So che sembra strano ma a Berlino si può anche concedersi una rigenerante giornata in spiaggia! Il mare di Berlino di chiama Sprea , il fiume che attraversa la città e le cui sponde ospitano numerose spiagge, meta giornaliera di tanti berlinesi che vengono qui per scappare alla calura estiva.
La città che ha fatto della riqualificazione di spazi urbani in disuso una filosofia di vita e di sviluppo è riuscita anche in questo caso a ricavare spiagge da zone desolate createsi dopo la caduta del Muro.
Una delle più famose si chiama Badeschiff, letteralmente nave da bagno, una piscina riscaldata ricavata da una chiatta aziendale ormeggiata sulla sponda del fiume. E’ qui che molti berlinesi si riversano all’ora di pranzo per una breve ma intensa illusione di mare, riempiendo le sdraio distribuite lungo le terrazze ricoperte di sabbia.
Altri ritrovi balneari sono sparsi sulla riva opposta, dietro la East Side Gallery, la più grande sezione di muro rimasta in piedi e ora ricoperta di graffiti artistici. Qui c’è lo Yaam, lido urbano molto in voga dove si sorseggiano cocktail a ritmo di reggae.
Ma le opzioni per una giornata di sole non finiscono qui; Berlino è circondata da laghi che per generazioni hanno attirato berlinesi sulle loro sponde. Il più esteso è il lido di Wannsee, mille metri di spiaggia affacciata sulle acque blu profondo del lago, che con le dormeuse in vimini foderate di tessuto a righe è l’archetipo delle spiagge del nord.
Se dopo essersi immersi nell’eccezionale patrimonio storico e architettonico di questa città su vuole concedersi una pausa rilassante, Berlino ancora una volta non delude e si reinventa città poliedrica offrendo lidi cittadini dove accogliere abitanti e turisti e cullarli in un sogno d’estate.
Un altro motivo per visitare questa straordinaria città!


L’Havana è un mondo a parte. Case, strade e palazzi storici di oltre mezzo secolo sono libri aperti sul tempo passato, e in ogni crepa, in ogni facciata scolorita o nei cofani lucidi delle auto anni cinquantasi legge la storia della città e di tutta Cuba.
In centro a L’Havana ci sono arrivata in macchina percorrendo la lunga Avenida Antonio Maceo che presto diventa il Malecon, il viale che corre lungo la costa nord della città con un alto muro su cui si infrangono rumorose le onde dell’oceano. L’immagine delle onde che sbattono lungo la barriera di cemento bagnando passanti e auto è spettacolare e rende l’essenza di questa città.

Il malecon a l’Avana

Già nel nome il Malecon porta dentro un senso di poetica malinconia, rafforzata dalle case color pastello allineate sul lungomare, le cui facciate scolorite e scrostate portano i segni del vento, della salsedine e della povertà di una città che non ha i mezzi per restaurarsi.
Il taxi ci lascia nella piazza con il Monumento a Maximo Gomez, a pochi passi dal cuore de l’Havana Vieja, ma prima di immergerci nell’intrico di stradine del centro torniamo a piedi verso il lungomare per assaporare il gusto più autentico dell’Havana e osservare il via vai di gente che passeggia lungo il Malecon, dove è facile incrociare coppie di habaneros che si scambiano effusioni amorose. Durante il fine settimana il viale si trasforma in una festa all’aperto dove si riversa tantissima gente per ballare e bere rum.
 
 

Havana Vieja

Torniamo sui nostri passi per addentrarci nel cuore dell’Havana Vieja, e subito si apre dietro al primo angolo la Piazza con la Cattedrale, uno dei simboli della città. In stile barocco con la facciata in calcare corallino, domina la piazza omonima animata di caffè e venditori ambulanti. Ai lati della facciata si ergono i due campanili che hanno la particolarità di essere asimmetrici, con quello di sinistra più sottile di quello di destra, scelta dettata da esigenze urbanistiche perché si volle evitare di dover chiudere una stradina laterale preesistente. All’interno spicca l’altare riccamente decorato in oro, argento e onice.
A pochi passi dalla Cattedrale ci si imbatte un altro simbolo de L’Havana, la Bodeguita del Medio, lo storico locale frequentato da personaggi famosi come Salvador Allende, Pablo Neruda e lo scrittore Hemingway. Alle pareti una serie di fotografie, graffiti e oggetti vari si fanno testimoni di questo illustre passato. Su una parete spicca una frase pronunciata da Hemingway: “My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita”.

Il Capitolio Nacional

Il Capitolio Nacional, con la sua imponente facciata rivestita di marmo bianco e l’enorme cupola, assomiglia al Campidoglio di Washington e non è un caso visto che fu fatto costruire dal dittatore filo americano Machado nel 1929. Un tempo sede del Governo Cubano, oggi ospita la Biblioteca Nazionale della Scienza e della Tecnologia. L’ingresso da cui si accede alla vasta sala coperta da un’idea dell’imponenza dell’edificio. All’interno viene custodita la Statua della Repubblica che con i suoi diciassette metri di altezza è la terza statua interna in bronzo più grande del mondo. L’edificio è ricco di intarsi e bassorilievi che rappresentano i momenti più importanti della storia di Cuba e durante la visita è possibile vedere anche quelle che un tempo erano le Camere del Senato e dei Deputati. Sotto l’enorme cupola, alta 62 metri, è custodita la copia di un diamante di 24 carati da cui vengono calcolate tutte le distanze fra L’Avana e tutte le altre città dell’isola.
Proseguendo lungo le strade de l’Havana Vieja si ammirano numerosi edifici in stile coloniale, molte dei quali portano i segni del tempo pur mantenendo la loro suggestione. 
 

La gente de l’Avana

Più che nell’architettura, l’anima de l’Avana sta nella sua gente, nel calore dei loro sorrisi, nel fascino dei loro passi di danza, in quell’atmosfera festosa e ammiccante che si respira ad ogni ora ma che esplode dopo il tramonto, quando tanta gente si riversa in strada per ballare e fare festa. L’Avana è la sua musica, che risuona ad ogni ora del giorno da sgangherati mangiadischi, quel caldo ritmo caraibico innaffiato da rum e mojitos, quelle balere piene zeppe di gente, quei balli improvvisati per strada, quei movimenti languidi e seducenti dei ballerini. Camminare per il centro de l’Avana di sera ti fa sentire euforico, ti fa dimenticare il passato burrascoso e il presente difficile di quest’isola, gli edifici decrepiti e le auto sgangherate e ti immerge in un’atmosfera festosa e spensierata. La forza dei cubani sta proprio qui, in quella loro innata propensione al sorriso, alla festa e al ballo che diventa una filosofia di vita, un insegnamento a prendere tutto meno sul serio e con più leggerezza. Perché la vita va celebrata a ritmo di salsa!

Washington non è solo l’elegante e raffinata capitale degli Stati Uniti ma anche la città americana con il maggior numero di musei che spaziano dall’arte, alla cultura alle scienze, e il bello è che sono tutti gratuiti!

Con le sue ampie e curatissime vie e i maestosi monumenti, Washington incarna il sogno di grandezza americano, e in quanto a magnificenza non è seconda a nessuna altra città del paese. Passeggiando per i grandi boulevard si avverte nettamente la sensazione di essere nella Capitale del potere, a pochi passi dai luoghi dove si è fatta la storia d’America e del mondo. Una città sicuramente meno trendy rispetto ad altre metropoli americane ma che sorprende per l’eccezionale offerta culturale che propone, con decine di bellissimi musei completamente gratuiti che nulla hanno da invidiare ai cugini più famosi del vecchio continente.

Gli edifici storici sono abbastanza vicini da da poter essere visitati a piedi, con delle belle passeggiate lungo gli ampi boulevard (preparatevi comunque a scarpinare!). La visita parte dal famosissimo Washington Monument, l’altissimo obelisco in marmo dedicato al primo presidente della nazione, che svetta nel cuore della città circondato da bandiere a stelle e strisce. A breve distanza si trova l’edificio più famoso del globo, la White House, immersa in un grande parco recintato. Pur avendola vista centinaia di volte in TV, vederla dal vero è un’emozione grandissima; la sobria eleganza della sua facciata, con il famoso colonnato, trasmettono maestosità ed equilibrio. Purtroppo con le nuove e sempre più restrittive disposizioni per la sicurezza la strada che passa giusta difronte alla Casa Bianca è chiusa al traffico e ai pedoni, ma ho scoperto per caso è ancora possibile accedervi la sera, quando le guardie permettono ai turisti di arrivare fino ai cancelli che delimitano il giardino riuscendo così a vederla molto da vicino e per di più illuminata; io ho avuto la fortuna di vederla al tramonto in una serata limpida, con il cielo tinto di rosa, stupenda, peccato che avessi lasciato la macchina fotografica in hotel! Un altro edificio simbolo è l’imponente Campidoglio, sede del Congresso e simbolo della democrazia americana, in stile neoclassico, sovrastato da un’enorme cupola. Disseminati per la città ci sono molti monumenti dedicati ai presidenti, tra i quali spicca il Lincoln Memorial, un tempio dorico con al centro l’enorme statua di Lincoln seduto.Altra tappa imperdibile la storica ed enorme Union Station, fulcro vitale dei trasporti della capitale, con gli eleganti soffitti a cassettoni. All’interno, si trovano un centro commerciale con un enorme food court. Ma la vera sorpresa della città sono i musei, tanti bellissimi e gratuiti!Per visitarli tutti non basterebbe una settimana! I maggiori e più famosi sono concentrati nella zona del Mall. Tra i principali: il Museum of Natural History, la National Gallery, sede di una delle più estese collezioni del mondo, e la National Portrait Gallery; e ancora il gettonatissimo e curioso International Spy Museum, il primo museo al mondo dedicato alla storia dello spionaggio, imperdibile per gli appassionati del genere, che espone pezzi originali e congegni futuristici usati in famosi film di azione, tra cui quelli di James Bond. Il National Air and Space Museum è un altro pezzo da 90 dell’offerta museale della città che espone aeroplani e navicelle spaziali, dal flyer dei fratelli Wrigth del 1903, il primo aereo della storia, agli spitfire della seconda guerra mondiale fino al Columbia, il modulo di comando dell’Apollo 11. Ospita inoltre un cinema IMAX, simulatori e Planetarium. E ancora il Natuonal Museum of American History, che ripercorre la storia americana con un’ampia documentazione sugli  indiani, e infine il commovente Holocaust Museum, di gran lunga il migliore museo dell’Olocausto che abbia mai visitato, ricco di documentazioni e video che ricostruiscono la storia dell’antisemitismo: una visita intensa che non può lasciare indifferenti. Dedicateci un pomeriggio intero, ne uscirete arricchiti di una nuova sensibilità e ammutoliti di fronte alla crudeltà gratuita che viene raccontata.



In città lo shopping ideale si fa a Georgetown, un caratteristico quartiere universitario in stile britannico con strade acciottolate, raggiungibile in metro dal centro (fermata Foggy-Buttom sulla Orange e Blue Line), dove si trovano tutte le grandi catene (Benetton, H&M, Zara etc) ma anche le firme più trendy (Abercrombie, Ralph Lauren ecc) e boutique di stilisti alternativi, nonché numerosi pub e ristoranti dove fare una sosta culinaria. Da Village Art & Craft si trovano gioielli etnici. Molti outlet sono concentrati nella zona di Friendship Heights mentre a New U si trovano negozietti dove comprare vestiti originali. Gli amanti delle bancarelle possono puntare sull’Eastern Market, dove si trova un po’ di tutto e anche abbigliamento vintage.

Come arrivare: Non esistono voli diretti dall’Italia per la capitale americana, ma vi si può arrivare facendo un solo scalo con le principali compagnie americane, American AirlinesDelta o Continental Airlines, nel giro di circa 12 ore in totale.

Jet Blue offre voli low-cost da tutte le maggiori città americane. 

Dove mangiare:In città si trovano ristoranti di ogni tipo,prima di tutto italiani, indiani e cinesi, collegati ai gruppi etnici d’immigrazione più presenti da tempo. Si va da lussuosi locali simbolo della nuova cucina americana, con menu a base di ostriche, salmone, vini californiani importanti, ai fast food o ai locali in perfetto stile americano, dove imperano hamburger, ali di pollo fritte, patatine e pepsi.

Dove dormire: consiglio l’Hilton Inn Garden,a dieci min a piedi dalla Casa Bianca, raggiungibile dall’aeroporto tramite la linea blu della metro (ca. 15 min). La fermata della metro è di fronte all’entrata. 

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