stile marrakech

Marrakech è una città dallo stile unico e inconfondibile, la perfetta unione tra suadenti note arabeggianti e nuove influenze europee. 

Una passeggiata per il suo labirintico e colorato souk equivale ad un viaggio sensoriale tra stoffe iridescenti, profumi esotici d’incenso, ori ed argenti che luccicano al caldo abbraccio del sole marocchino e mobili in legno intarsiati con maestria. Un caleidoscopio che incanta il visitatore trasportandolo in un mondo ovattato da mille e una notte, in cui il dolce fruscio delle sete fa da sottofondo musicale e si mischia al vociare festoso dei mercanti che decantano la meraviglia delle loro merci.

La medina di Marrakech

Marrekech medina

La Medina è un’esperienza forte, un vortice di odori, colori e suoni che travolge i sensi, scuotendoli dal torpore e trascinandoli  in una danza esotica. Lungo gli stretti vicoli stipati di gente e merci va in scena uno spettacolo senza pari che accosta gli oggetti più vari. Arrendi in legno e radica, candele ed incensi profumati, tessuti di seta ed organza dai colori sgargianti, vesti morbide dall’irresistibile iridescenza, ceramiche ricamate a motivi geometrici, servizi da tè finemente cesellati, lampade, gioielli, scialli. Non c’è desiderio che non possa essere soddisfatto in questo immenso bazar straripante di vita, che accende la voglia di portare a casa con sé un pezzettino della sua magia per riviverla ogni giorno.

Nell’intrico di vicoli si aprono piccole piazzette, teatro anch’esse di animati mercati tra cui si fanno spazio deliziosi caffè. Per riprendersi dallo stordimento sensoriale del souk, niente di meglio che concedersi un tè profumato di menta, servito con maestria da abili camerieri che lasciano scendere l’acqua bollente dall’alto, creando suggestive cascate fumanti che riempiono bicchieri dagli elaborati manici d’argento cesellato. In una tazza di tè alla menta c’è tutto il dolce incanto di Marrakech, la sua suggestione esotica eppure familiare, la magia di una città che ha fatto dell’incontro tra tendenze orientali e occidentali un’icona di stile amata in tutto il mondo.

Lo stile di Marrakech a casa propria

stile marrakech
Per ricreare a casa propria lo stile di Marrakech le possibilità sono molte. Si può iniziare con una teiera marocchina in metallo cesellato o dipinta a mano accompagnata da bicchieri in vetro colorato e serviti su un grande vassoio in metallo decorato. Si passa poi agli ambienti di casa che possono essere decorati con candele profumate, ciotole in metallo abbellite da fiori sgargianti e cuscini rivestiti di sete lucenti. Ancora scatole in legno intarsiato per contenere gioielli, tazzine per il caffè e vasi in vetro e ceramica concorrono a creare quell’inconfondibile stile che ci riporta come d’incanto nel mondo fatato di Marrakech. Per trovare tanti altri consigli interessanti per portare a casa vostra lo stile marocchino potete visitare il sito di Dalani  che propone sempre originali mise en place e idee d’arredo etniche, piene di grazia e stile, potendo così sbizzarrirsi a ricreare atmosfere lontane nel proprio spazio quotidiano. In questi giorni Dalani propone anche l’interessante campagna Check-in con tanti accessori utili per il viaggio, per essere sempre pronti a partire per nuove, suadenti mete.

Bagni di vapore, massaggi all’olio di Argan, gommage al sapone nero e immersioni in vasche profumate con petali di rosa: un viaggio a Marrakech può diventare l’occasione per sperimentare gli hammam marocchini. In città ce ne sono tantissimi, dai più popolari ai più lussuosi.

Oltre alla visita della Medina, un’esperienza molto bella a Marrakech è provare uno dei tanti Hammam, che qui sono una vera istituzione!
La scelta è vasta e spazia dai bagni più semplici a veri templi del benessere ospitati in prestigiosi riad e avvolti in atmosfere da mille e una notte. Che vogliate provare l’esperienza di un bagno di vapore popolare o regalarvi ore di realx in ambienti prestigiosi, Marrakech è il posto giusto per sperimentare il rito dell’hammam.

