Gli Stati Uniti sono da sempre tra le mete di viaggio più ambite. Splendidi parchi naturali, effervescenti metropoli e avventurosi on the road sono gli ingredienti di una vacanza a stelle e strisce.
Ma quali sono i documenti necessari per visitare gli USA? Oltre al passaporto, serve l’ESTA, l’autorizzazione telematica che permette di entrare nel paese come turisti.

ESTA USA: che cos’è

Delicate Arch Utah

La parola ESTA è l’acronimo di Electronic System of Travel Authorisation. Si tratta di un’autorizzazione che permette di entrare negli Stati Uniti come turisti e di rimanervi per un periodo massimo di 90 giorni. L’Italia è tra gli stati ammessi a questa procedura, di conseguenza qualunque cittadino italiano si rechi negli Stati Uniti per turismo deve procurarsi l’ESTA prima della partenza.

Rispetto alle normali procedure di visti internazionali, la compilazione della domanda ESTA è più rapida ma richiede ugualmente attenzione e precisione, per evitare intoppi nella procedura di ottenimento che potrebbero ritardare il viaggio.

Oltre che per i turisti, l’ESTA è valido anche a chi si reca negli USA per programmi di formazione, business meeting, trattamenti medici e visite a familiari e parenti. Non è invece valido per studio, lavoro o residenza permanente.

Tempi di ottenimento dell’ESTA

La domanda dell’autorizzazione al viaggio ESTA avviene attraverso la compilazione di un modulo on-line, in cui è necessario indicare i propri dati e gli estremi del viaggio. Il requisito fondamentale è essere in possesso di un passaporto elettronico con microchip.

I tempi di ottenimento variano dalle 24 alle 72 ore, è sempre bene quindi prendersi per tempo per non rischiare di arrivare alla partenza sprovvisti dell’autorizzazione ESTA.

Assistenza professionale nell’ottenimento dell’ESTA

New York City

Trattandosi di una procedura da cui dipende l’esito del viaggio (senza ESTA non si può partire per gli Stati Uniti!), è bene affidarsi a servizi specializzati che offrono assistenza specifica.

Il team di esta.it è composto da professionisti con una specifica formazione ed esperienza nel mercato italiano, capaci di rispondere a qualsiasi domanda o dubbio sorgano nel processo di ottenimento del visto ESTA. Gli agenti esta.it monitorano ogni fase della richiesta, controllano che i dati inseriti dal richiedente siano corretti e pertinenti e che la richiesta sia valida.

Un banale errore ortografico può compromettere il buon esito della procedura, per questo gli esperti esta.it verificano ogni singolo dato con un doppio controllo, per avere la massima certezza che tutto sia corretto. In questo modo si può inoltrare la domanda senza l’ansia di aver saltato dei campi o di un successivo controllo in aeroporto, con tutti i disagi e i costi che ciò comporterebbe. I professionisti di esta.it sono raggiungibili anche in caso di bisogno durante il viaggio, nei transfer in aeroporto, facendo sentire il viaggiatore costantemente assistito e sicuro.

Ma non finisce qui: l’assistenza si estende anche oltre il periodo post-ottenimento del visto e si prolunga per l’intera validità dell’autorizzazione ESTA (2 anni).

Durante tale periodo sarà sempre possibile contattare il servizio clienti per domande relative a successivi soggiorni negli Stati Uniti nell’arco dei due anni di validità del visto.

Oltre che telefonicamente, il servizio clienti dedicato è contattabile anche attraverso la chat online, attiva 10 ore al giorno.

Esta.it offre inoltre un servizio di notizie e aggiornamenti relativi a eventuali modifiche dei requisiti di viaggio negli Stati Uniti. Dal momento che le normative cambiano con rapidità, è indispensabile rimanere informati, per evitare brutte sorprese alla partenza.

Pronti a partire per gli USA?

Monument Valley

Una volta inoltrato il modulo ESTA e ottenuta l’autorizzazione, è tempo di pensare a partire! Spazio a ricerche online di località, alloggi, attrazioni: il viaggio inizia con la sua creazione. E poi c’è da pensare a cosa mettere in valigia! Abiti comodi e pratici se si prevedono tanti spostamenti, senza dimenticare un capo chic per le serate più speciali. Liberandosi dal pensiero delle procedure per la domanda ESTA grazie all’assistenza professionale di esta.it, si è liberi di creare il proprio viaggio negli USA e renderlo così indimenticabile.


 

La Via Lunga (ulica Dluga)

Alla scoperta di Danzica

Ci sono viaggi programmati da lungo tempo, studiati nei minimi particolari, scelti e desiderati. E poi ci sono viaggi nati per caso, decisi seguendo l’impulso.
Danzica è arrivata così, proposta “per sbaglio” da Wizzair. Andata e ritorno da Bergamo a soli €35.
Per lo più sconosciuta a noi italiani, è la capitale della Pomerania, una delle regioni più ricche della Polonia.
Ha il vanto (se così si può dire) di essere stata teatro del primo scontro della seconda guerra mondiale il 1° settembre 1939 con l’attacco dei tedeschi alla penisola di Westerplatte. Ancora oggi, per non dimenticare, è possibile visitare i monumenti, i bunker e le rovine delle caserme. Ogni giorno dalle sponde della Motlawa parte un traghetto per raggiungere questo luogo dall’incredibile importanza storica. Vi consiglio di verificare gli orari di partenza e di mettervi in fila. Ogni traghetto ha un numero di posti limitati e non sono ammesse eccezioni. L’alternativa è arrivarci con la nave dei pirati con 40 zloty (10€).

