La chiesa di San Maurizio a Milano è stato il più importante Monastero benedettino femminile fino al 1798. All'interno è conservato un ciclo di affreschi di scuola leonardesca, che le ha valso l'appellativo di "Cappella Sistina milanese".

La chiesa si trova in Corso Magenta, in posizione centrale a pochi passi dal Duomo. La costruzione risale al IX secolo ma in epoca rinascimentale il monastero fu restaurato, assumendo le attuali connotazioni. Gli affreschi alle pareti narrano non soltanto le vite dei Santi e la passione di Cristo, ma anche episodi di vita cortigiana.
Chi entra resta a bocca aperta. E' impossibile immaginare che dietro un'anonima facciata si celi un tale capolavoro pittorico

L'interno

San Maurizio al Monastero Maggiore Milano L'interno si divide in due ambienti separati da una parete (detta il Coro delle Monache). A colpire è la mancanza di una porta tra le due stanze. Bisogna tenere a mente che un tempo questo era un monastero di clausura. La parte anteriore era riservata ai fedeli, quella posteriore alle monache che non potevano aver alcun tipo di contatto con il mondo esterno. Le religiose si radunavano in preghiera e ascoltavano le funzioni tramite una grata posta sopra l'altare (ancora oggi visibile). A colpire è l'esplosione di colore alle pareti e al soffitto, che contrasta con l'austerità della vita di clausura. L'intera superficie della chiesa è ricoperta di dipinti e stucchi, con figure che si muovono sulla scena e interagiscono tra loro. Gli affreschi furono iniziati nel '500 da artisti della scuola di Leonardo. Dal 1522 al 1529 Bernardino Luigi li riprese e terminò per incarico della famiglia Bentivoglio, committente di gran parte dei lavori della chiesa. I soggetti sono episodi biblici, parabole, magnifici cieli stellati e personaggi singolari. Nell'aula anteriore spicca il grande affresco dell'arca di Noé dove si distinguono persino degli unicorni. Il restauro del 1985 ha riportato alla luce i colori originali, restituendo a Milano uno dei suoi tesori più preziosi.

Visitare la chiesa di San Maurizio

La bella sorpresa è che la chiesa è a ingresso gratuito! Gli orari di visita sono: dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 19.30; giovedì dalle ore 9 alle 22.30. La chiesa  viene spesso usata per concerti di musica classica, occasione stupenda per ammirarne i capolavori pittorici.


Street food a Milano: gli indirizzi imperdibili per un'esperienza culinaria indimenticabile

A partire dall'assalto della street food più selvaggio e da ogni sorta di invenzione culinaria, sembra ormai di moda l'arte di doversi distinguere offrendo menù sempre più particolari e fantasiosi.
Ecco quindi che Milano si è popolata dal giorno alla notte di una moltitudine di negozi specializzati e ristoranti con un'offerta selettiva e ben curata. Capovolgendo il trend che richiedeva che ogni locale offrisse un po' di tutto per accogliere le diverse tipologie di clientela, ecco che si vede il ritorno alle origini quando ogni bottega era specializzata in un determinato settore. Della serie scopri quello che ti piace e che sai fare bene, rendilo unico e avrai successo.
Tralasciando i vari bio, vegetariani o vegani che si stanno diffondendo a macchia d'olio e che offrono un'offerta studiata per avvicinare al mondo salutista anche i più scettici, ecco una selezione dei locali da non perdere per una serata sfiziosa e diversa dal solito.

1. La Lasagneria - Corso di Porta Romana 79

Milano e lo street food

Nato con l'idea di rendere accessibile anche fuori casa un piatto tipicamente casalingo, si è pian piano affermato nello scenario della ristorazione milanese. Si trovano veramente lasagne di qualsiasi tipo, dalle tradizionali con ragù e besciamella, a quelle gourmet con pesto di pistacchi, a quelle vegane o in versione light. Consiglio di provare i nuovissimi "lasagna rolls" e, data la stagione, un assaggio alla variante con i funghi. Un'idea golosa per tutti, anche per chi non riesce a far a meno della dieta. Unica nota negativa: crea dipendenza.


