la Diga Del Molato

La Val Tidone è una delle zone più belle della provincia di Piacenza. Essa va dalla pianura alla montagna, passando per dolci colline ricoperte da rigogliosi vigneti (tanto da meritarsi, assieme alla vicina Val Luretta, il soprannome di “Valle di Bacco”). Questo territorio è ricco di attrazioni paesaggistiche, architettoniche e storiche, tra le quali una delle più interessanti è senz’altro la Diga del Molato, struttura che riunisce in sé diverse caratteristiche notevoli: è una grandiosa opera d’ingegneria idraulica, è inserita in una magnifica cornice naturale che in parte ha contribuito a creare e, nonostante la sua età sfiori il secolo, è tuttora in funzione.

Il lago di Trebecco
Il lago di Trebecco

La splendida Val Tidone si trova nella parte occidentale della provincia di Piacenza: fa parte dell’area geografica conosciuta come Colli Piacentini, e dall’Emilia-Romagna si estende fino in Lombardia. Si è formata grazie all’azione del torrente omonimo, un affluente di destra del Po che nasce dalla Sella del Penice, sul tratto di Appennino Ligure che attraversa la provincia di Pavia. Per proteggere la valle dalle inondazioni causate dalle piene del Tidone, fornire l’acqua necessaria all’irrigazione dei campi e produrre anche energia elettrica, all’inizio del XX secolo venne proposta la costruzione di una diga sul torrente. I lavori però iniziarono solo nel 1921, e vennero completati nel 1928

Come accennato in precedenza, la Diga del Molato (il Molato è un affluente del Tidone) è un’imponente opera ingegneristica: il suo fronte è alto 55 m e lungo 180 m, mentre la facciata rivolta a valle è una struttura ad alveare composta da numerosi spazi vuoti sormontati da archi, che le danno un aspetto davvero ciclopico. Data la conformazione della zona e le attrezzature dell’epoca, il progetto ha superato anche difficili problemi di logistica: basti pensare che il cemento veniva trasportato a forza di braccia dal paese di Caminata, utilizzando delle semplici carriole. Lo sbarramento ha dato vita a un bacino idrico chiamato Lago di Trebecco, che prende il nome da una frazione del comune di Nibbiano che sorge sull’adiacente Monte Bissolo. Il lago è lungo 2,5 km e può contenere 7’500’000 m³ d’acqua, ma con i lavori d’ammodernamento e ampliamento varati nel 2016 la sua capacità massima verrà portata a 8’500’000 m³
Fascio littorio Diga del Molato

La costruzione è iniziata poco prima della presa del potere da parte di Mussolini ed è terminata in piena era fascista, perciò la Diga del Molato è entrata a far parte dei piani infrastrutturali del regime. Di quel periodo rimane un grande fascio littorio, apposto sulla parte alta della facciata ad archi e perfettamente conservato. Tralasciando le considerazioni politiche, questa diga ha quindi una grandissima importanza storica, perché oltre a svolgere ancora oggi il suo compito è anche una testimonianza concreta del nostro passato. A completare il complesso c’è la palazzina di guardia, un edificio in stile Liberty dove ora è installata una sala didattica multimediale.

Leggendo questa presentazione potrebbe sembrare che la Diga del Molato sia uno dei tanti mostri di cemento sparsi per la nostra penisola. Ma vendendola dal vero ci si accorge che, in realtà, il suo stile monumentale la rende in un certo modo armoniosamente integrata nell’ambiente circostante. D’altra parte spettacolari strutture simili sono mete turistiche molto frequentate in tutto il mondo, e inoltre il bellissimo Lago di Trebecco ha notevolmente aumentato il valore paesaggistico, comunque già molto elevato, della Val Tidone. Ovviamente non si deve dimenticare la preziosa funzione principale di questa diga, ovvero la salvaguardia del territorio
Per citare un famoso modo di dire: “vedere per credere”. Se volete ammirare una grandiosa opera tecnologica e architettonica, godendovi contemporaneamente l’incantevole natura dei Colli Piacentini, la visita alla Diga del Molato è quello che fa per voi.

Come raggiungere la Diga del Molato

Diga del Molato

Quello che viene proposto è un itinerario che parte da Piacenza e che vi permetterà di esplorare una parte della sua provincia, toccando alcune interessanti località che potrete visitare lungo il percorso. A seconda della vostra provenienza la Diga del Molato è raggiungibile anche seguendo itinerari differenti.

  • Arrivati a Piacenza dirigetevi verso ovest per prendere la Strada Provinciale 11, che vi porterà a Borgonovo Val Tidone
  • Da Borgonovo imboccate la Strada Provinciale 412R verso sud (in direzione dell’Appennino) per raggiungere prima Nibbiano e poi Caminata
  • Dopo Caminata proseguite sempre tenendo la SP 412R. Ignorate una prima deviazione a sinistra verso la diga, che conduce lungo una stradina alla base dello sbarramento e alla centrale elettrica annessa (che non è aperta al pubblico). 
  • Poco dopo quel punto, in una curva si vede chiaramente il cancello d’ingresso al camminamento della diga. Nei pressi del cancello c’è uno spazio che consente di posteggiare alcune automobili; poco più avanti lungo la strada c’è un bar-ristorante con un parcheggio riservato ai propri clienti.

    Come visitare la Diga del Molato

    Diga del Molato
    Il camminamento lungo la diga

    L’ingresso è libero e si può visitare solo l’esterno della struttura, passeggiando liberamente lungo il suo camminamento. Gli orari d’accesso sono i seguenti: 09:00 – 18:00 in estate, 09:00 – 16:30 in inverno. Occasionalmente la diga potrebbe rimanere chiusa a causa di lavori di manutenzione o del maltempo.

    Arrivati all’estremità opposta rispetto al cancello d’entrata si giunge sul Sentiero del Tidone, un tracciato lungo circa 70 km che parte dalle fonti del torrente sul Monte Penice e ne segue il corso fino al Po, terminando a Boscone Cusani (frazione del comune di Candelasco, sempre in provincia di Piacenza). Se dal camminamento seguite il sentiero verso valle per alcune decine di metri potrete ammirare l’impressionante facciata ad archi della diga e il grande fascio littorio che si trova sulla sua sommità.
    È possibile organizzare visite guidate per gruppi, e vedere così anche gli ambienti interni e la centrale elettrica. Per informazioni e prenotazioni potete contattare il Consorzio Bonifica di Piacenza, l’ente che gestisce la Diga del Molato, specificando motivo della visita e numero di partecipanti (indirizzo email: info@cbpiacenza.it).

    Se avete bisogno di info per visitare la Val Tidone potete contattare l’Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di Val Tidone e Val Luretta (indirizzo email: valtidoneluretta@gmail.com).



    Natale in Carinzia

    La Carinzia, nel sud dell’Austria, è una delle destinazioni migliori per vivere le atmosfere del Natale e dell’inverno. Mercatini, luminarie, chilometri di piste da sci e panorami mozzafiato sono gli ingredienti della vacanza, oltre ad eventi speciali legati a tradizioni secolari. Seguitemi in questo viaggio nel Natale in Carinzia.

    Passeggiate nel Parco naturale di Dobratsch

    Parco naturale di Dobratsch
    I paesaggi del Parco naturale di Dobratsch
    Inizio a raccontarvi le bellezze dalla Carinzia dalla sua straordinaria natura. Lo scenario di vette che incornicia i principali centri cittadini è motivo di attrazione per i turisti, che ogni anno scelgono la regione come destinazione per le vacanze invernali.  
    Il Parco Naturale di Dobratsch si trova a pochi chilometri da Villach e offre paesaggi incantati e grandi vallate. Il modo migliore per scoprirlo è a piedi, lungo i sentieri che l’attraversano. Il percorso ad anello di circa 10 chilometri intorno al parco è una facile camminata adatta anche ai più piccoli. Nonostante la breve estensione, il sentiero attraversa paesaggi molto vari. Le diverse tappe lungo il tragitto sono collegate anche da mezzi pubblici, permettendo di accorciare ulteriormente il percorso senza rinunciare al panorama.

    Anche la sera è un momento speciale per scoprire i paesaggi della Carinzia. Il percorso “Parco naturale Unplugged” è una camminata serale guidata nel bosco innevato al chiarore delle fiaccole. Immaginate la magia di sentire i vostri passi felpati nella neve fresca e osservare le ombre degli alberi rischiarati dalle torce. 
    La passeggiata “Incantesimo al chiaro di luna”, come suggerisce il titolo stesso, è un’escursione con racchette da neve che si tiene nelle notti di luna piena. Guidati da personale esperto, si attraversano vallate illuminate dalla luce della luna amplificata dal manto di neve.

    La sfilata dei Krampus

    I Krampus
    Le spaventose maschere dei Krampus
    I krampus, nella tradizione dell’Avvento, sono i diavoli che accompagnano San Nicolò per punire i bambini cattivi. Da questa antica leggenda ha origine uno degli eventi più amati del Natale in Carinzia. Ogni anno, centinaia di figuranti sfilano mascherati da “krampus” per le strade di Villach e di altri paesi dell’Austria. Le maschere, spaventose, sono delle vere opere d’arte artigianali. Ciò che va in scena è uno spettacolo dal gusto fantastico e onirico, in cui questi diavoli sfidano i bambini più coraggiosi a fissarli negli occhi. 

    Il sentiero dell’Avvento al Katschberg

    sentiero dell’Avvento al Katschberg
    I magnifici paesaggi invernali della Carinzia
    Se il vostro desiderio è vivere la magia del Natale, il sentiero dell’Avvento al Katschberg, a una cinquantina di chilometri da Villach, fa al caso vostro. Si tratta di un itinerario ad anello di circa due chilometri illuminato da lanterne. Il freddo pungente della notte è una delle difficoltà più grandi da superare, ma per fortuna è possibile riscaldarsi in una delle dieci stazioni lungo il tragitto, ricavate all’interno di vecchi fienili. Ogni stazione riprende un tema natalizio. In una si intonano canti di Natale e si ascoltano musiche tradizionali, in un’altra i bambini possono inviare una lettera al Bambin Gesù, in altre si realizzano decorazioni artigianali. Da Villach si può raggiungere il punto di partenza del sentiero a piedi (ca. 40 minuti), con il bus navetta (4€) o a bordo di slitte trainate da cavalli (ca. 20€).
    Il sentiero è aperto ogni mercoledì, venerdì e weekend dalle ore 15.00 alle 22.00, fino al giorno di Natale. La lanterna viene fornita gratuitamente, mentre per il termos per mettere le bevande calde costa pochi euro e rappresenta un simpatico souvenir dell’esperienza. 

    I mercatini di Villach

    Natale in Carinzia
    Principale centro turistico della Carinzia, Villach è una cittadina deliziosa, ancora di più durante l’Avvento. I mercatini di Natale sono distribuiti in tre zone del centro e si dividono in classico, artistico e gastronomico. Oltre alle classiche bancarelle, ci sono anche casette in legno dove i bimbi possono incontrare Babbo Natale, consegnargli le letterine e vedere e accarezzare piccoli animali come caprette, conigli e pony. Una festa da vivere in famiglia tra i profumi di cannella e spezie che si spargono per le vie!
    I mercatini di Villach sono aperti tutti i giorni fino al 24 dicembre.

    Racchiuso in una conca della Val Trebbia, il piccolo borgo di Bobbio, in provincia di Piacenza, conserva intatta la sua anima medievale.

    Sorto come comunità religiosa grazie al suo padre fondatore San Colombano (le cui spoglie sono conservate all’interno del Duomo), ancora oggi il fulcro del paese ruota intorno alla maestosa Abbazia e ai vari conventi della zona. 

