Street food a Milano: gli indirizzi imperdibili per un’esperienza culinaria indimenticabile

A partire dall’assalto della street food più selvaggio e da ogni sorta di invenzione culinaria, sembra ormai di moda l’arte di doversi distinguere offrendo menù sempre più particolari e fantasiosi.

Ecco quindi che Milano si è popolata dal giorno alla notte di una moltitudine di negozi specializzati e ristoranti con un’offerta selettiva e ben curata. Capovolgendo il trend che richiedeva che ogni locale offrisse un po’ di tutto per accogliere le diverse tipologie di clientela, ecco che si vede il ritorno alle origini quando ogni bottega era specializzata in un determinato settore. Della serie scopri quello che ti piace e che sai fare bene, rendilo unico e avrai successo.
Tralasciando i vari bio, vegetariani o vegani che si stanno diffondendo a macchia d’olio e che offrono un’offerta studiata per avvicinare al mondo salutista anche i più scettici, ecco una selezione dei locali da non perdere per una serata sfiziosa e diversa dal solito.

1. La Lasagneria – Corso di Porta Romana 79

Milano e lo street food

Nato con l’idea di rendere accessibile anche fuori casa un piatto tipicamente casalingo, si è pian piano affermato nello scenario della ristorazione milanese. Si trovano veramente lasagne di qualsiasi tipo, dalle tradizionali con ragù e besciamella, a quelle gourmet con pesto di pistacchi, a quelle vegane o in versione light. Consiglio di provare i nuovissimi “lasagna rolls” e, data la stagione, un assaggio alla variante con i funghi. Un’idea golosa per tutti, anche per chi non riesce a far a meno della dieta. Unica nota negativa: crea dipendenza.

2. La Polpetteria – Via Vigevano 20

Milano e lo street food

L’arredamento americano è la culla di questo autentico paradiso delle polpette. Che vi piacciano di carne pregiata, di pesce o di verdure questo è il posto che fa per voi. Se non fanno parte dei vostri piatti preferiti (cosa quasi impossibile) evitate di andarci perché non c’è molto altro. Il variegato menù comprende però anche dei primi (con polpette), succulenti hamburger e, per gli indecisi, dei piatti degustazione. Nota dolente: il prezzo. Si paga la qualità degli ingredienti, l’originalità e la location. Un prezzo adeguato ma non per tutte le tasche.
Con una formula diversa, più alla buona e divertente, la Ciccilla (Via Volta, 7)

3. La Polenteria – Via Taverna 2

Milano e lo street food

In realtà il locale è anche griglieria e ristopub ma, dopo la chiusura di altre polenterie, sta prendendo piede tra gli appassionati della farina di mais.

Servita sotto forma di crostini, cubetti o piatti fumanti, la polenta è infatti la regina indiscussa di questo locale. Un posto alla buona dove la succulenta pietanza gialla viene servita accompagnata da sughi, carni, funghi, formaggi o verdure. I prezzi sono onesti e le porzioni abbondanti. E’ un posto con lunghi tavoloni di legno che si “rischia” di condividere con altre persone. Sconsigliato per chi è alla ricerca di un posto raffinato.
Con la stessa formula merita menzione anche il famoso pub sui Navigli, Nox (Via Torricelli, 5)

4. La Ravioleria – Via Paolo Sarpi 27

Milano e lo street food

In questa zona dominata dalla forte presenza cinese non poteva che nascere un locale frutto dell’incontro tra le due culture. Una via di mezzo tra street food e take away. Pochi posti a sedere, una finestra sulla strada con cucina a vista, possibilità di mangiare passeggiando o seduti ai pochi tavolini messi a disposizione. Ravioli in ogni salsa e con ogni ripieno. Da notare che la carne viene acquistata nell’adiacente macelleria storica. Ottima qualità per un cibo preparato al momento sotto i vostri occhi. Una formula talmente di successo che ha da poco raddoppiato la sua presenza (Via Paolo Sarpi, 25).
Un’esperienza gustativa assolutamente da non perdere e, se d’inverno mangiare passeggiando non è l’idea migliore, per questi ravioli il sacrificio è decisamente ripagato.

