Il sentiero del Viandante

Il Sentiero del Viandante è un percorso trekking di circa 40 km tra Abbadia Lariana e Colico ,sulle sponde del Lago di Lecco, che regala splendidi scorci paesaggistici e la possibilità di camminare nella natura.

E’ ormai noto che, nel weekend, i milanesi tendono a fuggire dalla città per trovare ristoro e refrigerio lontano dallo smog.

Oltre a questa tendenza, da sempre in voga, ce n’è una ancora più recente che riguarda il riavvicinamento e la riscoperta della natura. 
Ecco che allora diventano sempre più numerose le associazioni che propongono, organizzano e guidano avventure all’insegna del trekking, delle arrampicate, del rafting, delle notti nei rifugi e chi più ne ha più ne metta. 
Essendo milanese non sono esente dal contagio. Ecco quindi che ho organizzato un piccolo gruppo per andare alla scoperta dei territori naturali circostanti. 
Tra i più famosi e rinomati il Sentiero del Viandante spicca per le bellezze paesaggistiche.
E’ un tratto di circa 40 km che collega Abbadia Lariana e Colico sulle sponde del Lago di Lecco
Anticamente utilizzata per scopi commerciali è oggi battuta per i suoi meravigliosi scorci sui rami del lago. Un’occasione unica per immergersi nella natura senza allontanarsi dai centri abitati ed è, anche per questo, percorribile da tutti. La tratta è organizzata per essere percorsa a tappe.

Il sentiero del Viandante
Un meraviglioso scorcio su Bellano

LE TAPPE

– 1° Tappa: Abbadia Lariana – Lierna. Circa 11 km percorribili in 3,50 ore
– 2° Tappa: Lierna – Varenna. Circa 9 km percorribili in 3,30 ore
– 3° Tappa: Varenna, Vezio, Dervio. Circa 10 km percorribili in 4,50 ore. E’ la tratta più impegnativa
– 4° Tappa: Dervio, Colico, Piantedo. Circa 15 km percorribili in 5,00 ore. 

CONSIGLI

Il Sentiero del Viandante viene “venduto” come una passeggiata leggermente impegnativa ma adatta a tutti. Leggendo qua e la su internet si può essere persuasi dall’idea che sia, appunto, una passeggiata. Mai fare questo errore. Spesso chi scrive le recensioni e gli articoli è gente abituata all’alta montagna per cui, effettivamente, questi percorsi sono come bere un bicchier d’acqua. Se non siete abituati però, potreste soffrire per le pendenze e le frequenti salite e discese sulla strada sterrata. 
Il panorama in molti punti ripaga della fatica ma, partire impreparati o sottovalutare il percorso, può rivelarsi un grave errore sopratutto per la scelta dell’abbigliamento. Le scarpe da tennis (tipo allstar e superga) sono da appendere al chiodo. Meglio un modello più solido. Per il resto non ci sono grandi consigli. Il percorso è segnalato e, anche se si smarrisce la via principale, ci si ritrova al paesino successivo senza difficoltà. Come accennato, infatti, a parte alcuni brevi tratti immersi nei boschi in cui il sentiero è ben tracciato, la stragrande maggioranza del percorso prevede le soste lungo le località della costa e, di conseguenza, non c’è assolutamente pericolo di perdersi. 
Meglio comunque munirsi di acqua e snack soprattutto se non siete abituati. 
Per tutte le informazioni sul percorso è possibile visitare il link.
Il sentiero del Viandante
Il porto di Dervio
A parte queste accortezze il Sentiero del Viandante è un’occasione imperdibile per un’immersione della natura e per riscoprire alcune bellezze che, troppo spesso, diamo per scontate. 

I laghi di Plitviche

Il Parco Naturale dei Laghi di Plitvice è uno dei luoghi più suggestivi della Croazia: un’area di quasi 30 mila ettari lungo la quale si sviluppa un sistema di laghi collegati uno all’altro da magnifiche cascate.