Gli hammam popolari

L’hammam Ziani è uno dei più economici e più frequentati di Marrakech. All’ingresso vengono forniti ciabatte e teli ma trattandosi di un luogo ad alta frequentazione e non di lusso, il mio consiglio è di portarsi asciugamani propri.  La zona uomini e donne è separata, quindi se siete in compagnia del vostro compagno dovrete dividervi per l’intero tempo di permanenza.
All’ingresso un inserviente vi accompagnerà nello spogliatoio fornito di armadietti, dove potrete lasciare le vostre cose (evitate di arrivare con oggetti di valore o molto denaro, portate il minimo indispensabile).
Il trattamento inizia con il bagno turco, dove verrete lasciati per un po’ a sudare; si passa poi al gommage con il sapone nero, tipico del Marocco, che aiuta a detergere la pelle in profondità. Dopo un’altra seduta di bagno di vapore, segue lo scrub e poi un rigenerante massaggio con olio di Argan, altro prodotto tipico del Marcocco, alla fine del quale vi sentirete rinati! Il ciclo si completa con un periodo di rilassamento in una sala in penombra dove vi verrà servito del te alla menta.
Il tutto per un costo che si aggira attorno ai 25€. 
Se volete provare l’esperienza di un hammam marocchino senza spendere troppo, questo è il posto giusto, evitando magari le ore di punta quando il brusio all’interno può diventare fastidioso.

Les Bains de Marrakech

Un posto decisamente meno popolare e più di classe, un salto di qualità (e di prezzo) rispetto al primo, Les Bains de Marrakech è un’oasi di pace e benessere. Tutti gli ambienti sono allestiti nei colori e negli arredi tipici del Marocco, con legni cesellati, marmi e decori geometrici. L’impressione è quella di trovarsi in un sogno! Morbidi tendaggi, luce suffusa e caldi colori rosso ed ocra caratterizzano i diversi ambienti. Ogni particolare è studiato con cura e concorre a creare un ambiente piacevole, perfetto per il rilassamento.
Un percorso di 45 minuti include, oltre al bagno turco, un gommage con sapone nero ed un massaggio di 10 minuti, per un costo che si aggira attorno ai 40€. Naturalmente si possono optare per percorsi benessere più lunghi e completi.
Si inizia con un po’ di relax nel cortile allestito con  morbidi lettini, per poi passare all’hammam vero e proprio, con soli due lettini, silenzioso e intimo, perfetto per chi fa il trattamento in coppia. Durante il bagno turco si alterneranno impacchi e scrub a cui seguirà, dopo la doccia, il massaggio. I pacchetti più completi si concludono con un magnifico bagno in una vasca d’acqua calda profumata con sali da bagno all’arancia e petali di rosa,  un vero sogno!
L’hammam è molto frequentato proprio per l’alta qualità di ambienti e servizi in rapporto al prezzo (in città ce ne sono di molto più cari!), meglio quindi prenotare per tempo il trattamento desiderato direttamente sul sito della SPA così da essere certi di trovare spazio.
Dopo aver provato un trattamento qui, in uno dei templi del benessere di Marrakech, non potrete più farne a meno!
Credits foto: Les Bains de Marrakech



Chi almeno una volta non ha sognato il deserto, trovarsi circondati dalle dune, affondare i piedi nella sabbia e osservare i granelli che corrono veloci trasportati dal vento.
Credo che il deserto sia uno dei paesaggi naturali più affascinanti e speciali che si possano visitare, e certamente tra quelli che più destano curiosità, forse perché così lontano dalla natura a cui siamo normalmente abituati.
Tra le dune la frenesia del mondo moderno scompare di colpo e resta solo il silenzio e quel suono lieve della sabbia in movimento che sembra un canto lontano.
Organizzare un tour nel deserto non è impresa facile, sia per i costi, che sono spesso impegnativi, che per le difficoltà logistiche: il deserto è un’ambiente di grande bellezza ma può essere impegnativo per chi non lo conosce,e richiede grande esperienza e conoscenza.
Il Marocco, tra tutti i paesi dell’Africa, è forse quello che offre le esperienze di escursioni nel Sahara più belle e complete e a costi ragionevoli, rendendo accessibile un’esperienza che non mancherà di rivelarsi unica e che vi lascerà ricordi indelebili.

