Estate, inverno, autunno o primavera qualsiasi sia la stagione dell’anno, sono veramente molti gli italiani che non rinunciano all’idea di organizzare un bel viaggio quando hanno a disposizione qualche giorno libero. Talvolta però la scelta della meta del viaggio risulta essere difficile.
Capita di non sapere dove andare e cosa vedere ma grazie al web è possibile raccogliere tutte le informazioni necessarie.

(altro…)


Crociere negli Emirati Arabi e nell’Oman

Tra le crociere più ambite nella stagione primaverile, vi è sicuramente quella che prevede la rotta degli Emirati Arabi e dell’Oman.

La prima tappa prevista da questo itinerario è la città di Muscat: questo porto di scalo non è transitabile a piedi, per questo motivo vengono messe a disposizione dei crocieristi delle navette dall’autorità portuale.

Muscat, meraviglia d’Oriente

Grande Moschea del Sultano Muscat Oman
La Grande Mosche del Sultano Qaboos a Muscat
Muscat, capitale dell’Oman, è una delle città più antiche del Medio Oriente, tra le bellezze da visitare vi è sicuramente la Grande Moschea del Sultano Qaboos. Edificata su una superficie di 416.000 m² può ospitare al suo interno fino a 6.500 fedeli.
Una delle peculiarità dell’edificio, consiste nelle pareti rivestite di marmo che caratterizzano la sala principale e sulle porte in cui sono incisi motivi ornamentali islamici con versetti coranici in caratteri “thuluth”; un’altra particolarità della struttura è il tappeto persiano monopezzo che ricopre il pavimento della sala dedicata alla preghiera.

Abu Dhabi e Dubai, le metropoli del deserto

La Moschea Bianca di Abu Dhabi

Seconda tappa dell’itinerario è Abu Dhabi. Città fondata dalla tribù beduina Badu Yas, è la sede del governo degli Emirati Arabi Uniti. La prima sosta prevede una visita alla Moschea Bianca o Sheikh Zayed, un’opera architettonica e tra le moschee più grandi al mondo, Al suo interno ospita il più grande tappeto fatto a mano in Iran, circondato da delle piscine.
Una delle caratteristiche della struttura è quella di essere aperta a un pubblico anche non musulmano, uno dei momenti più suggestivi per recarsi in questo luogo magico è sicuramente il tramonto, che regala ai visitatori un spettacolo più che suggestivo. 

L’Emirates Palace è un hotel extra lusso, la cui costruzione è stata tra le più costose al mondo con pavimenti in marmo e volte ricoperte d’oro; qui è possibile ammirare le eleganti sale dove l’Emiro accoglie i capi di Stato per importanti riunioni d’affari.
Ultima sosta prevista dalla rotta è Dubai che a differenza degli altri porti di scalo non prevede il servizio navetta. Qui è impossibile non recarsi nel souk delle gioiellerie e dell’oro e quelli limitrofi caratterizzati da negozi dedicati alla vendita di tessuti e spezie. Medinath Jumeirah è il souk che riprende l’idea originale del villaggio tipico, ossia dell’antica medinah.
La rotta che prevede il giro degli Emirati e dell’Oman è ideale soprattutto nel periodo primaverile, quindi vi consigliamo di affrettarvi se volete salire a bordo di una crociera aprile.

Cammello nel deserto

Conoscere le abitudini di un popolo è uno degli scopi del viaggio, l’elemento che lo rende non solo un piacere ma anche un momento di crescita. 

Il Medio Oriente in particolare ha una cultura ricca di tradizioni e cerimoniali antichi, che sopravvivono immutati da secoli e che ancora oggi sono profondamente radicati nella vita quotidiana. 

