Abbarbicata sull’alto dei colli che circondano Granada, l’Alhambra è un gioiello architettonico unico nel suo genere, la più magistrale espressione dell’arte islamica in Europa, una meraviglia assoluta da vedere almeno una volta nella vita.


Quando ho steso il programma di #rutasdespaña di una cosa ero certa: dovevo rivedere l’Alhambra. Ero stata a Granada esattamente 10 anni prima e già allora ero rimasta stregata dalla bellezza della Cittadella dei Sultani, tanto da voler tornare.

La visita all’Alhambra

Dall’esterno si ammirano le mura rosse (Alhambra in arabo significa “La Rossa”) dell’Alcazaba che cingono l’intero complesso e che al tempo dei sultani garantivano la difesa dagli attacchi esterni.


La cittadella-fortezza, eretta nel XIV secolo, era attrezzata di tutto, moschee, scuole, botteghe e poteva quindi funzionare autonomamente rispetto a Granada.

Dai bastioni si gode di una vista a 180° sulla città e sull’Albazyn, il quartiere arabo che si sviluppa sulla collina di fronte.

All’interno delle mura si possono visitare i diversi palazzi che compongono la cittadella; il mio consiglio è di prenotare la visita al mattino presto e partire dai Palazzi dei Nazari, che custodiscono all’interno i gioielli più preziosi dell’Alhambra, per riuscire a vederli in condizioni di luce e di afflusso migliori.

I Palazzi dei Nazari


Le muqarnas, stalattiti di marmo tipiche dell’arte islamica
Si potrebbe rimanere ore a descrivere minuziosamente la profusione di stucchi e marmi decorati, bassorilievi con iscrizioni, fiori, stelle e figure geometriche, colonne e colorati azulejos che rivestono ogni centimetro delle stanze dei palazzi, ma nessuna parola sarebbe abbastanza d’effetto da poter contenere tutta la dirompente bellezza dello spettacolo che si para davanti agli occhi del visitatore.

Un susseguirsi di ambienti luccicanti di madreperla, pareti di marmi intarsiati come pizzi e volte da cui pendono le muqarnas, stalattiti di marmo tipiche dell’arte islamica; sontuosi patii adorni di fontane e vasche su cui si riflettono le magnifiche architetture esterne. Ad ogni passo una meraviglia che prende forma di fronte ai propri occhi, ad ogni sguardo un nuovo particolare che si svela in tutta la sua sottile grazia: l’Alhambra è una gemma da ammirare con calma, girando e rigirando per le stanze per cogliere tutti i dettagli, osservarli da vicino per ammirarne la minuta perfezione e poi indietreggiare di qualche passo per abbracciare l’insieme in uno sguardo.


Il Patio dei Leoni


Anche la bellezza più splendente ha il suo apice, e l’Alhambra ha il suo, si chiama Patio dei Leoni: 124 colonne di marmo bianco di Almeria, dal fusto sottile e dal capitello cubico intarsiato con iscrizioni, che cingono uno spazio aperto al cui centro si trova la Fuente de los Leones, dodici statue di leoni che rappresentano le tribù di Israele.

Aspettate pazienti il momento di calma tra un’ondata e l’altra di visitatori: la meraviglia che vi si svelerà davanti vi resterà impressa nella memoria a lungo.

Difficile separarsi da tanta accecante bellezza, difficile prendere la via d’uscita dai Palazzi dei Nazari ma ci si consola pensando alle meraviglie che ancora attendono. 

Il Generalife, la residenza estiva dei sultani

La visita continua al Generalife, la residenza estiva dei sultani, a cui si accede attraverso una piacevole passeggiata lungo i sontuosi giardini della cittadella: fiori e piante armoniosamente distibuiti tra aiuole colorate, fontane e zampilli.

All’interno del palazzo, un bellissimo patio rettangolare nel quale si sviluppa una lunga vasca e il Giardino dei Cipressi. Anche se gli ambienti interni non raggiungono il valore decorativo e architettonico dei Nazari, le finestre che volgono verso la città offrono una spettacolare vista sull’Albazyn.


