Bagni di vapore, massaggi all’olio di Argan, gommage al sapone nero e immersioni in vasche profumate con petali di rosa: un viaggio a Marrakech può diventare l’occasione per sperimentare gli hammam marocchini. In città ce ne sono tantissimi, dai più popolari ai più lussuosi.

Oltre alla visita della Medina, un’esperienza molto bella a Marrakech è provare uno dei tanti Hammam, che qui sono una vera istituzione!
La scelta è vasta e spazia dai bagni più semplici a veri templi del benessere ospitati in prestigiosi riad e avvolti in atmosfere da mille e una notte. Che vogliate provare l’esperienza di un bagno di vapore popolare o regalarvi ore di realx in ambienti prestigiosi, Marrakech è il posto giusto per sperimentare il rito dell’hammam.

Gli hammam popolari

L’hammam Ziani è uno dei più economici e più frequentati di Marrakech. All’ingresso vengono forniti ciabatte e teli ma trattandosi di un luogo ad alta frequentazione e non di lusso, il mio consiglio è di portarsi asciugamani propri.  La zona uomini e donne è separata, quindi se siete in compagnia del vostro compagno dovrete dividervi per l’intero tempo di permanenza.
All’ingresso un inserviente vi accompagnerà nello spogliatoio fornito di armadietti, dove potrete lasciare le vostre cose (evitate di arrivare con oggetti di valore o molto denaro, portate il minimo indispensabile).
Il trattamento inizia con il bagno turco, dove verrete lasciati per un po’ a sudare; si passa poi al gommage con il sapone nero, tipico del Marocco, che aiuta a detergere la pelle in profondità. Dopo un’altra seduta di bagno di vapore, segue lo scrub e poi un rigenerante massaggio con olio di Argan, altro prodotto tipico del Marcocco, alla fine del quale vi sentirete rinati! Il ciclo si completa con un periodo di rilassamento in una sala in penombra dove vi verrà servito del te alla menta.
Il tutto per un costo che si aggira attorno ai 25€. 
Se volete provare l’esperienza di un hammam marocchino senza spendere troppo, questo è il posto giusto, evitando magari le ore di punta quando il brusio all’interno può diventare fastidioso.

Les Bains de Marrakech

Un posto decisamente meno popolare e più di classe, un salto di qualità (e di prezzo) rispetto al primo, Les Bains de Marrakech è un’oasi di pace e benessere. Tutti gli ambienti sono allestiti nei colori e negli arredi tipici del Marocco, con legni cesellati, marmi e decori geometrici. L’impressione è quella di trovarsi in un sogno! Morbidi tendaggi, luce suffusa e caldi colori rosso ed ocra caratterizzano i diversi ambienti. Ogni particolare è studiato con cura e concorre a creare un ambiente piacevole, perfetto per il rilassamento.
Un percorso di 45 minuti include, oltre al bagno turco, un gommage con sapone nero ed un massaggio di 10 minuti, per un costo che si aggira attorno ai 40€. Naturalmente si possono optare per percorsi benessere più lunghi e completi.
Si inizia con un po’ di relax nel cortile allestito con  morbidi lettini, per poi passare all’hammam vero e proprio, con soli due lettini, silenzioso e intimo, perfetto per chi fa il trattamento in coppia. Durante il bagno turco si alterneranno impacchi e scrub a cui seguirà, dopo la doccia, il massaggio. I pacchetti più completi si concludono con un magnifico bagno in una vasca d’acqua calda profumata con sali da bagno all’arancia e petali di rosa,  un vero sogno!
L’hammam è molto frequentato proprio per l’alta qualità di ambienti e servizi in rapporto al prezzo (in città ce ne sono di molto più cari!), meglio quindi prenotare per tempo il trattamento desiderato direttamente sul sito della SPA così da essere certi di trovare spazio.
Dopo aver provato un trattamento qui, in uno dei templi del benessere di Marrakech, non potrete più farne a meno!
Credits foto: Les Bains de Marrakech



Ciò che più affascina della città rossa, non sono tanto le sue bellezze architettoniche, Marrakech infatti non regge il confronto con le opere monumentali delle grandi città arabe, quanto piuttosto l’atmosfera carica di vitalità che si respira nei suoi luoghi più rappresentativi: dalla forte religiosità che si avverte passeggiando per i vicoli della Medina, al dinamismo e alla modernità che ci sorprende per i viali di Gueliz (uno dei quartieri della città nuova), ricchi di boutique e locali alla moda.

