Varsavia

Da tempo ho acquisito una passione smisurata per la Polonia. Purtroppo da molti ancora considerato un paese in via di sviluppo, è, in realtà, un paese moderno ed affascinante. Le grandi città non solo non hanno nulla da invidiare alle più considerate capitali europee ma conservano in ogni angolo il fascino del passato. Un passato che è ancora molto presente nella vita e nelle abitudini polacche. Un passato che si riflette nell’amore per la vita e per la cultura. I polacchi, infatti, avendo un trascorso politico ed economico molto difficile e, purtroppo, ancora molto vicino ai giorni nostri, hanno maturato un diffuso sentimento di nazionalismo dovuto all’incredulità di essere sopravvissuti e di aver ricostruito dalle ceneri un territorio ricco ed in via di forte sviluppo.


Quella di cui vi parlo oggi altro non è che Varsavia, la regina dell’incontro tra passato e futuro. La città che più di tutte ha il compito di ricordare ciò che è stato. Non a caso, il centro storico è che la fedele ricostruzione di com’era la capitale prima di essere totalmente rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale.

DA NON PERDERE:

– Piazza del Mercato (Rynek Starego Miasta): situata vicino al Castello Reale è la piazza più importante, quella in cui si erge la statua della Sirenetta (uno dei simboli della città). Ricca di bar e ristorantini tipici e di palazzi riccamente decorati vi lascerà a bocca aperta
Piazza Zambowy: oltre all’ingresso principale del Castello è sede del monumento storico più antico della città, la colonna di Sigismondo III Vasa (il cui principale merito fu quello di rendere Varsavia capitale della Polonia). E’ la piazza più colorata della capitale. Il sole che si riflette sui palazzi crea degli effetti inimitabili 
Palazzo della Cultura e della Scienza: è il principale simbolo della modernità. Un edificio sovietico gigantesco che ospita più di 3000 sale tra cui cinema e musei. Dal 30° è possibile godere di una splendida vista sulla città (a pagamento)
Museo dell’insurrezione: di fondamentale importanza storica è il museo della guerra. Si tratta di un museo interattivo, con filmati, storie, racconti, musiche, simulazioni di spari e narrazioni animate. Commovente ed emozionante. A rappresentazione di quanto ha significato e significa ancora per i polacchi l’epoca bellica. Non sono una grande appassionata di musei ma questo vale sicuramente una visita
Palazzo Wilanòw: la splendida residenza è circondata da fantastici giardini. Se avete tempo non perdetevi assolutamente un’escursione (è leggermente fuori dal centro ma comunque facilmente raggiungibile). 

Il Castello Reale

Varsavia è questo e molto di più. Un’esplosione di vita e di colori. Una splendida fenice risorta dalle sue ceneri con forza e determinazione per dimostrare che, anche dopo i periodi più bui, il sole torna a brillare più forte di prima. 


La vista dal Castello Visconteo

Quella che vi narrerò oggi è la storia di un piccolo borgo semi sconosciuto, Trezzo sull’Adda, alle porte di Milano. La storia di un borgo che, dicono, nasconde nelle anse del castello un tesoro sotterrato chissà dove. 

Le voci del luogo raccontano che i vari attacchi alla fortezza non avvennero solamente per motivi politici ma, soprattutto, per la ricerca di questo inestimabile pozzo di ricchezza. Si sa che le leggende contribuiscono a creare un’aurea di mistero e rispetto nei confronti delle terre circostanti e, anche in questo caso, la storia non fa eccezioni. I resti del castello sono intrisi di silenzio e, nelle giornate di sole, la luce si diverte a creare delle ombre dalle forme tenebrose.
Questa è la leggenda che promette un luogo ricco di mistero abitato da fantasmi che vagano da secoli alla ricerca del tesoro. La realtà è, purtroppo, molto meno inquietante. I pochi resti del Castello Visconteo sono circondati da un piccolo parco ricco di fiori e panchine da cui ammirare la veduta sottostante (insenature dell’Adda comprese).
Insomma, togliendo la visita alla torre e il pozzo dei desideri, resta molto poco da vedere. 
Il pozzo dei desideri

L’itinerario che consiglio per questa gita domenicale è il tipico itinerario enogastronomico. La zona è ricca di agriturismi e ristoranti che offrono menù turistici o meno a prezzi abbordabili (ad esempio l’Agriturismo Le Cave del Ceppo in Via Val di Porto 28).