Ci sono due regioni in Marocco dove è possibile fare escursioni tra le dune ma la più suggestiva è certamente quella dell’Erg Chigaga, un complesso di alte dune dorate che si estende nel profondo sud-est del paese. L’ultima oasi della Valle del Dra prima del deserto è il piccolo villaggio di M’Hamid.
E’ qui che Mbark e Mohamed, due fratelli appartenenti alle tribù nomadi locali, gestiscono l’agenzia Caravan Renard du Désert, specializzata in escursioni e tour di più giorni nel deserto marocchino.

Grazie alla loro profonda conoscenza del deserto, Mbark e Mohamed e tutto il loro staff sapranno condurvi ad esplorare l’Erg in sicurezza, giungendo fino alle regioni più remote, mostrandovi i panorami più belli e suggestivi e condividendo con voi  l’amore per la loro terra e le tradizioni del loro popolo.

Tante sono le escursioni che l’agenzia Caravan Renard du Désert propone, sia che vogliate fare un tour di più giorni nel deserto che vi possiate fermare per solo un giorno, che desideriate provare l’emozione di camminare a piedi nel deserto spostandovi lungo percorsi stabiliti o attraversare le dune a dorso dei dromedari.

L’escursione più richiesta è tuttavia quella di 4 giorni in 4×4 che permette di raggiungere le regioni più remote e la grande dune Chigaga e di provare l’emozione di dormire nel deserto.
Si parte dal villaggio di M’Hamid, che potrete raggiungere con i bus di linea CTM da Marrakech, con i taxi collettivi con cambio ad Ourzazate o utilizzando il comodo servizio di trasporto da e per l’aeroporto organizzato dall’agenzia stessa
La prima notte si trascorre in bivacco o presso una famiglia nomade, potendo così entrare a diretto contatto con la cultura locale.
La prima tappa del tour è L’Erg de Elbour, dove si arriva nel pomeriggio e si trascorre la notte in bivacco, tra canti, balli e cena davanti al fuoco.
Il secondo giorno si attraversa tutta la regione Hamada du Draa, famosa per la presenza di fossili. Pranzo sotto le acacie e poi ripartenza per le dune di Bougarne, per un primo assaggio della meraviglia che attende il giorno successivo.

Al risveglio la mattina, dopo colazione si parte in 4×4 verso il mare di sabbia e le grandi dune di Chigaga che raggiungono un’altezza di 300 metri, le più alte del Marocco. E’ dalla sommità di questi giganti dorati che si potrà provare l’indimenticabile esperienza del tramonto nel deserto, restando ad ammirare il sole che cala lentamente dietro le dune modificando con la sua luce forme e colori. Qui si pernotta nel bivacco permanente che offre anche la possibilità di fare la doccia, e si trascorre la serata in allegria tra danze e musiche al ritmo dei canti touareg.
Per chi non ha abbastanza disponibilità di tempo per il circuito di 4 giorni ma non vuole rinunciare all’emozione di dormire nel deserto, l’agenzia Caravan Renard du Désert propone anche la possibilità di trascorrere una sola notte nell’Erg Chigaga.

Un viaggio che vi resterà scolpito nella mente, ricordi di colori, suoni e sensazioni che porterete con voi per sempre e le immagini dei profili dolci delle dune che paiono protrarsi all’infinito. Scoprirete che il fascino del deserto è magnetico e potente e una volta provato, non si può dimenticare.

Per tutte le informazioni e i dettagli sull’escursione potete visitare il sito di Caravan Renard du Désert o contattare l’agenzia a questo indirizzo email sejourmaroc@yahoo.fr

Scegliendo l’agenzia Caravan Renard farete anche una scelta solidale: il 5% del totale sarà devoluto dall’agenzia a programmi per lo sviluppo locale. Un gesto semplice ma importante per aiutare questo straordinario paese e la sua gente.




