Berlino: cosa vedere assolutamente

Berlino si è trasformata negli ultimi anni nella capitale del design e dell’innovazione, fucina di idee e tendenze nuove. Qui hanno sede numerosi studi di architettura e start up di attività legate alle nuove tecnologie, segno di come la città sappia non solo guardare al futuro ma anche anticipare mode e tendenze.

La prima volta che visitai Berlino, avendo solo due giorni a disposizione, ne ebbi un fugace assaggio, troppo breve per capire tutta la complessità di una città che ad ogni quartiere cambia volto e atmosfere, ora fredda e anonima nelle architetture della ex DDR, ora futuristica, con quartieri dove l’energia di nuovi design e architetture sostenibili vengono liberate in edifici di vetro ed acciaio proiettati verso il cielo.
Per vedere tutte le attrazioni interessanti di Berlino serve almeno una settimana. Purtroppo non sempre si ha a disposizione tanto tempo, quindi ecco una lista delle cose assolutamente da vedere a Berlino in tre giorni di viaggio, ovvero nell’arco di un weekend lungo.

Il Duomo di Berlino, nel cuore di Mitte

Il Duomo di Berlino

La prima volta che lo vidi mi sembrò troppo sfarzoso per i miei gusti, non sono mai stata una grande amante dello stile neobarocco, ma nel rivederlo nel mio ultimo viaggio mi sono resa conto di come il Berliner Dom, come viene chiamato, sappia portare l’imponente facciata e la profusione di decori ed ori che ne ricoprono l’interno con grande eleganza. L’ho rivisto illuminato al chiaro di luna stagliarsi contro un cielo scuro e devo dire che il colpo d’occhio è stato davvero emozionante!

La Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo

Non si può venire a Berlino e non visitare la porta di Brandeburgo, cardine della travagliata storia della città. Un tempo confine tra i due mondi, Berlino est e ovest, ancora oggi con la sua imponente classicità si staglia fiera a ricordare che sotto le sue colonne passò la storia.

Una passeggiata lungo il muro

Il muro di Berlino

La dolorosa memoria del muro è oggi stata trasformata in un’attrazione turistica, ma se si riesce a guardare oltre le folle di turisti che partecipano ai tour guidati, si può vivere un’esperienza intensa in alcuni luoghi della memoria, camminando lungo pezzi di muro lasciati in piedi come monito per il futuro. E’ il caso della Topographie des Terrors, esposizione permanente a Zimerstrasse, che spiega il funzionamento dei rigidi controlli della DDR e comprende 200 metri di muro originale.

La East Side Gallery è la porzione di muro trasformata in galleria di street art, ma la folla e i tanti graffiti che hanno deturpato le opere originali rovinano l’esperienza.


Potzdamer Platz e Sony Center, la Berlino di domani


A Potzdamer Platz è già domani; un tempo terra di nessuno, confine tra est ed ovest, oggi questa zona è risorta, plasmata da un vento di nuove idee e libertà, diventando un quartiere avveniristico con stupendi edifici in vetro opera di grandi architetti internazionali. 

Visitare il Reichstag

La cupola del Reichstag

Se anche rimanete a Berlino solo un paio di giorni, assicuratevi di non perdervi questa visita. Prenotando sul sito ufficiale del Reichstag (con almeno 15 giorni di anticipo) è possibile partecipare ai tour guidati ufficiali totalmente gratuiti. Il tour completo prevede un’ora di visita all’edificio del Reichstag e la salita alla cupola. Interessante la prima parte, dove una guida spiega il funzionamento del Parlamento tedesco, imperdibile la seconda per una vista spettacolare su Berlino salendo la scala a spirale che percorre i lati della cupola di vetro.

La Museumsinsel, un tuffo nell’arte

L’offerta museale di Berlino è interessante quanto molto ben organizzata, dal momento che i principali musei si trovano tutti raggruppati nell’Isola dei Musei, nel cuore del quartiere Mitte, che ne conta ben 5.
Conviene acquistare la Berlin Welcome Card con l’estensione alla MuseumsInsel che include l’entrata a tutte le esposizioni. Se anche decidete di visitarne solo uno, ricordate di prenotare data e orario di visita sul sito ufficiale del museo scelto: è gratuito e vi risparmia ore di attesa!
Tra i pezzi da 90 delle collezioni imperdibile il Busto di Nefertiti al Neues Museum: uno sguardo davvero ipnotico ed una grazia senza tempo. Se vi interessa l’Altare di Pergamo, sappiate che è chiuso alle visite perchè in restauro fino al 2019.

Il Museo Ebraico di Berlino

Progettato dall’architetto Liebeskind a forma di Stella di David, il museo ripercorre con dovizia di particolari la storia degli ebrei. All’ampia collezione documentaristica si abbinano spazi dove l’architetto ha voluto ricreare ambienti che trasmettano le sensazioni fisiche di freddo, paura, solitudine, per spiegare l’Olocausto dal punto di vista emozionale.
Intenso e commovente.

Il Curry Wust

Non lasciate Berlino senza aver assaggiato il re dello steet food tedesco, il Curry Wust. Servito in piattini di cartone da bancarelle sparse un po’ ovunque, è un pasto o uno snack buono ed economico.


Kreuzberg e l’arte di strada

Street art Berlino

In questa breve carrellata delle cose da vedere a Berlino in 3 giorni, volutamente tolgo il Check Point Charlie, a mio avviso troppo turistico per valere la pena di investirci del tempo. Se dovete fare una scelta, optate per un giro nel quartiere di Kreuzberg, officina a cielo aperto della street art berlinese. Cercate le opere negli androni dei palazzi e nelle facciate di edifici abbandonati. Per un itinerario completo potete leggere il mio post sulla street art a Berlino.


Street art a Berlino

Berlino è una mecca per gli amanti della street art. Molte firme del writing internazionale hanno dipinto loro opere sui muri della città, trasformando anonimi quartieri in musei di arte di strada a cielo aperto.

Tra le cose più interessanti ed originali da vedere a Berlino ci sono proprio le opere di street art, che si concentrano nei quartieri intorno a Mitte.


Street art a Berlino: dove trovarla

Street art a Berlino
Le zone vicino alle stazioni della U-Bahn di Kreuzberg e Schlesisches Strasse ospitano i murales più famosi con opere del calibro di artisti come Blu, i brasiliani Os Gemeos e altre firme del writing internazionale. 
Lungo Skalitzer Strasse si possono ammirare Astronaut di Ash e Nature Morte di ROA. L’opera di Ash è ben visibile anche dai treni della linea U1 che corrono in superficie e attraversano il quartiere proprio in quel tratto.
Più avanti a Friedrichshain si può ammirare Sad Girl with Rabbit Ears di Boxi, appena scesi da Warschauer Strasse. La troverete sulla vostra destra andando verso la East Side Gallery.
Alla fermata di Schlesiches Tor troverete invece The Yellow Man di os Gemeos

Street art ad Hallesches Tor

Street art a Berlino
Street art ad Hallesches Tor
Oltre ai grandi classici, il quartiere di Kreuzberg presenta altre opere di artisti meno famosi ma altrettanto interessanti, che rendono la zona una sorta di officina d’arte a cielo aperto. Molti murales si scoprono per caso, sui muri di vecchi edifici o negli androni dei palazzi. Fuori dalla metro di Hallesches Tor si può per esempio ammirare questo dipinto che raffigura un ragazzo dal cui viso esce uno stormo di usignoli (vedi foto sopra).
Street art a Berlino
I murales di Friedrichstrasse
A pochi passi da lì, lungo la strada per raggiungere lo Judisches Museum (Friedrichstrasse), sono incappata per caso in una bellissima serie di murales dipinti nel basamento di un palazzo: oltre 50 ritratti di residenti e persone famose, una galleria di volti ed espressioni di grande impatto ed un’esplosione di colori in un quartiere popolare altrimenti grigio ed anonimo.

Si sente spesso dire che in Germania si mangia male. Ecco, mi sento proprio di smentire questa affermazione! A Monaco di Baviera, in particolare, si può davvero mangiare bene e provare tante cucine diverse. Oggi però vi suggerisco tre posti dove provare la tipica cucina bavarese, tutti in centro e raggiungibili in pochi minuti a piedi da Marienplatz, ideali per una pausa mentre si visita la città.

