Ville e giardini di Lombardia

Novembre può rivelarsi il mese migliore dell’anno per visitare alcuni degli splendidi giardini presenti in Lombardia, veri e propri tesori nascosti capaci di regalare emozioni uniche. 

Approfittando delle ultime giornate soleggiate e allontanandosi solo di qualche chilometro dai grandi centri abitati è possibile scoprire piccole gemme immerse nel verde, frutto di secoli di cure e attenzioni in grado di preservare nel tempo uno dei tesori più preziosi d’Italia. Grazie anche a Grandi Giardini Italiani, associazione fondata nel 1997 con l’intento di riunire tra le più importanti risorse paesaggistiche nazionali, oggi è davvero facile conoscere quale villa storica sia dietro l’angolo e cominciare a programmare una visita mozzafiato.
Del resto, la cultura del giardino ha in Italia origini antichissime. Divenuto celebre soprattutto durante il Rinascimento, quando possederne uno era fra i più ricercati sfarzi dei nobili del tempo, il cosiddetto “giardino all’italiana” deve la sua fortuna all’organizzazione razionale di spazi scenograficamente orchestrati, simbolo del potere razionale dell’uomo esercitato sulla natura. Alberi centenari, piante esotiche e fontane realizzate da rinomati artisti dell’epoca trasformano queste aree verdi nell’immagine più lampante della grande fioritura culturale che aveva coinvolto l’intera penisola.
Intorno al XVIII secolo l’aristocrazia francese ha ridato ampio respiro a questa tradizione, chiamando gli esperti architetti del paesaggio italiani a realizzare nuove opere destinate ad affascinare i monarchi illuministi attraverso la lingua muta di queste ampie distese lussureggianti. È in tale periodo che il giardino all’italiana si trova a dover competere con la variante “all’inglese”, amata soprattutto dai poeti romantici, che abbandona l’approccio geometrico in favore di una natura lasciata incolta e libera di esprimersi in tutta la sua magnificenza.
Tra tutte le regioni del Bel Paese, la Lombardia spicca particolarmente per il gran numero di ville e giardini aperti al pubblico. Non a caso è tra le zone preferite dai visitatori stranieri appassionati di Horticultural Tourism, una tendenza recente sviluppatasi in parallelo con le altre filosofie green che hanno finito col trasformare la moda in qualcosa di eticamente responsabile. Potrebbe essere utile, dunque, una ripassata e passare in rassegna quattro fra i più suggestivi giardini pubblici della Lombardia.

Villa Carlotta

Amata anche dal celebre scrittore francese Gustave Flaubert, Villa Carlotta sorge sulle sponde del Lago di Como, regalandole una posizione eccezionale per godere di panorami unici al mondo. Fortemente voluta al principio del XVIII secolo dal banchiere milanese Giorgio Clerici, la villa occupa un’area di oltre 70.000 metri quadrati, dove è possibile osservare da vicino una ricchezza floreale che richiama ogni anno turisti da tutto il mondo. In primavera il parco ospita un gran numero di eventi legati al periodo di fioritura di azalee e rododendri.

Villa Arconati

Villa Arconati
I giardini di Villa Arconati
Per tutti gli appassionati d’arte Villa Arconati rappresenta la tappa ideale: oltre a ospitare una grande varietà di piante legate al territorio lombardo, come il castagno e il faggio, il panorama del parco è costellato da statue, fontane e teatri che permettono di spaziare dal Barocco all’Ottocento. Inoltre, in alcuni periodi dell’anno è possibile assistere a concerti di musica classica e moderna o partecipare a visite guidate all’interno dei palazzi d’epoca.

Il Vittoriale degli Italiani

Il Vittoriale
Il Vittoriale
La celeberrima residenza di Gabriele d’Annunzio è una delle mete obbligate nel panorama delle bellezze naturali lombarde: il Vate ha costruito attorno la sua dimora uno spettacolare insieme di arte, natura e storia. Ogni anno il parco è coinvolto in programmi di manutenzione giardini ordinaria, per assicurare ai visitatori di vivere la migliore esperienza possibile all’interno della magnificente struttura. 