A Marrakech cultura araba e berbera si mescolano con quella europea e andalusa, dando vita a una città dai mille volti e dalle mille sfaccettature, che si apprezza veramente solo vivendola e lasciandosi coinvolgere dalla sua vivacità. Proprio per questo motivo il modo migliore per visitarla è esplorarla a piedi, anche se nei mesi estivi il caldo può essere davvero difficilmente sopportabile. Chi sceglie di trascorrere una vacanza a Marrakech nei mesi compresi tra maggio e settembre apprezzerà particolarmente due mete della città: due parchi, due giardini, due vere e proprie oasi cittadine dove ripararsi dal sole cocente e godersi due interessanti attrattive della città.
Nel cuore della Nouvelle Ville si trovano i Giardini Majorelle, vero proprio giardino botanico creato nel 1920 dall’artista francese Jaques Mojorelle. All’interno di questo parco ricchissimo di piante esotiche, la principale attrazione è rappresentata dalla grande villa in stile libertycollocata al centro del giardino. La particolarità di questa struttura è il colore delle sue pareti, un energico blu oltremare che gioca per contrasto con il giallo vivace di altri elementi del giardino, come fontanelle e vasi.
I più sfegatati fashionisti non potranno inoltre non apprezzare il fatto che se il giardino è arrivato, così come lo vediamo, fino ai giorni nostri, è per merito di una delle più importanti personalità della moda internazionale. I Giardini Majorelle infatti furono acquistati nel 1980 da Yves Saint Laurent, che li rilevò dopo un lungo periodo di decadenza seguito alla morte di Majorelle avvenuta nel 1962. Grazie allo stilista francese e al suo compagno, Pierre Bergé, i giardini furono restaurati, forniti di un nuovo impianto di irrigazione e arricchiti, nel loro patrimonio botanico, di numerose nuove specie.

Un altro luogo per non rimpiangere i 18 gradi della camera con aria condizionata del vostro riad di lusso a Marrakech, sono i Giardini della Menara. Si tratta di una grande area, raggiungibile con una rapida corsa in taxi, destinata per la sua maggior parte alle coltivazioni di ulivi e alberi da frutto.
I Giarini della Menara si distendono per i loro quasi novanta ettari ai piedi delle alture dell’Alto Atlante, sono circondati da una cinta muraria risalente, come il resto della struttura ad eccezione del padiglione in stile arabo collocato ai bordi della grande vasca di irrigazione, al XII secolo e furono edificati per volere degli Almohadi, un’antica dinastia berbera che regnò sul Maghreb tra X e XII secolo. Sono un luogo molto amato anche dai marocchini stessi che spesso e volentieri qui si concedono qualche momento di relax al fresco dell’ombra degli alberi e lontani dal caos cittadino.


© silviaromio.altervista.org

Marrakech è un mondo a parte, un universo parallelo dove tutto sembra scorrere secondo ritmi propri. Basta uscire dall’aeroporto per accorgersi di questa diversità: appena saliti sul taxi e lasciatosi alle spalle il terminal degli arrivi si viene subito catapultati in una dimensione diversa, dove auto super lusso sfrecciano sulle strade accanto a vecchi macinini, seguendo un codice stradale incomprensibile al visitatore, e lungo il ciglio della strada vanno in scena immagini che sembrano uscite da un film in costume, con carretti trainati a braccia e vecchi che girano in groppa ad un asino.

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Già prima di entrare nelle mura che racchiudono il cuore della città, Marrakech da un assaggio della sua bellezza esotica, con lunghe vie orlate di palme e un clima secco e caldo che parla di deserto.
Marrakech  la rossa, e non è un caso: edifici, mura, persino la polvere lungo i cigli delle strade hanno toni che variano dal rosso mattone ad un acceso carminio, creando un’atmosfera calda e avvolgente.
Le lunghe vie periferiche sembrano andare a cozzare contro le enormi mura della città, da cui diparte un labirintico intrico di viuzze dove va in scena il vero teatro di Marrakech: la Medina.

Qui tutto cambia e quella minima parvenza di occidente che la città mostra nella parte nuova lascia spazio all’anima più araba. La Medina è un’esperienza intensa, un vortice di profumi, odori, colori, suoni  che avvolgono e travolgono, una folla immensa che si accalca lungo gli stretti vicoli rendendo difficile avanzare, le urla dei venditori che decantano la bellezza delle loro merci e rincorrono i turisti con la promessa dello sconto più conveniente.