La negoziazione nel mondo arabo

Deserto

Internet ha abbattuto per sempre le barriere geografiche fra i popoli rendendo ancora più indispensabile conoscere a fondo realtà culturali differenti dalla nostra. Sopratutto per chi ricopre incarichi manageriali è importante saper relazionarsi con la controparte nel pieno rispetto delle differenti tradizioni sociali. Ciò è particolarmente importante quando ci si confronta con l’abitudine alla negoziazione nel mondo arabo, nella quale si utilizzano regole radicate e affascinanti per gestire la trattativa
Per capire e conoscere al meglio questo singolare aspetto della cultura araba sarebbe consigliabile frequentare un corso professionale in tecniche di negoziazione, così da arrivare perfettamente preparati all’evento, ma può comunque tornare molto utile conoscere alcune storie e leggende antiche che spiegano il delicato meccanismo e la filosofia che stanno alla base dell’arte della negoziazione araba. Una di queste è l’enigma dei 17 cammelli.

L’eredità dei 17 cammelli

Cammelli nel deserto
La celebre storia, risalente al XIII secolo, è ambientata a Baghad e ha per protagonisti tre fratelli, divisi dalla difficoltà di dividere l’eredità paterna costituita da 17 cammelli. La storia narra che prima di morire l’anziano padre lasciò precise istruzioni su come suddividere gli animali oggetto dell’eredità: la metà dei cammelli doveva andare al figlio primogenito, un terzo spettava al secondogenito ed un nono al terzogenito. Dal momento che il 17 è un numero primo e dunque indivisibile sia per 2, che per 3 o 9, iniziarono dispute e contese tra i tre eredi. Le discussioni continuarono senza soluzione fino a quando giunse in città il quarto protagonista della storia, Beremiz Samir, che decise di regalare il suo cammello per risolvere la disputa.
Con 18 cammelli, infatti, si riuscì finalmente a procedere nella divisione : al primogenito andarono 9 cammelli, al secondogenito 6 ed al figlio più giovane ne rimasero 2. Il cammello rimanente venne così restituito nuovamente a Beremiz. Aggiungendo un cammello, Beremiz non fece altro che offrire ai fratelli un punto di vista differente: in sostanza rese il sistema osservabile.

Saper guardare le cose da un’altra prospettiva

La storia dei cammelli risulta ancora attuale nel suo insegnamento filosofico e nelle chiavi di lettura che offre. Essa ci dimostra che per portare a termine una trattativa efficace, soprattutto con i popoli del Medio Oriente, bisogna fermarsi e osservare la situazione da una prospettiva diversa. 
Un approccio che non vale solo per la negoziazione commerciale ma anche come insegnamento di vita!
Articolo scritto in collaborazione con Professione:MANAGER, la scuola di Business Management creata da The European House – Ambrosetti per i professionisti del settore.

Dubai panorama

Dubai è particolare, esotica, affascinante, una città che incuriosisce il visitatore straniero perché lontana anni luce dai canoni di metropoli ai quali si è abituati. 

Ben collegata da numerosi voli internazionali in partenza dalle principali città italiane ed europee, bastano poco più di cinque ore di volo dall’Italia per ritrovarsi in un’immensa oasi nel deserto, tra lunghe spiagge e shopping center da Mille e una Notte.
A colpire di Dubai è proprio la posizione, a ridosso di alte dune di sabbia ed immensi spazi desolati. 


Toccare il cielo con un dito

Il panorama dal Burj Khalifa
Il panorama dal Burj Khalifa
Per uno sguardo d’insieme sulla città e dintorni la prospettiva migliore è quella che si gode dal Burj Khalifa, la più alta struttura mai realizzata che sfiora quota 830 mt. Guardarla da sotto dà le vertigini, così come affacciarsi alle finestre della terrazza panoramica del 124° piano. Da lassù si può avere una chiara percezione di come Dubai sia una metropoli di vetro, cemento e sabbia, un enorme agglomerato di grattacieli modernissimi che si innalzano come vette solitarie in un mare di sabbia. 
Per chi vuole regalarsi una vista ancora più mozzafiato si può salire sino a quota 550 metri al Burj Khalifa Sky, la più alta terrazza panoramica al mondo!

Shopping a non finire

Dubai Centro commerciale
I sforzosi centri commerciali di Dubai
Dubai è la mecca per gli amanti dello shopping. Come la vicina Abu Dahbi, vanta un numero incalcolabile di negozi tutti inseriti all’interno di sfarzosi centri commerciali dove si svolge la maggior parte della vita cittadina. Le alte temperature rendono difficile girare per strada per la maggior parte dell’anno, gli abitanti di Dubai preferiscono perciò rifugiarsi all’interno dei tanti mall che offrono numerose attrazioni, da enormi cinema a parchi tematici a ristoranti di tutti i tipi. Il risultato è una città che dall’esterno appare immobile, con strade vuote dove è raro veder passeggiare qualcuno, ma basta entrare in uno dei grandi centri commerciali per ritrovarsi circondati da luci, suoni e tanta gente.
La parola d’ordine qui è stupire e i mall di Dubai l’hanno presa alla lettera, sfoggiando al loro interno una serie di attrazioni incredibili. 
Se vi piacciano gli acquari, non perdere quello all’interno del Dubai Mall: un percorso tra enormi vetrate dietro cui nuotano centinaia di pesci tropicali multicolore.
Se invece siete appassionati sciatori e non sapete rinunciare ad una discesa nemmeno a ridosso del deserto, l’indirizzo giusto è Mall of the Emirates con la famosa pista di discesa in interno.
La sera dirigetevi invece nelle terrazze esterne del Dubai Mall, ai piedi del Burj Khalifa, e godetevi lo spettacolo di luci e suoni del Dubai Fountain, enormi fontane che zampillano a ritmo di musica.


Mare e deserto

La spiaggia di Dubai
La spiaggia di Dubai
Il panorama urbano di Dubai non è solo vetro e cemento ma anche infiniti spazi dove la natura è protagonista. A poche centinaia di metri dai grandi centri commerciali si stende la lunga e ampia spiaggia cittadina, una delle più belle degli Emirati Arabi. Anche qui i servizi offerti sono il meglio del meglio, con lussuosi resort a cinque stelle affacciati sul mare e dotati di tutti i comfort. A Dubai è facile completare un pomeriggio di shopping con un tuffo in mare ed un cocktail consumato in spiaggia, godendosi temperature gradevoli nel pieno dell’inverno europeo. 
Dubai deserto
Le dune alle spalle di Dubai
Alle spalle della città si estendono dolci dune di sabbia e verdi oasi, un paesaggio affascinante e silenzioso che si può visitare partecipando ad uno dei tanti tour organizzati dalle agenzie locali. Anche in questo Dubai non si smentisce proponendo servizi eccellenti, con campi tendati da Mille e una Notte in cui provare l’emozione di cenare sotto un cielo stellato nel bel mezzo del deserto. Potete immaginare una maniera migliore per concludere un viaggio nella città del deserto?


Se pensate che Abu Dhabi sia solo architetture e lusso, vi sbagliate. La città vanta una bellissima spiaggia dove, manco a dirlo, i servizi sono al top! Naturalmente tutti i maggiori hotel affacciano sul mare e hanno spiagge riservate, ma il lungomare orlato di palme è un’area pubblica accessibile a chiunque ed è animato di caffè, bar e ristoranti, un posto davvero piacevole dove passeggiare. Non ultimo, la spiaggia è stata insignita della prestigiosa bandiera blu.

La grande moschea

La Gran Moschea dello Sceicco Zayed

Anche in fatto di moschee Abu Dhabi primeggia con la Gran Moschea dello Sceicco Zayed, una delle più grandi del mondo, che può arrivare ad ospitare 40.000 fedeli; i numeri da capogiro continuano con ottanta cupole, un milione di colonne (una vera giungla di marmo!) e i lampadari più grandi del mondo con il diametro di oltre 10 metri!

L’intera opera è dominata dal bianco accecante dei marmi e dai riflessi d’acqua delle molte vasche che circondano la moschea. Sicuramente un edificio imponente che merita essere visitato.

Safari nel deserto

© Silvia Romio Photos
Pur essendo una città modernissima, Abu Dhabi offre anche esperienze in una natura bella e incredibilmente affascinante; la città si trova infatti vicino al deserto e una delle attività più interessanti in un viaggio qui è proprio un safari tra le dune. Le possibilità sono infinite: da escursioni giornaliere a dorso di dromedari, e notti in campi tendati da mille e una notte, con cena a lume di candela sotto un cielo stellato!
La regione di Al Gharbia si estende su una superficie pari ai due terzi dell’interno emirato di Abu Dhabi, è quindi facile capire come il deserto, ancora più che le architetture moderne, sia il vero protagonista di questa terra. 
In particolare molti tour portano a Liwa, un’oasi antica circondata dalle dune. L’oasi sorge ai margini del Rub Al Khali, che significa “il quartiere vuoto”, ed è la zona di deserto più estesa del mondo!
Ho già avuto modo di raccontarvi quanto ami il deserto e come ritrovarsi immersi nel silenzio tra dune dorate sia un’esperienza unica! Rub Al Khali non fa eccezione, è un luogo straordinario e pieno di poesia.
Ad Abu Dhabi ci sono moltissime agenzie che organizzano safari nel deserto, si tratta solo di scegliere la durata e il livello di lusso in base al tempo e al budget a disposizione!



Abu Dhabi è una delle mete emergenti tra i viaggi a lungo raggio, un affascinante connubio tra Oriente ed Occidente, tra antiche tradizioni e moderne architetture. 

Anche se radicata alle proprie tradizioni culturali, Abu Dhabi è oggi una città aperta e tollerante che sta diventando sempre più multietnica grazie ai continui arrivi di europei ed occidentali attirati qui dalle prospettive di lavoro. Basta un veloce giro per la città per accorgersi di come Abu Dhabi stia lavorando per diventare il nuovo punto di riferimento di modernità e tecnologia a livello mondiale, un impegno nel quale da anni la città è impiegata e per il quale ha fatto importanti investimenti.
Da piccolo villaggio di pastori nomadi e pescatori con un’economia basata principalmente sull’allevamento di cammelli, da metà degli anni ’50 la città ha fatto passi da gigante, merito non solo della lungimiranza del governo ma sopratutto della scoperta di enormi giacimenti petroliferi nel suo sottosuolo: proprio questo oro nero ha reso Abu Dhabi uno degli stati più ricchi del mondo!

La Abu Dhabi dei primi anni ’60 si è nel frattempo trasformata e si è rifatta completamente il look: da anni si espande e si arricchisce di avveniristici edifici, grattacieli e palazzi che oggi sono divenuti icone di lusso e simbolo del benessere che regna nel paese.

Il restyling è stato affidato ai più grandi architetti del mondo che hanno usato la città come una sorta di officina sperimentale dove esprimere i loro estri creativi, realizzando opere dalle forme ardite e dinsolite, dando così un aspetto di dinamismo e di forte modernità alla città.

Un giro tra architetture del futuro

L’Emirates Palace

Un giro in macchina per le strade del centro permettono di ammirare molti degli edifici divenuti simbolo di Abu Dhabi.

  • il Padiglione EAU, opera degli architetti londinesi Forster & Partnersuna, strabiliante struttura le cui forme sinuose sono un omaggio alle vicine dune del deserto. Inizialmente utilizzato per l’Expo 2010 di Shangai, è stato poi smontato e ricostruito pezzo per pezzo qui in città.
  • L’Emirates Palace, un lussuoso hotel di proprietà della prestigiosa catena Kempiski, unisce splendore arabo e soluzioni tecnologiche avanzate offrendo un’esperienza senza eguali. Catalogato come il secondo hotel più costoso al mondo mai costruito (dopo il Marina Bay Sands di Singapore), dall’esterno assomiglia ad un palazzo reale di stile arabo, mentre l’interno è un tripudio di ori e marmi. I numeri sono impressionanti: 1 km di larghezza, 400 stanze, 1000 cristalli Swarowki per i lampadari, 33 cucine e 14 tra ristoranti, bar e café, 8000 palme nel giardino. Se cercate il lusso sfrenato, questo è il posto giusto. Naturalmente l’hotel ha anche una spiaggia privata che affaccia sulla spiaggia di Abu Dhabi, la Corniche.