Ci vogliono diversi viaggi a Marrakech per capire a fondo questa città dalle tante anime, ognuna delle quali merita il tempo di essere scoperta e ammirata. Il primo impatto può lasciare storditi: questa città è un fiume in piena di sapori ed odori, un vortice di colori e suoni che colpiscono e sollecitano i sensi. Già a partire dagli hotel di Marrakech è possibile gustare un sapore unico che non è possibile evitare di notare, infatti, da questi particolari fondamentali per una vacanza si possono apprezzare gli intrecci della cultura araba ed europea. Non solo luoghi di vacanza, qui si intrecciano nella dimensione linguistica i suoni aspri della lingua araba e la dolcezza di quella francese. Il tempo di prendere fiato e apprezzare nuovamente questo mix con le sue architetture, dove imponenti moschee ed antiche scuole coraniche si affiancano a dimore in stile liberty.

La città moderna

I quartieri moderni sono caotici e rumorosi, strade trafficate dove auto lussuose sfrecciano tra vecchi motorini e carri trainati dagli asini, e manager in abiti eleganti camminano accanto a uomini con le tipiche tuniche di lino. Tra centri commerciali, negozi di lusso e sontuosi giardini, Marrakech da un primo assaggio della sua bellezza esotica con palme che orlano i cigli delle strade e la polvere del vicino deserto che si mischia all’aria calda. Il clima è mite anche in pieno inverno, anche se le cime innevate della catena dell’Alto Atlante sono ben visibili dal centro, incorniciando il panorama con i loro profili scuri. Tutte le arterie della città paiono convergere verso le possenti mura di mattoni rossi che ne racchiudono il cuore: la Medina.

La Medina

La meta di tutti i viaggi a Marrakech è la sua labirintica, tentacolare Medina. Se al di fuori della mura la città è un impasto di elementi arabi ed europei, appena varcata una delle porte che immettono nella città vecchia, l’anima araba di Marrakech prende il sopravvento. Il souk è un groviglio di vicoli intricati che paiono sfociare uno nell’altro senza finire mai. Un vortice di odori e colori si mischia all’infinita varietà di merci esposte nelle bancarelle dei mercati e alla folla che riempie ogni spazio. Impossibile seguire un itinerario predeterminato, il modo migliore per vivere il souk è lasciarsi andare all’onda di gente facendosi trasportare di vicolo in vicolo, fermandosi ad osservare le migliaia di oggetti esposti: vesti, tessuti, soprammobili in radica, gioielli luccicanti, babbucce, saponi profumati e spezie di ogni sorte. Camminando senza meta d’improvviso si esce dalla semi oscurità degli angusti vicoli e si arriva in qualche piazza assolata, dove è d’obbligo sedersi a sorseggiare un tè: l’aroma di menta impregna l’aria mentre si osservano i camerieri versare il prezioso liquido ambrato facendolo scendere dall’alto con disinvolta maestria. Intanto tutt’intorno il brulicare di vita continua, inarrestabile. Imprescindibile anche una visita alla Medersa Ali Ben Youssef, una scuola coranica risalente al XVI secolo che sfoggia uno squisito gusto arabo: il cortile centrale è riccamente decorato con ceramiche colorate dai motivi geometrici e con marmo e cedro intarsiati con motivi ornamentali.

Piazza Jami El Fna

Punto di inizio e fine della Medina è Jami El Fna, una vasta piazza che apparentamene non ha nulla di particolare da offrire ma la cui ricchezza sta nella gente che la anima, tanto da essere stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Durante il giorno l’enorme spazio è parzialmente occupato da qualche bancarella e dalla gente che passeggia o si ferma a chiacchierare, mentre tutt’intorno le terrazze all’aperto dei caffè accolgono turisti e marocchini. Ma verso sera, prima dell’imbrunire, la piazza di trasforma in un ristorante all’aperto. D’improvviso tavoli e sedie spuntano da ogni angolo e mentre le padelle calde sfrigolano, curiosi e locali si aggirano in cerca di un posto. Una cena in una delle bancarelle ambulanti di Jami El Fna è l’essenza stessa di tutti viaggi a Marrakech, che veniate per perdervi tra le sue atmosfere arabe o per ammirarne i dettagli di gusto europeo. La piazza è un palcoscenico per musicanti, cantastorie, incantatori di serpenti, alcuni dei quali sono solo attrazioni per i turisti, altri veri personaggi che raccontano le loro storie in arabo circondati da una folla di locali. La piazza è un luogo di incontro per i marocchini, che qui vengono per ritrovarsi attorno ad un tavolo o davanti ad un cantastorie, e un osservatorio privilegiato per i turisti per assaporare la magia di questa incredibile città. Un’incredibile esperienza per una città da vivere, ti consiglio di non perderti anche le altre curiosità consultando la guida del Marocco.


