Il paese di Ameglia si staglia fiero sul cucuzzolo della collina che sovrasta Bocca di Magra, in un meraviglioso ultimo angolo di Liguria stretto tra terra e mare ai confini con la Toscana. La vista da sotto è impressionante: un gruppo compatto di case e torri sfidano impavide la gravità esibendo fiere le cicatrici degli strati aggiunti nel corso dei secoli , in una continua conquista di spazio verticale contro una dimensione orizzontale troppo angusta.

Appena superate le spesse mura che circondano il borgo si viene subito inghiottiti nel gomitolo di vicoli che disegnano cerchi concentrici. Qui tutto è immerso da un’atmosfera calda e avvolgente: è la pavimentazione in cotto delle strade che  riflette la luce radente del sole che si infila per i vicoli illuminando tutto di calde tonalità di rosso. Poi d’improvviso si sbuca in una piazzetta dove troneggiano la facciata e il campanile di sassi della Chiesa di San Vincenzo; di fronte, la piazza si apre su una vista meravigliosa sulla Lunigiana: si distinguono nettamente i borghi, le case, le vie e persino le gru che estraggono il marmo della vicina Carrara. E poi il fiume Magra, l’architetto di questi luoghi. La nostra guida Michela, della coopertaiva Artemisa, ci spiega il passato di queste terre e mentre l’ascolto raccontarci dell’antica Luni mi sembra di poterla ancora vedere, quest’antica città romana talmente risplendente di marmi da essere scambiata per Roma.Oggi restano soltanto rovine di quella che fu una potente città di mare prima che arrivassero i barbari a spegnerne per sempre la stella luminosa.

Proseguendo lungo i vicoli che si attorcigliano sempre di più si arriva nel cuore del borgo, che come nelle favole racchiude un castello, quello antico dei Vescovi di Luni risalente al XIII secolo. All’interno il castello ha in serbo una sorpresa: un giardino segreto di rose fiorite e una terrazza panoramica affacciata sulla valle tutt’intorno: da quassù la vista è stupenda, sembra di poter allungare le braccia e toccare le cime delle Apuane.

Usciti dal castello, ci si tuffa di nuovo per i vicoli silenziosi dove piccoli dettagli raccontano l’amore e la cura degli abitanti per il loro piccolo gioiello : balconi traboccanti di fuori, campanelli in ferro battuto adorni di fantasiosi decori, graziosi pendagli a tema marinaresco che spargono nell’aria la loro musica quando il vento li accarezza e perfino un enorme antico specchio dalla cornice dorata che sembra voler moltiplicare all’infinito questo mondo incantato.


In punta di piedi, recita così una piastrella in ceramica fuori dal cancello di un giardino a Montemarcello. Un invito ad un approccio pacato e dimesso a questo borgo arroccato sulla collina per non rompere l’incanto di un silenzio tanto perfetto da sembrare surreale.

Mi avvio lungo una stretta viuzza colorata che sembra uscita dalla tavolozza di un pittore, passo leggero come quello di un adolescente che rientra tardi la notte e si muove piano per paura di essere scoperto. Mi chiedo se persino il rumore meccanico della mia macchina fotografica possa svegliare qualcuno, ma l’ammiccante bellezza di questo borgo è irresistibile, come fragole rosse gonfie di sole e
d’estate che aspettano solo di essere colte.

Montemarcello è un gomitolo di case e viottoli rannicchiato tra l’azzurro abbraccio del mare e le scure rocce della costa, nell’ultimo lembo di Liguria prima della Toscana. Una graziosa piazzetta acciottolata bordata di case con le facciate di sassi e mattoni mi accoglie, un dolce preludio al groviglio di viuzze che si inoltra nel cuore del borgo, un’altra piazza silenziosa dove fermarsi per diventare parte dell’incantesimo che sembra essersi posato sul paese, come un finissimo velo sceso giù volteggiando dal cielo. Pochi passi ancora e una vertiginosa vista sulle Apuane mi scuote dal dolce torpore in cui ero sprofondata, così inaspettata e grandiosa da togliere il fiato.
A pochi passi dal borgo dipartono sentieri che conducono corpo e mente lungo il profilo aspro della costa, in continuo bilico tra mare e cielo.

