I paesaggi naturali di Lanzarote sono il risultato dell’attività vulcanica che interessa l’isola. Fu in particolare l’ultima eruzione, risalente al 1730, che ne sconvolse e forgiò la geografia. Immense colate laviche si riversarono sul terreno, bruciando tutto ciò che incontravano sulla strada, fino a solidificarsi in gallerie e archi una volta arrivate in mare.

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Lanzarote è una delle isole Canarie più visitate dai turisti, grazie alla varietà paesaggistica e alle splendide spiagge che offre. Ecco una breve guida al viaggio per capire in quale zona soggiornare e un’idea generale di cosa vedere e cosa fare.

Lanzarote è una vera meraviglia della natura. I paesaggi desolati, i vulcani che ne hanno forgiato la geografia, la flora e la fauna sono talmente singolari da aver fatto guadagnare all’isola il titolo di Riserva della Biosfera.
Delle bellezze di Lanzarote vi parlerò però nei prossimi articoli. Con questo primo post voglio invece redigere una mini guida alla vacanza, utile per chi si appresta o ha in programma di visitare l’isola.

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il paesaggio lunare di Tenerife

 Il Paisaje Lunar, come lo chiamano qui a Tenerife, è uno dei posti più curiosi e meno conosciuti del sud dell’isola, nascosto alle pendici del Teide ed inserito all’interno dello spazio protetto del Parco Naturale della Corona Forestal.

Con grande piacere ospito questo racconto di viaggio di Luigina La Rizza,  autrice del blog Penna in Viaggio. che ci porta a Tenerife alla scoperta del volto più selvaggio e affascinante dell’isola.


Parco Naturale della Corona Forestal
Un paesaggio vulcanico sorprendente che ci porta sulla luna, formato da rocce di pomice bianca che per millenni sono state erose dal vento e dall’acqua dando vita a questo fantastico scenario.
Un must per gli escursionisti o per i turisti che voglio allontanarsi dal caos delle località turistiche del sud ed immergersi nella natura dell’isola tra pineti canari e tajinaste, specie endemiche dell’arcipelago spagnolo.
L’unico modo per arrivare al Paesaggio Lunare è a piedi, lungo un percorso circolare di circa 13 km che parte e termina nel paese di Vilaflor, il comune più alto della Spagna con i suoi 1400 metri di altezza.
Questo sentiero, chiamato oggi PR-TF 72, era percorso dai pastori Guanci (popolazione originaria delle Isole Canarie prima della colonizzazione da parte degli spagnoli) che all’inizio della stagione estiva portavano i loro greggi sulle vette dell’isola per sfruttare gli abbondanti pascoli estivi della zona intorno al Teide.
Inoltre, il percorso faceva parte del Cammino di Chasna, antica via di comunicazione e di trasporto delle merci dal nord alla zona centro meridionale dell’isola.
E’ perfettamente segnalato, sia con pannelli informativi e sia grazie alle pietre presenti lungo il sentiero, colorate di rosso, giallo e bianco. La segnaletica è conforme alla normativa europea (ERA) ed offre pertanto una garanzia di sicurezza e qualità.

Come arrivare al paesaggio lunare

Parco Naturale della Corona Forestal

I collegamenti per raggiungere la cittadina di Vilaflor sono ottimi ed è possibile prendere i seguenti autobus:

– il 342 che parte da Costa Adeje (che non vi consiglio perché dal momento che è l’autobus che si prende per arrivare al Teide il costo del biglietto è 5,50 euro anche se ci si ferma prima e non si può usufruire dell’abbonamento);

– il 474 che parte da Granadilla;

– il 482 (che ho preso io) che passa da La Camella.

La fermata dove scendere per poi proseguire a piedi è Castanos (codice fermata 7675).

Da qui proseguiamo verso Calle Castanos fino ad arrivare alla Chiesa di San Pietro Apostolo, costruita tra il 1530 e il 1675 e dichiarata bene di interesse culturale nel 1986.
Accanto alla chiesa, possiamo ammirare dei coloratissimi tajinaste e una piazzetta dove è presente sia il punto di informazione turistico e sia la mappa del percorso per arrivare al Paesaggio Lunare.
Da qui continuiamo seguendo le indicazioni del percorso presenti lungo la strada.

Informazioni utili del sentiero PT-TF 72 Vilaflor-Los Escuriales (Paisaje Lunar)-Vilaflor

• LUNGHEZZA: 12,9 KM

• DURATA STIMATA: TRA LE 5 E LE 6 ORE

• DIFFICOLTA’: MEDIO-ALTA

• LINEE AUTOBUS TITSA: 342 – 474 – 482 (per info http://www.titsa.com/)

Raccomandazioni e norme di sicurezza

• E’ necessario essere in buona forma fisica

• portare con sé un equipaggiamento da montagna (scarponi, zaino, almeno 1,5 lt di acqua, cibo, protezione solare e cappello)

• tenete presente che possono verificarsi brusche variazioni di temperatura

• non percorrere il sentiero da soli, non è facile, anche perché in alcune zone non c’è copertura di rete


L'entroterra di Fuerteventura

L’entroterra di Fuerteventura, nelle Canarie, è un luogo lunare, arido, chilometri di lande deserte bruciate dal sole su cui si ergono coni di antichi vulcani a ricordare l’origine dell’isola. Un susseguirsi di paesaggi solitari, a tratti impervi eppure incredibilmente magnetici, capaci di catalizzare gli occhi dei viaggiatori, attirati dai colori saturi della terra rossa che si staglia su un cielo blu cobalto.


Basta addentrarsi lungo le strade che conducono all’interno dell’isola per ritrovarsi circondati da altopiano brulli che paiono prolungarsi all’infinito, distese vuote e aride degne di deserti rocciosi. Un viaggio in macchina è Fueteventura è quanto di meglio si possa fare come alternativa alle giornate passate su una della tante spiagge dell’isola.
Eppure questi altopiani infinitivi, apparentemente inospitali, nascondono villaggi custodi della tradizione isolana più antica.

La Oliva, memorie coloniali 

Casa de los Coroneles
Casa de los Coroneles
Il villaggio di La Oliva fu il centro politico di Fuerteventura dal XVII fino alla metà del XIX secolo.
La strada per raggiungere il centro risale le alture per poi attraversare un altopiano brullo che ipnotizza con mille sfumature di rosso e ocra fino a condurre al piccolo centro. Affacciata sulla piazza principale, la chiesa de Nuestra Señora Candelaria ha la classica struttura delle chiese coloniali, con le pareti imbiancate a calce e un campanile a base quadrata visibile da chilometri di distanza. All’interno si trova un altare barocco dipinto di Juan de Miranda (1723-1805). 
La principale attrazione turistica di La Oliva è la Casa de los Coroneles, o casa dei colonnelli, situata ai margini del centro. Questo massiccio edificio coloniale fu usato come quartier generale dai colonnelli che governarono l’isola dai primi del Quattrocento. 
La casa è visitabile (entrata a pagamento) ma a mio avviso la parte più bella è l’esterno, non tanto per l’edificio in sé ma per lo straordinario panorama che lo circonda, con un imponente cono vulcanico che si erge fiero stagliandosi contro il cielo.
A pochi passi dalla Casa de los Coroneles si trova il Centro de Arte Canario Casa Mane, che ospita esposizioni di artisti canari. Tra le mostre permanenti vi sono le opere di Alberto Manrique.

Bentacuria, l’antica capitale di Fuerteventura

Bentacuria, l'antica capitale di Fuerteventura
Il centro di Bentacuria
Bentacuria rappresenta il fulcro storico di Fuerteventura. La città deve il suo nome al conquistatore normanno che la fondò nel 1404: Jean de Bethencourt. Trovandoci in un’isola, sorprende che il primo nucleo abitato si trovi in una posizione così remota e lontana dalle coste. In effetti per raggiungere Bentacuria bisogna percorrere una strada che risale i promontori più alti di Fuerteventura e ridiscendere poi in una valle che sembra voler proteggere la cittadina. Il motivo è presto spiegato: all’epoca abitare le coste era molto pericoloso per via dei continui attacchi dei pirati, i primi conquistatori scelsero quindi un luogo riparato e difficilmente accessibile.
Bentacuria ha oggi perso l’importanza strategica di un tempo ed è una graziosa cittadina, ordinata e ben tenuta, frequentata dai turisti che decidono di lasciare per un giorno la spiagge e spingersi nell’entroterra. Il centro storico è un vero gioiello, con le case imbiancate a calce e le vie acciottolate. Ci sono numerosi negozi di souvenir e ristoranti che rendono la visita piacevole, anche se i prezzi non sono particolarmente economici. Anche qui, parte della magia è data dal paesaggio che circonda il centro storico, un alternarsi di distese vuote e piccole oasi di verde che ci ricordano che siamo nel cuore di un’isola a pochi chilometri dalle coste africane.

Le spiagge di Fuerteventura

Lunare, colorata, carica di quel magnetismo proprio dei paesaggi aspri, Fuerteventura vanta oltre 150 chilometri di spiagge, molte delle quali remote e deserte, con candide distese di sabbia bianca che si alternano a baie di ciottoli neri, testimonianza dell’origine vulcanica dell’isola. 

Il parco naturale di Corralejo

Il parco naturale di Corralejo
Le dune di Corralejo
Mi è bastato posare gli occhi sulle morbide dune di Corralejo, simili a dolci montagne di zucchero, per capire che Fuerteventura è diversa, più selvaggia e affascinante, delle vicine Gran Canaria è Tenerife. E’ proprio da qui che ho iniziato la mia esplorazione dell’isola, dal suo cuore candido e delicato. Immaginate di camminare tra dune di fine sabbia bianca cinte da un lato da alture di roccia rossa e dall’altro da un mare turchino. Aggiungete un cielo blu e completate con una spruzzata di nuvole, l’incanto è servito!
 Le dune di Corralejo sono così, di quella bellezza stupefacente che viene dalla semplicità. Soltanto due colori, bianco e blu, poche morbide linee e tanta, tantissima luce che dà loro forma e volume. Vi sembrerà di camminare tra le nuvole e non vorrete più andarvene, come è successo a me. E vorrete tornare, per provare di nuovo quella incredibile sensazione di leggerezza che regala il sentirsi circondati da un mondo di luce. 
Raggiungere le dune di Corralejo è semplice, basta seguire la strada costiera FV-1 che da Puerto del Rosario, la capitale di Fuerteventura, sale su a nord, cinta da un lato dal tipico brullo paesaggio dell’entroterra isolano, con coni vulcanici che si innalzano tra valli di terra rossa, e dall’altro dal mare, chilometri di costa rocciosa che ogni tanto si apre in bianche baie. Poi d’improvviso ecco apparire le dune e di colpo tutto diventa chiaro e gli occhi vengono rapiti da questo paesaggio quasi surreale. La strada asfaltata attraversa il cuore del parco, offrendo diversi punti di sosta dove fermare la macchina e incamminarsi a piedi tra le dune. Davanti a questo piccolo deserto, si aprono le grandi spiagge di Corralejo, las Grandes Playas, anch’esse bianchissime e lambite da acque turchine. Paradiso dei bagnanti, offrono enormi spazi vuoti per chi ama le spiagge selvagge ma anche punti attrezzati per chi vuole godersi questo paradiso in comodità.

Pozo Negro, la Fuerteventura più autentica

Pozo Negro Fuerteventura
La spiaggia nera di Pozo Negro
A circa una trentina di chilometri a sud di Puerto del Rosario si trova questo piccolo villaggio di pescatori, poche case bianche disposte attorno ad una mezzaluna di sabbia dai neri ciottoli vulcanici. La strada di cinque chilometri che dalla FV-2 scende verso il borgo costiero è di per sé spettacolare e attraversa piane di palmeti e valli aride.  La spiaggia nera è di grande fascino ma poco invitante per un bagno, visto anche i cavalloni che vi si infrangono senza sosta, ma Pozo Negro merita sicuramente una visita per scattare qualche foto alle case di pescatori con le barche ormeggiate di fronte, ed avere così un assaggio della Fuerteventura più autentica e semplice. Lungo la spiaggia si trovano anche due ristoranti molto spartani che servono pesce fresco: i piatti sono squisiti, i prezzi più che abbordabili e la vista, con il nero della spiaggia che fa risaltare il blu del mare, semplicemente stupenda.

Costa Calma, il sud di Fuerteventura

Costa Calma Fuerteventura
Le spiagge di Costa Calma
Fuerteventura è famosa per le spiagge bianche che non sono soltanto quelle di Corralejo a nord ma anche le candide distese di sabbia finissima di Jandia e Costa Calma, a sud. Qui l’isola mostra i suoi paesaggi più estremi, perché superata la cittadina di Morro Jable l’unica via di accesso alla punta sud dell’isola è una strada sterrata che segue il nervoso dipanarsi della costa, tra stetti anfratti e paradisiache baie dalla sabbia bianchissima. La difficoltà di accesso rende queste zone remote e solitarie, lontane dalla confusione del spiagge più famose. Se disponete di un mezzo adeguato, avventuratevi lungo la pista e immergervi in paesaggi da sogno, coronando la giornata con un pranzo ai sapori di mare in uno dei pochi e minuscoli borghi marinari che si incontrano lungo la via. Se non poter spingervi in terre così estreme, le bianche spiagge di Jandia tra i centri di Costa Calma e Morro, mecca dei turisti tedeschi, saranno più che degne alternative, regalandovi paesaggi all’altezza di destinazioni tropicali.

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