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Elegante e raffinata, Torino è una città dove ogni palazzo, ogni via, ogni insegna ha una storia da raccontare. E non una storia qualunque ma la nostra storia recente, costellata di re, madame, regge reali, gradi statisti e personalità eccellenti. Un viaggio che partendo dal Regno dei Savoia, racconta la difficile ed impervia costruzione dell’Unità d’Italia fino ad arrivare agli anni della grande rinascita del Dopoguerra, di cui le fabbriche torinesi, simbolo della capacità manifatturiera ed imprenditoriale del nostro paese, furono le maggiori artefici.

Una storia spesso, e a torto, ignorata o trascurata per dare precedenza a quella più antica, romana e rinascimentale in primis, quasi che questa abbia meno valore perché temporalmente vicino a noi. Ma non è così e Torino, con la magnificenza delle sue Residenze Reali, l’eleganza dei suoi palazzi, la straordinaria offerta culturale dei suoi musei, è lì a ricordarcelo.

Il viaggio nella storia non può che partire dal Palazzo Reale, che sorge nel cuore di Torino accanto alla centralissima Piazza Castello. Iniziato nel 1646 e rimasto residenza ufficiale dei Savoia fino al 1865, con i suoi interni ed arredi in ricercato stile barocco è testimone del fasto e dell’eleganza della Corte dei Savoia: un tripudio di ori, cristalli, lacche, arazzi che in fasto e bellezza possono competere con altre residenze reali europee più famose. Tra le sale più degne di nota la Sala del trono, la Sala da pranzo arredata con una magnifica tavola decorata di ceramiche e cristalli d’epoca e la meravigliosa Sala da Ballo, risplendente di ori e cristalli.

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Usciti dal Palazzo bastano pochi passi per raggiungere Palazzo Mamada che prende il nome dalle Madame reali, le reggenti al trono di inizio Seicento che diedero impulso al suo abbellimento e trasformazione in elegante dimora reale. Ma il Palazzo racconta una storia molto più ampia testimoniata dalle due facciate, quella Medievale e quella barocca, le due anime di questo meraviglioso edificio al cui interno spicca  la magnifica Aula del Senato, testimone di un grande passo verso la costruzione dell’Unità d’Italia: fu qui infatti che si tenne il primo Senato del Regno.
La passeggiata nella storia continua nel vicino Palazzo Carignano, altro pregevole esempio di architettura barocca, dove fu trasferito il Senato dopo la prima sede di Palazzo Madama. Varcandone la soglia si seguono le orme del grande statista Cavour che veniva qui per partecipare ai lavori del Senato e che era poi solito pranzare al Ristorante Al Cambio, affacciato sulla stessa piazza, tutt’ora uno dei ristoranti più di pregio della città. All’interno il palazzo ospita il Museo del Risorgimento che, con un’ampia prospettiva che parte dalla Rivoluzione francese, attraverso documenti, stampe e suppellettili ricostruisce la storia del fermento e delle spinte riformiste che soffiarono e accesero gli animi non solo d’Italia ma anche di numerose altre nazioni europee nel corso dell’800.
Proprio accanto a Palazzo Carignano si fa un salto nel tempo indietro di oltre cinquemila anni visitando un’altra eccellenza torinese, il Museo Egizio, secondo al mondo in importanza dopo quello del Cairo. Le sale al primo piano espongono un’ampia collezione di oggetti, vasi, papiri e gioielli risalenti ai diversi periodi della storia egiziana ed anche affascinanti mummie e sarcofagi. Nella suggestiva sala al piano terra una selva di magnifiche ed imponenti statue sembrano uscire dalla penombra in cui è avvolto l’ambiente per mostrare i loro bellissimi volti carichi di grazia e magnetismo.