2. La Polpetteria - Via Vigevano 20

Milano e lo street food



L'arredamento americano è la culla di questo autentico paradiso delle polpette. Che vi piacciano di carne pregiata, di pesce o di verdure questo è il posto che fa per voi. Se non fanno parte dei vostri piatti preferiti (cosa quasi impossibile) evitate di andarci perché non c'è molto altro. Il variegato menù comprende però anche dei primi (con polpette), succulenti hamburger e, per gli indecisi, dei piatti degustazione. Nota dolente: il prezzo. Si paga la qualità degli ingredienti, l'originalità e la location. Un prezzo adeguato ma non per tutte le tasche.
Con una formula diversa, più alla buona e divertente, la Ciccilla (Via Volta, 7)

3. La Polenteria - Via Taverna 2

Milano e lo street food


In realtà il locale è anche griglieria e ristopub ma, dopo la chiusura di altre polenterie, sta prendendo piede tra gli appassionati della farina di mais.
Servita sotto forma di crostini, cubetti o piatti fumanti, la polenta è infatti la regina indiscussa di questo locale. Un posto alla buona dove la succulenta pietanza gialla viene servita accompagnata da sughi, carni, funghi, formaggi o verdure. I prezzi sono onesti e le porzioni abbondanti. E' un posto con lunghi tavoloni di legno che si "rischia" di condividere con altre persone. Sconsigliato per chi è alla ricerca di un posto raffinato.
Con la stessa formula merita menzione anche il famoso pub sui Navigli, Nox (Via Torricelli, 5)


4. La Ravioleria - Via Paolo Sarpi 27

Milano e lo street food

In questa zona dominata dalla forte presenza cinese non poteva che nascere un locale frutto dell'incontro tra le due culture. Una via di mezzo tra street food e take away. Pochi posti a sedere, una finestra sulla strada con cucina a vista, possibilità di mangiare passeggiando o seduti ai pochi tavolini messi a disposizione. Ravioli in ogni salsa e con ogni ripieno. Da notare che la carne viene acquistata nell'adiacente macelleria storica. Ottima qualità per un cibo preparato al momento sotto i vostri occhi. Una formula talmente di successo che ha da poco raddoppiato la sua presenza (Via Paolo Sarpi, 25).
Un'esperienza gustativa assolutamente da non perdere e, se d'inverno mangiare passeggiando non è l'idea migliore, per questi ravioli il sacrificio è decisamente ripagato.


5. Il Panzerotto - Via Spontini 4

Milano e lo street food

Senza dimenticare il re indiscusso del genere, lo storico Luini, ecco da poco arrivare direttamente dalla magica Puglia la famiglia D'Alessio che ha già guadagnato un posto di riguardo nella classifica dei "must go" in quel di Milano. Il problema di questo posto è l'imbarazzo della scelta. Il profumo si sente già dalla strada e non si può resistere alla tentazione. Che sia al prosciutto, all'nduja, alla Nutella o in formato XXL l'importante è provarlo e postare la foto sui social. Per il resto lasciate fare alla simpatia e alla disponibilità del personale.



6. La Toasteria - Piazza Duomo 4

Milano e lo street food
Non l'unico nel suo genere (vedere ad esempio CapatoastMi CasaToasteria italiana) la formula è sicuramente di successo. Toast enormi ad un prezzo accessibile. Un lungo menu con ingredienti gustosi che fa venire l'acquolina in bocca solo a scorrerlo. Una sosta imperdibile se si passa dal centro e non si ha tanto tempo a disposizione. Per chi ha lo stomaco forte consigliatissimo il San Siro (wurstel, cipolle e peperoni al forno) e per i palati più raffinati il magico Ipanema (bresaola della Valtellina, caprino e spinaci saltati con parmigiano).


7. Tutti Fritti - Corso di Porta Ticinese 18

Milano e lo street food

I salutisti lo chiamano Satana ma davanti ad un buon fritto è difficile resistere. Ecco allora sulla scena gamberi, calamari, pollo, fiori di zucca, mozzarelle e tanto altro il tutto accompagnato da gustose salse e accompagnato da ottima birra. Il locale è piccolo e i posti a sedere sono pochi ma il servizio è veloce e, con un po' di adattamento, si trova sempre posto. Consigliato per uno strappo alla regola. Basta non farsi prendere dai sensi di colpa.


E se ancora non siete soddisfatti a non vi resta che partire alla ricerca della varie apecar in giro per la città. Troverete friselle, churros, pizze fatte al momento, hamburger di ogni forma e dimensione, pesce fritto, pollo allo spiedo, arancini e tanto, tanto altro. Un vero tour all'insegna della gastronomia più variegata che metterà alla prova anche i salutisti più convinti.




Il sentiero del Viandante

Il Sentiero del Viandante è un percorso trekking di circa 40 km tra Abbadia Lariana e Colico ,sulle sponde del Lago di Lecco, che regala splendidi scorci paesaggistici e la possibilità di camminare nella natura.

