori come Colombo, Vasco de Gama e Magellano, si possono ammirare copie di antichi compassi e quadranti, glis trumenti che guidarono i loro sogni e il loro istinto, portandoli verso mete destinate a cambiare i confini del mondo.
Proprio qui si trova una degli highlight del museo, e non solo per i bambini: la ricostruzione con i pezzi di Lego (quasi un milione di pezzi!) della Queen Mary 2: strabiliante!

Modello di veliero
Il protagonista del secondo piano è il vento, la forza che per lunghi secoli sospinse velieri di ogni dimensione e forma alimentando la sete di conoscenza dei navigatori. Il museo propone modelli in scala di triremi greci, navi vichinghe fino ai velieri del XX secolo; osservando le decine di modelli pare di vederli davvero navigare a vele spiegate. Bellissimo anche l’enorme veliero sospeso nel vuoto al centro della sala: se salite le scale, potrete vederlo stagliarsi contro l’immagine del mare in tempesta e avrete davvero l’impressione di osservarlo mentre affrontala forza impetuosa dell’oceano (foto in alto).
L’esposizione continua con il terzo piano interamente dedicato alle tecniche di costruzione delle navi, da quelle antiche alle più moderne. E ancora ricostruzioni fedeli di alcuni ambienti, come la cabina del capitano di un antico veliero, uniformi, armi, medaglie.
Appassionanti battaglie navali di tutti i tempi sono narrate con dovizia di particolari al quinto piano mentre il sesto è interamente dedicato alla storia delle navi passeggeri, dalle prime gloriose navi da crociera ai moderni hotel galleggianti che oggi accolgono turisti da ogni dove. 
Dopo un ulteriore approfondimento sulle esplorazioni marine e una vasta collezione di dipinti sul tema nautico, l’ultimo piano è il paradiso dei collezionisti: centinaia di migliaia di piccoli modelli di navi di ogni forma e colore esposti in teche di vetro, c’è di che perdere gli occhi!
Insomma, un museo davvero ben fatto, che permette un approccio alla storia del mare per chi ne è digiuno, o un interessante approfondimento per chi già la conosce. Che vi piacciano i velieri, le storie di avventurieri e pirati o amiate i paradisi sommersi e la forza del vento, all’Internationales Maritimes Museum troverete di certo qualcosa che catturerà la vostra attenzione e vi farà viaggiare a ritroso nel tempo.
Buona navigazione!


Dennis Severs’ House è una delle attrazioni più particolari e ancora poco conosciute di Londra, una vera chicca per approfondire la conoscenza della città e immergersi nella sua storia. 
Si tratta di una casa museo che permette di fare un viaggio indietro nel tempo e rivivere le atmosfere londinesi del XVIII e XIX secolo, grazie ad un’ambientazione curata in ogni minimo dettaglio.

L’idea venne al collezionista americano Dennis Severs che, arrivato a Londra nel 1967, acquistò un’antica dimora ottocentesca al 18 di Folgate Street, vicino all’ Old Spitalfields Market, e decise di ristrutturarla secondo lo stile dell’epoca. La particolarità della Dennis Severs’ House e ciò che la rende unica è che le stanze non devono solo essere guardate ma i visitatori sono invitati ad avvicinarsi agli oggetti esposti, per osservarne i dettagli e viverli da vicino. 

 
Una delle stanze della Dennis Severs’ House

A concorrere a ricreare l’atmosfera della Londra ottocentesca non sono solo gli arredi ma anche gli accessori, i vestiti esposti e persino i cibi che imbandiscono le tavole. 
La casa conta dieci stanze suddivise in tre piani dove è possibile fare un vero viaggio sensoriale e tridimensionale ascoltando i rumori della casa e dell’esterno come scricchiolii, passi, suoni di campane, gli zoccoli dei cavalli  e persino le voci degli inquilini, come se ancora ci vivessero dentro. Non il solito museo quindi ma una vera esperienza di storytelling che aiuta a immergersi  nella storia e nel costume dell’epoca grazie al coinvolgimento di più sensi!
La visita dura circa 45 minuti e va prenotata con anticipo; molto suggestive le visite serali quando gli ambienti sono illuminati dalla fioca luce delle lanterne e dai caminetti.
Per il periodo natalizio la Dennis Severs’ House sfoggia meravigliosi addobbi che la rendono un luogo ideale per calarsi nello spirito del Natale dell’800!

