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In realtà non esiste una stagione per i camperisti, perché chi ama questo mezzo per muoversi non disdegna alcun periodo dell’anno per girovagare e soggiornare nei posti più belli. Ma la primavera è la stagione in cui tutti i camperisti approfittano di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, per ricavarsi una mini vacanza e magari farsi un’idea di dove trascorrere le più lunghe ferie estive.

Una delle regioni predilette dal turismo itinerante è il Trentino Alto-Adige, d’inverno per le infinite piste da sci e i famosi e suggestivi mercatini di Natale e d’estate per la possibilità sia di escursioni montane, sia di interessanti visite culturali nelle città ma anche in tanti piccoli paesi.
Generalmente i camperisti, forti della loro possibilità di movimento, organizzano le ferie cambiando località ogni giorno o ogni due-tre giorni, pernottando nelle aree di sosta o fermandosi in un campeggio quando vi è la necessità di ripristinare le scorte di corrente elettrica ed acqua o quando insorge il desiderio di rilassarsi in qualche posto particolarmente meritevole.
Tra i tanti campeggi in Trentino il Dolomiti Camping Village, in Val di Sole, è il posto ideale dove staccare la spina per qualche giorno e godere dei magnifici panorami; il campeggio dispone anche di bellissimi bungalow dotati di tutti i confort e distribuiti in un giardino curatissimo, per tutti coloro che non dispongono di camper e che vogliono godere della libertà del campeggio senza rinunciare alle comodità di una casa.
I servizi agli ospiti sono vari, dal supermercato alla piscina, al noleggio di biciclette fino al centro wellness, per non parlare delle numerose proposte di escursioni. Insomma, nulla da invidiare ai migliori hotel e con l’incanto dell’immersione in un contesto naturale fra i più apprezzati al mondo!

Adagiato su una morbida collina ai piedi del fiume Tagliamento, tra dolci pendii e le trame create dallo scorrere del fiume, il piccolo centro di San Daniele è considerato una delle perle del Friuli e conosciuto a livello internazionale per la produzione dell’inconfondibile prosciutto, frutto di una tradizione millenaria e di condizioni ambientali uniche. Ma oltre che per la degustazione del prestigioso insaccato, la cittadina è una destinazione piacevole anche per una visita turistica grazie alle preziose opere architettoniche ed artistiche che custodisce.

Il giro turistico può iniziare dal centralissimo Duomo, che abbaglia con la sua bianca facciata d’ispirazione palladiana, per proseguire con la visita degli affreschi della Chiesa di San Antonio Abate: opera di Martino da Udine eseguita a più riprese tra il 1497 e il 1522, rappresenta il ciclo di affreschi più prezioso del Friuli tanto da far guadagnare alla chiesa l’appellativo di Sistina del Friuli. La facciata della chiesa, di gusto gotico veneziano, è in pietra d’Istria e presenta al centro un bel rosone con la Madonna e il Bambino.
San Daniele ospita anche una delle più prestigiose biblioteche d’Italia e la più antica del Friuli Venezia Giulia, la Biblioteca Guarneriana, che custodisce all’interno codici minati di inestimabile valore.
Percorrendo la centralissima Via Roma è possibile ammirare la Casa del Trecento, l’unica abitazione medievale originale rimasta all’interno del borgo. Al suo interno è ospitato un piccolo museo con reperti risalenti alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale.

Il Prosciutto di San Daniele

A concorrere all’unicità di questo prosciutto è la sinergia tra condizioni ambientali uniche, garantite dal territorio in cui viene prodotto, e una lunga tradizione di preparazione che partendo dai Celti prima e dai Romani poi, è arrivata immutata fino ai giorni nostri, facendo diventare il piccolo centro friulano sinonimo di prosciutto.
A garantirne le eccezionali proprietà organolettiche è un microclima ideale dato dall’aria fredda che arriva dal nord e quella calda che arriva dall’Adriatico, mixate dal fiume Tagliamento che fa da conduttore climatico naturale. A capire l’eccezionalità d queste condizioni e iniziare a sfruttarle furono prima i Celti e poi i Romani che intuirono come il buon arieggiamento e il clima pedemontano contribuissero a conservare e persino migliorare la carne. Fu così inventata la stagionatura che non è una semplice conservazione ma un processo molto più complesso che avviene grazie a fenomenoi esclusivamente naturali, con l’unica eccezione dell’aggiunta manuale del sale.
La salvaguardia del gusto e delle caratteristiche organolettiche del prosciutto è garantita dall’immutabilità di questo delicato processo e dall’utilizzo di specifiche materie prime: l’uso di maiali nati, allevati e macellati esclusivamente in Italia, metodi di allevamento che rispettano il benessere dell’animale e una dieta specifica per i suini basata su cereali e siero del latte.
Tutto questo, unico alla passione e dedizione di quasi 30 produttori locali, danno vita ad un prosciutto di qualità unica, dal colore e gusto inconfondibili.