5. Il Panzerotto – Via Spontini 4

Milano e lo street food

Senza dimenticare il re indiscusso del genere, lo storico Luini, ecco da poco arrivare direttamente dalla magica Puglia la famiglia D’Alessio che ha già guadagnato un posto di riguardo nella classifica dei “must go” in quel di Milano. Il problema di questo posto è l’imbarazzo della scelta. Il profumo si sente già dalla strada e non si può resistere alla tentazione. Che sia al prosciutto, all’nduja, alla Nutella o in formato XXL l’importante è provarlo e postare la foto sui social. Per il resto lasciate fare alla simpatia e alla disponibilità del personale.

6. La Toasteria – Piazza Duomo 4

Milano e lo street food

Non l’unico nel suo genere (vedere ad esempio CapatoastMi CasaToasteria italiana) la formula è sicuramente di successo. Toast enormi ad un prezzo accessibile. Un lungo menu con ingredienti gustosi che fa venire l’acquolina in bocca solo a scorrerlo. Una sosta imperdibile se si passa dal centro e non si ha tanto tempo a disposizione. Per chi ha lo stomaco forte consigliatissimo il San Siro (wurstel, cipolle e peperoni al forno) e per i palati più raffinati il magico Ipanema (bresaola della Valtellina, caprino e spinaci saltati con parmigiano).

7. Tutti Fritti – Corso di Porta Ticinese 18

Milano e lo street food

I salutisti lo chiamano Satana ma davanti ad un buon fritto è difficile resistere. Ecco allora sulla scena gamberi, calamari, pollo, fiori di zucca, mozzarelle e tanto altro il tutto accompagnato da gustose salse e accompagnato da ottima birra. Il locale è piccolo e i posti a sedere sono pochi ma il servizio è veloce e, con un po’ di adattamento, si trova sempre posto. Consigliato per uno strappo alla regola. Basta non farsi prendere dai sensi di colpa.

E se ancora non siete soddisfatti a non vi resta che partire alla ricerca della varie apecar in giro per la città. Troverete friselle, churros, pizze fatte al momento, hamburger di ogni forma e dimensione, pesce fritto, pollo allo spiedo, arancini e tanto, tanto altro. Un vero tour all’insegna della gastronomia più variegata che metterà alla prova anche i salutisti più convinti.


Parigi è la patria della pasticceria e ogni visita in città non può non includere un giro in uno di questi templi della dolcezza. Con questo tour vi conduco alla scoperta delle migliori pasticcerie di Parigi.

La Tarte Tropezienne

 
Quando da bambina trascorrevo le mie estati in Costa Azzurra, c’era una torta in particolare che adoravo e senza la quale non potevo vivere: la Tarte Tropezienne. Si tratta di un pan brioche farcito con una golosa crema pasticcera e crema al burro. Se la ricetta di questo capolavoro di pasticceria originario di Saint Tropez rimane tutt’ora segreta, non è invece un mistero la sua disarmante bontà, tale da aver fatto innamorare anche la divina Brigitte Bardot. La torta fu creata negli anni 50 da un pasticcere di origine polacca e divenne subito un simbolo della Dolce Vita in Costa Azzurra. In 3 Rue de Montfaucon ho potuto ritrovare quel gusto inconfondibile che mi ricorda le estati giovanili, alla pasticceria che si chiama appunto La Tarte Tropezienne.

Gerard Mulot e Pierre Marcolini

Proseguendo nella vicina Rue de Seine al n. 76 si incontra Gerard Mulot, uno dei guro della pasticceria parigina. I suoi negozi hanno diverse sedi a Parigi ma questa è di gran lunga la più grande. Qui vanno in scena le prelibatezze più classiche, dalla Tarte au Citron alla millefoglie. Essendo a pochi passi dai Giardini del Lussemburgo, è possibile acquistare i dolci e gustarli nel verde del parco.
Pochi passi più avanti nella stessa via, al n. 89 si trova invece la pralineria Pierre Marcolini. La scelta qui spazia tra deliziosi cioccolatini e macarons, oppure se non volete scegliere provate un po’ di tutto!

Café Pouchkine

La mia anima di viaggiatrice si palesa anche in fatto di dolci e le fusioni di scuole di pasticceria di nazioni diverse mi affascinano. Sarà per questo che adoro il Cafè Pouchkine, situato all’interno dei grandi magazzini Printemps su Boulevard Haussmann. Le creazioni franco-russe sono divine, in particolare il millefoglie Napoleon, con strati e strati di pasta sfoglia e crema pasticcera tra cui si può passare un pomeriggio interno! Anche gli arredi, dove il gusto russo per l’oro incontra il tocco parigino, sono da ammirare!