Il mirador sull’Alhambra

Per finire una giornata marcata da tanta sfolgorante bellezza, scesi nel centro di Granada si può prendere la salita verso l’Albazyn, un labirinto di vicoli che ricorda le medine arabe; sulla sommità della collina si trova il Mirador de San Nicola che regala una spettacolare vista sull’Alhambra; il momento migliore per vederla è al tramonto, quando le mura rosate dell’Alcazaba si accendono di rosso: un’altra immagine che rimarrà impressa a fuoco nella mente per sempre.

Guida al viaggio a Granada


Per vedere l’Alhambra è indispensabile prenotare in anticipo la visita tramite il sito ufficiale, scegliendo data e ora di accesso. Diversamente, si rischia di non riuscire a vedere i Palazzi dei Nazari, per i quali esiste un tetto di visitatori giornalieri che solitamente viene raggiunto poco dopo l’apertura della biglietteria.

Sono possibili anche visite notturne ma sconsiglio di optare per questa soluzione come unica visita del complesso bensì usarla come prolungamento della diurna; questo perché, per quanto i palazzi illuminati siano suggestivi, solo con la luce del giorno è possibile vedere e apprezzare tutti i dettagli degli ambienti interni. 


La visita dell’Alhambra richiede un giorno intero, cercate di prenotare la prima entrata del mattino per sfruttare il tempo al meglio.

Per tutte le informazioni potete consultare il sito del Turismo di Granada


Per vedere l’intero servizio fotografico dedicato all’Alhambra, cliccate qui.




Fabiana ci regala un altro pezzo sulla sua Milano, quasi una dichiarazione d’amore, per aiutarci a capire meglio questa intrigante città.

Eccola qui la mia Milano di inizio settembre. Gli ultimi rientri, il traffico che invade le strade, le inaugurazioni della stagione entrante. Da un lato la malinconia per la fine dell’estate. Dall’altro, l’entusiasmo per la ricca stagione che sta per iniziare. 
Perché Milano non è grigia come tutti pensano. Milano è un turbinio di colori. Basta solo imparare a conoscerli e spogliarsi della convinzione che ovunque ci sia nebbia e indifferenza.
SCOPRILA: Milano è ricca di storia, di arte e di cultura. Spogliati dai tuoi abiti da cittadino metropolitano e prenditi del tempo per girare tra le strade, conoscere i nomi e quello che ti circonda. Prendi una guida, leggi su internet, informati. Scoprirai una Milano diversa, meno “signora” e più autentica e reale nei suoi palazzi e nelle sue ville. Interessantissimi i percorsi tematici proposti da Milano Guida: http://www.milanoguida.com/
VIVILA: Milano è ricca di eventi in ogni momento e giorno dell’anno. Purtroppo sono spesso poco pubblicizzati e quindi, per goderne appieno, bisogna informarsi e cercarli. Certo, a volte può essere “uno sbattimento” (per dirlo alla milanese) ma è un lungo percorso alla ricerca di ciò che più ci piace ed interessa. Quest’estate ad esempio sono stati organizzati tantissimi eventi al Castello come il cinema all’aperto, concerti, spettacoli teatrali. Per non parlare delle serate tematiche al Planetario alla scoperta del cielo, delle visite guidate nelle ville private e nei palazzi, ai tour in bicicletta per le strade della città. Alcune informazioni si possono trovare costantemente aggiornate su http://www.turismo.milano.it ma sono veramente tanti i portali dedicati
GUSTALA: ad ogni angolo si possono trovare ristoranti, locali, pizzerie, pasticcerie e tanto altro. Tanti gusti, tanti temi, tante inaugurazioni a cui partecipare e scoprire nuove destinazioni. Da non dimenticare poi di iniziare a scoprire quello che abbiamo sotto casa. Spesso, infatti, facciamo tanta strada per andare a cena fuori quando nei dintorni abbiamo dei locali sottovalutati e sconosciuti. Impara a cambiare. Ogni giorno nascono nuovi locali dove provare nuovi sapori e nuovi colori. Qui ogni settimana vengono proposti alcuni ristoranti o locali da provare assolutamente: http://vivimilano.corriere.it/ristoranti
ASCOLTALA: ogni tanto fermati e assapora Milano. Ascoltane il battito e i ritmi. Osserva le persone, ammirane le strade, guarda lo scorrere delle macchine. Siediti in un bar e guarda fuori dalla vetrina. Impara ad apprezzarne anche la frenesia e il movimento. Una città in costante trasformazione. Sei testimone di un mutamento che si svolge lento e incessante sotto i tuoi occhi. Sei qui. Ne fai parte. Ti avvolge e ti consola. Non sei solo. Sei Milano. 
AMALA: amare Milano richiede tempo e impegno. Bisogna spogliarsi dei pregiudizi e imparare ad apprezzarla giorno dopo giorno. Ma quando piano piano inizi ad amarla non puoi più farne a meno. E’ una città che ti offre tanto ma richiede il tuo cuore, la tua anima, il tuo tempo. Un amore incondizionato che nasce a poco a poco e sarà parte di te per sempre.
Milano è grigia? Avete mai provato a guardare il suo cielo azzurro in una gelida giornata invernale quando il sole scalda il viso e i brividi si fermano? Avete mai sentito il cuore fermarsi per questi piccoli istanti d’amore? Milano non è grigia. E’ rossa. Come la passione. 