Iniziamo dall’Hofbräuhaus , ovvero la birreria più famosa del mondo. Chi non l’ha mai sentita nominare? È la birreria più antica di Monaco, fatta costruire dal duce Guglielmo V nel lontano 1589 per sopperire al bisogno di birra della corte e dell’esercito. Aperta al pubblico nel 1828, continua a dissetare schiere di ospiti che affollano la sala inferiore, allietati dall’orchestrina che suona le tipiche melodie bavaresi.
Nonostante sia tra le più frequentate dai turisti, l’HB propone tutt’ora un’ottima cucina, sostanziosa e gustosa come dev’essere la vera cucina bavarese. Personalmente, quando pranzo qui, prendo un piatto unico ben sapendo che ne avrò sicuramente abbastanza, ad esempio il Bierbratl (in pratica una grossa fetta di pancetta cotta, accompagnata da crauti e un super canederlo di pane) oppure il classico Schweinshaxe, lo stinco di maiale croccante, che di solito è servito con i canederli di patate grattugiate. Se vi avanza ancora un posticino, non è male prendere un Dampfnudel come dessert: si tratta di una pezzo di pasta lievitata, servito con una goduriosa salsa alla vaniglia.

Altro indirizzo imperdibile a Monaco è l’Augustiner, un’altra delle “Sette Sorelle” (ovvero le sette birrerie originali di Monaco): fondata nel 1328 dai monaci benedettini, è il più antico birrificio della città. Ci sono diversi ristoranti in città, di solito io vado all’Augustiner am Dom, a pochi passi dalla Frauenkirche, e salgo subito al piano superiore, in una delle piccole sale dalla boiserie di legno scuro. Qui l’atmosfera è più intima ma sempre conviviale e capita spesso di esser fatti sedere a fianco di altre persone.
Vicino all’Augustiner am Dom si trova anche l’Andechser am Dom. Questa birreria non fa parte delle Sette Sorelle, ma è comunque molto nota, almeno tra i locali. La birra viene infatti prodotta nel monastero di Andechs, che è il luogo di pellegrinaggio più antico della Baviera e si trova a circa 45 km dalla città. Il monastero produce tuttora la birra secondo l’antica ricetta dei monaci ma anche tanti altri prodotti utilizzati nella cucina del ristorante, come i formaggi, la verdura e il miele. Qui vi consiglio di provare i Klosterseufzer  (“sospiro del convento”), piccoli würstl piccanti accompagnati da purè di patate: deliziosi!
E se invece volete pranzare con qualcosa di dolce (sì, si può!) prendete il Kaiserschmarrn: una frittata dolce che si scioglie letteralmente in bocca!

Non vi è venuta fame? A me decisamente! Meno male che a breve torno a Monaco – e ho già in lista qualche altro ristorante da provare!

Indirizzi & info utili

Hofbräuhaus München, Platzl 9 – www.hofbraeuhaus.de
Una volta arrivati all’HB, ricordatevi di salire anche ai piani superiori e dare un’occhiata all’elegante Stube e alla Festsaal dell’ultimo piano. Qui si trova anche una piccola mostra che racconta la storia della birreria.
Augustiner am Dom, Frauenplatz 8 – www.augustineramdom.de
Andechser am Dom, Weinstraße 7 – www.andechser-am-dom.de

PS: quando ordinate ricordatevi che qui la birra piccola è da mezzo litro! E non fermatevi alla chiara: provate le Weißbiere e le scure – soprattutto Andechs è famoso per quest’ultima. 

Chiamata “la porta sul mondo” grazie al suo grande e fiorente porto, Amburgo è una città adagiata sull’acqua, quella dell’Elba e dei suoi tanti canali e quella del lago Alster, e circondata da ampi spazi verdi. Una città moderna, dinamica e in continua trasformazione.

Ecco una carrellata di quelle che sono secondo me le attrazioni più belle ed interessanti, da inserire in un giro della città, elencandole in ordine di importanza.