Tra questi ce n’è uno speciale,quello che conduce alla piccola spiaggetta di Punta Corvo. Speciale la meta, un lembo di sabbia nero brillante che si getta nella spumeggiante acqua del mare. Speciale la via, un percorso di settecento gradini dalla pendenza vertiginosa che fanno guadagnare ogni secondo dell’inebriane felicità che aspetta in fondo, dove il piccolo lido sta steso al sole con aria ammiccante, come una bella donna che prima di concedersi vuole mettere alla prova i pretendenti. All’arrivo ginocchia intorpidite dalla stanchezza e cuore stordito da tanta tracotante magnificenza, e il respiro profondo del mare che qui si fa tanto forte da rendere sordi ad ogni altro rumore. I gradini visti da sotto intimoriscono un po’, promettendo nuova fatica e sudore, perché la via del ritorno passa da qui, a meno che non si decida di bluffare e attendere il traghetto che fa la spola da Bocca di Magra. La soluzione più facile e meno coraggiosa,  ma dopo tanto stordimento difronte ad una natura così intesa e possente un piccolo aiuto è concesso!


 Quanto bella e ricca di fascino sia Bocca di Magra, sulla costa ligure ai confini con la toscana, ve l’ho già raccontato, ma se pensate che in un borgo così piccolo la scelta su dove mangiare sia esigua, beh, resterete piacevolmente sorpresi!
Nello spazio di poche centinaia di metri Bocca di Magra ospita diverse opzioni per gustare appieno i sapori di questa terra, dove influenze liguri e toscane si mischiano dando vita ad armoniose combinazioni di sapori e dove i piatti di mare la fanno da padrone.

Ma andiamo con ordine: ecco una carrellata dell’offerta gourmet di Bocca di Magra, un gusto per ogni momento della giornata!

Per iniziare bene la giornata niente di meglio che un buon caffè al Bar Tortuga dove Milena accoglie gli ospiti con un gran sorriso e un’impareggiabile torta di mele!
Se dovete approvvigionarvi di viveri per il pranzo al sacco prima di partire per un trekking nei dintorni, proprio accanto trovate il Forno Non solo Pane gestito da Sergio e Serena: difficile non lasciare gli occhi sulle squisitezze dolci e salate che riempiono il bancone.

In alternativa attraversare la strada per trovare il bar Chiosco Nerina, gestito dai simpatici e cordiali Elisa e Roberto.
Per pranzo niente di meglio che un favoloso spaghettino allo scoglio alla Pizzeria Friggitoria La Paranza, dove la titolare Ylenia tenta gli ospiti con un delizioso antipasto di fritto misto e una focaccia ligure da mille e una notte! Complimenti vivissimi alla cuoca Anne, credetemi i suoi spaghetti allo scoglio sono straordinari!
Il pomeriggio si sà è lungo, allora perché non spezzarlo con uno spuntino da Pizzamì per gustare una favolosa focaccia ligure o qualche trancio di pizza?! Tutte irresistibili quanto la simpatia di Giuliana e Raffaella!
Prima di cenare l’aperitivo è d’obbligo, e qui ci pensano Dodò e Alberto dell’Hotel 7 Archi a renderlo speciale facendo degustare una carrellata di irresistibili prodotti del territorio, tutti rigorosamente a KM 0!
Qui potrete assaggiare i testaroli, piatto tipico della zona del lunigianese: sfogliate fatte con farina di grano tenero ed acqua e cotte in testi di terracotta: conditi con pesto o olio e formaggio sono divini!
E ancora il pan marocca, fatto con la farina di castagne.
Irrinunciabile una sbirciatina al negozio L’Archettoproprio accanto all’hotel dove vendono tutti i prodotti tipici che propongono nei loro menu!

E finalmente è ora di cena, e Bocca di Magra sorprende ancora una volta con il fantastico Ristorante Capannina Ciccio, che oltre a servire un gustosissimo menu dove pesce e crostacei sono protagonisti, è anche un locale bellissimo e ricco di storia: proprio qui venivano a cenare i grandi letterati del ‘900 che si innamorarono del borgo.
Favolosa la terrazza esterna che dà sul porticciolo con vista sulle Apuane, per un’indimenticabile serata estiva. Il giardino è costellato di statue di diversi scultori a cui i proprietari danno spazio, dimostrazione della naturale inclinazione all’arte di questa gente.
La qualità del cibo è eccelsa, provare per credere!

E per smaltire tanta abbondanza, dopo cena una bella passeggiata sul lungo fiume è l’ideale, ma proprio qui c’è il Chiosco Marino, gestito da Giorgio e Duna, che serve delle fantastiche crepes… come dire di no?!
Tutti questi locali sono distribuiti per la maggior parte lungo la via centrale, non dovrete fare molti metri  a piedi per raggiungerli! Non resta che l’imbarazzo della scelta!
Buon gourmet-tour a Bocca di Magra!

Per info e contatti di tutti i locali citati nel post potete cliccare qui.


Verde. Alberi frondosi che oscillano al vento.

Blu. Mare a perdita d’occhio che si stende come un lenzuolo increspato sotto ai nostri piedi.
Bianco. Schiuma di onde che sbatte sugli scogli per poi esibirsi in complicate piroette aeree.
Nero. Alte rocce scure che si protendono a toccare il mare.

Silenzio che avvolge i sensi come una coperta calda.
Fruscio di foglie che accarezza la mente e ne culla i pensieri.
Fragore di onde impetuose che sprigionano energia.

Prima che un ricordo della mente, quello della visita al Monastero di Santa Croce, sulla collina sopra Bocca di Magra, è un ricordo dei sensi. Suoni e colori che investono e riempiono occhi e narici inebriando mente e cuore.
Mai avrei pensato che un monastero potesse avere un impatto così forte, proprio io così poco avvezza alla dimensione religiosa. Eppure già quando il grande cancello nero si spalanca di fronte a noi mi sento investita da un aura di pace da cui tutto il luogo sembra avvolto. La posizione è spettacolare, un panorama mozzafiato sopra al golfo, da qui si distingue nettamente il fiume Magra che sbocca in mare, le case del borgo, le spiagge lungo la riva opposta e l’inconfondibile profilo delle Apuane.


Cammino lungo il sentiero che dalla cima della collina conduce giù al mare, enormi alberi secolari segnano la via, i loro rami scuri stagliati contro l’azzurro del cielo creano complicate trame simili ad opere astratte; chissà quante storie avrebbero da raccontare, erano qui quando il Monastero fu eretto, sul finire del 1800, allora una elegante dimora patrizia con la foggia di castello medievale commissionata da una facoltosa famiglia di industriali del marmo, i Fabbricotti. Oggi la dimora è una Casa di Spiritualità gestita dai Padri Carmelitani Scalzi che offrrono ospitalità a religiosi e gente comune, giovani, famiglie ed anziani, chiunque abbia voglia di rifugiarsi in questo luogo di pace e tranquillità per trascorrere giorni sereni lontani dal caos della vita di tutti i giorni. Un posto che induce alla meditazione, alla riflessione, dove soffermarsi sui pensieri o lasciarli volare e rimanere a mente libera e cuore aperto, pronti ad assaporare ogni singolo attimo di questa meraviglia.

Assieme alla nostra guida, Padre Marco, un giovane frate carmelitano dal viso simpatico e sorridente , arriviamo all’antico monastero, una costruzione in mattoni rossi risalente al 1100. E’ qui, nella cappella della chiesa romanica, che è conservato l’antico crocifisso ligneo, l’elemento forse più misterioso e affascinante del luogo: rimaniamo alcuni minuti in silenzio ad osservare il volto ieratico del Cristo, scolpito da una mano sapiente e capace di una grande qualità; nel crealo l’artista si ispirò alla teologia dell’epoca che ignorava il dolore della croce, consegnando così un Cristo altero e vittorioso, con indosso le vesti sacerdotali. Un’immagine lontana da quelle a cui siamo abituati ma non priva di una profonda intensità.


Dal monastero antico si gode di una vista a 180° sulla costa, verde e azzurro si fondono in una perfetta sinfonia accompagnata dal rumore del mare e del vento. Padre Marco ci indica la sua stanza le cui finestre si affacciano sul mare: posso solo immaginare cosa possa significare svegliarsi la mattina a cospetto di questo panorama! Chiudo gli occhi, un raggio di sole penetra tra le nuvole e mi accarezza il viso, rimarrei qui ore cullata dal fruscio degli alberi ma devo seguire il gruppo che già sta proseguendo lungo il sentiero che scende al mare.
E finalmente un’esplosione di blu ci riempie gli occhi, l’odore di salmastro si fa inebriante. Ci affacciamo alla terrazza che si protende verso il mare, è così vicino che se si tende la mano si possono sentire gli spruzzi delle onde che si infrangono sul parapetto. 
Il vento è forte, il cielo è ancora carico di nuvole ma anche così lo spettacolo è magnifico, le rocce rivestite di folta vegetazione sembrano gettarsi in mare e qualche piccola baia si fa spazio lungo il profilo aspro della costa.
Si potrebbe passare ore sospesi tra mare e cielo, tra silenzio e quiete, uno spazio mentale, oltre che fisico, dove ritrovarsi o perdersi dolcemente. 
Mi piace l’idea che il concetto di “ritiro spirituale” che il monastero propone non rimanga confinato dentro i limiti di una definizione che lo collega alla religione ma venga interpretato in un’accezione più ampia: non serve essere uomini di fede per venire qui, i Padri Carmelitani aprono le porte a tutti coloro che cercano un luogo dove riposare e meditare o semplicemente a chi ha voglia di una vacanza diversa. Ma bastano anche poche ore per concedersi una rigenerante passeggiata nel parco, un momento di pace e serenità che tutti dovremmo regalarci ogni tanto, un luogo dove nutrire mente e cuore di silenzio, aria e luce.


 Immaginate un piccolo porticciolo affacciato su un fiume che porta al mare, e subito oltre la linea dell’orizzonte una catena di montagne maestose con le cime ancora imbiancate di neve. Immaginate il silenzio rotto solo dal cigolio delle barche attraccate al molo e dal verso di qualche gabbiano che passa radente in volo sopra l’acqua. Lo sciabordio delle onde al largo, là dove il fiume diventa mare. Poche case dagli intonaci colorati e dai balconi fioriti che si affacciano su viuzze acciottolate, e ad ogni porta un gatto appollaiato.

