Da Lisbona alle spiagge dell’Algarve, vi racconto il mio indimenticabile on-the-road sulle strade del Portogallo tra paesaggi da sogno e paesi in cui il tempo sembra essersi fermato; uno dei viaggi in macchina più belli che ricordi, con il sole sempre alto in cielo ad accompagnarci lungo strade deserte fino alla meravigliosa costa dell’Algarve con i suoi cromatismi blu e ocra.

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 Baie spettacolari, candide distese di sabbia, ripidi scogli a strapiombo sul mare, è questo il biglietto da visita dell’Algarve, la regione più a sud del Portogallo, un paradiso da dove persino il sole sembra non volersene mai andare.

Quando penso all’Algarve mi torna alla mente il contrasto intenso tra la sabbia dorata dalle sfumature arancioni e il blu del mare, un gioco di colori difficile da dimenticare.
Come ogni ospite attento, l’Algarve si premura di non far mancare nulla a chi sceglie di visitarlo, offrendo paesaggi per ogni sogno d’estate.

La regione che va dal confine spagnolo a Faro si chiama Sotavento (sopra il vento) dove distese di sabbia soffice cullano il dolce relax di chi si lascia andare nel caldo abbraccio di questi lidi.

Nel Barlavento (sotto il vento) piccole spiaggette si fanno spazio tra scoscesi dirupi che paiono disegnati da uno sculture fantasioso. E infine l’estremità più occidentale, la costa più brulla e tormentata, esposta ai venti atlantici.
E’ proprio qui che la natura più libera e selvaggia della regione si esprime al suo massimo, regalando paesaggi che tolgono il fiato, vertiginose scogliere che si protendono verso il mare in un ultimo disperato tentativo di prolungare ancora un po’ la terra prima di cedere il passo alla potenza dell’oceano.
Dall’alto dei faraglioni si sente il rimbombo delle onde che sbattono sugli scogli e sembrano voler arrampicarsi lungo le pareti scoscese per guadagnare nuovo spazio, come se l’immensità dell’oceano a cui appartengono non fosse abbastanza.

Proseguendo per strade silenziose e deserte che si snodano lungo un paesaggio di brulli promontori si arriva a Cabo de Sao Vicente, la fine del mondo come è soprannominato. Nessun segno di presenza umana se non un faro che si erge solitario a vigilare sulle navi che si avventurano per questi mari e uno sparuto gruppo di turisti che vengono qui per assaporare l’atmosfera tra il magico e il surreale. Le scogliere disegnano i profili del paesaggio scomparendo piano piano nella nebbia, come nella più perfetta delle prospettive pittoriche.
E’ da questo remoto lembo di terra che si imbarcarono i  grandi esploratori su navi cariche di attese e desideri, negli occhi visioni di nuovi orizzonti, nei cuori la speranza e l’incoscienza di chi insegue un sogno ad ogni costo. Un luogo emozionante e suggestivo, dove nella forza del vento che qui soffia incessante sembrano rimasti stralci dell’energia che permise a quegli uomini di portare i loro sogni verso nuovi mondi.

© silviaromio.altervista.org

Gran Canaria, una perla  al largo delle coste nord-occidentali dell’Africa; un continente in miniatura, come spesso la definiscono, proprio perché qui si possono incontrare tutti i possibili paesaggi presente al mondo: immense spiagge, verdi colline, montagne, laghi, e persino il deserto. Un puzzle perfetto, un piccolo mondo, un angolo d’Europa proteso verso l’Africa.

Chi atterrando qui si aspetta spiagge caraibiche e acque cristalline resterà deluso; le spiagge, le più famose delle quali concentrate nelle coste sud dell’isola, sono le tipiche spiagge oceaniche lunghe e profonde bagnate da acque turbolente e non particolarmente calde; anche il profilo del centro balneare principale, Playa del Inglés, è alquanto deludente, abbruttito da enormi palazzoni arroccati sul promontorio che domina il mare, enormi alveari che ospitano hotel e appartamenti vacanze, molti dei quali avrebbero bisogno di una buona sistemata e rinfrescata. Qui le strutture turistiche sembrano essersi fermate agli anni ’70, l’epoca in cui le Canarie erano sinonimo di meta esotica, l’Europa in Africa, una destinazione chic per abbienti turisti tedeschi e inglesi, ma non solo. Con l’avvento dei voli low cost il target turistico si è abbassato e le isole, compresa Gran Canaria, sono diventate una destinazione alla portata di molti, ma le strutture turistiche non hanno saputo o voluto adeguarsi al cambiamento risultando oggi decisamente fuori moda e molto impesonali.
Detto questo, Playa del Inglés è comunque un luogo piacevole dove passeggiare la sera sul lungo mare pieno di bar e negozi e dove fare ottimi affari comprando profumi , macchine fotografiche o telecamere essendo l’isola porto franco.  Attenzione però a valutare bene l’acquisto, la fregatura è dietro l’angolo!
Ma il pezzo forte di Playa del Inglés è la riserva naturale delle Dune di Maspalomas, un deserto in  miniatura di solo 25 km quadrati incastrato tra la spiaggia e le colline; si può accedere alla riserva direttamente dalla zona dei bar, passando così in pochi minuti dal frastuono del centro abitato animato dal vocio dei turisti al silenzio delle dune; un paesaggio surreale fatto di dolci colline dorate, un manto di seta che sembra oscillare spinto dal vento e che si stende fino al mare. Ritrovarsi dentro questo universo fatto si sabbia, vento e silenzio riempie il cuore di emozione, d’un tratto sembra di essere atterrati su di un altro pianeta, è emozionante passeggiare per le dune, arrampicarsi sulle più alte e da lì osservare l’oceano che si staglia all’orizzonte, una linea dritta contro il profilo ondulato delle dune.  Laddove le dune precludono la vista delle colline e della città che incombono alle spalle di Maspalomas, la vista spazia solo tra deserto e mare, due infiniti che sembrano toccarsi, un mondo fatto solo di due colori, l’oro della sabbia e il blu del cielo e del mare.
© silviaromio.altervista.org

Gran Canaria riserva anche altre perle, come Puerto Morgan, un piccolo paesino affacciato sulla costa sud occidentale dell’isola; qui le case bianche, abbellite da balconi e inserti color pastello e incorniciate di bouganville in fiore creano un’atmosfera che è un misto tra i paesetti delle isle greche e i paesaggi provenzali. Il porticciolo, circondato da minuscoli bar, è il luogo ideale per sedersi fuori a sorseggiare un caffè osservando la vita intorno e i pescatori indaffarati a scaricare delle loro barche il bottino della giornata.
Puerto Morgan è facilmente raggiungibile da Playa del Inglés da autobus di linea, il viaggio dura circa un’ora e permette di godere del paesaggio costiero seguendo la strada che si inerpica su per le colline per raggiungere la piccola baia dove è appollaiato il paese.

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Di atmosfera decisamente diversa è Las Palmas de Gran Canaria, la capitale delle Canarie: una città calda, piena di vita, dall’atmosfera rilassata e cosmopolita oltre che vivace centro universitario;
Il quartiere storico della Vegueta trabocca di edifici che nelle loro facciate raccontano la storia travagliata di quest’isola, terra di grandi contese proprio per sua sua posizione strategica come porta verso il continente africano; il quartiere è caratterizzato dalle tante case in stile tradizionale, con i cortili interni e i balconi in legno intarsiato. Meritano una visita la Casa di Colombo e il Museo Canario che racconta le usanze delle antiche popolazioni dell’arcipelago.
Ma il cuore pulsante della città è la sua spiaggia, Las Canteras, una delle più belle spiagge cittadine che abbia mai visto: ampia, pulita, una mezza luna di sabbia candida incorniciata  da acque placide e da una magnifica via lungo mare piena di caffè e bar, il posto preferito dagli abitanti per sorseggiare un aperitivo dopo il lavoro. 
Pur non contando attrazioni turistiche d’eccezione, la città conquista con la sua aria allegra e informale, una sorta di piccola Barcellona d’oltre oceano dal carattere marcatamente europeo, dove si tende a dimenticare di aver varcato un oceano ed essere a due passi dal continente nero e sembra di essere ancora nella vecchie Europa.
La città è ben collegata a Playa del Inglés con bus di linea che coprono il tragitto in ca. 1 ora- 1 ora e trenta a seconda del traffico.
Guida al viaggio

Traporti per Gran Canraria:
Ryain Air e altre compagnie aeree low cost offrono voli diretti; Iberia collega Gran Canaria attraverso voli con scalo in Spagna. Se si ha più tempo si può prendere in cosiderazione la possibilità di arrivare attraverso uno scalo in Germania servendosi di uno dei numerosi voli di compagnie aeree low cost tedesche (per es. Tui) che offrono collegamenti giornalieri con l’isola.
Dove dormire:
Playa del Inglés rappresenta certamente una base ideale da dove partire alla scoperta dell’isola. La maggior parte delle mete di interesse turistico possono essere raggiunte con gite giornaliere usando una macchina a noleggio o avvalendosi dell’estesa ed efficiente rete di trasporti pubblici.
Per evitare di finire in uno dei tanti hotel – alveari, si può magari cercare un piccolo appartamento nelle nuove zone residenziali più recenti appena fuori dal centro di Playa del Inglés.
Quando andare:
Gran Canaria è famosa per essere l’isola dell’eterna primavera, qui d’inverno la temperatura rimane sui 18° e d’estate, grazie alle brezze oceaniche, non sale mai sopra i 30°. Un clima da sogno dove godere del calore del sole in ogni periodo dell’anno



Il Sahara mi ha sempre affascinata, da tempo desideravo vederlo dal vivo e camminare sulle sue immense dune. 

Vista la vastità di questo deserto che si estende per una decina di stati africani, sono numerose le destinazioni che permettono di vivere quest’esperienza; dopo un lungo girovagare in rete la mia scelta è caduta sul Marocco, certamente la meta più semplice ed economica da raggiungere, grazie anche ai numerosi voli low cost in partenza da vari aeroporti italiani.


Erg Chebbi o Erg Chigaga?

In Marocco ci sono due luoghi dove si può provare l’indimenticabile esperienza di camminare tra le due: Mezouga, a 500 km ad est di Marrakech dove si trova l’Erg Chebbi, chiamato il deserto rosso per l’intensa colorazione della sabbia, o la regione all’estremo sud del paese, ai confini con l’Algeria, l’Erg Chigaga.
Merzouga è facilmente accessibile con auto propria, la strada asfaltata arriva praticamente fino alle dune, ma proprio per questo è molto frequentata da turisti e comitive che specialmente nei periodi di alta stagione invadono le dune, rovinando in parte la suggestione del posto.
Di contro l’Erg Chigaga si trova in una zona più remota; la strada asfaltata termina al villaggio di Hamid, l’ultimo avamposto prima delle piste, percorribili solo in fuoristrada, che si spingono sempre più verso il deserto fino ai piedi delle dune; avventurarsi da soli in questi luoghi remoti è impensabile, bisogna essere in grado di orientarsi tra chilometri di distese piatte e guidare sulle dune, è  indispensabile quindi essere accompagnati da guide esperte. Proprio per queste caratteristiche l’Erg Chigaga è molto meno frequentato dai turisti e si può quindi godere delle dune in (quasi) totale solitudine. 
La mia scelta è caduta sull’Erg Chigaga e per arrivarci ho sfruttato il servizio taxi privato dell’hotel di Zagora dove ho alloggiato. Ci sono molte agenzie che organizzano escursioni nel deserto e che includono il trasporto da Marrakech.

Ait Ben Haddou

Da Marrakesh al deserto

Per percorrere i 400 km che separano Marrakesh da Zagora si impiegano circa 7 ore ma la fatica è ampiamente ripagata dalla bellezza mozzafiato degli scenari naturali in continuo mutamento che si susseguono lungo il percorso, e che portano a numerose ed irrinunciabili soste fotografiche. Si risalgono prima le montagne dell’Atlante lungo tornanti che si inerpicano fino al desolato passo di Tizi n’Tichka, ad oltre 2200 metri; il percorso lungo la montagna permette di ammirare le stratificazioni delle rocce che disegnano onde di colore dalle tonalità mutevoli a seconda dell’ora del giorno, accendendosi di mille sfumature di rosso al tramonto e creando un paesaggio naturale di grande suggestione, tanto da essere paragonato al Grand Canyon americano.
Scesi a valle il paesaggio muta nuovamente aprendosi su distese enormi di ulivi e alberi da frutto, per poi diventare sempre più arido mano a mano che si prosegue verso sud, quando pian piano la terra diventa sempre più rossa e lascia spazio all’avanzare della sabbia del deserto.


La kasbah di Air Ben Haddou

Una tappa imperdibile lungo il percorso è la visita di Ait Ben Haddou, la più pittoresca e meglio conservata kasbah del Marocco;  più volte utilizzata come set naturale per alcuni film, tra cui Lawrence d’Arabia, la kasbah ha nel tempo subito numerosi restauri che hanno permesso a questo gioiello, estremamente delicato, di conservarsi intatto fino ai nostri giorni ed oggi è giustamente tutelato come Patrimonio dell’Umanità. 
Nell’addentrarsi nell’intrico di strette viuzze ci si sente avvolti dal caldo colore rosso delle case di fango e paglia, che sembrano quasi disegnate per quanto perfette. La vista dall’alto della kasbah spazia a 360° sulla pianura circostante di terra chiara, arsa dal sole, interrotta da qualche albero lungo il corso del fiume. Per una sosta culinaria si può pranzare nella terrazza dei ristoranti di fronte ad Ait Ben Haddou, dall’altro lato del fiume, da cui si gode di un colpo d’occhio magnificò su tutta la kasbah.
Procedendo verso sud si avverte sempre più forte la sensazione di stare per avvicinarsi al deserto, di cui si respira già l’atmosfera di pace e silenzio. Ed ecco finalmente verso sera apparire Zagora all’orizzonte,  una piccola città che trasuda deserto da ogni muro e che certo non ha molto altro da offrire al turista se non qualche hotel e agenzia per la visita del Erg.

Erg Chigaga

L’Erg Chigaga è il più grande erg (complesso di dune) del Marocco con dune che raggiungono i 300 mt di altezza. Per raggiungerlo ci vogliono ca. 3 ore da Zagora, due delle quali lungo piste off road tra chilometri di distese piatte e aride interrotte qua e là da dune e oasi verdi in cui si abbeverano i dromedari. Lungo il percorso si incrocia solo qualche beduino, gli unici che possono avventurarsi per questi territori da soli ed uscirne indenni.
Finalmente si arriva al campo base, un gruppo di tende disposte a semicerchio giusto di fronte a lei, la grande Duna: magnifica, imponente, spettacolare, la sua vista toglie il fiato e catalizza lo sguardo.
Lo spettacolo dalla dune dell’Erg Chigaga

La magia di questo posto è data dal fatto che è poco frequentato, anche in periodi di alta stagione (ci sono andata durante le vacanze natalizie); noi viaggiavamo assieme soltanto ad un altro fuoristrada ma essendo il nostro veicolo molto più veloce e meno carico (3 contro 6 passeggeri!) siamo arrivati al campo un’ora prima degli altri,  alle undici di mattina col sole alto in cielo, e questo ci ha dato la possibilità di godere dello spettacolo naturale in completa solitudine.

Ritrovarsi soli in mezzo a questo immenso mare dorato è un’esperienza visiva e mentale indimenticabile, così come risalire la cima più alta per ammirare il paesaggio dall’alto, seguirne con lo sguardo i profili sinuosi, ascoltare la voce del deserto, osservare la danza della sabbia alzata dal vento; sarei rimasta ore seduta lì, lontana dal rumore della città, dal mondo abitato, sguardo cuore e mente immersi nella pace e nel silenzio di quel luogo. Mai ho provato una tale sensazione di serenità e tranquillità. 
Dopo un lauto pranzo sotto le tende e l’immancabile the alla menta ci siamo spostati in fuoristrada verso un altro complesso di dune meno alto ma altrettanto suggestivo da cui abbiamo goduto di un altro spettacolo naturale, il tramonto sulle dune: d’improvviso la sabbia dorata è diventata color ambra mentre le ombre sempre più lunghe disegnavano giochi di luce sulle dune. Ricordo quel paesaggio magico con un misto di nostalgia e gioia, e quando ci ripenso sento ancora quel grande senso di pace che il deserto ha saputo regalarmi e l’irrefrenabile desiderio di tornare ancora una volta al grande Sahara.

Consigli di viaggio


Per avventurarsi nelle piste del deserto servono guide preparate che conoscano il territorio e le insidie che ambienti così estremi possono riservare. Visitare da soli le regioni remote dell’Erg Chigaga è impossibile oltre che pericoloso, rischiereste di perdere l’orientamento e la via.
E’ quindi consigliabile affidarsi ad agenzie specializzate che possano organizzare le escursioni in sicurezza.
Escursioni nel deserto- Caravane Renard du Desert è un’agenzia di Mhamid, l’ultimo villaggio prima del deserto a 51 km dall’Erg Chigaga; l’agenzia è specializzata in escursioni nel deserto, con personale preparato che saprà condurvi ad esplorare le regioni dell’Erg. L’agenzia organizza escursioni di uno o più giorni, passeggiate a piedi o in dromedario e naturalmente pernottamenti nei campi tenda per provare l’emozione unica di una notte nel deserto. Per qualsiasi informazione potete consultare il sito web Escursioni nel Deserto o inviare una mail a sejourdesert@yahoo.fr






Come molti credo, quando penso alla Provenza mi vengono in mente i campi di lavanda, immense distese di viola misto al verde dei campi. 

Ma se per assistere alla fioritura della lavanda bisogna attendere l’estate, quest’angolo di Francia meridionale riserva molti altri motivi peruna visita in autunno. Ho sempre pensato che in Provenza ci fosse una luce speciale, calda e avvolgente, ed è stata forse proprio questa luce ad ispirare i tanti pittori impressionisti che vennero qui a dipingere le loro tele piu’ famose. Da Cezanne a Van Gogh furono tanti i talenti artistici stregati dalla magia di questa terra. Quello che vi propongo e’ un itinerario sulle tracce dei grandi maestri pittori, per rivedere gli stessi luoghi che li ispirarono e divennero soggetti di capolavori immortali.

Aix en Province

Il nostro itinerario parte da Aix-en-Provence, citta’ natale di Paul Cezanne e prestigiosa sede universitaria; Aix è una città con un importante patrimonio artistico e culturale il cui cuore pulsante è la Vieil Aix, la Città Vecchia, attraversata da Corso Mirabeau, pieno di caffé ed eleganti edifici del XVII e XVIII secolo; al suo cittadino più illustre la città ha dedicato il Circuit Cézanne, un itinerario, ben segnalato da targhe con la lettera C, che partendo dall’Ufficio del Turismo permettere di ripercorrere i quartieri e i luoghi dove visse il pittore, arrivando al suo Atelier al n° 9 di Av. Paul Cézanne, dove produceva le sue opere e dove tutto è rimasto come lui lo ha lasciato.

Abazzia di Senanque

Aix è famosa anche per la produzione di mandorle, utilizzate, oltre che per i prodotti cosmetici, per preparare i calissons, i tipici dolcetti a base di pasta di mandorle, rivestiti di glassa.

Da Gordes a Senanque

Proseguendo nel nostro itinerario artistico si arriva al Arles, non senza prima fare alcune deviazioni per godere dei tanti gioielli provenzali; la prima è Gordes, catalogato come uno dei borghi più belli di Francia; questo borgo arroccato su un promontorio è famoso perché nella sua piazzetta sono state girate alcune scene del film Un’ottima annata con Russel Crowe; un’ottimo momento per visitare il borgo è il martedì, quando si tiene il mercato, pieno di bancarelle con cibo, vestiti, oggetti artigianali e molto altro. Risalendo le stradine del centro si arriva al castello, dagli interni riccamente decorati e sede di un museo. A soli 5 km a nord di Gordes una tortuosa stradina porta all’abazia cistercense di Senanque (nella foto di testata), risalente al 1148: una dei maggiori esempi di architettura monastica, dove pace e silenzio regnano sovrani.

 Chateauneuf du Pape

Continuando verso nord si raggiunge Chateauneuf du Pape, particolarmente suggestivo proprio in autunno nel periodo della vendemmia, essendo il posto famoso in tutto il mondo per la rinomata produzione vinicola;  in città ci sono molte enoteche che offrono degustazioni gratuite di vini.

Da qui seguendo il corso del Rodano si arriva ad Avignone, una della città storiche più bella della Provenza, famosa per essere stata la sede papale dal 1309 al 1377; imperdibile la visita all’opulento Palais des Papes, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che comprende due edifici, il Palazzo Vecchio e il Palazzo Nuovo, di cui sono visitabili una ventina di stanze.L’Ufficio del Turismo propone 4 itinerari pedonali per andare alla scoperta dei tesori nascosti della città.

Saint Remy de Provence

Ultima tappa prima di arrivare ad Arles è Saint Remy de Provence, città natale di Michel de Notre Dame, al secolo Nostradamus, e patria dei maestri cioccolatieri. Una magnifica cittadina da scoprire con calma passeggiando tra le stradine piene di negozietti, o fermandosi a bere un caffè in una delle tante animate piazzette. Qui si trova anche l’ospedale psichiatrico dove fu ricovarato Van Gogh che qui dipinse oltre 150 tele, oggi conservate al museo Estrine, che ripercorre la vicenda umana ed artistica del pittore.

Arles

Ed infine Arles,universalmente famosa perché qui vi si trasferì Van Gogh nel 1888; proprio a questo periodo risalgono alcuni dei dipinti più celebri dell’artista, come L’Alyscamps e la Notte Stellata sul Rodano. Paradossalmente ad Arles non rimane nessuna opera di Van Gogh ma la città lo celebra dedicandogli un percorso, il Circuit Van Gogh, ben segnalato da apposite targhe, che permette di individuare i punti precisi dove il maestro pose il cavalletto per dipingere i paesaggi cittadini e naturali della Provenza. Altro circuito storico interessante è quello della Arles romana che conta: l’anfiteatro romano Les Arenes, il teatro antico e gli Alycamps,un lungo viale alberato dove sono allineate numerose tombe romane.
Tra cittadine storiche, immensi vigneti e tracce dei grandi pittori, in Provenza non manca nulla per una bella vacanza baciati dal tiepido sole autunnale!


© silviaromio.altervista.org

Un viaggio originale che tocca due tra le maggiori città americane, la storica Boston e l’elegante Capitale Washington, per arrivare al sole della Florida, tra magnifiche spiagge, cittadine hippy dall’atmosfera rilassata e le paludi delle Everglades
Itinerario suggerito: Florida; Miami, Naples, Everglades, Cocoa Beach, Cape Canaveral, Key West

Per partire: per gli Stati Uniti le possibilità di volo sono molteplici (Lufthansa, Delta, Airline, Alitalia, KLM ecc); Consiglio!! non verificate solo la tariffa per la vostra destinazione ma anche per altre città, da cui poi potete evtl spostarvi usando i voli interni low cost (Jetblue)
Documenti: passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Assicuratevi di avere il passaporto valido per gli USA, semplifica le procedure di immigration. Per entrare negli USA bisogna fare il visto ESTA (€ 15, validità due anni), si può fare autonomamente on-line oppure potete farlo dall’agenzia presso la quale acquistate i biglietti.
Noleggio auto: tra le varie compagnie consiglio Alamo.it, servizio cortese ed efficiente, auto nuove; 
Non serve la patente di guida internazionale né la traduzione giurata della vostra patente, basta la patente italiana. Utile invece un navigatore per orientarsi tra le varie highways.
Voli interni: Jetblue.com
Prenotate tutti i voli per tempo per accaparrarvi i biglietti più economici!
Budget: di tutti gli stati, la Florida è tra i meno cari, sopratutto in estate che è considerata bassa stagione; più care invece Washington e Boston ma con qualche accortezza si possono visitare senza spendere molto
Hotel: meglio optare per le catene americane che spesso offrono tariffe promozionali
Tra i migliori per rapporto qualità/prezzo, con stanze ampie e funzionali: Ramada.com
La maggior parte delle stanze è datata di microonde, tavolo e sedie, che permette di scaldare qualche cibo pronto in camera se si vuole risparmiare evitando qualche cena al ristorante
Pasti: si può spendere da pochi dollari ai fast food a ca. 30$ a testa in ristoranti di media categoria. Un eccellente rapporto qualità/prezzo lo offre The Cheesecake Factory, una catena di ristoranti molto ben arredati dove con ca. 15-20$ a testa si possono gustare vari tipi di hamburger e deliziose Cheese Cake-andateci affamati perché le porzioni sono enormi- assolutamente da provare!
Consiglio!! nella maggior parte dei fast food e ristoranti il refill di acqua e soft drink è gratuito, non abbiate paura quindi di dire di si al cameriere che vi chiede se volete un’altra coca, è gratis!!






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