Hugo & Victor

 
Più che una pasticceria Hugo & Victor sembra una gioielleria, tanto gli interni sono eleganti. I pasticcini sono esposti in teche, proprio come fossero gioielli preziosi, e di fatto lo sono! I prezzi naturalmente sono commisurati all’ambiente però vale la pena un assaggio. Ci sono due negozi di Hugo & Victor a Parigi, uno sulla Rive Guache (40 bd Raspail) e l’altro al Marché de Saint Honoré (7 rue Gomboust).

Pierre Hermé

Se siete fan dei macaron questo è l’indirizzo giusto! Ce ne sono di tutti i gusti, dai classici a quelli più particolari. Anche questa pasticceria ha diversi punti vendita, ma la più famosa è quella a Rue Bonaparte a Saint-Germain-des-Près.
 

cucina mediterranea

La cucina spagnola è apprezzata in tutto il mondo sia per varietà che per qualità dei piatti. 

Il passato storico della Spagna, teatro di dominazioni di popoli e culture diversi, ne ha fortemente influenzato le tradizioni culinarie, esse stesse frutto dell’incontro di cucine e sapori di mondi lontani che si sono fusi sulle tavole spagnole dando vita a piatti originali e unici.
La varietà è uno degli elementi di forza della cucina iberica, ciò che rende un viaggio per le strade di Spagna una continua scoperta di sapori: dai piatti di mare che imbandiscono le tavole delle zone costiere, ai sapori di terra delle fertili vallate interne coltivate a ortaggi e frutta, senza dimenticare gli ottimi prodotti caseari delle regioni settentrionali e gli allevamenti delle zone montuose. Un tripudio di gusti esaltato da un arcobaleno di colori nel piatto, che mette appetito e buonumore, presupposti fondamentali per apprezzare la cucina di un paese.
Del resto l’elemento culinario è un tassello fondamentale per completare il puzzle di ogni viaggio, che non può dirsi completo senza provare i piatti tipici del paese che si sta visitando. La cucina mediterranea, di cui quella spagnola è parte integrante, assume in ogni zona sfumature uniche e diverse e si fa interprete non solo degli ingredienti reperibili localmente ma anche del carattere e della storia di un popolo, con sapori più o meno decisi, soavi, dolci o salati. 
Spiega bene queste caratteristiche l’infografica di Alpitour sui gusti e sapori della cucina mediterranea che mostra in un unica immagine quali e quanti siano i piatti del bacino del Mediterraneo. 

Sapori di Spagna

La paella valenciana
La paella
Tornando alla Spagna, una carrellata dei piatti spagnoli più tipici non può che partire da quello più universalmente noto, la paella. Ne esistono vari tipi, mista, di carne, di pesce, vegetariana e persino con il riso nero, ma l’originale è solo quella valenciana mista. In pochi sanno che per gli spagnoli è il piatto principe della domenica, da mangiare esclusivamente a pranzo, mai a cena!
Altro grande classico della cucina spagnola è il gazspacho, una zuppa fredda a base di verdure e spruzzata di peperoncino, perfetta per le torride giornate estive!
Diffuse in tutto il paese sono le tapas, una serie infinita di mini porzioni perfette non solo per l’aperitivo ma anche per una cena completa, divertendosi ad ordinare sempre nuovi assaggi.
Spostandoci nella Costa della Luz nel profondo sud dell’Andalusia, incontriamo una tradizione legata alla colazione: pan y tomate, pane condito con passata di pomodoro, olio e sale, servito di primo mattino e accompagnato da caffè nero. 
Il pulpo alla gallega
Il pulpo alla gallega