Se amate la natura e gli spazi verdi, questo parco è il posto giusto!
Un susseguirsi di boschi e rilievi coperti di fitta vegetazione fanno da sfondo ad una catena di ben 16 incantevoli laghi di montagna a cui si alternano spettacolari cascate. I laghi sono alimentati dai fiumi Bijela Rijeka e Crna Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero) e da sorgenti sotterranee, e sono collegati tra loro da una serie di cascate, che si riversano nel fiume Korana. Un paesaggio talmente prezioso, anche dal punto di vista di flora e fauna, da essere stato dichiarato Patrimonio Unesco.
Il parco si trova nel cuore della Croazia, a metà strada tra la capitale Zagabria e Zara, in Dalmazia, da cui dista rispettivamente 140 e 130 chilometri. Plivitce può essere dunque anche una gita per chi trascorre le vacanze nelle tante spiagge della Croazia centrale.

Come visitare il parco di Plitvice

I laghi di Plitviche
Il cuore del parco, rappresentato dal sistema di laghi, è facilmente visitabile grazie alla presenza di passerelle in legno che seguono il profilo dei laghi e dei torrenti per ben 18 km. Si tratta di un percorso di un fascino unico, in cui i colori dominanti, il verde della vegetazione e l’azzurro delle acque, si alternano al bianco spumeggiante delle cascate che si gettano fragorose da impressionanti strapiombi.
Questo incredibile bacino idrico si divide in due zone, una superiore, caratterizzata da un paesaggio più aspro, con laghi dolomitici collegati da immense cascate e circondati da fitte foreste e una inferiore, con specchi d’acqua più piccoli e meno profondi che creano un panorama più romantico. 
Oltre che tramite le passerelle, per spostarsi all’interno del parco si possono usare i trenini panoramici che raggiungono punti più remoti e terrazze panoramiche naturali da cui ammirare i grandi laghi e le cascate più imponenti. Il Lago di Kozjak, il maggiore dei laghi del parco, è attraversato anche da traghetti elettrici che collegano così i Laghi Inferiori con i Laghi Superiori.
Per visitare il parco e percorrere almeno una parte delle lunghe passerelle occorrono 6/8 ore ma personalmente vi consiglio di acquistare il biglietto per 2 giorni così da poter visitare tutto il parco, sia nella parte inferiore che superiore. 
All’interno del parco ci sono 3 hotel, oltre a vari punti di ristoro; in alternativa è possibile pernottare nei campeggi o nelle strutture ricettive nei dintorni del parco.
Il parco è aperto tutto l’anno. Per gli orari di apertura e i prezzi di ingresso potete consultare la pagina del sito ufficiale del parco. I bambini fino a 7 anni entrano gratis. Nel prezzo del biglietto è inclusa anche la corsa col il trenino panoramico e la navigazione con il traghetto elettrico.

Flora e fauna del Parco di Plitvice

A sorprendere durante la visita al parco è l’incredibile colore dell’acqua, un azzurro che sembra irreale tanto è intenso e che cambia tonalità al mutare della luce del giorno e della quantità di minerali in essa disciolti, assumendo sfumature ora smeraldine ora blu cobalto. A contribuire al colore è anche la vegetazione che si riflette negli specchi d’acqua, donandole striature verdastre. I boschi sono composti di numerose specie di piante come pini, frassini, carpini ma anche abeti rossi e pini bianchi che creano un magnifico arcobaleno di colori.
Boschi e foreste ospitano una ricca fauna composta di oltre 150 specie di uccelli, 50 specie di mammiferi tra cui  marmotte, ricci, ghiri, martore, faine, cinghiali, pipistrelli e una miriade di farfalle (se ne contano oltre 300 tipi) e, nelle zone più remote del parco non accessibili ai visitatori, anche l’orso bruno, il lupo, la lince ed il capriolo. 


I punti paesaggisti più belli dei laghi di Plitvice

    I laghi di Plitviche
    Il Lago Kozjak è il bacino più grande del parco dove, oltre ai traghetti che fanno la spola, si possono anche noleggiare barche a remi per una romantica escursione o per raggiungere l’isoletta al centro del lago. Molto panoramico anche il sentiero che costeggia la sponda orientale del lago e che conduce ai  laghi inferiori attraverso boschi e cascate.
    Dal Lago Gavanovac attraverso una passerella che attraversa lo specchio d’acqua si giunge al Lago Kaluderovac e a due imponenti cascate: la cascata Veliki Slap con i suoi 78 metri è la più alta della Croazia.
    Il Lago Gradinsko è circondato da canneti dove nidificano le anatre; una serie di cascate lo lo collegano al Lago Galovacche prelude a una successione di laghetti e cascatelle.