Il porto di Amburgo

Lungo il porto
L’enorme porto di Amburgo occupa il 12% dell’intera superficie cittadina. Si tratta di un’efficientissima macchina che ogni anno vede transitare oltre 12.000 navi e 70 milioni di tonnellate di merce.
Prendete la metro fino a Landungsbruecke e appena usciti dalla stazione vi ritroverete nel molo più famoso della città. Lungo le banchine si allineano piccoli ristoranti, bar e locali take away dove degustare street food a base di pesce, mentre sulla sponda opposta enormi gru salgono e scendono per posizionare le migliaia di container portati e ritirati dalle navi mercantili. 
Per una prospettiva ancora più ampia sul porto prendete il traghetto nr 62 che, al prezzo di un biglietto dei mezzi pubblici (per chi ha la Hamburg Card è compreso) vi farà risalire il fiume fino a Finkenwerder. Il viaggio regala scorci interessanti sui moli di Altona (sede del famoso mercato ittico di Amburgo) e sui nuovi quartieri affacciati sull’Elba con interessanti edifici in mattoni restaurati e oggi sede di uffici. Arrivati a Finkenwerder potete aspettare il traghetto di ritorno passeggiando lungo le sponde dell’Elba.
Per un giro dei tanti canali (ce ne sono più che a Venezia) dovete invece prendere uno dei tanti tour in Barkassen in partenza da Landungsbruecke.

Speicherstadt e HafenCity

Speicherstadt
Le file di edifici a sette piani in mattoni rossi allineati lungo i fleet, i canali, sono uno dei simboli di Amburgo. Lo Speicherstadt è il più grande complesso di magazzini del mondo. Oggi i magazzini, costruiti sul finire del 1800 per ospitare l’enorme quantità di merce movimentata nel porto, sono stati trasformati in ristoranti, musei, locali ed uffici e proprio qui ha sede il MiniaturWunderland, il parco che ricostruisce fedelmente famose ferrovie del mondo con dovizia di particolari. Si tratta di una delle attrazioni più popolari di Germania, e non solo per i bambini!
Per chi ama il mare, imperdibile l’International Maritime Museum, ospitato all’interno di un edificio in mattoni tra Speicherstadt e Hafencity: 10 piani pieni di modelli di navi a vela, oggetti, dipinti e ricostruzioni di ambienti navali, un vero tesoro per scoprire la storia del mare e della navigazione dai Fenici ai giorni nostri!
HafenCity
Lo Speicherstadt confina con il nuovo quartiere HafenCity, uno dei più ambiziosi progetti di riqualificazione urbana mai ideati. Si calcola che entro il 2020 il quartiere ospiterà oltre 12.000 residenti e ogni giorno 40.000 persone verranno qui a lavorare.
Oggi il quartiere ha ancora un’aria un po’ anonima e i cantieri aperti sono tantissimi, ma già si percepisce lo stile avveniristico e se ne respira l’atmosfera di città del 21° secolo.

St. Michaelis

La chiesa ortodossa in stile barocco di St. Michaelis (che qui chiamano familiarmente Der Michael) è uno dei landmark della città. Il suo campanile di 132 metri svetta sui tetti e da sempre funge da faro per le navi in arrivo al porto, che in linea d’aria dista poche centinaia di metri. Il campanile offre anche una delle viste più spettacolari su Amburgo e il porto.
All’interno la chiesa è un tripudio di luce e ospita cinque enormi organi, che ne fanno una sala da concerto d’eccezione.

Il Rathaus

Spostandosi verso il centro cittadino nel quartiere di Altstadt, la visita non può che partire dalla sua stella, il possente Rathaus. L’edificio in stile barocco è sede del Parlamento e del Senato di Amburgo e rappresenta una delle sedi amministrative più sontuose d’Europa. Se dall’esterno colpisce con la facciata riccamente decorata, l’interno non è da meno con un’ampia hall con soffitto a volte sui cui lati si aprono due grandi scalinate.
Non perdete la visita guidata (anche in inglese) che per soli 3€ vi permette di fare un tour di 40 minuti per gli ambienti più belli del palazzo. Oltre alle eleganti Aule del Parlamento e del Senato, spiccano la Sala dell’Imperatore e la Sala Grande, con magnifici dipinti alle pareti e uno spettacolare soffitto a cassettoni. Davvero imperdibile!

Jungfernstieg

Jungfernstieg by night
Questa elegante via affacciata sul Binnenastler è il centro dello shopping cittadino. Lungo la perpendicalare Neuer Wall hanno sede le boutique delle più note e prestigiose marche di abbigliamento ed orologeria, un tripudio di lusso ed eleganza. Lungo il canale Astlerfleet si trovano gli Astlerarkaden, una serie di portici in stile veneziano che ospitano caffè e negozi e regalano splendide viste sul Rathaus.