In Galizia, terra di antiche tradizioni marinare, è d’obbligo assaggiare il pulpo a la gallega, polpo bollito, tagliato a pezzetti e cosparso di abbondante olio e peperoncino piccante. Una vera delizia! Della Galizia sono anche i percebes, dei crostacei che crescono solo sugli scogli di questi mare: dall’aspetto curioso che ricorda le dita di un mostriciattolo verde, sono una vera rarità.
La Spagna sta emergendo anche come produttrice di vini e sono molte le etichette che si stanno diffondendo nel mondo: dai rossi corposi della Roja ai freschi bianchi della Navarra per arrivare allo sherry, vino che molti pensano essere inglese e che invece viene prodotto in Andalusia.
Churros e cioccolata
Churros e cioccolata
Dulcis in fundo, i churros sono dei deliziosi dolcetti fritti dalla forma allungata, serviti con una spolverata di zucchero. La curiosità è che in Spagna non sono soltanto dei dessert o dei fuori pasto ma per tradizione si mangiano il mattino a colazione accompagnati da cioccolata calda!
Per terminare questa carrellata nella gastronomia spagnola vi ricordo che gli orari dei pasti in Spagna sono molto particolari. Non si pranza mai prima delle 14 e non si cena mai prima delle 22. Quindi se siete abituati a mangiare presto, regolatevi con un’abbondante colazione, magari proprio a base di churros!

La cucina vietnamita

Pur condividendo ingredienti e caratteristiche di base, le tradizioni culinarie del Vietnam variano da regione a regione, legate alla diverse vicende storiche ed al clima, tropicale al sud e più continentale al nord.

Cucina del nord del Vietnam

Al nord il clima più freddo limita la disponibilità di spezie restituendo piatti dal sapore più delicato ed equilibrato. 
Il piatto nazionale vietnamita, il pho è originario di Hanoi. Si tratta di una zuppa di noodles di riso simili a fettuccine il cui brodo si ottiene dalla cottura di ossa, zenzero e naturalmente salsa di pesce (Pho). Viene servita in grandi ciotole fumanti con aggiunta di manzo, pollo o pesce, erbe aromatiche e chiodi di garofano. Piatto leggero ma sostanzioso, è molto più che una semplice zuppa, è il Vietnam riassunto in una ciotola fumante e profumata. Al centro la zuppa viene chiamata bun bo Hue ed è accompagnata da manzo speziato e noodles rotondi.
Il bun thang è un’altra zuppa tipica di Hanoi che a brodo e tagliolini aggiunge pezzi di pollo, uova e gamberetti.
Sempre del nord è il cha ca, pesce fritto cotto con curcuma e aneto e servito accompagnato da vermicelli di riso, arachidi tostate, cipolle a fette e basilico.
Il banh mi è invece un piatto che trae originale dalla dominazione francese, durante la quale fu introdotta in Vietnam la baguette. Il termine bahn indica infatti il pane. Si tratta della versione vietnamita del sandwich, un panino farcito con carne di maiale alla griglia, salsiccia vietnamita, cetrioli e carote. Originario del nord, è diffuso in tutto il paese, sopratutto come cibo di strada.

Cucina del Vietnam centrale

La cucina del centro si caratterizza per il diffuso uso del pesce e per i condimenti piccanti. E’ una cucina molto decorativa e colorata, caratteristica legata alle dinastie reali che si succedettero alla guida di queste regioni. Molti imperatori richiesero ai loro cuochi la formulazione di pietanze raffinate e complesse, dando vita ad una tradizione culinaria che ancora oggi si distingue per ricercatezza dei sapori ed eleganza nella composizione.
La cucina di Hué è tra le più varie e propone, oltre alla già citata zuppa bun bo Hue, i my quang, una varietà di noodles gialli o rosati conditi con carne di maiale, gamberi, fiori di banano e arachidi. Hué ha saputo reinterpretare anche il più classico dei piatti vietnamiti, gli involtini primavera, qui chiamati nem cuon Hue e ripieni di patate dolci, maiale, spinaci ed erbe aromatiche.
Il piatto principe di Hoi An è il cao lau preparato con spessi noodles di farina integrale che si dice derivino dai soba giapponesi, ammorbiditi con del brodo profumato e accompagnati da fettine di maiale, erbe, germogli e croccanti crostoni ottenuti dalla stessa farina dei noodles.

Cucina del sud del Vietnam

Zuppa di pesce del Delta del Mekong
Zuppa di pesce del Delta del Mekong
Il clima caldo del sud del Vietnam è ideale per la coltivazione di una grande varietà di frutta e verdura. Il risultato è una cucina vivace e saporita che alle più tipiche erbe aromatiche aggiunge anche aglio e scalogno. Molto diffuso è il latte di cocco, usato sia come bevanda che come ingrediente aggiunto ad alcune pietanze per dare un tocco di dolcezza. 
Ho Chi Minh City, con i suoi ritmi da metropoli moderna, è la patria dello street food e propone piatti dai sapori inusuali con il banh trang tron, fogli di carta di riso con uova di quaglia, gamberi, carne essiccata di bue e mango verde. 
Un tocco originale viene dato anche alle crepes di riso, chiamate bahn xeo (foto di testata), che qui sono arricchite delle note dolci del latte di cocco.
In una ciotola di canh chua , la zuppa di pesce del profondo sud, c’è dentro tutto il Delta del Mekong: pesce locale, ananas, pomodori e un tocco di tamarindo che dona un sapore agrodolce all’insieme. 
Dalle tradizionali bancarelle di strada ad eleganti ristoranti, la cucina vietnamita è una continua scoperta, un viaggio tra sapori esotici, colori e profumi che accompagnano il visitatore in ogni angolo del paese, sorprendendolo ad ogni tappa con nuovi piatti e prelibatezze.

La cucina vietnamita

La varietà della cucina vietnamita è una delle sorprese più piacevoli per chi visita il paese. Fantasiosa, delicata, leggera e molto economica, si basa sull’armonia di sapori e sull’ampio uso di erbe aromatiche che donano ai piatti freschezza e amalgamano i sapori. 

I principi base della cucina vietnamita

I cinque elementi fondanti di ogni piatto sono il dolce (terra), il salato (acqua), l’amaro (fuoco), l’acidità (legno) e il piccante (metallo).
Ciascuna pietanza combina in maniera diversa questi sapori dando risalto ad uno in particolare. Il 5 è un numero ricorrente nella composizione dei piatti vietnamiti e si ritrova anche nei colori usati, rosso, giallo, verde, bianco e nero, e nei sensi coinvolti nella degustazione: la composizione attrae la vista, i suoni che provengono dagli ingredienti croccanti l’udito, le spezie solleticano il gusto, i profumi delle erbe stimolano l’olfatto e alcuni cibi di strada si apprezzano anche attraverso il tatto. Ogni piatto deve poi soddisfare il principio dello ying e yang in modo da fornire un equilibrio benefico per il corpo: l’uso di colori complementari, la mescolanza di caldo e freddo, di morbido e croccante sono tutti accostamenti che rispondono a queste regole.

Incontro di sapori da paesi diversi

La cucina vietnamita
La vicinanza a Laos, Cambogia e Cina, le dominazioni cinesi e la colonizzazione francese hanno fortemente influito sugli usi alimentari, dando vita all’incontro di ingredienti e metodi di cottura diversi, armonizzati con fantasia e creatività. La cucina vietnamita sostituisce alla monotonia di molte cucine del sud-est asiatico un’inaspettata varietà, con oltre 500 piatti diversi e tradizioni culinarie che differiscono da regione a regione. Il classico itinerario turistico che include tappe da nord a su diviene così un viaggio tra i sapori, dalle deliziose crepes salate del sud alle fumanti zuppe del nord, passando per i piatti imperiali della regione di Hué al centro.
Come in tutta la cucina asiatica, il riso è un ingrediente fondamentale anche in Vietnam al punto che in lingua vietnamita consumare i pasti si dice an com, che letteralmente significa “mangiare riso”. Oltre che come accompagnamento per tutti i piatti di carne, il riso viene utilizzato per preparare tagliolini, vino e il bahn trang, la carta di riso finissima usata per avvolgere gli involtini primavera.
Come condimento viene usata la nuoc mam, una salsa liquida di colore rossastro ottenuta dalla lunga fermentazione del pesce in salamoia. Con il suo gusto agrodolce, deciso ma al contempo gradevole, rappresenta l’essenza dell’equilibrio di gusto e sensazioni che sta alla base della gastronomia locale ed è un ingrediente fondamentale per completare molti piatti.
Se riso e salsa di pesce sono i fondamenti della cucina vietnamita, erbe e spezie sono ciò che le danno brio e fantasia. La menta, usata in abbinamento a moltissime zuppe e piatti asciutti, dona freschezza, il peperoncino aggiunge un tocco piccante, lo zenzero un sapore leggermente pungente, coriandolo e citronella danno un gradevole profumo e gusto agrumato. E’ l’incontro ed il sapiente dosaggio tra questi sapori diversi ma complementari a rendere la cucina vietnamita un’esperienza singolare, un sorprendente viaggio tra gusti e abbinamenti nuovi ed originali.