    Abbazia di San Colombano

    Da non perdere una visita alle varie Botteghe del Fungo, un caffè nella piazza principale, la salita al Castello Malaspina e una visita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo). 

    Cattedrale di Santa Maria Assunta

    Il Ponte del Diavolo a Bobbio

    Pur trattandosi di un borgo visitabile in breve tempo, quello che varrà tutta la strada e il tempo della visita, è sicuramente il Ponte Vecchio

    Denominato anche Ponte del Diavolo, questa magnifica costruzione medievale ancora perfettamente intatta e sopravvissuta a secoli e secoli di storia e di passaggi, vi lascerà senza fiato. 
    La leggenda narra che San Colombano, con lo scopo di unire le due sponde del Trebbia strinse un patto col Diavolo. In cambio della costruzione del ponte in una sola notte, l’abate avrebbe concesso l’anima di colui che per primo lo avrebbe attraversato. Forte del patto siglato, il Diavolo assoldò diversi demoni di corporatura e grandezza diversa e, al mattino seguente, l’abate si prese gioco di lui facendo passare, come primo avventuriero sul ponte, un impavido cane. 
    La caratteristica principale del ponte è sicuramente la sua forma sali e scendi. Le undici arcate sono una diversa dall’altra e sono uniche al mondo. In una giornata di sole gli scorci regalano un’emozione e un ricordo indelebile. 

    Per concludere la visita non c’è nulla di meglio, in questa zona, di approfittare di un ottimo tagliere di salumi e formaggi locali accompagnati da un impareggiabile gnocco fritto. 
    E, se avete ancora negli occhi l’atmosfera medievale, non vi resta che fare un salto alla vicina Grazzano Visconti

    Il Parco della Murgia Materana

    Il Parco della Murgia Materana è una delle esperienze di visita più belle durante un soggiorno a Matera. Oltre a fare da scenario ai Sassi, il parco conserva numerose chiese rupestri, testimonianza di antichi insediamenti. Ma come raggiungere il Parco della Murgia Materana dai Sassi? Ecco tutti i consigli utili e altri spunti su cosa vedere a Matera.


    Matera e il Parco della Gravina

    Il Parco della Murgia Materana
    I Sassi di Matera visti dal Parco della Murgia
    Per una vista mozzafiato sui Sassi, il posto migliore è il Belvedere che si affaccia sulla gravina di fronte a Matera. Per arrivarci avete tre scelte. La prima è prenotare un’escursione organizzata a Cea Matera (Centro Educazione Ambientale), che comprende su richiesta il servizio navetta dal centro.
    Per quella che è la mia personale esperienza ve lo sconsiglio, il servizio si è rivelato poco affidabile, ci hanno sostanzialmente lasciati a piedi nonostante la prenotazione (per fortuna non prepagata). Al sollecito telefonico di fronte al ritardo, dalla risposta ho capito che si erano dimenticati. 
    Il mio consiglio, se camminare non è un problema, è quello di raggiungere il Belvedere attraverso il sentiero che parte da Porta Pistola, lungo via Madonna delle Virtù, nel cuore dei Sassi. 
    Il sentiero prima scende verso il fiume, attraversa un ponte tibetano in legno (nuovo e molto robusto) per poi risalire la parete rocciosa di fronte fino alla cima. In totale si impiegano tra i 30 e i 45 minuti, a seconda del passo. Presentando un notevole dislivello, il percorso non è adatto a chi ha problemi di mobilità e sopratutto, è indispensabile indossare scarpe da ginnastica: il fondo è di sassi e pietre e può essere scivoloso.
    Altra opzione è il taxi: la corsa dal centro fino al parcheggio davanti alla terrazza belvedere dura 5 minuti.
    Qualunque sia la vostra scelta, la vista che vi aspetta è spettacolare: una panoramica completa sui Sassi di Matera.
    Trovandoci nel Parco della Murgia Materana, c’è anche la possibilità di seguire uno dei numerosi sentieri che l’attraversano alla scoperta delle tante chiese rupestri scavate nella roccia. Procuratevi una cartina del parco all’ufficio del Turismo in centro a Matera, i percorsi sono ben segnalati e una volta in “quota” sono molto facili da seguire.

    Chiese rupestri a Matera

    I Sassi di Matera
    Il Sasso Caveoso e Santa Maria de Idrid
    Oltre al meraviglioso complesso della Madonna delle Virtù, di cui ho scritto in un precedente articolo, il centro storico di Matera conserva altre chiese rupestri, caratterizzate dall’architettura in negativo. La cooperativa Oltre L’Arte gestisce un complesso di chiese rupestri collegate da un percorso che si snoda tra i Sassi. E’ possibile acquistare un biglietto cumulativo per l’ingresso ai siti di Madonna de Idris, Santa Lucia alle Malve e San Pietro Barisano. Il biglietto è acquistabile presso la biglietteria di uno dei tre siti e non ha scadenza, ma il mio consiglio è quello di effettuare le visite una di seguito all’altra, per godere appieno della bellezza delle chiese e del percorso che le unisce.
    Santa Maria de Idris si trova all’interno dello sperone di roccia che si erge nel Sasso Caveoso. Il sito si articola in due chiese. La chiesa di Santa Maria de Idris deve il suo nome alla presenza di cisterne per la raccolta delle acque. Nel primo ambiente si trova l’altare maggiore, in gesso e tufo, sormontato dall’affresco della Madonna con ai piedi le “mezzanine”, le brocche utilizzate in passato per la conservazione domestica dell’acqua. L’attigua Chiesa di San Giovanni Monterrone conserva un pregevole ciclo di affreschi datati dal XI al XV secolo.
    I Sassi di Matera
    La Chiesa di Santa Lucia alle Malve deve il nome alla pianta spontanea che cresce nei dintorni. Ubicata nel rione omonimo, il suo scavo risale al IX secolo d.C.
    Fino al 1283 fu utilizzata come luogo di culto da una comunità di monache benedettine. All’interno si conservano affreschi di grande valore storico-artistico, datati tra l’XI e il XVII secolo. Tra i più importanti la “Madonna che allatta”, attribuito a Rinaldo da Taranto. La chiesa presenta caratteri sia latini che greco-ortodossi, segno della convivenza culturale che ha caratterizzato Matera per molti secoli.
    San Pietro Barisano è raggiungibile lungo un’ampia strada lastricata che sale da via Fiorentini, nel cuore del Sasso Barisano. Si tratta della più grande chiesa rupestre di Matera. Gli scavi archeologici hanno permesso di individuare il primo impianto rupestre, risalente al XII secolo, al di sotto del pavimento. La chiesa nei secoli subì numerosi interventi di ampliamento, l’ultimo dei quali, avvenuto nel XVIII secolo, diede alla chiesa la forma attuale, con la divisione in tre navate. Nel 1903 la parrocchia fu trasferita nella vicina chiesa di S. Agostino a causa dell’eccessiva umidità. Negli anni ’60 e 70, a seguito dell’abbandono dei Sassi, gran parte delle opere furono trafugate o danneggiate.
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    Street food a Milano: gli indirizzi imperdibili per un’esperienza culinaria indimenticabile

    A partire dall’assalto della street food più selvaggio e da ogni sorta di invenzione culinaria, sembra ormai di moda l’arte di doversi distinguere offrendo menù sempre più particolari e fantasiosi.

    Ecco quindi che Milano si è popolata dal giorno alla notte di una moltitudine di negozi specializzati e ristoranti con un’offerta selettiva e ben curata. Capovolgendo il trend che richiedeva che ogni locale offrisse un po’ di tutto per accogliere le diverse tipologie di clientela, ecco che si vede il ritorno alle origini quando ogni bottega era specializzata in un determinato settore. Della serie scopri quello che ti piace e che sai fare bene, rendilo unico e avrai successo.
    Tralasciando i vari bio, vegetariani o vegani che si stanno diffondendo a macchia d’olio e che offrono un’offerta studiata per avvicinare al mondo salutista anche i più scettici, ecco una selezione dei locali da non perdere per una serata sfiziosa e diversa dal solito.

    1. La Lasagneria – Corso di Porta Romana 79

    Milano e lo street food

    Nato con l’idea di rendere accessibile anche fuori casa un piatto tipicamente casalingo, si è pian piano affermato nello scenario della ristorazione milanese. Si trovano veramente lasagne di qualsiasi tipo, dalle tradizionali con ragù e besciamella, a quelle gourmet con pesto di pistacchi, a quelle vegane o in versione light. Consiglio di provare i nuovissimi “lasagna rolls” e, data la stagione, un assaggio alla variante con i funghi. Un’idea golosa per tutti, anche per chi non riesce a far a meno della dieta. Unica nota negativa: crea dipendenza.

    2. La Polpetteria – Via Vigevano 20

    Milano e lo street food

    L’arredamento americano è la culla di questo autentico paradiso delle polpette. Che vi piacciano di carne pregiata, di pesce o di verdure questo è il posto che fa per voi. Se non fanno parte dei vostri piatti preferiti (cosa quasi impossibile) evitate di andarci perché non c’è molto altro. Il variegato menù comprende però anche dei primi (con polpette), succulenti hamburger e, per gli indecisi, dei piatti degustazione. Nota dolente: il prezzo. Si paga la qualità degli ingredienti, l’originalità e la location. Un prezzo adeguato ma non per tutte le tasche.
    Con una formula diversa, più alla buona e divertente, la Ciccilla (Via Volta, 7)

    3. La Polenteria – Via Taverna 2

    Milano e lo street food

    In realtà il locale è anche griglieria e ristopub ma, dopo la chiusura di altre polenterie, sta prendendo piede tra gli appassionati della farina di mais.

    Servita sotto forma di crostini, cubetti o piatti fumanti, la polenta è infatti la regina indiscussa di questo locale. Un posto alla buona dove la succulenta pietanza gialla viene servita accompagnata da sughi, carni, funghi, formaggi o verdure. I prezzi sono onesti e le porzioni abbondanti. E’ un posto con lunghi tavoloni di legno che si “rischia” di condividere con altre persone. Sconsigliato per chi è alla ricerca di un posto raffinato.
    Con la stessa formula merita menzione anche il famoso pub sui Navigli, Nox (Via Torricelli, 5)

    4. La Ravioleria – Via Paolo Sarpi 27

    Milano e lo street food

    In questa zona dominata dalla forte presenza cinese non poteva che nascere un locale frutto dell’incontro tra le due culture. Una via di mezzo tra street food e take away. Pochi posti a sedere, una finestra sulla strada con cucina a vista, possibilità di mangiare passeggiando o seduti ai pochi tavolini messi a disposizione. Ravioli in ogni salsa e con ogni ripieno. Da notare che la carne viene acquistata nell’adiacente macelleria storica. Ottima qualità per un cibo preparato al momento sotto i vostri occhi. Una formula talmente di successo che ha da poco raddoppiato la sua presenza (Via Paolo Sarpi, 25).
    Un’esperienza gustativa assolutamente da non perdere e, se d’inverno mangiare passeggiando non è l’idea migliore, per questi ravioli il sacrificio è decisamente ripagato.

    5. Il Panzerotto – Via Spontini 4

    Milano e lo street food

    Senza dimenticare il re indiscusso del genere, lo storico Luini, ecco da poco arrivare direttamente dalla magica Puglia la famiglia D’Alessio che ha già guadagnato un posto di riguardo nella classifica dei “must go” in quel di Milano. Il problema di questo posto è l’imbarazzo della scelta. Il profumo si sente già dalla strada e non si può resistere alla tentazione. Che sia al prosciutto, all’nduja, alla Nutella o in formato XXL l’importante è provarlo e postare la foto sui social. Per il resto lasciate fare alla simpatia e alla disponibilità del personale.

    6. La Toasteria – Piazza Duomo 4

    Milano e lo street food

    Non l’unico nel suo genere (vedere ad esempio CapatoastMi CasaToasteria italiana) la formula è sicuramente di successo. Toast enormi ad un prezzo accessibile. Un lungo menu con ingredienti gustosi che fa venire l’acquolina in bocca solo a scorrerlo. Una sosta imperdibile se si passa dal centro e non si ha tanto tempo a disposizione. Per chi ha lo stomaco forte consigliatissimo il San Siro (wurstel, cipolle e peperoni al forno) e per i palati più raffinati il magico Ipanema (bresaola della Valtellina, caprino e spinaci saltati con parmigiano).

    7. Tutti Fritti – Corso di Porta Ticinese 18

    Milano e lo street food

    I salutisti lo chiamano Satana ma davanti ad un buon fritto è difficile resistere. Ecco allora sulla scena gamberi, calamari, pollo, fiori di zucca, mozzarelle e tanto altro il tutto accompagnato da gustose salse e accompagnato da ottima birra. Il locale è piccolo e i posti a sedere sono pochi ma il servizio è veloce e, con un po’ di adattamento, si trova sempre posto. Consigliato per uno strappo alla regola. Basta non farsi prendere dai sensi di colpa.

    E se ancora non siete soddisfatti a non vi resta che partire alla ricerca della varie apecar in giro per la città. Troverete friselle, churros, pizze fatte al momento, hamburger di ogni forma e dimensione, pesce fritto, pollo allo spiedo, arancini e tanto, tanto altro. Un vero tour all’insegna della gastronomia più variegata che metterà alla prova anche i salutisti più convinti.


     acque termali di Abano Terme

     

    Le acque termali di Abano Terme sono rinomate in Italia e nel mondo per le importanti azioni benefiche e terapeutiche che esplicano sull’organismo. Si tratta di un’acqua salso-bromo-iodica ipertermale dall’importante azione antinfiammatoria e antisettica. Oltre a fare bene al corpo, le acque termali di Abano influiscono sulla sfera psico-fisica, distendendo la mente e aiutando a combattere lo stress.

    Immaginate il piacere di scivolare dolcemente in una piscina di acqua calda e lasciarsi galleggiare leggeri come una piuma. Piano piano si sente la tensione sciogliersi, i nervi distendersi e tutta l’ansia del quotidiano si libera nell’aria assieme al vapore sulfureo.
    Quello delle terme non è solo un passatempo piacevole ma anche un momento prezioso per la salute, per recuperare energia e ritemprare il corpo. Con l’arrivo del freddo, i bagni e le cure termali diventano un’arma importante per prevenire i mali di stagione e prepararsi al meglio all’inverno alle porte.
    Abano Terme è da sempre il paradiso delle acque sulfuree, un luogo speciale dove rifugiarsi per un weekend o una vacanza, dimenticando gli impegni della vita quotidiana.
    Quando si arriva ad Abano si sente subito l’aria satura di iodio e i polmoni si aprono, i pensieri rallentano e tutto il corpo si predispone a ricevere le cure tanto desiderate.

    Un’acqua antica per un benessere che si rinnova

    acque termali di Abano Terme
     
    Le acque termali di Abano arrivano dal Bacino Idrico Euganeo; sgorgano a una temperatura di circa 80-87°°C dopo un lungo viaggio sotterraneo di decine di chilometri che parte dai Monti Lessini, nelle Prealpi. Durante questo percorso a circa 3000 metri di profondità le acque si arricchiscono di preziosi sali minerali, acquisendo un alto valore terapeutico.

    Sinergia di acqua e fango

    Hotel Terme Orvieto Abano Terme
    L’immersione in una piscina di acqua termale è una sorta di porta d’accesso al mondo di benessere che sta dietro.
    Un altro prezioso alleato di salute e bellezza è il fango termale: composto di argilla naturale, viene lasciato maturare in apposite vasche riempite di acqua termale a 80° per un periodo che varia dai 3 agli 8 mesi. L’elevata temperatura libera i metalli preziosi contenuti nell’acqua e a contatto con l’aria il fango modifica la sua struttura chimico-fisica, trasformandosi in un vero elisir di lunga vita.
    L’applicazione del fango termale a una temperatura di 40-50° favorisce il rilassamento muscolare e migliora la circolazione sanguigna, con benefici immediati su corpo e mente. E’ difficile spiegare a parole quale senso di leggerezza si provi dopo un trattamento ai fanghi termali, seguito da un bagno termale, ma vi posso assicurare che è una sensazione assolutamente da provare.
    Ad Abano Terme si possono effettuare anche cure inalatorie per le patologie delle vie respiratorie: speciali strumenti frammentano le particelle di acqua termale e le nebulizzano rendendole respirabili. Un trattamento molto indicato per chi soffre di sinusite o problemi ai bronchi.
    Tra gli hotel che offrono cure termali, l’Hotel Terme Orvieto è una scelta perfetta: un hotel 4 stelle ad Abano con un ampio centro benessere, piscine e SPA, perfetto per un soggiorno all’insegna del relax e delle coccole.
    Da soli, in coppia, con amici o in famiglia, una vacanza ad Abano Terme è sempre un’occasione speciale per ritagliarsi un momento di attenzione e benessere.

    I dintorni di Abano Terme

    Se tra un bagno termale e di fango vi resta un po’ di tempo, un’ottima idea è quella di impiegarlo per visitare la vicina Padova e uno dei suoi gioielli più prezioso: la Cappella degli Scrovegni.
    L’opera di Giotto è un capolavoro assoluto di pittura del Trecento. La perfezione delle figure, la grazia dei volti, i colori saturi concorrono a creare un ambiente di somma bellezza.
    Dopo aver nutrito il vostro corpo e la vostra mente con il benessere delle acque termali di Abano, potrete così nutrire lo spirito con uno dei capolavori d’arte più importanti di tutto il mondo occidentale.

     


    I sassi di Matera: cosa vedere

     

    I Sassi di Matera sono il più straordinario esempio di nucleo urbano paleolitico della regione mediterranea. Una città scavata nella roccia e perfettamente adattata all’ambiente geologico circostante, tanto da risultare un tutt’uno con le gravine che la circondano. 

    Quella di Matera è una bellezza che sorprende e incanta. I Sassi visti da lontano sono una sinfonia di beige e grigio che si armonizza perfettamente al paesaggio, mentre all’interno un labirinto di stradine e scale conduce alla scoperta di case e chiese interamente scavate nella roccia, antri suggestivi custodi di scorci di vita rupestre.

    Per chi pensa che Matera sia una località da visitare in una giornata, la notizia è che c’è molto da vedere. Se state organizzando un weekend a Matera, prevedete almeno un pernottamento in città, solo così potrete addentrarvi nel suo straordinario quanto unico patrimonio architettonico e vivere intensamente anche le atmosfere vivaci e rilassate della città nuova, che qui chiamano familiarmente “Il Piano”.
    Ma andiamo con ordine e vediamo cosa vedere a Matera.

    Matera. Uno sguardo d’insieme

    Prima di visitare Matera pensavo che i Sassi fossero in alto rispetto alla città moderna, e invece ho scoperto che si estendono a un livello inferiore. Il centro nuovo cinge tutta l’area dei Sassi come la cavea di un teatro classico, regalando ad ogni passo magnifici scorci e terrazze belvedere con viste mozzafiato.

    Dal Sasso Barisano al Sasso Caveoso

    Una veduta sul Sasso Barisano a Matera
    Il Sasso Barisano
    Partendo da Piazza Vittorio Veneto, cuore pulsante della città nuova, si può subito accedere a un balcone che si affaccia sul Sasso Barisano, uno dei due quartieri in cui si divide l’area dei Sassi. Proseguendo verso Via San Biagio si può accedere ai Sassi attraverso un passaggio a volta. Da qui si inizia a scendere lungo vie lastricate in pietra bianca fino a giungere in Via Fiorentini. Siamo nel cuore del Sasso e l’intera strada, su cui affacciano B&B e ristoranti, offre uno degli scorci più pittoreschi di tutta Matera, complici anche i tanti balconi fioriti i cui colori vivaci spiccano tra il bianco dei Sassi.
    Da qui sempre seguendo la strada maestra che scivola verso l’esterno ci si trova di fronte al maestoso panorama della Murgia materana. Se c’è un altro motivo, oltre ai Sassi, per cui Matera è speciale, è proprio questo panorama mozzafiato sulla gravina. La profonda gola, sul cui fondo scorre il torrente Gravina di Matera, costeggia tutto il centro urbano costituendo di fatto un elemento indivisibile dalla città.
    Camminando lungo la via principale si giunge a Piazza San Pietro Caveoso. La bellezza scenografica della piazza, affacciata sulla Gravina, è sottolineata dalla facciata pulita e semplice della Chiesa di San Pietro Caveoso e sovrastata in alto dalla singolare forma dell’enorme roccia che ospita la Chiesa della Madonna dell’Iris.
    A questo punto si può tagliare all’interno del Sasso Caveoso lungo via Buozzi o proseguire la passeggiata che costeggia il burrone fino al giungere alla zona archeologica. Quest’area dei Sassi non è accessibile ma avvicinandosi è comunque possibile osservare dall’esterno le case grotta, veri a propri antri ricavati dalla roccia.
    Il mio consiglio per vedere i Sassi e coglierne l’eccezionale atmosfera è lasciare le vie più commerciali e perdersi tra vicoli e stradine, alla ricerca degli scorci più suggestivi. Giunti al Sasso Caveoso, si può infatti scegliere di risalire al Piano lungo via Bruno Buozzi, che conduce a Palazzo Lanfranchi e a via del Corso, oppure ritornare al Barisano arrampicandosi tra strette scalinate e viuzze acciottolate. Indispensabili per visitare i Sassi un paio di scarpe comode!

     

    Il complesso rupestre della Madonna delle Virtù

    Chiesa di Madonna delle Virtù
    L’interno della Chiesa della Madonna delle Virtù
    Se Matera è spettacolare da ammirare esternamente, il vero tesoro è però custodito nel suo ventre, nelle cavità scavate nella roccia fin dalla Preistoria. Basti pensare che nei Sassi e nella Gravina ci sono oltre 160 chiese rupestri, testimonianza dell’insediamento umano che ebbe inizio in questa zona sin dai tempi più remoti.
    Quello della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci è senza dubbio il più straordinario complesso rupestre visibile nei Sassi. Per raggiungerlo basta scendere da via Fiorentini verso la strada che costeggia la gravina. La piccola ma ben segnalata entrata al complesso non lascia presagire la grandezza degli ambienti interni.
    La Chiesa di Madonna delle Virtù, che si pensa risalire al XII secolo come periodo di escavazione, si contraddistingue per la sua “architettura in negativo”, dove non si costruisce ma si toglie dalla roccia. All’interno a colpire è la somiglianza con le basiliche romaniche, con un’articolata architettura a tre navate. Ad aggiungere enfasi all’ambiente sono i magnifici affreschi, più tardivi rispetto alla datazione della chiesa.
    Proseguendo lungo scale che scendono in profondità si giunge al monastero, anch’esso interamente scavato nella roccia. Realizzato nel IX secolo, dopo l’abbandono da parte dei religiosi fu utilizzato dai contadini come magazzino per la produzione e conservazione del vino.
    Risalendo da questo ambiente, un’altra rampa di scale conduce a un cortile esterno su cui affacciano la Chiesa di San Nicola e una casa grotta.
    La Chiesa di San Nicola a Matera
    La cripta ha un impianto bizantino visibile sia nella divisione degli ambienti riservati al clero e ai fedeli che negli affreschi alle pareti. Anche se danneggiati dal tempo, queste opere sono una testimonianza straordinaria della storia di questa chiesa e dell’area che la ospita.
    Dall’altro lato del cortile è conservata una casa grotta che conta diversi ambienti: una visita molto utile per capire come si viveva in queste abitazioni, dove spesso gli spazi erano condivisi con gli animali. La casa conserva sistemi di canalizzazione delle acque e cisterne di raccolta dell’acqua piovana, altra importante testimonianza della vita nei Sassi.
    L’intero complesso è gestito con grande attenzione da Caveheritage che ha anche un sito molto ben fatto dove si possono trovare informazioni sulla visita. Il biglietto d’entrata costa 5€ (3,5€ il ridotto); è anche disponibile un’audio-guida (3€, italiano/inglese/francese) molto utile per apprezzare al meglio il complesso.


    La canalizzazione dell’acqua a Matera

    Uno dei motivi principali per cui l’UNESCO ha eletto Matera Patrimonio dell’Umanità è la gestione e la canalizzazione dell’acqua. Per scoprire questo mondo sotterraneo merita una visita il Palombaro Lungo, accessibile da Piazza Vittorio Veneto. Si tratta della più grande cisterna idrica della città di Matera, scavata sotto la piazza, e fa parte del complesso degli Ipogei di piazza Vittorio Veneto. La cisterna in passato serviva come riserva idrica per tutte le costruzioni poste “al piano”.
    Il biglietto di ingresso costa 3 euro, gratis per i ragazzi sotto i 18 anni.Visite guidate ogni ora.
    Questo è solo una prima lista di cosa vedere a Matera. Ci sono ancora chiese rupestri nei Sassi, terrazze panoramiche, piazzette e da non trascurare il Piano, di cui vi racconterò prossimamente!

     


    Volterra e dintorni

    Volterra è uno dei borghi medievali meglio conservati della Toscana. Interamente circondato da mura duecentesche, si svela al visitatore in tutto il suo splendore esibendo magnifici palazzi medievali e rinascimentali che gli valgono il titolo di una delle città storiche più suggestive della Toscana.

    Cosa vedere a Volterra

    Il Palazzo dei Priori

    Volterra e dintorni
    La magnifica Piazza dei Priori è annoverata tra una delle piazze più belle d’Italia. Sulla piazza troneggia l’imponente Palazzo Comunale (o dei Priori), edificato nel 1239.
    La facciata, ripartita simmetricamente da tre file di bifore, è decorata con gli stemmi inghirlandati dei magistrati fiorentini del XV-XVI sec.
    All’interno è possibile visitare la La Sala del Consiglio (Sala del Maggior Consiglio), ancora oggi usata per le assemblee del Consiglio Comunale. L’ambiente, decorato in stile neogotico nel XIX secolo, conserva gli stemmi delle famiglie nobili cittadine e del Comune di Volterra (croce rossa in campo bianco). Suggestivi anche gli affreschi medievali che adornano le pareti. 
    Accanto si trova la Sala della Giunta, dove un tempo si tenevano le udienze dei Priori; oggi ospita le riunioni della Giunta Comunale. Soffermatevi sugli scranni in legno intarsiato realizzati da artigiani senesi del XV secolo, sono davvero meravigliosi.

    Palazzo Pretorio e Torre del Porcellino

    Questo palazzo, più volte rimaneggiato, fu sede dei Podestà e dei Capitani del Popolo. Sulla torre, una delle più antiche della città, si trova la statua di un porcellino da cui ha origine il nome dato alla Torre.

    I Palazzi Rinascimentali

    Oltre alla Volterra medievale, anche l’epoca del Rinascimento ha dato importanti lasciti alla città. Ne sono testimonianza le tante dimore nobiliari che si ammirano per le vie. Palazzo Inghirami sfoggia un imponente portale bugnato, Palazzo Beltrami finestre con arco a tutto sesto mentre Palazzo Minucci, sede della pinacoteca, incanta con le perfette proporzioni del suo cortile interno.

    Dove mangiare e dormire a Volterra

    La gastronomia di Volterra ha una tradizione povera, legata alla vita contadina, ma attenta alle materia prime. Ingredienti semplici come il pane, i fagioli e le patate danno origine alla zuppa alla Volterrana, piatto squisito a cui si accompagnano selvaggina come lepre,fagiano e cinghiale, ovvero gli animali che fin dall’antichità hanno popolato i boschi attorno a Volterra. Tra i dessert irrinunciabile il Panforte, dolce toscano per eccellenza sin dal Medioevo: a base di frutta candita, miele e mandorle, si può gustare nelle pasticcerie del centro.
    Per il soggiorno, il Park Hotel le Fonti è il una soluzione perfetta: incastonato nel verde delle colline toscane, sovrastato dalla città di Volterra, è un 4 stelle di grande charme che regala atmosfere incantevoli. Il parco che circonda la struttura si affaccia sulla Val di Cecina, un mosaico di colline e balze che cambiano colore al mutare delle stagioni. Un percorso sensoriale tra piscine, saune e massaggi completa l’esperienza e il ristorante dell’hotel è un’immersione nei sapori della tradizione contadina toscana.

    I dintorni di Volterra

    San Gimignano
    Le torri di San Gimignano
    A poca distanza da Volterra si trova San Gimignano, altra perla di Toscana: famoso per le tante torri, è un esempio di “skyline” medievale unico nel suo genere. Per una vista mozzafiato sul borgo salite sulla Torre Grossa e ammirate il panorama a 360° che sfuma nel verde delle colline.
    A metà strada tra Volterra e San Gimignano, Colle Val d’Elsa è un borgo forse meno noto ma altrettanto meritevole di una sosta. Le colline che lo circondano sono coltivate a cereali, viti e ulivi, creando un paesaggio vario e colorato che cinge il borgo e le sue antiche vie acciottolate. Perfetto per una passeggiata tranquilla, è ideale anche per una sosta culinaria magari a base di salumi e formaggi locali.

    Abruzzo

    Sono sempre di più gli stranieri che decidono di trasferirsi in Italia, in particolare nelle regioni verdi dove la vita scorre lenta e a stretto contatto con la natura.

    Certo per uno straniero decidere di trasferirsi in Italia comporta una serie di impegni da affrontare, sia di natura pratica, come cercare e comprare casa e l’auto, che quesiti su come si mangia o come relazionarsi con gli abitanti.
    Nei miei viaggi all’estero mi capita spesso di incontrare stranieri che, quando scoprono che sono italiana, mi guardano con occhi estasiati e dichiarano che il loro sogno nel cassetto è quello di trasferirsi nel Bel Paese, affascinati dalle bellezze artistiche e naturalistiche che custodisce. Molti sognano di comprare una casa tra le dolci colline della Toscana, dell’Umbia o di immergersi nei paesaggi bucolici di Marche ed Abruzzo.
    Ma quali sono le difficoltà che uno straniero o un italiano deve affrontare per rendere il sogno di vivere in queste regioni verdi con una natura ancora intatta? Vediamo il caso dell’Abruzzo.


    L’Abruzzo: quinto miglior posto al mondo dove trasferirsi!

    Abruzzo
    Secondo una recente ricerca americana, tra i dieci migliori posti dove andare a vivere, l’Abruzzo si è guadagnato il quinto posto in assoluto! Magnifiche spiagge e maestose montagne sono gli elementi che incorniciano il paesaggio abruzzese, che in quanto a Bellezza ha davvero molto da dare. Il respiro verde della regione, la presenza di ben tre parchi naturali e di uno regionale, fanno dell’Abruzzo un gioiello naturalistico non troppo lontano dai grandi centri, consentendo così di vivere a stretto contatto con la natura ma al contempo di avere servizi relativamente comodi.
    Ad influire sul risultato è anche il modo di vivere della gente d’Abruzzo, rimasto immutato nel tempo e legato alle tradizioni più antiche, che danno un gusto di genuinità alla quotidianità.
    Premiata anche la qualità del cibo, anch’essa legata alle antiche ricette e rimasta per lo più immune alle contaminazioni moderne.
    Prodotti a chilometri zero, acquistati nei mercati di paese sono gli ingredienti di piatti a base di carne e verdure nell’entroterra e di pesce sulla costa.
    Ultimo ma non meno importante, il basso costo della vita, che in Abruzzo risulta particolarmente sostenibile anche per chi non ha grandi possibilità economiche.

    Trovare casa in Abruzzo

    Abruzzo
    La ricerca della casa è il primo grande passo per trasferirsi e naturalmente l’impegno economico più grande. Il consiglio è quello di optare prima per un periodo in affitto, che permetta di esplorare il territorio e capire quale parte della regione è più adatta alle proprie esigenze di vita. 
    In secondo luogo, è consigliabile scegliere zone meno famose dal punto di vista turistico, dove quindi i prezzi siano più bassi. A volte basta allontanarsi di 10-20 chilometri per ottenere prezzi notevolmente più bassi, e gestire gli spostamenti in auto.

    Trovare un’auto usata

    Una volta deciso dove andare a vivere e trovata la casa è tempo di pensare all’auto. Cercare auto usate Abruzzo con Hertz Rent2Buy è un compito facile ed è sicuramente la scelta più vantaggiosa, evitando di spendere troppo per un’auto ma assicurandosi la possibilità di spostarsi autonomamente. Del resto vivere in campagna significa anche rinunciare alla comodità dei trasporti pubblici disponibili in città: è il prezzo da pagare per il piacere di vivere in mezzo al verde!

    Relazionarsi con le persone

    Gli abruzzesi sono persone riservate ma molto accoglienti. Lo scoglio principale per lo straniero sarà imparare la lingua, acquisendo rudimenti di italiano e dialetto locale, così da poter abbattere le barriere ed entrare in contatto con gli abitanti del luogo, che sapranno aiutarlo a sentirsi a casa e ad ambientarsi.

    San Gemini

    L’Italia, si sa, è un territorio ricco di borghi e paesini arroccati. La bellezza del paese risiede infatti anche in questi piccoli tesori più o meno nascosti. San Gemini, in provincia di Terni, è uno dei tantissimi esempi di questo enorme patrimonio. 

    Un piccolo paesino nascosto tra gli splendidi paesaggi umbri. Poco rinomato, poco conosciuto ma immensamente apprezzato da chi ha la fortuna di incontrarlo. 
    Come tutti i borghi è un piccolo intreccio fatto di case di pietra e vicoli in cui si respira ancora la solenne aria medievale (agli angoli delle vie fanno capolino ancora gli stendardi delle contrade). 


    Le magnifiche case in pietra

    Da ammirare i nomi delle botteghe intarsiati nelle insegne di legno, i ristoranti nascosti tra le stradine, le numerose piccolissime chiese che ancora profumano di antichità e mistero.
    Da restare senza fiato di fronte al panorama che si estende oltre le mura. Vigneti, colline, campi di grano si perdono a vista d’occhio. 
    E’ un piccolo borgo e, come tale, la sua visita richiede poco tempo. Per questo il mio consiglio è di camminare a passo lento, soffermandosi a guardare i piccoli dettagli, godendosi il silenzio e scrutando in ogni vicolo. 


    Chiesa di San Nicolò

    I dintorni di San Gemini

    Il territorio umbro è ricco di tesori da scoprire e San Gemini potrebbe rivelarsi una posizione strategica per visitare, ad esempio, le Cascate delle Marmore. In questo caso consiglio di soggiornare all’Albergo Duomo appena dentro le mura. Piccole camere (a meno di non scegliere le suite) arredate con ottimo gusto e quasi tutte dotate di un balconcino da cui si gode il panorama. E la mattina, per iniziare al massimo, durante la bella stagione è possibile fare la colazione all’aperto. 
    Sono sicura che San Gemini vi conquisterà e non vedrete l’ora di scoprire tutti gli altri tesori nascosti nell’entroterra umbro. Perché, per quanto possiamo essere moderni, il mistero e il fascino dell’atmosfera medievale non ci lasceranno mai indifferenti. 

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