E' ormai noto che, nel weekend, i milanesi tendono a fuggire dalla città per trovare ristoro e refrigerio lontano dallo smog.
Oltre a questa tendenza, da sempre in voga, ce n'è una ancora più recente che riguarda il riavvicinamento e la riscoperta della natura. 
Ecco che allora diventano sempre più numerose le associazioni che propongono, organizzano e guidano avventure all'insegna del trekking, delle arrampicate, del rafting, delle notti nei rifugi e chi più ne ha più ne metta. 
Essendo milanese non sono esente dal contagio. Ecco quindi che ho organizzato un piccolo gruppo per andare alla scoperta dei territori naturali circostanti. 
Tra i più famosi e rinomati il Sentiero del Viandante spicca per le bellezze paesaggistiche.
E' un tratto di circa 40 km che collega Abbadia Lariana e Colico sulle sponde del Lago di Lecco
Anticamente utilizzata per scopi commerciali è oggi battuta per i suoi meravigliosi scorci sui rami del lago. Un'occasione unica per immergersi nella natura senza allontanarsi dai centri abitati ed è, anche per questo, percorribile da tutti. La tratta è organizzata per essere percorsa a tappe.


Il sentiero del Viandante
Un meraviglioso scorcio su Bellano


LE TAPPE


- 1° Tappa: Abbadia Lariana - Lierna. Circa 11 km percorribili in 3,50 ore
- 2° Tappa: Lierna - Varenna. Circa 9 km percorribili in 3,30 ore
- 3° Tappa: Varenna, Vezio, Dervio. Circa 10 km percorribili in 4,50 ore. E' la tratta più impegnativa
- 4° Tappa: Dervio, Colico, Piantedo. Circa 15 km percorribili in 5,00 ore. 


CONSIGLI

Il Sentiero del Viandante viene "venduto" come una passeggiata leggermente impegnativa ma adatta a tutti. Leggendo qua e la su internet si può essere persuasi dall'idea che sia, appunto, una passeggiata. Mai fare questo errore. Spesso chi scrive le recensioni e gli articoli è gente abituata all'alta montagna per cui, effettivamente, questi percorsi sono come bere un bicchier d'acqua. Se non siete abituati però, potreste soffrire per le pendenze e le frequenti salite e discese sulla strada sterrata. 
Il panorama in molti punti ripaga della fatica ma, partire impreparati o sottovalutare il percorso, può rivelarsi un grave errore sopratutto per la scelta dell'abbigliamento. Le scarpe da tennis (tipo allstar e superga) sono da appendere al chiodo. Meglio un modello più solido. Per il resto non ci sono grandi consigli. Il percorso è segnalato e, anche se si smarrisce la via principale, ci si ritrova al paesino successivo senza difficoltà. Come accennato, infatti, a parte alcuni brevi tratti immersi nei boschi in cui il sentiero è ben tracciato, la stragrande maggioranza del percorso prevede le soste lungo le località della costa e, di conseguenza, non c'è assolutamente pericolo di perdersi. 
Meglio comunque munirsi di acqua e snack soprattutto se non siete abituati. 
Per tutte le informazioni sul percorso è possibile visitare il link.

Il sentiero del Viandante
Il porto di Dervio


A parte queste accortezze il Sentiero del Viandante è un'occasione imperdibile per un'immersione della natura e per riscoprire alcune bellezze che, troppo spesso, diamo per scontate. 


Lago di Como

Il Lago di Como è da sempre emblema di una bellezza raffinata e sottile, di atmosfere rarefatte in cui indugiare ammirando l’orizzonte che sfuma tra acqua e terra, cinto da montagne boscose che si innalzano fiere quasi a voler sfidare il cielo. E’ al centro di questo ambiente d’eccezione che si trova Il Park Hotel Meublé di Como, ad un passo da panorami che con la loro natura bella e struggente ammaliarono nei secoli poeti, pittori e artisti da ogni dove.

Park Hotel Meublé, a un passo dalla poesia

Park Hotel Meublé Como
Personalità e stile nelle stanze del Park Hotel Meublé a Como
Il Park Hotel Meublé è un grazioso tre stelle ubicato al limitare del centro di Como, a breve distanza dalle sponde del lago. L’ubicazione centrale lo rende ideale sia per soggiorni d’affari in città che come base per visitare il Lago di Como e le romantiche cittadine lungo le sue sponde, borghi antichi custodi di preziosi patrimoni storici e culturali. 
I primi a cedere all'incanto del lago furono i Romani, che qui costruirono sontuose ville di soggiorno estivo. Secoli dopo i poeti Romantici individuarono nella sua natura pittoresca e a tratti malinconica, capace di parlare all'anima, l’interpretazione perfetta della Bellezza Romantica. Nell'Ottocento altri illustri personaggi, come Goethe e Fogazzaro, rimasero affascinati dal lago e lo usarono come sfondo per le loro storie di passioni e amori. Oggi come ieri questo angolo lacustre conserva una seduzione raffinata, un misto di grazia ed eleganza che conquista ogni visitatore, proiettandolo in un mondo fatto di charme, luce e romanticismo.

