Racchiuso in una conca della Val Trebbia, il piccolo borgo di Bobbio, in provincia di Piacenza, conserva intatta la sua anima medievale.

Sorto come comunità religiosa grazie al suo padre fondatore San Colombano (le cui spoglie sono conservate all’interno del Duomo), ancora oggi il fulcro del paese ruota intorno alla maestosa Abbazia e ai vari conventi della zona. 

Abbazia di San Colombano

Da non perdere una visita alle varie Botteghe del Fungo, un caffè nella piazza principale, la salita al Castello Malaspina e una visita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo). 

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Il Ponte del Diavolo a Bobbio

Pur trattandosi di un borgo visitabile in breve tempo, quello che varrà tutta la strada e il tempo della visita, è sicuramente il Ponte Vecchio

Denominato anche Ponte del Diavolo, questa magnifica costruzione medievale ancora perfettamente intatta e sopravvissuta a secoli e secoli di storia e di passaggi, vi lascerà senza fiato. 
La leggenda narra che San Colombano, con lo scopo di unire le due sponde del Trebbia strinse un patto col Diavolo. In cambio della costruzione del ponte in una sola notte, l’abate avrebbe concesso l’anima di colui che per primo lo avrebbe attraversato. Forte del patto siglato, il Diavolo assoldò diversi demoni di corporatura e grandezza diversa e, al mattino seguente, l’abate si prese gioco di lui facendo passare, come primo avventuriero sul ponte, un impavido cane. 
La caratteristica principale del ponte è sicuramente la sua forma sali e scendi. Le undici arcate sono una diversa dall’altra e sono uniche al mondo. In una giornata di sole gli scorci regalano un’emozione e un ricordo indelebile. 

Per concludere la visita non c’è nulla di meglio, in questa zona, di approfittare di un ottimo tagliere di salumi e formaggi locali accompagnati da un impareggiabile gnocco fritto. 
E, se avete ancora negli occhi l’atmosfera medievale, non vi resta che fare un salto alla vicina Grazzano Visconti

Volterra e dintorni

Volterra è uno dei borghi medievali meglio conservati della Toscana. Interamente circondato da mura duecentesche, si svela al visitatore in tutto il suo splendore esibendo magnifici palazzi medievali e rinascimentali che gli valgono il titolo di una delle città storiche più suggestive della Toscana.

Cosa vedere a Volterra

Il Palazzo dei Priori

Volterra e dintorni
La magnifica Piazza dei Priori è annoverata tra una delle piazze più belle d’Italia. Sulla piazza troneggia l’imponente Palazzo Comunale (o dei Priori), edificato nel 1239.
La facciata, ripartita simmetricamente da tre file di bifore, è decorata con gli stemmi inghirlandati dei magistrati fiorentini del XV-XVI sec.
All’interno è possibile visitare la La Sala del Consiglio (Sala del Maggior Consiglio), ancora oggi usata per le assemblee del Consiglio Comunale. L’ambiente, decorato in stile neogotico nel XIX secolo, conserva gli stemmi delle famiglie nobili cittadine e del Comune di Volterra (croce rossa in campo bianco). Suggestivi anche gli affreschi medievali che adornano le pareti. 
Accanto si trova la Sala della Giunta, dove un tempo si tenevano le udienze dei Priori; oggi ospita le riunioni della Giunta Comunale. Soffermatevi sugli scranni in legno intarsiato realizzati da artigiani senesi del XV secolo, sono davvero meravigliosi.

Palazzo Pretorio e Torre del Porcellino

Questo palazzo, più volte rimaneggiato, fu sede dei Podestà e dei Capitani del Popolo. Sulla torre, una delle più antiche della città, si trova la statua di un porcellino da cui ha origine il nome dato alla Torre.

I Palazzi Rinascimentali

Oltre alla Volterra medievale, anche l’epoca del Rinascimento ha dato importanti lasciti alla città. Ne sono testimonianza le tante dimore nobiliari che si ammirano per le vie. Palazzo Inghirami sfoggia un imponente portale bugnato, Palazzo Beltrami finestre con arco a tutto sesto mentre Palazzo Minucci, sede della pinacoteca, incanta con le perfette proporzioni del suo cortile interno.

Dove mangiare e dormire a Volterra

La gastronomia di Volterra ha una tradizione povera, legata alla vita contadina, ma attenta alle materia prime. Ingredienti semplici come il pane, i fagioli e le patate danno origine alla zuppa alla Volterrana, piatto squisito a cui si accompagnano selvaggina come lepre,fagiano e cinghiale, ovvero gli animali che fin dall’antichità hanno popolato i boschi attorno a Volterra. Tra i dessert irrinunciabile il Panforte, dolce toscano per eccellenza sin dal Medioevo: a base di frutta candita, miele e mandorle, si può gustare nelle pasticcerie del centro.
Per il soggiorno, il Park Hotel le Fonti è il una soluzione perfetta: incastonato nel verde delle colline toscane, sovrastato dalla città di Volterra, è un 4 stelle di grande charme che regala atmosfere incantevoli. Il parco che circonda la struttura si affaccia sulla Val di Cecina, un mosaico di colline e balze che cambiano colore al mutare delle stagioni. Un percorso sensoriale tra piscine, saune e massaggi completa l’esperienza e il ristorante dell’hotel è un’immersione nei sapori della tradizione contadina toscana.

I dintorni di Volterra

San Gimignano
Le torri di San Gimignano
A poca distanza da Volterra si trova San Gimignano, altra perla di Toscana: famoso per le tante torri, è un esempio di “skyline” medievale unico nel suo genere. Per una vista mozzafiato sul borgo salite sulla Torre Grossa e ammirate il panorama a 360° che sfuma nel verde delle colline.
A metà strada tra Volterra e San Gimignano, Colle Val d’Elsa è un borgo forse meno noto ma altrettanto meritevole di una sosta. Le colline che lo circondano sono coltivate a cereali, viti e ulivi, creando un paesaggio vario e colorato che cinge il borgo e le sue antiche vie acciottolate. Perfetto per una passeggiata tranquilla, è ideale anche per una sosta culinaria magari a base di salumi e formaggi locali.

Cáceres, centro monementale

Cáceres, in Estremadura, è uno dei borghi medievali meglio conservati di Spagna. Segnata da un passato glorioso e da un susseguirsi di dominazioni diverse, da qui partirono i grandi condottieri che fecero della Spagna un impero coloniale.

Sono tanti i motivi per amare Cáceres. 
Difficili restare immuni al fascino del suo centro monumentale, dichiarato non a caso Patrimonio dell’Umanità, un cuore medievale cinto da palazzi rinascimentali, molti dei quali costruiti con i soldi ricavati dalle conquiste d’oltreoceano. Fu infatti dai borghi desolati sparsi per le campagne intorno a Cáceres che partirono i conquistadores che fecero grande la Spagna, e con essa la loro terra di origine. Gente povera, che viveva degli scarsi proventi della terra e che, proprio perché non aveva nulla da perdere, decise di partire alla ventura rischiando quel niente che avevano per tentare la fortuna. Emblematica è la storia di Francisco Pizarro originario di Trujillo, borgo non lontano da Cáceres, che da povero contadino divenne Marchese de la Conquista.

Leggi anche: Estremadura, un itinerario nella terra dei Conqistadores

Tornati ricchi nella terra natia, i nuovi signori fecero erigere nel centro di Cáceres palazzi che ne rispecchiassero il valore esibendo all’esterno il blasone di famiglia. Dimore in granito rosso dall’aspetto massiccio e austero, queste case-fortezza conservavano tra le loro possenti mura i tesori razziati dalle terre del Nuovo Mondo.
Ma Cáceres era un importante centro dell’Estremdura ancora prima dell’epoca coloniale. La sua storia è legata alla Via dell’Argento, la strada romana che univa Siviglia e Astorga, percorsa dai pellegrini che si recavano a Santiago di Compostela. Fondata dai romani nel 34 a.C., nel XII secolo la città divenne dominio arabo e si dotò di possenti mura difensive di cui ancora oggi si conservano varie torri. Un secolo più tardi passò in mani cristiane e nel XV secolo entrò a far parte del Regno di Castilla, partecipando attivamente alle spedizioni oltremare finanziate da Isabella la Cattolica.

Il centro storico di Cáceres

Cáceres, Plazza Mayor
Plaza Mayor a Cáceres
Il centro storico affaccia su Plaza Mayor, un magnifico teatro urbano circondato da palazzi signorili. Da qui una scalinata porta all’Arco della Estrella, possente varco nella cinta muraria. Questo ingresso, opera di Manuel de Lara Churriguera, fu costruito nel XVIII secolo per sostituire la precedente Porta Nueva di epoca medievale.
Varcato l’ingresso del centro storico, l’impressione è quella di camminare in un’epoca sospesa tra Medioevo e Rinascimento. Stretti e silenziosi vicoli conducono alla magnifica Piazza di Santa Maria, circondata da palazzi contraddistinti dagli scusi araldici. Il granito rosso si illumina al sole e assume sfumature d’arancio al tramonto.
Affacciato sulla piazza, il Palazzo di Carvajal, risalente al XV secolo, custodisce al suo interno un pittoresco cortile rinascimentale con al centro un fico millenario. 
A spiccare su tutto è però la facciata gotica della Concattedrale di Santa María, del XV secolo. La chiesa è divisa in tre navate con volte a crociera e conserva un altare maggiore con stalli in stile plateresco che ricordano Salamanca.
Concattedrale di Santa María Cáceres
Piazza Santa Maria con la Concattedrale di Santa María 
A pochi passi da Piazza Santa Maria si erge la Torre delle Cigüeñas, l’unica a conservare intatte le merlature originarie. Questa torre fu infatti risparmiata dall’ordine della regina Isabella la Cattolica in seguito al quale le parti superiori di tutte le torri cittadine vennero demolite come gesto di mortificazione verso le famiglie nobiliari, protagoniste di tante lotte intestine.
Un altro magnifico edificio di Cáceres è il Palazzo dei Golfines de Abajo (sec. XV), noto per la facciata rinascimentale che mostra la sovrapposizione di elementi gotici,mudéjar e platereschi.
Ma forse il luogo più suggestivo e dove la sensazione di tornare indietro nel tempo è stata per me più forte è Plaza de San Mateo (foto di testata). Uno spazio urbano antico e silenzioso dove l’aria sembra farsi più leggera e si sente il respiro della storia che soffia lieve. La piazza, cinta da un lato dalla semplice facciata gotica della Chiesa di San Matteo, esibisce sugli altri lati dimore rinascimentali e barocche, in un continuo gioco di stemmi, pinnacoli e bassorilievi. 

A pochi passi da qui l’antico Palazzo del Commendatore di Alcuéscar ospita il Parador de Turismo, uno dei migliori hotel della città. Si tratta di un notevole edificio del XIV secolo magistralmente ristrutturato.

L’accesso alla maggior parte dei monumenti, così come alle mura medievali da cui ammirare la selva di tetti e torri di Cáceres, è a pagamento: il costo varia dai 2 ai 4 Euro e i biglietti sono acquistabili direttamente alla cassa dei singoli monumenti.

Gastronomia di Cáceres

Gastronomia di Cáceres
Jámon Iberico
La cucina di Cáceres utilizza come materie prime i prodotti del territorio e propone ricette di origine contadina. Oltre a piatti di carne a all’ottimo jámon (prosciutto), consiglio di assaggiare le migas, molliche di pane insaporite con salsiccia speziata e lardo. Degni di nota sono anche i vini di Cáceres, protetti dalla Denominazione d’Origine Ribera del Guadiana. Vari anche i formaggi una scelta tra formaggi di pecora, capra e mucca. Un piatto unico completo è la Torta del Casar, un formaggio a pasta molle servito caldo e da mangiare con i crostini di pane: divino!
La maggior parte dei ristoranti si concentra in Plaza Mayor e nelle viuzze che da essa dipartono ,mentre nella Città Vecchia ci sono solo alcuni, selezionati, locali, tra cui il bar/ristorante del Parador, che a differenza di quanto si possa pensare ha prezzi accessibili, perlomeno per quanto riguarda aperitivi con tapas (la cena non l’ho provata!).


Guida al viaggio 

Per organizzare il viaggio e avere informazioni dettagliate su monumenti e alloggi consiglio di visitare il sito di Turismo Extremadura, pieno di spunti per la visita di Cáceres e dei dintorni.


San Gemini

L’Italia, si sa, è un territorio ricco di borghi e paesini arroccati. La bellezza del paese risiede infatti anche in questi piccoli tesori più o meno nascosti. San Gemini, in provincia di Terni, è uno dei tantissimi esempi di questo enorme patrimonio. 

Un piccolo paesino nascosto tra gli splendidi paesaggi umbri. Poco rinomato, poco conosciuto ma immensamente apprezzato da chi ha la fortuna di incontrarlo. 
Come tutti i borghi è un piccolo intreccio fatto di case di pietra e vicoli in cui si respira ancora la solenne aria medievale (agli angoli delle vie fanno capolino ancora gli stendardi delle contrade). 


Le magnifiche case in pietra

Da ammirare i nomi delle botteghe intarsiati nelle insegne di legno, i ristoranti nascosti tra le stradine, le numerose piccolissime chiese che ancora profumano di antichità e mistero.
Da restare senza fiato di fronte al panorama che si estende oltre le mura. Vigneti, colline, campi di grano si perdono a vista d’occhio. 
E’ un piccolo borgo e, come tale, la sua visita richiede poco tempo. Per questo il mio consiglio è di camminare a passo lento, soffermandosi a guardare i piccoli dettagli, godendosi il silenzio e scrutando in ogni vicolo. 


Chiesa di San Nicolò

I dintorni di San Gemini

Il territorio umbro è ricco di tesori da scoprire e San Gemini potrebbe rivelarsi una posizione strategica per visitare, ad esempio, le Cascate delle Marmore. In questo caso consiglio di soggiornare all’Albergo Duomo appena dentro le mura. Piccole camere (a meno di non scegliere le suite) arredate con ottimo gusto e quasi tutte dotate di un balconcino da cui si gode il panorama. E la mattina, per iniziare al massimo, durante la bella stagione è possibile fare la colazione all’aperto. 
Sono sicura che San Gemini vi conquisterà e non vedrete l’ora di scoprire tutti gli altri tesori nascosti nell’entroterra umbro. Perché, per quanto possiamo essere moderni, il mistero e il fascino dell’atmosfera medievale non ci lasceranno mai indifferenti. 

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