Come riconoscere il prosciutto di San Daniele:

Il prosciutto di San Daniele si riconosce innanzitutto dallo zampino e dalla forma simile ad un violino.
La presenza dello zampino ha anche precise ragione tecniche: l’articolazione nella sua completezza agevola il drenaggio dell’umidità anche nelle posizioni più difficili.
Altro elemento distintivo del prosciutto di San Daniele è il colore rosso rosato e per finire il gusto, dolce e morbido, che si scioglie in bocca.





Mancano pochi giorni alla prossima avventura alla scoperta di Biella e dintorni; un tour organizzato dai vulcanici Gian e Lele di  Sphimm’s Trip e a cui parteciperanno 13 blogger armati di smart phone, macchine fotografiche, videocamere e tanta tanta voglia di vivere il biellese e condividere l’esperienza on-line!

Un bellissimo programma ricco di iniziative che porteranno i blogger a contatto con la realtà storica e culturale della città e a cui numerose strutture del luogo hanno aderito con entusiasmo, dimostrando grande ospitalità e apertura ad un progetto che porta ad un nuovo modo di promuovere il territorio e le sue bellezze.
Ecco il trailer di #biellastoria, solo una piccola anteprima del tour!

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Potete seguire l’evento su Twitter con l’haschtag #biellastoria, sul sito dedicato al tour e ovviamente su Viaggiolibera! Stay tuned!

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La Pasqua è vicina e quale modo migliore di festeggiare che regalandosi qualche giorno di relax?! Il Lago di Garda, che con l’arrivo della primavera offre il meglio di sé con panorami da cartolina, offre numerose opzioni di hotel con Wellness  per abbinare i trattamenti di benessere a qualche salutare passeggiata sul lungolago. Ecco alcuni suggerimenti per il week end pasquale:

Villa Luisa Resort di San Felice del Benaco, sulla sponda bresciana a pochi minuti da Salò, è una struttura moderna immersa nel verde tra il lago e le colline. La zona Wellness include una sauna finlandese, bagno turco, docce emozionali oltre ad un centro che offre trattamenti con il sale.
Il pacchetto pasquale prevede due pernottamenti in camera vista lago, colazione, due ingressi al centro benessere, 1 cena, 1 trattamento “Cuore di sale” e un’ora di jacuzzi panoramico con aperitivo a 239€ a persona.

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Nel versante veronese, immerso tra i vigneti appena sopra al lago, l’Hotel Principe di Lazise è una struttura moderna con ampie camere di design e un bel centro Wellness e SPA dotato di piscina interna, bagno turco, sauna, percorso Kneipp oltre che di una sala con fantastici letti ad acqua riscaldati (una vera goduria, ve lo posso garantire!) . C’è anche una seconda ampia e luminosa zona relax con comodissimi lettini, dove rilassarsi dopo una seduta in sauna.
Il pacchetto, da 230€  a persona, include due pernottamenti, colazione e una cena.

Nella spettacolare cornice di Riva del Garda, la punta del lago incastonata tra le montagne, a pochi passi dal centro cittadino sorge l’Astoria Park Hotel, altro modernissimo 4 stelle dagli interni ricercati e di design.
Il centro benessere Social Spa è dotato di bagno turco, sauna, docce emozionali, docce ghiacciate, sala relax con vibrazioni musicali e cromoterapia, piscina e area fitness.
Il pacchetto relax Pasquale da 2 notti con mezza pensione, 1 bagno di bellezza e 1 gommage al sapone nero, 1 massaggio generale e un solarium  costa Euro 255 a persona.

Questo sono solo alcune delle tante possibilità che offre il Garda di passare un rilassante fine settimana di benessere nella magnifica e pittoresca cornice di uno dei laghi più belli d’Italia.


Credits Campobase.travel
Ho recentemente scoperto un tour operator, Campobase Travel, che si occupa delle cosiddette vacanze attive, ovvero vacanze fortemente orientate allo sport. in particolare allo sport di montagna, Tra i vari pacchetti, ci sono anche delle proposte di soggiorni per famiglie e bambini in Trentino. Il grande punto di forza di Campo Base Travel non è solo la conoscenza approfondita del territorio del Trentino ma anche l’esperienza e la professionalità dello staff che ogni anno riesce ad organizzare delle proposte divertenti e interessanti.

Partiamo con la prima settimana-vacanza intitolata “Ski-kids Camp: bimbi sulla neve :-)”. Di che cosa si tratta? E’ una specie di settimana bianca formato-bambino, dove i più piccoli potranno iniziare a muovere i primi passi ed imparare ad apprezzare tutti gli sport invernali. Ci saranno delle vere e proprie classi di sci con tanto di maestro. In programma ci sarà anche un divertente skisafari e una bella passeggiata con le ciaspole.
La seconda proposta è intitolata “Un parco per i bimbi” ed è incentrata su più attività ludiche. Oltre alle attività sportive come passeggiate ed escursioni fra le bellezze del Parco Nazionale dello Stelvio ci saranno tanti laboratori, dove imparare ad apprezzare l’attività manuale e la creatività. E poi non possiamo dimenticare le visite guidate alle fattorie per sperimentare l’esperienza della mungitura e vedere con i propri occhi e toccare con mano tutti gli animali della fattoria.
Per chi invece ama la montagna anche e soprattutto per gli sport invernali e vuole approfittare di ogni singolo momento per affinare le proprie abilità da sciatore c’è “La speciale settimana bianca in Trentino” sempre proposta da Campobase. In questo pacchetto viaggi troverete anche lo skipass in omaggio!
C’è n’è per tutti i gusti per una bella vacanza sulla neve in famiglia! 

Credits Hotel Salvadori

Ogni tanto è bello prendersi un week end per se stessi e fuggire, anche se solo per due giorni, in uno di quei meravigliosi hotel di montagna incastonati tra paesaggi meravigliosi  e con paradisiaci centri benessere che hanno tutto l’occorrente per farci sentire coccolati e viziati.

L’offerta degli hotel SPA è ampia e diversificata, personalmente adoro scovarne di nuovi in rete e poi andare a provarli di persona. Partire, anche se solo per un week end, mi da la parvenza della vacanza e mi fa affrontare meglio tutta la settimana di lavoro.

Oggi vi segnalo Hotel Salvadori in Val di Sole, una delle tante meravigliose valli del Trentino. In posizione soleggiata e centrale a pochi passi dal paese, l’hotel offre camere calde e accoglienti dotate di tutti i confort per farvi sentire come a casa. Accanto all’hotel parte anche una pista ciclabile e una passeggiata per i vacanzieri attivi che abbiano voglia di godere dell’aria buona di montagna.

Ma per una SPA-dipendente come me è difficile allontanarsi dall’hotel sapendo quale scrigno di coccole e relax racchiude al suo interno!
Il centro Wellness Le Quattro Stagioni ha tutte le carte in regola per farvi vivere momenti di assoluto benessere tra massaggi e trattamenti di bellezza!
Il Monde delle acquedispone di una piscina riscaldata con nuoto controcorrente, cascata cervicale, un’ampia vasca idromassaggio, il percorso Kneipp e una piscina riscaldata dedicata ai più piccoli.
Ma il pezzo forte è la magnifica vasca esterna con idromassaggio riscaldata anche in pieno inverno con vista sulle Dolomiti: immergersi nell’acqua calda fumante e godersi il silenzio e la pace ammirando le cime innevate è un’esperienza favolosa!
A completare l’offerta Wellness il Monde delle Saune con sauna finlandese  a 80-100°, bagno turco con una temperatura di 40/50°, e di recente apertura la biosauna e il bagno di vapore thalasso terapia. Per finire un’accogliente zona relax dove rilassarsi dopo i trattamenti.
Per finire la giornata in bellezza, lasciatevi coccolare dalle squisitezza del ristorante dell’hotel.
Tutte le info sui prezzi e promozioni sono disponibili sul sito dell’hotel.
Allora siete ancora lì? Partite subito per un week end di benessere, non ve ne pentirete!

Riccione, una sonnolenta mattina di gennaio, la sveglia suona alle sette, mi preparo velocemente e scendo a far colazione in hotel. Guardo l’orologio e mi accorgo di avere ancora mezzora prima che parta il treno che mi poterà in fiera a Rimini per un’altra lunghissima giornata di lavoro.