La Kunsthalle

Anche se attualmente in restauro, la Hamburger Kunsthalle, accanto alla Hauptbahnhof, è un tempio d’arte assolutamente da non perdere. La collezione vanta capolavori dal Medioevo al XX secolo, con dipinti di Van Gogh, Monet, Klee e Friedrich. Attualmente l’edificio è chiuso per lavori (fino al 2016), l’esposizione è quindi stata allestita all’interno della vicina Galerie der Gegenwart, ma purtroppo si può ammirare solo una parte della vasta collezione.

Il lago Astler

Diviso tra Aussenastler e Binnenastler, il lago è il secondo cuore marittimo di Amburgo. Le sponde sono abbellite di giardini pubblici dove i cittadini sono soliti passeggiare o andare in bicicletta, e d’estate ci sono numerose barche a vela che solcano le acque placide. I quartieri affacciati sul lago sono tra le zone residenziali più eleganti e ricche della città ed ospitano numerosi hotel di lusso.

Reeperbahn, il quartiere a luci rosse

Grosse Freiheit
Il quartiere a luci rosse di Amburgo, il più grande e famoso di Germania e luogo di divertimento per i marinai di passaggio in città, ha perso gran parte dell’appeal di un tempo e oggi si presenta come una zona abbastanza squallida e decadente, dove si aggirano schiere di turisti che ammirano i “souvenir” esposti nelle vetrine di polverosi sexyshop.
Un giro per Reeperbahn è comunque d’obbligo e in particolare lungo Grosse Freiheit, la via che ospita i pub più famosi della città. Oltre a sexy club, qui hanno sede anche pub famosi per aver ospitato i concerti dei Beatles prima che i Fab 4 diventassero la band più conosciuta del pianeta. Proprio in queste strade i Baronetti mossero infatti i primi passi esibendosi nei primi concerti, all’Indra e allo Star Club e al Numero 36.
All’imboccatura di Grosse Freiheit lungo Reeperbahn c’è anche la Beatles Platz, una piazza circolare (che dovrebbe ricordare un vinile) con le sagome dei Fab 4: devo dire che come tributo l’ho trovato un po’ triste visto che le sagome (vuote) si stagliano su uno sfondo confuso di auto in movimento e luci del quartiere, che le rendono pressoché invisibili. 
Se avete tempo, fate un salto anche ad Altona, un quartiere benestante sede di negozi e ristoranti etnici. Il posto ideale dove sorseggiare un caffè ammirando il lungofiume.
Anche Blankensee, adagiato su una collina ad ovest di Altona, vanta tra le case più belle della città ed è un luogo piacevole dove passeggiare.