Orta San Giulio, gioiello del Lago D'Orta

L’antico borgo di Orta San Giulio, in Piemonte, sorge su un promontorio affacciato sul Lago d’Orta e costituisce uno dei punti panoramici più affascinanti della zona. 

Il paese, classificato tra i Borghi più Belli d’Italia, si estende tra il nucleo centrale, adagiato sulle sponde del lago, e la piccola isola di San Giulio, incantevole e quasi fiabesca.


Visitare Orta San Giulio

Questo piccolo borgo della provincia di Novara vanta una storia antica: città murata nel Medioevo, fu il cuore della Comunità della Riviera, un gruppo autonomo di comuni che rimase attivo fino alla metà del ‘700. 
Il centro si sviluppa attorno a Piazza Motta, affacciata direttamente sul lago e da cui dipartono piccole e strette viuzze che offrono scorci caratteristici. La piazza è bordata di eleganti edifici porticati tra cui spicca il Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio, di epoca rinascimentale. Il vicino Palazzo De Fortis Penotti risale invece al ‘700 ed è oggi sede di mostre ed eventi. Vale la pena entrare per visitare la magnifica “Sala Rosa”, il salone delle feste che sfoggia uno splendido pavimento veneziano ed un grandioso camino in marmo su cui troneggia il ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia; nella “Sala San Marco” si trova un altro magnifico camino realizzato nel 1500 e con al centro lo stemma dei Visconti.
Dopo aver ammirato le bellezze di Piazza Motta vale la pena passeggiare per le strette viuzze che la circondano, chiuse al traffico e custodi di palazzi signorili di valore ma anche di negozietti locali e taverne tradizionali. Risalendo una via tortuosa, con una breve passeggiata si giunge al Sacro Monte di Orta, definito da Nietzsche uno dei luoghi “più suggestivi del mondo”. Progettato nel 1591 e dedicato a San Francesco d’Assisi, il complesso, che include 20 cappelle, si trova all’interno della Riserva Naturale Speciale, tra boschi di faggi e pini. 

L’isola di San Giulio

Orta San Giulio, gioiello del Lago D'Orta
Terminata l’esplorazione del borgo, si può passare alla visita dell’isolino San Giulio: qui si trova un ex seminario, oggi sede di un convento di suore benedettine di clausura. L’edificio fu costruito alla fine dell’800 sui resti del precedente castello medievale. Inutile dire che l’atmosfera che si respira sull’isola, circondata dai riflessi del lago e con i monti tutt’intorno che si specchiano nelle acque blu, è rarefatta e speciale. Basta uno sguardo d’insieme al borgo e al paesaggio circostante per capire lo straordinario valore storico ed artistico di questo gioiello del Lago D’Orta, un altro vanto italiano ed una meta perfetta per un weekend all’insegna della Bellezza tra arte e natura.

Lago di Como

Il Lago di Como è da sempre emblema di una bellezza raffinata e sottile, di atmosfere rarefatte in cui indugiare ammirando l’orizzonte che sfuma tra acqua e terra, cinto da montagne boscose che si innalzano fiere quasi a voler sfidare il cielo. E’ al centro di questo ambiente d’eccezione che si trova Il Park Hotel Meublé di Como, ad un passo da panorami che con la loro natura bella e struggente ammaliarono nei secoli poeti, pittori e artisti da ogni dove.

Park Hotel Meublé, a un passo dalla poesia

Park Hotel Meublé Como
Personalità e stile nelle stanze del Park Hotel Meublé a Como
Il Park Hotel Meublé è un grazioso tre stelle ubicato al limitare del centro di Como, a breve distanza dalle sponde del lago. L’ubicazione centrale lo rende ideale sia per soggiorni d’affari in città che come base per visitare il Lago di Como e le romantiche cittadine lungo le sue sponde, borghi antichi custodi di preziosi patrimoni storici e culturali. 
I primi a cedere all’incanto del lago furono i Romani, che qui costruirono sontuose ville di soggiorno estivo. Secoli dopo i poeti Romantici individuarono nella sua natura pittoresca e a tratti malinconica, capace di parlare all’anima, l’interpretazione perfetta della Bellezza Romantica. Nell’Ottocento altri illustri personaggi, come Goethe e Fogazzaro, rimasero affascinati dal lago e lo usarono come sfondo per le loro storie di passioni e amori. Oggi come ieri questo angolo lacustre conserva una seduzione raffinata, un misto di grazia ed eleganza che conquista ogni visitatore, proiettandolo in un mondo fatto di charme, luce e romanticismo.