La città si gira tranquillamente a piedi. Il consiglio è quello di partire dalla Porta D’Oro (Zlota Brama) e percorrere la via principale con il naso all’insù. La Via Lunga (ulica Dluga) è costellata da ricchi palazzi che non smetteranno di stupirvi per la loro maestosità. 
Vi ritroverete poi nella piazza più grande di Danzica dove si trovano i monumenti principali. Non mancate la visita al Ratusz (l’antico municipio), la classica foto con la Fontana del Nettuno e una sbirciatina alla Corte di Artù. 
La via termina con la Porta Verde (Brama Zielona) con uno splendido scorcio sulla Motlawa. Il grande fiume regala degli scorci davvero indimenticabili . Da notare, sulla sinistra, la gru medievale più grande d’Europa. 

Uno scorcio sulla Motlawa

Consigli utili

1. I musei e le principali attrazioni sono chiuse il lunedì 
2. acquistate la carta del turista solo se avete intenzione di entrare in tutte le attrazioni ed utilizzare i mezzi pubblici. Altrimenti, è più conveniente pagare quello che effettivamente si vuole vedere
3. non perdere assolutamente lo spettacolo della città illuminata di sera. Giochi di luci e colori invadono le porte principali, gli edifici più importanti e la passeggiata lungo la Motlawa. Soprattutto la sera, le strade vengono invase da una moltitudine di artisti di strada che ballano, cantano e coinvolgono i passanti nelle loro performance
4. la maggior parte delle persone non parla inglese (difficilmente troverete i menu in inglese nei locali). La comunicazione è piuttosto difficile ma in genere ci si capisce 
5. ci sono negozi aperti 24/24 ad ogni angolo del centro
6. se avete intenzione di spostarvi con i treni verificate prima gli orari. Non sono frequenti e rischiate di aspettare diverse ore

I dintorni da non perdere

1. Danzica, in realtà, fa parte della “Tripla Città” insieme a Sopot e Gdnya. Se dovete scegliere non perdetevi Sopot. E’ la località di mare più rinomata ed ha la fortuna di possedere il molo di legno più lungo d’Europa. L’ingresso al molo è a pagamento fino alle 19.00. Dopo, l’entrata è gratuita e il tramonto è semplicemente spettacolare. Fate attenzione ai cigni sulla spiaggia.. sono piuttosto cattivi.
2. La penisola di Hel: è famosa per il focario. Non vale assolutamente la pena fare il lunghissimo viaggio (quasi 2 ore) dal centro di Danzica. E’ interessante solo per chi vuole provare l’ebbrezza di vedere il Mal Baltico
3. Il castello di Marbork: assolutamente da non perdere. Da tenere a mente che tra viaggio e visita del castello servirà tutta la giornata. Non ci sono guide in italiano ma sono disponibili audioguide in inglese e francese. Fuori dalle mura è possibile mangiare qualcosa nei diversi chioschi che ricreano l’ambiente medievale del luogo e godersi una passeggiata lungo il fiume Nogat. Tutte le informazioni a questo indirizzo: Castello di Marbork

Il Castello di Marbork

Il molo di legno a Sopot


Villa Campestri

Nel cuore del Mugello, ad una manciata di chilometri da Firenze, Villa Campestri Olive Oil Resort è una dimora rinascimentale di pregio cinta nel verde abbraccio di ulivi secolari, da cui nasce un olio rinomato ed apprezzato. Ambienti raffinati e spazi orchestrati con cura creano un’atmosfera piacevole e rilassante in cui si intrecciano storia, arte, relax e gusto.

Arte e gusto per una vacanza dei sensi


Nel resort di Villa Campestri raffinatezza ed arte si abbinano ad una tradizione antica dal gusto autentico, quella della produzione dell’olio ottenuto attraverso la spremitura meccanica delle olive che crescono al sole della Toscana nelle verdi valli del Mugello, da cui l’agriturismo è circondato.
Durante un soggiorno a Villa Campestri i sensi spaziano dal raffinato piacere dell’arte, che si ammira negli ampi saloni affrescati, al rigenerante profumo dell’olio che si respira nell’Oleoteca. Arte e gusto si mescolano in una danza leggera che accompagna il visitatore attraverso un indimenticabile viaggio nella storia e nella tradizione della feconda e florida terra toscana.