Una nuova Miniguida Viaggiolibera dedicata al Marocco.

Che cerchiate una vacanza mare, natura o storia, il Marocco è la meta giusta. Per secoli crocevia di culture, il paese è oggi avviato verso uno sviluppo economico e culturale grazie alle sempre più numerose contaminazioni dal mondo occidentale.
Ma le città e i piccoli paesi dell’entroterra sono ancora degli universi a parte, culle di una cultura araba millenaria che si declina in magnifici palazzi finemente decorati e in prodotti artigianali di grande pregio.
Il Marocco è i suoi souk, rumorosi, caotici, spesso sudici e persino opprimenti, un mondo che può risultare invadente ma che, dopo un primo impatto non sempre facile, conquista con atmosfere esotiche cariche di fascino.

Il paese offre un’incredibile varietà di scenari naturalistici, da fertili valli bagnate da fiumi, a alte montagne scavate dall’acqua in canyon multicolore, cascate e brulli promontori fino all’immenso mare disabbia, il Sahara.
Un’avventura nel deserto marocchino è un’esperienza intensa e profonda che lascia un ricordo ed un segno indelebili, e offre l’occasione di stare al cospetto di una natura indomita che parla all’anima e tocca le corde più profonde dell’essere.
Per un viaggio tra profumi, colori, suoni e sussurri di vento e oceano, il Marocco vi aspetta.

Vai alla Miniguida del Marocco.


Di tutte le città imperiali, Fez è certamente la più marcatamente marocchina, la capitale artigianale e culturale del paese.Vera, autentica, saggia, la tradizione di Fez sopravvive nel suo labirintico souk, rimasto immutato nei secoli: una danza di colori e odori dove i protagonisti sono conciatori, ramai, fabbri, tessitori, personaggi estinti nel nostro mondo e che qui compongono un mosaico incredibilmente variopinto e animato. Nell’inoltrarsi nella sua Medina, la più grande del Marocco e talmente straordinaria da essere stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco, un caleidoscopio di immagini e odori colpiscono e rapiscono i sensi introducendo il visitatore in un mondo parallelo,

magico e misterioso, dove si incontrano personaggi bizzarri, vecchi mendicanti, galline al guinzaglio, carretti stipati all’inverosimile trainati da stanchi muli. Il dedalo di viuzze sembra inghiottire il visitatore, attirandolo nel suo labirinto tentacolare: impossibile ritrovare la strada o seguire un itinerario prefissato, l’unico modo è lasciarsi andare e farsi trasportare dai sensi, osservando la vita che scorre davanti, frenetica e animata. Tantissimi i luoghi da ammirare, le preziose moschee e i palazzi intarsiati con motivi arabeggianti.

Fez è anche la  culla del sapere del Marocco, e le sue magnifiche medersa, le scuole dove si insegnano il Corano e tutte le materie classiche, ne sono il simbolo più prestigioso. Solitamente sono organizzate attorno ad un cortile centrale impreziosito da una fontana con tutt’attorno arcate decorate dove si tengono i corsi.
La città è anche sede di quella che è considerata l’università più antica del mondo, fondata a metà del IX secolo e situata all’interno della moschea Karaoulyine.
Assolutamente da non perdere il souk dei tintori, dove i mastri artigiani, chini sulle vasche delle tinture, intingono e colorano le pelli. Visti dall’altro, i cerchi colorati delle vasche creano un piacevole contrasto con il colore uniforme della città, uno spettacolo incredibilmente affascinante, un angolo di mondo dove il tempo sembra essersi cristallizzato restando ancorato ad antichi mestieri oggi scomparsi.

