Il litorale del Gargano è un luogo tra i più importanti dal punto di vista della bellezza del nostro Paese. Un patrimonio naturalistico che si estende per 140 chilometri di costa e più, formati soprattutto da spiagge, lidi, baie, grotte e insenature. Molti i luoghi turistici, dotati di alberghi, di attrazioni di vario tipo e cose da visitare. È possibile scegliere una spiaggia in base alle singole esigenze.

(altro…)

Litorale di Peschici

Il tratto di mare che va da Peschici alla Baia dei Turchi è un susseguirsi di bianche falesie spruzzate di macchia mediterranea, sotto le quali si stendono magnifiche spiagge di sabbia dorata lambite da acque incredibilmente limpide.

Itinerario lungo il litorale di Peschici

Ecco il percorso che vi consiglio di seguire per catturare tutta l’incredibile bellezza di questo tratto di costa del Gargano.
Molte spiagge sono incastonate tra promotori e falesie, in posizione non sempre facilmente accessibile, e spesso bisogna percorre tratti di strade bianche scoscese per arrivarci, ma la scomodità dell’accesso è ripagata dalla meraviglia che aspetta in fondo!
Lasciata Peschici (di cui vi racconterò più in dettaglio in un prossimo post) alle spalle, proseguite lungo la costa in direzione nord  verso Vieste per un paio di chilometri e seguite le indicazioni per Spiaggia San Nicola. Proprio in questa baia si trova uno dei trabucchi più famosi e frequentati, il Trabucco da Mimì. La spiaggia è una bella mezzaluna di sabbia, in parte riservata al camping che si trova subito dietro. Il bar è gestito da ragazze molto simpatiche e serve ottimi aperitivi!
Proseguendo verso nord e lasciando la litoranea per prendere una  strada bianca che scende verso il mare si incontra Spiaggia Zaiana: semplicemente stupenda! L’accesso tramite una scalinata un po’ dissestata non è agevole, per questo la spiaggia è più che altro frequentata da giovani, che si esibiscono in tuffi acrobatici dalle rocce circostanti.
La presenza di alte falesie ferma i venti e rende l’arenile particolarmente adatto a chi vuole prendere il sole.
Spiaggia di Manaccora
Spiaggia di Manaccora
Altro gioiello della costa è la Spiaggia di Manaccora, accessibile attraverso una carrozzabile asfaltata un po’ stretta ma spettacolare, un nastro d’asfalto che si dipana morbido tra la macchia mediterranea. La spiaggia non è molto ampia ma la vista è meravigliosa, con un’alta scogliera bianca che la protegge sul lato ovest. Sulla scogliera di trova un trabucco (adibito a ristorante ma visitabile) da cui si gode di una vista ancora migliore.
Ripresa la macchina, si continua lunga la litoranea in direzione Vieste e lungo la strada si trova il cartello per Cala del Turco, spiaggia libera e sabbiosa. Ma la più paradisiaca di tutte è la Spiaggia di Gusmay, una striscia di un bianco accecante incastonata tra due promontori verdi. Purtroppo la spiaggia è privata e di propietà del lussuono resort che sorge dall’altro lato della strada. Fuori stagione ho potuto però accedervi scoprendo un arenile deserto dai colori sgargianti, una vera meraviglia. 
Spiaggia di Gusmay
Spiaggia di Gusmay
L’ultima spiaggia del litorale di Peschici, prima che inizi la costa del comune di Vieste, è la Spiaggia di Sfinale, che prende il nome dalla torre di avvistamento che vi sorge, di cui però rimangono solo resti. Protetta dalla macchia mediterranea, è facilmente raggiungibile con una strada che porta fino quasi in spiaggia.
L’itinerario descritto si può percorrere in un giorno, prendendosi il tempo per ammirare le singole spiagge, sostarvi per un bagno nelle acque limpide, e naturalmente è d’obbligo una sosta culinaria in uno dei trabucchi per assaggiare qualche buon piatto di mare.