Lucia, la nostra inviata al blog tour #volagratisJN, ci racconta le emozioni e la trepidazione pre-partenza! 

Succedono a volte cose che non ci si aspetta. Forse erano già pensate per noi, ma in quel momento sembrano proprio cadute dal cielo. Stupore, meraviglia e gratitudine. E’ stata questa la sensazione che ho provato quando Silvia mi ha contattata. La realtà supera i sogni di tanto in tanto. E sono le giornate così che cambiano interi periodi. Un momento di entusiasmo folle, di quelli che ti danno la carica per giorni.

Sarò, infatti, occhi cuore e voce in un tour in Giordania, dal 12 al 19 Settembre. E semplicemente non posso essere più felice. 

Toccheremo i luoghi di un Paese pieno dal punto di vista storico e spirituale. Sarà un viaggio attraverso le religioni monoteiste più diffuse, alla scoperta di una cultura da cui sono sempre stata affascinata. Sarà un viaggio nella depressione più profonda della Terra e nel deserto di Lawrence d’Arabia, passando per una delle sette meraviglie del mondo che sogno dai tempi di Indiana Jones. 

In particolare il programma ci vedrà occupati nella visita a Umm Qays, la biblica Gadara e Jerash, la biblica Gerasa. 
Dopo un po’ di relax sul Mar Morto, ci dedicheremo alla visita di Umm ar Rasas, patrimonio mondiale Unesco, di Madaba, la città dei mosaici e del Monte Nebo dove Mosé ebbe la visione della Terra Promessa. Infine arriveremo a Betania, il luogo dove Giovanni il Battista battezzò Gesù. 
Passeremo nel canyon Wadi Mujib e ci incanteremo davanti a Petra.
Il 17 Settembre si esaudirà un piccolo sogno: dormire nel deserto. Scendendo verso sud ci accamperemo, infatti, nel deserto del Wadi Rum. 


In questo viaggio non sarò sola. 
Il mio grazie va, prima di tutto, a Volagratis e all’Ente del Turismo della Giordania per l’organizzazione del tour. 
I miei compagni di viaggio saranno Manuela di Pensieri in Viaggio, Paola di Viaggi e Delizie, Francesco per Non Solo Turisti e Sara di Viaggio AnimaMente . 

Potrete seguire la nostra avventura sul Blog di Volagratis e, grazie agli account di Viaggiolibera, vi terrò aggiornati sui principali social con l’hashtag #VolagratisJN e #shareyourjordan
Scoprite qui le tappe del nostro tour

Twitter: @viaggiolibera
 Tagboard del blogtour 


L’emozione di portarvi con me in viaggio è incontenibile. C’è un misto di euforia e responsabilità che mi pervade. Prometto che cercherò di fare del mio meglio. La fiducia di Silvia nel mio lavoro mi ha piacevolmente emozionato e mi ha regalato una forza nuova. Racconterò questo Paese un po’ a modo mio, tra emozioni e riflessioni. Non mancherò di raccogliere informazioni su come organizzare un viaggio e sui luoghi da non perdere. Manca poco, io sono pronta! 







E’ con grande piacere ed orgoglio che annuncio che Viaggiolibera sarà tra i blog ufficiali partecipanti a #VolagratisJN, il blog tour in Giordania organizzato da Volagratis in collaborazione con Visit Jordan. 
A raccontarci il viaggio come inviata Viaggiolibera sarà la bravissima Lucia, che so saprà cogliere con sensibilità e attenzione tutte le sfumature di un paese ricco di storia e cultura. Presto sarà proprio lei a raccontarci da queste pagine le emozioni dei preparativi!