La struttura

Park Hotel Meublé Como
Decori floreali e tinte tenui 
La facciata moderna del Park Hotel Meublé di Como, progettata dall’architetto comacino Enrico Mantero, racchiude ambienti caldi e ospitali, impreziositi da dettagli raffinati, segno della grande attenzione con cui ogni ambiente è curato. 
Le 41 camere, ampie e luminose, sono arredate con gusto e creatività. Ognuna con un proprio stile, ogni stanza è abbellita da colori e decori diversi, per garantire carattere ed unicità ad ogni ambiente. Dal verde, al grigio, al viola all’azzurro, con alle pareti stampe floreali o classiche, c’è una stanza per ogni gusto! Su richiesta le camere possono diventare triple o quadruple. Tutte le stanze dispongono di Wi-Fi gratuito, radio, telefono, minibar,TV satellitare, cassaforte e aria condizionata.
L’hotel offre anche un parcheggio privato a cui si aggiunge un ampio parcheggio pubblico disponibile nelle vicinanze. 

La località

Lago di Como
Dopo un giro nel centro di Como per ammirarne gli eleganti palazzi d’epoca, si può partire per un itinerario tra gli angoli più pittoreschi del lago. La prima tappa è Brunate, un piccolo borgo appollaiato sulla collina che si può raggiungere con la funicolare che sale dal lago. Dai numerosi punti panoramici si possono ammirare l’interno arco Alpino e la pianura ai suoi piedi.
Proseguendo oltre si giunge a Bellagio, stella lucente del lago la cui fama ha varcato in confini italiani diventando un’icona nel mondo. Imperdibile un aperitivo in una delle terrazze a filo d’acqua! Per chi non ama il clamore e le folle, il paese di Pescallo, nello stesso promontorio di Bellagio, riserva tranquillità assoluta e atmosfere più intime.
Abbazia di Piona
Abbazia di Piona su Lago di Como
Il lago di Como non è solo natura ma anche tesori architettonici come la magnifica Abbazia di Piona, gioiello di gotico cistercense. La comunità di monaci che la abitano produce ottimi liquori, un souvenir originale da portare a casa.
Sulla sponda opposta, un po’ più a sud, si può invece visitare Villa Balbianello, dimora del XVII secolo immersa in un magnifico giardino all’italiana.
Per chi ama camminare è possibile seguire gli antichi sentieri della Strada Regia, il tracciato che percorre la sponda orientale del lago da Como a Bellagio. In passato si trattava di un sistema di mulattiere che univa i diversi villaggi, oggi trasformate in vie ciclo-pedonali che si sviluppano per una trentina di chilometri regalando ad ogni passo paesaggi da sogno.

Per info e prenotazioni: http://www.parkhotelcomo.it/

Parl Hotel Meublé***

V.le F.lli Rosselli, 20 – 22100 Como
Tel. +39 031 572615 – Fax. +39 031 574302
e-mail: info@parkhotelcomo.it

 

Park Hotel Meublé Lago di Como
Reception

Park Hotel Meublé Lago di Como
Camera matrimoniale

Camera matrimoniale

Park Hotel Meublé Lago di Como
Camera matrimoniale

Park Hotel Meublé Lago di Como
Vista sul lago di Como

lago di Garda

Intorno alla zona in cui si estende il lago di Garda, località famosa in tutta Italia ed Europa per la sua offerta paesaggistica e turistica di altissima qualità, si trovano numerose frazioni e paesaggi di altrettanta bellezza. 

Verona
Il centro storico di Verona
Innanzitutto a solo una quarantina di chilometri sorge la città di Verona, meta immancabile per chi visita il Veneto per la prima volta. Questa perla del nord Italia, conosciuta in tutto il mondo anche come città dell’Amore, racchiude una storia di oltre 2000 anni; oltre all’atmosfera suggestiva offerta dagli scorci romantici del suo centro storico, Verona possiede una grande ricchezza per la tradizione culinaria di alta qualità, che offre prodotti gastronomici invidiati a livello internazionale oltre che una vasta e pregiata produzione enologica.

