Avis de coup de vent sul les Poulains© Philip Plisson

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La prima volta che vidi il faro di les Poulains fu in un poster appeso fuori dalla vetrina di un negozio di quadri a Vicenza. Me ne innamorai all’istante: quella minuscola chiesa (solo molto tempo dopo avrei capito che in realtà è un faro)  sola nella vastità della brughiera, che affronta la forza incontenibile dell’oceano in tempesta catalizzò la mia attenzione. Rapita dal fascino dell’immagine, comprai subito il quadro destinandolo alla parete del mio salotto. Il titolo,  “Avis de coup de vent sur les Poulains“, stampigliato proprio sotto all’immagine, stranamente non mi indusse a chiedermi dove fosse Les Poulains, né il nome chiaramente francese mi spinse a cercarlo sulla mappa di Francia per andarci; in qualche modo avevo dato per scontato che un posto tanto suggestivo non potesse che essere distante e irraggiungibile, magari in una remota isola del nord del mondo scoperta da un coraggioso esploratore francese che le aveva dato il nome. Era come se quel luogo che ai miei occhi rappresentava la meta ideale  – la brughiera solitaria, le falesie, l’oceano immenso – fosse troppo perfetto per esistere davvero, per rappresentare una meta raggiungibile, e fosse destinato a rimanere dentro i confini di un quadro.

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Quando anni dopo durante il mio primo viaggio in Bretagna vidi una cartolina identica al quadro del salotto in mostra fuori da un negozio di souvenir e ne lessi il titolo sul retro Pointe Les Poulains, Belle Ile en Mer, Bretagne, l’emozione mi paralizzò per un istante: la soluzione era sempre stata lì, davanti ai miei occhi, contenuta proprio in quel titolo che avevo letto e riletto centinaia di volte.
Per una qualche strana ragione per una volta non ero stata io a scegliere una meta ma lei a trovare me. Ero arrivata in Bretagna attirata dai paesaggi aspri delle sue coste, dal suo mare tumultuoso, dalle tradizioni celtiche, ma mai per un attimo mi aveva sfiorato il pensiero che proprio in quella terra avrei potuto trovare il luogo ideale della foto.
La mattina in cui mi imbarcai sul traghetto che nel giro di un’ora dal porto di Quiberon, nel sud della Bretagna, porta a Belle Ile en Mer, avevo il cuore in gola; di lì a poco sarei arrivata a Pointe les Poulains, la punta a nord ovest di Belle Ile che ospita il faro, che nella foto avevo scambiato per una chiesa,  situato su di un’isola rocciosa che con l’alta marea viene separata dalla costa.
Belle Ile è un’isola straordinaria, romantica e solitaria, con un mosaico di variopinti paesaggi fatti di spiagge incontaminate, piccoli villaggi di pescatori, campagna verdeggiante ma sopratutto spettacolari scogliere sferzate dall’oceano; una tavolazza di colori che variano dal verde dei campi all’azzurro del cielo al blu intenso del mare, campagna a perdita d’occhio attraversata da strade solitarie che seguono il profilo sinuoso della costa.
Galvanizzata dall’atmosfera bucolica decisi di affittare una bicicletta per raggiungere les Poulains sulle due ruote, preoccupandomi di farmela dare con un panier, un cestino per appoggiare lo zaino della reflex, ma forse avrei fatto meglio a farmela dare col motore! Belle Ile è un’isola relativamente grande e, come ho scoperto a mie spese, dove le lunghe distese di campagna sono in realtà dei falsipiani che nascondono pendenze insidiose per i ciclisti poco allenati come me. Les Poulans me la sono dovuta conquistare col sudore ma all’arrivo, il paesaggio mi ha ripagata di ogni fatica.
Dopo due ore di pedalate il cuore mi è balzato in gola quando ho letto il cartello Pointe des Poulains alla fine della lunga strada che conduce fino all’estremità dell’isola.

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Il luogo dei miei sogni non ha tradito le mie aspettative: il fascino selvaggio e incontaminato della costa, la struggente solitudine del faro solitario, l’impetuosità dell’oceano, tutto quello che avevo ammirato tante volte nel poster era lì, vero e tangibile, davanti a me. Un luogo meraviglioso, dove rimanere ad ascoltare la voce dell’oceano, il canto dei gabbiani, osservare le nuvole che corrono veloci sferzate dal vento. All’interno del faro sono conservate delle foto e dei documenti che ne raccontano la storia e aiutano ad immergesi nell’atmosfera raccolta di questo luogo singolare, lontano dal resto del mondo, dove l’energia della natura si sente  nel fragore delle onde, nel nero delle scogliere e nel verde rassicurante della brughiera.


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Colourful , enchanting and inspiring, Barcelona offers countless possibilities and turist attractions. Here you may find both wide metropolitan avenues and narrow medieval alleys, magnificent palaces and old buildings, the modern and eccentric Gaudì art and the sober elegance  of gothic cathedrals, everything melted in a perfect mix.

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In Barcelona there’s the sea, a beautiful beach, the harbour, the hills; it’s a large city with a small town soul, where you soon feel at ease, maybe thanks to the mild weather, to the bright colours of Gaudi’s mosaics, the movida of the seafront lounge bars. You may visit it thousand times and at every visit it takes you aback with something new.

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It’s hard to squeeze it into a single definition, even harder to tell about it in just one article, because every single aspect is a world apart to explore: elegant, casual, trendy and still easy, Barcelona has a style for every mood!

In a single day you can get lost in the tranquillity of the Gothic Quarter, walk along the smart Paseo de Gracia looking at the shop windows of the most famous designers, get enchanted by the smart eccentricity of Gaudì façades, sit down to contemplate the sober beauty of the magnificent gothic cathedral, look at the dressed up street artists along the Ramblas, enjoy a coffee in one of the smart seafront lounge bars , walk along the beach or climb up the the Montjuic hill for a stunning city view. And for the night, just get started tasting some tapas and then dive yourself into Barcelona’s movida.

Everything is possible in Barcelona, you just have to choose which city style you want to wear!

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Barcellona è una città vitale, colorata, frizzante, un posto che ti entra dentro, ti avvolge e ti conquista con i suoi tanti volti e le infinite possibilità che offre.
A Barcellona ci sono le grandi strade metropolitane, gli stretti vicoli medievali, i sontuosi palazzi, la moderna ed eccentrica arte di Gaudì, la magnificenza delle cattedrali gotiche.
A Barcellona c’è il mare, la spiaggia, le colline, il porto;

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Barcellona è una metropoli dall’anima cittadina, dove ci si sente subito a casa, sarà per il clima mite, i colori sganciarti, le architetture fantasiose, la luce della sua magnifica spiaggia, la movida dei locali sul lungomare. Barcellona la puoi visitare mille volte e ogni volta ti sorprende.
Difficile dare una definizione a questa città, impossibile racchiuderla in un’unica etichetta, ancora di più  raccontarla in un unico articolo, perché ogni suo volto è un mondo a parte in cui immergersi : elegante, casual, fashion e al contempo semplice, Barcellona ha uno stile per ogni mood!

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In una stessa giornata potete perdervi nella tranquillità delle strette viuzze del Barrio Gotigo,  camminare sull’elegante Paseo de Gracia ad ammirare le vetrine delle griffe più famose, lasciarvi conquistare dalla stravaganza geniale dei palazzi di Gaudi, sedervi a contemplare la sobria bellezza della sua cattedrale gotica, osservare gli artisti di strada sulle Ramblas,  gustarvi un caffé in uno dei bar del lungo mare, passeggiare sulla spiaggia, salire sulla collina del Montjuic per vedere il panorama, sedervi in una panchina del porto ad ammirare la selva degli alberi maestri delle barche che lo popolano, degustare tapas in una delle tantissime taperie del centro e infine  immergervi nella movida notturna di questa città che non dorme mai!
En Barcelona hay de todo, basta solo decidere quale Barcellona indossare!

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Dal 6 al 9 dicembre Lione verrà illuminata da un caleidoscopio di luci e colori in occasione della famosa Festa delle luci; l’appuntamento attira ogni anno circa due milioni di visitatori da tutta la Francia e dall’Europa, desiderosi di assistere dal vivo al magnifico spettacolo orchestrato da una schiera di scenografi, tecnici, artisti di strada e designer che si danno appuntamento qui per dar sfogo alla loro fantasia e creatività; Con oltre settanta installazioni, non c’è via o piazza del centro a non essere vestita a festa da un arcobaleno di luci colorate proiettate sulle facciate dei tanti palazzi ed edifici a creare disegni, forme e immagini tutte diverse. Camminare per le vie del centro in queste notti è un’esperienza eccitante, ad ogni angolo lo scenario cambia e si viene rapiti da spettacoli psichedelici sempre nuovi.

La festa diventa una bella occasione per visitare Lione, la tera città di Francia dopo Parigi e Marsiglia, metà spesso trascurata dai più ma che certamente merita attenzione. Del resto la città non è nuova all’arte di strada,tanto da aver trasformato i suoi palazzi in tele sulle quali numerosi artisti hanno dipinto dei favolosi murales ,diventati la cifra distintiva della città. I murales rappresentano elementi architettonici urbani come scale, finestre, vetrine, strade, e scene di vita quotidiana animate dai personaggi più vari, eseguiti con una tale maestria da rendere davvero difficile, almeno ad un primo sguardo, distinguerli dagli elementi reali. Una passeggiata per Lione si trasforma così in un esperienza divertente che sollecita i sensi, dove il confine tra realtà e finzione è spesso difficile da definire.
Ma oltre che una delizia per la vista, la città è anche delizia per il palato, un vero e proprio paradiso dell’arte culinaria lionese e borgognona, tanto da essere considerata, a buon merito, la capitale gastronomica delle Francia.
Impossibile non cedere alle lusinghe dei tanti bouchons, le tipiche taverne che con nelle loro lavagne messe strategicamente fuori dal locale attirano i turisti con una lista di irresistibili prelibatezze. Da la Rosette de Lyon, il salame tipico della zona servito come antipasto, al boudin aux pommes, les pommes douphines, e ancora il cotechino alla lionesa, le tante varietà di formaggi e per finire i dolci: il cuscino di Lione, dolcetti di pasta di mandorle ripieni al cioccolato, crepes, brioches e ancora tante altre dolcezze.
A Lione non manca nulla per un week end gourmand, meglio ancora se in occasione della fantastica Festa delle Luci per vivere al meglio la città.


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Il mio primo impatto con Berlino è stato forte, passeggiando per la prima volta per le vie del quartiere Mitte ho avuto una sensazione di smarrimento perché mancavano le coordinate tipiche delle grandi metropoli a cui si è abituati, piene di caffè e negozi, che pur sembrando ormai tristemente omologate fanno sentire il visitatore subito a suo agio, quasi fosse in un posto conosciuto.

Percorrendo Unter den Linden, il lungo ed elegante viale alberato che dalla Porta di Brandeburgo conduce verso Berlin Mitte, si incontrano più che altro concessionari di macchine che espongono in vetrina delle auto superlusso, ma gran pochi negozi e locali. Ma più ci si addentra verso il cuore della città, l’ex Berlino dell’est, più si capisce che il suo essere volutamente diversa è ciò che la rende speciale; Berlino è una città che porta addosso i segni di un passato difficile e doloroso e le facciate austere e fredde degli edifici dell’ex DDR sembrano cicatrici che la città ha scelto di non coprire ma anzi di mostrare perché diventino monito per le generazioni presenti e future. Ed è proprio nel coraggio di mostrare con dignità e senza falsa retorica le sue ferite che risiede la grande forza di questa città.

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Berlin Mitte si può visitare a piedi partendo da una delle piazze più significative della città, l’enorme Alexander Platz, famigliarmente chiamata Alex dai berlinesi. La piazza ha origini antiche: nel Medioevo vi si svolgeva un importante mercato del bestiame, tanto che era chiamata la Piazza dei Buoi. Nonostante i numerosi ammodernamenti in seguito alla riunificazione della città, la piazza ha mantenuto il suo aspetto marcatamente socialista in particolare nelle facciate dei suoi due edifici principali , l’Alexanderhaus e il Berolinahaus, che oggi ospitano dei grandi magazzini.
Nel pressi della piazza svetta la Fernsehturm, la torre della televisione, costituita da una colonna centrale di cemento con una sfera rivestita da pannelli di acciaio sormontata da un’antenna a righe bianche e rosse.Con i suoi 360 mt fu costruita allo scopo di farne la più alta torre televisiva d’Europa rendendo la la Repubblica Democratica tedesca indipendente nelle comunicazioni. L’ascensore panoramico permette di risalire i sette piani della torre dove si trova una terrazza panoramica e, a 207 mt di altezza, il Telecafé, un caffé ristorante che ruota a 360° per offrire una grandiosa vista panoramica sulla città.
Proseguendo verso ovest si incontra il Rotes Rathhaus, il municipio rosso dal colore della sua facciata in mattoni rossi. Poco distante il Duomo di Berlino , la più grande chiesa protestante della città.. Da lì si arriva alla Museeinsel, il cuore del quartiere Mitte, un’isola Museo che ospita i più importanti musei della città che espongono collezioni di valore inestimabile.
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L’Altes Museum conserva oggetti delle civiltà greca, etrusca e romana; il Neues Museum è dedicato alla’arte preistorica ed egiziana con reperti provenienti dal Mediterraneo, dal Medio Oriente e dall’Africa del nord. Tra i pezzi di maggiore importanza spicca il teschio dell’uomo di Neanderthal  e il magnifico ed enigmatico Busto di Nefertiti. L’Alte Nationalgalerie ospita opere della pittura tedesca ed europea del XIX secolo tra cui anche opere di Monet, Manet e Renoir. E infine il famosissimo Pergamon Museum che ospita i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi a Pergamo in Asia Minore. Il museo espone tre collezioni: la collezione delle Antichità Classiche, il Museo dell’Antichità del Vicino Oriente e il Museo di Arte Islamica. Tra i reperti più famoso L’Altare di Pergamo, capolavoro del II sec a.C..
Proseguendo verso ovest e percorrendo il lungo viale Unter den Linden (ovvero Sotto i tigli) si arriva al simbolo di Berlino, la Porta di Brandeburgo, dove termina il quartiere Mitte ed inizia il Tiergarten. Al tempo del DDR la Porta rappresentava il limite della Berlino dell’est, e subito dietro alla porta correva il Muro che divideva in due la città. Oggi qui il muro è stato completamente abbattuto ma rimane sull’asfalto la traccia di dove correva, altra cicatrice profonda che Berlino ha scelto di mostrare.
Vicino alla Porta di Brandeburgo si trova un altro simbolo della città, il Reichtstag, la sede del Parlamento tedesco. L’edificio in stile classico subì una modernizzazione nel 1992, dopo la riunificazione della città, ad opera dell’architetto Norman Forster, che dotò l’edificio di una enorme e bellissima cupula in acciaio e  vetro, un vero capolavoro architettonico che offre una delle più belle viste panoramiche della città, tanto da essere diventata una delle maggiori attrazioni turistiche della città.

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Per finire questa lunga passeggiata nella Berlino storica non si può non visitare il Memoriale per gli ebrei (ad ovest della Porta di Brandeburgo andando verso Potsdamer Plazt), un doveroso tributo della città per ricordare lo sterminio degli ebrei in Europa. Il monumento consiste in 271 stele grige di calcestruzzo disposte su una superficie di 19 mila m2, organizzate secondo una griglia all’interno della quale i visitatori possono camminare liberamente. L’impatto emotivo del monumento è molto forte, la grigia sobrietà di questa distese di stele induce al silenzio e alla riflessione. Nell’angolo sud-est dell’area delle stele si accede al centro di documentazione, con ingresso gratuito, dove tramite documenti e testimonianze è stata ricostruita la vicenza personale di alcune delle vittime. 

Guida al viaggio:
Come arrivare: Berlino è raggiungibile con voli low cost delle Compagnie Easy Jet e Air Berlin.
L’areoporto Tegel è ben collegato al centro con il bus JetExpressBus e X9Tegel (ca- 40 min ) al costo di una normale corsa urbana. In alternativa i bus 109 e 128 collegano l’aeroporto con la rete metropolitana.

Schoenefeld è collegato al centro con i treni regionali (linee RE7, Rb14 o RB22) o con la S-Bahn.

Dove alloggiare: consiglio l’Hotel Ibis Potsdamer Platz a pochi minuti a piedi dalla Porta di Brandeburgo. Permette di visitare il Quartiere Mitte a piedi ma è anche vicino alle zone più moderne della città e alla stazione di Potsdamer, importante nodo di trasporti urbani.

Muoversi in città: Berlino è ben servita da una efficiente rete di trasporti urbani. La metropolitana si divide in S-Bahn, i treni in superficie, e la U-Bahn, i treni sotterranei. Si può acquistare la comoda Berlin Welcome Card che consente di viaggiare per 48, 72 o 5 gg nelle zone centrali AB o ABC su tutti i mezzi pubblici della città e offre sconti sull’entrata di musei e monumenti. (48 ore da 18,00€).




Come molti credo, quando penso alla Provenza mi vengono in mente i campi di lavanda, immense distese di viola misto al verde dei campi. 

Ma se per assistere alla fioritura della lavanda bisogna attendere l’estate, quest’angolo di Francia meridionale riserva molti altri motivi peruna visita in autunno. Ho sempre pensato che in Provenza ci fosse una luce speciale, calda e avvolgente, ed è stata forse proprio questa luce ad ispirare i tanti pittori impressionisti che vennero qui a dipingere le loro tele piu’ famose. Da Cezanne a Van Gogh furono tanti i talenti artistici stregati dalla magia di questa terra. Quello che vi propongo e’ un itinerario sulle tracce dei grandi maestri pittori, per rivedere gli stessi luoghi che li ispirarono e divennero soggetti di capolavori immortali.

Aix en Province

Il nostro itinerario parte da Aix-en-Provence, citta’ natale di Paul Cezanne e prestigiosa sede universitaria; Aix è una città con un importante patrimonio artistico e culturale il cui cuore pulsante è la Vieil Aix, la Città Vecchia, attraversata da Corso Mirabeau, pieno di caffé ed eleganti edifici del XVII e XVIII secolo; al suo cittadino più illustre la città ha dedicato il Circuit Cézanne, un itinerario, ben segnalato da targhe con la lettera C, che partendo dall’Ufficio del Turismo permettere di ripercorrere i quartieri e i luoghi dove visse il pittore, arrivando al suo Atelier al n° 9 di Av. Paul Cézanne, dove produceva le sue opere e dove tutto è rimasto come lui lo ha lasciato.

Abazzia di Senanque

Aix è famosa anche per la produzione di mandorle, utilizzate, oltre che per i prodotti cosmetici, per preparare i calissons, i tipici dolcetti a base di pasta di mandorle, rivestiti di glassa.

Da Gordes a Senanque

Proseguendo nel nostro itinerario artistico si arriva al Arles, non senza prima fare alcune deviazioni per godere dei tanti gioielli provenzali; la prima è Gordes, catalogato come uno dei borghi più belli di Francia; questo borgo arroccato su un promontorio è famoso perché nella sua piazzetta sono state girate alcune scene del film Un’ottima annata con Russel Crowe; un’ottimo momento per visitare il borgo è il martedì, quando si tiene il mercato, pieno di bancarelle con cibo, vestiti, oggetti artigianali e molto altro. Risalendo le stradine del centro si arriva al castello, dagli interni riccamente decorati e sede di un museo. A soli 5 km a nord di Gordes una tortuosa stradina porta all’abazia cistercense di Senanque (nella foto di testata), risalente al 1148: una dei maggiori esempi di architettura monastica, dove pace e silenzio regnano sovrani.

 Chateauneuf du Pape

Continuando verso nord si raggiunge Chateauneuf du Pape, particolarmente suggestivo proprio in autunno nel periodo della vendemmia, essendo il posto famoso in tutto il mondo per la rinomata produzione vinicola;  in città ci sono molte enoteche che offrono degustazioni gratuite di vini.

Da qui seguendo il corso del Rodano si arriva ad Avignone, una della città storiche più bella della Provenza, famosa per essere stata la sede papale dal 1309 al 1377; imperdibile la visita all’opulento Palais des Papes, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che comprende due edifici, il Palazzo Vecchio e il Palazzo Nuovo, di cui sono visitabili una ventina di stanze.L’Ufficio del Turismo propone 4 itinerari pedonali per andare alla scoperta dei tesori nascosti della città.

Saint Remy de Provence

Ultima tappa prima di arrivare ad Arles è Saint Remy de Provence, città natale di Michel de Notre Dame, al secolo Nostradamus, e patria dei maestri cioccolatieri. Una magnifica cittadina da scoprire con calma passeggiando tra le stradine piene di negozietti, o fermandosi a bere un caffè in una delle tante animate piazzette. Qui si trova anche l’ospedale psichiatrico dove fu ricovarato Van Gogh che qui dipinse oltre 150 tele, oggi conservate al museo Estrine, che ripercorre la vicenda umana ed artistica del pittore.

Arles

Ed infine Arles,universalmente famosa perché qui vi si trasferì Van Gogh nel 1888; proprio a questo periodo risalgono alcuni dei dipinti più celebri dell’artista, come L’Alyscamps e la Notte Stellata sul Rodano. Paradossalmente ad Arles non rimane nessuna opera di Van Gogh ma la città lo celebra dedicandogli un percorso, il Circuit Van Gogh, ben segnalato da apposite targhe, che permette di individuare i punti precisi dove il maestro pose il cavalletto per dipingere i paesaggi cittadini e naturali della Provenza. Altro circuito storico interessante è quello della Arles romana che conta: l’anfiteatro romano Les Arenes, il teatro antico e gli Alycamps,un lungo viale alberato dove sono allineate numerose tombe romane.
Tra cittadine storiche, immensi vigneti e tracce dei grandi pittori, in Provenza non manca nulla per una bella vacanza baciati dal tiepido sole autunnale!



E’ bello scoprire che certi paradisi terrestri non sono solo in qualche remota isola dei tropici ma si possono raggiungere anche con un paio di ore di volo da casa. E’ il caso delle Cies, un piccolo arcipelago al largo delle coste galiziane, una sorta di barriera rocciosa all’imboccatura della Ria de Vigo che frena gli sferzanti venti oceanici. Le isole offrono uno scenario idilliaco facilmente scambiabile per i tropici, con spiagge di sabbia candida ed acque placide e cristalline, se non fosse per la temperatura dell’acqua, qui decisamente più fresca, a ricordare che siamo nell’estremo nord della penisola iberica. Ma questo nulla toglie all’indiscutibile bellezza e fascino del posto, che d’estate richiama molti visitatori sia spagnoli che stranieri, che vengono qui a vivere il loro sogno tropicale.

L’arcipelago, dichiarato parco naturale, consta di tre isole, tutte disabitate: l’isola di Monteagudo e del Faro, unite da un arenale, collegate alla terra ferma da un servizio regolare di traghetti, e l’isola di San Martino, la più esclusiva raggiungibile solo con imbarcazioni private.



La spiaggia principale, Praia dos Rodas, è stata insignita dall’autorevole giornale britannico The Guardian del titolo di spiaggia più bella del mondo; la definizione è forse esagerata visto l’agguerrita concorrenza, ma certamente questo impressionante lembo di sabbia di un bianco accecante orlata da acque color smeraldo merita una menzione tra le spiagge più belle del globo. Le isole hanno anche un grande valore ecologico grazie alla rigogliosa flora, con boschi di pini e eucalipti e alla grande varietà faunistica: qui vivono tra le più importanti colonie di cormorani e gabbiani, oltre alla grande ricchezza dei fondali marini. Ci sono inoltre numerose possibilità di trekking lungo uno dei tanti sentieri che attraversano le isole, il più lungo dei quali sale fino al faro, da cui si gode di una spettacolare vista a 360° che spazia dalle alte scogliere sferzate dai venti e dalle turbolente acque oceaniche, fino alle placide baie del versante orientale.


Ma la vera particolarità delle isole è il fatto che sono disabitate e bandite alle auto e a qualsiasi altro mezzo di locomozione, il che le rende vere e proprie isole pedonali a disposizione dei visitatori che qui possono fuggire dalla vita cittadina per immergersi completamente nella pace e silenzio della natura. L’accesso è consentito ad un numero limitato di persone per giorno e anche l’unico campeggio, la sola struttura ricettiva delle isole, ha posti limitati e deve essere prenotato anticipatamente. I biglietti per il traghetto sono acquistabili ai porti di Vigo e Baiona o direttamente on-line sul sito della compagnia navale. Queste restrizioni fanno si che le isole non siano mai sovraffollate, nemmeno durante l’alta stagione, e gli ospiti del piccolo campeggio, una volta che l’ultimo traghetto del pomeriggio della sera è salpato, possono godere in solitudine delle bellezze naturali e di una quiete e silenzio assoluti, lontano dai rumori e dalle luci dei centri abitati. 
Oceano, dune, boschi di pini, scogliere, spiagge tropicali… le Cíes sono una destinazione da sogno vicino a casa. Il paradiso è qui! 



Il soprannome Porta dell’Atlantico rispecchia perfettamente l’anima di questa città, la più popolosa della Galizia, fortemente legata al suo mare che le regala grande ricchezza e un clima mite d’inverno e soleggiato d’estate.

Vivace e dinamica, le sue ampie vie e gli eleganti palazzi ricordano un po’ Barcellona, mentre i continui sali scendi e la presenza costante del mare che rimane visibile dall’alto dei colli su cui si erge la città ricordano San Francisco, e davvero Vigo sorprende per l’aria moderna e cosmopolitache vi si respira e per l’animata vita notturna.
Il centro, visitabile interamente a piedi, si divide idealmente in tre nuclei distinti, ognuno dei quali racconta un’epoca del passato della città.
Rua do Cesteiros

La passeggiata alla scoperta del centro parte dalla zona del porto, il principale d’Europa, che prosegue nel puerto deportivo, recentemente rimodernato e trasformato in un’area ricreativa con un bel paseo maritimo da dove si gode di uno stupendo panorama di tutta la Ria di Vigo. A ridosso del porto si trova il Barrio de Berbés, un intrico di stradine dove vivono tutt’ora pescatori e marinai e il Mercado de Pedra,mercato coperto dove si vende ogni tipo di prodotto alimentare, dal pesce ai formaggi alle carni. Accanto al mercato si trova Calle de la ostras, la via delle ostriche, piena di ristoranti e marisquerías che servono questi pregiati molluschi accompagnati dai vini locali albariño o ribeiro.
Dal porto alcune tortuose viuzze salgono verso il Casco Vello, il centro storico, testimone del passato glorioso della città, che grazie alla sua ricchezza e alla posizione strategica attirò fin dall’antichità numerosi popoli; il cuore della zona antica è Praza da Constitución, un vero gioiello contornato da edifici con bellissimi balconi, dove è piacevole fare una sosta nei numerosi caffé che la animano; una delle stradine laterali è Rua do Cesteiros, lungo la quale sono esposte le creazioni dei maestri impagliatori;

El Sireno

Subito dietro Praza de la Constitución si apre la Porta del Sol, una piazza moderna dove si erge El Sireno, la statua in alluminio che rappresenta una figura metà pesce e metà uomo divenuta simbolo della città; da qui si dipartono via Principe, la via dei negozi, e la Avenida Policarpo Sanz e Colon lungo le quali si possono ammirare alcuni tra i più sontuosi edifici della città, con bellissime facciate che spaziano dallo stile classico all’eclettico.

Tutto questi palazzi risalgono al XIX secolo, epoca che segnò un altro periodo importante durante il quale  ricchi mercanti catalani, trasferitisi qui grazie alla fiorente attività commerciale, fecero costruire le loro dimore, che dovevano essere simbolo della loro ricchezza e status sociale; fu proprio grazie a questa “gara” al palazzo più lussuoso che Vigo si arricchì di meravigliosi edifici, come il Teatro García Borbon, il Banco de Vigo (oggi Banco Pastor), El Moderno e la più decentrata Casa Bonin. L’ufficio del turismo di Vigo (di fronte al porto turistico) distribuisce cartine che propongono itinerari tra le vie del centro per ammirare tutti questi magnifici palazzi.
Vigo offre anche un’animata vita notturna grazie ai numerosi ristoranti e taverne dove si possono degustare le specialità di mare, e ai tanti locali e bar che servono cocktail e aperitivi, la maggior parte dei quali si concentrano tra Praza de Compostela e Montero Rios, di fronte al porto turistico;
Vicino alla città, raggiungibili in macchina o in autobus, ci sono anche numerose belle spiagge tra cui  la lunga Playa de Samil, a soli 3 km dal centro, e poco più distante la bellissima Playa de o Vao di finissima sabbia bianca. Tra le gite giornaliere più belle imperdibile quella alle vicine Islas Cies.

Guida al Viaggio:
Come arrivare:
In aereo: Vigo ha un efficiente e moderno aeroporto, situato appena fuori città, dove arrivano voli nazionali di Vueling e Iberia da tutto il paese;
In macchina: ben collegata tramite autostrada alle principali città della Galizia e alle zone costiere
Dove alloggiare: in città ci sono tantissimi alberghi, dai più semplici ai più lussuosi, mediamente più economici che in italia; il mio suggerimento è Hotel Ogalia, a ca. 10 minuti a piedi dalla centro storico, che offre camere moderne e spaziose da meno di 60€ a notte in doppia con colazione.
Dove mangiare: in centro non c’è che l’imbarazzo della scelta; i migliori aperitivi vengono serviti nei bar in Porta del Sol o Praza de la Constitución; per una cena di pesce indimenticabile consiglio vivamente il ristorante Rias Bajas (Republica Argentina 2), un locale semplice e poco turistico a conduzione familiare che offre pesce freschissimo e un’ampia selezione di frutti di mare (tra cui i famosi percebes) più economico dei ristoranti del centro e con una qualità eccellente. Assolutamente da provare!


