Quando sono partita per #wildborneo avevo in testa due cose: vedere gli oranghi e le scimmie nasiche del Borneo. Se la riserva di Semenggoh di Kuching visitata ad inizio viaggio ha subito coronato il sogno di trovarmi a faccia a faccia con i famosi primati, molto meno fortunato è stato il tentativo di vedere le scimmie nasiche. Alla natura si sa non si comanda, è proprio quello che mi ha ripetuto l’operatrice del Bako National Park nel Sarawak alla mia domanda su quale fosse il sentiero dov’era più probabile incontrarle. E la natura, o forse persino gli astri quel giorno certo non mi sono stati propizi, visto che dopo un’estenuante camminata di quattro ore tra gli intricati e ripidi sentieri del parco di scimmie nasiche nemmeno l’ombra!

Ma non sono viaggiatrice che si scoraggia al primo fallimento e così, arrivata nel Sabah, ci ho riprovato. A due ore di autobus dalla capitale dello stato, Kota Kinabalu, è possibile effettuare crociere fluviali per avvistare la fauna locale e in particolare proprio le Proboscis Monkeys.


I fiumi dove effettuare i safari sono due, il più grande e meglio conosciuto Klias, e il più piccolo Garama. I due fiumi scorrono vicini e la strada per raggiungere i moli da cui partire per le crociere è pressoché identica. A distinguere le due escursioni è principalmente l’affluenza turistica, molto maggiore nel Klias dove in alta stagione ci si può ritrovare con dieci imbarcazioni che sostano sotto un unico albero per osservare le scimmie, col risultato che gli animali scappano. Prima di decidere ho fatto qualche ricerca in internet scoprendo che il Garama è inoltre quello con la più folta popolazione di Proboscis Monkey! A quel punto, non ho più avuto dubbi.

Nel prenotare diffidate dalle tante agenzie che vi propongono il Garama ma che poi finiscono per portarvi al Klias, l’unico tour operator ad avere una struttura su questo fiume è Only in Borneo, agenzia seria e molto ben organizzata. Hanno un ufficio in centro a KK ma si può prenotare anche telefonicamente.
Partiti puntuali da KK nel primo pomeriggio, raggiungiamo in circa due ore di autobus il piccolo villaggio di Garama, poche case di legno allineate lungo il fiume. La sede di OIB è davvero accogliente, una bella struttura in legno affacciata sul fiume e sul meraviglioso paesaggio agreste tutt’intorno. Il silenzio qui è totale e in lontananza si sentono riecheggiare i rumori  della giungla, un luogo veramente suggestivo. Prima di partire per la crociera ci offrono banane fritte e un dolcetto con all’interno le acciughe, un dolce tipico malese che nonostante l’abbinamento inusuale risulta gradevole.

Alla partenza per il giro sul fiume, ho il cuore in gola per l’emozione e la trepidazione. L’attesa dura poco, già dopo pochi minuti la nostra guida ci indica una scimmia nasica: è un esemplare adulto che ci osserva coi suoi occhi furbi dall’alto  seduto comodamente su un ramo mostrando il ventre rotondo e rosato, che spicca sul pelo rossiccio. La somiglianza con l’uomo è impressionante, nei suoi occhi, nel movimento delle braccia, persino nel modo di sedere si legge la discendenza comune a noi. Restiamo fermi in silenzio sotto all’albero ed ecco arrivare l’intera famiglia, la mamma con accanto il piccolo. Le scene che ci passano davanti agli occhi sono di un’estrema delicatezza, vedere la cura e l’amore con cui i genitori accudiscono il piccolo mi emoziona profondamente.
Proseguimo e gli avvistamenti continuano, ancora scimmie nasiche appollaiate sui rami spogli più alti, da dove possono controllare tutto l’intorno. Poi è la volta dei macachi e delle long tail monkeys , altra specie rara dalla pelliccia grigia e vaporoso pelo bianco intorno al muso.
Il fiume è deserto a parte le nostre tre imbarcazioni, la quiete è totale e in questo ambiente tranquillo gli animali, che qui vivono in totale libertà, tendono ad avvicinarsi alle rive.
Il tempo scorre veloce, passo più di un’ora col naso all’insù a scrutare gli alberi, sentendo l’emozione crescere ogni volta che tra il fogliame vedo comparire una scimmia. Di nasiche ne incontriamo ancora molte, una ci passa sopra passando da un albero all’altro e nel farlo si ferma un attimo e mi fissa: i suoi occhi sono chiari e vivaci, il suo sguardo indagatore mi mette quasi a disagio; in fondo l’intruso sono io, in piedi a bordo di una barca a guardarla mentre si muove tra gli alberi.
Presto la luce del giorno cala e il cielo si colora di mille sfumature di viola: avevo letto che il fiume è famoso anche per i tramonti ma ero troppo presa dal vedere le scimmie per curarmene, ma ora che sono qui, lo spettacolo è veramente magnifico.
Le sorprese non sono finite e calato il buio, dopo una lauta cena servita al quartier generale di OIB, torniamo sulle barche per ammirare un altro spettacolo della natura: migliaia di lucciole che nell’oscurità completa trasformano gli alberi in magnifici alberi di Natale. E sopra di noi, un cielo pieno di stelle.

E’ la mia ultima sera nel Borneo, e questa meravigliosa terra non poteva riservarmi saluto più bello.

Guida al viaggio

-Il Sabah è raggiungibile con voli diretti Malaysian Airlines o Airasia da Kuala Lumpur, Singapore e Kuching.
-Prima di partire per un viaggio nel Borneo, consiglio assolutamente di stipulare un’assicurazione medica per viaggiare sereni e protetti. L’assistenza sanitaria malese è di buon livello sopratutto nei grandi centri urbani ma è a pagamento per gli stranieri e i conti possono essere veramente salati. Un’assicurazione medica stipulata prima di partire vi garantisce per ogni evenienza. 
– Per la crociera sul fiume Garama potete consultare il sito di Only in Borneo e prenotare direttamente tramite il numero verde, senza nessun pagamento anticipato.
– Per il soggiorno a Kota Kinabalu consiglio l’Horizon Hotel, moderno, con stanze molto grandi e accoglienti, e una bella (anche se piccola) piscina sul tetto.

Se vuoi approfondire la conoscenza del Borneo, puoi leggere il mio libro “Borneo. Il Canto della giungla” (Versante Est – 2017). Clicca sul link del titolo per trovare gli store dove acquistarlo 


La costanza mi ha premiata e dopo una prima spedizione rovinata dalla pioggia battente al Semingoh Rehabitation Centre di Kuching, ieri mattina sono tornata col sole, per vedere gli oranghi. E stavolta li ho visti, così vicino da non crederci. Li ho visti saltare liberi tra gli alberi appesi alle funi, scivolare giu’ rapidi per andare a prendere ilcibo nella piattaforma dove i rangers mettono banane e patata dolci.
Ho visto i piccoli tenersi stretti alla schiena della loro mamma, ho visto i loro occhi, furbi e vivaci come quelli di un bambino. Ho visto un cucciolo posare la mano sulla gamba della mamma come a cercare un contatto fisico, mentre si gustava una banana tutta per lui. Ho visto lo sguardo amorevole e protettivo delle madri osservare i loro cuccioli mentre giocavano a saltare tra gli alberi.
Nel centro gli oranghi sono liberi, sono stati portati qui dopo essere stati sottratti a detenzioni illecite e qui vengono riabilitati alla vita libera. Il personale del centro ci ha spiegato che molti temono gli uomini perché ricordano ancora quando sono stati catturati con la forza delle armi. Quanto stupido può essere l’uomo.
Dopo essere rimasta a lungo ad osservare in silenzio i primati gustare in pace il loro pasto, lascio il centro con ancora nella mente le immagini di quegli occhi tanto espressivi da sembrare umani, istantanee di un’esperienza che mi porterò dentro per sempre.
E #wildborneo continua.


 Finalmente ci siamo, è iniziato il conto alla rovescia per le ferie! Quello che mi appresto a fare è uno di quei viaggi con la V maiuscola, quelli in cui sali su un aereo, ti trastulli una decina di ore tra film, musica e qualche pranzetto e alla fine ti ritrovi dall’altra parte del globo, pronto per andare alla scoperta di una nuova terra.

Non che i viaggi corto e medio raggio siano poco interessanti, tutt’altro, ma ogni tanto ho un bisogno fisico di lasciare la cara vecchia Europa e proiettarmi verso paesi lontani, per gettarmi per un po’ tutto alle spalle e immergermi corpo e anima in una dimensione nuova dove perdere le coordinate della vita di tutti i giorni e lasciarmi sorprendere dal paese che si svela ai miei occhi.
Me lo chiedo ogni volta che l’aereo tocca terra e l’emozione dell’arrivo sale alle stelle, mi domando come sarà il mondo lì fuori, come saranno le strade, le case, la gente, cosa mangiano, come dormono, quanto uguale o diversa è la loro vita rispetto alla mia.
Ogni viaggio è un piccolo mistero che si svela, un pezzettino del nostro straordinario mondo che si rivela e che, bello o brutto,so ancora prima di conoscerlo che mi porterò dentro per sempre, perché il solo fatto di essere migliaia e migliaia di chilometri da casa lo rende speciale e indimenticabile.
Quest’anno torno ancora una volta in l’Oriente, che mi ha stregata con le sue atmosfere calde, esotiche e rilassate. La mia destinazione sarà la Malaysia, paese di cui ho già avuto modo di apprezzare le magnifiche spiagge e i fondali da sogno.Questa volta visiterò il Borneo, l’isola rigogliosa ricca di flora e fauna che si estende tra Malaysia Peninsulare e Indonesia e si protende verso le Filippine. 
Prima farò tappa in Sarawak, la regione che a detta di molti ha mantenuto di più lo spirito delle popolazioni originali di queste terre e dove la natura si conserva più intatta.
Visiterò Kuching, la capitale dello stato che promette di regalare atmosfere della vecchia Indocina, e da lì andrò alla scoperta del Bako National Park, che a dispetto della vicinanza con la città è considerato uno dei parchi naturali più suggestivi del Borneo, dove spero di vedere gli oranghi.
Poi volerò verso il Mulu National Park, una serie di enormi caverne sotterranee immerse nella foresta tropicale dove potrò deliziarmi tra ponti sospesi nella foresta per osservare la fauna esotica e trekking lungo enormi grotte. Proverò anche l’ebrezza di sentire i suoni della foresta di notte dal momento che pernotterò in uno dei bungalow all’interno del parco.

Poi di nuovo in volo verso il Sabah che, pur essendo la regione più sfruttata e piena di enormi piantagioni, spero mi riservi più di qualche speciale sorpresa nelle sue fantastiche isole, conosciute per la straordinaria ricchezza dei fondali oltre che per i paesaggi da cartolina.
Ma il programma non sarebbe completo se dopo tanta natura non mi inebriassi con un po’ di mondo metropolitano, è per questo che sia all’andata che al ritorno mi lascerò sedurre da luci e sapori di Singapore, straordinaria città che ho già visitato qualche anno fa in un breve soggiorno, ma che voglio 
esplorare meglio in questo nuovo viaggio. In soli due anni sono stati realizzati tanti nuovi strabilianti edifici espressione di quello spirito innovativo e futuristico che è il segno distintivo di Singapore. Una città straordinariamente viva ed energica, famosa, oltre che per gli avveniristici e moderni edifici e lo shopping da capogiro, anche per la grande offerta culinaria, talmente varia da averle fatto meritare l’appellativo di capitale culinaria dell’Asia.

Un viaggio adrenalinico ed eccitante nel cuore dell’Oriente tra natura selvaggia e strabilianti metropoli. Non resta che aspettare che il conto alla rovescia arrivi alla fine, fare un bel respiro, chiudere gli occhi e …partire per una nuova avventura!

Seguitemi su #wildborneo! Stay tuned!

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