La struttura


Park Hotel Meublé Como
Decori floreali e tinte tenui 
La facciata moderna del Park Hotel Meublé di Como, progettata dall'architetto comacino Enrico Mantero, racchiude ambienti caldi e ospitali, impreziositi da dettagli raffinati, segno della grande attenzione con cui ogni ambiente è curato. 
Le 41 camere, ampie e luminose, sono arredate con gusto e creatività. Ognuna con un proprio stile, ogni stanza è abbellita da colori e decori diversi, per garantire carattere ed unicità ad ogni ambiente. Dal verde, al grigio, al viola all'azzurro, con alle pareti stampe floreali o classiche, c’è una stanza per ogni gusto! Su richiesta le camere possono diventare triple o quadruple. Tutte le stanze dispongono di Wi-Fi gratuito, radio, telefono, minibar,TV satellitare, cassaforte e aria condizionata.
L’hotel offre anche un parcheggio privato a cui si aggiunge un ampio parcheggio pubblico disponibile nelle vicinanze. 

La località

Lago di Como
Dopo un giro nel centro di Como per ammirarne gli eleganti palazzi d’epoca, si può partire per un itinerario tra gli angoli più pittoreschi del lago. La prima tappa è Brunate, un piccolo borgo appollaiato sulla collina che si può raggiungere con la funicolare che sale dal lago. Dai numerosi punti panoramici si possono ammirare l’interno arco Alpino e la pianura ai suoi piedi.
Proseguendo oltre si giunge a Bellagio, stella lucente del lago la cui fama ha varcato in confini italiani diventando un’icona nel mondo. Imperdibile un aperitivo in una delle terrazze a filo d’acqua! Per chi non ama il clamore e le folle, il paese di Pescallo, nello stesso promontorio di Bellagio, riserva tranquillità assoluta e atmosfere più intime.

Abbazia di Piona
Abbazia di Piona su Lago di Como
Il lago di Como non è solo natura ma anche tesori architettonici come la magnifica Abbazia di Piona, gioiello di gotico cistercense. La comunità di monaci che la abitano produce ottimi liquori, un souvenir originale da portare a casa.
Sulla sponda opposta, un po’ più a sud, si può invece visitare Villa Balbianello, dimora del XVII secolo immersa in un magnifico giardino all'italiana.
Per chi ama camminare è possibile seguire gli antichi sentieri della Strada Regia, il tracciato che percorre la sponda orientale del lago da Como a Bellagio. In passato si trattava di un sistema di mulattiere che univa i diversi villaggi, oggi trasformate in vie ciclo-pedonali che si sviluppano per una trentina di chilometri regalando ad ogni passo paesaggi da sogno.

Per info e prenotazioni: http://www.parkhotelcomo.it/

Parl Hotel Meublé***

V.le F.lli Rosselli, 20 - 22100 Como
Tel. +39 031 572615 - Fax. +39 031 574302
e-mail: info@parkhotelcomo.it

 
Park Hotel Meublé Lago di Como
Reception

Park Hotel Meublé Lago di Como
Camera matrimoniale

Camera matrimoniale

Park Hotel Meublé Lago di Como
Camera matrimoniale

Park Hotel Meublé Lago di Como
Vista sul lago di Como



La vista dal Castello Visconteo

Quella che vi narrerò oggi è la storia di un piccolo borgo semi sconosciuto, Trezzo sull'Adda, alle porte di Milano. La storia di un borgo che, dicono, nasconde nelle anse del castello un tesoro sotterrato chissà dove. 

Le voci del luogo raccontano che i vari attacchi alla fortezza non avvennero solamente per motivi politici ma, soprattutto, per la ricerca di questo inestimabile pozzo di ricchezza. Si sa che le leggende contribuiscono a creare un'aurea di mistero e rispetto nei confronti delle terre circostanti e, anche in questo caso, la storia non fa eccezioni. I resti del castello sono intrisi di silenzio e, nelle giornate di sole, la luce si diverte a creare delle ombre dalle forme tenebrose.