Dopo un pranzo succulento potrete godervi la splendida passeggiata lungo il fiume partendo dalla Centrale Taccani (una delle più grandi centrali idroelettriche in Italia perfettamente funzionante). L’itinerario si snoda lungo il fiume Adda per svariati chilometri (per i più sportivi è disponibile anche un servizio a pagamento di noleggio biciclette). L’ideale in un pomeriggio di primavera è godersi i piccoli scorci che si alternano lungo la riva.
Trezzo è il luogo ideale per smaltire lo smog e lo stress delle grandi città e godersi in pace la natura che ci circonda e, che troppo spesso, trascuriamo e dimentichiamo.
La Centrale Taccani

Per tutte le informazioni clicca qui. 


Strandvagen

Rilassata e tranquilla, Stoccolma è una capitale a misura d’uomo, con spazi urbani ben organizzati, dove ritrovare il piacere di ritmi lenti e godere del panorama sul Mar Baltico. 

Come sempre, negli ultimi tempi, non sono io a scegliere le destinazioni dei miei viaggi ma sono loro a scegliere me. Mi lusingano con offerte lowcost a cui non posso rinunciare ed eccomi lì con uno zaino sulle spalle e lo sguardo illuminato verso una nuova avventura.

Anche Stoccolma è arrivata così. La mia prima volta in Nord Europa. Un aereo a/r a € 65 dal venerdì alla domenica sera. 
Potrebbe sembrare un viaggio effettivamente lowcost ma la dura realtà è che tutte le dicerie sul Nord Europa sono fondate. La vita è cara. E per quanto si possano mettere in atto piccoli accorgimenti non è sicuramente come andare nei paesi dell’est. 
Detto questo Stoccolma è una capitale molto particolare. Non si avverte maestosità, grandezza o imponenza. E’ una città dall’animo tranquillo, dolcemente cullata e protetta dalle acque del Mar Baltico. E’ una città che non trascina nel vortice ma che spinge a viverla con calma, a rilassarsi, a godere delle piccole cose: un giro in battello, una passeggiata nel verde, un kanelbulle (dolce tipico alla cannella) seduti ad un tavolino di uno dei numerosi bistrot.
E’ servitissima dai mezzi pubblici ma, quello che ho apprezzato maggiormente, è che tutte le principali attrazioni sono raggiungibili a piedi dal centro. Se avete la fortuna di trovare delle giornate di sole (cosa tra l’altro molto frequente) il mio consiglio è di non perdere tempo a cercare autobus e metro ma di avventurarsi a piedi. Alcuni scorci sul Mar Baltico sono veramente imperdibili.
Le splendide barche ormeggiate sulla riva 
Nonostante gli spazi verdi, i tramonti sull’acqua e la tranquillità che regna sovrana, Stoccolma è una città che non conquista, non avvolge, non sorprende. Una città che, come tutte le altre, vale la pena visitare almeno una volta ma due giorni sono più che sufficienti e tornarci non è indispensabile. A metà tra una grande capitale e una piccola città non ha né la maestosità dell’una né, a mio avviso, né la particolarità delle altre. Escludendo le pochissime vie del centro (Gamla Stan) il resto non ha un’impronta che valga la pena ricordare. Forse erano semplicemente troppo alte le mie aspettative o, forse, più probabilmente, non tutti i luoghi ci entrano nel cuore.