Il borgo che vi ho descritto è Bocca di Magra, un paese di trecento anime nella punta più orientale della Liguria. Qui la Toscana è talmente vicina che la si può vedere, giusto al di là del fiume, e sentire nella parlata della gente dove l’accento ligure si mischia ad espressioni toscane diventando un tutt’uno  Certo Bocca di Magra non è l’unico luogo in cui mare e montagna si toccano entrando a far parte di uno stesso paesaggio, ma la particolarità qui è che le montagne non stanno alle spalle ma davanti, oltre il mare, creando uno scenario surreale e sorprendente. E’ così che l’azzurro dell’acqua sfuma nei toni scuri delle montagne per poi tornare all’azzurro quando le cime lasciano spazio al cielo. 
Qui a Bocca di Magra il tempo si può passare anche solo stando seduti su una panchina ad osservare il profilo sinuoso delle Alpi Apuane che si stagliano di fronte, cullati dal moto ritmico delle barche ormeggiate al molo, assaporando pace e silenzio. Una pace e silenzio che inducono alla contemplazione, e a testimoniarlo è lo stuolo di letterati e poeti che nei primi anni del novecento e fino a metà del secolo scelsero proprio questo angolino di mondo come meta per le loro vacanze o come luogo dove trascorrere periodi di pace, e se ne innamorarono a tal punto  da dedicargli poesie e racconti. Personaggi del calibro di Montale negli anni venti, e successivamente Giulio Einaudi, Nicola Chiaromonte, Vittorio Sereni, Luigi Bisio hanno amato questo luogo tanto da costituire la “Società degli Amici di Bocca di Magra” di cui rimane un manifesto , sottoscritto da tutti, dove vennero dichiarati gli intenti e la volontà di rendere speciale questo luogo.
Ignoravo che Bocca di Magra avesse un passato tanto illustre ma dopo essere stata qui mi è facile capire perché tutti questi grandi letterati ne siano rimasti affascinati: è un luogo che induce alla calma e alla contemplazione, l’ideale per raccogliere e ordinare i pensieri o semplicemente per lasciarli correre soli e liberare la mente.
Proprio di fronte al porticciolo c’è una piccola casetta dall’intonaco rosa e dai balconi verdi: è A Ca da Tirde, la casa vacanze di Giorgio, il nostro ospite e organizzatore del blog tour, che ci racconta la storia di Tirde, la vecchia proprietaria dell’abitazione: donna dal carattere estroso e dall’abbigliamento bizzarro, avvezza alle burle ma con un grande cuore, era un vero personaggio in paese, tanto da rimanere viva nella memoria degli abitanti ancora oggi. Giorgio ci racconta che Tirde aveva un gatto nero che le gironzolava sempre intorno, proprio come oggi un gatto nero ha scelto A Ca da Tirde come sua dimora (qui sono i gatti a scegliere la casa e non il contrario!); Certamente una coincidenza ma mi piace pensare che il gatto di adesso sia proprio la cara vecchia Tirde che è tornata da queste parti per vegliare sul paese e sugli abitanti.
La casa è stata completamente restaurata da Giorgio e famiglia nel 2010 ricavandone quattro bellissimi appartamenti, ognuno con un diverso tema di colore (lavanda, blu, giallo e rosso), tutti accomunati da una grande cura del dettaglio che lascia trasparire l’amore e la passione con cui sono stati ristrutturati ed allestiti. Dalle finestre delle rispettive cucine si gode di un’impareggiabile vista sul molo e sulle montagne, lo stesso paesaggio che ha segnato e accompagnato la vita di Tirde. Anche questa abitazione si può fregiare di un illustre inquilino: nelle stanze dell’odierno appartamento rosso soggiornò niente meno che Cesare Pavese!

Per chi preferisce una stanza d’albergo, in centro paese a pochi passi dalla casa vacanze c’è anche l’ Hotel Sette Archi, un bell’edificio bianco con grandi terrazze traboccanti di gerani. Basta entrare nella hall per scoprire anche qui  un’atmosfera familiare e intima, dove ogni pezzo dell’arredamento, ogni soprammobile, è stato scelto con cura e gusto dalla signora Maria Ida, per gli amici Dodò, che accoglie gli ospiti con un caloroso sorriso e tanti deliziosi piatti fatti con prodotti naturali locali, in piena filosofia Km 0!

Continuando nella passeggiata, superato il porticciolo, subito dopo A Ca da Tirde c’è un giardino con i resti di un’antica villa romana di cui si può ancora vedere il calidarium. E’ proprio qui che vediamo scorrazzare un cinghiale selvatico sceso dalla colline retrostanti in cerca di cibo: a Bocca di Magra se ne fanno di incontri particolari!

Proseguendo lungo il molo si arriva alla spiaggetta che d’estate viene attrezzata con lettini e ombrelloni ma che quando la visitiamo noi, in un sabato di maggio decisamente novembrino, ha l’aria struggente tipica delle spiagge d’inverno.

Il mondo di Bocca di Magra non finisce qui, è fatto di borghi antichi arroccati sulle colline, spiagge incastonate negli anfratti della costa, sentieri sospesi tra mare e terra, monasteri e castelli, per non parlare di località famose come Lerici, Tellaro e le Cinque Terre, tutti a poca distanza da qui; ma se si vuole cercare un posto dove rifugiarsi per trascorrere momenti di pace e silenzio, allora non serve cercare altrove, Bocca di Magra ha già tutto quello che serve: basta sedersi e lasciarsi avvolgere dal suo incanto, tutto il resto lo faranno mare, fiume, montagne, vento e silenzio.

Eccomi di ritorno dal blog tour #boccadimagra, un’esperienza di viaggio e umana intensa e straordinariamente arricchente che avrò modo di raccontarvi a lungo nelle prossime settimane. Adesso però sento il bisogno di mettere nero su bianco le prime sensazioni, quelle di pancia come le chiamo io, perché credo che un viaggio, qualunque viaggio, sia fatto di due tipi di emozioni: quelle a caldo che frullano nella testa nei primi giorni dopo il rientro, e quelle che sedimentano e maturano nel tempo diventando i ricordi che poi si porteranno dentro per sempre.

Ci sono luoghi in cui ti senti subito a casa, dove ti sembra di essere già stato. E’ quello che mi è successo a Bocca di Magra quando, percorrendo per la prima volta la strada lungofiume che porta in centro paese, ho avuto una sensazione di déjà vu, come se il mio cuore fosse già stato lì; in effetti questo minuscolo borgo nella punta più orientale della Liguria ha tutti gli ingredienti che compongono il mio luogo ideale: piccole viuzze silenziose, un adorabile porticciolo, un placido fiume che sfocia in mare e una rassicurante vista sulle montagne, le Alpi Apuane.

Certo è facile acquisire le coordinate di un paese fatto di una manciata di case affacciate su poche strade, ma la sensazione “di essere a casa” che mi ha avvolto fin dai primi momenti è andata ben al di là della sola capacità di sapermi subito orientare: quello che mi ha accolto è stato un genuino calore umano, sorrisi e abbracci che trasmettono l’impagabile sensazione di essere attesa.
Gli abitanti di Bocca di Magra ci hanno spalancato le porte di casa loro nel vero senso della parola, accogliendoci in una delle abitazioni del borgo con una cena fatta in casa, tra risate e sorrisi. E’ lì che incontriamo Marilena, che in paese gestisce il negozio di abbigliamento ma che per noi prepara i suoi favolosi spaghetti al sugo di mare; e Loriana, dell’associazione Boccadamare, che ha preparato una squisita torta di riso e, non paga, ci ha persino fatto dono delle magliette firmate Bocca di Magra.
E la parrucchiera Luana, che non abbiamo la fortuna di conoscere di persona ma di cui degustiamo le magnifiche seppie coi piselli! Seppie che, scopro dopo, sono state affidate alle mani di Lucia, prima travel blogger ad arrivare in paese e subito arruolata nella squadra con l’importantissimo compito di trasportare l’ingrediente principe della cena da una casa all’altra!
Ci raggiunge anche l’Assessore del Turismo di Ameglia che per noi è semplicemente Raffaella, una simpatica signora che si presenta con una torta salata fatta con le sue mani e tanta voglia di raccontarci la sua terra e gli sforzi per renderla sempre più bella e accogliente.
E infine non può mancare lui, Giorgio, gestore della casa vacanze A Ca da Tirde, l’ideatore del blog tour e mio compagno di email nell’ultimo mese e mezzo: una fitta corrispondenza per mettere a punto ogni dettaglio, ogni virgola di questo evento che significa tanto per entrambi e a cui arriviamo carichi di entusiasmo e speranza. Mi aspettavo un signore di mezza età e mi ritrovo davanti un ragazzo di ventisette anni, con la simpatia e la freschezza tipica della sua età ma che dimostra una maturità fuori dal comune quanto parla della sua terra, della storia che l’ha segnata e che dimostra di conoscere profondamente, e del suo grande desiderio di farne conoscere le bellezze al resto del mondo.
Ci accomodiamo tutti intorno ad un tavolo nella veranda che dà sul giardino, un luogo intimo e raccolto dove è facile sciogliere il ghiaccio (se mai c’è stato!) e cominciare a parlare come vecchi amici, ascoltando le voci e le storie di chi vive qui da sempre e ama profondamente questa terra e investe ogni giorno tempo, denaro e tanta passione per mantenerla viva e fiorente.
Ascolto Giorgio che ci parla dei luoghi che visiteremo nei due giorni successivi e leggo ora nei suoi occhi quello stesso orgoglio e forte senso di appartenenza che ho captato nell’ultimo mese tra le righe delle sue email, un entusiasmo incontenibile e la voglia di credere in un progetto, che non è solo il suo ma quello di un’intera comunità; lo ascolto mentre ci racconta la millenaria storia della sua terra, fatta di antiche popolazioni, magnifiche città romane e grandi battaglie per la contesa di un territorio di confine strategico. Una saggezza insolita per un ragazzo così giovane che riesce a comprimere in una sola, potente frase che mi colpisce: “bisogna partire dal proprio passato per capire il presente e progettare il futuro”.
E’ proprio il glorioso passato di questa terra e il suo magnifico presente, che Giorgio e compagni ci hanno portato a scoprire durante il blog tour, e che nei prossimi giorni vi racconterò passo passo, sperando di trasmettervi lo stesso entusiasmo che hanno trasmesso a me e la stessa voglia di andare di persona a vivere e scoprire questi luoghi, contribuendo così a scriverne il futuro.

     

Sembrava non arrivasse mai, invece ci siamo, domani inizia #boccadimagra blog tour! Come è nato questo blog tour ve l’ho già raccontato qui, ora se ripenso alle decine e decine di mail che io e Giorgio, il titolare della Casa Vacanze che ospiterà noi blogger, ci siamo scambiati in questi due mesi di preparativi mi sembra impossibile che finalmente ci siamo!
I programmi sono fissati, i partecipanti tutti confermati, tutti siamo carichi, l’entusiasmo è palpabile, basta seguite i cinguettii che rimbalzano su twitter…. ci sono stati gli immancabili imprevisti dell’ultimo minuto, e resta la grande incognita meteo. Le previsioni mettono pioggia sabato, che tristezza dover pensare a mettere in valigia la felpa più pesante quando c’è già giugno che incalza; ma non fa niente, non saranno le nuvole a smorzare l’entusiasmo che accomuna e unisce tutti, blogger e ospiti!
E’ bello pensare che c’è chi ci aspetta a braccia aperte, desiderosi di accoglierci e mostrarci la loro terra, di spiegarci quanto di più bello il loro paese ha da offrire. Ammetto che prima di incontrare “virtualmente” Giorgio non sapevo nemmeno dove fosse Bocca di Magra, ma questa è la magia della rete, connessioni inaspettate che ti portano verso mete che mai avresti pensato di raggiungere.
Tutto è pronto, trolley preparato, macchina fotografica già nello zaino, sono pronta a partire e a lasciarmi sorprendere da questa nuova, entusiasmante avventura!
Stay tuned seguendo l’hastag #boccadimagra!


Oggi vi racconto una storia, quella di un incontro casuale da cui nasce un’idea, e di come quell’idea diventi realtà grazie alla collaborazione e alla sinergia tra tanta gente.

Una sera di qualche settimana fa mentre girovagavo su twitter ho intercettato un messaggio di A Ca da Tirde che diceva “AAA cercasi aiuto da travel blogger“. Incuriosita ho subito risposto e da lì è nata una fitta corrispondenza con Giorgio, il propietario di A Ca da Tirde appunto, una casa vacanze di Bocca di Magra, nella costa ligure ai confini con la toscana; nelle sue email Giorgio mi ha spiegato il desiderio di coinvolgere alcuni travel blogger nella diffusione del territorio di Bocca di Magra ed Ameglia invitandoli a passare qualche giorno da lui, per mostrare e spiegare le bellezze e le potenzialità del posto.
E’ così che io e Giorgio abbiamo iniziato a discutere di come concepiamo entrambi il turismo e la visita dei luoghi, scoprendo subito di avere una visione comune: saper guardare oltre la patina turistica per cercare l’essenza del luogo, l’anima vera che lo rende unico e speciale e che è fatta non solo dalle bellezze naturali ed artistiche ma anche dalla gente che lo vive e coltiva quelle bellezze col lavoro, le idee e tanto entusiasmo.
E’ così che nasce l’idea di #boccadimagra blog tour, un progetto nel quale ognuno di noi due ha coinvolto varie persone.
Da una parte Giorgio e una schiera di strutture ricettive e attività locali che hanno risposto con grande entusiasmo alla sua proposta di accogliere i blogger e condurli per mano alla scoperta della loro terra; 
dall’altra una schiera di 12 travel blogger arruolati dalla sottoscritta, che arriveranno A Bocca di Magra armati come sempre di telefoni, macchine fotografiche,  telecamere, tablet e tanta voglia di scoprire e diffondere i tesori più preziosi che questa località ha da offrire.