Peschici: dove alloggiare

Trattandosi di una destinazione mare, una casa o appartamento vacanza risulta l’opzione più pratica e conveniente per soggiornare a Peschici. Spazi comodi e la possibilità di risparmiare anche sul vitto avendo a disposizione una cucina attrezzata. Peschici si trova abbarbicata su uno sperone di roccia affacciato sul mare. E’ facile trovare alloggio nel grazioso centro storico, potendo godere di splendide viste sulla spiaggia sottostante, che dista pochi minuti a piedi (e un po’ di gradini su e giù!). Nella ricerca dell’appartamento, il portale Hundredrooms risulta molto comodo perché confronta velocemente centinaia di siti web e restituisce le opzioni più convenienti per le date selezionate.

Il centro storico di Vico del Gargano ha conservato l’impianto medievale originale  e si presenta come un labirinto di stretti vicoli, ripide strade ed arcate di una tale bellezza da aver meritato il titolo di uno dei borghi più belli d’Italia.

L’antico borgo di Vico del Gargano

Vico del Gargano
Panni stesi al sole nel centro di Vico
Al borgo medievale  si accede da una dei varchi di ingresso lungo le mura: una volta dentro inutile tentare di orientarsi, meglio lasciare che siano le vie stesse a condurre nei angoli più suggestivi del borgo.
Il centro è ancora abitato e non è raro vedere i panni che sventolano al sole o qualche abitante che si aggira per le vie, ma in generale il borgo è abbastanza sonnolento, distante dal via vai e dal traffico che imperano nel centro moderno, distante solo poche centinaia di metri.
A rendere speciale il borgo è anche la posizione: Vico del Gargano sorge sull’alto di una collina, circondata da promontori ricoperti di agrumeti e oliveti.
Girovagando tra gli stretti vicoli del centro, è facile sbucare sulla via più esterna che cinge l’intero perimetro dell’abitato, da dove si possono ammirare le colline rigogliose tutt’intorno.
All’interno del borgo si possono ammirare i resti dell’antico Castello Normanno, dimora di svaghi per i cortigiani e probabilmente per lo stesso Federico II. Della struttura originale oggi si possono vedere un torrione quadrangolare ed alcune camere con volta ogivale.

Il Museo del Trappeto

Proprio in Piazza Castello Normanno si può visitare questo interessate museo, allestito all’interno di un antico frantoio trecentesco scavato nella roccia: l’ambientazione da sola vale la visita!
All’interno vengono illustrate le diverse fasi di produzione dell’olio d’oliva.

Il Vicolo del Bacio

Vico del Gargano
Tra le vie di Vico
Molte delle vie del borgo hanno nomi evocativi ma questo certamente è il più romantico: si dice che i baci dati (o rubati!) qui portino fortuna! Per questo gli innamorati vi lasciano lettere, scritte e promesse d’amore, che colorano l’ambientazione. Per chi come me vive poco distante da Verona e dal famoso Balcone di Giulietta, è un po’ come sentirsi a casa!
Il vicolo si trova di fronte alla Chiesa di San Giuseppe.

Cosa mangiare a Vico del Gargano

Per iniziare la giornata con dolcezza, l’indirizzo giusto è Pizzicato, una pasticceria sulla piazza principale del paese nuovo, conosciuta in tutto il Gargano per i dolci e le deliziose brioche.
Il locale è molto apprezzato anche per gli aperitivi che sono sempre accompagnati da un tripudio di bontà ed assaggi sfiziosi!
Vico è la patria della paposcia, una ciabatta farcita molto gustosa. In città ci sono vari posti dove assaggiarla; lasciatevi consigliare dai gestori su quale farcitura scegliere.
Se volete degustare le specialità del Gargano in un ambiente speciale, optate per il ristorante Il Trappeto, nel cuore del borgo medievale di Vico, ricavato da un antico frantoio. L’interno è rustico ed intimo,  ma con un tocco di modernità. Perfetto per una serata speciale all’insegna dei sapori pugliesi!


Vieste è una delle cittadine più belle e ricche di storia del Gargano, un gomitolo di stretti vicoli e case bianche abbarbicate su un promontorio roccioso a picco sul mare. 

