© silviaromio.altervista.org

Il modo migliore per vedere Bruges è percorrere in barca i canali che l’attraversano, un intrico di strade liquide che rispecchiano nelle loro acque placide gli edifici, le luci e le atmosfere della città. La chiamano la Venezia del nord, ma per una vicentina doc come me cresciuta a un’ora di treno da Venezia, è difficile anche solo concepire il paragone, Venezia è unica e irripetibile, ma ciò non toglie che Bruges sia una città suggestiva e piena di fascino in un modo tutto suo.
Salire su una barca e farsi trasportare tra i canali permette di allontanarsi dal via vai del centro, sempre gremito di turisti , per godere delle atmosfere medievali che la contraddistinguono in un silenzio interrotto solo dal rumore dell’acqua che scorre placida sotto la barca.
Ma l’acqua per Bruges ha rappresentato molto di più di una suggestiva cornice coreografica, ne ha segnato la storia e determinato la fortuna. Fu grazie a questa capillare rete di canali che la collegava con le altre maggiori città della Fiandre che Bruges, tra il Medioevo e il Rinascimento, divenne un importante nodo commerciale e non è un caso se la sua piazza principale si chiama semplicemente Markt, mercato appunto: un tempo questo ampio spazio urbano circondato dalle tipiche case rosse con i tetti spioventi ospitava bancarelle che esponevano di tutto, dal cibo alle stoffe agli arredi, simbolo di una spiccata propensione al commercio e agli affari dei cittadini di Bruges. Sulla piazza si erge la duecentesca torre campanaria Belfort, da cui si gode di un’ampia vista sui canali della città e al cui interno è custodito un carillon fatto di ben 47 campane.
Altro cuore medievale della città è la piazza del Burg su cui si affaccia lo Stadhius, il Municipio in stile gotico eretto nel 1376 e successivamente ritoccato nel XVI secolo arricchendolo di statue e bassorilievi, che ne contraddistinguono ancora oggi la facciata.
Tra i canali più famosi il Rozenhoedkaaioffre, con il suggestivo punto di incontro di due canali , ancora oggi uno degli angoli più fotografati della città. Lungo la strada che costeggia il canale si incontra iGroeningemuseum, piccolo ma prezioso scrigno dell’arte fiamminga.

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All’interno si possono ammirare numerose tel del maestro Van Dick, padre della pittura ad olio, la tecnica che nel 1400 scosse e cambiò per sempre la pittura occidentale con un realismo fino ad allora sconosciuto, tale da rendere le figure rappresentate quasi palpabili, vive, rappresentative di un’epoca, così come gli sfondi su cui il maestro era solito dipingerle, veri affreschi della Bruges dell’epoca, di cui alcuni scorci sono ancora oggi riconoscibili passeggiando per la città, segno di come Bruges abbia saputo conservare e tutelare lo straordinario patrimonio urbano tramandato nei secoli .
E come visitare Bruges senza lasciarsi sedurre dalle lusinghiere vetrine dei tanti negozi di cioccolato, che invitano ad entrare per assaporare il cibo degli dei, qui declinato in ogni forma e sapore. Cioccolatini e praline decorati ed esposti a regola d’arte, tanto da rendere la città famosa nel mondo per la produzione di queste squisite dolcezze, a cui è difficile,se non impossibile, resistere.
Per finire in bellezza e per una gustosa immersione nella storia del cioccolato si può visitare il curioso Museo del Cioccolato  (ingresso: 6 Euro, gratuito per bambini fino a 6 anni).  
Scesi dalla barca si può proseguire il giro della città a piedi o ancora meglio in bicicletta, immergendosi nell’intricata trama di vie acciottolate solcate dai tanti, romantici, ponti, da cui godere di un’altra, impareggiabile vista, della città.

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