Fuori l’aria è frizzante, fresca ma non fredda, non sembra nemmeno inverno. La prima luce del mattino si fa breccia tra le nuvole, finalmente un raggio di sole dopo due giorni di pioggia, la Romagna mi ha riservato un’accoglienza grigia, forse oggi vuole recuperare. Cammino lungo un viale Ceccarini deserto, ci sono solo un paio di bar aperti; è difficile rintracciare tra le serrande abbassate di questa strada silenziosa una minima parvenza della vita che va in scena durante la stagione estiva. Ma io la preferisco così, avvolta da questa quiete assoluta; il suono dei miei passi riecheggia per la via, guardo i miei stivali col tacco basso e penso soddisfatta che oggi non dovrò patire male ai piedi come ieri, quando ho avuto la malsana idea di mettere i tacchi.

Rialzo lo sguardo e cerco il mare, mi chiedo se già dal centro si vede: ho sempre adorato il mare d’inverno e questa è un’ottima occasione per vederlo, mi darà la carica per affrontare la giornata. Ma in fondo alla via vedo solo altre case; proseguo e finalmente arrivo sul viale lungo mare, deserto e silenzioso, il marciapiede ancora pieno di pozzanghere della pioggia del giorno prima. Guado verso la costa, è strano il mare è lì a pochi metri ma non lo vedo e non lo sento.  Gli stabilimenti balneari hanno un’aria di desolazione, nessuna luce, nessuna sedia, sembra che su tutto sia calato un velo di immobilità, che ogni cosa sia sprofondata in un lungo sonno. Mi dirigo verso uno dei vialetti che portano alla spiaggia ma presto il passo è sbarrato da una recinzione; al di là una striscia di sabbia ammassata in una lunghissima duna scherma la vista dell’orizzonte. Finalmente sento il suono del mare, sembra lontano, un ruggito distante; oltre la duna scorgo un riflesso, guardo meglio e mi rendo conto che è l’acqua che fa da specchio e riflette la luce radente del mattino. Salgo su una pila di piastrelle ammassate coperte di sabbia bagnata e finalmente lo scorgo, eccolo lui è li. L’hanno recintato, come un animale in gabbia, ma è proprio in questa dimensione di cattività che finalmente l’Adriatico mi mostra il suo volto più autentico: non è il mare ammaestrato che lambisce le spiagge affollate d’estate, curate e rastrellate, con sdraio e ombrelloni perfettamente allineati ma un mare agitato, vivo, energico.
Ora la spiaggia è solitaria, selvaggia, il bagnasciuga coperto di alghe che la corrente porta disordinatamente a riva; le nuvole basse, ancora cariche di pioggia sembrano incombere sull’acqua rendendola di un colore grigio blu; è esattamente così che dovrebbe essere, acqua e sabbia, il fragore delle onde che scivolano a riva, cielo e nuvole e nulla più.
Penso che se dietro a me non ci fossero hotel e cemento ma solamente campagna e pineta, se non ci fosse questa recinzione che delimita la spiaggia, ne le dune erette dall’uomo per tenere a bada i venti dell’inverno, questo luogo avrebbe tutto un altro sapore. Ascolto lo sciabordio regolare e grave delle onde, l’aria fresca del mattino mi accarezza il viso, chiudo gli occhi e immagino la spiaggia deserta difronte a me, nessuna recinzione, nessun ostacolo tra me e il mare, solo sabbia e acqua a perdita d’occhio. Riapro gli occhi e penso  che tra qualche mese le serrande dei bagni si rialzeranno, i bar riapriranno, piano piano il lungomare e la spiaggia torneranno ad essere frequentati, dapprima poche persone, poi sempre di più fino alla follia della piena estate, quando non rimarrà nemmeno metro quadro libero e lungo il bagnasciuga si vedrà solo una folla immensa di gente. Ma oggi è diverso, oggi il mare è un deserto di onde in movimento, energia pura che si riversa sulla spiaggia lasciandosi dietro alghe e conchiglie; ora c’è spazio solo per nuvole e vento, silenzio e solitudine. E’ un paesaggio che trasmette malinconia, ma io trovo che questo sentimento, nelle giuste dosi, sia bello, aiuta a ricordare e a rivivere emozioni passate, a metterle in fila, a rivalutarle, a dar loro il giusto peso, aiuta ad imparare a convivere con i propri ricordi, col proprio passato. E’ bello ogni tanto lasciarsi cullare tra le braccia della malinconia per risentire dentro di sé l’emozione pungente di un momento passato.
Saluto con un cenno il mare, mi volto e ritorno  lentamente sui miei passi, verso i miei impegni, ringraziando mentalmente l’Adriatico per questo lungo, intenso momento, di mare d’inverno.