  • In stile completamente diverso ma altrettanto sorprendente è l’hotel Yas Viceroy, ricoperto di una griglia d’acciaio curva di oltre 200 metri di lunghezza. Qui l’eccentricità di Abu Dhabi raggiunge il suo apice con l’unico hotel al mondo a situarsi a cavallo di una pista di Formula 1! Non solo: la struttura è costruita per metà sulla terra ferma e per metà sull’acqua. 

Per gli amanti del Cavallino

Il Ferrari World Abu Dhabi è la mecca per gli amanti del famoso marchio automobilistico: si tratta del primo parco tematico firmato Ferrari. Oltre a raccontare le origini e la storia della casa automobilistica, offre molte divertenti attrazioni: Formula Rossa, le montagne russe più veloci al mondo che arrivano a 240 km all’ora; Galleria Ferrari, la più grande esposizione Ferrari fuori da Maranello, con una mostra di automobili dal 1947 ad oggi; Speed ​​of Magic, un’ avventura in 4-D attraverso caverne e burroni fino al cratere di un vulcano fiammeggiante; naturalmente all’interno del parco non mancano negozi a tema e ristoranti italiani.

Shopping da capogiro

Lo shopping è un passatempo nazionale ad Abu Dhabi! Ce n’è per tutte le tasche: da centri commerciali super lusso con le grandi firme, ai piccoli negozi nascosti nel souk della città vecchia dove si possono acquistare prodotti artigianali, spezie e tappeti.

Naturalmente questo stile fatto di eccessi, di lusso sfrenato e divertimenti può risultare a volte stucchevole ed esagerato, e in effetti girando per la città si ha spesso la sensazione che si sia caltata troppo la mano, optando per l’effetto stupore spesso a dispetto dell’eleganza e degli equilibri architettonici, arrivando a trasformare l’intera città in un parco divertimento. Ma la parola sobrietà non fa parte del vocabolario di Abu Dhabi, e bisogna ricordare che il gusto arabo predilige ori, marmi e cristalli e costruzioni che devono colpire per grandezza ed imponenza. Se si tiene a mente questo e si arriva preparati , si può godersi una città che in quanto a passatempi e stupore ha molto da offrire!


Il racconto di #VolagratisJN giunge al punto culminante con i due gioielli di Giordania: Petra e il deserto del Wadu Rum. Lucia ce ne parla descrivendoci la magia, il mistero e il fascino senza tempo di questi due luoghi straordinari.

Ho lasciato questo post per ultimo, perché avrei voluto cercare le parole giuste. E’ passato un mese quasi dalla partenza per la Giordania e sono due i pensieri che non riesco a levarmi di dosso. 
Ci sono sensazioni che rimangono incastonate tra le altre e non si riesce a liberarsene. Probabilmente non se ne ha neanche voglia. Le mie due ossessioni hanno un nome: Petra e Wadi Rum.
Mi ero promessa che non avrei dato a Petra l’opportunità di conquistarmi più di altro. Volevo partire senza aspettative e senza contare i giorni che mi allotanassero da lei. Eppure alla fine, lei ha avuto la meglio. Petra è semplicemente Petra, come direbbe qualcuno. E’ impossibile non rimanerne affascinati.
Il primo tratto è in discesa ed è pieno di cavalli. Sembra un posto normale. Man mano che si scende l’emozione sale. Ad ogni restringimento del canyon si pensa sia il momento: “dietro questo angolo c’è il Tesoro!”. Non passa mai, forse anche perché lo spettacolo del canyon è altrettanto suggestivo. Le rocce sembrano messe lì da un artista, in un’alternanza di luce e ombra, colori e striature. Dura circa un chilometro questa meraviglia finché non appare lui: il Tesoro. E’ vero, lo si scorge tra le rocce e solo avanzando si ricompone tutto, in un quadro da lasciare senza parole.
Ma non è tutto qui, se devo essere sincera. Questo è stato solo l’inizio. E’ una delle sette meraviglie del mondo moderno e non è un caso. Il sito archeologico è grande, veramente grande. Ed è bello, proprio bello. Si succedono tombe, templi e abitazioni -purtroppo distrutte da un terremoto-. Persone con il loro banchetto che vendono bracciali, collane, tessuti e cibo. Bimbi che giocano al sole, animali che vanno su e giù senza sosta. 
Senza tanta fatica, ci si ritrova alla sommità del Monastero. E’ un attimo in cui il tempo sembra fermarsi per permettere di godere appieno di tutta questa magnificenza.
Petra ha un’anima viva, ed è qui lo splendore. Non si riesce a smettere di guardare attorno perché ogni passo è una nuova espressione della natura. La terra rossa e le venature della roccia arenaria riempiono gli occhi.