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Marrakech è una di quelle bellezze che dividono, o la ami o la odi, non ci sono vie di mezzo; o si guarda oltre la sporcizia dei vicoli, il disordine, la confusione e li si accetta come imprescindibili elementi di un mosaico che compongono la città, o difficilmente si riuscirà ad apprezzarla. E’ solo scrollandosi di dosso i condizionamenti occidentali che si può davvero amare questa città, perdendosi nei suoi vicoli tentacolari per ammirare l’infinità varietà di merci esposte nelle bancarelle che fiancheggiano le vie: oggetti in rame, radica, tessuti preziosi, gioielli d’argento e pietre, scarpe, vestiti, e ancora spezie, olive e frutta, il tutto a far bella mostra di sé nei banchetti stracolmi dei venditori; è impossibile restare indifferenti di fronte a tanta luccicante ed esotica bellezza. Nella Medina è normale perdersi essendo impossibile orientarsi tra le strette viuzze tutte uguali e gremite di gente, ma il bello è proprio questo, immergersi nel ventre della città e lasciare che sia lei a scegliere per quale via far riemergere per ritrovarsi in una delle tante piccole piazze dove sedersi al sole a sorseggiare l’immancabile the alla menta, ammirando estasiati i gesti sicuri e scenografici dei camerieri che versano il the a pioggia, facendo sprigionare nell’aria l’inconfondibile aroma di menta.

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Ed è così che girovagando tra negozi e bancarelle si arriva alla grande Piazza Jami El Fna, il cuore pulsante di Marrakech,  il punto di inizio e fine della sua Medina. Vista di giorno la piazza appare come un immenso spazio occupato in parte dalle immancabili bancarelle e circondato da numerosi ristoranti e caffè,  un luogo ordinario e non particolarmente attraente; ma all’imbrunire la piazza prende vita e in poco tempo si trasforma in un immenso ristorante a cielo aperto; distese di bancarelle gastronomiche sembrano materializzarsi all’improvviso dopo prima c’era il vuoto, tutte attrezzate con banchetti che presto si riempiono di gente del posto e turisti. Il cibo è vario e buonissimo, un’esperienza sensoriale dove il gusto speziato delle vivande viene esaltato dall’atmosfera di festa e di grande convivialità che c’è tutt’intorno; la piazza non è solo un luogo di ristoro ma anche un enorme teatro all’aperto dove recitano tanti personaggi: incantatori di serpenti, cantastorie, figuranti vari. Alcuni sono personaggi in costume che cercano di strappare qualche spicciolo ai turisti facendosi fotografare, ma molti, ad iniziare dai cantastorie, che parlano solo in arabo, sono lì per intrattenere la gente del posto ed è bello osservare come presto vengano circondati da una piccola folla che  ride ed esclama seguendo con interesse la storia raccontata: una scena che per noi appartiene a tempi passati, che ricorda i nostri filò contadini, una dimensione di “piazza” come luogo d’incontro e intrattenimento che da noi è andata perduta.
Approfittate di una delle tante belle terrazze dei ristoranti e caffè affacciati su Ja El Fna per un panorama d’insieme della piazza dall’alto, un’immagine di grande impatto che fa capire come a creare la suggestione non sia il luogo in sé, che di fatto non ha nessun edificio davvero degno di nota, ma la gente che la anima. A rendere speciale Piazza El Fna, così come la Medina e Marrakech stessa, non sono tanto le sue architetture arabe o i suoi vicoli  quanto la sua gente, straordinaria perché fuori dall’ordinario, diversa, eclettica, trasandata, rilassata, unica.

Guida al viaggio
Come arrivare: Easy Jet offre comodi collegamenti con Marrakech da Milano e Venezia.
Dove dormire: uno dei modi più suggestivi di vivere la città è soggiornare in uno dei magnifici Riad, le case tradizionali situate all’interno della Medina e solitamente organizzate intorno ad un patio centrale.
Ce ne sono di diverse categorie e prezzi, dai più economici fino a Riad extra lusso da mille e una notte per chi se lo può permettere.
Consiglio il Riad Chi Chi, nel cuore della Medina:  una casa tradizionale completamente ristrutturata dagli immacolati interni bianchi (io me ne sono innamorata solo guardando le foto sul sito, che vi assicuro sono fedelissime alla realtà), con stanze molto curate in tipico stile marocchino; la colazione, buonissima e fresca, viene servita nel patio centrale, un’ esperienza dal vero sapore marocchino. Attenzione solo al rientro la sera. Dopo il tramonto la Medina si trasforma in un labirinto di strade deserte e buie in cui è impossibile orientarsi. Chiedete in hotel come si può rientrare girando all’esterno delle mura o in alternativa dovrete affidarvi ad una delle tante guide improvvisate che si aggirano di notte per la Medina in cerca di turisti smarriti…da spennare!
Come spostarsi: nella Medina ci si sposta a piedi; per raggiungere i siti turistici fuori dalla Medina si può andare a piedi o usare i taxi.

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