Sirmione e Riva, le perle del Garda

Lago di Garda
Panorami lungo le sponde del Lago di Garda
Non lontano da Verona, avvicinandosi alle sponde del lago, sorge Sirmione. Questo magico borgo medievale mantiene il suo splendore in ogni periodo dell’anno ed è famosissimo anche per le terme presenti proprio nel cuore della località. Oltre ad essere così conosciuta per il suo centro termale rinomato, Sirmione racchiude un interessante bagaglio artistico e culturale (ne è un esempio il complesso di resti dell’antica villa romana risalente alla prima età imperiale). Nel centro del paese è tipico passeggiare ammirando a bocca aperta la bellezza dei vicoli in masegni e pietra, ricchi di romanticismo, di sapore rustico e autentico. 
Anche sul versante nord del lago di Garda sono presenti varie località molto amate e che vale la pena visitare; fra queste emerge Riva del Garda, dotata di una bellezza davvero particolare. Essendo fra le cittadine situate più a nord rispetto alle altre, Riva del Garda presenta un’aria frizzante e pungente quasi tutto l’anno e colori vivaci che si mescolano in paesaggi ricchi di storia e natura. Per coloro che amano praticare sport, anche variando tra diverse discipline, questa zona è l’ideale in quanto dotata di spiagge, attività acquatiche, paesaggi di diverso tipo e un clima ideale.
Infine, posando lo sguardo sempre fra le località della zona nord, la vicina e a molti sconosciuta Valle di Ledro racchiude al suo interno un lago con una delle acque fra le più belle e pulite del Trentino. Di seguito alcuni spunti per scegliere le attività ideali e un soggiorno da ricordare:

Offerte Lago di Ledro.

Valle di Ledro.


lago di Viverone

Romantico, pittoresco e poco frequentato, il tranquillo lago di Viverone in Piemonte è la meta perfetta per una gita domenicale e una passeggiata rigenerante lungo le sue sponde.

Il lago ha sempre il suo fascino. Che sia nascosto da una tenue foschia, preso d’assalto da una pioggia torrenziale o illuminato dai raggi del sole. Amo il lago in ogni sua sfumatura e colore. Per fortuna vivo in una regione, la Lombardia, caratterizzata dalla presenza di diversi laghi che conosco ormai quasi a memoria e di cui vi parlerò in seguito.

Oggi voglio dedicare questo post ad una piacevole scoperta in quel del Piemonte: il Lago di Viverone.
E’ il terzo lago più grande del Piemonte a 230 metri sul livello del mare. La sua vasta superficie arriva a toccare sia la provincia di Torino (comune di Azeglio) sia la provincia di Biella (omonimo comune di Viverone). E’ uno di quei laghi semi sconosciuti che non vengono presi d’assalto da orde di turisti.
Il suo fascino risiede, appunto, nel suo essere incontaminato dal turismo se non in piccole, piacevoli, eccezioni.
Ho apprezzato particolarmente la passeggiata sul lungo lago dell’omonima cittadina di Viverone ricca di scorci interessanti resi spettacolari dalle cime innevate delle montagne all’orizzonte.

lago di Viverone
Mi sono letteralmente innamorata di questo luogo al tramonto, quando i tiepidi raggi di sole invernali spariscono all’orizzonte e l’aria diventa più rarefatta. Mi sono fatta cullare osservando i cigni incuranti del freddo incedere lentamente tra le increspature del lago. 
Lago di Viverone
In realtà la cittadina non offre molto durante i mesi invernali. Al contrario, durante la bella stagione la passeggiata si riempie di gente, colori e rumori. Bar e ristoranti all’aperto sono a disposizione degli avventori della domenica.
Essendo comunque una piccola passeggiata, è possibile abbinare la visita di Ivrea possibilmente durante il periodo del Carnevale dove tutte le contrade si vestono a tema e si preparano alla famosissima Battaglia delle Arance (che consiglio vivamente di vedere almeno una volta).