Il Deserto del Wadi Rum

Questo è lo stesso colore che si trova nel Wadi Rum. Un rosso potente che si insinua ancora di più nelle viscere. Qui si ha la sensazione che la pace esista ancora da qualche parte nel mondo. Non ci sono molte dune, il paesaggio è per lo più intervallato da imponenti rocce -anche qui- che spezzano la monotonia di un luogo di sabbia.
Nessuna descrizione potrà rendere fede alla sensazione di vuoto colmo che regala il deserto. E’ silenzio, quiete, pazienza. E’ stupirsi davanti alla luce del tramonto, che accompagna l’oscurità della notte. E’ fumare shisha e imparare balli popolari illuminati dalla bellezza di un cielo stellato. Il deserto si concede nella sua interezza e non resta che cogliere questo dono. 
La Giordania è una terra da scoprire in punta di piedi ma con la voglia di lasciarsi prendere completamente. L’unico pensiero sarà quello di tornarci. 

Informazioni Utili:

-L’ingresso a Petra costa circa 50 dinari. E’ possibile visitare il Tesoro anche di notte, illuminato solo dalle candele. L’ingresso è, in questo caso, di circa 15 dinari.
-L’ingresso al Wadi Rum è di circa 5 dinari giordani. Per altre informazioni leggete qui altri articoli sul viaggio #VolagratisJN

Per rivivere l’emozione del tour potete consultare la Tagboard del blogtour; per tutte le informazioni sul viaggio in Giordania potete consultare il sito di Volagratis e la pagina dell’ Ente del Turismo della Giordania 
Qui di seguito altre foto di Petra e Wadi Rum:


Considerata già dagli antichi Romani una delle otto meraviglie del mondo, Petra, la città scavata nella pietra nel cuore del deserto roccioso della Giordania, è una di quelle destinazioni che fanno grande un viaggio. Proprio il fatto che fosse catalogata come una delle Meraviglie del Mondo è stato il motivo principale che mi ha spinta a visitarla. Per la verità ci sono stata oramai diversi anni fa, quando ancora la mia macchina fotografica andava a rullino e i miei piedi avevano percorso per lo più strade europee, ma vi posso garantire che la bellezza di Petra rimane impressa nella mente per sempre, un’emozione impossibile da dimenticare.

La storia e la fortuna di Petra sono legate all’acqua e alla geografia: il fatto che si trovasse lungo le vie carovaniere che univano l’Asia al Mediterraneo e la presenza di acqua la trasformarono in una tappa obbligata lungo il viaggio. I Nabatei, popolo nomade di origine araba, vi si insediarono stabilmente dal VI secolo dopo aver scacciato gli Edomiti e la trasformarono in un importante snodo commerciale.
I Nabatei costruirono una città dove case e templi furono scavati nella roccia, consegnando di fatto Petra alla storia come una delle meraviglie architettoniche di tutti i tempi.
L’apice della potenza e della fioritura fu raggiunto intorno al I sec. a.C dopo il quale iniziò una fase di declino: la città divenne prima di dominazione romana, periodo durante il quale vennero aggiunti il teatro e il decumano, e poi araba. E’ incredibile pensare che una simile opera architettonica possa poi essere stata abbandonata al punto da perdersene memoria!

Ci volle lo spirito intrepido di un esploratore, lo svizzero Burckhardt, per riportarla alla luce. Questi, in un impresa che assomiglia molto alle gesta di Indiana Jones, decise di andare alla ricerca della leggendaria Città Perduta: travestitosi da arabo si spacciò per un pellegrino e nel 1812 si fece accompagnare a Petra con la scusa di portare omaggio alla tomba del profeta Aronne. Fu così che Petra uscì dai lunghi secoli di oblio.

A Petra bisogna arrivarci presto il mattino, prima che il sole del deserto arrivi alto in cielo rendendo l’aria bollente, e possibilmente prima che i pullman dei tour operator scarichino orde di turisti sulla spianata del centro visitatori. Il cammino verso il sito monumentale è lungo e a volte impegnativo, ci sono mezzi alternativi come cavalli o cammelli ma personalmente penso che non ci sia nulla di paragonabile all’inoltrarsi a piedi lungo la gola del Siq: un cunicolo stretto che si inoltra sinuoso tra enormi pareti di arenaria che cambiano colore quando i raggi di sole riescono a penetrare tra questi spazi angusti, accendendo le rocce di infinite striature di arancione, bianco, rosso e rosa. E se già questo incanta, non è ancora niente comparato all’emozione nel vedere apparire da dietro l’ultima ansa il Palazzo del Tesoro: anche se visto e rivisto in tante foto, il trovarsi di fronte dal vero è qualcosa che toglie il fiato e lascia senza parole. Alto quasi cinquanta metri e decorato con fregi e statue, quest’enorme palazzo è interamente scavato nella roccia. Anche se la funzione originaria rimane tuttora un mistero, si suppone fosse un mausoleo. Le stanze interne odorano di umidità e della penombra emergono le magnifiche venature delle pareti, come pennellate di colore: camminare per questi ambienti equivale ad entrare nel ventre della montagna, come un’enorme cattedrale di pietra.
Dopo il Palazzo del Tesoro la visita continua lungo la via detta delle Facciate, dove i tanti monumenti di Petra si svelano lentamente emergendo dalle rocce, come in uno di quei giochi illusionistici in cui i soggetti si nascondono tra le linee del disegno e si rivelano poi d’improvviso lasciando l’osservatore sbalordito. Il paesaggio tutt’intorno è surreale: l’ampia spianata del Wadi Musa, l’arido deserto di terra, pietre e sabbia, è circondata da alte montagne d’arenaria, un enorme canyon che cambia colore a seconda dell’inclinazione del sole, incendiandosi di rosso al tramonto.
Il Teatro Romano, risalente al I secolo d.C., anch’esso scavato nella roccia, si compone di tre file di sedute e può ospitare ben 4000 spettatori: una sinfonia di venature dal bianco al rosso al rosa che corrono lungo i gradini creando un gioco di colori straordinario, un esempio di come anche l’arte architettonica successiva ai Nabatei abbia voluto rendere omaggio allo stile di questa incredibile città.

Ma lo spettacolo più bello di Petra si trova più in alto e per raggiungerlo bisogna scalare i novecento gradini, anch’essi rigorosamente scolpiti nella roccia, che conducono ad un promontorio. Un percorso lungo e faticoso, reso ancora più difficile dalle alte temperature del giorno, ma che alla fine riserva una ricompensa di una bellezza difficile persino da concepire: il Monastero. Ricordo l’emozione, dopo l’estenuante salita sotto il sole, nel ritrovarmi difronte ad una tale meraviglia: un enorme tempio la cui facciata chiara, scolpita con colonne e fregi, pare emergere dalla roccia in cui è incastonata, leggiadra e maestosa, senza tradire nulla della fatica che una simile opera richiese.
All’ora del tramonto i raggi inclinati del sole colpiscono le rocce e d’improvviso tutto intorno si colora di rosso, e in basso la Città Perduta risplende alla luce calda dell’imbrunire: ero venuta per vedere una delle meraviglie del mondo e Petra non mi ha delusa.

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Se si continua a utilizzare questo sito web senza cambiare le impostazioni dei cookie o si fa clic su "Accetto" di seguito, si acconsente a questo. Per informazioni su come disabilitare i cookie, leggere l' Informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi