Si sente spesso dire che in Germania si mangia male. Ecco, mi sento proprio di smentire questa affermazione! A Monaco di Baviera, in particolare, si può davvero mangiare bene e provare tante cucine diverse. Oggi però vi suggerisco tre posti dove provare la tipica cucina bavarese, tutti in centro e raggiungibili in pochi minuti a piedi da Marienplatz, ideali per una pausa mentre si visita la città.

Iniziamo dall’Hofbräuhaus , ovvero la birreria più famosa del mondo. Chi non l’ha mai sentita nominare? È la birreria più antica di Monaco, fatta costruire dal duce Guglielmo V nel lontano 1589 per sopperire al bisogno di birra della corte e dell’esercito. Aperta al pubblico nel 1828, continua a dissetare schiere di ospiti che affollano la sala inferiore, allietati dall’orchestrina che suona le tipiche melodie bavaresi.
Nonostante sia tra le più frequentate dai turisti, l’HB propone tutt’ora un’ottima cucina, sostanziosa e gustosa come dev’essere la vera cucina bavarese. Personalmente, quando pranzo qui, prendo un piatto unico ben sapendo che ne avrò sicuramente abbastanza, ad esempio il Bierbratl (in pratica una grossa fetta di pancetta cotta, accompagnata da crauti e un super canederlo di pane) oppure il classico Schweinshaxe, lo stinco di maiale croccante, che di solito è servito con i canederli di patate grattugiate. Se vi avanza ancora un posticino, non è male prendere un Dampfnudel come dessert: si tratta di una pezzo di pasta lievitata, servito con una goduriosa salsa alla vaniglia.

Altro indirizzo imperdibile a Monaco è l’Augustiner, un’altra delle “Sette Sorelle” (ovvero le sette birrerie originali di Monaco): fondata nel 1328 dai monaci benedettini, è il più antico birrificio della città. Ci sono diversi ristoranti in città, di solito io vado all’Augustiner am Dom, a pochi passi dalla Frauenkirche, e salgo subito al piano superiore, in una delle piccole sale dalla boiserie di legno scuro. Qui l’atmosfera è più intima ma sempre conviviale e capita spesso di esser fatti sedere a fianco di altre persone.
Vicino all’Augustiner am Dom si trova anche l’Andechser am Dom. Questa birreria non fa parte delle Sette Sorelle, ma è comunque molto nota, almeno tra i locali. La birra viene infatti prodotta nel monastero di Andechs, che è il luogo di pellegrinaggio più antico della Baviera e si trova a circa 45 km dalla città. Il monastero produce tuttora la birra secondo l’antica ricetta dei monaci ma anche tanti altri prodotti utilizzati nella cucina del ristorante, come i formaggi, la verdura e il miele. Qui vi consiglio di provare i Klosterseufzer  (“sospiro del convento”), piccoli würstl piccanti accompagnati da purè di patate: deliziosi!
E se invece volete pranzare con qualcosa di dolce (sì, si può!) prendete il Kaiserschmarrn: una frittata dolce che si scioglie letteralmente in bocca!

Non vi è venuta fame? A me decisamente! Meno male che a breve torno a Monaco – e ho già in lista qualche altro ristorante da provare!

Indirizzi & info utili

Hofbräuhaus München, Platzl 9 – www.hofbraeuhaus.de
Una volta arrivati all’HB, ricordatevi di salire anche ai piani superiori e dare un’occhiata all’elegante Stube e alla Festsaal dell’ultimo piano. Qui si trova anche una piccola mostra che racconta la storia della birreria.
Augustiner am Dom, Frauenplatz 8 – www.augustineramdom.de
Andechser am Dom, Weinstraße 7 – www.andechser-am-dom.de

PS: quando ordinate ricordatevi che qui la birra piccola è da mezzo litro! E non fermatevi alla chiara: provate le Weißbiere e le scure – soprattutto Andechs è famoso per quest’ultima. 

Il castello di Neuschwanstein
Valentina torna nella sua amata Germania e stavolta ci porta in un itinerario tra fiaba e realtà tra i Castelli della Baviera.

 Per chi come me è cresciuta a pane e cartoni della Disney, l’immagine del castello della Bella Addormentata è a dir poco iconica. Chi non riconosce le torri aguzze, le mura bianche arroccate su di un picco? Ebbene, quel fantastico maniero esiste davvero. O meglio, esiste il suo modello originale: il castello di Neuschwanstein vicino a Füssen, in Baviera. 

Approfittando di un fine settimana libero a inizio settembre, io e le mie compagne di viaggio ci lanciamo in un breve tour che ci porterà non solo a Neuschwanstein ma anche a Hohenschwangau e a Linderhof, altre due residenze reali poco distanti. 
Il castello di Hohenschwangau
Arrivate a Füssen, ci concediamo solo una breve sosta in hotel e saliamo subito a Hohenschwangau, dove si trova la biglietteria per i castelli. Ritiriamo i biglietti prenotati online e approfittiamo del tempo a disposizione prima della visita per guardaci attorno. Qui ci sono solamente ristoranti, chioschi di souvenir e un sacco di parcheggi. 
Il primo appuntamento è per la visita a Hohenschwangau, il castello più antico. Il re Massimiliano II di Baviera, infatti, riscoprì i resti di un antico maniero risalenti al XII secolo e li fece ristrutturare come residenza estiva. L’atmosfera ricorda un medioevo fantastico, popolato di dame e cavalieri eleganti: si entra davvero in un’altra dimensione! 
Quest’impressione si rafforza poi varcando la soglia di Neuschwanstein, la seconda tappa del nostro viaggio, tripudio delle fantasie del re Ludovico II, Ludwig in tedesco. Qui le decorazioni, i rimandi a leggende e storie antiche sono fitti e ricchissimi: sembra di trovarsi in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, da fiaba appunto. 
Conclusa la visita, torniamo a Füssen. Consiglio davvero di prendersi il tempo per visitare questa cittadina: il centro storico con il suo castello e le sue casette colorate sembrano davvero uscite da un libro illustrato. Noi siamo fortunate: troviamo un intero accampamento rinascimentale allestito nel parco cittadino e un mercatino di bancarelle con mercanzia di ogni genere, tra cui si aggirano soldati di ventura e dame di alto lignaggio, sguatteri e arcieri. Insomma, una volta di più ci sembra di aver sbagliato secolo! 
Il castello di Linderhof
Il mattino successivo partiamo alla volta di Linderhof, ultimo dei castelli in programma. Questo, lo confesso, è il mio preferito: sarà perché è nascosto in una valle ed è totalmente inaspettato o forse perché qui il re Ludwig ci ha vissuto davvero ed è facile immaginarselo mentre s’appoggia a una balaustra, sognante. 
Il castello di Linderhof è molto piccolo, ma nasconde un sfarzo e una ricchezza abbaglianti: il modello a cui è ispirato è infatti Versailles. Qui si trovano meno medioevo e più barocco, specchi e broccati a profusione, oro ovunque e, a sorpresa, anche qualche ritrovato tecnico davvero all’avanguardia per l’epoca della costruzione. Altra attrazione è la fontana del parco, da cui ogni mezz’ora si innalza un potente spruzzo d’acqua, che tutti aspettano per partire a raffica con le foto. 
Conclusa la visita, ci dirigiamo verso Ettal, sede di un monastero benedettino dove ancora si produce un’ottima birra secondo la ricetta tramandata fin dal XIV secolo, di cui ovviamente comperiamo qualche bottiglia come souvenir. 
Ormai è ora di ripartire: il nostro fine settimana da favola è terminato! 
Per chi volesse seguire il nostro itinerario, qui ci sono alcuni consigli pratici. 

Consigli pratici per visitare i castelli della Baviera 

Neuschwanstein è una delle attrazioni più visitate della Germania e in Europa, per questo è sempre meglio prenotare la visita. Il sistema di prenotazione online (www.ticket-center-hohenschwangau.de) prevede l’invio di un modulo a cui segue una mail di conferma, con pagamento da effettuare al momento del ritiro dei biglietti. Importante: ai castelli si accede solo con la visita guidata, non è previsto l’ingresso autonomo. 
Noi abbiamo scelto il biglietto cumulativo per Hohenschwangau e Neuschwanstein (Königsticket, 23€ per adulto + 3,60€ spese di prenotazione, fino ai 18 anni ingresso gratuito). È necessario ritirare i biglietti almeno un’ora prima dell’orario confermato e poi essere puntuali. Nel biglietto è inclusa l’audioguida, disponibile anche in italiano (o la visita in tedesco o inglese, da richiedere al momento della prenotazione online). Tra una visita e l’altra ci sono due ore di tempo, più che sufficienti per spostarsi da un castello all’altro. 
Noi abbiamo scelto di salire a Hohenschwangau a piedi (circa 10 minuti), mentre per arrivare a Neuschwanstein abbiamo preso la carrozza (6€ a persona l’andata, 3€ a persona il ritorno). Le visite di per sé sono piuttosto brevi, meno di mezz’ora in ciascun castello: conducono attraverso tutte le stanze aperte al pubblico e sono abbastanza esaurienti. 
Usciti da Neuschwanstein, prendetevi il tempo (20 min ca) per arrivare fino al Marienbrücke: un ponte sospeso su un abisso impressionante che offre il punto panoramico più noto per ammirare il castello in tutto il suo splendore!
Per Linderhof, invece, non è possibile prenotare l’ingresso come singolo: bisogna presentarsi alla cassa e chiedere quando è la prima visita disponibile. Lì però non c’è la ressa che affolla i castelli più noti, quindi i tempi di attesa non sono eccessivi. Provate a chiedere se è previsto un tour in italiano: a noi è andata bene e siamo riuscite a entrare con un gruppetto di 6 persone, con una guida simpaticissima e godendoci le sale per bene. 
Nel biglietto d’ingresso (8,50€ per l’adulto) è inclusa la visita anche dei numerosi padiglioni sparsi per l’immerso parco: da non perdere la visita alla Grotta, una creazione fantastica ispirata a Wagner. 
Se si sceglie di fermarsi a Füssen per la notte, l’hotel rilascia una card che garantisce un piccolo sconto sull’ingresso ai castelli, valido anche sui biglietti prenotati online. Cercando una sistemazione, ho notato che sul portale cittadino www.fuessen.de sono presenti molte più strutture rispetto ad altri siti, soprattutto piccole pensioni o b&b a conduzione famigliare che offrono soluzioni più economiche rispetto al classico booking.com. Noi abbiamo scelto un albergo, il Ruchti’s, nella frazione di Bad Faulenbach: si tratta di una valletta verde molto tranquilla, a 15 minuti a piedi dal centro della cittadina. 
Il mezzo più comodo per visitare i castelli è senz’altro la macchina. Da Füssen a Linderhof ci sono circa 60 km, tutti in mezzo alla verdissima campagna bavarese, tra campanili a cipolla e mucche a ogni curva. Per rientrare in Italia, la via più veloce è seguire le indicazioni per Garmisch-Partenkirchen, Seefeld, Innsbruck e quindi il Brennero. Per evitare di pagare il pedaggio al ponte d’Europa (8,50€) è possibile anche prendere la statale che passa accanto all’autostrada e proprio sotto il ponte. Una prospettiva decisamente originale! 
Non mi resta che augurarvi buon viaggio tra i magici castelli della Baviera! 

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