Se pensate che Abu Dhabi sia solo architetture e lusso, vi sbagliate. La città vanta una bellissima spiaggia dove, manco a dirlo, i servizi sono al top! Naturalmente tutti i maggiori hotel affacciano sul mare e hanno spiagge riservate, ma il lungomare orlato di palme è un’area pubblica accessibile a chiunque ed è animato di caffè, bar e ristoranti, un posto davvero piacevole dove passeggiare. Non ultimo, la spiaggia è stata insignita della prestigiosa bandiera blu.

La grande moschea

La Gran Moschea dello Sceicco Zayed

Anche in fatto di moschee Abu Dhabi primeggia con la Gran Moschea dello Sceicco Zayed, una delle più grandi del mondo, che può arrivare ad ospitare 40.000 fedeli; i numeri da capogiro continuano con ottanta cupole, un milione di colonne (una vera giungla di marmo!) e i lampadari più grandi del mondo con il diametro di oltre 10 metri!

L’intera opera è dominata dal bianco accecante dei marmi e dai riflessi d’acqua delle molte vasche che circondano la moschea. Sicuramente un edificio imponente che merita essere visitato.

Safari nel deserto

© Silvia Romio Photos
Pur essendo una città modernissima, Abu Dhabi offre anche esperienze in una natura bella e incredibilmente affascinante; la città si trova infatti vicino al deserto e una delle attività più interessanti in un viaggio qui è proprio un safari tra le dune. Le possibilità sono infinite: da escursioni giornaliere a dorso di dromedari, e notti in campi tendati da mille e una notte, con cena a lume di candela sotto un cielo stellato!
La regione di Al Gharbia si estende su una superficie pari ai due terzi dell’interno emirato di Abu Dhabi, è quindi facile capire come il deserto, ancora più che le architetture moderne, sia il vero protagonista di questa terra. 
In particolare molti tour portano a Liwa, un’oasi antica circondata dalle dune. L’oasi sorge ai margini del Rub Al Khali, che significa “il quartiere vuoto”, ed è la zona di deserto più estesa del mondo!
Ho già avuto modo di raccontarvi quanto ami il deserto e come ritrovarsi immersi nel silenzio tra dune dorate sia un’esperienza unica! Rub Al Khali non fa eccezione, è un luogo straordinario e pieno di poesia.
Ad Abu Dhabi ci sono moltissime agenzie che organizzano safari nel deserto, si tratta solo di scegliere la durata e il livello di lusso in base al tempo e al budget a disposizione!



Abu Dhabi è una delle mete emergenti tra i viaggi a lungo raggio, un affascinante connubio tra Oriente ed Occidente, tra antiche tradizioni e moderne architetture. 

Anche se radicata alle proprie tradizioni culturali, Abu Dhabi è oggi una città aperta e tollerante che sta diventando sempre più multietnica grazie ai continui arrivi di europei ed occidentali attirati qui dalle prospettive di lavoro. Basta un veloce giro per la città per accorgersi di come Abu Dhabi stia lavorando per diventare il nuovo punto di riferimento di modernità e tecnologia a livello mondiale, un impegno nel quale da anni la città è impiegata e per il quale ha fatto importanti investimenti.
Da piccolo villaggio di pastori nomadi e pescatori con un’economia basata principalmente sull’allevamento di cammelli, da metà degli anni ’50 la città ha fatto passi da gigante, merito non solo della lungimiranza del governo ma sopratutto della scoperta di enormi giacimenti petroliferi nel suo sottosuolo: proprio questo oro nero ha reso Abu Dhabi uno degli stati più ricchi del mondo!

La Abu Dhabi dei primi anni ’60 si è nel frattempo trasformata e si è rifatta completamente il look: da anni si espande e si arricchisce di avveniristici edifici, grattacieli e palazzi che oggi sono divenuti icone di lusso e simbolo del benessere che regna nel paese.

Il restyling è stato affidato ai più grandi architetti del mondo che hanno usato la città come una sorta di officina sperimentale dove esprimere i loro estri creativi, realizzando opere dalle forme ardite e dinsolite, dando così un aspetto di dinamismo e di forte modernità alla città.

Un giro tra architetture del futuro

L’Emirates Palace

Un giro in macchina per le strade del centro permettono di ammirare molti degli edifici divenuti simbolo di Abu Dhabi.

  • il Padiglione EAU, opera degli architetti londinesi Forster & Partnersuna, strabiliante struttura le cui forme sinuose sono un omaggio alle vicine dune del deserto. Inizialmente utilizzato per l’Expo 2010 di Shangai, è stato poi smontato e ricostruito pezzo per pezzo qui in città.
  • L’Emirates Palace, un lussuoso hotel di proprietà della prestigiosa catena Kempiski, unisce splendore arabo e soluzioni tecnologiche avanzate offrendo un’esperienza senza eguali. Catalogato come il secondo hotel più costoso al mondo mai costruito (dopo il Marina Bay Sands di Singapore), dall’esterno assomiglia ad un palazzo reale di stile arabo, mentre l’interno è un tripudio di ori e marmi. I numeri sono impressionanti: 1 km di larghezza, 400 stanze, 1000 cristalli Swarowki per i lampadari, 33 cucine e 14 tra ristoranti, bar e café, 8000 palme nel giardino. Se cercate il lusso sfrenato, questo è il posto giusto. Naturalmente l’hotel ha anche una spiaggia privata che affaccia sulla spiaggia di Abu Dhabi, la Corniche.

  • In stile completamente diverso ma altrettanto sorprendente è l’hotel Yas Viceroy, ricoperto di una griglia d’acciaio curva di oltre 200 metri di lunghezza. Qui l’eccentricità di Abu Dhabi raggiunge il suo apice con l’unico hotel al mondo a situarsi a cavallo di una pista di Formula 1! Non solo: la struttura è costruita per metà sulla terra ferma e per metà sull’acqua. 

Per gli amanti del Cavallino

Il Ferrari World Abu Dhabi è la mecca per gli amanti del famoso marchio automobilistico: si tratta del primo parco tematico firmato Ferrari. Oltre a raccontare le origini e la storia della casa automobilistica, offre molte divertenti attrazioni: Formula Rossa, le montagne russe più veloci al mondo che arrivano a 240 km all’ora; Galleria Ferrari, la più grande esposizione Ferrari fuori da Maranello, con una mostra di automobili dal 1947 ad oggi; Speed ​​of Magic, un’ avventura in 4-D attraverso caverne e burroni fino al cratere di un vulcano fiammeggiante; naturalmente all’interno del parco non mancano negozi a tema e ristoranti italiani.

Shopping da capogiro

Lo shopping è un passatempo nazionale ad Abu Dhabi! Ce n’è per tutte le tasche: da centri commerciali super lusso con le grandi firme, ai piccoli negozi nascosti nel souk della città vecchia dove si possono acquistare prodotti artigianali, spezie e tappeti.

Naturalmente questo stile fatto di eccessi, di lusso sfrenato e divertimenti può risultare a volte stucchevole ed esagerato, e in effetti girando per la città si ha spesso la sensazione che si sia caltata troppo la mano, optando per l’effetto stupore spesso a dispetto dell’eleganza e degli equilibri architettonici, arrivando a trasformare l’intera città in un parco divertimento. Ma la parola sobrietà non fa parte del vocabolario di Abu Dhabi, e bisogna ricordare che il gusto arabo predilige ori, marmi e cristalli e costruzioni che devono colpire per grandezza ed imponenza. Se si tiene a mente questo e si arriva preparati , si può godersi una città che in quanto a passatempi e stupore ha molto da offrire!


La prima cosa che colpisce de l’Avana è l’assoluta mancanza di qualsiasi traccia di globalizzazione. Oramai tutte le grandi capitali del mondo, dall’America all’Asia, sono accomunate da centri commerciali che propongono gli stessi negozi. L’Avana invece, a causa del lungo isolamento in cui è stata intrappolata dopo la Rivoluzione del 1959, è diversa. Un isolamento che sta per concludersi a seguito dei recenti annunci dei presidenti di Cuba e Stati Uniti di voler riallacciare i rapporti.  (altro…)


Capodanno Londra

Bisogna ammettere che tra tutte le capitali europee, Londra è senza dubbio una delle più attive e ferventi in fatto di festeggiamenti natalizi e anche se i prezzi sono un po’ cari, visitare la città addobbata per Natale è un’esperienza indimenticabile.

Vediamo nel dettaglio quali sono le zone dove più si respira l’atmosfera delle feste!

Le vie di Londra illuminate Natale a Londra

Luci e addobbi illuminano a giorno le strade dello shopping londinesi, e moltissime piazze ospitano i tradizionali mercatini e piste di pattinaggio, senza dimenticare i tempi dello shopping come i magazzini Harrods che a Natale sono un vero tripudio di luci e colori.

Le installazioni più belle sono quelle di Regents Street (che per l’occasione diventa pedonale), Oxford Street e Carnaby Street, simbolo quest’ultima dell’avanguardia anni ’70.

Notevole anche l’albero di Natale a Trafalgare Square, donato dalla Norvegia alla città nel 1947. Proprio qui nel periodo natalizio tutte le sere alle 18 ci sono i Christmas Carol, i cori natalizi!

Incontrare Babbo Natale

Per la gioia dei più piccoli, tutti i giorni nei magazzini Harrods, Santa Claus incontra i bambini e li fa sedere a cavalcioni sul suo grande trono dorato. Immortalare il vostro pargolo nelle braccia del Babbo Natale londinese vi costerà qualche sterlina, ma d’altra parte siete da Harrods, il tempio del lusso!

Sempre per i più piccoli il Magical Ice Kinddom, all’interno del parco a tema Winter Wonderland, è un percorso a tema tra sculture di ghiaccio che da l’impressione di essere in Lapponia!

Natale e Santo Stefano

Per chi si trova a Londra il giorno di Natale, sappiate che proprio il 25 dicembre la metropoli che non dorme mai pare cadere vittima di un incantesimo dove tutto è immobile. Negozi, musei e persino la metropolitana e i trasporti urbani sono chiusi, i taxi in circolazione sono pochi quindi non resta che girovagare a piedi rifugiandosi in uno dei (pochi) bar aperti.

Persino le chiese sono chiuse ai turisti ma potete assistere alle celebrazioni liturgiche: cosa c’è di più classico di assistere alla messa di Natale nella St. Paul Cathedral o a Westmister Abbey?!

Ben diverso è invece Santo Stefano, che qui chiamano Boxing Day. Londra pare risvegliarsi dal torpore natalizio inaugurando i saldi. Il giorno perfetto quindi per fare shopping!

Capodanno a Londra

Come sempre Londra chiude l’anno in bellezza tra un tripudio di feste ed eventi. Quest’anno però c’è una novità che riguarda i tradizionali fuochi sotto al Big Ben; lo spettacolo pirotecnico sarà a pagamento. La quota è 10£ e i biglietti in vendita sono 100.000 e si possono prenotare a questo sito . L’introduzione del biglietto è stata voluta per limitare l’afflusso di gente e rendere così l’evento più sicuro per chi partecipa.

Se non riuscite ad accaparrarvi un biglietto, o se non volete pagare, sono molte altre le piazze di Londra dove assistere a spettacoli, come l’animata Trafalgare Square.

Forse non tutti sanno che la notte di Capodanno, dalle 23:45 fino alle prime luci dell’alba la metro londinese è gratuita; ciò non rende più facile girare per la città visto la folla e la confusione che regnano imperanti ovunque, ma d’altra parte il bello del Capodanno a Londra è anche questo! Quindi prestate attenzione e buon Capodanno londinese!


Freedom Trail – Silvia Romio Photos
La più europea delle americane, Boston è una città in cui è facile sentirsi a casa. Gli edifici in mattoni rossi allineati lungo le vie del centro e i pub ad ogni angolo ricordano i sobborghi londinesi e raccontano il forte legame che unisce questa parte degli Stati Uniti alla madre patria, non a caso proprio qui si instaurò la prima colonia britannica in terra americana.
Classica e moderna insieme, Boston riunisce il fascino di monumenti e luoghi che hanno segnato la storia del paese e la vitalità di una città moderna, sede di due delle più prestigiose università del mondo: il MIT (Massachusetts Institute of Technology) e Harvard.
Da molti definita la culla d’America, Boston è il luogo ideale per rivivere la storia americana perché proprio qui sono nate le guerre di indipendenza che ne hanno segnato il destino e sono stati gettati i semi del sogno americano che animò tanti immigrati nei secoli successivi.

Il Freedom Trail

Ripercorrere i luoghi della storia a Boston è facile sia perché sono tutti raggruppati in un’area relativamente piccola e visitabile a piedi sia perché sono collegati tra loro dal Freedom Trail, un percorso riconoscibile da una doppia fila di mattoni rossi visibile su strade e marciapiedi che indica il cammino.
L’intero percorso, che si estende per circa 2,5 miglia, può essere fatto nell’arco di mezza giornata e tocca tutti i monumenti più importanti della zona storica della città. Prima di iniziare, consiglio di recarsi al Boston Visitor Centre (che si trova in corrispondenza della prima tappa del giro, il Boston Common) per ritirare la mappa del percorso che da indicazioni e cenni storici su tutte le 16 tappe.
Tra le prime tappe la State House sovrastata da un’enorme cupola d’oro, oggi sede del Governo del Massachusetts. Seguendo la fila di mattoni rossi si arriva al Granary Buring Ground, un cimitero del 1600 dove riposano i grandi personaggi protagonisti delle guerre di indipendenza.
Proseguendo si arriva al cospetto della statua di Benjamin Franklin che troneggia di fronte alla First Public School Site, la prima scuola pubblica americana.
Ogni luogo, ogni monumento e chiesa rappresenta un pezzetto di storia e racconta le gesta e l’impegno politico e sociale dei coloni che portarono avanti con fierezza e coraggio il loro sogno d’indipendenza. E’ grazie a quel sogno, che all’epoca poteva sembrare un’utopia, che oggi gli Stati Uniti esistono.

Boston e i templi del sapere

Boston Public Library – Silvia Romio Photos
La zona del centro, oltre ai tanti monumenti, regala anche scorci dal sapore britannico, con le case di mattoni con le tipiche scale esterne ed edifici di sobria eleganza vittoriana. In nessun altro luogo degli Stati Uniti rimane altrettanto vivo e tangibile il legame con le origini del paese.
Un luogo molto suggestivo è la maestosa Boston Public Library, fondata nel 1848, la prima biblioteca degli Stati Uniti ad essere stata aperta al pubblico nonché la più grande e fornita del paese: quasi 9 milioni di volumi, tra cui tantissimi libri rari, manoscritti medievali ed incunaboli, oltre ad importantissimi monumenti di storia, arte e letteratura. Un patrimonio culturale di immenso valore e un luogo intriso di sapere e conoscenza. A chi ama i libri consiglio l’esperienza di sedersi a leggere nella maestosa sala di lettura, una selva di tavoli sovrastati da enormi volte, un vero tempio del sapere.
Harvard University – Silvia Romio Photos
Altra mecca del sapere è Harvard, uno dei college più prestigiosi del mondo dove hanno studiato i personaggi più illustri della storia americana. Ad ospitare l’Ateneo è la tranquilla cittadina di Cambridge, raggiungibile in circa 30 minuti di metro dal centro.
La cittadina, nel tipico stile inglese, è piena di locali e librerie e venendo qui è facile respirare il clima frizzante e vitale osservando le centinaia di studenti che riempiono i giardini del campus o si trovano a bere qualcosa nei bar e caffè. Come visitatori si può girare all’interno della propietà dell’università e ammirare gli edifici esternamente.
Per gli amanti dell’arte una tappa obbligata è lo spettacolare Museum of Fine Arts noto per la sua collezione di opere di Claude Monet – la più grande al di fuori della Francia – oltre che per la sezione dedicata all’arte americana. 

Dove mangiare a Boston 

Le dimensioni raccolte del centro storico hanno fatto meritare a Boston l’appellativo di walking city, ma si sa tanto camminare mette fame! Il mio consiglio per un pranzo da veri bostoniani è il Quincy Marketil cui nome ufficiale è Faneuil Hall Marketplace. Il mercato coperto ospita una quantità enorme di bancarelle con cibi d’asporto mentre la parte esterna pullula di locali e ristoranti: a voi la scelta! Personalmente vi consiglio lo street food.

Guida al viaggio


Boston si contende con New York il primato di una delle città americane dove le stanze d’albergo sono più care. In alta stagione (estate) trovare una stanza sotto i 250$ può essere un’impresa e mediamente le stanze sono molto piccole.
La soluzione ideale non esiste, il mio consiglio è di pernottare nei quartieri periferici verificando la comodità ad una linea della metro e scandagliare il web in cerca delle tariffe più convenienti.
Come per tutte le mete negli Stati Uniti, anche per Boston è caldamente consigliato stipulare un’assicurazione viaggio e medica, anche se si tratta di un breve soggiorno. Personalmente vi posso consigliare l’assicurazione di viaggio AIG.



Con la delicatezza e gusto che la contraddistingue, Fabiana ci porta in un angolo magico di Parigi

Parigi, si sa, è la città dell’amore, delle promesse, dei baci appassionati, dei sogni. 
La città che fa pensare alle coppie innamorate che passeggiano lungo la Senna, si giurano amore eterno negli angoli più romantici, si scattano foto col sorriso di chi ha conquistato il mondo. 
Impossibile non invidiare e ammirare tale felicità, tale riflesso di luce e allegria.  Ho vissuto Parigi con un’amica che si è trasferita per lavoro, che ormai trova quasi fastidiose queste continue smancerie e sfoggi di un sentimento che dovrebbe, a volte, trovare più rispetto e protezione. Ho vissuto Parigi con lo sguardo di chi ci vive, di chi cerca uno spiraglio nell’algidità francese, di chi lotta con i prezzi inaccessibili e fa lo slalom tra i turisti per tornare a casa.

Non voglio raccontare le solite cose di Parigi. Tour Eiffel, Champs Elysées, Louvre, Notre-Dame, Montmartre.. ecc.. Bellissime, senza dubbio, ma scontate.
Quello che ho amato di Parigi sono i Giardini del Lussemburgo inaugurati nel 1615 da Maria de’ Medici. Un tripudio di colori, un angolo di paradiso in mezzo alla frenesia cittadina. All’interno del parco la celebre Fontana dei Medici, numerose riproduzioni di busti e statue famose (tra cui la  Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi). E’ un luogo tipico parigino. Qui, la città ha messo a disposizione centinaia di sedie sparse ovunque per dare a chiunque la possibilità di respirare l’allegria e la tranquillità del posto. Per le informazioni sugli orari e sugli eventi in programma è possibile consultare il sito http://www.senat.fr/visite/jardin/index.html
Non si può descrivere lo splendore di questo giardino, la vera anima parigina. Famiglie che giocano con le barche nella fontana, ragazzi che si ritrovano ai tavolini del piccolo bar, anime romantiche che si perdono ad ammirare i fiori. Chi legge, chi corre, chi passeggia, chi osserva gli altri. Un luogo in cui tutti trovano la propria dimensione e il proprio attimo di felicità.
Allora ho capito. Parigi non è la città dell’amore. Parigi E’ l’amore. L’amore di uno sguardo fisso su un petalo, del riflesso del sole nelle fontane, dello splendore di un palazzo immerso nel verde, di un sogno romantico che sembra non avere mai fine. C’est rien à dire. C’est Paris.  


E alle fine sono partita.
Dopo aver assaporato il piacere di giornate da riempire con lunghe passeggiate, la compagnia di buoni libri accompagnati da the fumanti e volti amici con cui gustare deliziosi banchetti, ho deciso che non approfittare di due settimane di ferie, il dono più prezioso che ho trovato sotto l’albero, era un vero peccato.
Sono partita come un esploratore, cercando la meta sulla mappa, aspettando che fosse lei a trovare me, a saltarmi agli occhi. Non troppo distante, non troppo fredda né affollata, il giusto mix tra città e natura: a volte so essere una viaggiatrice davvero esigente. Compito arduo, soprattutto durante le feste invernali, ma alla fine lei non ha tardato a farsi trovare. E nel giro di poche ore mi sono trovata in macchina, poche cose messe distrattamente in valigia e in testa una sola parola: Lubiana.

La capitale della Slovenia mi accoglie con un cielo nuvoloso e qualche sprazzo di sereno che mi strappa un sorriso pensando che a casa piove.
Città di arte, pittori e letterati, Lubiana ha un volto marcatamente mitteleuropeo che fa dimenticare che in fondo siamo a meno di un centinaio di chilometri dal confine italiano. Bastano così poche ore a far svanire  le architetture veneziane, velate sotto strati di marmo ingentiliti dal gusto barocco, e 
ritrovarsi immersi in un mondo dal gusto e dalla lingua dal carattere e dal suono piu’ deciso eppure delicatamente armonico.
Lubiana è discreta e romantica, attraversata dal piccolo fiume Ljubjianica che col suo scorrere placido contribuisce all’atmosfera rilassante che aleggia tutt’intorno.
Il compatto centro storico è abbellito da candidi palazzi barocchi dove ogni tanto compare un drago, simbolo e leitmotiv della città.
I più belli e imponenti sorvegliano l’omonimo ponte e sono oggetto dell’attenzione dei turisti, che li inondano di flash e dei piccioni, che vi si appoggiano in stormo creando un buffo contrasto. Questo elegante ponte in stile liberty segna l’accesso al centro storico marcato da altri ponti che uniscono le due sponde del fiume, entrambe abbellite da caffè e ristoranti. Uno dei più noti è quello di Tromostovje, il triplo pronte opera di Plecnik, l’architetto che con il suo stile ha forgiato e scolpito il volto della città.
Più avanti c’è il Ponte dei Calzolai riconoscibile dai pilastri che sorreggono le lampade stilizzate, amato dagli artisti di strada e dai musicisti.
Piazza Preseren, su cui troneggia la bella facciata color salmone della Chiesa dell’Annunciazione, è un altro punto di incontro della gioventù lubianese, che qui si ritrova in allegria tra boccali di birra e succulenti panini con wurstel.
Addentrandosi nel cuore della città ancora belle piazze, come Mestni trg dove fa bella mostra di sé l’elegante facciata del Municipio su cui troneggia, manco a dirlo, un drago. E piazza Stig, camuffata da via pedonale, sicuramente la più bella e caratteristica con tanti edifici barocchi e medievali.
Ad accompagnare la visita del centro è la presenza costante del Castello di Ljubjanja, che sembra il naturale completamento di una fiaba già popolata di draghi; arroccato sulla verde collina che domina la città, è di origini antiche e nel corso del tempo assolvette a varie funzioni, non ultimo quella di prigione. Qui fu rinchiuso anche Silvio Pellico.
L’ascesa al castello può avvenire in funicolare ma io vi consiglio di salire a piedi lungo la strada che parte proprio dietro la stazione della funicolare e costeggia il monte, regalando belle viste sui tetti rossi della città.
Racconta la leggenda che il drago ucciso da San Giorgio un tempo viveva proprio sotto questa collina. Il castello oggi è stato ristrutturato e offre alcune interessanti mostre sulla storia della città, ma io rimango incantata ad osservarne le possenti mura e mi chiedo quanta umanità abbiano visto passare e quante storie potrebbero raccontare se solo avessero voce per farlo.
La sera non rinuncio ad una passeggiata sul lungofiume e a colpirmi è l’atmosfera rilassata e vagamente bohémienne, con romantiche luminarie ad addobbare i rami spogli degli alberi come lucciole tremolanti e le lanterne delle terrazze dei lounge bar che si specchiano nell’acqua.

Se dovessi definire Lubiana direi che la sua forza sta nell’insieme, una bilanciata sinfonia di marmi, mattoni ed acqua, una pacatezza che conquista e induce a rallentare il passo per godere più a lungo della sua velata magia.



Il quartiere più antico di Lisbona deve il suo nome agli arabi: Alfama deriverebbe infatti da una deformazione della parola araba alhaman e sarebbe un riferimento alle fontane termali  del lago di Alcacarias.

Ma a tradire la sua origine è l’aspetto del quartiere, un labirinto di angusti vicoli su cui si affacciano edifici stretti uno all’altro come un una kasbah, e i motivi arabeschi che adornano le facciate delle case regalando a tutto l’insieme un tono esotico.
Furono forse proprio le ridotte altezze e la forma tozza delle case a far sì che l’Alfama uscisse intatta dal devastante terremoto che colpì e rase al suolo Lisbona nel 1755, permettendo così che questo pezzo di passato arrivasse intatto sino a noi. Non a caso ancora oggi gli abitanti del quartiere sono di origine rurale, discendenti di quei contadini che durante la seconda guerra mondiale si trasferirono qui dalle campagne per lavorare al porto, che in quell’epoca conobbe un periodo di grande traffico grazie alla neutralità del Portogallo.
Oggi come allora l’universo dell’Alfama è fatto di  vicoli (becos), piazzette,  panchine dove siedono i vecchi ad osservare silenziosi i turisti che si spingono fino a quassù sfidando la salita e il caldo. È proprio quest’attenzione turistica sempre più crescente che sta piano piano cambiando l’anima del quartiere, con nuovi negozi d’antiquariato e sciccose boutique dagli ambienti raffinati che stonano con il carattere verace e semplice del quartiere .
Se si ha voglia di calarsi nell’atmosfera autentica dell’Alfama bisogna venirci nelle prime ore del mattino, quando le strade sono ancora vuote e il film che va in scena e quello di una Lisbona davvero inedita: pescivendoli e verdurieri che aprono bottega ed espongono la loro merce fuori dalle vetrine, nell’aria aroma di basilico, pane fresco e sapone, panni stesi ad asciugare tra le case, gatti che fanno capolino di fronte alle vetrine per ricevere la loro razione quotidiana e azulejos che il sole fa brillare di riflessi porcellanati.

Un turbinio di gusti, odori e forme, qui Europa e Oriente si incontrano e si fondono diventando un tutt’uno.  Impossibile e inutile tentare di distinguerli perché il segreto fascino dell’Alfama sta proprio in questo indissolubile intreccio tra due mondi. Non resta che inspirare l’aria impregnata di spezie e profumi e lasciarsi inghiottire dolcemente nel labirinto sensoriale dei suoi vicoli.





“Non ci sono fiori che sono pari 
al cromatismo di Lisbona sotto il sole”

 Fernando Pessoa 

Lisbona è una città sorprendentemente varia, merito della storia, del susseguirsi di epoche e delle tante ricostruzioni che hanno contribuito a renderla un insieme di stili diversi. 

Lisbona è medievale, barocca, manuelina, settecentesca, moderna e futurista, tanti pezzi di un mosaico accostati in maniera apparentemente caotica e tenuti insieme da una luce speciale che la illumina e riscalda tutto l’anno, raddolcendone il clima anche in inverno.
La chiamano “la bianca” per il candore accecante dei marmi che rivestono le facciate delle case e le vie lastricate, ma il bianco si mischia all’azzurro degli azulejos, le piastrelle colorate che adornano palazzi, chiese, fontane e monumenti, l’inconfondibile leit-motiv della città.

Lisbona è difficile da spiegare perché quando pensi di averla capita e incasellata dentro i confini di una definizione cambia volto e vestito e diventa un’altra.

Si parte alla scoperta della città dal Rossio, la grande piazza bordata di edifici del Settecento e Ottocento dove girovagare tra lustrascarpe, venditori di lotterie e caffè storici. 
Dal Rossio si scivola dolcemente verso la Baixa con le sue strade ad angolo retto che disegnano una perfetta scacchiera; qui l’elegante e ampia rua Augusta conduce verso l’altro grande salotto urbano, Praca do Comercio, bordata di signorili edifici dipinti d’ocra sorretti da lunghe file di portici, come gambe di ballerine in punta di piedi  alla sbarra.
 Ma fin qui Lisbona ha svelato solo uno dei suoi tanti volti: presto le ampie vie del centro diventano stretti vicoli che si inerpicano lungo i fianchi dei colli su cui la città è adagiata, stipati di vecchie case che sembrano voler arrampicarsi una sull’altra per non ruzzolare giù.  Al Barrio Alto si può arrivare a piedi oppure prendendo la storica funicolare,  un vecchio vagone dipinto di giallo che si inerpica cigolando lungo la ripida salita. Pochi minuti di viaggio è quel che basta per essere catapultati in un mondo diverso : qui la Lisbona aristocratica cede il passo a quella più medievale popolata di marinai e pescatori; strade strette e anziani seduti alla porta o nelle panchine delle piazzette, immersi in fitte conversazioni. La sera il Barrio si anima, i piccoli locali diventati oggi ristorantini di tendenza accendono le luci e diventano ritrovo di giovani e turisti in cerca di atmosfere rilassate.
Sul versante opposto l’Alfama è il contraltare del Barrio: qui note arabeggianti nascoste nelle trame delle facciate conducono lungo strade silenziose bordate di case dai balconi fioriti, giardini pensili e muri rivestiti degli immancabili azulejos.
E poi c’è Belem, dove Lisbona esprime la sua anima gotica esibendosi in complicati decori come pizzi di pietra, in quell’assoluto capolavoro che è il Mosteiro dos Jeronimos.
L’insieme è costituito dalla Chiesa di Santa Maria con due magnifici e decoratissimi portali e all’interno l’audacia di tre navate, sopravvissute miracolosamente intatte al terremoto del 1755.
Ma è nel chiostro della chiesa che il gotico si esprime al massimo: un quadrato perfetto, due ordini di gallerie e complicate trame piene di grazia e armonia che riempiono gli occhi e i sensi di stupore per tanta magistrale bellezza.

Dall’altra parte della strada una colossale prua di pietra ospita una folla di uomini scolpiti con lo sguardo a scrutare l’orizzonte: è il Padrao dos Descubrimientos, tributo della città ai grandi navigatori che da qui partirono verso l’ignoto, di fronte soltanto il mare, l’infinito e i loro sogni.
Oggi di quei sogni restano i ricordi di un grande passato da capitale di un potente e ricco impero coloniale e una sottile malinconia, la suadade, quella che leggi negli occhi e nei visi dei lisboeti, gente schiva, ospitale senza eccessi; quella che fa l’essenza del fado, la melodia e l’anima di Lisbona, la musica che la invade e la fa vibrare al calar del sole. Una voce solitaria che parte lenta e pacata, il sottofondo delle cene servite nelle tante tascas, le taverne nascoste nel ventre dell’Alfama. Ma poi la voce si alza, fa sua l’attenzione, tutti ammutoliscono e ci si ritrova ad ascoltare rapiti e sognanti storie struggenti in una lingua che riesce ad essere universale, perché arriva diretta al cuore.
E anche se ancora non si è riusciti a darle una definizione, ci si accorge che Lisbona ci ha già conquistati.



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