Da lontano Vieste appare come un punto bianco circondato dal verde dei promontori circostanti e dove spicca il campanile dell’antica Cattedrale. 
C’è un piacevole contrasto tra le anime della città. Da una parte la Vieste moderna che si sviluppa al livello del mare, con viali alberati e un bel lungomare con un’ampia piazza da dove ammirare il mare e lo scoglio di Santa Eufemia con un caratteristico faro.
Dall’altra la Vieste antica, il centro storico aggrappato ad uno sperone di roccia, con basse case bianche addossate una all’altra e unite dai tipici archi di sostegno e collegamento. 

Il centro storico di Vieste

Centro storico di Vieste
Il centro storico di Vieste
I primi insediamenti di Vieste risalgono addirittura al III millennio a.C. In epoca classica la città assunse l’impianto urbano ancora oggi visibile, con un agglomerato di case appollaiate sull’alto di un promontorio a picco sul mare, un castello ed un muro di cinta che in passato si estendeva fino alla punta di San Francesco. 
Ad arredare il centro sono la luce tersa del sole che filtra tra le strette viuzze, una rosa di profumi e voci che escono dalle case e panni stesi che svolazzano al vento. Nonostante i ristoranti e i tanti turisti che si aggirano per le vie, il centro mantiene l’identità di antico quartiere residenziale e tanti sono i particolari che sanno di luogo vissuto.
Stretta tra le vecchie case si erge la Cattedrale dell’Assunta risalente all’XI secolo, che all’interno custodisce pregevoli statue lignee ed affreschi.
Girovagando senza meta tra i vicoli è facile ritrovarsi in Piazzetta Petrone, uno spazio segnato da ampi gradoni che si apre sullo scenario della costa del Gargano. Qui l’atmosfera cambia totalmente, suoni e profumi casalinghi vengono coperti dal roboante infrangersi delle onde sugli scogli e dall’odore di salsedine che sale dal mare.

La chiesta di San Francesco

La Chiesa di San Francesco Vieste
La Chiesa di San Francesco
All’estrema punta del promontorio sorge la Chiesa di San Francesco, in posizione panoramica protesa verso l’Adriatico e visibile da ogni punto della città. La Chiesa ha tre lati aperti sul mare ed il quarto rivolto verso il centro. La nuda facciata bianca, anche se priva di particolari ornamenti, è incredibilmente suggestiva in particolare alla luce del pieno giorno o la sera, quando il cielo al tramonto la riveste di un tono rosato. E’ da questo punto panoramico, aperto ed esposto al respiro del mare, che si avverte lo stretto legame di Vieste con l’Adriatico, un vincolo antico e  indissolubile intorno al quale la città è nata ed è cresciuta.

Il Pizzomunno

Nel golfo che si apre di fronte a Vieste si possono ammirare la piccola isola di Santa Croce, incorniciata dal suggestivo faro, ed il maestoso Pizzomunno, un’enorme roccia bianca che si erge sulla spiaggia della Scialara ai piedi della città. Quest’enorme faraglione bianco è talmente particolare da esserne divenuto il simbolo stesso. L’ampia spiaggia attrezzata è perfetta per stendersi al sole di Puglia e regala stupendi scorci sul  bianco abitato di Vieste e sulla Cattedrale.

L’entroterra del Gargano mi ha sorpresa e conquistata in un modo che mai mi sarei aspettata, immense distese di ulivi e file di agrumeti che si stendono dalla la costa alla foresta Umbra.
Quando una meta riesce a sorprenderti con elementi di bellezza che non ti aspettavi significa che è doppiamente speciale, e il Gargano lo è.
Prima di partire sapevo che ne avrei amato la costa frastagliata disseminata di baie che si gettano nel mare blu cobalto, ma mai avrei pensato che a rubarmi il cuore sarebbero state le colline terrazzate dell’entroterra, al punto tale che quando ripenso a questa terra mi rivedo camminare tra file ordinate di ulivi secolari.
Fermare la macchina e immergermi nel verde argentato delle loro foglie è stato un gesto naturale, impossibile resistere al richiamo del loro antico respiro.