Carnevale di Ivrea
La piazza centrale di Ivrea in attesa dell’inizio della Battaglia delle Arance

Se una meta si dovesse misurare dalla capacità di sorprendere, Tremosine meriterebbe certamente un premio. Sono arrivata qui convinta di aver già scoperto la ricetta della sua bellezza, racchiusa in quella terrazza sospesa tra cielo e terra, 400 metri di adrenalina pura scovata tempo prima quasi per caso in uno dei miei tanti girovagare per il lago. 
Ma la bellezza di Tremosine è un’alchimia complessa che va oltre il Garda, anche se proprio il lago è il punto di partenza più naturale per iniziare ad esplorarla. 

Tremosine è affascinante e un po’ pazzerella , si diverte a stuzzicare l’attenzione del visitatore con qualche scherzetto. Come il nome, che non si riferisce ad un paese specifico ma ad una municipalità, un mosaico di dodici frazioni che fanno capo ad un solo comune; così il turista vaga alla ricerca di quell’introvabile cartello che gli segnali inequivocabilmente di essere giunto a Tremosine, e intanto viene attratto dalle bellezze delle singole frazioni, che sembrano strizzargli l’ occhio inducendo ad una sosta. 

Campione, la filanda e il lago

La visita parte da Campione, un borgo dalle case color pastello stretto tra montagne e lago. Impressionante l’enorme sperone di roccia che sovrasta il centro, a guardarlo da giù fa venire le vertigini. La storia di Campione è legata al vecchio cotonificio, che dalle fine dell’Ottocento fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1981 in seguito alla crisi degli anni ’70, diede lavoro agli abitanti di Tremosine. Nei tempi in cui i paesi in montagna erano ancora isolati e senza  strade carrozzabili di collegamento con il lago, l’unica via per raggiungere lo stabilimento era il ripido sentiero che scendeva lungo il fianco della montagna. Ogni giorno gli operai percorrevano  a piedi il percorso in discesa per arrivare allo stabilimento e poi risalivano la sera. Una vita dura segnata da fatica e mille difficoltà. Il sentiero ora è percorso da turisti ed escursionisti che vengono per godere delle viste sul lago e sul borgo.
Nato come paese dormitorio per i lavoratori del cotonificio, oggi Campione sul Garda è un centro vivace e attivo ma al contempo tranquillo e discosto dal via vai delle località più note del Garda. Qui si viene per cavalcare le onde del lago su tavole da surf, per librarsi sopra l’acqua con i colorati kite surf o per veleggiare ammirando le altissime rocce che si gettano nell’acqua. Visto da qui il lago sembra un fiordo, e le montagne attorno giganti buoni che lo proteggono.

Una strada da Oscar


Avete presente le pubblicità delle auto dove si vede la macchina correre lungo sinuose strade deserte di montagna tra rocce e strapiombi? Molti di quegli spot sono girati a Tremosine! 
La strada della Forra è un vero capolavoro di ingegneria stradale, un susseguirsi di tornanti, anguste gallerie e ponti che si inerpicano lungo la montagna,  mentre ad ogni curva si aprono vertigini d’azzurro sospese tra cielo e lago.
Strappata dal ventre della montagna, la strada fu costruita lungo la spaccatura scavata dal torrente Brasa, il cui corso fu deviato. Quella che oggi è considerata una delle strade più belle e suggestive del mondo fu costruita agli inizi del ‘900 tra immense difficoltà tecniche e logistiche e rappresentò una vera rivoluzione per Tremosine, assicurando collegamenti rapidi e comodi con il lago laddove prima esistevano solo ripidi sentieri e mulattiere.

La terrazza sul lago

Pieve di Tremosine è un groviglio di stretti vicoli, una chiesetta e una manciata di case abbarbicate sulla falesia a strapiombo sul lago, strette una all’altra quasi avessero paura di cadere. Un piccolo borgo con una grande vista, quella che si gode dalla terrazza affacciata sul precipizio. Pochi metri quadrati, una panchina in ferro battuto e una vertigine di quattrocento metri: da qui i pensieri prendono il volo e paiono librarsi nell’aria per planare dolcemente verso il lago, e le cime del Monte Baldo di fronte sembrano tanto vicine da poterle toccare.
Impossibile distogliere lo sguardo, quella che si ha di fronte è una bellezza che ammalia e rapisce i sensi, e la brezza che sale dal lago si mischia all’emozione di essere spettatori di tanta magnificenza.