Mancano davvero pochi giorni alla partenza e la tensione sale!! Qui sotto trovate l’infografica con tutte le tappe del tour e a questo link i compagni che condivideranno con la nostra Lucia le emozioni del viaggio!

Potrete seguire il blog tour sui canali social Viaggiolibera (@viaggiolibera  e pagina Facebook) e le dirette social sul blog di Volagratis.
Stay tuned and #ShareYourJordan! 
#VolagratisJN


Un nuovo capito di Itinerari D’Autore Roma e Provincia firmato della Guida Ufficiale Valentina Nera.
Stavolta la nostra esperta ci porta a scoprire un palazzo che sembra uscito da una fiaba!

Negli ultimi decenni dell’ancien regime, molti contadini francesi, oberati dal fisco, iniziarono ad emigrare. Tra questi Marino Torlonia decise di trasferirsi a Roma, dove con molta intraprendenza avviò delle attività commerciali riuscendo ad accumulare una discreta fortuna. Proprio per sancire la conquista del nuovo status sociale, la famiglia Torlonia si adoperò per ottenere i requisiti simbolici delle nobili famiglie romane. In quest’ottica venne concepito l’acquisto della Villa suburbana dei Colonna su Via Nomentana oggi Villa Torlonia.  Giovanni Torlonia, affidò la trasformazione della Villa al più importante architetto dell’epoca, Giuseppe Valadier, incaricandolo di trasformare il Casino in un’elegante costruzione neoclassica.  
L’edificio che più di altri ha subito trasformazioni nel corso dei secoli è, senza dubbio, l’attuale Casina delle Civette. A Giuseppe Japelli si deve la prima costruzione in forma di Capanna Svizzera a forma di L. 
Successivamente, quando Giovanni Jr ereditò la Villa, iniziarono ulteriori lavori di trasformazione; la primaria Capanna Svizzera divenne dapprima un Villaggio Medievale e in seguito la definitiva Casina delle Civette. Tutto questo venne realizzato con l’aggiunta di diversi corpi di fabbrica e la sovrapposizione di stili, dando vita ad un vero e proprio unicum in tutta la città di Roma. L’elemento fantastico è dominante, i tetti sono di varie forme e materiali così come gli elementi decorativi che arricchiscono ogni spazio della Casina. 

L’attuale aspetto si deve come già detto a Giovanni Jr, che nel 1925, quando la Villa divenne residenza di Benito Mussolini, si ritirò a vivere in questo luogo “modesto”, trasferendo su di esso il proprio carattere schivo e solitario, la propria passione per la notte e per la chiaroveggenza. Non a caso l’elemento dominante è la Civetta, simbolo delle tenebre, che grazie a propri occhi riesce a vedere anche nell’oscurità. Purtroppo, nel 1977, quando la villa, passata nelle mani del Comune di Roma, venne riaperta al pubblico innumerevoli furono gli episodi di atti vandalici che culminarono nel 1991 in un incendio proprio nella Casina delle Civette. 

Nel 1992 pertanto, fu necessario procedere a un restauro; vennero ricollocate in situ le Vetrate Artistiche fortunatamente rimosse in precedenza, e per quelle non più esistenti furono riprodotte delle copie identiche a partire dai cartoni preparatori originali; oggi la Casina ospita tra l’altro il Museo della Vetrata Artistica

Passeggiare all’interno delle piccole sale vi permetterà di immergervi in un mondo fantastico, numerosi sono i richiami ai simboli della Famiglia che la rese celebre; in particolar modo nel Salottino delle 24 Ore si può leggere una metafora cara ai Torlonia, i quali dopo vicende alterne riuscirono a risorgere così come la Fenice risorge dalle proprie ceneri, vera esaltazione dell’eternità del nome dei Torlonia. All’interno della Casina ammirerete moltissimi elementi zoomorfi come i  tralci d’edera che diventano lumachine negli estrosi capitelli. Nel Salottino dei Satiri, voli di Rondini e di Pipistrelli. Occhi vitrei di Civette vi guarderanno nella Stanza detta appunto delle Civette, appollaiate su nastri e tralci d’edera presentano degli occhi gialli realizzati a cabochon. Salendo al piano superiore ammirerete rose, nastri e farfalle coloratissime. 
Probabilmente la stanza che più di ogni altra rappresenta il gusto del Principe Giovanni è la Stanza dei Pipistrelli, ovvero la sua stanza da letto. Purtroppo in seguito all’incendio del 1991 l’ambiente ha perso il suo aspetto originario e originale, ma da alcuni documenti sappiamo che era pieno di civette ovunque. Carta da parati, pannelli del letto, lampadari, fino alla brocca, tutto era costellato da questo misterioso animale tanto caro al Principe. Di tutta la decorazione originaria resta una corona di pipistrelli sul soffitto, dipinto di azzurro scuro a simulare un cielo notturno. 
Quando la vostra visita si concluderà, uscendo dalla Scala delle Quattro Stagioni potrete ammirare il volo  degli uccelli migratori lungo le vetrate romboidali e  sarà come non sentire la differenza tra l’interno e l’esterno. 
Probabilmente non vi sembrerà di aver visitato un Museo, ma di essere stati in un castello fatato. 

Lasciati guidare
Valentina Nera 
Guida turistica autorizzata per Roma e Provincia. 
Tessera n° 4192 
valenera@hotmail.it; 3339841466. 


Fabiana, inviata speciale di Viaggiolibera per #pasubioww1, ci racconta le emozioni e la commozione nel ripercorrere i luoghi che furono teatro della Grande Guerra. 

Correva l’anno 1914 e l’Italia, come tanti altri paesi, è stata protagonista del primo, lungo e devastante conflitto mondiale. 
Al di là della passione per la storia di ciascuno, non si possono ignorare gli effetti che ancora oggi la Grande Guerra ha sul territorio italiano. Trincee, musei, forti, racconti che si tramandano, pezzi di una storia che sembra farsi scoprire un po’ alla volta come a voler mantenere viva la memoria in ognuno di noi. Come a volerci dire: “Non dimenticare. Non chiudere gli occhi. Ascolta la storia e intrecciala al tuo presente”. 
Un passato che è ancora vivo nei luoghi e negli abitanti della Vallarsa. Questa splendida valle a ridosso del Monte Pasubio e del Monte Zugna, teatro chiave della Grande Guerra. Un territorio che ha avuto il luogo da protagonista, non voluto, non desiderato. Senza possibilità di scegliere, di difendersi, di nascondersi. E quello che stanno facendo gli abitanti di questa zona è ricostruire il palcoscenico, accendere le luci, scorrere con le dita i luoghi del sacrificio, del sangue, del dolore dei loro avi. Un percorso difficile da rivivere. A tratti talmente doloroso da doversi fermare a prender fiato, a pensare di cedere, di rinunciare.

Ed ecco che a poco a poco prende nuovamente forma la Grande Guerra, resa viva dai racconti, dagli aneddoti, dai segreti che gli abitanti della Vallarsa si portano dentro da generazioni e sono pronti a condividere. In occasione del centenario della Grande Guerra, la Vallarsa, con la collaborazione di tutti i comuni presenti sul territorio sta organizzando una serie di eventi e manifestazioni. Per rivivere e raccontare. I volontari dell’Associazione Pasubio 100 anni si sono messi al lavoro per ripristinare i 12 sentieri lungo le trincee, organizzare visite guidate, scoprire i forti (il forte Pozzacchio è noto per la sua costruzione all’avanguardia per l’epoca), condividere i racconti ricevuti in eredità dagli antenati. Racconti cruenti, intensi, reali. Da come vivevano gli uomini al fronte, cosa mangiavano, come si lavavano, alle emozioni che provavano, alla paura, alla morte che si intrecciava in ogni respiro. 
Ho percorso questi luoghi accogliendo la gravità e la maestosità della storia. Sentendo il dolore e il cuore spezzarsi vedendo le immagini, ascoltando le storie, sfiorando i resti. Un’emozione resa ancora più intensa sentendo cantare il Coro Pasubio e la Campana dei Caduti a Rovereto. I suoi 100 rintocchi risuonano tutte le sere alle 21.30 (in inverno alle 20.30). Ogni rintocco un brivido, un significato. 
Ma la Vallarsa non è solo questo. E’ un incontro di anime, di cibo, di energia, di passione. Ogni abitante è fiero ed orgoglioso di farne parte. Ed è di questo amore incondizionato che mi sono innamorata. Un amore per la propria terra difficile da trovare. 
I sentieri della Grande Guerra rappresentano un percorso difficile ed impegnativo. Un percorso che tutti dovrebbero fare. Per conoscere, per apprezzare il presente, per imparare ad amare la vita e ad amarsi. Per non chiudere gli occhi. Per non dimenticare.