I colori delle tintorie si mescolano agli odori acri che salgono dai bagni della concia, talmente forti e a tratti nauseabondi da rendere difficile sopportarli se non muniti del rametto di menta consegnato ai visitatori per ingannare l’olfatto. Un’esperienza forte, che può mettere a dura prova i sensi non abituati dei turisti, ma che merita essere fatta per vedere il Marocco autentico, quello legato alle sue tradizioni più antiche e ai mestieri fatti a mano 

Anche Fes, come altre città imperiali, è inserita in un paesaggio da cartolina: bastano pochi chilometri per allontanarsi dal caos cittadino e ritrovarsi immersi nella pace di foreste e valli ornate di ulivi, con sullo sfondo il profilo delle montagne del Medio Atlante, un paesaggio che suggerisce pace e tranquillità
Ma a mio parere la parte più affascinante di Fez rimane la sua labirintica, ipnotica, caotica medina, e immergersi nel suo groviglio è l’unico modo per scoprire e capire davvero la città, e con essa il Marocco più vero.


A short distance from the famous Rabat and Fez , Meknes is a little Moroccan jewel ready to show its beauty to visitors. The city is called the Versailles of Morocco for the palaces , mosques , stables and the beautiful gardens that adorn it .

The Sultan Moulay Ismal in the seventeenth century chose it as the capital of the Kingdom and wanted to make it the most wonderful of the imperial cities , transforming it in less than fifty years in an architectural marvel shining with gold and ceramics adorned of elegant damask patterns . Thanks to the valuble artistic heritage, the city has been included in the UNESCO World Heritage sites .
The tour starts from the Bab Mansour , the majestic wall complex that form the entrance to the city , with a profusion of  decorations that adorn tiles and marbles .
Dar Jamai , 1882, which houses the Museum of Moroccan Art , is a beautiful building adorned with a magnificent Andalusian-style garden with palm and lemon trees, where it is nice to take a break to escape from the heat .
The city tour continues among beautiful buildings covered with arabesque patterns as precious laces and streets crammed with people and perfumes up to the Dar el Ma , the stables of Moulay Ismail . its huge proportions were meant to express the greatness of the kingdom, and the astonishing arch system creating an amazing perspective view demonstrate the engineering skills of the builders and seem to embrace the visitors and carry them into a marvellous maze.
The city tour end up in the souk of Meknes , much smaller than those of Fez and Marrakech but with a more intimate atmosphere and less crowded with tourists : here there is no pre-established path , the key to enjoy it is to get lost in tis maze along the narrow alleys packed with beautiful objects that tell stories of ancient crafts and traditions.

The beauty of Meknes lies not only in the beautiful architecture but also in its position , at the top of a hill surrounded by lush valleys. It’s in these valleys covered with olive and palm trees , about thirty kilometers from the city , that lies Volubilis , the most important and best preserved Roman site in Morocco. The decumannus still shows the perimeter of the shops and houses , with beautiful polychrome marble mosaics , and remains of the baths and therme . The Romans once again surprised me with one of the most beautiful archaeological sites I have ever seen in the middle of the hot Moroccan land . Or maybe it’s the combination of Mediterranean architecture and Moorish atmosphere that makes this place so special , another jewel of this magnificent country that keeps surprising me.


Capitale del Marocco dal 1912, Rabat è una delle città imperiali del Regno ma si differenzia dalle altre per la tranquillità e la calma che si respira per le sue vie ordinate:  lontani dalla frenesia di Marrekech e Fes, qui si può passaggiare tranquilli  lungo gli ampi viali costeggiati da eleganti palazzi e incantevoli giardini. . Sede della Residenza Reale, un sontuoso edificio costruito sulle rovine di un palazzo del XVIII secolo, Rabat ospita edifici governativi ed ambasciate che contribuisco a creare un’aria di interazionalità mista a tocchi di raffinato gusto arabo.

Ad attirare l’attenzione sono sopratutto gli enormi portoni di molti palazzi, rivestiti di ori e piastrelle ornamentali che risplendono al sole esibendo un arcobaleno di colori; se la zona dei palazzi governativi può risultare un po’ austera, la  medina e la kasbah sono il posto dove l’anima araba della città trova spazio per esprimersi.