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Dal Museo Egizio la passeggiata continua lungo via Po, orlata di lunghi portici animati da numerose bancarelle di libri usati, per arrivare all’imponente Mole Antonelliana, che con i suoi 167 metri di altezza svetta sulla città e al cui interno è ospitato il Museo Nazionale del Cinema: sviluppato lungo la rampa elicoidale che della magnifica Aula del Tempio si arrampica lungo l’interno della cupola, e nella numerose sale laterali, il museo ricostruisce la storia del cinema dalla sua archeologia fino alla nascita della televisione, spiegando la magia del cinematografo e i vari generi cinematografici con una serie di allestimenti e giochi interattivi che conducono lo spettatore lungo un percorso fantastico alla riscoperta di un pezzo della storia del costume del nostro paese, quale cinema e televisione hanno rappresentato.
Dal centro dell’aula parte l’ascensore panoramico dotato di pareti di vetro trasparenti per una visuale a 360°dell’interno e che in pochi secondi porta in cima alla Mole, da dove si gode di un magnifico panorama su Torino e le montagne circostanti.
Ma a Torino la storia la si può riassaporare anche entrando in uno dei tanti caffè storici del centro, frequentati sin dall’ 800 da grandi intellettuali e dall’alta borghesia, e tra i cui tavolini di marmo, i lampadari di cristallo e le pregiate tappezzerie è scritta parte della storia d’Italia; tra i più famosi ed eleganti il Baratti & Milano e Il Caffé Torino, al cui esterno è appesa la famosa insegna luminosa “Martini”, e il Mulassano, dove vennero inventati i tramezzini.
Ma Torino è una città che ha saputo non solo valorizzare al meglio il suo illustre passato ma anche guardare al futuro, riqualificando edifici industriali per trasformarli in moderni spazi polivalenti: è il caso del Lingotto, lo storico stabilimento FIAT dove vennero prodotte auto entrate di diritto nella storia del costume del nostro paese, come la Balilla e la Topolino, e oggi divenuto uno dei più importanti centri espositivi e congressuali d’Europa, nei cui spazi si tengono numerose manifestazioni tra cui la Fiera Internazionale del Libro e Il Salone del Gusto.

Impossibile non lasciarsi coinvolgere e conquistare dall’eleganza dalla straordinaria offerta culturale di Torino, i cui eleganti palazzi, caffè e piazze sono testimoni e custodi di una storia preziosa, da tutelare e ricordare.

Guida pratica di Torino:
– Prima di iniziare la visita della città è utile fornirsi della Torino + Piemonte Card (con durata da 2 a 7 giorni a seconda delle esigenze) che permette l’accesso a tutti i principali musei e monumenti della città (compreso Museo Egizio, Mole e Museo del Cinema e i Palazzi e Residenze Reali) con un notevole risparmio rispetto all’acquisto dei singoli biglietti. Tutte le info su Turismotorino

– Il BW Hotel Genova è un bellissimo hotel comodo alla stazione Porta Nuova e a pochi minuti a piedi dal centro, raggiungibile percorrendo le principali vie dello shopping; nelle vicinanze ci sono anche la stazione metropolitana e i capolinea degli autobus (Royal Bus, inclusi nella Torino + Piemonte Card) che portano alle Residenze Reali.
Recentemente rinnovato, l’Hotel Genova offre stanze confortevoli e accoglienti, dotate di tutti gli optional, compreso il wi-fi gratuito, e il personale alla reception è molto cordiale e disponibile. La colazione, anch’essa compresa nel prezzo, è veramente ottima con un abbondante buffet.
Una scelta perfetta per visitare la città, ad un ottimo rapporto qualità prezzo.


Gioiello barocco nel cuore della Vicenza classicista, Palazzo Leoni Montanari custodisce al suo interno dipinti settecenteschi di prestigiosi artisti veneti e una  preziosa quanto poco conosciuta collezione di icone russe, testimoni del profondo legame artistico che unì la Serenissima alla cultura orientale. Un’occasione straordinaria per entrare in contatto con la grazia e l’eleganza dell’arte russa e per scoprire le raffinate atmosfere barocche di questa sontuosa dimora settecentesca nel centro storico di Vicenza, simbolo della ricchezza e del prestigio della nobilita veneziana dell’epoca.

Leggi tutto l’articolo Palazzo Leoni Montanari


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© nataleatorino.it
Waiting for a trip is a trip itself, when you look for inspiration and start imagining the places you’re soon going to visit.
In this cold yet sunny December morning, I think about my next trip to Turin and surf around Natale a Torino website taking notes of the most appealing Christmas events I can’t miss.
Reading the headlines I find out the every year this time Turin is lit up by the Luci D’artista(Artists’ Lights), an open air exposition with many works made of lights realized by famous artists, alongside with two new creations of this year: Ancora una volta (Once again) by Valerio Berruti and Luci in Bici (Lights on Bikes) by Martino Gamper. 
I see myself walking around the city with my trusted reflex camera and tripod trying to catch the magic of the lights.

I’m also intrigued by The Presepe (nativity Scene) by Emanuele Luzzati, set in Piazza Carlo Felice up to the 13thof January : a colourful combination of themes and sacred figures from the Christmas story and fairy tale characters.

And then the Ice Route, along which many ice sculptors will create shapes and profiles inspired by the symbols of Turin: The Turin Coat of Arms in Piazza Castello on the 5thof December, the Mole Antonelliana in Piazza Emanuele Filiberto on the 12thof December , up to two large Father Christmas sculptures realized by the Chinese Artists from the twin town of  Harbin on the 29th and 30th of December in Piazza Carlo Alberto. 

And if ice reminds you of skating, then the Ice Skating Ring in Piazza Carlo Alberto open during Christmas Holiday is what you’re looking for!

For more traditional Christmas atmospheres,
Piazza Castello will host the Cirque Carillon show, a lively merry-go-round played by Cirko Vertigo whose artists will amaze and thrill spectators with their acrobatic performances. Shows will go on stage every Saturday and on Christmas Eve, Boxing Day and Epiphany and each one  will have a different theme – clowns, angels, fairies, aviators, Christmas, burlesque, dragons and, finally, a mix  of all seven previous shows.
These are only some of the many events during Christmas time, which seem the perfect background and soundtrack  to the many tourist and cultural attractions the Turin offers.

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 Nataleatorino.it

L’attesa del viaggio è essa stessa viaggio, quando cercando informazioni ed ispirazioni ci si immaginano i luoghi che ci si appresta a visitare e se ne pregustano le atmosfere e i sapori.
In questa fredda giornata di Dicembre illuminata da un limpido seppur tiepido sole, penso al mio prossimo soggiorno a Torino e saltello qua e la sul sito di Natale a Torino annotando tutti gli appuntamenti a tema natalizio che non devo assolutamente perdermi.
Navigando per il sito scopro che ogni anno nei mesi invernali Torino viene riscaldata dalle Luci D’Artista, un vero e proprio laboratorio open space dove oltre trenta artisti con le loro creazioni hanno saputo interpretare e giocare con la luce illuminando e addobbando vie, portici e piazze del centro.
La nuova edizione 2012, inaugurata lo scorso 3 novembre e che rimarrà “accesa” fino al 13 gennaio, prevede il riallestimento di creazioni precedenti ma anche la presenza di nuove installazioni: Ancora una volta e Luci in bici dei giovani Valerio Berruti e Martino Gamper.
Un elenco completo delle installazioni e relative collocazioni lo potete trovare qui
Mi vedo già armata della mia fedele reflex e treppiedi girare per la città naso all’insù per catturare la magia delle luci!
Per rimanere in atmosfera natalizia, mi incuriosisce il Presepe di Luzzati, esposto fino al 13 gennaio nel Giardino Sambuy di Piazza Carlo Felice, animato da oltre cento sagome inserite in una struttura a diversi livelli ed integrate nel verde circostante.
E ancora il Sentiero del Ghiaccio, un’esposizione di sculture di ghiaccio uscite dalla fantasia di artisti nazionali ed internazionali che fino al 30 dicembre addobberanno piazze e strade di Torino. Saranno in particolare gli scultori di Harbin, città cinese gemellata con Torino, a dare vita al Sentiero dell Statue di Ghiaccio lungo il quale sarà possibile scoprire una sorta di alter ego della città  fatta della luce e trasparenza solida del ghiaccio. 
La rassegna si è aperta il 2 dicembre scorso con l’esposizione di sculture ispirate ai personaggi delle fiabe; lo Scudo di Torino è invece apparso il 5 dicembre in Piazza Castello mentre il prossimo 12 dicembre farà la sua comparsa in Piazza Emanuele Filiberto niente meno che il simbolo della città, La Mole Antonelliana  riprodotta con led luminosi tricolori. L’aggiunta di nuove tappe e opere al percorso continuerà fino a fine dicembre.
E se il ghiaccio fa venir voglia di pattini, beh allora bastano pochi passi fino a Piazza Carlo Alberto dove per tutto il periodo natalizio sarà in funzione una pista di pattinaggio sul ghiaccio, attrazione per grandi e piccini.