Informazioni sulla visita

 
Visite: dal lunedì al mercoledì, dalle 18:00 alle 21:00  – prezzo £14/adulto
Ogni Domenica dalle 12:00 alle 16:00 – prezzo £10/adulto
Durante il periodo natalizio il biglietto d’entrata costa 17£/adulto

 

La visita va prenotata in anticipo attraverso il sito http://www.dennissevershouse.co.uk/

Il Museo del Giocattolo di Zagarolo esplorato e spiegato da Valentina Nera, Guida Turistica di Roma e Provincia.

Spesso nelle definizioni del termine giocattolo si fa esclusivamente riferimento ai bambini, poiché di fatto riuscire ad identificare il termine con poche parole è davvero complesso.
Il giocattolo appartiene ad ogni persona, ad ogni cultura, ad ogni società indipendentemente dal grado di ricchezza, sviluppo o democrazia. A chi non è capitato di vedere al telegiornale o in qualche documentario immagini di bambini a qualsiasi latitudine intenti a realizzare qualcosa con cui giocare. A onor del vero però va anche precisato che nei popoli cosiddetti industrializzati, moderni, occidentali, i bambini e non solo hanno perso in larga parte questo stimolo alla manualità, alla realizzazione dei propri giochi, forse perche qui si trovano nei supermercati, nei negozi specializzati e non solo, belli luccicanti ed imballati, che attirano e chiamano a sé, ovviamente quando non si ha già in mente un I-Padma questa è tutta unaltra storia.

Nella Città di Zagarolo in provincia di Roma, è nato nel 2005 il Museo Demoantropologico Regionale del Giocattolo, che ha ampliato progressivamente le proprie collezioni fino a diventare oggi, sia per il numero di oggetti presenti, sia per lampiezza degli spazi espositivi, il Museo del Giocattolo più grande dItalia, e uno dei maggiori in Europa. È ospitato allinterno del Palazzo Ducale, nella zona del vecchio castello medievale.

Entrando nel museo farete un lungo passo allindietro, da intendersi sia come memoria personale, sia collettiva. Si passa da giochi semplici composti da materiali comuni e poveri, fino ad approdare alla nascita della plastica, invenzione rivoluzionaria che ha stravolto la metodologia produttiva, permettendo di abbassare i prezzi dei giocattoli, ma al contempo non ha impedito che perdessero parte del loro fascino eterno.
 Sarà possibile ripercorrere le tappe del Corriere dei Piccoli, nato nel 1908, uscì per la prima volta il 27 dicembre come supplemento del Corriere della Sera.
Tra le cose più interessanti è doveroso citare La sala dei giochi a cascata, ovvero quei giochi dal piano reclinato, antenati dei moderni flippers, presentano in alcune varianti lo sfondo con la cartina italiana, con i confini e la toponomastica dellepoca. Rilevante è il Plastico di 25mq esposto nella Sala XI che rappresenta un impianto ferroviario degli Stati Uniti degli anni 30.
Particolarmente curata è la sezione dedicata allautomobile, mezzo che ha rivoluzionato la vita del Novecento, permettendo di accorciare le distanze e visitare luoghi fino ad allora considerati lontani, nel gioco ha assunto  la valenza simbolica di viaggiare innanzitutto con la fantasia.

Un consigliopartite dalla fine del percorso poiché anche se stravolgerete la componente cronologica, arriverete pronti per poter ammirare limponente raccolta della Sala del Trono; qui sono individuabili cinque aree tematiche: la città e le architetture, il tempo libero, giochi allaperto, giochi di guerre e le giostre. Nelle teche di questa sala si possono osservare i Giochi didattici, particolarmente voluti dalla Montessori sono concepiti a metà tra lattività ludica e quella di apprendimento, tra quella di svago e quella di crescita.
Il museo ha come scopo principale quello di offrire al pubblico di tutte le età, occasioni di approfondimento e interazione con il GIOCATTOLO, nella sua forma più evocativa e affascinante. Soltanto se riuscirete ad annullare lesterno e a farvi coinvolgere completamente vedrete il boa che digerisce lelefante e non un cappello!
Lasciati guidare
Guida Turistica Roma e Provincia
Tessera n°4192

E-mail valenera@hotmail.it; Tel. 3339841466. 



 Un viaggio non solo a ritroso nel tempo ma anche alla riscoperta delle nostre radici, è quello che il visitatore si appresta a fare all’interno del MeM, la sezione del Galata dedicata alle migrazioni sia italiane, iniziate alla fine del 1800, ma anche quelle moderne. Non vi nascondo che è stata un’esperienza meravigliosa,emozionante ed istruttiva. Qui ho toccato con mano la disperazione di tante famiglie nostre compatriote, costrette a lasciare le proprie terre per fare fortuna altrove. A volte andava bene altre invece ad attendere queste persone era la morte. 1200 metri quadrati di esposizione per oltre 40 postazioni multimediali, ed è proprio da una di queste postazioni che inizia il viaggio nella memoria: uno schermo interattivo vi permetterà di scegliere alcune lettere (recitate da attori vestiti con abiti del tempo) che i migranti italiani scrivevano ai loro cari rimasti in patria. Subito dopo entrerete nel cuore del museo, ma prima vi verrà consegnato il vostro passaporto (necessario per interagire nelle varie postazioni) da migrante e il biglietto d’imbarco che vi consentirà di salpare per New York!

Tutta la sezione è suddivisa per stanze ognuna delle quali ricrea l’intero percorso che dovevano affrontare gli emigranti (circa 29 milioni di italiani tra il 1861 e il 1961). Si inizia con la chiamata, della quale ho parlato poco fa, e si prosegue con la ricostruzione della Stazione Principe, infatti da qui partivano moltissimi migranti.. Si inizia con la chiamata, della quale ho parlato poco fa, e si prosegue con la ricostruzione della Stazione Principe  punto di partenza di circa 29 milioni italiani tra fine ‘800 ed inizio ‘900. Una scenografia bellissima: le facciate tutte colorate, le botteghe, i vicoli, una scuola, sembra davvero di passeggiare nella città vera! Ma ora è giunto il momento dell’imbarco che sarà preceduto dal controllo del biglietto e del passaporto: qui un doganiere virtuale vi dirà chi siete e da dove venite. La vostra però non sarà un’identità inventata, ma apparterà veramente ad uno dei venti italiani di cui è stata ricostruita la storia! A questo punto sarete pronti ad imbarcarvi, e lo farete percorrendo una passerella in legno. Il piroscafo “Città di Torino” è ricreato alla perfezione: la sala bagagli, le cuccette separate per uomini e donne (sedendosi su alcuni letti appositamente segnalati, ascolterete canti e parole dei migranti), i bagni e anche l’infermeria. Infine “sbarcherete” nelle tre destinazioni principali:  La Boca (Argentina), una favela brasiliana ed Ellis Island.
La Boca è coloratissima e molto ligure! Infatti le case furono dipinte proprio con i colori utilizzati per le navi e le barche. Una cosa che ho imparato al MeM è la grande presenza italiana in Brasile favorita dallo Stato Federale di San Paolo che aveva bisogno di molta manodopera dopo l’abolizione della schiavitù. Infine la migrazione odierna che copre gli ultimi 40 anni. Qui potrete vedere anche il barcone di Lampedusa, una delle prime imbarcazioni che portarono nel nostro paese tanti profughi. Fotografie e filmati poi vi accompagneranno lungo tutto il percorso. Ma non è tutto al terzo piano c’è anche la ricostruzione del ponte di un piroscafo, e potrete manovrare il timone e far finta (grazie a varie proiezioni) ad esempio di oltrepassare lo stretto di Gibilterra. Incredibile poi è la ricostruzione del sommergibile Nazario Sauro (ormeggiato proprio di fronte al Galata) ricreato appositamente per tutte quelle persone alle quali l’accesso al sommergibile vero e proprio è vietato per motivi di sicurezza ( quitutte le info).

Cosa mi resta della visita al Museo? Una gran voglia di rivisitarlo al più presto per cogliere tutte quelle sfumature che possono essermi sfuggite la prima volta e poi il panorama su Genova che si gode dalla terrazza Miradorvarrebbe da sola il prezzo del biglietto.

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre, forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Se si continua a utilizzare questo sito web senza cambiare le impostazioni dei cookie o si fa clic su "Accetto" di seguito, si acconsente a questo. Per informazioni su come disabilitare i cookie, leggere l' Informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi