Harvard University

Con il suo mix unico di stile europeo e americano Boston è una meta ideale per chi vuole imparare l’inglese. La città vanta una delle università più prestigiose al mondo, la Harvard University, che la rende capitale accademica degli Stati Uniti. Proprio nel cuore dell’area universitaria di Harvard si trova la scuola di inglese Kaplan, attrezzata con moderne aule multimediali fornite di lavagne interattive e accesso a internet. L’ubicazione della scuola è perfetta, a due passi da templi del sapere com Harvard e il MIT, in un quartiere pieno universitario pieno di locali e molto animato e ad una breve corsa di metro dal centro di Boston. Il mix perfetto tra ambiente scolastico d’avanguardia e un piacevole soggiorno in una delle città più belle degli Stati Uniti.
Fino al 24 ottobre si può anche approfittare della promozione e ottenere fino a due settimane gratuite di soggiorno!

Scoprire il centro di Boston 

Una vacanza studio a Boston permette di esplorare bene questa meravigliosa città, che più di ogni altra negli Stati Uniti conserva tracce della storia americana e delle battaglie che condussero all’indipendenza dalla madrepatria.

Gli edifici del centro assomigliano molto alle case vittoriane che si trovano nei quartieri residenziali di Londra, con le tipiche facciate di mattoni rossi e le scale di fronte alla porta d’entrata.
Nel centro storico si trova anche un percorso di 16 tappe che conduce il visitatore a ripercorrere i passi dei coloni nei luoghi che furono teatro di scontri ed eventi cardine nella lotta di Indipendenza.

Le tappe del Freedom Trail

Il Freedom Trail
Il Freedom Trail 

Il Freedom Trail ovvero Sentiero della Libertà è lungo circa 6 chilometri ed è segnalato da una doppia fila di mattoncini rossi sul marciapiede, cosa che rende estremamente facile seguirlo. 

Per vedere tutte le 16 tappe del sentiero con calma bisogna calcolare almeno mezza giornata.
Il percorso inizia dal Visitor Information del Boston Common, il parco più a antico della città.,raggiungibile con la la linea rossa o verde della metro (fermata Park Street). Il centro  visitatori distribuisce cartine gratuite del Freedom Trail,
La prima tappa è la stupenda State House risalente al 1798 ed uno dei simboli più famosi di Boston, un gioiello di architettura anglosassone in terra americana. Oggi l’edificio è sede del Governo del Massachussetts. La facciata in mattoni rossi contrasta con la cupola color in rame rivestita d’oro e le colonne in marmo bianco, conferendo all’insieme uno stile classico ed elegante.
Proseguendo lungo il percorso si giunge alla Park Street Church, edificio del XIX secolo, di fronte alla quale sorge il Granary Burying Ground, il cimitero più antico della città (1660) dove riposano alcuni dei protagonisti della lotta di indipendenza. Si tratta di un luogo molto suggestivo a cui dedicare un po’ di tempo per rendere omaggio a tutti coloro che diedero la vita per la causa di indipendenza.
Superata la Kings Chapel si giunge in un altro luogo simbolo di Boston, la First Public School Site, la prima scuola pubblica americana, di fronte alla quale troneggia la statua di Benjamin Franklin. A colpire di questi edifici è l’impressionante somiglianza con le architetture vittoriane, testimonianza dell’influenza inglese.
Superate la Old Corner Bookstore, antichissima biblioteca frequentata in passato da importanti letterati americani, e la Old State House sede del Governo Inglese prima della Dichiarazione d’Indipendenza, si giunge a quello che può essere considerato il vero fulcro del percorso: il sito del Boston Massacre. Fu qui che nel 1770 furono giustiziati cinque patrioti statunitensi, momento cardine che accese la miccia della rivoluzione americana. Di evento storico in evento, si salta alla notte del 18 aprile 1775, quando furono accese due lanterne sul campanile della Old North Church, la chiesta più antica della città, segnale che comunicò agli americani l’avanzata della truppe inglesi verso Lexington. 
Superato il Charlestown Bridge si giunge sulla collina dove sorge il Bunker Hill Monument, dedicato alle tante vittime della sanguinosa battaglia di cui questo sito fu teatro. E’ questa la tappa conclusiva del percorso, l’apice di un tragitto che costituisce un vero tuffo a ritroso nel tempo nella storia e nei fatti che portarono alla formazione dei moderni Stati Uniti d’America. Il Freedom Trail rappresenta senza ombra di dubbio uno dei luoghi più importanti di Boston e dell’interno paese, un luogo della memoria e della commemorazione, un itinerario di approfondimento storico e culturale e un’inestimabile collezione di simboli americani.