Giardini pubblici Indro Montanelli

Giardini pubblici Indro Montanelli
I giardini pubblici di Indro Montanelli a Milano
Collocati nel cuore pulsante di Milano, i giardini dedicati alla storica firma del Corriere della Sera sono consideranti tra i più belli del capoluogo lombardo. Realizzati tra il 1782 e il 1786 dal grande architetto Giuseppe Piermarini, che aveva già firmato il Teatro della Scala, e risistemati nel corso dell’Ottocento secondo i cardini del giardino all’inglese, questi spazi incontaminati e suggestivi sono tuttora tra i preferiti dagli abitanti della zona per rilassanti passeggiate all’ombra dell’incredibile varietà di piante ospitate nel parco, come ippocastani, cipressi o lo splendido esemplare di platano centenario.
Quest’articolo è stato scritto in collaborazione con Project Job.

Molto più di un hotel, il Broletto è un luogo per distendere i sensi, un posto dove sentirsi a casa ed indugiare in momenti di quiete. Avvolti nel calore di ambienti arredati con garbo ed accuratezza, potrete godere di una prospettiva privilegiata, immersi nel cuore della straordinaria cornice medievale del centro storico di Mantova.

 

Doppia anima per una residenza di charme

 

 

Questa dimora di classe nel cuore di Mantova nasconde due anime, complementari e indissolubilmente legate.
L’Hotel Broletto e la Residenza Leon D’Oro sorgono a pochi metri di distanza e si caratterizzano per ambienti che interpretano in chiave diversa ma ugualmente unica i concetti di stile ed eleganza.
Nelle stanze dell’hotel predominano i toni delicati del bianco, dell’avorio e del marrone, sia alle pareti che nel mobilio, per un effetto di distensiva armonia. La residenza sfoggia pareti e dettagli dai colori più intensi, con toni che virano in un caldo e raffinato bordeaux.

Un arredamento in stile classico-chic per l’Hotel e linee più moderne per la Residenza fanno di queste due strutture il perfetto completamento una dell’altra, entrambe custodi di una sottile e raffinata eleganza.

Camere e servizi

 

 

Le camere dell’Hotel e della Residenza unisco il piacere di spazi ampi e ricchi di personalità alla comodità di un albergo di qualità, complete di tutti i confort per rendere la permanenza perfetta, come l’aria condizionata, la TV LCD e la connessione Wi-Fi gratuita.
Al mattino il risveglio è reso più dolce dal buffet che non manca di proporre specialità e prodotti locali, sia dolci che salati. La disponibilità e la cordialità del personale aggiungono calore ed un rassicurante senso di benessere.

La comodità al Broletto è concepita a 360°, per questo l’hotel ha pensato ad un voucher che con una piccola spesa giornaliera permette di raggiungere la residenza, situata all’interno della zona a traffico limitato, con la propria auto.

Sapori mantovani

Cucina mantovana

Impossibile visitare Mantova senza assaggiare un piatto di tortelli di zucca, una delle specialità della città. Molti dei piatti locali risalgono ai tempi dei Gonzaga e propongono sapori ed abbinamenti legati alle tradizioni contadine. Ogni cena che si rispetti a Mantova inizia con un antipasto di affettati misti. Tra i primi, oltre ai già citati tortelli, spiccano le tagliatelle e molti risotti. I secondi sono un tripudio di brasati, cotechino e bollito misto. Il Broletto offre speciali agevolazioni presso alcuni dei migliori ristoranti del centro per un’esperienza gastronomica all’insegna della genuinità e dei sapori autentici.

La località

Mantova
Mantova, veduta dal lago

Difficile non innamorarsi di Mantova vista da questa prospettiva! Il Broletto si trova in via Accademia, nel cuore del centro storico e a pochi passi dal Palazzo Ducale, l’antica e sontuosa reggia dei Gonzaga, signori di Mantova, ed uno dei principali edifici storici cittadini. Una visita al palazzo equivale ad un viaggio tra quattro secoli di storia, dal Medioevo al Settecento, periodo in cui la reggia rimase di propietà dei Gonzaga.

