Immaginate una rinomata località balneare, in cui potete anche praticare i più diversi sport acquatici e non, circondata da distese di verde e un entroterra tutto da scoprire, e che la sera diventi anche capitale del divertimento, con locali, discoteche, feste sulla spiaggia. Immaginate che sia anche protagonista di una festa che interessa tutto il litorale e che riempia il vostro programma con una serie ancora maggiore di attrattive. Stiamo parlando di Riccione, “La Perla Verde del Mediterraneo”, che nel weekend del 7 luglio 2017 si animerà, assieme alle altre città della riviera romagnola, per “La Notte Rosa”: giorni di spettacoli, musica, percorsi eno – gastronomici e tanti appuntamenti con l’intrattenimento per grandi e piccini. A Riccione anzi si inizia in anticipo: già dal 4 luglio apre la Kermesse Cinematografica “Cinè 2017 – giornate estive di cinema”, in cui proiezioni, incontri e dibattiti avranno per protagonista il grande schermo, allestito appositamente per l’occasione nell’arena di Piazzale Ceccarini.
Da giovedì 6 luglio si entra invece nel vivo, con l’esibizione di artisti di strada, giocolieri, break dancer, mangiatori di fuoco e gigantesche bolle di sapone: un magico mondo pronto a schiudersi di fronte ai vostri occhi e coinvolgervi fino alle 23, quando lasceranno il posto al dj set, i vocalist e le ballerine che vi faranno ballare per tutta la notte. E per chi preferisce danzare su note più tradizionali, niente paura: in parallelo, a piazza Sacco e Vanzetti, vi aspetta musica dal vivo, con orchestra e sfiziose degustazioni di ciambella romagnola e vino. Per tutto il weekend, poi, i personaggi di Radio Deejay vi intratterranno in piazzale Roma con la loro simpatia e le hit dell’estate, nonché con l’anteprima del contest Deejay on Stage. E non finisce qui: grandi spettacoli di fuochi d’artificio, la pink street per scatenarsi in rosa a ritmo di musica, la Clown Run, un’occasione di divertimento, sport e solidarietà per una causa importante.
Se questo programma vi ha convinto, prenotate subito il vostro Hotel a Riccione e preparatevi a un’esperienza a 360°: se infatti il ricco calendario della Notte Rosa può intrattenere le vostre serate, anche durante il giorno avrete l’imbarazzo della scelta tra le molte attrattive che la zona offre. A partire ovviamente dalla balneazione in ottimi lidi convenzionati, fino agli sport acquatici e per i più avventurosi, i parchi a tema “Acquafan”, “Oltremare” e “Imax”: gli amanti dell’acqua potranno viverla in ogni sfumatura. Per chi invece preferisce itinerari culturali, Riccione avrà la risposta giusta: la città si distingue anche per la sua ricchezza storica e artistica. Nata da un antico insediamento romano, i reperti della sua lunga storia sono contenuti nell’interessante Museo del Territorio, a cui possono essere affiancati anche il Museo di Arte Moderna e Contemporanea e il Centro Civico della Pesa. Il centro storico è comodamente percorribile a piedi, e una visita la merita certamente anche il Castello degli Agolanti, simbolo della città. Agli amanti del verde, da ultimo, si consigliano anche i percorsi nell’entroterra e soprattutto la meravigliosa pista ciclabile detta “Corridoio Verde Adriatico”.

 Da diversi anni è la regina della Riviera Romagnola. Ha conquistato il podio delle città più gettonate dai turisti perché è capace di accontentare chiunque decida di approdarvi: che sia amante dello sport o della buona tavola. 

È Cesenatico, una delle cittadine più rappresentative dell'Emilia Romagna e il cui nome da diversi anni è sinonimo di vita notturna, sport e benessere. 

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la Diga Del Molato


La Val Tidone è una delle zone più belle della provincia di Piacenza. Essa va dalla pianura alla montagna, passando per dolci colline ricoperte da rigogliosi vigneti (tanto da meritarsi, assieme alla vicina Val Luretta, il soprannome di “Valle di Bacco”). Questo territorio è ricco di attrazioni paesaggistiche, architettoniche e storiche, tra le quali una delle più interessanti è senz'altro la Diga del Molato, struttura che riunisce in sé diverse caratteristiche notevoli: è una grandiosa opera d'ingegneria idraulica, è inserita in una magnifica cornice naturale che in parte ha contribuito a creare e, nonostante la sua età sfiori il secolo, è tuttora in funzione.


Il lago di Trebecco
Il lago di Trebecco
La splendida Val Tidone si trova nella parte occidentale della provincia di Piacenza: fa parte dell'area geografica conosciuta come Colli Piacentini, e dall'Emilia-Romagna si estende fino in Lombardia. Si è formata grazie all'azione del torrente omonimo, un affluente di destra del Po che nasce dalla Sella del Penice, sul tratto di Appennino Ligure che attraversa la provincia di Pavia. Per proteggere la valle dalle inondazioni causate dalle piene del Tidone, fornire l'acqua necessaria all'irrigazione dei campi e produrre anche energia elettrica, all'inizio del XX secolo venne proposta la costruzione di una diga sul torrente. I lavori però iniziarono solo nel 1921, e vennero completati nel 1928

Come accennato in precedenza, la Diga del Molato (il Molato è un affluente del Tidone) è un'imponente opera ingegneristica: il suo fronte è alto 55 m e lungo 180 m, mentre la facciata rivolta a valle è una struttura ad alveare composta da numerosi spazi vuoti sormontati da archi, che le danno un aspetto davvero ciclopico. Data la conformazione della zona e le attrezzature dell'epoca, il progetto ha superato anche difficili problemi di logistica: basti pensare che il cemento veniva trasportato a forza di braccia dal paese di Caminata, utilizzando delle semplici carriole. Lo sbarramento ha dato vita a un bacino idrico chiamato Lago di Trebecco, che prende il nome da una frazione del comune di Nibbiano che sorge sull'adiacente Monte Bissolo. Il lago è lungo 2,5 km e può contenere 7'500'000 m³ d'acqua, ma con i lavori d'ammodernamento e ampliamento varati nel 2016 la sua capacità massima verrà portata a 8'500'000 m³


Fascio littorio Diga del Molato

La costruzione è iniziata poco prima della presa del potere da parte di Mussolini ed è terminata in piena era fascista, perciò la Diga del Molato è entrata a far parte dei piani infrastrutturali del regime. Di quel periodo rimane un grande fascio littorio, apposto sulla parte alta della facciata ad archi e perfettamente conservato. Tralasciando le considerazioni politiche, questa diga ha quindi una grandissima importanza storica, perché oltre a svolgere ancora oggi il suo compito è anche una testimonianza concreta del nostro passato. A completare il complesso c'è la palazzina di guardia, un edificio in stile Liberty dove ora è installata una sala didattica multimediale.


Leggendo questa presentazione potrebbe sembrare che la Diga del Molato sia uno dei tanti mostri di cemento sparsi per la nostra penisola. Ma vendendola dal vero ci si accorge che, in realtà, il suo stile monumentale la rende in un certo modo armoniosamente integrata nell'ambiente circostante. D'altra parte spettacolari strutture simili sono mete turistiche molto frequentate in tutto il mondo, e inoltre il bellissimo Lago di Trebecco ha notevolmente aumentato il valore paesaggistico, comunque già molto elevato, della Val Tidone. Ovviamente non si deve dimenticare la preziosa funzione principale di questa diga, ovvero la salvaguardia del territorio

Per citare un famoso modo di dire: “vedere per credere”. Se volete ammirare una grandiosa opera tecnologica e architettonica, godendovi contemporaneamente l'incantevole natura dei Colli Piacentini, la visita alla Diga del Molato è quello che fa per voi.

Come raggiungere la Diga del Molato

Diga del Molato

Quello che viene proposto è un itinerario che parte da Piacenza e che vi permetterà di esplorare una parte della sua provincia, toccando alcune interessanti località che potrete visitare lungo il percorso. A seconda della vostra provenienza la Diga del Molato è raggiungibile anche seguendo itinerari differenti.

  • Arrivati a Piacenza dirigetevi verso ovest per prendere la Strada Provinciale 11, che vi porterà a Borgonovo Val Tidone
  • Da Borgonovo imboccate la Strada Provinciale 412R verso sud (in direzione dell'Appennino) per raggiungere prima Nibbiano e poi Caminata
  • Dopo Caminata proseguite sempre tenendo la SP 412R. Ignorate una prima deviazione a sinistra verso la diga, che conduce lungo una stradina alla base dello sbarramento e alla centrale elettrica annessa (che non è aperta al pubblico). 
  • Poco dopo quel punto, in una curva si vede chiaramente il cancello d'ingresso al camminamento della diga. Nei pressi del cancello c'è uno spazio che consente di posteggiare alcune automobili; poco più avanti lungo la strada c'è un bar-ristorante con un parcheggio riservato ai propri clienti.

    Come visitare la Diga del Molato

    Diga del Molato
    Il camminamento lungo la diga
    L'ingresso è libero e si può visitare solo l'esterno della struttura, passeggiando liberamente lungo il suo camminamento. Gli orari d'accesso sono i seguenti: 09:00 – 18:00 in estate, 09:00 – 16:30 in inverno. Occasionalmente la diga potrebbe rimanere chiusa a causa di lavori di manutenzione o del maltempo.
    Arrivati all'estremità opposta rispetto al cancello d'entrata si giunge sul Sentiero del Tidone, un tracciato lungo circa 70 km che parte dalle fonti del torrente sul Monte Penice e ne segue il corso fino al Po, terminando a Boscone Cusani (frazione del comune di Candelasco, sempre in provincia di Piacenza). Se dal camminamento seguite il sentiero verso valle per alcune decine di metri potrete ammirare l'impressionante facciata ad archi della diga e il grande fascio littorio che si trova sulla sua sommità.
    È possibile organizzare visite guidate per gruppi, e vedere così anche gli ambienti interni e la centrale elettrica. Per informazioni e prenotazioni potete contattare il Consorzio Bonifica di Piacenza, l'ente che gestisce la Diga del Molato, specificando motivo della visita e numero di partecipanti (indirizzo email: info@cbpiacenza.it).


    Se avete bisogno di info per visitare la Val Tidone potete contattare l'Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di Val Tidone e Val Luretta (indirizzo email: valtidoneluretta@gmail.com).




    Racchiuso in una conca della Val Trebbia, il piccolo borgo di Bobbio, in provincia di Piacenza, conserva intatta la sua anima medievale.

    Sorto come comunità religiosa grazie al suo padre fondatore San Colombano (le cui spoglie sono conservate all'interno del Duomo), ancora oggi il fulcro del paese ruota intorno alla maestosa Abbazia e ai vari conventi della zona. 

    Abbazia di San Colombano


    Da non perdere una visita alle varie Botteghe del Fungo, un caffè nella piazza principale, la salita al Castello Malaspina e una visita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo). 

    Cattedrale di Santa Maria Assunta

    Il Ponte del Diavolo a Bobbio

    Pur trattandosi di un borgo visitabile in breve tempo, quello che varrà tutta la strada e il tempo della visita, è sicuramente il Ponte Vecchio
    Denominato anche Ponte del Diavolo, questa magnifica costruzione medievale ancora perfettamente intatta e sopravvissuta a secoli e secoli di storia e di passaggi, vi lascerà senza fiato. 
    La leggenda narra che San Colombano, con lo scopo di unire le due sponde del Trebbia strinse un patto col Diavolo. In cambio della costruzione del ponte in una sola notte, l'abate avrebbe concesso l'anima di colui che per primo lo avrebbe attraversato. Forte del patto siglato, il Diavolo assoldò diversi demoni di corporatura e grandezza diversa e, al mattino seguente, l'abate si prese gioco di lui facendo passare, come primo avventuriero sul ponte, un impavido cane. 
    La caratteristica principale del ponte è sicuramente la sua forma sali e scendi. Le undici arcate sono una diversa dall'altra e sono uniche al mondo. In una giornata di sole gli scorci regalano un'emozione e un ricordo indelebile. 

    Per concludere la visita non c'è nulla di meglio, in questa zona, di approfittare di un ottimo tagliere di salumi e formaggi locali accompagnati da un impareggiabile gnocco fritto. 
    E, se avete ancora negli occhi l'atmosfera medievale, non vi resta che fare un salto alla vicina Grazzano Visconti

    Cattolica entroterra

    Quando decidete di prenotare una vacanza a Cattolica, non scegliete soltanto un soggiorno all'insegna di mare, sabbia e relax. La cittadina romagnola, infatti, non è soltanto una località balneare, ma un luogo affascinante da visitare in ogni stagione e in grado di catturare qualsiasi tipo di viaggiatore.

    L'entroterra di Cattolica tra colline e mare

    Parco del Monte San Bartolo
    Scorcio sul Parco del Monte San Bartolo
    Lasciate le spiagge alle spalle, infatti, l’entroterra di questa zona vi stupirà con le sue bellezze naturalistiche e architettoniche, perché la Romagna, si sa, è anche una terra di grande storia e cultura.
    I più avventurosi non potranno perdersi le grotte di Onferno, immerse nella pace di una rigogliosissima riserva naturale che vi farà dimenticare il caos delle città; si tratta poi di una meta adatta per tutta la famiglia: i bambini saranno molto entusiasti di visitare il Museo Naturalistico di Pieve di Santa Colomba qui situato e impareranno divertendosi.
    Altri parchi naturali in cui perdersi tra l’aria pura e il verde attorno a Cattolica sono il Parco del Monte San Bartolo e il Parco Sasso Simone e Simoncello.
    Anche una semplice passeggiata a tra le morbide colline della Valconca, o a Sassolfeltrio con i suoi suggestivi calanchi, vi farà apprezzare le bellezze di questo entroterra inaspettato e tutto da scoprire.

    Antichi borghi e castelli 

    San Leo Romagna
    Il Castello di San Leo
    Dalla natura alla cultura: per chi ama Dante è d’obbligo un “pellegrinaggio” al Castello di Gradara, che è stato teatro del tragico e romantico amore di Paolo e Francesca; annoverato da tempo tra i Borghi più belli d’Italia, Gradara si distingue anche per le numerose rievocazioni storiche e sagre che qui vengono organizzate e che vi immergeranno in un’atmosfera d’altri tempi.
    Da non perdere sono poi: Mondaino, con la Rocca Malatestiana e il Museo Paleontologico, la Rocca di Montefiore Conca, imponente e maestosa, il Castello di Montegrifoldo e quello di Montescudo, in una terra che era stata già degli Etruschi e dei Celti, Montecolombo con il suo fascino medievale, San Leo con la sua Rocca e il suo Castello che sono al centro di tante leggende locali, Coriano di Rimini, a metà tra città e campagna, Morciano di Romagna, famoso per la fiera di San Gregorio, il Castello di Pennabilli, con la sua mostra dell’antiquariato e il Festival degli Artisti, Gemmano di Rimini, dove il tempo sembra essersi fermato, e San Clemente di Romagna, per gustarsi un bicchiere di buon vino.

    Gli eventi di primavera a Cattolica

    A testimonianza del fatto che Cattolica non è soltanto una meta estiva, poi, vi segnaliamo una serie di eventi che si svolgono da Marzo a Maggio: dall’incanto di Momix: Opus Cactus, alla Giornata Internazionale della Donna, passando per il Festival Internazionale della Magia (ormai giunto alla 19° edizione) e per il Ciaspolbeach, da spettacoli di artisti come Baglioni, Morandi, Aldo, Giovanni e Giacomo, alla fiera del comico Locomix di San Marino.
    Da non perdere sono poi manifestazioni come Cattolica in fiore, la Coppa del Mondo di Ginnastica Ritmica 2016, Rimini Wellness, San Marino Game Convention 2016 e il Sic Day, per ricordare un grande campione nostrano.

    Se volete saperne di più e organizzare la vostra prossima vacanza vi consigliamo di affidarvi a Cattolica.info per trovare i prezzi più convenienti, le soluzioni e gli itinerari che si addicano meglio alle vostre esigenze.

    Piazza Grande Bologna

    C’è sempre un buon motivo per andare a Bologna, che sia per una mostra, per una fiera o semplicemente per fare un giro tra le splendide architetture medievali e gli eleganti portici. Ogni volta che ci torno Bologna riesci a stregarmi con quella sua aria di signora raffinata e al contempo informale che ti fa sentire subito a casa.

    Bologna è viva, a tutte le ore del giorno e della notte, traboccante di bar, enoteche, trattorie e di studenti che affollano le vie del centro. 

    Bologna è ghiotta, o “grassa” come spesso viene definita! Qui mangiare è un rito irrinunciabile che i bolognesi insegnano a fare come si deve, prendendosi tutto il tempo per godersi ogni piatto. Il cibo a Bologna è prima di tutto un linguaggio, un codice di comunicazione che dà un sapore speciale all'incontro: basta un bicchiere di vino o un piatto di tortellini fumanti per ritrovarsi e scambiare quattro chiacchiere tra amici.

    Il carattere conviviale dei bolognesi è trasversale e non riguarda solo i giovani ma gente di qualsiasi età ed estrazione sociale. Bologna anche in questo sa essere democratica, offrendo una vasta scelta di locali per tutti i gusti e per tutte le tasche, perché il piacere della tavola è un lusso che devono poter permettersi tutti!


    Aperitivo in Piazza Grande


    Si inizia con un aperitivo seduti in uno dei bar di Piazza Grande, il magnifico salotto cittadino. Con l’avvicinarsi dell’ora di pranzo o di cena, la piazza si riempe di gente che sembra darsi appuntamento qui per un aperitivo sorseggiato all'ombra della Basilica di San Petronio. Che sia in uno dei tavolini sulla piazza o sotto i portici che la cingono, l’importante è esserci, accompagnando delle sane risate ad un buon bicchiere di vino.


    La cucina bolognese, una storia di successo


    La cucina bolognese riflette la cultura popolare, genuina e verace della città.

    Approcciarsi ai tanti piatti della tradizione diventa ancora più un piacere sapendo che il successo internazionale della cucina bolognese risale al Medioevo, quando alle corti delle potenti famiglie lavoravano cuochi celebrati ed osannati per le loro capacità eccelse. Ma il merito della varietà dei sapori che ancora oggi si possono degustare va anche alla presenza dell’Università che, con il continuo scambio di studenti e professori di provenienze diverse, contribuì nei secoli ad arricchire il repertorio di ingredienti e piatti.

    Un itinerario gastronomico a Bologna diventa un viaggio tra sapori vari e ricchi: dai passatelli ai tortellini in brodo (chiamati l’ombelico di Venere), passando per le lasagne e le tagliatelle al ragù.

    Un curiosità: si dice che le tagliatelle furono create ispirandosi ai lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia in occasione delle sue nozze con il Duca di Ferrara. Che sia verità o leggenda poco importa, ciò che conta è che questo primo piatto è ancora oggi uno dei più amati ed apprezzati della cucina bolognese.

    I secondi sono un altro tripudio di sapori che vanno dal gran fritto misto al gran bollito bolognese, senza dimenticare le intramontabili polpette di carne che fanno la gioia dei bambini. Per chi preferisce un pasto veloce, la mortadella riuscirà a rendere regale anche un semplice panino!


    I Quartieri migliori dove mangiare a Bologna


    Tagliatelle al ragù
    Oltre che per gli aperitivi, Piazza Grande è perfetta anche per pranzi e cene in una delle tante trattorie che si trovano nelle vie limitrofe. E’ tra queste viuzze che ho scovato la Taverna la Traviata, ambiente rustico e cucina tipica bolognese: pasta fresca fatta in casa e ragù che profuma di buono!

    Per chi vuole mescolarsi agli studenti, la scelta giusta è il quartiere dell’Università che offre numerose opzioni di locali a prezzi contenuti. E’ qui dove va in scena la movida notturna bolognese, con tanti locali aperti fino a tarda notte.

    Dopo cena infatti Bologna non va a dormire e la festa continua nei pub e i bar dove sorseggiare un buon bicchiere di vino accompagnato da musica dal vivo. Perché Bologna non è patria solo della buona cucina ma anche palcoscenico aperto a nuove voci, una città cordiale che apre le braccia a giovani talenti desiderosi di esibirsi e farsi conoscere.

    Così una serata all'insegna del gusto termina sulle note di musica vitale e energica, proprio come è Bologna.

    Come scegliere i locali e ristoranti a Bologna


    Per scegliere e prenotare il ristorante a Bologna adatto ai propri gusti ed esigenze una buona soluzione è Quandoo, un portale che permette di trovare e prenotare ristoranti in modo semplice e rapido, avendo accesso in pochi click ad una vasta scelta di locali suddivisi per tipologia, quartiere e fascia di prezzo. L’ho provato ed è davvero comodissimo, si evita di girare a vuoto e ci si diverte a scovare e provare locali e sapori diversi, perché, come dico sempre, la scoperta gastronomica è una delle parti più belle del viaggio!


    Rimini, la protagonista di tante estati, luogo per eccellenza di mare e vacanza, sempre uguale eppure capace di svelarsi diversa in ogni stagione della vita, come un vestito cucito addosso.

    Quando sei piccolo, Rimini è il mistero della sabbia calda e soffice in cui affondare piedi e mani cercando di afferrarla, per poi rimanere a guardare con stupore i granelli minuscoli scivolare leggeri mentre ti solleticano la pelle; è il mare immenso che pare senza fine in cui trascorrere ore a bagno giocando a spruzzare l'acqua.
    Poi cresci un po' e Rimini diventa un immenso parco giochi: la spiaggia un cantiere di castelli, costruzioni e sinuose piste di biglie, il mare un enorme piscina in cui rincorrersi tra le onde ed esibirsi in complicate capriole e tuffi aerei. La giornata trascorre tra corse sulla spiaggia e partite di racchettoni fino a quando arriva il magico momento della merenda, quando sali tremante dall'acqua e la mamma ti aspetta con un asciugamano caldo e un panino, da gustare seduto sulla sdraio.


    Bastano pochi anni e da adolescente Rimini si trasforma e si apre un mondo nuovo fatto di giornate trascorse a prendere il sole e scherzare in compagnia di amici, tra sguardi rubati e sorrisi accennati, batticuori e primi amori. 
    A vent'anni il tempo diventa quello della notte che si dilata in lunghe serate sulla spiaggia deserta a cantare a squarciagola, balli in discoteca e quel bagno di mezzanotte al chiaro di luna che non dimenticherai mai.

    Poi arriva il tempo della famiglia, quando a Rimini ci vai in giugno perché i bambini respirino l'aria salubre del mare prima della soffocante calura estiva: trascorri il tempo tra la piscina del tuo hotel, passeggiate mattutine sul lungomare ed ore seduto sulla battigia ad osservare i tuoi figli mentre rovesciano secchielli pieni di sabbia per fare quel castello che assomiglia tanto a quelli che facevi tu da bambino.


    Passano gli anni e le stagioni e a Rimini torni da vecchio, e ti ritrovi su quello stesso lungomare percorso per tanti anni, l'incedere più lento ma la stessa voglia di lasciarsi avvolgere dalla magia della spiaggia: le giornate cominciano con passeggiate la mattina presto a piedi scalzi sul bagnasciuga, lunghe ore sotto l'ombrellone e interminabili partite a bocce con gli amici. E mentre te ne stai seduto sulla spiaggia al tramonto ad osservare l'orizzonte, afferri un pugno di sabbia e la lasci scorrere tra le dita: la tua mano ora è rugosa e segnata dal tempo, ma quella magia e quel sapore di mare che ti conquistarono da piccolo sono ancora lì, e riescono ancora ad emozionarti. E sai che qui ti sentirai sempre a casa.




    Chi sta pianificando una vacanza a Rimini saprà di certo del progetto con cui la città ha reso omaggio a uno dei suoi personaggi più illustri, il “Fellinianno 2013”. Si tratta di un ciclo di eventi che celebrano il regista de “La dolce Vita”, a vent’anni dalla sua scomparsa. Se volete approfittare del vostro viaggio per commemorare il maestro Fellini, sappiate che avete ancora tempo sino al 6 gennaio. Per evitare inconvenienti, è comunque consigliabile prenotare per tempo, iniziando a tenere d’occhio le offerte di hotel a Rimini su siti come questo.
    Dunque, affrettatevi e approfittatene per fare tappa al festival, perché ne vale veramente la pena. Nel prossimo mese potete visitare il secondo tempo del calendario di eventi dedicati all’artista, che coincide con la mostra "Fellini all'opera". La rassegna si basa su una reinterpretazione di alcuni concetti chiave del cinema onirico di Fellini, rielaborati in nuove forme d’arte da professionisti all’avanguardia.
    Non fatevi sfuggire nemmeno una delle cinque installazioni felliniane proposte: “Kinematictriptych” di David Loom, “Federico Fellini. I libri” di Rosita Copioli, “Le parti non vere” di Diego Zuelli, “Unfinished Fellini” di Marco Bertozzi, Massimo Salvucci e Andrea Felli, e infine “Il visionario è l’unico vero realista/2” di Angela Piegari e Andrea Felli. Non dimenticate, poi, di fare una sosta anche alla mostra "I disegni di Federico Fellini dal Libro dei sogni", ideata da Felice Laudadio e curata da Francesca Fabbri Fellini, la nipote del regista.
    Entrambe le mostre sono allestite all’interno dell’antico Teatro Galli. Per informazioni potete scrivere a questo indirizzo mail o chiamare allo 0541/704302: la cineteca di Rimini è a vostra completa disposizione per qualsiasi dubbio.  



    Con grande piacere ospito nella rubrica Itinerari D'Autore di Viaggiolibera questo post di Martina Arrighetti, guida turistica ufficiale di Ferrara, che qui ci spiega perché visitare la sua città proprio in autunno.
    Un benvenuto di cuore a Martina che spero ci delizierà presto con altre chicche sulla sua splendida Ferrara.

    Credits: 

    L’ autunno e.. Ferrara.

    Sei approdato dall’estate con la voglia che non finisse mai, ma ottobre poi è arrivato e ti ha portato via la luce fino a tardi, fa buio alle cinque del pomeriggio, che malinconia..

    E Ferrara in autunno è malinconica.

    Allora perché venirci, per intristire ancora di più?.. No, certo che no.
    Piuttosto perché Ferrara da un senso a questa tristezza, alla malinconia, la fa diventare dolce come la luce obliqua che piove sui mattoni colorandoli di un rosa intenso.

    Se arrivi al mattino, che sia un mattino di sole o di leggera nebbia, ti puoi fare un giro nel centro, toccare il ponte levatoio del Castello mentre lo attraversi, guardare l’acqua profonda del fossato, dirigerti alle Piazze tante e diverse, la prima che incontri è quella del Castello, passi poi la Galleria coperta e sei in quella del Savonarola, ti giri e dai un’occhiata alla Torre Marchesina e alla magnificenza di questo lato del Castello, qui trovi Giori il bar storico in stile liberty e poi ancora due passi lungo il Corso, negozi bellissimi su entrambi i lati e la Piazza della Cattedrale ti accoglie, ti toglie il fiato il ricamo della facciata, un capolavoro.

    Puoi scegliere se andare subito al Ghetto Ebraico, che poi è la via del passeggio, dei negozi, quella che nei sabato pomeriggio a quest’epoca è un fiume di teste, tanta gente, ferraresi che si vivono la propria città.
    Oppure dirigerti subito alla via delle Volte e qui, proprio qui che nasce la mia città.
    E poi te lo vuoi prendere un aperitivo, un caffè, mangiarti qualcosa,  hai solo l’imbarazzo della scelta.
    Nel pomeriggio ti porterei dove il tempo si è fermato, in quella parte di Ferrara, quella rinascimentale, oltre lo splendido Palazzo dei Diamanti, dove il nome di città giardino ha significato.
    Silenzio, pioppi, mattoni e spazi enormi, impensabili, e poi la passeggiata sulle mura, al tramonto, calpestando le foglie e allora mi darai ragione.
    Davvero questa Ferrara in autunno da un senso alla malinconia




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