Costa della Morte Galizia

 

La Galizia è una terra intrinsecamente legata al suo mare, l’Atlantico, che l’avvolge e la circonda insinuandosi nell’entroterra in profonde insenature (Rias) che ne sono il tratto distintivo e ne rendono le coste un ambiente naturale unico e mai monotono.
Tutto in Galizia parla di mare; l’oceano ne ha scritto la storia, ispirato le leggende e dettato le tradizioni; ne influenza il clima, capriccioso e lunatico, che si rispecchia nel carattere dei galiziani, gente spesso chiusa e schiva ma capace di una generosa accoglienza; il mare alimenta ogni giorno l’economia di questa terra e la sua straordinaria offerta gastronomica, con una pregiata varietà di pesci e frutti di mare.
Il tratto più distintivo e suggestivo della costa galiziana è quello denominato Costa della Morte, così chiamata per gli innumerevoli naufragi di cui fu teatro: un susseguirsi di insenature, più o meno profonde, attorno alle quali si ergono falesie su cui si infrangono le onde dell’oceano, creando un paesaggio aspro, struggente e di grande fascino. Il modo migliore di scoprire questo tratto di costa è in macchina, percorrendo senza fretta le bellissime (e perfettamente tenute) strade costiere per fermarsi ad ammirare il paesaggio delle rias da uno dei tanti miradores, per passeggiare lungo una delle splendide spiagge o per una sosta culinaria in uno dei borghi marinari che si affacciano sul mare. Un viaggio dai ritmi lenti, per strade che non conoscono traffico, lasciandosi sorprendere  dallo spettacolo naturale in continuo mutamento.

 

La Coruña

 

Torre di Ercole La Coruña
La Torre di Ercole

Un punto di partenza ideale per iniziare la scoperta di questo tratto di costa è La Coruña, all’estremo nord-ovest della regione, una bellissima città che ha conservato il fascino e l’atmosfera semplice dell’originario borgo marinaro pur essendo cresciuta fino a diventare uno dei principali motori dell’economia galiziana. Il simbolo della città è la Torre di Ercole, di origine romana, il più antico faro esistente al mondo tutt’ora attivo,  la cui costruzione è intrisa di leggende che risalgono alla mitologia, alle guerre tra uomini e Dei e ai Celti, popolo che un tempo abitò queste terre. Dell’originario faro romano non rimane molto essendo stato più volte modificato e ricoperto fino all’attuale struttura che risale al 1791.
La visita della città prosegue lungo il porto turistico e la magnifica Avenida Marina sulla quale si affacciano le case con le facciate ornate dalle inconfondibili galerias, i balconi bianchi verandati che sono il tratto distintivo dell’architettura della città e di tutta la regione. La Ciudad Vieja è un intrico di vicoletti, tutti perfettamente puliti ed ordinati, tra i quali è bello girovagare alla ricerca di qualche gioiello architettonico, come la Colegiata de Santa Maria, risalente al XII secolo, con la sua splendida facciata in stile romanico, magnifica nella sua semplicità. Il cuore della città vecchia è la Praza de Maria Pita, un vero e proprio salotto dominato dall’Ayuntamiento e da magnifici edifici con galerias, al cui centro troneggia la statua dedicata a Maria Pita, una sorta di Giovanna D’Arco galiziana, l’eroina che nel 1589 guidò la difesa della città contro l’avanzata delle truppe inglesi di Sir Francis Drake. Ancora oggi La Coruna ricorda questa valorosa concittadina dedicandole una festa che dura tutto il mese di agosto, durante la quale vengono organizzati eventi, concerti e naturalmente feste culinarie.