Altrettanto suggestivi e allettanti sono gli spettacoli teatrali I cinque Carillon, messi in scena in Piazza Castello dalla Compagnia Cirko Vertigo: un carillon vivente animato dagli artisti del circo che alterneranno acrobazie aree, al cerchio, alla corda al trapezio e molte altre, per uno spettacolo da brividi! Per il calendario completo degli spettacoli cliccate qui.

E queste sono solo alcune delle proposte di #Nataleatorino, a cui si abbinano tutte le attrazioni turistiche e culturali di questa effervescente città. 
In attesa di questi magici appuntamenti natalizi delizia per gli occhi comincio a studiarmi la cucina torinese, perché si sa, anche la pancia vuole la sua parte!



© kenekaise

Sono talmente abituata alle bellezze architettoniche e culturali che le mia città da darle per scontato, dimenticandomi di alzare lo sguardo oltre le vetrine dei negozi del centro per osservare e godere della bellezza dei palazzi, dell’eleganza di molte piazze, dell’atmosfera intima e malinconica di alcuni suoi vicoli.
E’ bello ogni tanto prendersi un po’ di tempo e fare i turisti nella proprio città, un viaggio a KM 0, ecologico e comodo, senza stress di mezzi di trasporto, attese, coincidenze, semplicemente passeggiare per vie percorse e ripercorse migliaia di volte sapendo guardare con occhi nuovi, pieni di meraviglia, come un turista in visita per la prima volta, mista ad un pizzico di orgoglio, perché tutta questa bellezza è anche nostra.

Quattro passi per Vicenza

Come sempre grazie a Marta di Blog di Viaggi per l’ospitalità.


© Brisighella.org

L’entroterra romagnolo nasconde dei veri gioielli medievali come Brisighella, antico borgo a circa 60 km da Ravenna risalente al 1200, dominato dall’antica Rocca Medievale e composto da un dedalo di viuzze collegate da scale in gesso e circondate da cinta muraria.Una delle strade più caratteristiche è l’antica Via del Borgo, una strada coperta del XII secolo, sopraelevata ed illuminata da mezzi archi di differente ampiezza, che fungeva da baluardo di difesa per la cittadella medievale. La via è nota come “Via degli Asini” perché offriva riparo per la notte a questi animali di proprietà dei contadini del posto.

© Brisighella.org
Brisighella è anche terra di tradizioni gastronomiche e una ghiotta occasione per visitare il borgo si presenta domenica 11 novembrecon l’originale mercato dei prodotti autunnali tipici di queste colline che si terrà per le antiche viuzze del centro e che celebrerà in particolare i sapori della pera volpina e del formaggio stagionato di Brisighella. Proprio questa Sagra della pera volpina e del formaggio stagionato ha contribuito a rilanciare e fare conoscere questo antico frutto dimenticato, offrendo a molti la possibilità di riassaporarlo; le pere volpine, piccole, tonde e dure, possono essere degustate in  ari modi: bollite, cotte in acqua e vino oppure al forno. Sublime è l’abbinamento con il formaggio stagionato di Brisighella, un pecorino invecchiato in grotte di gesso secondo un’antica tradizione contadina e il cui sapore delicato si sposa magnificamente con quello dolce del frutto. Durante la sagra sarà possibile acquistare direttamente questi due prodotti assieme a molte altre prelibatezze tipiche dell’Appennino romagnolo.