Il Palazzo affaccia su Piazza Sordello, teatro medievale che sfoggia altri gioielli architettonici come il Castello di San Giorgio, riconoscibile per le quattro torri e collegato al complesso del palazzo. Nella torre nord est si può ammirare la Camera degli Sposi, famosa per il ciclo di affreschi che ne impreziosisce pareti e soffiti, opera di Andrea Mantegna. Al centro della volta è dipinta la celebre balconata che crea l’illusione che la stanza sia aperta verso il cielo.
Pochi passi e si giunge nella cornice medievale di Piazza delle Erbe dove si possono ammirare il Palazzo della Ragione, risalente al 1250, e la più antica chiesa di Mantova, la Rotonda di San Lorenzo. Costruita sul modello del San Sepolcro di Gerusalemme, si ipotizza sia stata fondata nel 1082 per volontà di Matilde di Canossa. Un tempo era inserita nella via di pellegrinaggio alla vicina Chiesa di San’Andrea. L’interno mostra l’antica suddivisione in due piani con il matroneo, lo spazio riservato alle donne, che conserva ancora frammenti di decorazione di epoca longobarda.
Mantova offre tanti altri angoli nascosti con palazzi antichi che ne raccontano la storia, da scoprire con tranquille passeggiate lungo le vie del centro, ottime anche per lo shopping.
Palazzo Te, a dieci minuti a piedi dal centro, è un altro luogo imperdibile da includere nel tour della città.

 

Per info e prenotazioni: http://www.hotelbroletto.com/

Hotel Broletto
Via Accademia, 1-
46100 Mantova (Italy)
info@ilbroletto.it

La Residenza Leon d’Oro
www.laresidenzaleondoro.it
info@laresidenzaleondoro.it

Tel: 0376 322383
Cell:342 1875928

Photogallery

 
Hotel Il Broletto- Suite

 

Hotel Il Broletto- Suite
Hotel Il Broletto- Bagno
Hotel Il Broletto- Reception

 

Hotel Il Broletto- Sala Colazione
Residenza Leon D’Oro – Camera matrimoniale
La Residenza Leon D’Oro – Sala Colazione
 

Fabiana ci regala un altro pezzo sulla sua Milano, quasi una dichiarazione d’amore, per aiutarci a capire meglio questa intrigante città.

Eccola qui la mia Milano di inizio settembre. Gli ultimi rientri, il traffico che invade le strade, le inaugurazioni della stagione entrante. Da un lato la malinconia per la fine dell’estate. Dall’altro, l’entusiasmo per la ricca stagione che sta per iniziare. 
Perché Milano non è grigia come tutti pensano. Milano è un turbinio di colori. Basta solo imparare a conoscerli e spogliarsi della convinzione che ovunque ci sia nebbia e indifferenza.
SCOPRILA: Milano è ricca di storia, di arte e di cultura. Spogliati dai tuoi abiti da cittadino metropolitano e prenditi del tempo per girare tra le strade, conoscere i nomi e quello che ti circonda. Prendi una guida, leggi su internet, informati. Scoprirai una Milano diversa, meno “signora” e più autentica e reale nei suoi palazzi e nelle sue ville. Interessantissimi i percorsi tematici proposti da Milano Guida: http://www.milanoguida.com/
VIVILA: Milano è ricca di eventi in ogni momento e giorno dell’anno. Purtroppo sono spesso poco pubblicizzati e quindi, per goderne appieno, bisogna informarsi e cercarli. Certo, a volte può essere “uno sbattimento” (per dirlo alla milanese) ma è un lungo percorso alla ricerca di ciò che più ci piace ed interessa. Quest’estate ad esempio sono stati organizzati tantissimi eventi al Castello come il cinema all’aperto, concerti, spettacoli teatrali. Per non parlare delle serate tematiche al Planetario alla scoperta del cielo, delle visite guidate nelle ville private e nei palazzi, ai tour in bicicletta per le strade della città. Alcune informazioni si possono trovare costantemente aggiornate su http://www.turismo.milano.it ma sono veramente tanti i portali dedicati
GUSTALA: ad ogni angolo si possono trovare ristoranti, locali, pizzerie, pasticcerie e tanto altro. Tanti gusti, tanti temi, tante inaugurazioni a cui partecipare e scoprire nuove destinazioni. Da non dimenticare poi di iniziare a scoprire quello che abbiamo sotto casa. Spesso, infatti, facciamo tanta strada per andare a cena fuori quando nei dintorni abbiamo dei locali sottovalutati e sconosciuti. Impara a cambiare. Ogni giorno nascono nuovi locali dove provare nuovi sapori e nuovi colori. Qui ogni settimana vengono proposti alcuni ristoranti o locali da provare assolutamente: http://vivimilano.corriere.it/ristoranti
ASCOLTALA: ogni tanto fermati e assapora Milano. Ascoltane il battito e i ritmi. Osserva le persone, ammirane le strade, guarda lo scorrere delle macchine. Siediti in un bar e guarda fuori dalla vetrina. Impara ad apprezzarne anche la frenesia e il movimento. Una città in costante trasformazione. Sei testimone di un mutamento che si svolge lento e incessante sotto i tuoi occhi. Sei qui. Ne fai parte. Ti avvolge e ti consola. Non sei solo. Sei Milano. 
AMALA: amare Milano richiede tempo e impegno. Bisogna spogliarsi dei pregiudizi e imparare ad apprezzarla giorno dopo giorno. Ma quando piano piano inizi ad amarla non puoi più farne a meno. E’ una città che ti offre tanto ma richiede il tuo cuore, la tua anima, il tuo tempo. Un amore incondizionato che nasce a poco a poco e sarà parte di te per sempre.
Milano è grigia? Avete mai provato a guardare il suo cielo azzurro in una gelida giornata invernale quando il sole scalda il viso e i brividi si fermano? Avete mai sentito il cuore fermarsi per questi piccoli istanti d’amore? Milano non è grigia. E’ rossa. Come la passione. 

Dove mangiare a Milano? Per non sbagliare l’ho chiesto a una milanese doc e la risposta è stata il quartiere di Marghera. Ecco i migliori locali e bar.

Zona Marghera a Milano

C’è una zona di Milano che amo particolarmente e che voglio condividere con voi. E’ la zona del mio cuore, quella in cui mi piace perdermi e che ancora oggi, dopo tanti anni, non è ancora riuscita a stancarmi.
Non ha un nome preciso. C’è chi la chiama Marghera, chi Buonarrotti, chi De Angeli, chi la snobba totalmente. E’  una piccola realtà, un piccolo agglomerato di isolati da scoprire ed imparare ad amare. Si trova tra le fermate della metro rossa (linea 1) De Angeli, Wagner e Buonarrotti.
Uscendo dalla fermata Wagner ci si trova in Piazza Piemonte, la famosa sede del Teatro Nazionale. Ed è qui che pulsa il cuore del nostro breve tour della zona. La piccola fontana, le panchine, le mille luci del teatro, i tavolini brulicanti di persone che si ritrovano dopo l’ufficio. Vi si trova gente a qualsiasi ora e in qualsiasi periodo dell’anno. Lasciandosi alle spalle Piazza Piemonte e percorrendo via Buonarrotti si arriva prima in piazza Wagner in cui fa mostra di sé la S. Pietro in Sala  e, proseguendo, si giunge in Piazza Buonarrotti in cui si trova l’imponente monumento dedicato a Giuseppe Verdi e la Casa Verdi chiamata anche “Casa di riposo dei musicisti” in cui il musicista ha trovato degna sepoltura. Per visitare il palazzo tutte le informazioni si possono trovare qui .

Tour gastronomico in zona Marghera

E’ da questo punto che inizia la parte più emozionante del nostro tour.
Marghera (io la chiamo così) è la zona dei ristoranti. Sfilano uno dietro l’altro in tutte le vie adiacenti. Via Sanzio, via Giotto, via Ravizza. Un brulicare di piccoli ristoranti di ogni genere. La maggior parte dei quali ha allestito i gazebo all’esterno per il periodo estivo. La caratteristica di questi locali è sicuramente l’atmosfera. Candele, luci soffuse, arredamento curato ed elegante. L’aria è intrisa di romanticismo e passione. Amo questo posto. Sembra quasi che i rumori del traffico e della frenesia cittadina svaniscano all’improvviso catapultandomi in un’atmosfera magica e quasi irreale.