La Collegiata di Santa Maria

Malpica e Corcubión

Lungo la strada costiera che da La Coruña segue il sinuoso profilo della costa verso ovest si susseguono numerosi borghi marinari, alcuni dei quali ben conservati, altri dall’aria più melanconica e trasandata, come Malpica, il cui nome sembra uscito da una novella di Verga; non è sicuramente tra i borghi più curati ma forse proprio l’aria vagamente decadente delle sue case, che sembrano aggrapparsi alle rocce per non cadere in mare, contribuisce a creare un’atmosfera vera e genuina di borgo marinaro, dove l’aria salmastra si mescola all’odore di pesce appena pescato che sale dal porto, e che vanta peraltro una magnifica spiaggia di sabbia bianca.
Uno dei punti migliori  in cui fermarsi per esplorare la costa della morte è Corcubion, un antico borgo marinaro con vecchie case finemente restaurate e la graziosa Chiesa di San Marco, patrono della città, al cui interno è conservata una pala del XV secolo raffigurante il Santo; il borgo, adagiato su una collina di fronte all’oceano, ha anche una bella spiaggia ed un lungomare dove si trovano la maggior parte dei bar e ristoranti che servono le specialità gastronomiche galiziane. Una menzione speciale merita Casa da Balea, un piccolo e curatissimo albergo nel centro storico, in una casa antica recentemente ristrutturata, che offre sei stanze, tutte molto accoglienti e curate in ogni dettaglio, e gestito dal gentilissimo Anton Pombo, che oltre ad essere un ospite perfetto e molto ospitale, è anche una competente guida turistica della Galizia ed è prodigo di consigli per i suoi ospiti;
Muxia, pochi km più a nord, è un’altra bella cittadina, più moderna, dove si può visitare il Santuario della Vergine della Barca, raggiungibile dal centro con una bella passeggiata panoramica di una decina di minuti; la chiesa, risalente al XVIII secolo, si erge su un promontorio a picco sul mare e il sagrato si affaccia direttamente sull’oceano: un posto magico, dove sedersi su uno scoglio ad osservare le onde e ad ascoltarne il fragore misto al canto dei gabbiani. La chiesa è anche meta di pellegrinaggio per molti fedeli, e rappresenta un prolungamento del Camino di Santiago: si racconta infatti che la Madonna apparve qui all’apostolo Giacomo su una barca di pietra guidata da due angeli; seconda la leggenda due delle pietre che formavano l’imbarcazione sono ancora custodite qui e vengono loro attribuite proprietà miracolose.
Santuario della Vergine della Barca
Santuario della Vergine della Barca

Cabo Touriñan

A poca distanza da Muxia, Cabo Touriñan  (foto di testata) è un altro luogo di grande suggestione. Per raggiungerlo si seguono una serie infinite di stradine, con indicazioni molto chiare, che si inoltrano per la campagna ad ovest di Muxia per poi risalire un piccolo promontorio sulla cui sommità si erge il faro, da cui si gode una vista a tuttotondo sul mare e sulla brughiera. Un posto meraviglioso, poco turistico, dove ci si può fermare a contemplare lo spettacolo naturale o camminare lungo i sentieri che seguono le insenature della costa.
Un cabo molto più affollato è quello di Finisterre, dal latino Finis Terrea, la fine della terra, il punto più ad ovest della penisole iberica. Molti fedeli in pellegrinaggio a Santiago prolungano il loro cammino fino a qui per vedere dove la terra finisce e lascia spazio al mare. Sempre sferzato dal vento, anche quando splende il sole, dal cabo nelle giornate limpide si gode si un bel panorama sulla costa della morte; oltre il faro si può raggiungere lo sperone di roccia che rappresenta il vero e proprio finis terrea, su cui è piantata una croce. Il posto purtroppo perde parte del suo fascino a causa delle comitive di turisti che arrivano in massa; meglio andarci nelle prime ore della mattina per godere dello spettacolo naturale in solitudine.
La scoperta della Costa della Morte prosegue a sud di Finisterre, sempre segeundo la strada costiera panoramica lunga la quale si susseguono altri villaggi marinari e le profonde insenature nascondono al loro interno magnifiche baie, riparate dal vento, dove il candore della sabbia e l’azzurro dell’acqua rimandano a spiagge di latitudini molto più a sud. Tra i paesi che più meritano una visita ci sono Ezaro, dove si può ammirare l’unica cascata d’Europa che cade direttamente in mare; Carnota, che oltre a vantare l’horreo (tipica costruzione galiziana adibita a magazzino agricolo) più lungo della regione, offre una favolosa spiaggia oceanica a cui si accedere tramite un lungo pontile in legno che attraversa una zona paludosa dichiarata riserva naturale; ed ancora i borghi marinari di Muros e di Noia, i cui centri storici, perfettamente conservati, pullulano di caffè e taverne dove è piacevole fare una sosta. Da Noia si può ritornare sui propri passi di nuovo verso Corcubion sempre senza fretta, concedendosi nuove soste, per lasciarsi incantare ancora una volta dalla struggente bellezza di questa terra e del suo mare.

Costa della Morte in breve:

Come arrivare: Vueling offre voli da Venezia e Verona per La Coruna, Vigo o Santiago con scalo a Barcellona.
Dove alloggiare: 
La Coruña : Hotel Carris Marineda, ottimo hotel con stanze amplie e moderne; fuori dal centro ma facile da raggiungere, con un comodo parcheggio sotterraneao; l’hotel si trova all’interno del centro commerciale Marineda
Corcubion: Casa da Balea, piccolo hotel nel centro storico con 6 stanze recentemente ristrutturate e perfettamente arredate.
Prezzi: la Galizia è molto economica, sia negli alloggi (prezzi da 60€ a notte in doppia in piena stagione per hotel 3 stelle), che nel mangiare; soprattutto il pesce e i frutti di mare risultano molto economici. Le strade, perfettamente mantenute, sono quasi tutte libere a parte l’unica autostrada a pagamento che collega La Coruña con Vigo.

 

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