Mi sorprendo ad avere nostalgia di Amburgo molto più di quanto avrei mai immaginato, così come ad appena un giorno dal mio arrivo mi sono sorpresa ad esserne affascinata come mai avrei pensato. Ciò che mi ha subito colpita di Amburgo è il suo essere diversa, lontana dallo stereotipo delle città tedesche che già conoscevo. 
Il carattere internazionale di Amburgo è talmente marcato da far quasi dimenticare che si è in Germania; all’inizio ho provato a paragonarla alle città danesi o scandinave, ma presto ho capito che i confronti avevano poco senso, perché Amburgo ha una sua identità ben precisa, un carattere forte e indipendente forgiato sin dal Medioevo, quando alla città furono concessi diritti di libero scambio e l’esenzione dai dazi doganali.
E’ in questo fatto storico che risiede la trasformazione dell’antica roccaforte carolingia, Hammaburg, in un importante e fiorente porto mercantile e uno dei principali membri della Lega Anseatica. Un’ascesa costante che perdurò senza sosta fino al terribile incendio del 1842 che bruciò la città per quattro giorni radendo al suolo un terzo degli edifici, ma da cui il suo spirito di intraprendenza riemerse più determinato di prima. Lo stesso spirito con cui si risollevò dalla distruzione lasciata dalla Seconda Guerra Mondiale, quando si fece artefice del grande Wirtschaftswunder, il miracolo economico. 
Ancora oggi Amburgo rimane ambiziosa: la seconda città della Germania e la più ricca, il principale polo editoriale del paese (qui hanno sede 15 delle 20 più importanti testate giornalistiche tedesche), il secondo porto d’Europa. 
Lungo il porto
Amburgo parla la lingua del commercio marittimo, fervente e continuo, che ne proietta i confini oltre quelli geografici rendendola un ponte sul resto del mondo; parla la lingua dell’informazione, grandi nomi di testate come Die Zeit, Der Spiegel e Stern che sono sinonimo di autorevolezza e giornalismo d’autore.
La città mi aveva incuriosita ancora prima di metterci piede perché trovavo singolare che tutte le guide turistiche lette per prepararmi al viaggio indicassero il porto come principale attrattiva. Solitamente i porti mercantili sono zone poco accoglienti se non addirittura squallide, popolate di enormi gru e container, luoghi che rimangono esclusi dai classici percorsi turistici. 
Amburgo invece sul porto non solo ha costruito il suo passato ma ha scommesso il suo futuro e l’ha reso luogo di lavoro e al contempo spazio urbano innovativo e moderno. E’ proprio da qui che bisogna iniziare ad esplorare la città, dal suo cuore pulsante che batte al ritmo delle navi cariche di container che attraccano e salpano senza sosta. Passeggiando lungo le banchine di Landungsbruecke, il molo dove sono ormeggiati i barconi per turisti, si ha una visione d’insieme che mostra come porto mercantile e quartiere urbano convivano in maniera naturale, e mentre lungo il molo si può pranzare con un piatto di fish and chips o acquistare un biglietto per le crociere sulle Barkassen, a pochi metri le attività navali e commerciali continuano a ritmo serrato.
Amburgo ha saputo rendere il porto un luogo piacevole tanto da sottrarne una parte alla zona mercantile per creare un nuovo avveniristico quartiere, Hafen City, ancora in fase di costruzione e i cui lavori dovrebbero terminare nel 2020. 
Una città del 21° secolo, oltre 120 ettari di terra su cui sorgono e sorgeranno uffici, ristoranti, parchi, piazze e lunghe promenades sull’acqua. Un progetto ambizioso per una città che dal Medioevo in poi non ha mai smesso di sognare in grande.
Speichstadt
Alle spalle di HafenCity sorge uno dei luoghi più incredibili e speciali di Amburgo, lo Speicherstadt: un complesso di enormi edifici in mattoni rossi, un tempo magazzini di stoccaggio, che oggi ospita musei, spazi espositivi, locali, ristoranti etnici e di tendenza ed uffici. Di nuovo un grande progetto di riqualificazione urbana che ha fatto risorgere un’area storica della città trasformandola in uno dei suoi landmark più significativi. 
Passeggiando per lo Speicherstadt si percepisce chiaramente come Amburgo sia una città sull’acqua: gli edifici affacciano su un infinito intrico di canali, i fleet, collegati tra loro da un labirinto di ponti; pensate che Amburgo ha più ponti di Venezia!
Modernità, eleganza, carattere indomito, internazionalità, sono tutte caratteristiche che definiscono Amburgo, una metropoli nata dall’acqua e che nell’acqua vede riflesso il suo futuro.

La magia dei mercatini di Natale è l’unico evento annuale a cui non riesco a rinunciare. Dopo aver visto quelli più rinomati in Trentino Alto-Adige e Austria, quest’anno ho optato per il fai da te sul lago di Costanza. Si tratta di un piccolo lago al confine tra Germania e Svizzera. Un piccolo specchio d’acqua che, sotto Natale, si trasforma in uno spettacolo di luci e colori.

Ho subito notato la differenza con gli altri mercatini. Qui, gli stand sono delle vere opere d’arte che si diramano per tutta la città.
Abbiamo passeggiato perdendoci per le stradine assaggiando prelibatezze succulente e rimanendo incantati ad ogni angolo.
Ma, se Costanza di giorno ha già un suo fascino speciale, col calare del sole diventa magia pura. Musica, luci, profumi, allegria e poesia che si mescolano e invadono la pelle.
Consiglio vivamente di visitare, oltre ai mercatini, gli splendidi negozi di articoli per la casa. Durante le feste natalizie, infatti, sono tutti arredati come delle piccole case di Babbo Natale ricche di doni e idee speciali per stupire i nostri cari.
Da non tralasciare la visita al battello che, in questo periodo, viene adibito a negozio e che di sera, abbraccia dolcemente le sponde del lago.
La vera anima di Costanza, però, l’ho colta tornando verso l’albergo. All’interno del parco che costeggia il lago, numerosi artisti si succedono nell’offrire spettacoli gratuiti. A noi è toccato il pianoforte di Davide Martello. Le note che si perdevano restando sospese nell’aria rarefatta cullandosi dolcemente insieme all’acqua del lago che si infrangeva sulla riva hanno regalato emozioni indescrivibile. Si sa, il lago è malinconico. E la musica che incalzava ha restituito i suoi caratteri naturali a questo splendido posto ancora cosi poco conosciuto. Il regalo più grande di questa esperienza è stato rivivere la vera essenza del Natale, quella sensazione di serenità che pervade il cuore e ti fa sentire come se fossi nell’unico posto in cui vorresti essere.

Info Utili

Nonostante Costanza sia in Germania e sulle sponde di un lago, il clima è relativamente mite. E’ pieno di alberghi e residence che costeggiano il lago a prezzi decisamente abbordabili (un appartamento per 4 persone dotato di tutti i confort con parcheggio incluso a €140 a notte).
C’è una splendida passeggiata che costeggia tutto il lago da cui si vedono le magnifiche ville che consiglio di percorrere. Vicino al centro (circa 3km) ci sono le terme di Bondensee. L’ingresso di circa 3 ore costa sui 12€ e sono il posto ideale dove rilassarsi guardando il lago dalle immense vetrate.

I mercatini di Natale di Dresda, conosciuti con il nome di Dresden Stiezelmarkt, sono considerati tra i più antichi d’Europa e risalgono al 1434. Secoli di storia non hanno scalfino l’atmosfera tipica e originale dell’evento, che ancora oggi attira moltissimi visitatori sia dalla Germania che da altri paesi. Si calcola che ogni anno i mercatini siano visitati da oltre due milioni di persone! 
L’origine di quelli che oggi sono considerati tra i mercatini più belli e autentici è in realtà modesta. Nel Medioevo, quando Dresda era ancora un piccolo porto mercantile, erano infatti un mercato della carne; fu Federico II a concedere l’autorizzazione a tenere un mercato un giorno alla settimana, inclusa la Vigilia di Natale. Alla fine del digiuno prenatalizio, i cittadini potevano quindi comprare la carne da cucinare a Natale in questo mercato. Nel corso degli anni e dei secoli non solo il mercato sopravvisse ma acquistò sempre maggiore fama, includendo nuovi prodotti e mercanzie. Oggi sono oltre 200 le bancarelle ospitate nei caratteristici chalet in legno, rendendo lo Stiezelmarkt una delle più grandi esposizioni di artigianato di tutta la Germania.
L’atmosfera è quella autentica dei mercati tradizionali tedeschi, con luci, addobbi, alberi di Natale, calendari dell’Avvento, oggetti d’artigianato e naturalmente piatti tipici della cucina locale da consumare direttamente all’aperto.
Plaumentoffel
I mercatini hanno anche un simbolo e un porta fortuna, il Plaumentoffel, un piccolo spazzacamino fatto di prugne secche, il souvenir perfetto da portare a casa.
Al Plaumentoffel è anche legato il ricordo di un altro simbolo dei mercatini di Dresda, i bambini di Striezel, ovvero i bambini che ad inizio Ottocento gironzolavano tra le bancarelle proprio per vendere i piccoli Plaumentoffel preparati dalla loro mamme e racimolare così qualche soldo per il pranzo di Natale. Oggi naturalmente i Plaumentoffel non vengono più venduti dai bambini ma il ricordo rimane vivo.
Lo Stollen, tradizionale dolce tedesco
Una curiosità : il nome dei mercatini deriva dallo Striezel, un altro termine con cui viene chiamato lo Stollen, il tipico dolce natalizio tedesco che è uno dei prodotti principe venduti alle bancarelle.
Oltre che nei mercatini, Dresda offre tipiche atmosfere natalizie anche nelle numerose gallerie e palazzi barocchi del centro, che durante le feste sono tutti addobbati e illuminati come da tradizione. 

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