La Kasbah degli Oudaia, il cuore dell’antica Rabat, fu fondata in epoca medievale come difesa dagli attacchi andalusi. L’accesso avviene attraverso la maestosa porta di Bab el Qudaia da cui dipertono una serie di strette viuzze che conducono alla moschea Jamaa el Atiq, fondata nel 1050 e situata in posizione panoramica. Un ampio terrazzo offre una magnifica vistasull’Oceano Atlantico e della vicina Salé.
 Uno dei maggiori siti storici di Rabat è l’imponente Mausoleo di Mohammed V,  costrutito tra il 1962 ed il 1967 in marmo bianco.
La Torre di Hassan è un massiccio minareto alto 44 metri che risale al 1195 e sorge sulla grande moschea omonima e rappresenta uno dei simboli nazionali del Marocco oltre che uno dei siti più visitati e fotografati.
Il Museo Archeologico di Rabat  ospita una straordinaria collezione di reperti che ricostruiscono la storia del Marocco attraverso gli oggetti rinvenuti negli scavi  archeologici. Qui sono esposti i bronzi di epoca romana rinvenuti nel sito di Volubilis, ma anche reperti fenici, cartaginesi e romani provenienti da ogni parte del Marocco.
Il Marocco è noto per i suoi paesaggi desertici ma un viaggio lungo le sue distese verdi dimostra quanto sia rigogliosa la sua natura, con distese infinite di ulivi e alberi; poco distante da Rabat si estende il polmone verde del paese, la foresta di Mamora, oltre 130000 ettari di bosco di querce da sughero, eucalipti, pini, e molti altri.
Rabat è vicina anche al mare e non mancano le spiaggie, come la spiaggia di Temara, dove gli abitanti sono soliti andare il fine settimana per godersi uan giornata di mare. E’ un posto piacevole animato di ristoranti e alberghi.

A poca distanza dalla città si trova anche Volubilis, l’antica città romana costruita vicino a Meknes

A poca distanza dalle famose Rabat e Fes, la piccola Meknesè un gioiello marocchino pronto a mostrare il suo splendore ai visitatori. La chiamano la Versailles del Maroccoper i palazzi, le moschee, le scuderie e gli splendidi giardini che la adornano.
Il sultano Moulay Ismal nel XVII secolo la scelse come capitale del Regno e volle farne la più meravigliosa delle città imperiali, trasformandola in meno di cinquantanni in una vera meraviglia architettonica risplendente di ori e ceramiche dagli eleganti motivi damascati. Un patrimonio artistico talmente prezioso da essere stato inserito nei siti Patrimonio dell’Unesco.

Girare per la città è facile grazie alle dimensioni contenute. La visita parte dal Bab Mansour , il maestoso complesso di mura e porte che costituiscono l’ingresso alla città, con dimensioni monumentali e una profusione di decorazioni di stile arabeggianti che adornano piastrelle e marmi.
Il Dar Jamai, del 1882, che ospita il Museo d’arte marocchina , è un bellissimo edificio adornato di un magnifico giardino in stile andaluso con palme, limoni, e banani, dove è bello fare una sosta per sfuggire alla calura.

La vista alla città continua tra bellissimi palazzi rivestiti di trame arabescate come pizzi e strade stipate di gente e di profumi fino ad arrivare al  Dar el Ma, le scuderie di Moulay Ismail. Anche questo edificio ha proporzioni enormi che nell’intento del suo committente dovevano esprimere tutta la grandezza del regno; a sbalordire è sopratutto il gioco prospettico creato da un sistema di archi di un caldo color rosato che dimostrano le capacità ingegneristiche dei costruttori e sembrano abbracciare il visitatore e trasportarlo in un labirinto dalle atmosfere rarefatte.

Per finire ci si può perdere per il souk di Meknes, molto più piccolo di quelli di Fes e Marrakech ma dalle atmosfere più intime e meno stipato di turisti: qui non esiste un percorso prefissato, la parola d’ordine è perdersi seguendo i suoni e i colori delle strade stracolme di magnifici oggetti che parlano di antichi mestieri e tradizioni.