Soggiornare nella storia

Grazie ad un attento e sapiente restauro commissionato dall’attuale propietà, i raffinati ambienti di Villa Campestri hanno mantenuto inalterate le atmosfere e le suggestioni di ben 800 anni di storia. La dimora, risalente al XII secolo, fu trasformata in villa padronale nel 1430. Un successivo intervento nel 1600 le diede l’odierna foggia rinascimentale, raggiungendo i vertici di eleganza e ricercatezza proprie dell’epoca.
Soggiornare nel resort Villa Campestri significa vivere la storia e l’arte del Rinascimento circondati da ambienti decorati con fregi, affreschi e vetrate originali che restituiscono tutta la maestria degli artisti che li crearono.

Camere, suites e appartamenti

Villa Campestri

Il resort Villa Campestri è dotato di 25 camere, tutte disposte secondo l’originale disegno architettonico. Alcune stanze si trovano nella Villa, altre nella vecchia latteria di fronte al corpo centrale, immerse nel verde del parco secolare. Tutte le camere sono caratterizzate da finiture di stile, pavimenti pregiati e mobili d’epoca oltre naturalmente a tutti i confort propri di un hotel di lusso. 

Si può scegliere tra doppia classic o superior, junior suite, camere triple ideali per famiglie e le Suite Prestige, affacciate sull’oliveta, che si distinguono per i soffitti originali con travi a vista ed arredi d’epoca.
Per le coppie in luna di miele o per un perfetto weekend romantico, la Honeymoon Suite offre un fiabesco letto a baldacchino del XVIII secolo.
Completano l’offerta gli appartamenti, che mantenendo lo stile e l’eleganza proprie del resort offrono al contempo spazi più ampi ideali per gruppi o famiglie numerose.

Olio da vivere

Nell’esclusiva Oleoteca di Villa Campestri è possibile intraprendere un percorso che ripercorre la storia e i metodi produttivi di questo straordinario prodotto gastronomico. L’Oleoteca è stata creata con il preciso intento da parte del propietario, Paolo Pasquali, di informare e sensibilizzare i visitatori ad approfondire la conoscenza dell’olio, delle sue qualità e benefici sulla salute.

Al suo interno anche una rivoluzionaria macchina distributrice d’olio, OlivetoLive, che ne assicura la perfetta conservazione al fine di garantire le ottimali caratteristiche organolettiche.
L’Oleoteca di Villa Campestri offre un percorso sensoriale a ritroso nel tempo e nella storia , cullati dal fresco profumo di olive, un viaggio nella cultura dell’olio e nella conoscenza di un prodotto prezioso per la nostra salute.

Il ristorante, l’arte in cucina

Villa Campestri ristorante
Il continuo intreccio tra arte e gusto trova il suo apice nel ristorante del resort Villa Campestri, che con i suoi piatti rappresenta il sublime compimento di questo binomio.
Re incontrastato della cucina è naturalmente l’olio, che completa ed esalta ogni pietanza con il suo sapore persistente. 
I piatti scelti dallo chef Luca Francione rappresentano il perfetto equilibrio tra tradizione ed innovazione culinaria, con rivisitazioni di piatti tipici del Mugello.
Grande importanza viene data alla scelta delle materie prime, la maggior parte delle quali proviene dall’orto e dal frutteto biologici del resort.
Completa il tutto l’ambiente accogliente della sala ristorante con pavimenti in terracotta e soffitti a cassettoni, che fondono calore ed eleganza.

La località

Il Resort Villa Camprestri sorge nel borgo medievale di Vicchio, nel cuore del Mugello, immerso in una verde campagna punteggiata di ulivi e fruttetti ed orlata di dolci colline. Durante la vacanza si può scegliere tra diversi percorsi tematici
Si può per esempio ripercorrere le tracce dei grandi artisti e personaggi che ebbero i natali in questa terra, visitando la casa di Giotto o le dimore medicee come la Fortezza di San Martino e la Villa del Trebbio. Per gli amanti della natura e del movimento, la vallata offre un ampio sistema di percorsi escursionistici e di cicloturismo che conducono alla scoperta dell’ambiente circostante. 

Attività

Le attività ricreative proposte da Villa Campestri sono numerose e varie. 
Per chi cerca il puro relax, la piscina del resort immersa nella quiete del parco ed un rigenerante massaggio sotto la quercia secolare sono l’ideale.
Chi in vacanza non sa stare fermo può invece optare per una pedalata in mountain bike od una escursione a piedi scegliendo tra percorsi di crescente difficoltà e durata, attraverso la campagna o risalendo i pendii circostanti alla scoperta di borghi e castelli.
Nella terra di Giotto si può anche scegliere di frequentare uno dei corsi di pittura e disegno proposti dal resort che ripercorrono le tecniche del Trecento ed offrono escursioni guidate tra i panorami toscani da ammirare e ritrarre. 
Grande spazio viene dato anche alla dimensione gastronomica, con esclusivi corsi di cucina toscana durante i quali si può imparare a fare la pasta fresca, a preparare succulenti sughi e deliziosi dolci.
Al protagonista della tavola, l’olio d’oliva, vengono dedicati corsi di degustazione che conducono i partecipanti attraverso percorsi sensoriali che insegnano a valutarne profumo, colore e profilo aromatico. 
A Villa Campestri si può anche acquistare una pianta d’ulivo e piantarla nell’oliveta, battezzandola con il proprio nome: un’occasione unica per entrare in stretto contatto con la natura e la terra del Mugello e lasciarvi un ricordo che potrà crescere e dare frutti nel tempo.

Per info e prenotazioni: http://www.villacampestri.com

Villa Campestri Olive Oil Resort
Via Campestri 19/22 , 50039 Vicchio di Mugello (FI)
Informazioni: villa-campestri@villacamprestri.it
Tel: 0558.490170
Fax: 0558.490108

Galleria Foto: 


Villa Campestri
Terrazza esterna
Villa Campestri
Terrazza esterna – particolare
Villa Campestri
Suite

Villa Campestri
Sala da bagno


Ed eccoci arrivati al momento del viaggio estivo, quello che aspetto per 11 mesi, che inizio a sognare a settembre (anzi, diciamoci la verità, appena atterro in Italia ad agosto!) e costruisco passo passo durante i mesi invernali. 

A volte sogno di poter partire senza troppi programmi, solo un biglietto aereo (magari di sola andata e con la data del rientro ancora da definire), nessuna prenotazione, schedule e tabella di marcia, il viaggio come un libro di pagine bianche tutte la scrivere. Un sogno che chissà mai se si avvererà, ma intanto mi godo questo sogno che proprio adesso sta per diventare realtà e che mi porterà dal nord al sud del Vietnam, per viverne i colori, i profumi, le architetture e le tradizioni. Finalmente, grazie alla giusta congiuntura astrale, mi appresto a fare un viaggio rimandato da tempo e a mettere piede in questo paese che mi aspetto pieno di meraviglie.
Nella buona sorte hanno un merito speciale gli amici di Asiatica Travel, che con le loro foto e racconti (date un occhio al loro blog se volete anche voi farvi sedurre dall’Estremo Oriente) mi hanno affascinata al punto da decidere che questo viaggio in Vietnam non andava rimandato oltre!
Grazie ai loro consigli ho costruito un itinerario che copre tutte le attrazioni principali del paese, in un percorso che partendo dal nord si sposta poi a sud per ridiscendere giù, con tappe nel Vietnam centrale. L’ho chiamato #VietnaMosaic perché dentro ci sono tutti i colori del Vietnam, dal verde delle risaie al blu del mare ai caldi colori delle città, come un variopinto mosaico!
Ecco nel dettaglio i luoghi e le città che visiteremo:

1a tappa: Ho Chi Min City

Il primo giorno di viaggio sarà dedicato all’esplorazione dell’antica Saigon, con visite al centro storico, agli edifici coloniali e ai mercati locali con le prime food experience!
Per il soggiorno ho scelto il Queen Ann Hotel, centralissimo e comodo proprio per visitare il cuore della città più fervente e vivace del Vietnam.

2a tappa: Hanoi

Voleremo poi a nord ad Hanoi, la capitale del Vietnam ed una delle sue gemme più preziose. Il suo Quartiere Vecchio rappresenta la quintessenza dell’Asia, con strade stipate di botteghe i cui nomi ricordano le corporazioni che vi si insediarono nel Medioevo.
Visiteremo poi la Pagoda dei Profumi e le campagne che circondano la città, con verdi vallate coltivate a riso, per un’immersione nei panorami agresti vietnamiti.
Gli hotel scelti per questa tappa sono dei gioiellini, Il Golden CyClo ed il Quoc Hoa Hotel, entrambi elegantissimi!

3a tappa: La Baia di Halong

La terza tappa sarà uno dei momenti per me più attesi, la realizzazione di un sogno: vedere di persona la Baia di Halong, una delle meraviglie del mondo. A bordo dell’elegante Marguerite Junk veleggeremo tra le migliaia di isole che costellano la baia e sorgono dal mare come sirene immobili e ci lasceremo conquistare da una bellezza la cui fama ha raggiunto ogni angolo di mondo.

4a tappa: Hué

Con un breve volo raggiungeremo Hué dove soggiorneremo 3 giorni nel centralissimo Festival Hotel andando alla scoperta dei templi, palazzi e pagode di questa città storica del Vietnam adagiata lungo il Fiume del Profumi. Visiteremo la Cittadella che con le sue mura protegge il Recinto Imperiale e la Città Purpurea Proibita, un tempo centro nevralgico della vita reale vietnamita. Nomi esotici e suggestivi che mi ispirano molto, sono curiosa di vederli di persona!

5a tappa: Hoi An

Con uno spostamento via terra raggiungeremo Hoi An, la città delle lanterne, definita la più deliziosa del paese. Importante porto in passato, oggi conserva edifici storici di grande pregio. Hoi An conserva anche importanti tracce della colonizzazione francese, visibili nelle contaminazioni architettoniche, con case porticate di gusto francese che sorgono accanto ad edifici e pagode asiatiche. 
Prima di soggiornare in centro trascorreremo due giorni immersi nel verde delle risaie in un resort da sogno alle porte della città, L’Ancient House Village. Tanto per non farci mancare niente!
Ad Hoi An ci concederemo anche le spiagge vietnamite, in particolare An Bang, una lunga striscia di sabbia chiara.

6a tappa: Ho Chi Min City

Ritornati ad Ho Chi Min City, dove alloggeremo in un magnifico 4 stelle, l’Eden Saigon Hotel, ci dedicheremo ad esplorarne i dintorni. Prima le gallerie di Cu Chi, i tunnel scavati durante la sanguinosa guerra del Vietnam. Visiteremo poi la regione del Delta del Mekong, con i suoi tanti mercati colorati e le merci trasportate sulle barche: un altro variopinto tassello al mosaico di #VietnaMosaic.

#VietnaMosaic, il racconto live!

Racconterò tutto il viaggio live sia attraverso i social che con diari di viaggio sul blog. Seguite l’hashtag #VietnaMosaic per non perdervi nessuna puntata del viaggio!
Al rientro tanti racconti ma anche video per condividere la mia esperienza e farvi conoscere meglio questo multiforme paese, nel frattempo per tutte le informazioni sulla visita della città potete visionare il sito di Asiatica Travel

 
La notte delle Lanterne è stato uno degli eventi più chiacchierati degli ultimi giorni.
Più di 100.000 milanesi non hanno voluto rinunciare all’appuntamento sulla Darsena per assistere a questa insolita manifestazione.
Incuranti del traffico, dei parcheggi inesistenti, dei mezzi pubblici impazziti e della folla incontenibile si sono ritrovati tutti con il naso all’insù verso un cielo carico di curiosità e speranza.

Per tutti, purtroppo, La Notte delle Lanterne è stata una grande delusione. Chi si aspettava milioni di lucine galleggiare sulla Darsena e illuminare il cielo stellato ha dovuto aprire gli occhi davanti alla triste realtà. Ritardo di un’ora, poche lanterne quasi irriconoscibili, nessuna luce brillare nell’acqua. Milioni di occhi che hanno visto l’entusiasmo spegnersi lentamente realizzando che è stata tutta una grande illusione.
 
 
 
 

Ma sono gli occhi di chi guarda a fare la differenza. Gli occhi di chi spera, di chi cerca una risposta, di chi trova il lato romantico anche nelle piccole cose.

Dopo la delusione iniziale sono stata investita da un’emozione fortissima. Quella che ti scoppia nel cuore e ti sale agli occhi senza preavviso, senza chiederti il permesso.

E mi sono immedesimata negli occhi di chi ha affidato alla lanterna un suo desiderio, gruppi di persone unite nella stessa lanterna, nella stessa speranza. Hanno intrecciato le mani, condiviso la speranza, lottato per accendere il lumicino e dare nuova luce alla lanterna. Il fuoco, la fonte che da sempre attraversa il mondo, unisce e divide, distrugge e dona vita, riscalda i corpi e le anime. Un fuoco che ha illuminato il viso concentrato di chi con passione ha contribuito a riempire il cielo di lanterne, di luce.

Mi sono sentita tremare, mi sono sentita piccola e indifesa come una lanterna, un piccolo cartoccio di carta con un compito così importante: quello di essere  custode di un desiderio da difendere con forza e determinazione, sfidando folate di vento e ostacoli, sorridendo a chi non crede, a chi ha fatto a pezzi i sogni con la disillusione.

E il mio sguardo vola  verso il cielo portando il mio desiderio in alto verso le stelle. Il desiderio di credere fortemente nel futuro, nell’amore e nella vita con la consapevolezza che se ci credi prima o poi i sogni si avverano..  

 

 


L’Albero della Vita – Simbolo Expo 2015

  

… che l’EXPlOsione universale abbia inizio! 


Alla vigilia dell’EXPO Milano inizia finalmente ad essere pronta spogliandosi della sua aria da provinciale e indossando i panni della cittadina consapevole di essere la più amata e ambita al mondo per i prossimi sei mesi.
Un abito di lusso, cucitole addosso dai più celeri ingegneri, curato in ogni minimo dettaglio sulla carta e un po’ meno nella realtà.
Se ne parla da anni, lavori iniziati da mesi di cui noi poveri milanesi abbiamo subito le incertezze e i ritardi. Opere sorte dal nulla nel cuore della notte, viabilità delle arterie principali modificata dal tramonto all’alba, caos e frenesia, promesse di miglioramenti che ancora oggi rimangono infrante.
Eppure siamo tutti qui, col fiato sospeso per accogliere la folla multicolore che invaderà la nostra città. Un po’ infastiditi da tutti questi occhi puntati addosso, un po’ dubbiosi sul fatto di essere veramente pronti a gestire la situazione, un po’ eccitati e un po’ curiosi.
Abbiamo visto la nostra città cambiare sotto i nostri occhi nel giro di pochi giorni, con l’inaugurazione della nuova Darsena , la mela gigante spuntata dal nulla in Piazza Duomo, le nuove fermate della Metropolitana che sembrava non arrivassero mai, e tutto questo ci lascia un po’ di amaro in bocca perché è stato necessario ospitare l’Expo per vedere la nostra città crescere e migliorare.
E nonostante tutto siamo qui a sperare che quest’Expo (di cui in verità sappiamo molto poco) sia la nostra occasione di ripresa e rivincita davanti agli occhi di chi ci deride e tenta di scoraggiarci. A sperare in un nuovo inizio che segni il nostro Paese e ci ridia l’entusiasmo per rimboccarci le maniche e riconquistarci il nostro meritato posto nel mondo. 

 

La nuova Darsena – Piazza XIV Maggio

Informazioni utili:

– Acquistare i biglietti online: acquista il tuo biglietto
– Arrivare all’Expo: metro, metro e ancora metro. Avventurarsi in macchina oltre ad essere dispendioso e poco comodo a livello di tempo non conviene neanche economicamente
– Pianificare la visita: il sito dell’Expo sarà ampio e molto vasto. Consiglio pertanto di programmare la visita per assicurarsi di visitare i padiglioni desiderati senza perdere tempo inutilmente. Un giorno sarà quasi sicuramente insufficiente quindi molto meglio ottimizzare le risorse organizzare la visita
 – Informarsi sui diversi eventi proposti dalla città di Milano eventi & altro


Ed eccoci anche quest’anno alla vigilia di uno degli avvenimenti più amati/odiati che invaderà le strade di Milano da domani al 19 aprile.

Ora, diciamocela tutta, per quanto sia uno degli eventi imperdibili in questo periodo, per chi non è del settore è solamente una scusa per uscire a far baldoria o imprecare contro il traffico cittadino.
Chi lo aspetta da mesi, chi non sa neanche cosa sia, chi passa le notti in bianco per i preparativi, chi spera che sia già tutto finito, chi si chiuderà in casa per evitarlo. In un modo o nell’altro un evento che farà parlare di sé.
Quest’anno in particolare, lavorando nel settore del design, lo sto vivendo attivamente.
E così, da domani, oltre al Salone del Mobile che invaderà i padiglioni della fiera di Rho, la città sarà percorsa in ogni angolo da eventi, feste e presentazioni varie. Un mix esplosivo che ormai da anni prende il nome di Fuori Salone.
Un mix di design, arte, moda e spettacolo che monopolizzerà la movida milanese. Per avere un’idea degli eventi in programma è giusto dare un’occhiata qui Programma Fuori Salone 2015
Quello che amo del Fuori Salone è l’aria di festa che si respira, un anticipo d’estate che invade le vie tra musica, cocktail e opere d’arte.

Eventi da non perdere:

Souvenir di Milano: l’allestimento promosso da Seletti in Piazza Affari promette di trasformare la zona in un Luna Park. Approfittarne per una foto sotto il famoso “Dito di Piazza Affari”

Project Egg: un’immensa struttura realizzata con ben 4760 pietre di cartone stampate in 3D

Expo Gate: in Piazza Castello l’installazione “Why not in the garden?” anticipa l’expo con un programma che ogni giorno assume forme e colori diversi richiamando il tema del cibo con eventi ed intrattenimenti per tutti i generi e tutti i gusti. Un tavolo di cartone di 40 metri occuperà tutta la lunghezza della piazza per la grande spaghettata notturna di giovedì 16 aprile

Consigli per la sopravvivenza:

– da evitare per chi odia caos e affollamento
– soprattutto nel weekend, anche a causa dei lavori per l’Expo, sconsiglio vivamente l’utilizzo della macchina. Spostarsi il più possibile con i mezzi è l’alternativa migliore. Per l’occasione, infatti, l’Azienda dei trasporti Milanesi potenzierà il servizio su tutta la rete Orati Atm durante il Salone del Mobile

A Bologna questa primavera torna protagonista l’arte con la mostra Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice promossa da Genus Bononiae- Musei nella Città allo scopo di valorizzare il patrimonio delle collezioni cittadine.

Allestita a Palazzo Fava la mostra, che rimarrà aperta fino al prossimo 17 maggio 2015, rappresenta una straordinaria occasione per approcciarsi all’arte e in particolare alla pittura bolognese, in un excursus storico che va dal Medioevo al Novecento.
Curatore della mostra è Vittorio Sgarbi che, riprendendo i concetti espressi da Roberto Longhi in una magistrale lezione del 1934 all’Università di Bologna sulla grande tradizione artistica della città, ha voluto ripercorrere la storia dell’arte italiana, prima ancora che bolognese, attraverso opere chiave che si fanno testimonianza della loro epoca. Il viaggio parte dalla fine del Duecento, dove spicca l’opera di Cimabue, ed arriva a Giorgio Morandi definito proprio da Longhi “uno dei migliori pittori viventi d’Italia”.
Simboliche sono anche le sale nelle quali la mostra è allestita, gli stessi ambienti dove i tre cugini Ludovico, Ariosto e Annibale Carracci, di cui si possono ammirare alcune opere, nel 1584 furono incaricati dal committente Conte Fava di decorare ed affrescare la sala principale della nuova residenza di famiglia.
Proprio nelle sale affrescate dai Carracci si intraprende un percorso straordinario tra oltre centosessanta opere e sette secoli di storia dell’arte italiana, ammirando capolavori provenienti da musei comunali, chiese e collezioni private. Accanto ad opere di maestri bolognesi vi sono anche artisti forestieri che contribuirono in maniera importante allo sviluppo dell’arte cittadina; un esempio su tutti è Raffaello, di cui si può ammirare l’Estasi di Santa Cecilia risalente al 1515. 
Interessante è l’accostamento, accanto a grandi interpreti, di autori minori, che Sgarbi ha voluto proporre per condurre il visitatore verso espressioni e linguaggi inconsueti e poco conosciuti, come nel caso dei paesaggi del bolognese Andrea Doncucci detto Mastelletta.

Il primo piano della mostra: dal Duecento al Seicento

Michele di Matteo – Sogno della Vergine
La prima sala ospita capolavori dell’arte pittorica dal tardo Duecento, mettendo a confronto la pittura fiorentina con quella bolognese. Tra le opere, oltre alla Madonna in Trono con Bambino di Cimabue e alla Madonna di Giotto, anche pale di Vitale da Bologna del Trecento e altri dipinti bolognesi del lo stesso periodo.
Il percorso espositivo attraversa poi i secoli dal Quattrocento al Seicento dove spiccano la magnifica Sacra Famiglia del Bagnacavallo e le opere dei cugini Carracci, a cui è dedicata un’intera sala. La pittura del Rinascimento è caratterizzata da soggetti classici dove prevale l’iconografia sacra ma in cui trovano spazio anche alcuni ritratti e paesaggi.

Il secondo piano: dal Seicento all’Ottocento

Francesco Hayez- Ruth
La sezione si apre con una magnifica e delicata Annunciazione di Guido Reni del 1629 (foto di testata) per mostrare poi l’evoluzione della pittura in cui sempre più spesso appaiono soggetti laici accanto a paesaggi naturali ed urbani.
Interessante in questo senso il dipinto Scaffali con libri di Musica di  Giuseppe Crespi del 1725 che ricrea con straordinario realismo una libreria dell’epoca, l’olio di Antonio Basoli con una veduta del 1829 di Piazza Maggiore a Bologna e Ruth di Francesco Hayez, in cui il soggetto appare al contempo sensuale e riflessivo.

Il terzo piano: il Novecento e il genio di Morandi

Morandi – Vaso di Fiori

L’ultimo piano espone sette opere di Morandi, a cui è dedicata un’intera parete e tra cui figurano alcune Nature Morte accanto al dipinto La Nevicata, appartenente al primo periodo dell’artista. A Morandi si aggiungono opere di suoi contemporanei come Carlo Corsi, Giovanni Romagnoli, Emma Bonazzi e altri interpreti più o meno noti dell’arte bolognese della metà del Novecento.
L’audio-guida fornita permette di compiere il percorso accompagnati dal racconto dello stesso Sgarbi, che con il suo stile inconfondibile spiega le opere, le loro caratteristiche, il valore e le ragioni per le quali sono state scelte e selezionate, aiutando ad orientarsi lungo un percorso articolato e ricco di spunti nella storia dell’arte italiana.

Orari e tariffe

Interi 12€

Ridotti 9€
Famiglia € 25 (2 adulti +  1 bambino < 14 anni)

Lunedì: ore 12 – 19
Martedì, mercoledì, giovedì e domenica: ore 9 – 19
Venerdì e sabato: ore 9 – 20

Aperture straordinarie:
Domenica 5 aprile: ore 9 – 20
Sabato 25 aprile: ore 9 – 20
Venerdì 1 maggio: ore 9 – 20


Per gli amanti dell’arte quest’anno la scelta di mostre da visitare durante il weekend di Pasqua è vasta ed articolata, e spazia dall’arte classica alla più moderna.

Vediamo nel dettaglio quali sono le mostre da visitare

Rousseau a Venezia

Fino al 5 luglio nell’Appartamento del Doge a Palazo Ducale si tiene la mostra Henri Rousseau. Il candore Arcaico. Un percorso di 100 opere (di cui 40 dell’artista e sessanta opere di genere simile a confronto), in arrivo dai più importanti musei del mondo, come il Museo D’Orsay parigino, per riscoprire le atmosfere sognanti ricreate da questo artista che riesce sempre a stupire.

Genova e gli Espressionisti

Rimaniamo al nord e ci spostiamo a Genova dove fino al 12 luglio il Palazzo Ducale ospita una mostra dedicata alla pittura rivoluzionaria del ‘900 dal titolo: Da Kirchner a Nolde Espressionismo tedesco.
Realizzata in collaborazione con il Bruecke Museum di Berlino, la mostra conta 150 opere tra dipinti, disegni e stampe e include i lavori più importanti di Die Bruecke, la corrente di artisti che seppero rompere la tradizione con le loro linee forti e i colori accesi, segnando e cambiando profondamente lo stile della pittura moderna.
Se il linguaggio degli Impressionisti, fatto di pennellate eteree e luce, è più cnosciuto grazie anche alle numerose mostre, meno lo è quello degli Espressionisti che merita però di essere conosciuto, e Genova presenta un’occasione perfetta per approfondirlo.

Firenze e i Bronzi del Potere

Ci spostiamo a Firenze, città d’arte per eccellenza che a Pasqua riserva una sorpresa in più, e questa volta non si tratta di pittura ma di scultura: a Palazzo Strozzi fino al 21 giugno si tiene la mostra Potere e Pathos. Bronzi dal mondo ellenista. 50 statue provenienti da grandi musei internazionali, come il National Gallery di Washington, che ritraggono eroi, personaggi mitologici e divinità. Un percorso nel concetto di “potere” dell’età ellenistica e nell’espressione del pathos che ha cambiato la scultura classica.

La Roma di Augusto e l’arte di Matisse

Le chiavi di Roma. La città di Augusto è una mostra allestita in contemporanea anche ad Alessandria d’Egitto, Amsterdam e Sarajevo, ovvero i quattro angoli dell’antico impero romano, per raccontare e mostrare l’impero del grande Augusto nei suoi vari aspetti.
Organizzata in occasione del bimillenario della morte di Augusto, la mostra ripercorre la vita del Princeps attraverso installazioni interattive, rivelando agli spettatori non solo il personaggio e l’uomo Augusto ma anche la Roma di 2000 anni fa. Sono infatti due antichi romani, un vecchio mercante e il nipote, custodi delle chiavi della città, a condurre i visitatori a scoprire i luoghi segreti della Città Eterna.
Sempre a Roma alle Scuderie del Quirinale fino al 21 giugno sono in mostra 100 opere di Matisse provenienti dal Moma di New York, dall’Hermitage e da altri grandi musei. Un’occasione unica per approcciarsi o approfondire l’arte del grande maestro e i suoi contatti e suggestioni con l’Oriente.

A Napoli con l’arte di Vincenzo Gemito

A Napoli va in scena l’arte di Vincenzo Gemito, scultore, orafo e disegnatore, uno dei più importanti artisti napoletani del 900. Fino al 7 luglio il Museo Capodimonte ospita la mostra Vincenzo Gemito – dal salotto Minozzi al Museo Capodimonte, con una selezione di 90 opere provenienti dalla collezione privata di Achille Minozzi, grande amico dell’artista. 

Philip Jones Griffith – Vietnam del sud 1967-
Magnum Photo – Constrasto

Al Palazzo del Monte di Pietà di Padova fino al 31 maggio una mostra fotografica con oltre 300 immagini selezionate da Walter Guadagnini: uno sguardo inedito sui grandi conflitti del XX secolo.

Una mostra forte e appassionante che documenta come la fotografia abbia saputo raccontare i grandi conflitti del passato e come ancora racconti quelli di oggi. Un percorso ricco e ben documentato che alle immagini fotografiche abbina documentari e giornali del tempo.
A partire dal centenario della Prima Guerra Mondiale la mostra – curata da Walter Guadagnini – porta agli spettatori le testimonianze pubbliche e private degli eventi bellici che hanno cambiato il mondo, ridefinendo i confini degli stati così come noi oggi li conosciamo. Un percorso che partendo dalla Grande Guerra e passando per la Guerra Civile Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra del Vietnam arriva ai conflitti dell’inizio del XXI e a quelli ancora in corso: un viaggio coinvolgente e commovente che ci ricorda come la guerra non sia un’elemento solo del passato ma sia sempre tristemente attuale.

Le immagini esposte sono per la maggior parte opera di grandi interpreti che hanno fatto la storia della fotografia: Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, August Sander, William Eugene Smith, Margaret Bourke-White, Ernst Haas e tanti altri.
Accanto a questi grandi nomi anche foto di gente comune, foto scattate da partigiani italiani, da reduci di guerra o da crocerossine in prima linea, per mostrare come le immagini non siano solo “capolavori” fotografici ma anche istantanee che documentano la vera vita al fronte.
La mostra va oltre ed esamina anche i diversi aspetti delle guerre, mostrando quale sia l’influsso sulla vita dei civili e quali devastanti conseguenze abbiano su di essi e sulla vita di tutti i giorni. 
Tra le immagini più potenti e drammatiche quelle della bomba atomica sganciata su Hiroshima o Beirut distrutta ripresa da Gabriele Basilico: frammenti di storia che ha sconvolto e cambiato per sempre il mondo ma che qui, di fronte alla nuda oggettività delle fotografie, diventano non più solo date e informazioni ma avvenimenti veri e tangibili che hanno generato morte e dolore. 
Le ultime sale della mostra sono dedicate alle guerre odierne dall’Afghanistan all’Ucraina:  fotografie come grandi tele dipinte che attraverso colori e punti di vista particolari inducono chi le guarda a fermarsi e a riflettere. 

Informazioni sulla mostra

Padova, Palazzo del Monte di Pietà (Piazza Duomo, 14)
Fino a Domenica, 31 Maggio 2015
Prezzo:Intero € 11,00, ridotto € 9,00, ridotto speciale € 2,00
Telefono:0425/460093

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