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Palazzo Reale, Reggia di Venaria, Castello del Valentino, Stupingi, Castello di Rivoli….. nel prepararmi alla visita di Torino guardavo il sito della Residenze Reali del Piemonte chiedendomi: “Ma quante sono?! Com’è che non avevo idea che il Piemonte fosse costellato di palazzi e reggie?”.
In effetti molti ignorano la quantità e la bellezza di  questi straordinari palazzi, scrigni di eleganza e splendore, custodi di un’epoca regia che segnò un lungo periodo della nostra storia.

Visitare tutte le residenze nei soli tre giorni che avevo a disposizione era impossibile, e dovendo scegliere di visitare un solo palazzo fuori Torino ho optato per la Reggia di Venaria, sia perché è quella che più conoscevo di fama, sia per comodità: grazie ai consigli dell’Ufficio del Turismo di Torino ho infatti usufruito della Torino + Piemonte card che include, oltre che l’entrata alla Reggia,  il Royal Bus, un servizio d’autobus diretto che in soli 40 minuti porta da Stazione Porta Nuova in centro città alla Reggia.
Ad accogliermi un sole splendente ed una temperatura eccezionalmente alta per fine dicembre, le condizioni ideali per godere appieno del magnifico scenario che circonda il palazzo, immerso nella campagna incorniciata dall’arco delle Alpi.

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Considerata uno dei capolavori assoluti del barocco universale, la reggia fu fatta costruire a metà del seicento come residenza di caccia di Carlo Emmanuele II. L’esterno è un concentrato di grazia ed equilibrio dove le pareti in mattoni rossi si coniugano armoniosamente con il marmo bianco, il tutto immerso nel magnifico scenario dei giardini all’italiana che circondano la Reggia.
Ma è all’interno che è custodito il vero tesoro, fatto di stucchi, dipinti, tappezzerie, di atmosfere rarefatte, soffitti altissimi e stanze enormi in cui risuona l’eco dei proprio passi. Quello che colpisce è il vuoto, la quasi completa mancanza di arredamento che spiazza il visitatore, abituato a ricercare negli ambienti reali pezzi di mobilio che aiutino la fantasia a ricreare la vita a corte dell’epoca. Alla Venaria serve uno sforzo di fantasia superiore ma è anche questo vuoto a concorrere all’incanto che gli ambienti interni sanno ricreare. Una suggestione fatta sopratutto da un sapiente gioco di luci ed ombre. 
E’ la luce che entrando  dalle enormi vetrate inonda e accende  i fregi dorati, gli affreschi e i marmi bianchi che ricoprono le pareti della Sala di Diana, uno degli ambienti più grandi e suggestivi della Reggia, espressione della magnificenza della Corte dei Savoia.

Il percorso continua lungo stanze in penombra dove ritratti di personaggi reali sembrano osservare e scrutare i visitatori, fino a scorgere poi in fondo di nuovo luce che filtra da enormi tendaggi e rivela il profilo di un piccolo salotto. Siamo nelle Stanze del Circolo della Regina, una delle poche sale arredate, dove divani d’epoca e una bellissima arpa ricreano le atmosfere originali: sembra quasi di vedere la regina circondata dalle sue dame intente nelle loro conversazioni accompagnati da una musica armoniosa.

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Pochi passi oltre questo ambiente la luce prende il totale sopravvento e diventa artefice del capolavoro assoluto della Venaria, la Galleria Grande: un ambiente di grande suggestione creata dal sapiente gioco prospettivo dell’impianto architettonico e dominata dal bianco quasi accecante dei marmi delle pareti e del pavimento inondati di luce. Camminare soli, come è successo a me, in questa sala di straordinaria bellezza e magnificenza è un’emozione unica e impagabile!
La visita del Piano Nobile termina nella  Cappella di Sant’Umberto, capolavoro del barocco europeo e altro luogo di grande suggestione.
Il percorso continua anche negli ambienti sotterranei, in cui sono allestite delle mostre permanenti che ricostruiscono la storia della dinastia dei Savoia, e infine all’esterno negli eleganti giardini all’italiana, ancora in via di sistemazione ma già molto pregevoli  la prospettiva dal Giardino dei Fiori si perde sul profilo del Grand Paradiso che si staglia all’orizzonte. Termino la mia visita della Venaria sorseggiando un caffè nella terrazza del bar della Reggia, ammirando le cime delle Alpi in lontananza e immaginando dame e signori passeggiare per i lunghi viali dei giardini. Un finale regale degno di tanto splendore!


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(Leggi il post in italiano)
Elegant and charming, Turin is an amazing city where every palace, building and street tells the story of Italy’s recent past, made of kings, queens and great statesmen. It’s a trip that starting from the Savoy Kingdom tells the hard and difficult story of Italy’s Union up to the country’s rebuilding after the Second World War, in which Turin big factories played an important role. A story often ignored giving more importance to the roman and Renaissance times but of which Turin, with its magnificent Royal Residences and its extraordinary cultural offer, keeps reminding us.


This trip starts from the Royal Palace, which stands in the heart of Turin next to Piazza Castello. Started in 1646 and used as royal Savoy  residence till the 1965, with its elaborate baroque interiors and furniture witnesses the splendour and magnificence of Savoy’s Court. The Dining room, with an elegant table set with beautiful potteries, and the stunning Ball Room, shining with gold  and crystals, are among the most remarkable rooms of the palace.
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A few steps from the Royal Palace, Madama Palace, named after the royal Madams, reigning at the beginning of the XV century, urged the renovation of the palace and its transformation into an elegant royal residence.
This palace tells a long story thanks to its two facades, one medieval and one baroque, the two souls of this beautiful building hosting the Senate’s room, where the first Italian Senate took place.

 Palazzo Carignano is another remarkable baroque palace where the Senate was moved after its first seat at Palazzo Madama.
Crossing its threshold you can walk on the footprints of Cavour, that would come here to take part to the Senate and then would dine at the Al Cambio Restaurant, on the same square, which still remains one of the most luxury restaurant in Turin.
Palazzo Carignano hosts The Risorgimento Museum which, starting from the French Revolution, through many documents, prints and objects tells the story of the reforming ideas which inflamed most of the European countries during the XVII century.
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For an even bigger leap in time back to more than five thousand years ago, the Egyptian Museum, close to Palazzo Carignano, is another outstanding cultural attraction, second of the world for the Egyptian History after El Cairo museum. In the first floor there’s a wide collection of objects, vases, papyrus, and jewels together with mummies and sarcophagus.

On the ground floor of lot of beautiful and huge statues seem to come of the half-light with their gracious and magnetic faces.

The stroll can continue through via Po to reach the Mole Antonelliana, which with its 167 mt is the highest building in the city.
The Mole hosts the National Cinema Museum; the exposition, that from the central Temple Room goes up through the helicoidally staircase, recreates the story of Cinema from its archeology to the born of television, explaining the various genres through an extraordinary path made of games, costumes and posters.

From the central hall, the panoramic lift, with glass walls, takes up to the top for a stunning view of the city.

In Turin is easy to get a taste of history even entering one of the many historical Cafés, with their marble tables, crystal pendants and tapestry, which in the XVII century used to be attended by the middle class and intellectuals. The most famous are the Baratti & Milano and Caffé Torino, with the “Martini” sign outside.
But Turin not only has given value to the past but has also looked at the future, requalifying old industrial buildings and transforming them into polyvalent spaces: the Lingotto, the historical FIAT plant, has become one of the most important exposition centre in Europe, hosting famous fairs as The International Book Fair and Salone del Gusto.

Impossible not to get charmed by the elegance and the extraordinary cultural offer of Turin, with its beautiful palaces, cafés and squares which preserver a precious story to be remembered.


Turin Travel Guide

 – Before starting the tourist visit it’s usefull to buy the Torino + Piemonte Card (with validity 2 to 7 days) which gives access to most of the museums, palaces and monuments  (including the Egyptian Museum, the Cinema Museum and the Royal Residences) which helps saving up instead of buying the single tickets. All info in Turismotorino

– Where to stay: BW Hotel Genova is a nice hotel close to Porta Nuova Station and a few steps from the city center; close to the hotel there’s also the metro station and the Royal Bus (included in the Torino + Piemonte Card) that takes directly to the Royal Residences.
Recently renovated, Hotel Genova offers cosy and clean rooms, with every optional including free wi-fi; the staff is very friendly and the buffet breakfast, included in the price, is perfect.
A perfect choice to visit the city!

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