Via Marghera, quella da cui tutto parte, è la via che collega Wagner a De Agneli.
E’ la via più trafficata, più commerciale, più intensa e frequentata. E’ la via delle gelaterie, prese d’assalto soprattutto nei mesi caldi, ma non solo. E’ l’arteria principale, quella in cui si è soliti ritrovarsi e poter godere, oltre al buon gelato, anche della Mondadori aperta tutti i giorni fino a mezzanotte. Consiglio questa zona per le sue molteplici contraddizioni. La confusione mista alla calma, la vivacità insieme al romanticismo, la vita diurna che si confonde con quella notturna. C’è tutto. Per tutti e per ogni esigenza.

Aperitivo in zona Marghera

Per un aperitivo (noi milanesi siamo i re degli happy hour) consiglio Shine Lounge Bar in piazza Wagner ang. via Capponi, Square Bar in via Buonarrotti 5, Kaprikorn in via Ravizza 6 e Akkademia  sempre in via Ravizza 1.

Cena (e gelato finale!)

Per la cena lascio la decisione a voi. Ci sono locali di ogni genere ed atmosfera, per ogni fascia di prezzo e tipo di cucina (italiana, giapponese, asiatica, brasiliana, burger, vegetariana, pizza al trancio, ecc..). Meritano sicuramente menzione la Salumeria del Vino in via Sanzio 4, Berimbau in via Marghera 43, Casa Lucia in via Ravizza 2, Kiyo sempre in via Ravizza 4, la Brasa via Sanzio 14.
Da non perdere assolutamente il gelato in via Marghera (Gelateria Marghera) da gustare seduti sulle panchine del Teatro Nazionale guardando la fontana e assaporando questa rara atmosfera di pace ed estate.


Credits Fabiana Bini

Inizia il percorso di Fabiana alla riscoperta della sua città, Milano. Seguitela!

Eccola qui Milano. La mia città. Così amata, così odiata. La città da cui voglio sempre fuggire ma da cui alla fine torno sempre.  La città degli affari, del business, della gente che corre in metropolitana senza curarsi di niente e di nessuno. Le strade della frenesia, degli aperitivi, dei locali aperti fino all’alba, tutti i giorni, tutte le notti. Un flusso incontrollabile di gente che va e viene, che freme, corre, si incontra e si scontra.
In realtà, Milano è la città di adozione di milioni di persone che si trasferiscono per lavoro e che non riescono mai ad amarla veramente. Il grigiore, la mancanza di umanità tra le persone, contatti superficiali e di convenienza. E poi ci siamo noi, i milanesi. Che diciamo di essere di Milano ma che la nostra città non la conosciamo, locali a parte ovviamente.
Spinta da questa consapevolezza ho deciso di iniziare a conoscerla, questa città che mi ha vista nascere, amare, soffrire, crescere…

Credits Fabiana Bini

Inizierò questo mio percorso con una riflessione personale. Un piccolo assaggio di vita e abitudini milanesi che ho avuto modo di conoscere fermandomi semplicemente ad osservare, spogliandomi di questa frenesia che ci caratterizza e ci si appiccica addosso come una seconda pelle, un segno distintivo per tutti noi lavoratori milanesi.
Ho iniziato a camminare per le strade, aggirandomi per le vie, leggendone i nomi, osservandone gli angoli, studiando i volti delle persone. C’è una mezz’ora in cui questa città si quieta. Il momento del crepuscolo. Lentamente i viali si svuotano dal traffico quotidiano. Pochi minuti in cui i vestiti da giorno e da ufficio vengono sostituiti dagli abiti da sera e dalle tenute sportive. Il rumore a poco a poco si placa e Milano viene avvolta da un’atmosfera quasi irreale, silenziosa. E’ un fenomeno sottile, quasi impercettibile ma di gran fascino per una città sempre viva, sempre in movimento. Gente che
passeggia nel Parco Sempione, amici che si incontrano per il consueto aperitivo, madri di famiglia che rientrano nel focolare domestico, bambini che attendono con ansia l’abbraccio del papà dopo una lunga giornata, sportivi che si ritrovano a correre sulla Darsena, cuori innamorati che tremano in attesa di un bacio.

Credits Fabiana Bini

 Secondi, attimi in cui ho riscoperto la mia città, la sua anima segreta, il suo incedere lento e solitario sfidando traffico e rumore. Una città ricca di emozioni, il cui corpo d’asfalto racchiude milioni di cuori che battono all’unisono.
Ed è stato così che ho sentito anche il mio cuore sussultare, tremare d’amore per la mia città. Milano, frenesia e pace, movimento e lentezza, Odi et Amo.


B&B d’Autore: lago

Per la rubrica B&B d’Autore un B&B tra lago e montagne,incastonato nella spettacolare cornice naturale della Val di Brasa, nel comune Tremosine sul Garda, tra i quieti panorami del Garda e le maestose vette alpine. 
Se non sapete decidervi tra una vacanza al lago o in montagna, perché non entrambe?!

B&B Val di Brasa:

Il B&B Val di Brasa sorge nell’entroterra del Garda, sospeso tra terra e cielo sulle alture che sovrastano il lago ed immerso in verdi boschi con sullo sfondo la rassicurante presenza delle vette alpine.
Il comune di cui fa parte, Tremosine, si trova nel cuore del Parco dell’Alto Garda Bresciano ed è articolato in 18 piccole e pittoresche frazioni sparse per un vasto altipiano.
Da quassù si contempla il Garda che si stende più sotto come un’enorme lenzuolo di seta che cambia colore al cambiare della luce e le cime del Monte Baldo di fronte sembrano così vicine da poterle toccare.
Qui potete trovare un’accoglienza familiare, la tranquillità di luoghi immersi nel silenzio ma anche la vitalità di tante offerte di attività outdoor in mezzo alla natura.

La struttura

La casa è un vecchio fienile ristrutturato che si sviluppa su tre piani.
Le camere, ciascuna con servizi privati, sono rispettivamente una doppia al piano terra con accesso diretto al giardino, e una doppia al primo piano con balcone e accanto una cameretta con due letti singoli.

Gli ambienti, luminosi e curati, assicurano comodità e spazi funzionali.
A disposizione degli ospiti un ampio soggiorno con una piccola biblioteca. All’esterno ci sono zone per il relax dove godere della
natura tutt’intorno.
La colazione, buona e abbondante, è servita nel soggiorno o in giardino.
Il B&B è dotato di parcheggio privato e portico per ricovero di bici e motocicli.

La località:

Il parco dell’Alto Garda Bresciano offre numerose possibilità per attività all’aria aperta sia di montagna che di lago: escursioni a piedi o a cavallo lungo i sentieri che si inoltrano nei boschi o attraversano i pascoli, mountain bike, canyoning lungo i fiumi e pesca; kitesurf e windsurf o suggestive gite in barca a vela, e per i più intrepidi il parapendio. Tremosine è inoltre attrezzata con campi da tennis;
Le frazioni del comune sono piccoli borghi che mantengono vive tradizioni e cultura tradizionali con piatti che hanno dentro i sapori del territorio e scorci tra lago e montagna di incomparabile bellezza, per deliziare occhi e palato.

Prezzi:

Camera doppia  da 29€ a 34€ al giorno per persona

Camera doppia uso singola: +40%
Bambini fino a 2 anni gratis.
Da 3 a 10 anni sconto 35% – da 11 anni in poi sconto 15% (in camera con 2 letti singoli accanto alla matrimoniale).


Per info e prenotazioni:   www.valdibrasa.it




La nostra local expert Fabiana ci porta alla scoperta di Grazzano Visconti, borgo ins tile medievale alle porte di Piacenza.

Aprire gli occhi e vedere la nebbia che invade il cielo non è sempre di buon auspicio. Ma si sa, noi viaggiatrici non ci fermiamo davanti a niente. Oggi ho in programma la visita a Grazzano Visconti e non ho intenzione di rinunciarci per nulla al mondo. Ho sempre visto il cartello con l’indicazione di questo piccolo borgo passando in autostrada ma non ho mai avuto tempo di fermarmi e approfondire la curiosità.
Decido quindi di mettermi in macchina e prendere l’A1 direzione Piacenza Sud. Dopo l’uscita percorro la Statale per circa 30 minuti seguendo le indicazioni del navigatore. Arrivata a destinazione decido di seguire l’intuito e di parcheggiare lungo le mura (in zona si trova parcheggio libero) e di risparmiare i €5 del parcheggio privato situato all’ingresso del borgo.

Credits Fabiana Bini

Grazzano Visconti è la ricostruzione di un borgo medievale pertanto è racchiuso all’interno delle mura del castello. Mi addentro incuriosita e affascinata nelle stradine. Il borgo in realtà scopro non essere molto grande ma apprezzo il fatto che sia curato nei piccoli particolari. Le piccole botteghe, le armature, gli antichi attrezzi agricoli, le fontane, gli angoli fioriti. Mi dispiace che la giornata non sia bellissima ma in fondo mi ritrovo a pensare che la nebbia renda tutto più magico e suggestivo. Rimango delusa solamente dal fatto che il castello non è visibile se non pagando la visita ai giardini (€7,00). Dato il tempo non bellissimo e il fatto che comunque il castello essendo proprietà privata non è visitabile, decido di non acquistare il biglietto e di andare, invece, a rifocillarmi in una delle  locande presenti all’interno del borgo. Se si ha intenzione di visitare il parco del castello è meglio informarsi sui giorni e sugli orari delle visite guidate. Qui è possibile trovare tutte le informazioni.

Credits Fabiana Bini

Vagabondo ancora un pochino per le stradine e decido di fermarmi alla Taverna del Castello situata nella piazza centrale e approfittare del Menù Turistico (€15 per gnocco fritto con salumi e formaggi, primo a scelta, acqua e caffè). Certo, ovviamente è un posto per turisti e il servizio magari lascia un po’ a desiderare ma i piatti erano abbondanti e gustosi e quindi sono rimasta molto soddisfatta.
Scopro con piacere che il borgo organizza spesso eventi particolari come l’annuale Festival dei Gufi e la Caccia alle stelle. Consiglio quindi di programmare la visita in una di queste occasioni in modo da godere appieno della magica atmosfera medievale che pervade il paese. Qui è possibile verificare tutta la programmazione.
Una cosa è certa, non vedo l’ora di tornarci e l’occasione buona potrebbe essere sicuramente la prossima Caccia alle Stelle sperando di trovare la mia stella e poter esprimere il mio più grande desiderio: non perdere mai la passione per i viaggi.


Credits Fabiana Bini
La famiglia di Viaggiolibera si allarga e si arricchisce di una nuova Local Expert: Fabiana.
Milanese doc, ci racconta la sua città e la sua terra iniziando da una delle perle di Lombardia, il Lago Maggiore, guidandoci nella scoperta di uno dei suoi angoli più belli.
Benvenuta Fabiana! 
Finalmente l’estate e, con essa, l’irrefrenabile voglia di fuggire verso il lago di tutti noi milanesi. La meta prediletta per chi vive soffocato dall’afa e dall’asfalto nelle lunghe e torride giornate estive. 
Così, noncurante del traffico della Milano-Laghi, decido di riscoprire la Rocca di Angera sul Lago Maggiore visitata in passato in fretta e furia. Grazie al navigatore, arrivo alla Rocca in poco più di un’ora dalla partenza. La Rocca si erge poco lontano dal centro del paese ed è facilmente raggiungibile sia a piedi (una salita asfaltata di circa 1 km) sia in macchina (il parcheggio è gratuito).

Credits Fabiana Bini
Rimango spiacevolmente stupita dal prezzo (€8,50 per la visita del Museo e della Rocca) ma decido comunque di entrare. La maggior parte delle sale sono occupate dal Museo della Bambola e del Giocattolo che, personalmente, non sono stata in grado di apprezzare appieno. Bambole a parte, la Rocca regala degli scorci bellissimi sul lago che, forse non valgono il prezzo del biglietto ma sicuramente qualche scatto se lo sono meritati. All’interno del giardino della Rocca si trova anche un bar/ristorante per bersi un caffè o gustare un gelato godendo del panorama. 

L’Eremo di Santa Caterina Del Sasso

Credits Fabiana Bini
Scopro su internet che, a circa 20 minuti di distanza si trova l’Eremo di Santa Caterina Del Sasso e decido di approfittare della splendida giornata per andare a visitarlo. L’Eremo è raggiungibile sia via terra in macchina (ampio parcheggio gratuito) sia via lago con il traghetto. Per raggiungere l’Eremo via terra bisogna percorrere una lunga scalinata in discesa. E’ disponibile anche un ascensore (€0,50 per tratta) ma consiglio, almeno in discesa, di percorrere la scalinata per godere della vista sul lago e della soddisfazione di veder comparire l’Eremo man mano.  
L’Eremo è a picco sul lago e regala degli scorci indimenticabili. E’ consigliabile consultare gli orari di apertura dell’Eremo per poter visitare anche l’interno del sito religioso. Qui è possibile trovare tutte le informazioni necessarie.
Credits Fabiana Bini
Provata dalla lunga scalinata e dai 30° decido di concedermi un mega gelato sul lungolago e di approfittare di una delle tantissime spiaggette libere per godermi il sole ed il meritato relax. Lungo la strada che porta dall’Eremo a Laveno ci sono tantissime indicazioni per le spiagge e non c’è che l’imbarazzo della scelta. 
Che dire? Ho riscoperto il trascurato Lago Maggiore e non vedo l’ora di tornarci per andare alla scoperta di piccoli angoli nascosti capaci di regalare emozioni uniche ed indimenticabili. 

One of the most popular tourist destination, Sirmione is called the pearl of Garda Lake , a jewel nestled on a peninsula reaching out to the lake.
 The old town has an extraordinary artistic heritage fruit of centuries of history. Once an important Roman site , it then became part of the Lombard empire, then Veronese and  was then annexed to the Venetian Republic.
 This succession of eras and cultures has left an indelible mark on the geography and architecture of the city, and it is this mixture of styles that makes the place so special.
The entrance to the town is marked by the massive fortress of the Scaliger Castle , dating back to the thirteenth century and surrounded by the lake’s blue water.

The three towers and the male , 47 meters high , embellished with battlements dovetail , create a strong impact and the impression that you have is to enter in a medieval village .

Near the castle , along a narrow cobbled street ,St. Anne’s Church , dedicated to the mother of the Virgin Mary , is a small building dating back to the fifteenth century: inside there are votive frescoes of the sixteenth century and a painting on stone depicting the Madonna . It is worth stopping here to admire the simple and clean facade of this lovely church.
In the inside the town is a pleasant maze of narrow streets bursting with shops displaying colourful pottery , scented soaps , paintings, jewellery, embroidered tablecloths and the typical products of Garda , first of all the oil produced from the many olive trees that grow on the slopes and the hills surrounding the lake.
Walking along the main street you get to the Terme di Sirmione : as soon as you cross the threshold  a strong smell of sulfur saturates the air. Sirmione’s water is in fact rich in this element that makes it particularly healthy for the skin and lungs, a treat to which it is hard to say no, especially admiring the beautiful spa park on the outside garden with a spectacular view of the lake .
Leaving the Terme behind, the main road continues uphill through a beautiful park of tall maples and pines until you come to a spectacular rooftop terrace from which you can enjoy a 180 ° view of the lake and coastal countries.
On the tip of the island the Grotte di Catullo are a vast archaeological area that extends on the place where , in Roman times, there was an immense patrician villa . According to the tradition , this was the birthplace of the famous Latin poet Gaius Valerius Catullus. During  the last centuries of the empire,the villa was abandoned  and the vegetation soon covered it entirely . The cavity formed by the half-ruined buildings  determined the name by which the place is still known. The archaeological site is open to visitors and is a place of great charm with a stunning landscape , jutting into the lake to embrace a vast stretch of coastline.
For those who do not want to get up here on foot, there is a comfortable electric train that goes back and forth from the Therme to the panoramic square for only € 1 per ride.
On the way back you can stop at the beach, a pleasant place to have a coffee or lunch admiring the view of the lake or sunbathe on the rocks.

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