Da non perdere a Stoccolma

– Museo Vasa: un museo dedicato interamente all’unico vascello del XVII secolo sopravvissuto fino ad oggi. Purtroppo non è possibile salire e visitarlo internamente ma, essendo unico al mondo, la visita è obbligatoria. Tutte le info qui
– Kungliga slottet (Palazzo Reale): l’ingresso non è semplicissimo da individuare ma una volta all’interno non si può che rimanere affascinati dalle sale ricche di storia e sfarzo. E’ forse l’unico luogo in cui si avverte la sovranità e la regalità della capitale
– Skansen Museum: è chiamato “museo all’aria aperta”. In pratica è la ricostruzione degli antichi villaggi svedesi. Botteghe, case, chiese, fattorie. Se si è fortunati si vedono passeggiare le maschere vestite con abiti d’epoca. Lo zoo, a mio avviso, non è nulla di speciale a parte la presenza delle renne
– Ostermalm Saluhall (il mercato coperto): il posto ideale dove curiosare tra i colori, i sapori e gli odori della cucina svedese. Un vero e proprio mercato dove acquistare, assaggiare o rimanere a bocca aperta. All’interno è presente anche un ristorante ma quello che consiglio è di comprare dei piccoli assaggi di tutto e un po’.. ne rimarrete piacevolmente conquistati (l’ingresso è gratuito)
– City Hall: è il palazzo del municipio le cui tre corone situate sulla torre rappresentano il simbolo della città. L’ingresso è possibile solo con la visita guidata quindi informatevi sugli orari o rischiate di perdervi la magnifica vista dall’alto di 106 metri (City Hall)

Palazzo Reale Stoccolma
I ricchi interni del Palazzo Reale

Consigli utili per visitare Stoccolma

– Se avete intenzione di visitare anche solo 3/4 attrazioni e prendere i mezzi pubblici è assolutamente consigliato acquistare la Stockholm Card (info Stockholmcard) che al costo di circa €80 per due giorni consente l’accesso a tutte le maggiori attrazioni e a tutti i mezzi pubblici. Se considerate che ogni museo ha un costo minimo di €15 e che il biglietto dei mezzi costa quasi €4 la Card non ha un prezzo così elevato
– l’aeroporto di Skavsta è piccolissimo. Se avete intenzione di mangiare qualcosa lì prima di partire è meglio portarsi qualcosa dalla città. All’interno è presente solo il duty free (poco fornito) e un bar
– non è necessario cambiare i soldi a meno che non preferiate i contanti. Ovunque è gradito ed utilizzato il bancomat (anche per cifre irrisorie)
– fate attenzione alla scelta dell’alloggio. In molti alberghi la maggior parte delle stanze non hanno la finestra. Negli ostelli è la prassi e, soprattutto nelle camerate, non è molto piacevole
– se avete un budget ridotto prediligete gli acquisti di cibo e bevande presso i diversi supermercati dislocati in ogni angolo della città. Si trova di tutto (anche piatti tipici pronti, panini, tramezzini, insalatone fai da te, dolci, ecc.. ) a prezzi accessibili a tutti. E poi, si sa, è sempre bello curiosare tra le specialità del posto. 



Corso Como al crepuscolo

Milano è la città degli affari, della moda, dell’incontenibile frenesia che circonda strade e palazzi. Gente che corre, scalpita, con la fretta di arrivare chissà dove, chissà da chi, chissà perché..

Milano è la gente che non ha tempo, che ti incastra nell’agenda per un caffé al volo, perennemente impigliata nella rete sociale da aggiornare, condividere. Senza sosta, senza respiro.
Milano è la città che senza accorgerti ti imprigiona nel suo entusiasmo, nella sua voglia di vivere e farti vivere, di sedurti e conquistarti.
Per conoscerla davvero non la si può semplicemente assaporare.. bisogna viverla. 
Partiamo dal presupposto che i milanesi (di sangue e/o trapiantati) sono dediti al lavoro. Difficilmente li vedrete vagabondare di giorno in settimana. Come vittime di un incantesimo la loro principale ed unica preoccupazione sembra essere leggere e rispondere alle email in qualsiasi momento e in qualunque luogo si trovino. 
E così la giornata tipo inizia spesso con un caffé veloce al bar sotto l’ufficio per poi proseguire verso una frenetica mattinata tra meeting, conference call e via dicendo. Spesso, frenetica, è pure la pausa pranzo. Negli ultimi tempi sono sorti come funghi piccoli locali che offrono un’ampia scelta di piatti pronti da asporto rigorosamente bio. Il tempio del cibo light, delle verdure trasformate in centrifughe e di piatti assolutamente vegan free. Ma in fondo Milano è moda, anche nel cibo.
Ma qualunque sia la tendenza alimentare per il milanese l’appuntamento irrinunciabile era, è e rimarrà l’aperitivo.

IN DARSENA PER SENTIRSI A CASA…

L’aperitivo in Darsena è sicuramente quello più gettonato, soprattutto dopo la riqualificazione della zona e i numerosi eventi in programma. La Darsena è per tutti. Ci sono locali per ogni gusto, tendenza alimentare, rango sociale. Una lunga fila di tavolini in cui le ventiquattr’ore si mescolano con gli studenti universitari, le cravatte allentate con gli zaini traboccanti di appunti. La Darsena è semplicità, colore e interazione.
Tra i “must” da non perdere:
– Maya: buffet sudamericano ed italiano. Vastissima scelta. Spesso si trova anche la fontana di cioccolato. Cocktail strepitosi. €10 e soddisfazione assicurata.  Via Ascanio Sforza 41 Maya Milano
– Manhattan: buffet ricco e vario. Ce n’è per tutti i gusti. E’ un po’ piccolo e non accetta prenotazioni ma una piccola attesa è più che ripagata. Ripa di Porta Ticinese 13

IN SEMPIONE PER ESSERE “AL TOP”…

Per gli irriducibili dello stile “Il Milanese imbruttito” l’aperitivo può essere solo l’Arco della Pace. E’ qui che si ritrovano principalmente uomini d’affari e donne in carriera veri o finti che siano. E’ il luogo dove lo status symbol regna sovrano. Qui non ci sono buffet d’assalto o valanghe di cibo (se non in pochissime eccezioni). La parola d’ordine è raffinatezza. Piccole e pregiate tartine servite da veri e propri camerieri, cocktail serviti in coppe pregiate, assaggi di piccole perle gastronomiche dai nomi impronunciabili. In questa zona l’aperitivo è più una tappa obbligata dopo l’ufficio per mantenere o stabilire contatti con il mondo del business.
Da provare:
– Deseo: un aperitivo di gran classe tra divani bianchi e lampadari di cristallo. Corso Sempione 2
– Bhangrabar: l’aperitivo più ricco del Sempione. Un locale in stile indiano che contrasta notevolmente con i suoi vicini di carreggiata. Legni intarsiati e battenti d’ottone. Corso Sempione 1.

ALLE COLONNE PER UNO STILE UNDERGROUND..

Ed eccoci qui, in una delle piazze più eccentriche della città. Qui è d’obbligo starsene seduti in piazza (sui gradini della chiesa, sulle panchine più o meno improvvisate, o alla meno peggio letteralmente accampati per terra) con in mano un traboccante bicchiere di plastica. Numerosi i locali che forniscono il servizio della birra o del cocktail d’asporto. E’ qui che si ritrovano gli artisti eccentrici, gli universitari, i curiosi che vogliono fare un giro tra le diversità e le estrosità dei frequentanti della zona. Qui si mangia poco e niente ma stare senza bicchiere in mano è quasi un reato. Per chi invece volesse godersi una cenetta romantica con vista splendida sulla piazza e sulla Basilica di San Lorenzo Maggiore consiglio una capatina al ristorante Rugantino. Tipico romano, stile elegante, non un posto dove si può andare tutti i giorni ma per un’occasione speciale è molto più che valido.

Le famose ” Colonne di S. Lorenzo”

IN CORSO COMO PER SENTIRSI VIP..

Conosciuto per lo più per la movida notturna, Corso Como è stato recentemente rivestito di nuova gloria con l’avvento dell’ormai famosissima Porta Nuova. Ecco così che accanto alle più celebri discoteche milanese sono sorti numerosissimi locali che propongono la formula dell’aperitivo grazie al tappeto di tavolini all’aperto disseminati lungo tutto il Corso. Una formula simile a quella del Sempione. Piccoli buffet, spesso solo assaggi, prezzi leggermente elevati, facile incontrare star del jet set. D’altronde, si sa, i vip si pagano anche solo a volerli guardare.
L’unica vera alternativa al susseguirsi di locali uguali quasi anche per forma e colore è la formula aperitivo proposta da Eataly. Ce n’è per tutti i gusti e merita anche solo un giro di perlustrazione.

“FUORI ZONA” PER SFUGGIRE ALL’INCUBO DEL PARCHEGGIO..

I luoghi di culto del milanese serale sono presi d’assalto dal traffico. Quasi impossibile trovare un parcheggio se non dopo un’estenuante ricerca. Una valida alternativa possono essere i mezzi pubblici (a cui i milanesi sono poco o per nulla affezionati) ma, alternativa ancora più valida è fare un aperitivo lontano dalle zone di maggior affluenza. La formula è sempre la stessa. Ampio buffet dolce e salato e cocktail il tutto tra gli €8 e i €10 euro.
Eccone alcuni:
– Cius: Via Spontini 6. Per anni è stato uno dei buffet più ricchi e gettonati. Il locale non è molto grande ma il buffet sicuramente soddisfa
– 55 Milano (ex Roialto): Via Piero della Francesca 55: per un aperitivo più ricercato e particolare. Non vi deluderà
– Globe Lounge Bar: Piazza V Giornate 1: uno degli aperitivi più chic con vista panoramica (indispensabile la prenotazione per la terrazza)
– Madison: Viale Sabotino 12: è il classico locale sotto casa gestito da giovani ragazzi gentili e disponibili. I coktail sono sublimi e compensano il buffet non troppo vario.

La lista potrebbe andare avanti per ore ed ore ma quello che conta è che, dovunque siate, qualunque siano i vostri gusti e il vostro stile non potrete sottrarvi al culto dell’aperitivo milanese. E una volta provato, non potrete più farne a meno…


Fabiana ci regala un altro pezzo sulla sua Milano, quasi una dichiarazione d’amore, per aiutarci a capire meglio questa intrigante città.

Eccola qui la mia Milano di inizio settembre. Gli ultimi rientri, il traffico che invade le strade, le inaugurazioni della stagione entrante. Da un lato la malinconia per la fine dell’estate. Dall’altro, l’entusiasmo per la ricca stagione che sta per iniziare. 
Perché Milano non è grigia come tutti pensano. Milano è un turbinio di colori. Basta solo imparare a conoscerli e spogliarsi della convinzione che ovunque ci sia nebbia e indifferenza.
SCOPRILA: Milano è ricca di storia, di arte e di cultura. Spogliati dai tuoi abiti da cittadino metropolitano e prenditi del tempo per girare tra le strade, conoscere i nomi e quello che ti circonda. Prendi una guida, leggi su internet, informati. Scoprirai una Milano diversa, meno “signora” e più autentica e reale nei suoi palazzi e nelle sue ville. Interessantissimi i percorsi tematici proposti da Milano Guida: http://www.milanoguida.com/
VIVILA: Milano è ricca di eventi in ogni momento e giorno dell’anno. Purtroppo sono spesso poco pubblicizzati e quindi, per goderne appieno, bisogna informarsi e cercarli. Certo, a volte può essere “uno sbattimento” (per dirlo alla milanese) ma è un lungo percorso alla ricerca di ciò che più ci piace ed interessa. Quest’estate ad esempio sono stati organizzati tantissimi eventi al Castello come il cinema all’aperto, concerti, spettacoli teatrali. Per non parlare delle serate tematiche al Planetario alla scoperta del cielo, delle visite guidate nelle ville private e nei palazzi, ai tour in bicicletta per le strade della città. Alcune informazioni si possono trovare costantemente aggiornate su http://www.turismo.milano.it ma sono veramente tanti i portali dedicati
GUSTALA: ad ogni angolo si possono trovare ristoranti, locali, pizzerie, pasticcerie e tanto altro. Tanti gusti, tanti temi, tante inaugurazioni a cui partecipare e scoprire nuove destinazioni. Da non dimenticare poi di iniziare a scoprire quello che abbiamo sotto casa. Spesso, infatti, facciamo tanta strada per andare a cena fuori quando nei dintorni abbiamo dei locali sottovalutati e sconosciuti. Impara a cambiare. Ogni giorno nascono nuovi locali dove provare nuovi sapori e nuovi colori. Qui ogni settimana vengono proposti alcuni ristoranti o locali da provare assolutamente: http://vivimilano.corriere.it/ristoranti
ASCOLTALA: ogni tanto fermati e assapora Milano. Ascoltane il battito e i ritmi. Osserva le persone, ammirane le strade, guarda lo scorrere delle macchine. Siediti in un bar e guarda fuori dalla vetrina. Impara ad apprezzarne anche la frenesia e il movimento. Una città in costante trasformazione. Sei testimone di un mutamento che si svolge lento e incessante sotto i tuoi occhi. Sei qui. Ne fai parte. Ti avvolge e ti consola. Non sei solo. Sei Milano. 
AMALA: amare Milano richiede tempo e impegno. Bisogna spogliarsi dei pregiudizi e imparare ad apprezzarla giorno dopo giorno. Ma quando piano piano inizi ad amarla non puoi più farne a meno. E’ una città che ti offre tanto ma richiede il tuo cuore, la tua anima, il tuo tempo. Un amore incondizionato che nasce a poco a poco e sarà parte di te per sempre.
Milano è grigia? Avete mai provato a guardare il suo cielo azzurro in una gelida giornata invernale quando il sole scalda il viso e i brividi si fermano? Avete mai sentito il cuore fermarsi per questi piccoli istanti d’amore? Milano non è grigia. E’ rossa. Come la passione. 

Valentina, la nostra local expert per il Garda e le Dolomiti del Brenta, ci porta a scoprire un angolo incantato della sua regione, un parco dove natura ed arte si incontrano.

Oggi vi porto a Stenico, un paesino a circa 30 chilometri da Riva del Garda.
Proseguendo dopo il lago di Tenno di cui vi ha parlato Silvia, si arriva al Passo del Ballino: da lì si aprono le valli Giudicarie. Una zona verde, dove nel fondovalle si susseguono campi coltivati a mais e, poco più sopra, selve invitanti. Stenico si trova al limitare del bosco, in posizione sopraelevata: non per nulla qui sorge l’imponente castello, un tempo sede del Capitano rappresentante del Principe Vescovo di Trento.
Oggi però non ci lasciamo distrarre: la nostra meta è il BAS – Bosco Arte Stenico, un nuovo percorso dove l’arte incontra la natura. E non è un modo di dire!
Lungo il tragitto, infatti, si incontrano tantissime installazioni di vario tipo, dalle statue in legno più tradizionali a sculture e costruzioni con materiali naturali. È davvero divertente passeggiare per il bosco cercando di indovinare cosa ci si troverà davanti alla prossima curva – e cercare poi di interpretare l’opera: in alcune la forma suggerisce chiaramente il soggetto, per altre non è così semplice. Assolutamente impedibile è il punto panoramico: una sorta di obiettivo fotografico gigante incornicia alla perfezione il castello e i monti che lo circondano!
Per il rientro si segue una stradina prima sterrata e poi asfaltata, che costeggia campi e orti curatissimi e regala viste mozzafiato su tutta la vallata.

Per accedere al percorso si può lasciare la macchina in paese (e camminare per circa 15/20 minuti in salita, abbastanza ripida) oppure salire in macchina all’imbocco del percorso. Da lì, il sentiero si inoltra in leggera salita nel bosco, per poi diventare totalmente pianeggiante: l’accessibilità per passeggini e sedie a rotelle è garantita! Altra nota interessante: lungo il percorso si trovano diverse fontanelle, che riforniscono i visitatori di acqua freschissima.
Noi (ovvero io, la mia amica e sua figlia Anna)abbiamo impiegato circa due ore e mezzo partendo dal paese e prendendoci il tempo per fare un sacco di foto. Inutile dire che la gita ci è piaciuta davvero molto.

Se dopo il BAS vi avanza tempo e volete vedere altro, a Stenico c’è l’imbarazzo della scelta – e sembra quasi impossibile in un paese così piccolo: oltre al castello, c’è anche una Casa del Parco (siamo infatti all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta) dedicata alla flora del bosco, e proprio accanto un orto botanico e una bellissima cascata.


Dove mangiare a Milano? Per non sbagliare l’ho chiesto a una milanese doc e la risposta è stata il quartiere di Marghera. Ecco i migliori locali e bar.

Zona Marghera a Milano

C’è una zona di Milano che amo particolarmente e che voglio condividere con voi. E’ la zona del mio cuore, quella in cui mi piace perdermi e che ancora oggi, dopo tanti anni, non è ancora riuscita a stancarmi.
Non ha un nome preciso. C’è chi la chiama Marghera, chi Buonarrotti, chi De Angeli, chi la snobba totalmente. E’  una piccola realtà, un piccolo agglomerato di isolati da scoprire ed imparare ad amare. Si trova tra le fermate della metro rossa (linea 1) De Angeli, Wagner e Buonarrotti.
Uscendo dalla fermata Wagner ci si trova in Piazza Piemonte, la famosa sede del Teatro Nazionale. Ed è qui che pulsa il cuore del nostro breve tour della zona. La piccola fontana, le panchine, le mille luci del teatro, i tavolini brulicanti di persone che si ritrovano dopo l’ufficio. Vi si trova gente a qualsiasi ora e in qualsiasi periodo dell’anno. Lasciandosi alle spalle Piazza Piemonte e percorrendo via Buonarrotti si arriva prima in piazza Wagner in cui fa mostra di sé la S. Pietro in Sala  e, proseguendo, si giunge in Piazza Buonarrotti in cui si trova l’imponente monumento dedicato a Giuseppe Verdi e la Casa Verdi chiamata anche “Casa di riposo dei musicisti” in cui il musicista ha trovato degna sepoltura. Per visitare il palazzo tutte le informazioni si possono trovare qui .

Tour gastronomico in zona Marghera

E’ da questo punto che inizia la parte più emozionante del nostro tour.
Marghera (io la chiamo così) è la zona dei ristoranti. Sfilano uno dietro l’altro in tutte le vie adiacenti. Via Sanzio, via Giotto, via Ravizza. Un brulicare di piccoli ristoranti di ogni genere. La maggior parte dei quali ha allestito i gazebo all’esterno per il periodo estivo. La caratteristica di questi locali è sicuramente l’atmosfera. Candele, luci soffuse, arredamento curato ed elegante. L’aria è intrisa di romanticismo e passione. Amo questo posto. Sembra quasi che i rumori del traffico e della frenesia cittadina svaniscano all’improvviso catapultandomi in un’atmosfera magica e quasi irreale.

Via Marghera, quella da cui tutto parte, è la via che collega Wagner a De Agneli.
E’ la via più trafficata, più commerciale, più intensa e frequentata. E’ la via delle gelaterie, prese d’assalto soprattutto nei mesi caldi, ma non solo. E’ l’arteria principale, quella in cui si è soliti ritrovarsi e poter godere, oltre al buon gelato, anche della Mondadori aperta tutti i giorni fino a mezzanotte. Consiglio questa zona per le sue molteplici contraddizioni. La confusione mista alla calma, la vivacità insieme al romanticismo, la vita diurna che si confonde con quella notturna. C’è tutto. Per tutti e per ogni esigenza.

Aperitivo in zona Marghera

Per un aperitivo (noi milanesi siamo i re degli happy hour) consiglio Shine Lounge Bar in piazza Wagner ang. via Capponi, Square Bar in via Buonarrotti 5, Kaprikorn in via Ravizza 6 e Akkademia  sempre in via Ravizza 1.

Cena (e gelato finale!)

Per la cena lascio la decisione a voi. Ci sono locali di ogni genere ed atmosfera, per ogni fascia di prezzo e tipo di cucina (italiana, giapponese, asiatica, brasiliana, burger, vegetariana, pizza al trancio, ecc..). Meritano sicuramente menzione la Salumeria del Vino in via Sanzio 4, Berimbau in via Marghera 43, Casa Lucia in via Ravizza 2, Kiyo sempre in via Ravizza 4, la Brasa via Sanzio 14.
Da non perdere assolutamente il gelato in via Marghera (Gelateria Marghera) da gustare seduti sulle panchine del Teatro Nazionale guardando la fontana e assaporando questa rara atmosfera di pace ed estate.


Credits Fabiana Bini

Inizia il percorso di Fabiana alla riscoperta della sua città, Milano. Seguitela!

Eccola qui Milano. La mia città. Così amata, così odiata. La città da cui voglio sempre fuggire ma da cui alla fine torno sempre.  La città degli affari, del business, della gente che corre in metropolitana senza curarsi di niente e di nessuno. Le strade della frenesia, degli aperitivi, dei locali aperti fino all’alba, tutti i giorni, tutte le notti. Un flusso incontrollabile di gente che va e viene, che freme, corre, si incontra e si scontra.
In realtà, Milano è la città di adozione di milioni di persone che si trasferiscono per lavoro e che non riescono mai ad amarla veramente. Il grigiore, la mancanza di umanità tra le persone, contatti superficiali e di convenienza. E poi ci siamo noi, i milanesi. Che diciamo di essere di Milano ma che la nostra città non la conosciamo, locali a parte ovviamente.
Spinta da questa consapevolezza ho deciso di iniziare a conoscerla, questa città che mi ha vista nascere, amare, soffrire, crescere…

Credits Fabiana Bini

Inizierò questo mio percorso con una riflessione personale. Un piccolo assaggio di vita e abitudini milanesi che ho avuto modo di conoscere fermandomi semplicemente ad osservare, spogliandomi di questa frenesia che ci caratterizza e ci si appiccica addosso come una seconda pelle, un segno distintivo per tutti noi lavoratori milanesi.
Ho iniziato a camminare per le strade, aggirandomi per le vie, leggendone i nomi, osservandone gli angoli, studiando i volti delle persone. C’è una mezz’ora in cui questa città si quieta. Il momento del crepuscolo. Lentamente i viali si svuotano dal traffico quotidiano. Pochi minuti in cui i vestiti da giorno e da ufficio vengono sostituiti dagli abiti da sera e dalle tenute sportive. Il rumore a poco a poco si placa e Milano viene avvolta da un’atmosfera quasi irreale, silenziosa. E’ un fenomeno sottile, quasi impercettibile ma di gran fascino per una città sempre viva, sempre in movimento. Gente che
passeggia nel Parco Sempione, amici che si incontrano per il consueto aperitivo, madri di famiglia che rientrano nel focolare domestico, bambini che attendono con ansia l’abbraccio del papà dopo una lunga giornata, sportivi che si ritrovano a correre sulla Darsena, cuori innamorati che tremano in attesa di un bacio.

Credits Fabiana Bini

 Secondi, attimi in cui ho riscoperto la mia città, la sua anima segreta, il suo incedere lento e solitario sfidando traffico e rumore. Una città ricca di emozioni, il cui corpo d’asfalto racchiude milioni di cuori che battono all’unisono.
Ed è stato così che ho sentito anche il mio cuore sussultare, tremare d’amore per la mia città. Milano, frenesia e pace, movimento e lentezza, Odi et Amo.


Credits Fabiana Bini
 Domenica mattina e su Milano splende un insolito ed inaspettato sole. Talmente inaspettato che decido di non fuggire come al solito dalla Pianura Padana ma di scoprirne alcuni tesori nascosti.
Approfitto dell’invito di un amico e, in circa mezz’ora da Milano arrivo a Cuggiono dove mi aspetta una bici, una borraccia e un sorridente compagno di viaggi. In men che non si dica salgo in sella e mi ritrovo nella splendida cornice del Parco del Ticino. Partiamo da Castelletto di Cuggiono, luogo di ritrovo per gli abitanti della zona.

Credits Fabiana Bini

Una piccola oasi immersa nel verde da cui si parte per esplorare le zone circostanti. L’immenso Parco del Ticino fa da cornice ai diversi sentieri che si estendono nei dintorni. Decidiamo di prendere la direzione verso Turbigo costeggiando la sponda sinistra partendo da Castelletto. Poco dopo sulla destra vedo apparire Villa Clerici con l’immensa scalitata che scende verso il fiume. Una maestosità che mi lascia senza parole. Pedaliamo lungo la ciclovia godendo della splendida giornata e delle immense distese di verde cui noi milanesi non siamo abituati. 

Nonostante la fatica arriviamo dopo circa un’ora e mezza di pedalata sulla terrazza
Credits Fabiana Bini

di Tornavento, una piccola frazione di Lonate Pozzolo (VA). 
Da qui, una splendida vista sulla Valle del Ticino. Mi perdo ad ammirare il panorama e mi concedo un gelato nella piccola piazzetta (€3 per un cono piccolo.. alla faccia del paesino sperduto!!)
E poi, con calma, riprendiamo la pedalata. Stavolta con più calma ci fermiamo a guardare le turbine di Turbigo e i giovani temerari che sfidano la corrente con le  tavole da surf. Si, avete capito bene, le tavole da surf (quelle piccole) sul Ticino. 
Incontriamo tantissimi ciclisti come noi, famiglie e amici che passeggiano, bambini che giocano e rincorrono le coloratissime farfalle. 
Torno a casa stanca ma soddisfatta. A volte si fanno chilometri per sfuggire dall’asfalto e si perde la possibilità di conoscere luoghi stupendi che sono proprio dietro l’angolo. 

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