La bellezza di Meknes non risiede solo nelle splendide architetture ma anche nella sua posizione, nell’alto di un altipiano circondato da una rigogliosa valle. E’ proprio in queste vallate tra infinite distese di ulivi e palme, a una trentina di chilometri dalla città, che si trova Volubilis, il più importante e meglio conservato sito romano del Marocco. Mi incammino lungo il decumano massimo che mostra ancora i segni perimetrali dei negozi e delle case, con stupendi mosaici di marmo policromi , ammiro i resti dell’acquedotto e delle terme di cui si intravedono ancora i condotti che convogliavano l’acqua.  I romani ancora una volta mi sorprendono regalandomi uno dei più bei siti archeologici che abbia mai visto nel mezzo della calda terra marocchina. O forse sarà proprio il connubio tra architettura mediterranea e atmosfere arabeggianti a rendere questo luogo così speciale, un’altra perla di questo magnifico paese che non smette mai di stupirmi.



Ciò che più affascina della città rossa, non sono tanto le sue bellezze architettoniche, Marrakech infatti non regge il confronto con le opere monumentali delle grandi città arabe, quanto piuttosto l’atmosfera carica di vitalità che si respira nei suoi luoghi più rappresentativi: dalla forte religiosità che si avverte passeggiando per i vicoli della Medina, al dinamismo e alla modernità che ci sorprende per i viali di Gueliz (uno dei quartieri della città nuova), ricchi di boutique e locali alla moda.

A Marrakech cultura araba e berbera si mescolano con quella europea e andalusa, dando vita a una città dai mille volti e dalle mille sfaccettature, che si apprezza veramente solo vivendola e lasciandosi coinvolgere dalla sua vivacità. Proprio per questo motivo il modo migliore per visitarla è esplorarla a piedi, anche se nei mesi estivi il caldo può essere davvero difficilmente sopportabile. Chi sceglie di trascorrere una vacanza a Marrakech nei mesi compresi tra maggio e settembre apprezzerà particolarmente due mete della città: due parchi, due giardini, due vere e proprie oasi cittadine dove ripararsi dal sole cocente e godersi due interessanti attrattive della città.
Nel cuore della Nouvelle Ville si trovano i Giardini Majorelle, vero proprio giardino botanico creato nel 1920 dall’artista francese Jaques Mojorelle. All’interno di questo parco ricchissimo di piante esotiche, la principale attrazione è rappresentata dalla grande villa in stile libertycollocata al centro del giardino. La particolarità di questa struttura è il colore delle sue pareti, un energico blu oltremare che gioca per contrasto con il giallo vivace di altri elementi del giardino, come fontanelle e vasi.
I più sfegatati fashionisti non potranno inoltre non apprezzare il fatto che se il giardino è arrivato, così come lo vediamo, fino ai giorni nostri, è per merito di una delle più importanti personalità della moda internazionale. I Giardini Majorelle infatti furono acquistati nel 1980 da Yves Saint Laurent, che li rilevò dopo un lungo periodo di decadenza seguito alla morte di Majorelle avvenuta nel 1962. Grazie allo stilista francese e al suo compagno, Pierre Bergé, i giardini furono restaurati, forniti di un nuovo impianto di irrigazione e arricchiti, nel loro patrimonio botanico, di numerose nuove specie.

Un altro luogo per non rimpiangere i 18 gradi della camera con aria condizionata del vostro riad di lusso a Marrakech, sono i Giardini della Menara. Si tratta di una grande area, raggiungibile con una rapida corsa in taxi, destinata per la sua maggior parte alle coltivazioni di ulivi e alberi da frutto.
I Giarini della Menara si distendono per i loro quasi novanta ettari ai piedi delle alture dell’Alto Atlante, sono circondati da una cinta muraria risalente, come il resto della struttura ad eccezione del padiglione in stile arabo collocato ai bordi della grande vasca di irrigazione, al XII secolo e furono edificati per volere degli Almohadi, un’antica dinastia berbera che regnò sul Maghreb tra X e XII secolo. Sono un luogo molto amato anche dai marocchini stessi che spesso e volentieri qui si concedono qualche momento di relax al fresco dell’ombra degli alberi e lontani dal caos cittadino.

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