Arriva l’inverno e con esso la voglia di quei meravigliosi mercatini natalizi tipici dell’Alto Adige o della Germania. Ma per chi come me vive nella Pianura Padana o dintorni e non ha occasione di arrivare fin lassù c’è una simpatica alternativa: dal 23 novembre al 21 dicembre Piazza dei Signori a Verona ospiterà oltre 30 bancarelle che ricreeranno l’atmosfera tipica dei mercatini natalizi della Germania; la maggior parte degli espositori saranno infatti tedeschi o altoatesini e offriranno prodotti tipici delle loro regioni; da oggetti di artigianato come le magnifiche e caldissime pantofole in feltro, maglioni di lana, guanti e capelli, candele, decorazioni natalizie, giocattoli in legno e tanto altro, a ghiotti prodotti gastronomici dai tipici sapori teutonici come le salsicce di Norimberga,  i crauti, la birra, il pane nero ai semi di papavero, l’immancabile strudel e gli altri dolci tradizionali tedeschi a base di frutta secca e spezie.

Il mercatino diventa anche un’occasione per ammirare le magnifiche piazze medievali di Verona, a partire dalla straordinaria Piazza dei Signori dove si terrà il mercatino, conosciuta anche come Piazza Dante per la statua del Sommo Poeta che vi troneggia al centro; sulla piazza a pianta rettangolare si affacciano stupendi edifici monumentali collegati tra loro da arcate e logge, tra cui spicca il medievale Palazzo del Podestà, costruito dagli Scaligeri come dimora di famiglia e che ospitò personaggi illustri tra cui lo stesso Dante, in esilio da Firenze. Successivamente durante la Repubblica di Venezia divenne sede di importanti magistrature tra cui gli uffici del Podestà, da cui prende il nome.

Palazzo della Ragione 
Il Palazzo del Comune, detto anche Palazzo della Ragione, tra Piazza dei Signori e Piazza delle Erbe,è un magnifico esempio di architettura civile romanica le cui facciate sono caratterizzate dal bi-cromatismo di mattoni e pietra; dal cortile lastricato centrale detto Del Mercato Vecchio si accede alla Scala della Ragione, chiamata così perché, fino a due secoli fa, portava proprio all’interno del Tribunale. La scala, in stile gotico, in origine era coperta e risale al XV secolo. 
All’interno del palazzo si nasconde un piccolo gioiello d’arte: la Cappella dei Notai che vanta opere dei veronesi Alessandro Marchesini, Giambattista Bellotti, Santo Prunati e dal francese Louis Dorigny. Sopra al palazzo troneggia la Torre dei Lamberti, risalente al 1464, famosa per le sue due campane, il Rengo e la Marangona, che un tempo scandivano la vita della città suonando le ore o gli allarmi d’incendio (Marangona) e radunando il Consiglio Comunale o richiamando alle armi i cittadini (Rengo). E’ possible salire sulla sommità della torre (sia con le scale che con l’ascensore) per godere di un incomparabile vista dell’intera città (adulti 6€, ridotti 4,50€).

Casa dei Mazzanti

L’adiacente Piazza delle Erbe, la più antica piazza di Verona, è un altro magnifico esempio di piazza medievale su cui i affacciano numerosi edifici di pregio. La piazza, che sorge sopra l’area del foro romano, nell’età romana era il centro della vita politica ed economica della città; con il tempo gli edifici romani hanno lasciato il posto a quelli medievali. Il monumento più antico della piazza è la fontana sormontata dalla statua denominata “Madonna Verona”. Altro monumento storico è il capitello, detto Tribuna, del XIII secolo, periodo in cui venne utilizzato per varie cerimonie: in particolare sotto di esso sedevano i podestà per la cerimonia dell’insediamento e là prestavano giuramento i pretori. Verso via Cappello sorge un’antica colonna sormontata da un’edicola di origine trecentesca, nelle cui nicchie sono scolpite a rilievo le figure della Vergine e dei santi Zeno, Pietro Martire e Cristoforo.Il lato nord è occupato dall’antico palazzo del Comune, dalla Torre dei Lamberti, dalla Casa dei Giudici e dalla Casa dei Mazzanti, la cui immensa facciata è completamente affrescata con immagini che rappresentano allegorie dell’Invidia, dell’Ignoranza e del Buon Governo. 
L’usanza di decorare i muri era molto diffusa e denotava un certo prestigio della famiglia proprietaria. Già dal 1300 si cominciano a vedere sulle pareti imitazioni di stoffe, motivi geometrici, finti mattoni e finti marmi, figure umane e animali. Nel Quattro-Cinquecento a Verona si contavano più di trecento facciate dipinte tanto che la città si meritò l’appellativo di Urbs picta (città dipinta). Purtroppo gran parte di questi affreschi è andata persa ma molte altre abitazioni affacciate su Piazza delle erbe conservano resti di queste pitture a fresco, che contribuiscono all’eleganza d’insieme della piazza, magnifico gioiello cittadino, brulicante di negozi caffè e bancarelle affollati in ogni momento della giornata. 

Ma una gita a Verona non può non includere la visita del suo simbolo, l’Arena, che proprio in concomitanza del mercatino, e precisamente al 1° dicembre al 20 gennaio ospiterà al suo interno la Rassegna del Presepio nell’Arte e nella Tradizione (tutti i giorni dalle 9 alle 20, ingresso 7€), dove si potranno ammirare centinaia di presepi provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei.

I consigli di Viaggiolibera: l’accesso a tutti i monumenti storici della città è gratis ogni prima domenica del mese


Se il magnifico centro storico, svuotato dalla calca estiva, e i sinuosi paesaggi collinari accesi dai colori autunnali non sono sufficienti per indurvi a trascorrere un week-end a Siena in ottobre, c’è un’altra occasione irrinunciabile per visitare la città  toscana quest’autunno : fino al prossimo 24 ottobre rimarrà scoperto il pavimento marmoreo della sua magnifica Cattedrale, “il più  grande e magnifico che mai fusse fatto” secondo la descrizione che ne fece il Vasari. Si tratta di un’opportunità unica dal momento che il pavimento è solitamente ricoperto per proteggerlo dal calpestio dei tantissimi turisti e fedeli che lo solcano ogni giorno.

Quest’opera è frutto di un complesso lavoro sviluppato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento, in cui fu applicata la complessa tecnica del graffito e del commesso marmoreo: partendo dalle prime tarsie eseguite su lastre di marmo bianco e nero, si approdò poi ai marmi colorati magistralmente accostati assieme a formare un capolavoro di inestimabile valore artistico e sorprendente bellezza.
I cartoni preparatori per le cinquanta tarsie furono eseguiti da importanti artisti senesi, eccezion fatta per l’umbro Pinturicchio, autore nel 1505 della tarsia con il Monte della Sapienza che mostra la personificazione della Fortuna
Mentre lungo le tre navate l’itinerario si snoda attraverso temi relativi all’antichità classica e pagana, con rievocazioni di Romolo e Remo, l’egiziano Ermete Trismegisto, le dieci Sibille fino ai grandi filosofi Socrate, Aristotele e Platone, nel transetto e nel coro si narra invece la storia del popolo ebraico.

Libreria Piccolomini


Un evento straordinario che diventa anche l’occasione per visitare o rivedere gli altri capolavori del Duomo, cuore dell’arte e della cultura senene e uno dei maggiori esempi di cattedrale romano-gotica, che racchiude al suo interno tesori artistici di inestimabile valore tra cui statue di Michelangelo, Donatello e del Bernini e il meraviglioso Pulpito di Nicola Pisano; e ancora lo splendido ambiente della Libreria Piccolomini con gli affreschi del Pinturicchio e le immense vetrate, la più importante delle quali, sopra l’abside, è opera di Duccio di Buoninsegna (di recente trasferita al Museo dell’Opera e sostituita da una copia).
Per ammirare i tanti tesori artistici di Siena si può acquistare l’Opa Si Pass che da accesso al Duomo, al Battistero, al Museo dell’Opera e ad altri capolavori senesi con un risparmio del 50% rispetto all’acquisto singolo.






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