Tra ulivi e agrumeti

Gli ulivi sono come libri aperti sul passato, custodiscono nelle pieghe dei loro tronchi una storia millenaria e sedendosi ai loro piedi pare quasi di sentirla sussurrare, come se le parole si rincorressero di ramo in ramo trasportate dal vento. Alcuni hanno forme bizzarre, quasi antropomorfe, sembrano statue uscite dallo scalpello di un abile scultore, i rami nodosi come mani dalle molte primavere. 
D’improvviso tra i riflessi argentei si scorgono punti di giallo e arancione: gli agrumeti sono un’esplosione di colore frutto di una terra feconda ricca di limoni e arance ma anche di tante varietà di verdure.
L’entroterra del Gargano è disseminato di agriturismi e aziende agricole dove non solo si possono gustare i prodotti che vengono coltivati qui ma li si può cogliere con le proprie mani, provando l’emozione di prendere i frutti dall’albero, ammirarne le forme piene gonfie di sole e sentirne il profumo che rimane addosso. Le vacanze attive in agrumeto sono un modo alternativo e divertente di vivere il Gargano e di avvicinarsi alle tradizioni locali.

La foresta Umbra

Ulivi e agrumeti si arrampicano sulle colline fino a cedere il passo alla Foresta Umbra, uno dei gioielli naturalistici dell’Italia Meridionale. La foresta ha una storia molto antica e rappresenta ciò che rimane di un’immensa area boschiva che centinaia di milioni di anni fa ricopriva l’intero territorio del Gargano.
Enormi faggi, betulle e querce secolari che si innalzano ad altezze vertiginose, come maestose colonne di una cattedrale vegetale, e più in basso felci e vegetazione ne ricoprono il terreno diventando a volte talmente intricate da sembrare una muraglia verde impenetrabile; il silenzio è rotto solo dal canto dei tanti uccelli che qui trovano l’habitat ideale dove vivere, assieme a molte altre specie animali, come il capriolo, la martora, il tasso, il ghiro la volpe e tanti altri.

La foresta è percorsa da chilometri di sentieri escursionistici che si inoltrano nelle profondità dei boschi, e molte sono le aree sosta e picnic che regalano momenti di relax circondati da verde e silenzio. Il posto ideale dove trovare una tregua dalla calura estiva della costa, ma anche un luogo per immergersi in tranquillità e solitudine, percorrendo i lunghi sentieri deserti.
Anche qui piccoli agriturismi si nascondono nel folto del boschi, angoli di pace dove assaggiare i piatti di terra della tradizione culinaria.

L’entroterra del Gargano è un mondo fatato sospeso tra antichi ulivi e boschi incantati, un ambiente straordinario che solletica i sensi e le emozioni.


Abbarbicato sulla sommità di una collina che domina l’entroterra del Gargano, Monte Sant’Angelo è un borgo dalle caratteristiche viuzze strette e case bianche famoso in tutta Europa come meta di pellegrinaggio. La storia di questo borgo inizia nel V secolo quando secondo la tradizione l’arcangelo Michele scelse di mostrarsi per la prima volta nel continente europeo in una grotta del Gargano, la stessa in cui ancora oggi si trova il santuario che gli è dedicato. Nel corso dei secoli il santuario fu scelto come luogo di culto dai Longobardi prima e dai Normanni poi, e i crociati venivano qui a pregare per il successo del loro viaggio in Terra Santa.

Una storia di venerazione antica che si rinnova sempre uguale anche oggi, con un afflusso continuo di fedeli che ogni anno vengono qui in pellegrinaggio, nonostante la concorrenza di San Giovanni Rotondo, poco distante da qui.
La grotta che ospita il santuario è impressionante, un arco naturale in pietra sovrasta l’altare e le varie raffigurazioni narrano le numerose leggende sulle apparizioni dell’arcangelo Michele.
L’imponente portone di bronzo che segna l’entrata vera alla grotta mostra scene dall’Antico e Nuovo Testamento.
L’interno, in penombra, suscita un senso di commozione e rispetto per le pareti di roccia che sembrano avvolgere e proteggere l’altare e per la consapevolezza che si ha di trovarsi in un luogo venerato per millenni da fedeli di ogni dove, gente del popolo e grandi della storia. Il solo fatto di esistere ancora ed essere sopravvissuto a tanti secoli rende il santuario un testimone straordinario di storia e fede.