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La Valpolicella è la valle che si trova a nord di Verona, una zona collinare adiacente al lago di Garda che precede le Prealpi Veronesi. Anche solo in questa breve collocazione geografica si può intuire la bellezza e la peculiarità del paesaggio di questo territorio, le cui verdi colline sono interrotte da lunghi filari tra i quali si inerpicano stradine che tagliano valli amene quanto suggestive.

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Un itinerario gastronomico per esplorare l’ampia rosa di sapori che compongono la cucina di Normandia, tra specialità di mare e piatti di terra, accompagnati dall’immancabile formaggio e da creazioni pasticcere.

La Normandia non è solo terra di lunghe spiagge divenute teatro della storia europea e di antiche cittadine custodi di architetture gotiche, è anche un luogo che vanta importanti tradizioni gastronomiche, la cui cucina rispecchia le due anime della regione: quella di mare e quella di terra.
Un viaggio on the road in Normandia è l’occasione per assaggiarne le specialità gastronomiche, legate alle caratteristiche morfologiche e alla cultura della regione.
L’itinerario che vi propongo va da Mont Saint Michel fino a Rouen, toccando importanti centri turistici sia della costa che dell’entroterra.

La specialità della baia di Le Mont Saint Michel

La prima tappa è proprio il famoso monastero di Mont Saint Michel, che attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori per la straordinaria posizione al centro di un’ampia baia che si restringe e dilata al ritmo delle maree. Proprio in questa baia viene allevata una particolare specie di agnello, l’agneau de pré salé, l’agnello di palude salmastra, che nutrendosi dell’erba della baia dal caratteristico sapore selvatico dovuto all’alternanza delle maree, acquisisce un gusto unico ed inconfondibile. 

Ostriche e burro di Normandia 

Salendo lungo la costa merita una sosta la cittadina di Barneville dove si possono assaggiare le pieds-de-cheval, una particolare qualità di ostriche tipiche di questa zona costiera. Oltrepassando Omaha Beach, una delle spiagge dello sbarco di Normandia, si arriva al piccolo centro di Isigny-sur-mer famoso per i dolcetti chiamati caramels, fatti con i tipici ingredienti normanni quali latte, crema, zucchero e sopratutto burro, che in Normandia è particolarmente pregiato ed utilizzato in numerosi piatti.

Un tripudio di frutti di mare 

La cucina normanna è particolarmente ricca di frutti di mare e i ristoranti di tutti i centri balneari propongono piatti con vasti assortimenti: cozze, ostriche, gamberoni, granchi e molto altro. Le coquilles St- Jaques sono una particolare varietà di capesante che si pescano esclusivamente nelle coste della Normadia e che quindi non possono mancare in un tour di assaggi di prodotti tipici.

Cucina di terra a Bayeux

Se preferite i piatti di terra, Bayeux e il suo cosciotto di maiale, le cochon de Bayeux, fanno al caso vostro. La cittadina, famosa per l’arazzo medievale che custodisce, è anche patria di questo goloso piatto. un carré di maiale servito con sidro.

Formaggi famosi

In un itinerario gastronomico in Francia non può mancare il formaggio, sopratutto se si può visitare la patria di uno dei più famosi, il Camenbert. La piccola cittadina in tipico stile normanno è conosciuta in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo formaggio, cremoso e dal tipico odore. Per assaggiarlo e capirne la storia e la produzione, merita una visita la Maison du Camenbert.
La Normandia è patria di numerosi altri formaggi come il Livarot e il Pont-l’Eveque, entrambi prodotti nelle omonime cittadine.

Il gamberetto grigio di Honfleur

Tornati verso la costa, merita una visita Honfleur: si tratta di una deliziosa cittadina di mare dove viene praticata la pesca del gamberetto grigio, che si può degustare nei ristoranti del centro. Ad ottobre la città dedica anche un festival a questo prodotto, principe della gastronomia locale.

Dolce Rouen

L’itinerario termina a Rouen, dove oltre che visitare la splendida cattedrale gotica, si dovrà assaggiare il dolce tipico, Les Larmes de Jeanne d’Arc, le lacrime di Giovanna D’Arco, dolcetti fatti di mandorle tostate e caramello, il dessert perfetto per concludere questo goloso itinerario tra i sapori di Normandia.