Questa è la leggenda che promette un luogo ricco di mistero abitato da fantasmi che vagano da secoli alla ricerca del tesoro. La realtà è, purtroppo, molto meno inquietante. I pochi resti del Castello Visconteo sono circondati da un piccolo parco ricco di fiori e panchine da cui ammirare la veduta sottostante (insenature dell'Adda comprese).
Insomma, togliendo la visita alla torre e il pozzo dei desideri, resta molto poco da vedere. 

Il pozzo dei desideri
L'itinerario che consiglio per questa gita domenicale è il tipico itinerario enogastronomico. La zona è ricca di agriturismi e ristoranti che offrono menù turistici o meno a prezzi abbordabili (ad esempio l'Agriturismo Le Cave del Ceppo in Via Val di Porto 28).
Dopo un pranzo succulento potrete godervi la splendida passeggiata lungo il fiume partendo dalla Centrale Taccani (una delle più grandi centrali idroelettriche in Italia perfettamente funzionante). L'itinerario si snoda lungo il fiume Adda per svariati chilometri (per i più sportivi è disponibile anche un servizio a pagamento di noleggio biciclette). L'ideale in un pomeriggio di primavera è godersi i piccoli scorci che si alternano lungo la riva.
Trezzo è il luogo ideale per smaltire lo smog e lo stress delle grandi città e godersi in pace la natura che ci circonda e, che troppo spesso, trascuriamo e dimentichiamo.


La Centrale Taccani
Per tutte le informazioni clicca qui. 

Zona Bicocca MilanoGrazia Guarnieri, guida turistica autorizzata per Milano e Provincia, ci conduce per mano in un itinerario per visitare un angolo della sua città, la zona Bicocca.

Quest'area di Milano prende nome dalla Bicocca, villino di caccia della famiglia Arcimboldi. L'area diventa un quartiere operaio agli inizi del '900, con il definitivo insediamento degli stabilimenti Pirelli e Ansaldo che vengono smantellati a partire dagli anni '80. La riqualificazione, curata principalmente dallo studio dell'architetto Vittorio Gregotti, ha fatto nascere un quartiere completamente rinnovato, dotato di avanzati servizi culturali e costruzioni moderne. 
Questo itinerario è percorribile in qualunque giornata. Unica limitazione: evitare i giorni di nebbia, che impediscono di godersi il panorama dalla Collina dei Ciliegi. 

Il Borgo Pirelli

Borgo Pirelli
Borgo Pirelli
Il nostro giro inizia dalla fermata M5 Bicocca. Da Via Pulci o Viale Rodi arriviamo in Viale Sarca.
Qui la prima sorpresa: l'antico villaggio operaio accanto alla nuova collina. 
Il Borgo Pirelli nasce negli anni '20 del Novecento per ospitare gli operai che lavoravano alla Pirelli. Il Borgo è composto da una serie di villette mono e bifamiliari a cui si aggiunge un condominio di quattro piani. Questi edifici presentano insolite, sobrie decorazioni liberty. Al piano terra del condominio, negozi per fornire servizi e generi alimentari agli operai. Le villette sono dotate di un piccolo giardino – orto. Spero che ci sia presto una ristrutturazione rispettosa di questo quartiere a misura d'uomo. 
Da qui saliamo sulla Collina dei Ciliegi e godiamoci il panorama.


La Collina dei Ciliegi, alta 25 metri è nata nel 2007 sovrapponendo le macerie delle industrie demolite. Da qui c'è ampia visuale sul quartiere. E in primavera i ciliegi sono in fiore sono meravigliosi! Ora abbracciamo con lo sguardo la grande area dove sorgevano le officine, demolite a partire dagli anni '80. Scordiamoci le dimensioni minute del Borgo Pirelli: qui le costruzioni e le ampie piazze a due livelli hanno una dimensione monumentale, si impongono allo sguardo. Gli ampi edifici della Bicocca sono riconoscibili dal colore rosso mattone delle facciate e dalle finestre quadrate. Del Teatro degli Arcimboldi riconosciamo la grande vetrata e la torre scenica. Fa da sfondo al quartiere un grande palazzo di un rosso più scuro rispetto all'università. Si tratta di un imponente edificio di edilizia convenzionata, un trait d'union fra la Bicocca e Sesto San Giovanni. 

Il Quartiere Bicocca e il Teatro Arcimboldi

Scendiamo dalla collina ora, e immergiamoci nel quartiere. 
Negli anni '90 la necessità di decongestionare l'Università degli Studi ha portato alla nascita dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. I grandi palazzi rossi ospitano aule, uffici, laboratori e aule studio. Le piazze sono pensate come luoghi di aggregazione per studenti e abitanti del quartiere. Sono alberate, dotate di panchine e fornite di vari servizi (parafarmacia, posta, supermercato, vari bar, lavanderia …). La mia preferita è Piazza della Trivulziana. Enorme, incorniciata da immobili universitari e residenziali, eppure vivace e umana, percorsa da famiglie e studenti. 
Dirigiamoci verso Viale dell'Innovazione, per vedere il Teatro degli Arcimboldi. Il teatro viene inaugurato a inizio 2002 per sostituire la Scala, interessata da lavori. Con il tempo ha guadagnato un pubblico affezionato alla buona programmazione di musical e spettacoli. La caratteristica copertura vetrata illumina la grande hall con le aree di servizio e l'accesso alla sala a ventaglio, nota per l'eccezionale acustica. 

Villa Bicocca degli Arcimboldi

Villa Bicocca degli Arcimboldi
Villa Bicocca degli Arcimboldi
Prendiamo Via Padre Buccaro per andare su Viale Sarca. Dietro i cancelli, al centro di un parco ben tenuto, la casa che ha dato il nome al quartiere: la Bicocca degli Arcimboldi
La villa è stata costruita nella seconda metà del XV dagli Arcimboldi, come luogo per la caccia e lo svago. Rimane un'interessante, isolata testimonianza dell'arte del Quattrocento lombardo. Disposta su tre piani, è interamente decorata da affreschi. Particolarmente curiosi gli affreschi al piano nobile, nella cosiddetta sala delle dame. Rappresentano la giornata ideale della padrona, dal risveglio, al gioco degli scacchi, fino alla preparazione del letto nuziale. La villa attualmente è di proprietà della Pirelli e non è aperta al pubblico. 

La sede Pirelli

Procediamo lungo Viale Sarca. Al numero 222 l'attuale sede della Pirelli conserva un'altra particolarità. Qui sorgeva l'immensa torre di raffreddamento. Nel corso del rifacimento della sede aziendale, si è deciso di conservarla. Il risultato è incredibile. Un cubo di vetro e acciaio avvolge e lascia intravedere la vecchia torre. Si tratta di un luogo privato ma è possibile dargli un'occhiata all'interno presentandosi con serenità e … evitando le foto con il flash!

Torre Breda, da serbatoio a polo culturale

Torre Breda Milano
Torre Breda
Camminiamo ancora e ci troviamo a una fermata M5: Ponale. Prima di tornare a casa, guardiamo l'ultima chicca: l'alta torre che svetta davanti a noi. 
Non siamo più in zona Pirelli. Questa torre fabbricata nel 1913 in stile neo-rinascimentale, era usata da Breda. Serviva da serbatoio idraulico sulla linea dell'acquedotto. Il fabbricato a due piani che si trova al su fianco, conteneva i macchinari di servizio e la casa del custode. Il Dipartimento de Scienze della Terra dell'Università Bicocca ha dichiarato che trasformerà quest'area abbandonata in una stazione di ricerca sulla qualità dell'aria e della vita cittadina. Non vedo l'ora: Milano ha bisogno di cambiare rotta, a proposito di qualità dell'aria! Nel frattempo, prima di tornare alla nostra quotidianità, guardiamo questa magnifica torre illuminata. 


Grazia Guarnieri 
@EclecticToursMI
Guida Autorizzata di Milano e Provincia


Ville e giardini di Lombardia

Novembre può rivelarsi il mese migliore dell’anno per visitare alcuni degli splendidi giardini presenti in Lombardia, veri e propri tesori nascosti capaci di regalare emozioni uniche. 

Approfittando delle ultime giornate soleggiate e allontanandosi solo di qualche chilometro dai grandi centri abitati è possibile scoprire piccole gemme immerse nel verde, frutto di secoli di cure e attenzioni in grado di preservare nel tempo uno dei tesori più preziosi d’Italia. Grazie anche a Grandi Giardini Italiani, associazione fondata nel 1997 con l’intento di riunire tra le più importanti risorse paesaggistiche nazionali, oggi è davvero facile conoscere quale villa storica sia dietro l’angolo e cominciare a programmare una visita mozzafiato.
Del resto, la cultura del giardino ha in Italia origini antichissime. Divenuto celebre soprattutto durante il Rinascimento, quando possederne uno era fra i più ricercati sfarzi dei nobili del tempo, il cosiddetto “giardino all’italiana” deve la sua fortuna all'organizzazione razionale di spazi scenograficamente orchestrati, simbolo del potere razionale dell’uomo esercitato sulla natura. Alberi centenari, piante esotiche e fontane realizzate da rinomati artisti dell’epoca trasformano queste aree verdi nell’immagine più lampante della grande fioritura culturale che aveva coinvolto l’intera penisola.
Intorno al XVIII secolo l’aristocrazia francese ha ridato ampio respiro a questa tradizione, chiamando gli esperti architetti del paesaggio italiani a realizzare nuove opere destinate ad affascinare i monarchi illuministi attraverso la lingua muta di queste ampie distese lussureggianti. È in tale periodo che il giardino all’italiana si trova a dover competere con la variante “all’inglese”, amata soprattutto dai poeti romantici, che abbandona l’approccio geometrico in favore di una natura lasciata incolta e libera di esprimersi in tutta la sua magnificenza.
Tra tutte le regioni del Bel Paese, la Lombardia spicca particolarmente per il gran numero di ville e giardini aperti al pubblico. Non a caso è tra le zone preferite dai visitatori stranieri appassionati di Horticultural Tourism, una tendenza recente sviluppatasi in parallelo con le altre filosofie green che hanno finito col trasformare la moda in qualcosa di eticamente responsabile. Potrebbe essere utile, dunque, una ripassata e passare in rassegna quattro fra i più suggestivi giardini pubblici della Lombardia.

Villa Carlotta

Amata anche dal celebre scrittore francese Gustave Flaubert, Villa Carlotta sorge sulle sponde del Lago di Como, regalandole una posizione eccezionale per godere di panorami unici al mondo. Fortemente voluta al principio del XVIII secolo dal banchiere milanese Giorgio Clerici, la villa occupa un’area di oltre 70.000 metri quadrati, dove è possibile osservare da vicino una ricchezza floreale che richiama ogni anno turisti da tutto il mondo. In primavera il parco ospita un gran numero di eventi legati al periodo di fioritura di azalee e rododendri.


Villa Arconati

Villa Arconati
I giardini di Villa Arconati

Per tutti gli appassionati d’arte Villa Arconati rappresenta la tappa ideale: oltre a ospitare una grande varietà di piante legate al territorio lombardo, come il castagno e il faggio, il panorama del parco è costellato da statue, fontane e teatri che permettono di spaziare dal Barocco all’Ottocento. Inoltre, in alcuni periodi dell’anno è possibile assistere a concerti di musica classica e moderna o partecipare a visite guidate all’interno dei palazzi d’epoca.


Il Vittoriale degli Italiani


Il Vittoriale
Il Vittoriale
La celeberrima residenza di Gabriele d’Annunzio è una delle mete obbligate nel panorama delle bellezze naturali lombarde: il Vate ha costruito attorno la sua dimora uno spettacolare insieme di arte, natura e storia. Ogni anno il parco è coinvolto in programmi di manutenzione giardini ordinaria, per assicurare ai visitatori di vivere la migliore esperienza possibile all’interno della magnificente struttura. 


Giardini pubblici Indro Montanelli


Giardini pubblici Indro Montanelli
I giardini pubblici di Indro Montanelli a Milano
Collocati nel cuore pulsante di Milano, i giardini dedicati alla storica firma del Corriere della Sera sono consideranti tra i più belli del capoluogo lombardo. Realizzati tra il 1782 e il 1786 dal grande architetto Giuseppe Piermarini, che aveva già firmato il Teatro della Scala, e risistemati nel corso dell’Ottocento secondo i cardini del giardino all’inglese, questi spazi incontaminati e suggestivi sono tuttora tra i preferiti dagli abitanti della zona per rilassanti passeggiate all’ombra dell’incredibile varietà di piante ospitate nel parco, come ippocastani, cipressi o lo splendido esemplare di platano centenario.


Quest’articolo è stato scritto in collaborazione con Project Job.


Molto più di un hotel, il Broletto è un luogo per distendere i sensi, un posto dove sentirsi a casa ed indugiare in momenti di quiete. Avvolti nel calore di ambienti arredati con garbo ed accuratezza, potrete godere di una prospettiva privilegiata, immersi nel cuore della straordinaria cornice medievale del centro storico di Mantova.