Paesaggi alpini 


Si potrebbe stare ore ad ammirare la vista dalla terrazza di Pieve ma Tremosine ha in serbo ancora tante sorprese.
Arrivati in alto le anguste strade di montagna di aprono su un altipiano di pascoli, pinete, boschi di faggi e conifere, un paesaggio alpino così diverso dall’ambiente del lago, che si trova a pochi minuti di macchina di qui. 
La particolarità di Tremosine sta proprio nel riuscire ad essere allo stesso tempo lago e montagna, qui anima mediterranea e alpina si uniscono dando vita ad un ambiente unico. Le possibilità di fare attività sono infinite: camminate tra boschi e uliveti affacciati sul lago, trekking lungo i sentieri di montagna, percorsi escursionistici a piedi o in mountain bike per ammirare flora e fauna; ancora canyoing lungo i fiumi, tuffandosi nelle acque dei torrenti che corrono tra le spaccature delle montagne; l’emozione del parapendio per librarsi sopra scenari naturali unici. 
E’ tra questi pascoli verdi che ho incontrato Fulmine, il destriero della scuderia Nai che ha ovviato alla mia goffaggine da principiante con la sua naturale eleganza, accompagnandomi in una passeggiata indimenticabile!

Il borgo nel piatto

Dopo vela, surf, camminate, canyoning e chi più ne ha più ne metta, Tremosine mette appetito! Ecco allora andare in scena le prelibatezze dei borghi, piatti semplici dove gusti mediterranei e alpini si mescolano. Pesce di lago, olio extra vergine di oliva, tartufi neri, selvaggina, salumi, formaggi fatti con il latte di montagna come la formagella Tremosine e il Garda, castagne e miele, il tutto annaffiato da buon vino. 
Sapori unici che racchiudono la tradizione contadina, la storia antica di questa terra, le fatiche di un passato difficile quando Tremosine era isolata e si doveva sopravvivere con i prodotti della terra.




Se sono riuscita a capire la ricetta segreta della bellezza di Tremosine non lo so, ma certo ho capito che questo meraviglioso paese e la sua gente accogliente hanno molto da offrire e quello che mi porto dentro è il calore dei loro sorrisi, l’allegria delle risate e le immagini di panorami unici dove le emozioni spiccano il volo.

Guida al viaggio:

Alloggio:

L’Hotel Residence Pineta Campi si trova in posizione panoramica con vista sul lago. Magnifica la colazione servita sulla terrazza vista lago e monti. 


Pasti:

Il Ristorante la Forra serve pesce di lago e carne alla griglia. La posizione è strepitosa, incastonato tra le spaccatura della montagna sulla strada omonima. La sera si può ammirare lo spettacolo delle rocce illuminate.

Agriturismo Nai è immerso in un suggestivo paesaggio alpino. Non perdetevi una passeggiata su uno dei cavalli della scuderia.

Cooperativa Alpe del Garda: se volete immergervi occhi e olfatto nei profumi del formaggio di montagna, visitate questo caseificio! Tavole imbandite con ogni prelibatezza e uno spaccio che prende per la gola!

Rifugio Passo Nota: a 1200 metri di altitudine, tra questi boschi si possono percorre i sentieri della Grande Guerra per poi rifocillarsi al Rifugio degli Alpini assaggiando il divino spiedo di Tremosine. 


Il lago di Garda ce l’ha fatta ancora a sorprendermi! Stavolta è successo a Desenzano. Mi chiedo come ho fatto ad esserci andata più volte senza mai notare quel castello sulla sommità della collina. Forse perché quando arrivo al Garda i miei occhi vengono sempre catalizzati dalla bellezza del lago.

Invece questa volta quasi per caso sono finita al Castello, scoprendo così che proprio qui c’è un Ricetto.
Dopo il meraviglio Ricetto di Candelo, ecco apparire questo antico borgo-castello risalente al XII secolo. Antiche mura di sasso racchiudono all’interno gli edifici del castello e le case dove risiedevano gli abitati. Il borgo viene definito ricetto perché nei secoli scorsi serviva da riparo in caso di pericolo anche per i cittadini che non vi risiedevano stabilmente. Il castello ha origini più antiche essendo costruito sulle rovine di un precedente castrum vetus risalente a prima delle invasioni barbare in Europa. 
La struttura a base trapezoidale è contornata da un’imponente cinta muraria interrotta da quattro torri. Dopo la funzione abitativa e difensiva, il ricetto venne usato a fine Ottocento come caserma di fanteria e successivamente ospitò guarnigioni di bersaglieri e degli alpini. 
Purtroppo le opere di sistemazione hanno in parte cancellato l’impianto medievale della struttura, di cui si conservano oggi alcune merlature. Si tratta comunque di un posto molto bello e suggestivo da cui godere di una impareggiabile vista sui tetti rossi di Desenzano, sul lago e sulla sponda veronese. 
Un panorama che non lascia indifferenti!
Ma quante altre volte riuscirà a sorprendermi il Garda?

Ebbene sì, ho ceduto di nuovo alla tentazione di un week end alle Terme sulle rive del Lago di Garda. Ormai che sono una SPA-addicted l’avete capito, e appena c’e’ l’occasione mi butto a capofitto in un week end all’insegna di sauna, acque termali e qualche ora di sano relax.
L’occasione stavolta è stata la tariffa promozionale dell’Hotel Caesius, di cui devo ammettere ho già più volte approfittato, dal momento che questo appena passato è stato il mio quinto soggiorno qui!

Il Caesius è un vero paradiso del relax con tutte le carte in regola per trascorrere un fine settimana da re, coccolati dal caldo tepore dei suoi ambienti.
Le stanze, enormi e molto curate, e gli ambienti comuni sono all’altezza delle 4 stelle Superior ma non spaventatevi, nei periodi di bassa stagione (quando tra l’altro l’hotel è più vuoto) se prenotato con un po’ d’anticipo i prezzi sono veramente abbordabili!
Dei vari (e oramai tanti) hotel SPA che ho avuto modo di provare, il Caesius rimane il più completo per l’ampia offerta wellness che offre.
Ecco un breve riassunto di tutte le “coccole” che ci si può concedere nella sua immensa area wellness:

Una bellissima e suggestiva piscina interna di forma circolare, molto grande e con l’acqua alla giusta temperatura per rigeneranti nuotate o semplicemente per stare un po’ in ammollo.
Uno spazio della piscina è riservato ai giochi d’acqua: idromassaggi di ogni sorta, lettini e cervicali vi massaggeranno le stanche membra, facendovi poi sentire leggeri come una piuma.

La zona termale è una vera isola di benessere in cui ci si può immergere in vasche di acqua termale caldissima e abbandonarsi ad idromassaggi, riattivare la circolazione nel percorso Kneipp, uno dei più lunghi che abbia mai visto, oppure, e questa per me è la chicca delle chicche, galleggiare senza peso nell’acqua salata della vasca di talassoterapia. Idiliaco!

L’ingresso alla zona SPA ricorda le terme romane, con una stanza circolare intervallata da colonne e fontane d’acqua; luci soffuse, e silenzio avvolgono l’ambiente e favoriscono il rilassamento.
Qui ci si può rigenerare tra il dolce tepore del calidarium, il caldo secco della sauna finlandese (con annessa tinozza di acqua fredda, per una vera sferzata d’energia! da provare!) e un eccellente bagno turco che apre il respiro e rilassa la mente con profumati vapori balsamici. Completano il tutto numerose docce emozionali calde e fredde che solleticano e massaggiano con gentili spruzzi d’acqua e una zona relax dove rilassarsi tra una seduta di sauna e l’altra.
Difficile chiedere di più ad una SPA!

Se andate nella bella stagione, l’hotel offre anche un’ampia piscina esterna, sempre dotata di idromassaggi, inserita in un bellissimo giardino.

Una menzione speciale merita la colazione, un tripudio di bontà dolci e salate che non lascerà indifferente nemmeno il più austero dei clienti! E per i più esigenti, l’angolo di prodotti bio e ayurvedici è un altro scrigno di deliziose sorprese.
L’unico inconveniente è che dopo una colazione così, bisogna aspettare un po’ prima di fare una sauna! Ma è un sacrificio che si può fare!

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