Freedom Trail – Silvia Romio Photos
La più europea delle americane, Boston è una città in cui è facile sentirsi a casa. Gli edifici in mattoni rossi allineati lungo le vie del centro e i pub ad ogni angolo ricordano i sobborghi londinesi e raccontano il forte legame che unisce questa parte degli Stati Uniti alla madre patria, non a caso proprio qui si instaurò la prima colonia britannica in terra americana.
Classica e moderna insieme, Boston riunisce il fascino di monumenti e luoghi che hanno segnato la storia del paese e la vitalità di una città moderna, sede di due delle più prestigiose università del mondo: il MIT (Massachusetts Institute of Technology) e Harvard.
Da molti definita la culla d’America, Boston è il luogo ideale per rivivere la storia americana perché proprio qui sono nate le guerre di indipendenza che ne hanno segnato il destino e sono stati gettati i semi del sogno americano che animò tanti immigrati nei secoli successivi.

Il Freedom Trail

Ripercorrere i luoghi della storia a Boston è facile sia perché sono tutti raggruppati in un’area relativamente piccola e visitabile a piedi sia perché sono collegati tra loro dal Freedom Trail, un percorso riconoscibile da una doppia fila di mattoni rossi visibile su strade e marciapiedi che indica il cammino.
L’intero percorso, che si estende per circa 2,5 miglia, può essere fatto nell’arco di mezza giornata e tocca tutti i monumenti più importanti della zona storica della città. Prima di iniziare, consiglio di recarsi al Boston Visitor Centre (che si trova in corrispondenza della prima tappa del giro, il Boston Common) per ritirare la mappa del percorso che da indicazioni e cenni storici su tutte le 16 tappe.
Tra le prime tappe la State House sovrastata da un’enorme cupola d’oro, oggi sede del Governo del Massachusetts. Seguendo la fila di mattoni rossi si arriva al Granary Buring Ground, un cimitero del 1600 dove riposano i grandi personaggi protagonisti delle guerre di indipendenza.
Proseguendo si arriva al cospetto della statua di Benjamin Franklin che troneggia di fronte alla First Public School Site, la prima scuola pubblica americana.
Ogni luogo, ogni monumento e chiesa rappresenta un pezzetto di storia e racconta le gesta e l’impegno politico e sociale dei coloni che portarono avanti con fierezza e coraggio il loro sogno d’indipendenza. E’ grazie a quel sogno, che all’epoca poteva sembrare un’utopia, che oggi gli Stati Uniti esistono.

Boston e i templi del sapere

Boston Public Library – Silvia Romio Photos
La zona del centro, oltre ai tanti monumenti, regala anche scorci dal sapore britannico, con le case di mattoni con le tipiche scale esterne ed edifici di sobria eleganza vittoriana. In nessun altro luogo degli Stati Uniti rimane altrettanto vivo e tangibile il legame con le origini del paese.
Un luogo molto suggestivo è la maestosa Boston Public Library, fondata nel 1848, la prima biblioteca degli Stati Uniti ad essere stata aperta al pubblico nonché la più grande e fornita del paese: quasi 9 milioni di volumi, tra cui tantissimi libri rari, manoscritti medievali ed incunaboli, oltre ad importantissimi monumenti di storia, arte e letteratura. Un patrimonio culturale di immenso valore e un luogo intriso di sapere e conoscenza. A chi ama i libri consiglio l’esperienza di sedersi a leggere nella maestosa sala di lettura, una selva di tavoli sovrastati da enormi volte, un vero tempio del sapere.
Harvard University – Silvia Romio Photos
Altra mecca del sapere è Harvard, uno dei college più prestigiosi del mondo dove hanno studiato i personaggi più illustri della storia americana. Ad ospitare l’Ateneo è la tranquilla cittadina di Cambridge, raggiungibile in circa 30 minuti di metro dal centro.
La cittadina, nel tipico stile inglese, è piena di locali e librerie e venendo qui è facile respirare il clima frizzante e vitale osservando le centinaia di studenti che riempiono i giardini del campus o si trovano a bere qualcosa nei bar e caffè. Come visitatori si può girare all’interno della propietà dell’università e ammirare gli edifici esternamente.
Per gli amanti dell’arte una tappa obbligata è lo spettacolare Museum of Fine Arts noto per la sua collezione di opere di Claude Monet – la più grande al di fuori della Francia – oltre che per la sezione dedicata all’arte americana. 

Dove mangiare a Boston 

Le dimensioni raccolte del centro storico hanno fatto meritare a Boston l’appellativo di walking city, ma si sa tanto camminare mette fame! Il mio consiglio per un pranzo da veri bostoniani è il Quincy Marketil cui nome ufficiale è Faneuil Hall Marketplace. Il mercato coperto ospita una quantità enorme di bancarelle con cibi d’asporto mentre la parte esterna pullula di locali e ristoranti: a voi la scelta! Personalmente vi consiglio lo street food.

Guida al viaggio


Boston si contende con New York il primato di una delle città americane dove le stanze d’albergo sono più care. In alta stagione (estate) trovare una stanza sotto i 250$ può essere un’impresa e mediamente le stanze sono molto piccole.
La soluzione ideale non esiste, il mio consiglio è di pernottare nei quartieri periferici verificando la comodità ad una linea della metro e scandagliare il web in cerca delle tariffe più convenienti.
Come per tutte le mete negli Stati Uniti, anche per Boston è caldamente consigliato stipulare un’assicurazione viaggio e medica, anche se si tratta di un breve soggiorno. Personalmente vi posso consigliare l’assicurazione di viaggio AIG.


Nella posta di ieri ho trovato una mail che mi ha molto colpita. Arrivava dal Museum of Fine Arts di Boston che in una newsletter inviata a tutti gli iscritti si offriva di accogliere gratuitamente tutti quei cittadini che cercassero un posto sicuro e sereno dove passare qualche ora e distogliere il pensiero dall’attacco subito. 
Queste parole mi hanno fatto riflettere: chi vede da fuori certi terribili avvenimenti tende a concentrarsi sulle bombe, sulle esplosioni , sulle vittime, ma non pensa al dopo: il terrore che invade la mente, la paura che risucceda, l’inquietudine nel sentirsi vulnerabili. Dopo le ferite, penso che la perdita della serenità sia la conseguenza più terribile di questi fatti.
Boston colpita, Boston ferita al cuore. Guardo le immagino scorrere in tv , i volti sconvolti della gente, le urla: persone venute in città per correre o assistere ad una maratona, l’evento più pacifico che ci sia, si ritrovano dentro un incubo, vittime di un nemico invisibile e crudele.
Riconosco le vie del centro, gli stessi luoghi in cui sono stata qualche tempo fa, dove mi sono seduta a prendere un caffè ammirando le file di eleganti case in mattoni rossi. Avrebbe potuto succedere in quel momento, avrebbe potuto capitare a me; è questa la cosa più disarmante e spaventosa di questi attacchi,: il fatto che possono succedere in ogni momento; mi è capitato spesso di pensarci nelle metropolitane di grandi città, di guardarmi intorno e chiedermi “E se succedesse adesso?” Ma poi ho distolto il pensiero, perché è questo che bisogna fare, non cedere alla paura e andare avanti. 
Hanno colpito al cuore Boston, la culla del sogno americano, là dove tutto è iniziato. La più europea delle americane, una città bellissima, accogliente, storica ma dall’animo giovane, dove ad ogni passo si seguono le orme dei Padri fondatori, di chi ha creduto in questa terra promessa. 
Mi chiedo che senso abbia tutto questo progresso se i singoli cittadini sono ancora oggi bersagli così fragili e indifesi. Perché da una bomba messa per strada non ci si può difendere, è solo questione di fortuna o di destino, come lo si voglia chiamare, essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Proprio come è successo a chi era alla maratona lunedì scorso. 
Adesso è tempo di curare le ferite, quelle del corpo e quelle della mente, e ritrovare la serenità nella vita di tutti i giorni. Boston è ferita ma so che questa magnifica città, che ha dato voce e spirito a coloro che hanno scritto la storia d’America, saprà trovare il coraggio per guardare in faccia i suoi fantasmi e per affrontare la paura.

Boston resisti!

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