Non solo meta di pellegrinaggio

Se Monte Sant’Angelo è un luogo di fede e pellegrinaggio eccezionale, anche per chi come me non è molto avvezzo ai santuari potrà apprezzare la bellezza del borgo e la sua straordinaria posizione. Dall’alto della collina su cui sorge il paese si domina tutto l’entroterra del Gargano e la vista, dai dolci pendii tappezzati di uliveti spazia fino alla foresta Umbra e giù fino al mare: uno straordinario balcone sul Gargano.
Sulla sommità del colle si trova il Castello, rimaneggiato e modificato a più riprese nel corso della sua millenaria storia. I Normanni lo ampliarono trasformandolo in una fortezza il cui scopo era di difendere il santuario. Anche Federico II vi soggiornò con l’Armata Bianca Lancia e pare che proprio qui siano nati i suoi figli Costanza e Manfredi.
Oggi è visitabile all’interno ma lo si può apprezzare anche solo camminando all’esterno ammirandone le possenti mura di cinta e il panorama che si apre alle sue spalle.

Dal castello, vicoli stretti e scalinate scendono fino al suggestivo Rione Junno; sorto nel VI secolo per ospitare i pellegrini, oggi il quartiere conserva intatta l’atmosfera e lo stile medievale, con le tipiche case dall’intonaco bianco e il tetto a cuspide, ed è uno dei borghi più belli e immacolati di tutto il Gargano. Da qui si gode di una vista stupenda sul mare e sul vicino Golfo di Manfredonia.

L’impressione che si ha visitando Monte Sant’Angelo è quella di essere in un luogo speciale, forse per l’aria sacra e solenne che aleggia per le vie o per quel bianco candore di case e chiese che risplende alla luce del sole. Il paese dispensa anche sapori dolci e salati, dai prodotti tipici pugliesi, esposti nelle bancarelle lungo le vie del centro, alle ostie ripiene, i dolci tipici del borgo: due sottili cialde ovali ripiene di mandorle tostate. Non andate via da Monte Sant’Angelo senza averle provate!!

Consigli di viaggio


Il B&B Pizzicato si trova a Vico del Gargano (ca. 1 ora da Monte Sant’Angelo) e offre appartamenti confortevoli e accoglienti, tutti recentemente strutturati, e rappresenta un’ottima base per andare alla scoperta del Gargano.


Inizio a raccontarvi il Gargano dalla cosa che più di tutte mi ha affascinata: i trabucchi.
Queste antiche macchine per la pesca sono sparse lungo il tratto di costa che va da Peschici a Vieste. Si tratta di bizzarre costruzioni in pino d’Aleppo sospese sul mare, una sorta di palafitte con bracci sporgenti, un’infinità di corde e al centro una rete, il trabocchetto, da cui il nome della costruzione. L’ ingegnoso funzionamento dei trabucchi permette di pescare da terra: la grande rete sospesa tra le funi viene calata in mare con un sistema di argani e sfrutta le correnti marine per intrappolare il pesce. 
Il grande vantaggio è il poter pescare con qualsiasi condizione atmosferica: il pescatore infatti rimane nel palchetto, la grande piattaforma di legno, senza doversi troppo esporre ai capricci del mare.

I trabucchi hanno origini antiche e pare che a inventarli siano stati i Fenici. A partire dal XIX secolo si sono diffusi nell’area del Gargano dove ancora oggi incorniciano la costa costa con la loro fantasiosa presenza.
Tra Peschici e Vieste ce ne sono quasi una dozzina, molti dei quali accanto alla piattaforma da pesca ospitano dei ristoranti che proprio per l‘incredibile posizione direttamente sopra il mare, sono il posto perfetto per assaggiare piatti di pesce ammirando il panorama: si tratta di locali molto rustici la cui bellezza sta nell’essere completamente integrati con il trabucco, tanto da rappresentarne un prolungamento.
Oltre ai trabucchi sporgenti più grandi, ci sono anche delle semplici piattaforme di legno senza ulteriori sovrastrutture, utilizzate per calare e ritirare le reti da pesca.
Per il nostro itinerario per trabucchi ve ne propongo tre, distribuiti attorno alla costa di Peschici, ognuno dei quali può essere visitato in un bel percorso che segue la strada costiera.


Scendendo da Vieste verso Peschici il primo che vi segnalo è il Ristorante il Trabucco, incastonato nella magnifica baia di Manaccore. Il ristorante è direttamente collegato con il trabucco, aggrappato ad uno sperone di roccia in una posizione a dir poco strepitosa. Per raggiungerlo bisogna seguire la strada secondaria che dalla provinciale scende verso la costa, un susseguirsi di curve che si aprono su panorami divisi tra prati, cielo e mare. Il trabucco si trova al termine della strada che dalla baia di Zaiana risale un piccolo promontorio e poi scende a picco lungo una falesia.
La vista da qui è fantastica, pareti scoscese di roccia che si tuffano in mare, gabbiani che volano in cielo e sullo sfondo la mezzaluna chiara della spiaggia.
La cucina è un tripudio di frutti di mare e pesce alla brace da assaporare respirando l’aria di mare, così vicino che pare di poterlo toccare.
Sarà per la brezza, per il rumore delle onde che si infrangono sui pali di legno che sostengono il trabucco, per le reti colorate e gli strani marchingegni che raccontano gesti antichi, ma qui i piatti sembrano avere un sapore più intenso. Finito di pranzare, è bello indugiare ad osservare l’orizzonte e i gabbiani che volano sopra alla testa disegnando percorsi immaginari.

Lasciato il primo trabucco con ancora negli occhi i colori del paesaggio di Manaccore, si riprende la provinciale verso Peschici che ad ogni curva si apre su nuove baie.
La seconda tappa del percorso è il Trabucco da Mimì, incastonato nella baia di San Nicola. Qui il panorama è ancora di più ampio respiro e spazia dalla bianca Peschici, arroccata sull’alto della scogliera a nord, alla mezzaluna di sabbia chiara della baia di San Nicola. Nel mezzo, dolci promontori dove macchie di fiori colorati danzano con il vento. In questo ambiente così suggestivo sorge il Ristorante da Mimì, collegato al trabucco da un lungo pontile di legno. Di nuovo vanno in scena le specialità di mare, e non potrebbe essere altrimenti in un posto così! Dal ristorante si può prendere il sentiero che scende verso la spiaggia di San Nicola, una delle più estese della zona.

Ripresa la macchina si risale il promontorio su cui sorge Peschici e si ridiscende verso la spiaggia della città, molto bella e frequentata da turisti e locali.
Il terzo trabucco del nostro itinerario si trova poco più in là nel promontorio appena dopo la baia di Peschici, sulla strada verso Rodi Garganico. L’entrata è in corrispondenza di un tornante ed è ben segnalato da un cartello che indica “Trabucco Montepucci“. Una stretta strada scende ripida verso il mare, la cui vista rimane però nascosta per la fitta vegetazione. Arrivati in fondo al piccolo parcheggio, si lascia la macchina e si prosegue a piedi per l’ultimo tratto. D’improvviso davanti agli occhi di spalanca la vista del mare limitato da un lato dall’alta falesia e dall’altro dallo sperone di roccia su cui è appoggiato il trabucco. Il locale si sviluppa alle spalle del trabucco con cui divide parte della terrazza all’aperto. Inutile dire che anche qui la vista è eccezionale, ancora vento, profumo di mare, gabbiani, mare e da un lato la bella Peschici.
Il posto è perfetto per venire ad ammirare il tramonto perché qui si può assistere allo spettacolo del sole che si tuffa nel mare.

Consigli di viaggio

Il B&B Pizzicato si trova a Vico del Gargano, un borgo storico (catalogato Uno dei Borghi più belli d’Italia) arroccato sulla collina che sovrasta la baia di Peschici, a poca distanza dal trabucco Montepucci.
Il B&B offre appartamenti confortevoli e accoglienti, tutti recentemente strutturati, e rappresenta un’ottima base per andare alla scoperta del Gargano.

     

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Se si continua a utilizzare questo sito web senza cambiare le impostazioni dei cookie o si fa clic su "Accetto" di seguito, si acconsente a questo. Per informazioni su come disabilitare i cookie, leggere l' Informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi