Trentino Alto Adige

Combattuti fra voglia di mondanità e desiderio di relax nella natura? Niente paura, basta organizzare un weekend in montagna a Madonna di Campiglio per soddisfare entrambi!

Adagiata ai piedi del Parco Naturale dell’Adamello, nell’elegante conca del gruppo delle Dolomiti di Brenta, con i suoi 1550 metri di quota Madonna di Campiglio è considerata la perla del Trentino Alto Adige. Tanti sono i paesaggi che offre, da piccole valli ricche di vegetazione, viste mozzafiato e piste perennemente innevate. Ma non è tutto: la città è famosa per i negozi e boutique esclusive, attrazioni per tutta la famiglia, ma anche locali alla moda e discoteche. Anche il vostro palato non potrà che ringraziarvi, perché qui la tradizione e l’innovazione degli chef si fondono in un gustoso binomio. Cercate subito delle offerte in montagna a Madonna di Campiglio e scegliete una valigia capiente dove mettere, oltre agli scarponi, i vostri look più glamour.

Il paradiso degli sport invernali

Se siete veri appassionati di sci, non perdetevi l’ebbrezza che solo il gigante delle Dolomiti regala. A disposizione 150 km di piste da Madonna di Campiglio a Pinzolo, con oltre 57 impianti di risalita. Questa skiarea è tra le più estese e innovative d’Italia e, grazie allo skipass unico, avrete accesso a 100 discese di diverse difficoltà. Tracciati con curvoni divertenti, dove sfrecciano anche i campioni del mondo, e persino la possibilità di arrivare fino al cuore del paese con gli sci sempre ai piedi. Ma qui potrete dare libero sfogo anche alle evoluzioni in freestyle: vi bastano i 70.000 metri quadri dell’Ursus Snowpark per provare i vostri trick sullo snowboard? E ancora lo sci alpinismo, perché ogni vetta ha una storia da raccontare. Se non amate gli sci, provate le emozionanti escursioni di sleddog, per scoprire i boschi innevati in compagnia del migliore amico dell’uomo. Dopo una giornata così intensa, niente di meglio che sorseggiare un aperitivo di fronte all’incantevole panorama delle pareti dolomitiche.

Estate per tutti i gusti

Trentino Alto AdigeQuando il caldo in città lascia senza fiato, è il momento migliore per un last minute in montagna a Madonna di Campiglio. Preparatevi a pedalare in una delle suggestive piste ciclabili e a godere appieno della sua incredibile bellezza. I vostri polmoni ne trarranno immediato beneficio!
Fra attrazioni e sport estivi, avrete solo l’imbarazzo della scelta, come le imponenti pareti di roccia per arrampicata lungo la via delle Bocchette: ferrate adatte a principianti ed esperti, per provare l’ebbrezza di camminare in cima al mondo ammirando lo splendore delle Dolomiti. Se amate il trekking e le passeggiate a cavallo, gli abeti neri del Parco Naturale Adamello vi aspettano per incorniciare escursioni tra malghe e laghetti. Con gli amici potrete lanciarvi con il parapendio, in coppia assaggiare li piatti e i pregiati vini trentini, mentre i per più piccoli sono a disposizione divertenti fattorie didattiche. Potrete concludere le vacanze in montagna a Madonna di Campiglio con la visita alla chiesetta di Santa Maria Antica.

Come raggiungere Madonna di Campiglio

Arrivare a Madonna di Campiglio è facile con qualsiasi mezzo di trasporto scegliate. 
In auto, percorrete l’A4 (Milano-Venezia) e uscite a Brescia Est proseguendo in direzione Pinzolo lungo la SS 237 e poi la 239, oppure la A22 (Modena-Brennero) con uscita a Trento, imboccando la SS 45/bis e poi la 237 e 239. Se invece optate per un viaggio più eco-sostenibile, potete prendere il treno fino a Trento e utilizzare le navette della società Trentino Trasporti. Madonna di Campiglio è ben collegata anche attraverso gli autobus che partono dalle principali città del Nord Italia e ai maggiori aeroporti italiani, con una fitta rete di transfert service prenotabili online.

Bagni di vapore, massaggi all’olio di Argan, gommage al sapone nero e immersioni in vasche profumate con petali di rosa: un viaggio a Marrakech può diventare l’occasione per sperimentare gli hammam marocchini. In città ce ne sono tantissimi, dai più popolari ai più lussuosi.

Oltre alla visita della Medina, un’esperienza molto bella a Marrakech è provare uno dei tanti Hammam, che qui sono una vera istituzione!
La scelta è vasta e spazia dai bagni più semplici a veri templi del benessere ospitati in prestigiosi riad e avvolti in atmosfere da mille e una notte. Che vogliate provare l’esperienza di un bagno di vapore popolare o regalarvi ore di realx in ambienti prestigiosi, Marrakech è il posto giusto per sperimentare il rito dell’hammam.

Gli hammam popolari

L’hammam Ziani è uno dei più economici e più frequentati di Marrakech. All’ingresso vengono forniti ciabatte e teli ma trattandosi di un luogo ad alta frequentazione e non di lusso, il mio consiglio è di portarsi asciugamani propri.  La zona uomini e donne è separata, quindi se siete in compagnia del vostro compagno dovrete dividervi per l’intero tempo di permanenza.
All’ingresso un inserviente vi accompagnerà nello spogliatoio fornito di armadietti, dove potrete lasciare le vostre cose (evitate di arrivare con oggetti di valore o molto denaro, portate il minimo indispensabile).
Il trattamento inizia con il bagno turco, dove verrete lasciati per un po’ a sudare; si passa poi al gommage con il sapone nero, tipico del Marocco, che aiuta a detergere la pelle in profondità. Dopo un’altra seduta di bagno di vapore, segue lo scrub e poi un rigenerante massaggio con olio di Argan, altro prodotto tipico del Marcocco, alla fine del quale vi sentirete rinati! Il ciclo si completa con un periodo di rilassamento in una sala in penombra dove vi verrà servito del te alla menta.
Il tutto per un costo che si aggira attorno ai 25€. 
Se volete provare l’esperienza di un hammam marocchino senza spendere troppo, questo è il posto giusto, evitando magari le ore di punta quando il brusio all’interno può diventare fastidioso.

Les Bains de Marrakech

Un posto decisamente meno popolare e più di classe, un salto di qualità (e di prezzo) rispetto al primo, Les Bains de Marrakech è un’oasi di pace e benessere. Tutti gli ambienti sono allestiti nei colori e negli arredi tipici del Marocco, con legni cesellati, marmi e decori geometrici. L’impressione è quella di trovarsi in un sogno! Morbidi tendaggi, luce suffusa e caldi colori rosso ed ocra caratterizzano i diversi ambienti. Ogni particolare è studiato con cura e concorre a creare un ambiente piacevole, perfetto per il rilassamento.
Un percorso di 45 minuti include, oltre al bagno turco, un gommage con sapone nero ed un massaggio di 10 minuti, per un costo che si aggira attorno ai 40€. Naturalmente si possono optare per percorsi benessere più lunghi e completi.
Si inizia con un po’ di relax nel cortile allestito con  morbidi lettini, per poi passare all’hammam vero e proprio, con soli due lettini, silenzioso e intimo, perfetto per chi fa il trattamento in coppia. Durante il bagno turco si alterneranno impacchi e scrub a cui seguirà, dopo la doccia, il massaggio. I pacchetti più completi si concludono con un magnifico bagno in una vasca d’acqua calda profumata con sali da bagno all’arancia e petali di rosa,  un vero sogno!
L’hammam è molto frequentato proprio per l’alta qualità di ambienti e servizi in rapporto al prezzo (in città ce ne sono di molto più cari!), meglio quindi prenotare per tempo il trattamento desiderato direttamente sul sito della SPA così da essere certi di trovare spazio.
Dopo aver provato un trattamento qui, in uno dei templi del benessere di Marrakech, non potrete più farne a meno!
Credits foto: Les Bains de Marrakech



Carnevale di Venezia 2015L’altro giorno in Piazza San Marco a Venezia sembravo una bambina in un negozio di caramelle: mi aggiravo tra le maschere scattando foto a raffica! Impossibile non restare affascinati dalle tante maschere, colorate, eleganti e bellissime. 
Il Carnevale di Venezia è un tuffo nel tempo, un’immersione nella Venezia antica popolata di dame dagli ampi vestiti tempestati di pizzi e merletti dorati e gentiluomini elegantissimi. 
Ma la fantasia non si ferma ai costumi dei nobili del ‘700 e spazia tra figure tra l’onirico e il bizzarro, personaggi immaginari, sguardi carichi di fascino e occhi celati dietro maschere dai lineamenti eterei.
Qui di seguito trovate una selezione delle foto che ho scattato durante #CarnevaleVenezia 2015; per vedere il reportage completo, seguite questo link!
Carnevale di Venezia 2015
Carnevale di Venezia 2015

Carnevale di Venezia 2015
Carnevale di Venezia 2015
Carnevale di Venezia 2015
Carnevale di Venezia 2015

Carnevale di Venezia 2015
Carnevale di Venezia 2015


E’ stato da poco inaugurato a Vicenza il Museo del Gioiello, uno spazio museale permanente di oltre quattrocento metri quadrati con una collocazione d’eccezione, la Basilica Palladiana.