Per tutte le informazioni sugli eventi e sulle visite guidate consultare:
e per godersi un po’ di buon cibo e un’ottima accoglienza:
http://www.malgazocchi.altervista.org/

http://www.arlanch8.it/


 Qualche tempo fa vi ho raccontato la mia domenica pomeriggio trascorsa tra alambicchi e intensi effluvi alle Distillerie Brunello di Montegalda. Quell’appuntamento non era che il preludio di un evento famoso e molto conosciuto qui nel Vicentino, Distillerie Aperte. La manifestazione, che si ripete oramai da ben 18 anni, organizzata da Made in Vicenza coinvolge quattro famose distillerie della zona: Schiavo di Costabissara, Poli di Schiavon, Li.dia di Villaga oltre alla già citata F.lli Brunello. Dal 28 settembre al 5 ottobre le quattro distillerie apriranno le loro porte ai visitatori per spiegare il delicato processo di produzione dei distillati e offrendo visite guidate e degustazioni.

Quella della grappa è una tradizione molto antica e profondamente radicata al territorio dove nasce, tanto da rappresentarne uno dei prodotti locali più pregiati e apprezzati nel mondo. Per chi è di Vicenza come me, la grappa fa parte della cultura e del vivere quotidiano di ognuno: non c’è famiglia che non abbia una bottiglia di grappa locale nella dispensa, non c’è pranzo delle feste che termini senza un bicchierino del prezioso distillato e una bottiglia di grappa locale è uno dei regali più ricorrenti che si fanno a parenti ed amici di altre regioni, sicuri che sarà un dono gradito e apprezzato grazie all’alta qualità del prodotto.
La distillazione della grappa è un’arte sottile, fatta di delicati equilibri governati da mani esperte, di un sapere antico di origine contadina tramandato di generazione in generazione: una delicata alchimia che sfiora la magia mescolando profumi e sapori. Un processo di produzione che seppur saldamente fedele alla tradizione non ha voluto rinunciare all’innovazione, sperimentando sempre nuove varietà e connubi di sapori. Oltre alla qualità della materia prima e del processo produttivo, ciò che sta alla base del successo delle grappe vicentine è la grande passione dei distillatori, famiglie che da generazioni impiegano tutte le loro risorse nel produrre grappe uniche e irripetibili e nel farle conoscere all’estero, contribuendo così a dare lustro alla città e al territorio.
E’ proprio grazie a questo impegno che la grappa si è trasformata da prodotto di umili origini che un tempo serviva a supportare la dieta povera dei contadini, a oggetto di interesse di intenditori di tutto il mondo.

Durante Distillerie Aperte sarà possibile non solo scoprire come nascono le grappe ma anche degustarle. Quest’anno la manifestazione introduce anche un’importante novità, gli “aggrappamenti”, abbinamenti di grappe e cibi, sia dolci che salati, come gelato, cioccolato, frutta e formaggi; ogni combinazione sarà illustrata e spiegata da esperti così da accompagnare i visitatori lungo inediti percorsi degustativi e sensoriali, rendendo l’esperienza ancora più completa.
Distillerie Aperte è un’occasione unica per entrare in contatto con il magico universo delle grappe, ascoltando la storia di come nascono i singoli distillati, respirandone gli effluvi e assaporando le limpide essenze che racchiudono nei loro bouquet di profumi e gusti una storia e una maestria tutte italiane.

Informazioni sull’evento Distillerie Aperte:

Dal 28 settembre al 5 ottobre
Orario di apertura al pubblico: domenica 10.00-18.00
Da lunedì al sabato: 14.00-18.00 solo su appuntamento

I link dell’evento

Pagina Facebook di Distillerie Aperte: https://www.facebook.com/DistillerieAperte
Organizzazione evento: Made in Vicenza: http://www.madeinvicenza.it/
Potete seguire l’evento sui social tramite l’hashtag #DistillerieAperte


Valentina, la nostra local expert per il Garda e le Dolomiti del Brenta, ci porta a scoprire un angolo incantato della sua regione, un parco dove natura ed arte si incontrano.