E’ così che in breve tempo l’idea iniziale di Giorgio di ospitare un gruppetto di persone nei suoi appartamenti vacanze e portarli a spasso per la zona si è presto trasformata, grazie alla sua intraprendenza e capacità di coinvolgimento, in un blog tour organizzato fino all’ultimo dettaglio, realizzato in collaborazione con Boccadamare, l’associazione di promozione del territorio a cui aderiscono molte strutture locali, e con il patrocinio del Comune di Ameglia!

Dal canto dei blogger, inutile che vi dica l’energia e l’entusiasmo dei miei compagni di viaggio, che vi presento in ordine strettamente casuale:
Sara inviata per TrippandoGian e Lele di Sphimm’s Trip, Barbara Oggero di Reporter per Caso, Alessandro di Girovagate, Serena di Mercoledì tutta la settimana e Lucia inviata per Blog di viaggi.

Il nutrito programma prevede la visita di borghi e castelli, monasteri, trekking lungo i sentieri costieri e pranzi in spiaggia, oltre che numerose occasioni per assaggiare la cucina locale.
Vi invito a visitare il blog dedicato che ho ideato per il tour per tutti i dettagli sui partecipanti oltre che, naturalmente, tutti i post che i blogger scriveranno per raccontare la loro #boccadimagra.

Domenica 5 Maggio si terrà a Bocca di Magra “BOCCA DI ROSA”, 
un Festival dei Fiori che darà possibilità tutte le aziende del settore della zona che aderiranno di mettersi in mostra.

La location sarà il bellissimo lungofiume del borgo Bocca di Magra e nella giornata sono previste anche altre manifestazioni: ci sarà la processione per il giorno di S.Croce, un concerto di musica d’autore nel pomeriggio (tornano dopo 7 mesi di assenza i “Poveri Strumentisti”) e la manifestazione sportiva di “Stand up Paddling” sulla riva opposta del fiume, raggiungibile con un servizio di battelli.
L’INGRESSO E’ LIBERO! Una magnifica occasione per festeggiare la primavera che speriamo si decida a regalarci un po’ di sole!
Per maggiori informazioni potete contattare l’Associazione Boccadamare attraverso la pagina Facebook


I prossimi 10-11-12 maggio un’occasione imperdibile per coniugare arte e un week end al mare: un workshop di fotografia in un posto straordinario, Bocca di Magra (SP), alla foce dell’omonimo fiume, dove sotto l’eterno sguardo delle cime delle Alpi Apuane, l’acqua dolce accelera per diventare mare; un posto che fu méta prediletta di alcuni dei più grandi poeti e letterati del ‘900 come Einaudi, Montale e Pavese, in cui si farà esperienza di ripresa con foto paesaggistiche e glamour, dai ritratti all’adeguata post produzione.


I partecipanti alloggeranno in camere condivise di due-tre posti letto, presso la casa vacanze “A Cà da
Tirde” e l’hotel “Sette Archi”; colazione, pranzo e cena saranno serviti al ristorante dell’hotel e compresi nel
prezzo, che sarà di 240€ a partecipante (escluse bevande alcooliche/bibite ed eventuali ordinazioni extra)!
L’occasione, va da sé, è particolarmente ghiotta per coloro che vogliono unire un week end al mare, magari
portando con sé la propria famiglia, e la passione per la fotografia o per coloro che vogliono approfondire e
confrontare le proprie tecniche e conoscenze.

Due giorni di fotografia da passare insieme. La comune passione come pretesto per scoprire luoghi nuovi e nuove persone. Gli organizzatori vi accompagneranno consigliandovi e vi supporteremo
tecnicamente. Nessuna noia, chiacchierate informali e amichevoli, due giorni “diversi” dai soliti!

Per info :
– Loriana 338 4283272; jody22hp@libero.it
– Giorgio 349 0749326; info@orionsas.eu

Link:
Antonio Alberti  fotografo
A ca da Tirde casa vacanze
Hotel Sette Archi hotel e ristorante
www.freehands.altervista.org workshop
https://www.facebook.com/pages/Freehands/607177165977479

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