Phnom Penh negli ultimi anni è diventata una delle capitali del sud-est asiatico più interessanti da visitare. Nonostante l’aspetto caotico, la città riserva delle interessanti sorprese glamour.

 

Accanto a palazzi, pagode e  musei, un’ampia varietà di caffè, ristoranti e negozi alla moda sorprende il visitatore. Dopo averla girata in lungo e in largo, vi dettaglio alcuni dei locali migliori per design e qualità di cibo e prodotti. (altro…)


Da Seul, città simbolo e anima della Corea del Sud, ai tesori archeologici di Gongju, passando per villaggi fiabeschi e poderose fortezze

Patrimonio dell’Umanità. 

Un viaggio in Corea del Sud concede al visitatore occidentale la possibilità unica di immergersi in un luogo in cui la modernità e l’innovazione più estrema si affiancano integrandosi, con armonia e buon senso, a tradizioni millenarie. Le tradizionali dicotomie che vedono il moderno contrapporsi all’antico, l’occidentale all’orientale, in Corea del Sud si fondono e trovano in uno dei Paesi più densamente popolati al mondo un’integrazione capace di suscitare meraviglia e stupore. (altro…)


Ho sentito spesso criticare Singapore per aver perso l’anima asiatica in cambio di un volto moderno, proiettato al futuro. Che Singapore sia diversa è certamente vero, la città non ha nulla delle caotiche, labirintiche città asiatiche, e se quello che cercate e’ un esperienza di vera Asia, cambiate destinazione. Ma una volta che si considera la diversità di Singapore come un dato di fatto allora si può cominciare a godere dell’atmosfera adrenalinica di questa favolosa metropoli.

Parto subito con lo sfatare il mito che chi getta una carta a Singapore viene subito multato. .. questo è esagerato, ma che la città sia incredibilmente pulita ed ordinata è verissimo. Strade tirate a lucido, parchi perfetti, stazioni della metro come aeroporti e vagoni  che sembrano sale di attesa di un ospedale. Se Singapore è una tappa di un vostro viaggio nel sud est asiatico, apprezzerete di sicuro tanta pulizia, una boccata d’aria fresca dopo le immagini e gli odori invadenti di altre città asiatiche.
Per molti aspetti Singapore mi ha ricordato Tokyo, organizzata, efficiente e ordinata. Ma rispetto alla megalopoli giapponese dove l’europeo si sente straniero e la barriera linguistica crea una distanza spesso insormontabile con la gente, a Singapore ci si sente subito a proprio agio : la città è un crogiolo di razze e lingue che ne fa un vero melting pot di culture. Volti asiatici si mescolano a manager europei che si muovono con destrezza per la città, e nessuno fa caso ai turisti che si aggirano per le vie del centro. Qui ogni etnia parla la propria lingua d’origine ma la lingua ufficiale è l’inglese, una sorta di zona franca in cui tutti si riconoscono.  Pur essendo nel cuore della penisola indocinese , tutti i cartelli stradali, i menu, gli annunci alle stazioni e persino i cartelloni pubblicitari sono solo in inglese. Impossibile sentirsi estranei o fuori luogo, Singapore ha un cuore grande che accoglie tutti. E non importa se il nostro inglese zoppica o inciampa tra le parole, tutti qui lo parlano a modo loro e accenti cinesi si mescolano a quelli malesi, australiani, francesi e italiani creando una colorita cantilena.
Se è vero che Singapore è pulita ed ordinata, non mancano quartieri etnici dove si respira aria d’oriente, come China Town e Little India, variopinti e caotici quanto basta per dimenticare d’improvviso l’ordine che impera nel resto della città. 

E’ di questa Singapore tra occidente e oriente che vi voglio raccontare, due facce di una metropoli che ha tanto da offrire. Stay tuned!

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