Casa MC coviello : Sala da pranzo moderna di MOB ARCHITECTS
Casa MC coviello di MOB ARCHITECTS / homify.it

Linee pulite ed armoniose, ambienti luminosi e funzionali, sono queste le caratteristiche di architettura e design contemporanei, capaci di dare nuova vita e valore ai più diversi spazi abitabili.

Progettare ed arredare la propria casa in modo da renderla non solamente un luogo da usare ma da vivere pienamente è oggi un elemento fondamentale che influisce in maniera importante sulla qualità della vita. La chiave per arrivare a questo importante risultato è trovare studi di architettura in grado di capire ed interpretare i nostri gusti trasformandoli nella casa dei nostri sogni, che non significa necessariamente una villa od un lussuoso attico. Il grande merito dell’architettura e design moderni risiede nel saper trasformare ogni tipologia di abitazione in un ambiente perfetto per chi lo vive, creando spazi personalizzati e funzionali.
Che sia nell’uso e accostamento di materiali diversi come vetro, legno o acciaio, nella scelta di intonaci capaci di aggiungere luminosità agli interni o nel gioco di superfici e volumi, l’architettura moderna sa immaginare e creare arredi, rivestimenti e finiture interpreti del carattere di chi li vive.

Architettura contemporanea in Italia

PICCOLO LOFT PIAZZA VITTORIO : Soggiorno in stile industriale di MOB ARCHITECTS
PICCOLO LOFT PIAZZA VITTORIO di MOB ARCHITECTS /homify.it
Il turismo architettonico è un’ottima opportunità per cominciare a familiarizzare con forme e materiali, focalizzandosi sugli edifici contemporanei che interpretano le tendenze moderne. Molte città italiane offrono numerose occasioni per ammirare splendidi esempi di stile e design.
Basterà un breve giro di Milano, capitale italiana del design, per accorgersi come già dagli anni ‘60 i grandi studi di progettisti abbiano prediletto il vetro, per la capacità che ha di amplificare la luce e di creare un legame più diretto tra interno ed esterno. Sono molti gli edifici milanesi che giocano sulle trasparenze, come il famoso Grattacielo Pierelli, Torre Galfa o la sede del Sole 24Ore.
Progetti recenti, che spesso portano le firme di grandi architetti italiani ed internazionali, hanno rinnovato molto quartieri di Milano, riportandoli a nuova vita. E’ il caso del Bosco Verticale, due torri residenziali progettate da Stefano Boeri ed inaugurate nel 2014: l’innovativa idea di rivestire i due edifici di arbusti ed alberi ad alto fusto si inserisce nel più ampio progetto di riforestazione metropolitana, nell’ottica di un miglioramento estetico e della qualità dell’aria.
Anche la storica città di Padova ospita un monumento contemporaneo di grande pregio, progetto del celeberrimo Daniel Liebeskind: si tratta del Memoriale Memoria e Luce dedicato alle vittime dell’11 settembre. La costruzione in vetro rappresenta un libro aperto nel quale è inserita una lunga trave, proveniente dal World Trade Center di New York.
Anche il Trentino riscopre la sua vocazione contemporanea con opere che, pur utilizzando linguaggi e materiali moderni, mirano ad integrarsi con armonia nell’impianto urbanistico storico e nel paesaggio. E’ il caso del MART di Rovereto progettato dall’architetto Mario Botta, che ha situato al centro del complesso museale una grande cupola, moderna nei materiali (vetro e acciaio) ma classica nell’impianto, che trae ispirazione dal Pantheon di Roma. L’architetto è riuscito nella difficile impresa di far dialogare il nuovo edificio con quelli storici attigui, scegliendo per le facciate la pietra gialla di Vicenza ed ottenendo così un’incredibile continuità di linguaggi tra antico e moderno. 
Il Museo d’Arte Contemporanea di Bolzano, opera dello studio KSV di Berlino, è uno splendido altro esempio di architettura contemporanea. Con la sua facciata di vetro trasparente mette in comunicazione gli spazi espositivi con la zona moderna della città e con l’ambiente naturale circostante. La leggerezza che caratterizza l’esterno si ritrova anche all’interno, in spazi polifunzionali e flessibili che ricreano l’ambiente di un laboratorio artistico: un altro splendido esempio di come l’architettura contemporanea sappia adattarsi al contenuto, rendendosi funzionale alla destinazione d’uso dell’edificio. La stessa duttilità di spazi e arredi che si ritrova nella moderna architettura abitativa, capace di coniugare magistralmente bellezza, funzionalità e comodità.

La nostra preparatissima Guida Turistica per Roma e Provincia, Valentina Nera, ci guida in un itinerario a Galleria Borghese.

I Borghese, di origini senesi, raggiunsero Roma a fine ‘500, dove possedevano “una vigna”, anche detta giardino. 
La villa in questione è l’attuale Parco di Villa Borghese, uno dei parchi più estesi di Roma, è delimitato da ben nove ingressi che ne consentono l’accesso dai quartieri centrali della città, Salario, Flaminio e Pinciano.
All’interno del parco si erge in tutta la sua maestosità il “Casino Nobile”, sede attuale della Galleria Borghese, fu fortemente voluto da Scipione Borghese, che lo fece edificare nel 1600 con la ferma volontà di realizzare un meraviglioso scrigno architettonico e artistico. Scipione, ricoprì un ruolo centrale nella Roma Barocca, soprattutto a seguito dell’elezione al soglio pontificio dello zio. Paolo V, al secolo Camillo Borghese fu eletto il 16 maggio 1605, ed è a partire dalla sua elezione che Scipione sacrificò ogni ambizione al possesso delle arti, diventando il “vero padron di Roma”. Il Cardinal nepote rinunciò a parti di eredità pur di ottenere le collezioni che già appartenevano alla sua famiglia; mutò il concetto di principe mecenate, in quello di principe collezionista.

 L’elemento di assoluta innovazione nel collezionismo Borghese fu che la famiglia non si servì mai degli artisti per identificare il duplice aspetto di potere e papato, al contrario, buona parte delle opere furono commissionate o acquistate per un puro e semplice godimento personale.
Tra gli artisti che Scipione tenne d’occhio sin dal proprio esordio c’è Michelangelo Merisi da Caravaggioche individuò tra molti altri con uno spiccato istinto di conoscitore ed estimatore. Attualmente sono in collezione Borghese sei dei dodici dipinti che appartenevano a Scipione, e ognuno di questi ha una storia particolare sia nella realizzazione sia nelle modalità con le quali giunse nel Casino Nobile.
Probabilmente di questi, soltanto il San Girolamo fu commissionato direttamente a Caravaggio da Scipione. Il Santo è rappresentato in maniera inusuale nelle vesti di scrittore e non in quelle di penitente, e dagli archivi risulta che si trovi qui sin dalla metà del ‘600. Per quanto riguarda invece, Davide con la testa di Golia, una commissione Borghese è solamente ipotizzabile; sia l’eroe biblico che il gigante Golia sono ritenuti da alcuni studiosi ritratti del pittore di età differenti. La datazione dell’opera risulta incerta, e alcuni tendono ad attestarla successivamente all’omicidio del Tommasoni, avvenuto il 29 maggio 1606, che costrinse il pittore alla fuga; questa datazione è avvalorata in particolar modo dalla drammaticità dell’espressione dei personaggi.

Per quanto concerne l’opera  la Madonna dei Palafrenieri è sicuramente riscontrabile dalle fonti un acquisto da parte di Scipione.
L’olio su tela fu realizzato nel 1606, ed era destinato all’altare della Confraternita dei Palafrenieri in San Pietro. Caravaggio scegliendo un tema tratto dall’Antico Testamento rappresenta la Madonna e il Bambino nell’atto di schiacciare con i piedi il serpente del peccato, affiancati dall’anziana Sant’Anna madre della Vergine. Il dipinto fu rimosso dall’altare della Confraternita per volontà del neo eletto Paolo V e confluì direttamente nella collezione del Cardinal nepote, che se lo accaparrò ad un prezzo irrisorio. Pertanto possiamo parlare di rifiuto di un’opera che non interpretava la linea della Chiesa Controriformata, o piuttosto di una volontà di Papa Paolo V di assecondare il suo nipote preferito?
Proseguendo, troviamo il San Giovanni Battista, l’opera era parte del bagaglio che Caravaggio portava con sé nel momento in cui, dopo quattro anni di esilio a seguito dell’omicidio Tommasoni, nel 1610 Paolo V gli concesse la Grazia e dunque la possibilità di rientrare a Roma. Stando alle fonti, questa è proprio l’opera che permise l’intercessione di Scipione presso Paolo V affinché tutto ciò avvenisse.
Infine, come non menzionare le opere che il Cardinale desiderava ed ottenne ad ogni costo; sia il Giovane con canestra che il Bacchino malato appartenevano a  Giuseppe Cesari detto il Cavalier D’Arpino, uno dei pittori più prestigiosi della Roma dell’epoca amato da Principi e Papi,  presso la cui bottega Caravaggio aveva lavorato per diverso tempo non appena giunto a Roma.
Entrambi le opere si datano al periodo degli esordi del pittore, e  mostrano il suo genio creativo e la facilità con la quale riusciva a rendere, forse ispirato dagli insegnamenti di Leonardo, i moti dell’anima insieme ad un’abilità “fiamminga” nella trattazione delle nature morte.

Le due opere, facevano parte delle centosette che nel 1607 Papa Paolo V confiscò al Cavalier D’Arpino e che confluirono direttamente nella collezione del Cardinale.
Scipione, indiscusso padrondella Roma Barocca, coadiuvato e sostenuto dal potente zio Papa, non esitò a prendere sia con le buone che con le cattive tutto quello che lo affascinava, e che riteneva degno della sua raccolta artistica.
Probabilmente il Cardinal nepote non fu affatto amato dai suoi contemporanei, ma resta il fatto che a noi, “moderni”, la sua arroganza spietata ci permette oggi di visitare un vero e proprio scrigno di meraviglie, che attraverso la varietà di temi, stili e periodi artistici, ci consente di ripercorrere in particolar modo le più importanti tappe dell’arte italiana.

Lasciati guidare…
Valentina Nera

E-mail valenera@hotmail.it; 
Telefono 3339841466. 
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