Non è un caso che proprio a Vicenza apra un museo dedicato al gioiello, essendo la città da sempre centro d’eccellenza nella gioielleria ed oreficeria, settori in cui è riconosciuta come hub mondiale grazie alla manifestazione triennale di VicenzaOro.
Il museo offre un viaggio nell’estetica del gioiello, raccontando la storia di un oggetto antichissimo e profondamente radicato nella cultura umana. 
Il cuore del museo conta nove sale espositive che accolgono circa quattrocento gioielli e accompagnano i visitatori lungo un viaggio nel tempo e nelle culture: in esse vengono illustrate tutte le simbologie e funzioni assunte dal gioiello in una narrazione che non segue un filo cronologico quanto tematico.
Le opere esposte avranno una rotazione biennale, rendendo di fatto l’esposizione un divenire ed un luogo da visitare con continuità anche per i vicentini, per seguire nel tempo l’evoluzione del ruolo del gioiello all’interno della società.
Ecco in dettaglio i contenuti delle nove sale espositive:
Museo del Gioiello – Credits by Cosmo Laera

Simbolo

Il gioiello come simbolo che trasmette sensazioni e significati precisi quanto soggettivi: da simbolo di amore, come la fede nuziale; a simbolo di memoria, di fede, politico, di appartenenza o in generale simbolo di identità. Interessante la storia dell’ornamento da testa che, col passare dei secoli, assume la forma della corona, poi declinata in diademi e bandeau appannaggio dell’alta società.

Futuro

La sala dedicata al futuro mostra i possibili sviluppi futuri del gioiello, interrogando gli stessi visitatori sulla questione. Quattro sono i temi conduttori: pelle, esposizione, dimensione e particelle. Questi temi tentano di mostrare come il settore della gioielleria stia aggiornando le tecniche di produzione e utilizzi nuovi materiali. 

Arte

Il gioiello non solo come monile ma come pezzo d’arte, dotato di una plasticità oggettiva che si affianca alla scultura. Le opere esposte mostrano i linguaggi di espressione del gioiello artistico nel Novecento.
Museo del Gioiello – Credits by Cosmo Laera

Bellezza

Questa sala è dedicata ai gioielli di manifattura italiani esponendo i prodotti di un artigianato d’autore e d’eccellenza. La Sala della Bellezza contiene soltanto collier, gioielli vicini al cuore a cui la bellezza vuole parlare. Grandi opere di maestri indiscussi dell’arte artigiana della gioielleria, capolavori che fanno brillare gli occhi e lasciano senza fiato.

Design

Il gioiello come idea, che poi viene forgiata e resa materia. Sei esempi storici di gioielli (semi) industriali creati da designer d’eccezione.

Funzione

Una sezione curiosa che presenta i gioielli funzionali, come fibbie di chiusura, bottoni, stringhe di scarpe e persino anelli-coltello. Evolvendosi con la società i gioielli funzionali sono in continua trasformazione, e per tale motivo vengono anche studiati nelle indagini antropologiche.

Icone

Icona come “l’immagine” che si arricchisce di un valore simbolico ed evocativo. La sala presenta opere delle oreficerie Castellani che, oltrepassati i limiti della moda, sono divenute vere icone di stile e di eccellenza. I gioielli qui selezionati sono testimonianza di una straordinaria produzione. Accanto a gioielli ottocenteschi, sono esposti alcuni preziosi etruschi e romani provenienti dagli scavi di Cerveteri, Vulci e Roma, frutto del collezionismo dei Castellani che li usarono anche come modelli nelle loro creazioni.

Magia

La sala presenta amuleti che raccontano stralci di antica vita quotidiana quando questa era legata alla magia, all’invocazione scaramantica o religiosa. L’uso dei metalli preziosi rafforzava il potere dell’amuleto perché i metalli riflettono la luce e respingono i raggi malèfici. 

Moda

La sala presenta il bijou, ovvero l’ornamento per la moda copia del modello di gioiello vero, un concetto che nasce in Francia nella prima metà degli anni ‘20; presto il bijou acquista valore proprio e si stacca dal gioiello di valore per diventare autonomo, desiderato come il prezioso. In questa sala sono esposti vari stili del bijou del XX secolo e l’evoluzione delle sue forme.

Il Museo d’Arte Orientale di Torino, in collaborazione con National Geographic Italia, ospita fino al prossimo 12 aprile 2015 una mostra fotografica dedicata a Marco Polo e alla via della Seta, raccontata tramite le fotografie di Michael Yamashita, uno degli autori di punta di National Geographic.
La raccolta conta 76 immagini realizzate nell’arco di quattro anni durante il viaggio con il quale Yamashita ha ripercorso l’epico viaggio di Marco Polo. 
Il reportage di viaggio è diviso in 3 sezioni geografiche: da Venezia fino alla Cina, la permanenza in Oriente e il ritorno via mare. Accanto alle immagini si possono vedere anche alcuni video documentari, inclusi nella lista dei 20 migliori documentari di National Geographic Channel degli ultimi dieci anni, che narrano l’esperienza di Yamashita lungo la Via della Seta.

Da Venezia alla Cina sulle orme di Marco Polo

Una delle immagini realizzate da Yamashita
Nel 1271 Marco Polo parte da Venezia per accompagnare il padre e lo zio in uno dei viaggi più memorabili della storia dell’uomo. I tre percorrono migliaia di chilometri lungo l’antica rotta della Via della Seta attraverso la Terrasanta, la Turchia, la Persia, l’Afghanistan, il deserto dei Gobi, sino al Catai nella Cina del Nord dove vengono ricevuti alla corte del Gran Khan dei Mongoli. 
Una rotta già battuta da oltre un millennio da carovane di mercanti e di viaggiatori che dall’Oriente viaggiavano verso il grande impero di Roma, uno commercio antico ma incredibilmente moderno nel concetto di scambio di merci provenienti da paesi lontani, oltre che un incontro di culture destinato a modificare usi e abitudini dei popoli coinvolti. Con quelle carovane, oltre a merci preziose o ancora sconosciute, viaggiavano anche culture, usi e religioni di popoli diversi che iniziarono a fondersi e influenzarsi reciprocamente.

Michael Yamashita, fotografo americano di origine giapponese, ha ripercorso lo stesso tragitto, da Venezia verso il Medio Oriente, lungo la Via della Seta e di ritorno lungo le coste dell’Indonesia e dell’India, documentando il viaggio con numerose immagini che raccontano un vasta e variegata parte di mondo, ricca di sfumature, culture, usi e costumi diversi. Attraverso il suo obiettivo, il fotografo ha saputo cogliere tutte queste sfumature, tutti i colori, i volti incontrati lungo la via, immagini piene di forza capaci di trasportare chi le osserva in quel mondo. Immagini del deserto lasciano via via il posto a distese d’acqua, a immense piantagioni di riso, all’atmosfera rarefatta della Baia di Ha Long in Vietnam e tanti altri frammenti di un mosaico immenso e ricchissimo.
Un viaggio epico, impegnativo, lungo e coinvolgente, reso speciale dalla grande capacità interpretativa di Yamashita.

Informazioni sulla mostra

Orario: mar-dom 10 -18 (la biglietteria chiude un’ora prima)
chiuso il lunedì

Mostra Marco Polo:
intero € 10, ridotto € 8
gratuito 0-6 anni e possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte


Non sempre sono necessari lunghi viaggi in paesi lontani per rigenerarsi e fare il pieno di energie, spesso basta concedersi una pausa dalla routine quotidiana, ritagliandosi un piccolo spazio di tempo da riempire con panorami mozzafiato dall’alba al tramonto e godendosi un po’ di riposo completamente immersi nella natura incontaminata. Proprio il tipo di ambiente che regala una vacanza a Passo del Tonale
Se anche voi non sapete resistere al richiamo dei paesaggi da cartolina, date uno sguardo alle interessanti offerte montagna a Passo del Tonale di Expedia: scoprirete luoghi dal fascino senza tempo, che finora pensavate esistessero soltanto nei libri di fiabe. Non dovrete far altro che preparare le valige e partire subito per una nuova fantastica avventura che vi regalerà benessere e allegria.

Un paradiso sulla neve, tra sport e bellezze naturali

Il Passo del Tonale è un valico alpino appartenente alle Alpi Retiche meridionali che sfiora i 1.900 metri di altezza. Al confine tra le provincie di Trento e Brescia, il Tonale separa le Alpi dell’Ortles da quelle dell’Adamello e della Presanella e quindi rappresenta anche un’importante via di comunicazione tra la val di Sole e l’Alta Valle Camonica. Grazie alla sua posizione geografica, alla conformazione del territorio e al clima particolarmente rigido e nevoso, il passo è considerato un vero e proprio paradiso terrestre da tutti gli amanti dello sci e degli sport invernali in generale. L’Adamello Ski, il comprensorio sciistico di cui fanno parte le località di Passo del Tonale-Ghiacciaio Presena e Ponte di Legno-Temù, vanta circa 100 km di piste ricoperte di neve da gennaio a dicembre e più di 30 modernissimi impianti di risalita adatti a tutti i livelli, anche ai sciatori meno esperti. 
Ogni anno i professionisti del fondo, della discesa e dello snowboard si danno appuntamento sui tracciati del Serodine, Bleis e del Passo dei Contrabbandieri per esibirsi nelle loro specialità. Ai più piccoli sono dedicate tante attività divertentissime: dal pattinaggio sul ghiaccio alle lunghe passeggiate con le caratteristiche racchette da neve. Per chi è in cerca di relax, invece, niente di meglio di un pomeriggio in uno dei tanti centri benessere della zona, moderne SPA dotate di tutti i confort in cui dedicarsi alla cura del corpo e ritemprare lo spirito.
D’estate, la montagna scopre il suo lato più segreto e si trasforma in un immenso parco giochi all’aperto: un posto stupendo, da esplorare a piedi o in bicicletta alla scoperta di tutte le meraviglie che la natura ha da offrire. Gli appassionati di tennis e golf potranno esercitarsi nelle attrezzatissime strutture sportive e provare l’emozione di una partita “ad alta quota”, mentre i più avventurosi si cimenteranno con attività adrenaliniche come l’arrampicata e il parapendio. Infine, un last minute in montagna a Passo del Tonale è un’ottima occasione per venire a contatto con il ricco patrimonio artistico e culturale di questi territori: molto apprezzati, in tal senso, i musei e le gallerie multimediali dedicati alla Seconda Guerra Mondiale e alla Resistenza.

Come raggiungere il Passo del Tonale

Il mezzo di trasporto più comodo e veloce per raggiungere il Passo del Tonale è senza dubbio l’auto, che permette di esplorare la zona in autonomia. Due sono i percorsi principali che conducono al valico. Se provenite dal Trentino lungo la A22 (autostrada del Brennero), imboccate l’uscita di San Michele dell’Adige e spostatevi prima sulla strada statale SS 43 e poi sulla SS 42. Se arrivate dalla Lombardia sulla A4 (Torino-Venezia), uscite a Seriate e da lì seguite le indicazioni. Per chi preferisce optare per il treno, le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Trento e Mezzocorona. Infine, un comodo servizio di pullman per il passo del Tonale è disponibile sia da Malè (TN) sia da Edolo (BS).

© Stefanie Sinclair 

Le grandi fotografe di National Geographic in mostra a Palazzo Madama di Torino dal 25/10/2014 al 11/01/2015

Women of Vision, 11 grandi fotografe, quasi un centinaio di fotografie per raccontare il mondo attraverso gli occhi (e la lente) delle donne.
Le fotografie raccontano storie, ma alcune storie possono essere raccontate solo dalle donne, perché solo gli occhi di una donna possono cogliere e speigare che cosa significhino soprusi e sopraffazione in paesi in cui la differenza tra sessi è ancora fortemente marcata e la donna è vittima di abusi e percosse, sia fisiche che psicologiche.
Women of vision è una raccolta di storie narrate da 11 formidabili fotografe del National Geoghaphic che hanno dedicato la loro vita alla testimonianza e alla cronaca attraverso la fotografia. Da firme famose come Lynn Johnson, Jodi Cobb e Maggie Steber, e talenti emergenti come Erika Larsen e Kitra Cahana. Artiste delle fotografia dedite a denunciare gli abusi della condizione femminile in paese difficili dove i diritti umani e sociali della donna sono ancora lontani dall’essere riconosciuti, ma anche immagini che ritraggono paesaggi onirici che fanno da sfondo a queste storie, o fotografie che raccontano la difficile lotta alla tutela dell’ambiente.
© Meggie Steber

99 fotografie, tra cui commoventi ritratti di culture lontane, scatti pieni di pathos che sanno suscitare emozioni forti e che con la loro nuda forza dell’immagine testimoniano disagi sociali, come le spose bambine e la nuova schiavitù del XXI secolo.
La mostra, ospitata a Palazzo Madama, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Torino Musei e National Geographic Italia. Questa partnership ha reso possibile l’allestimento di una raccolta di immagini che  si propone come un’occasione unica per compiere un viaggio tra diversi paesi e culture del mondo, accostandosi silenziosamente ai personaggi femminili che popolano le immagini e che attraverso i loro sguardi intensi e i loro gesti raccontano le difficoltà di una vita al limite, dove bisogna lottare per diritti che dovrebbero essere acquisiti.
©  Carolyn Draker
Da oltre 100 anni la fotografia di National Geographic è sinonimo di qualità, emozioni e autorevolezza e testimonia i cambiamenti del pianeta e della società. I fotografi interpreti di queste immagini sono artisti dotati di una sensibilità speciale, moderni “cantastorie” o storytellers, per usare un termine moderno, capaci di cogliere l’anima, il cuore e l’essenza dei loro soggetti, siano essi umani o inanimati.
Le immagini in mostra sono opera delle fotografe: Lynsey Addario; Jodi Cobb; Kitra Cahana; Diane Cook; Carolyn Drake; Lynn Johnson; Beverly Joubert; Erika Larsen; Stephanie Sinclair; Maggie Steber; Amy Toensing

Informazioni sulla mostra

Dal martedì al sabato ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17)

Domenica ore 10-19 (ultimo ingresso ore 18)

Tel. 0114433501

www.palazzomadamatorino.it

Tariffe Mostra:


– Intero € 8

– Ridotto € 5: dai 6 ai 18 anni; dai 18 ai 25 anni se studenti; scuole; persona con disabilità (gratuito per l’accompagnatore); gruppi di almeno 20 persone; associazioni riconosciute; convenzioni; possessori biglietto altri musei FTM; possessori di Biglietto Multimuseo
– Gratuito: minori di 6 anni; accompagnatore della persona con disabilità; Abbonamento Musei Torino; Torino+Piemonte card; scuole dell’infanzia.

Tariffe Museo + mostra Women of Vision:

Ingresso Intero Museo + Mostra: euro 15

Ingresso Ridotto Museo + Mostra: euro 13

Gruppi Museo + Mostra: euro 13


Il bacalà alla Vicentina – Credits Confraternita del Bacalà

La storia del Bacalà alla Vicentina (rigorosamente con una “c”sola”!) è antica e avventurosa. Per ritrovarne le origini bisogna tornare indietro al 1431 quando una nave mercantile veneziana, chiamata la Querina, salpa da Candia (l’odierna Creta) con destinazione le Fiandre. La nave, carica di vino, è capitanata da Petro Querino, ricco armatore e mercante veneziano.
Ben presto la Querina si trova a fronteggiare una tempesta al largo di Capo Finisterre; in balia delle onde, viene trascinata per giorni dalle acque tumultuose fino a quando l’equipaggio, stremato, abbandona la nave e si divide in due scialuppe. Quella con il capitano Querino continua il suo viaggio fino a che i 18 uomini a bordo avvistano le isole Lofoten, all’estremo nord della Norvegia! Della seconda scialuppa non si saprà mai più nulla.
I superstiti riescono a farsi scorgere da alcuni pescatori che li portano in salvo nel loro villaggio, dove li nutrono e li rimettono in sesto dopo l’estenuante odissea. Querini rimane colpito dalla singolare abitudine degli isolani di lasciare ad essiccare il merluzzo sui tetti delle loro case. Dopo una permanenza di qualche mese sulle isole, il veneziano ritorna a casa portando con sé alcuni esemplari di stoccafisso, che però non destano particolare interesse tra gli acquirenti veneziani. 
Querini non demorde e l’anno successivo, tornato alle Lofoten, scambia spezie e vino con stoccafisso ma il suo spirito di marinaio, non pago di essere arrivato già tanto a nord, lo spinge ancora più su tra i ghiacci perenni, da cui mai ritornerà. Ancora oggi il marinaio veneziano è un personaggio famoso e ricordato dalle popolazioni delle Lofoten, che recentemente hanno ribattezzato un’isola dell’arcipelago Sandrigoya, ovvero isola di Sandrigo, in omaggio alla cittadina vicentina dove ogni anno si tiene un’importante sagra del bacalà, il nome con cui i vicentini hanno ribattezzato lo stoccafisso. Dopo l’iniziale riluttanza intatti, il bacalà venne apprezzato dai veneziani che iniziarono a cucinarlo a modo loro.
A distanza di secoli, il bacalà rimane uno dei piatti cardine della cucina veneta e vicentina in particolare, per il quale è stata istituita una speciale associazione denominata “Venerabile Confraternita del baccalà alla vicentina”.

La ricetta originale prevede l’ammollo dello stoccafisso in acqua fredda per 2-3 giorni, per poi procedere al taglio in pezzi e alla cottura in tegame uniti a cipolla, olio, sarde sotto sale. A questo soffritto, in cui il pesce viene adagiato, va aggiunto il latte e il grana grattugiato. Il tutto viene lasciato cuocere a fuoco lento (“pipare” in vicentino doc!) per 4 ore e viene servito caldo con polenta.

Numerosi sono i ristoranti di Vicenza e provincia dove è possibile assaggiare il bacalà secondo la ricetta originale, come La Trattoria Zamboni di Arcugnano, Trattoria Isetta a Grancona (per citare quelli testati personalmente!), e tanti altri!

L’arte torna ad essere protagonista a Vicenza. Dal prossimo 24 dicembre la Basilica Palladiana ospiterà la mostra Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”

Questo nuovo progetto firmato da Marco Goldin conta oltre cento opere suddivise in sei sezioni.
Il tema comune a tutte le sezioni è l’interpretazione della sera e della notte nella storia dell’arte, dagli antichi Egizi alle esperienze pittoriche più recenti.

Ad aprire la mostra l’arte egizia con una ventina di opere tra reperti e statue provenienti dalle piramidi che raccontano l’interpretazione della notte come sonno eterno ma ne esaltano anche il collegamento con la vita. Tra le opere esposte spicca la testa del re bambino Tutankhamon.

La seconda sezione espone opere del Cinquecento e Seicento di Caravaggio, Giorgione, El Greco, Tintoretto mostrando l’interpretazione del notturno di queste grandi firme della pittura. Inevitabile in questi secoli la connessione con la religione, dove il notturno fa spesso da sfondo alle scene della nascita, crocifissione e sepoltura di Cristo.

L’exucursus nella notte artistica continua con Rembrant e Piranesi che occupano la terza sezione con alcune magnifiche incisioni, e continua con le notti stellate e i tramonti del XIX secolo, con magistrali opere di Millet, Corot, Turner i cui struggenti paesaggi notturni sono tormentati da vortici di colori scuri che trasmettono grande drammaticità. 
I grandi nomi della pittura continuano con gli americani Church e Homer per arrivare ai maestri impressionisti Monet, Pissarro, Van Gogh e proseguire con Mondrian e Klee.

La seconda metà del Novecento occupa la penultima sezione dove i cieli stellati perdono sussistenza diventando pure astrazioni, come  nel caso degli americani Morris Louis e Noland, fino ad arrivare alla notte intesa come fatto interiore e psicologico nell’interpretazione dello spagnolo Antonio Lopez Garcia.

La mostra si chiude con una selezione delle più grandi opere sul tema di tutti i tempi che riassumono le sezioni precedenti, con dipinti di Bacon, Guaguin, Van Gogh e Caravaggio.

Un viaggio nell’oscurità della notte, dai romantici tramonti agli infiniti  cieli stellati fino alle tenebre che diventano proiezione dei meandri dell’animo umano. Un’occasione per ripercorrere in poco tempo secoli di storia e di arte e per vedere come uno stesso tema si trasforma e assume sempre nuovi significati col passare del tempo e il divenire dell’umanità.

La mostra rimarrà aperta fino al 2 giugno 2015 e sarà un’ottima occasione per visitare Vicenza!




Immaginate di sfrecciare sulle immacolate piste innevate di una delle località sciistiche più conosciute della Svizzera accanto al vostro attore o attrice preferita, per poi cenare in un elegante ristorante. Durante una vacanza tra le montagne di Gstaad, potreste vivere proprio queste esperienze!

Questa splendida cittadina meta di molti VIP si trova nella regione sudoccidentale delle Alpi svizzere, precisamente nel cantone dell’Oberland Bernese, e fa parte del comune di Saanen. Se siete accaniti sciatori questo è il post per voi, perché Gstaad offre un esteso comprensorio sciistico con 250 km di piste e 62 impianti di risalita! Se dopo lo scii amate rilassarvi con un po’ di shopping, non potreste chiedere di meglio: la zona pedonale è un tempio della moda ed ospita le boutique dei più grandi marchi internazionali, non c’è che l’imbarazzo della scelta. 
La notorietà di Gstaad è legata alle infrastrutture per il tempo libero, realizzate nel pieno rispetto del patrimonio naturalistico locale. I tanti chalet di legno che ornano le sue strade sono stati realizzati in armonia con lo stile architettonico della regione. Se avete sempre desiderato alloggiare in uno di essi, date un’occhiata alle offerte montagna a Gstaad di Expedia. Troverete varie opzioni per soggiorni di coppia o in famiglia e magari, non lontano dal vostro chalet potrebbe esserci George Clooney!

Sport e gastronomia

Grazie alla sua posizione all’incrocio di quattro valli, Gstaad è molto ben collegata a 3 snowpark: il Gstaad di Hornberg Saanenmöser, il Glacier 3000 e l’Highland Park. Nell’area Glacier 3000 si trova la pista più lunga di Gstaad, ben 10 km, aperta da ottobre a maggio. Per una vista indimenticabile salite sulla cima del ghiacciaio da cui si ammirano tutte le montagne del comprensorio, come il Monte Bianco, il Mattehorn e le Alpi Bernesi. Dalla regione Parwengesattel parte il Rinderberg Ronda Ski Safari, un tour con gli sci ai piedi per esplorare montagne e valli circostanti. Gli appassionati di sci di fondo troveranno anch’essi molte piste idenee, in particolare nella zona di Spaarenmoos. Tra le attività più adrenaliniche ci sono le arrampicate sul ghiaccio, il parapendio e l’heli-ski.
Tanto sport mette appetito e l’offerta gastronomica di Gstaad sa accontentare anche i palati più raffinati. La regione è famosa per le mucche da pascolo, quindi tra i prodotti principali ci sono l’Hobelkäse, un formaggio duro con una stagionatura di due o tre anni, la carne secca di manzo Simmental e il “Suure Mocke”, una bistecca di manzo marinata 10 giorni in vino, spezie e verdura e servita con la senape di Saanen. Per dessert provate i tipici cioccolatini ripieni di noci o nocciole. Per chi ama il formaggio, è possibile visitare una “Grotta del formaggio”, a 25 metri di profondità, dove ammirare oltre 3000 forme esposte.

Estate a Gstaad

Il Saanenland propone un’ampia gamma di sport all’aperto tra cui l’escursionismo, il ciclismo, il parapendio e piste da golf. Il fiume Saane, con le sue acque movimentate,  è perfetto per chi vuole fare rafting. Il comprensorio del “Glacier 3000” è aperto agli sciatori di fondo anche d’estate. La pista per slittino di Schönried e la riserva naturale del lago di Lauenen sono la meta perfetta per le famiglie. Gstaad ospita anche numerosi e prestigiosi eventi sportivi internazionali, come il torneo di tennis Suisse Open Gstaad, che si tiene ogni anno a luglio. Se vi interessano le tradizioni alpine, potete assistere alla transumanza estiva (che avviene in date variabili), quando le mandrie sono condotte sugli alpeggi. A luglio e agosto si tiene anche la tradizionale festa chiamata “Suufsunntig”, animata da canti e balli alpini.

Come raggiungere Gstaad

Gstaad è facilmente raggiungibile in auto percorrendo l’autostrada A5 Torino-Aosta fino ad Aosta; quindi si attraversa il traforo del Gran San Bernardo fino a Martigny, in Svizzera, da dove si continua per circa 130 chilometri sull’autostrada A9. 
In treno: da Milano con le Ferrovie Svizzere ci vogliono 4 ore per arrivare a Spiez e da qui i grandi alberghi offrono un servizio taxi per i propri clienti, oppure si può raggiungere Zweisimmen con le ferrovie regionali Bls. Da lì un trenino locale vi porterà a Gstaad-Saanen. Per chi viaggia in aereo, l’aeroporto di Berna dista 80 km ed è collegato alla città tramite treno e autobus.

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