Oggi vi porto a Stenico, un paesino a circa 30 chilometri da Riva del Garda.
Proseguendo dopo il lago di Tenno di cui vi ha parlato Silvia, si arriva al Passo del Ballino: da lì si aprono le valli Giudicarie. Una zona verde, dove nel fondovalle si susseguono campi coltivati a mais e, poco più sopra, selve invitanti. Stenico si trova al limitare del bosco, in posizione sopraelevata: non per nulla qui sorge l’imponente castello, un tempo sede del Capitano rappresentante del Principe Vescovo di Trento.
Oggi però non ci lasciamo distrarre: la nostra meta è il BAS – Bosco Arte Stenico, un nuovo percorso dove l’arte incontra la natura. E non è un modo di dire!
Lungo il tragitto, infatti, si incontrano tantissime installazioni di vario tipo, dalle statue in legno più tradizionali a sculture e costruzioni con materiali naturali. È davvero divertente passeggiare per il bosco cercando di indovinare cosa ci si troverà davanti alla prossima curva – e cercare poi di interpretare l’opera: in alcune la forma suggerisce chiaramente il soggetto, per altre non è così semplice. Assolutamente impedibile è il punto panoramico: una sorta di obiettivo fotografico gigante incornicia alla perfezione il castello e i monti che lo circondano!
Per il rientro si segue una stradina prima sterrata e poi asfaltata, che costeggia campi e orti curatissimi e regala viste mozzafiato su tutta la vallata.

Per accedere al percorso si può lasciare la macchina in paese (e camminare per circa 15/20 minuti in salita, abbastanza ripida) oppure salire in macchina all’imbocco del percorso. Da lì, il sentiero si inoltra in leggera salita nel bosco, per poi diventare totalmente pianeggiante: l’accessibilità per passeggini e sedie a rotelle è garantita! Altra nota interessante: lungo il percorso si trovano diverse fontanelle, che riforniscono i visitatori di acqua freschissima.
Noi (ovvero io, la mia amica e sua figlia Anna)abbiamo impiegato circa due ore e mezzo partendo dal paese e prendendoci il tempo per fare un sacco di foto. Inutile dire che la gita ci è piaciuta davvero molto.

Se dopo il BAS vi avanza tempo e volete vedere altro, a Stenico c’è l’imbarazzo della scelta – e sembra quasi impossibile in un paese così piccolo: oltre al castello, c’è anche una Casa del Parco (siamo infatti all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta) dedicata alla flora del bosco, e proprio accanto un orto botanico e una bellissima cascata.


Difficile riassumere in poche righe tutte le esperienze dei primi 10 giorni di #rutasdespaña. Finora il viaggio mi fatto scoprire città piene di storia come Valencia, traboccanti di vita e allegria come Malaga, dove è facile immergersi nel fiume di gente che scorre per le vie e passare dalle spiagge soleggiate al dolce tapear del centro. La strada mi ha poi riportato a Granada, dove ho potuto riassaporare le atmosfere da mille e una notte dell’ Alhambra.
Continuando verso sud sono arrivata a Tarifa, la città che da tanto tempo volevo vedere. Non so esattamente cosa sia che mi attira di questo luogo, se la vicinanza all’ Africa o le infinite spiagge atlantiche, ma sta di fatto che stamattina arrivando mi sentivo emozionata come una bambina che riceve un giocattolo a lungo sognato.


La chiamano Costa de la Luz e mai nome fu più azzeccato: una luce accecante che inonda tutto e accende i sensi. La sabbia chiara che riflette il sole e le onde dell’ oceano che danzano incessanti; niente file di  sdraio e ombrelloni, niente susseguirsi di bar e ristoranti, solo qualche chiringuito sparso qua e la, bianco anch’esso, quasi a non voler rompere l’incanto della spiaggia.
Arrivare qui dopo le spiagge congestionate della Costa del Sol è stato come aprire una finestra ed essere inondati di luce e di aria pura, un respiro lento e profondo per gustare questo luogo speciale piano piano per non perdere nessun particolare.
I piedi in Europa e lo sguardo in Africa, e i pensieri che volano sospinti dal vento che qui soffia incessante. Lo sapevo che Tarifa mi avrebbe conquistata.


Predazzo

Amate i panorami mozzafiato e la vita a contatto con la natura? Allora prenotate subito la vostra vacanza in montagna a Predazzo! Questa pittoresca località di 5.524 abitanti della provincia di Trento, sorge nel punto esatto in cui il torrente Travignolo confluisce nel fiume Avisio. Il comune è il più grande e importante della Val di Fiemme pur non essendone il capoluogo. Grazie alla sua posizione geografica privilegiata e alla conformazione del territorio, Predazzo è il principale punto di collegamento con la Val di Fassa.
Aria pura, paesaggi incontaminati e la straordinaria bellezza delle Dolomiti vi attendono in questi luoghi meravigliosi. Se volete trascorrere qualche giorno in completo relax, allontanandovi dai ritmi caotici della città per posare gli occhi su prati verdi e sconfinati, le offerte montagna a Pedrazzo di Expedia sono il punto di partenza ideale per iniziare a pianificare il vostro viaggio.

Nel cuore delle Dolomiti

Il nome Predazzo, in dialetto locale significa “grande prato”. In origine, infatti, il comune era una distesa di pascoli che si estendeva tra torrenti e montagne. I primi pastori cominciarono a popolare i punti più accessibili della valle, costruendo le prime capanne rudimentali che poi divennero dimore fisse. Una volta bonificata la zona, sorsero quindi vere e proprie abitazioni e l’area di Predazzo si ingrandì sempre di più. Oggi il comune è organizzato in otto quartieri (Poz, Birreria, Molin, Iscia, Somaìla, Pè de Pardac, Borgonuovo e Iscìon) e comprende anche sei frazioni (Bellamonte, Paneveggio, Mezzavalle, Fol, Coste e Zaluna).
Una delle principali attrazioni della zona è il forte Dosaccio, baluardo austroungarico risalente alla Prima Guerra Mondiale. Il museo geologico delle Dolomiti ospitata al suo interno  una ricca collezione di rari reperti mineralogici del territorio dolomitico. Sempre a Predazzo si trovano il palazzo della Regola Feudale e la chiesa arcipretale dei Santi Filippo e Giacomo in stile neogotico risalente alla seconda metà dell’Ottocento. Inoltre, il comune è sede della Scuola Alpina della Guardia di Finanza: si tratta della più antica scuola militare alpina del mondo dove vengono addestrati i reparti addetti al soccorso alpino.
L’inverno è la stagione dello sci: Predazzo si trova all’interno dello Ski Center Latemar – che a sua volta fa parte del Comprensorio Sciistico Fiecompagniaed offre pertanto una vasta scelta di piste. I più esperti potranno confrontarsi con la pista Torre di Pisa e altri tracciati impegnativi; per i meno pratici, invece, sono a disposizione aree dedicate all’attività amatoriale, con impianti di risalita e istruttori a seguito.
Per tutta l’estate, Predazzo offre una serie di attività a contatto con la natura: dall’escursionismo al ciclismo e al trekking. Due tra le mete preferite dai turisti sono  il Lago di Forte Buso e il Parco Naturale di Paneveggio. Che siate da soli o in compagnoa, non vi annoierete di certo! La val di Fiemme è un luogo ideale per tutta la famiglia, dove potrete rilassarvi e divertirvi allo stesso tempo. Organizzate subito la vostra settimana bianca e non lasciatevi sfuggire le impareggiabili offerte last minute in montagna a Predazzo!

Come raggiungere Predazzo e la Val di Fiemme

L’auto è sicuramente il mezzo più comodo e veloce per raggiungere questa incantevole località di montagna. Se viaggiate sull’autostrada del Brennero (A22), prendete l’uscita di Egna/Ora e continuate lungo la Statale delle Dolomiti (S.S.48); in alternativa, sempre dall’autostrada A22 imboccate l’uscita Trento nord per proseguire sulla S.S. 12. Se invece percorrete l’autostrada Venezia/Ponte delle Alpi (A27), l’uscita è Belluno. Infine, se vi trovate sulla S.S. 47 direzione nord, superate Cismon del Grappa per immettervi sulla S.S. 50. Per chi preferisce spostarsi con i mezzi, le stazioni ferroviarie più vicine sono Ora (24 km), Bolzano (42 km) e Trento (60). Trasporti pubblici e autolinee granturismo collegano, inoltre, la valle con le altre principali località del nord Italia.

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