 

Doppia anima per una residenza di charme

 
 
Questa dimora di classe nel cuore di Mantova nasconde due anime, complementari e indissolubilmente legate.
L’Hotel Broletto e la Residenza Leon D’Oro sorgono a pochi metri di distanza e si caratterizzano per ambienti che interpretano in chiave diversa ma ugualmente unica i concetti di stile ed eleganza.
Nelle stanze dell’hotel predominano i toni delicati del bianco, dell’avorio e del marrone, sia alle pareti che nel mobilio, per un effetto di distensiva armonia. La residenza sfoggia pareti e dettagli dai colori più intensi, con toni che virano in un caldo e raffinato bordeaux.
Un arredamento in stile classico-chic per l’Hotel e linee più moderne per la Residenza fanno di queste due strutture il perfetto completamento una dell’altra, entrambe custodi di una sottile e raffinata eleganza.

Camere e servizi

 
 
Le camere dell’Hotel e della Residenza unisco il piacere di spazi ampi e ricchi di personalità alla comodità di un albergo di qualità, complete di tutti i confort per rendere la permanenza perfetta, come l’aria condizionata, la TV LCD e la connessione Wi-Fi gratuita.
Al mattino il risveglio è reso più dolce dal buffet che non manca di proporre specialità e prodotti locali, sia dolci che salati. La disponibilità e la cordialità del personale aggiungono calore ed un rassicurante senso di benessere.
La comodità al Broletto è concepita a 360°, per questo l’hotel ha pensato ad un voucher che con una piccola spesa giornaliera permette di raggiungere la residenza, situata all'interno della zona a traffico limitato, con la propria auto.

Sapori mantovani

Cucina mantovana
Impossibile visitare Mantova senza assaggiare un piatto di tortelli di zucca, una delle specialità della città. Molti dei piatti locali risalgono ai tempi dei Gonzaga e propongono sapori ed abbinamenti legati alle tradizioni contadine. Ogni cena che si rispetti a Mantova inizia con un antipasto di affettati misti. Tra i primi, oltre ai già citati tortelli, spiccano le tagliatelle e molti risotti. I secondi sono un tripudio di brasati, cotechino e bollito misto. Il Broletto offre speciali agevolazioni presso alcuni dei migliori ristoranti del centro per un’esperienza gastronomica all'insegna della genuinità e dei sapori autentici.

La località

Mantova
Mantova, veduta dal lago
Difficile non innamorarsi di Mantova vista da questa prospettiva! Il Broletto si trova in via Accademia, nel cuore del centro storico e a pochi passi dal Palazzo Ducale, l’antica e sontuosa reggia dei Gonzaga, signori di Mantova, ed uno dei principali edifici storici cittadini. Una visita al palazzo equivale ad un viaggio tra quattro secoli di storia, dal Medioevo al Settecento, periodo in cui la reggia rimase di propietà dei Gonzaga.
Il Palazzo affaccia su Piazza Sordello, teatro medievale che sfoggia altri gioielli architettonici come il Castello di San Giorgio, riconoscibile per le quattro torri e collegato al complesso del palazzo. Nella torre nord est si può ammirare la Camera degli Sposi, famosa per il ciclo di affreschi che ne impreziosisce pareti e soffiti, opera di Andrea Mantegna. Al centro della volta è dipinta la celebre balconata che crea l’illusione che la stanza sia aperta verso il cielo.
Pochi passi e si giunge nella cornice medievale di Piazza delle Erbe dove si possono ammirare il Palazzo della Ragione, risalente al 1250, e la più antica chiesa di Mantova, la Rotonda di San Lorenzo. Costruita sul modello del San Sepolcro di Gerusalemme, si ipotizza sia stata fondata nel 1082 per volontà di Matilde di Canossa. Un tempo era inserita nella via di pellegrinaggio alla vicina Chiesa di San’Andrea. L’interno mostra l’antica suddivisione in due piani con il matroneo, lo spazio riservato alle donne, che conserva ancora frammenti di decorazione di epoca longobarda.
Mantova offre tanti altri angoli nascosti con palazzi antichi che ne raccontano la storia, da scoprire con tranquille passeggiate lungo le vie del centro, ottime anche per lo shopping.
Palazzo Te, a dieci minuti a piedi dal centro, è un altro luogo imperdibile da includere nel tour della città.
 

Per info e prenotazioni: http://www.hotelbroletto.com/

Hotel Broletto Via Accademia, 1- 46100 Mantova (Italy) info@ilbroletto.itLa Residenza Leon d'Oro www.laresidenzaleondoro.it info@laresidenzaleondoro.it Tel: 0376 322383 Cell:342 1875928

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Hotel Il Broletto- Sala Colazione
Residenza Leon D'Oro - Camera matrimoniale
La Residenza Leon D'Oro - Sala Colazione