I paesaggi naturali di Lanzarote sono il risultato dell’attività vulcanica che interessa l’isola. Fu in particolare l’ultima eruzione, risalente al 1730, che ne sconvolse e forgiò la geografia. Immense colate laviche si riversarono sul terreno, bruciando tutto ciò che incontravano sulla strada, fino a solidificarsi in gallerie e archi una volta arrivate in mare.

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Lanzarote è una delle isole Canarie più visitate dai turisti, grazie alla varietà paesaggistica e alle splendide spiagge che offre. Ecco una breve guida al viaggio per capire in quale zona soggiornare e un'idea generale di cosa vedere e cosa fare.

Lanzarote è una vera meraviglia della natura. I paesaggi desolati, i vulcani che ne hanno forgiato la geografia, la flora e la fauna sono talmente singolari da aver fatto guadagnare all’isola il titolo di Riserva della Biosfera.
Delle bellezze di Lanzarote vi parlerò però nei prossimi articoli. Con questo primo post voglio invece redigere una mini guida alla vacanza, utile per chi si appresta o ha in programma di visitare l’isola.
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 Un itinerario che conduce nelle regioni più a sud della Bretagna. Dalla penisola di Crozon a Quiberon, la strada è un susseguirsi di panorami mozzafiato e deliziosi borghi bretoni, dove la cultura celtica incontra l’eleganza francese.

Panorami estremi e solitari

 
Ho visitato la Bretagna in due viaggi successivi, prima esplorando le località del nord e poi quelle a sud. Mentre le prime sono più note, anche grazie alla vicinanza alla Normandia e a Le Mont Saint Michel, le località meridionali della Bretagna sono meno frequentate. Proprio il minore afflusso di turisti ne fa una meta per chi cerca panorami solitari. La bellezza è assicurata, e se non temete il vento e i cieli nuvolosi (che qui persistono anche in estate), allora vi innamorerete di questa terra!
 

1° tappa: Penisola di Crozon

 
Quimper
Il viaggio inizia dalla Penisola di Crozon. Questo lembo di terra racchiude tutti gli ingredienti principali dei panorami bretoni: scogliere selvagge, prati d’erica colorata, mare cristallino e mezzelune di spiagge bianche. La zona non è molto popolata, l’ambiente consiste per lo più di lande e brughiere desolate, ma proprio questo isolamento ne costituiscono il fascino principale.
Lunga la costa frastagliata da non perdere la Punta degli Spagnoli, nella rada di Brest, e più a sud Point Dinan, da cui si può ammirare il profilo di Point du Raz. Diversi sentieri escursionisti conducono i visitatori alla scoperta dei punti più spettacolari e suggestivi. Non dimenticate scarpe da trekking e macchina fotografica. Lo spettacolo è garantito con qualsiasi tempo!
 

2° tappa: Pointe du Raz (82 km)

 
Baie des Trépassés
La magnifica mezzaluna della Baie des Trépassés
Anche se in linea d’aria è distante pochi chilometri dalla Penisola di Crozon, per raggiungere Pointe du Raz bisogna costeggiare la profonda baia di Douarnenez. Lungo la strada si può fare tappa a Douarnenez, porto peschereccio famoso per le sardine. La cittadina conserva il fascino dei centri bretoni, con le case a graticcio e gli stretti vicoli.
La strada prosegue poi fluida lungo la verdissima costa fino a giungere a Pointe du Raz. Si tratta di uno dei punti panoramici più famosi della Bretagna, e guardando i promontori ricoperti d’erica e le scogliere sferzate dalle onde è facile capire perché. L’ampia spiaggia di sabbia bianca incastonata tra le brughiere è la Baia dei Trapassati, così chiamata perché un tempo queste acque erano tristemente famose per i naufragi. Oggi è un luogo di una bellezza disarmante, silenzioso e solitario, dove la natura bretone raggiungere il suo apice.
 

3° tappa: Quimper (60 km)

 
Difficile lasciare luoghi tanto suggestivi ma la strada chiama. La terza tappa è Quimper, capoluogo del Finistère e culla della cultura celtica bretone. Vie acciottolate e case a graticcio dai balconi fioriti attendono il visitatore, assieme a specialità culinarie. Le strade della città vecchia sono un tripudio di pasticcerie a cui è impossibile resistere. Per gli amanti dei souvenir, uno dei prodotti artigianali di spicco di Quimper sono le ceramiche (faience) decorate con motivi pastorali. Un modo originale di esplorare la città è a bordo dei battelli che solcano il fiume Odet attraversando il centro storico. Infine, se capitate da queste parti a fine luglio, non perdere il Festival de Cornouaille, l’evento di tradizione bretone più importante dell’anno.
 

4° tappa: Concarneau (25 km)

Lasciamo l’entroterra della Bretagna per rispuntare verso il mare. Lungo la strada per Quiberon, tappa a Concarneau. Qui l’attrazione principale è Ville Close, una cittadella fortificata. Circondata da bastioni e collegata alla terraferma da un ponte di pietra, sembra rimasta sospesa nel tempo.

5° tappa: Penisola di Quiberon (110 km)

 
Coste della Bretagna
Poco più di 100 chilometri separano Corcarneau da Quiberon, nel Morbihan. La penisola in cui si trova la città è collegata alla terraferma da un esile lembo di terra lungo ca. 15 chilometri. La parte orientale è sabbiosa mentre quella occidentale è interamente rocciosa. Il panorama qui, caratterizzato da scogli neri dai profili aguzzi, è talmente aspro da aver guadagnato il nome di Cote Sauvage (Costa Selvaggia).
Le spiagge di Quiberon, sferzate dai venti, sono famose tra i surfisti, in particolare quella Plage de Penthièvre.
A differenza delle altre località dell’itinerario, Quiberon è molto frequentata e d’estate nella strada che porta in città si formano spesso lunghe code. Consiglio di arrivare la mattina presto e di soggiornare qualche giorno, così da poter godere appieno della bellezza del luogo.

Consigli di viaggio

Come per ogni viaggio on the road, è indispensabile avere un mezzo di trasporto privato.
Il viaggio in macchina dall’Italia è lungo e impegnativo, meglio optare per un Fly & Drive, magari fino a Brest, e noleggiare l’auto all’arrivo. E' sempre opportuno e consigliato visitare un sito di comparazione prezzi come NoleggioAuto.it prima di prenotare l'auto, così da confrontare le varie opzioni.  Con un mezzo proprio, una volta atterrati si potrà partire subito verso le destinazioni costiere, fermarsi nei punti più belli e, perché no, anche decidere di cambiare itinerario seguendo l’istinto!
 

Le bellezze di Copenhagen

Copenaghen è una delle più affascinanti città scandinave, ricca di un’atmosfera coinvolgente che equilibra alla perfezione la tradizione alla modernità. 


Muoversi per le strade di Copenaghen, tra i palazzi storici, le gallerie d’arte, i giardini, i locali caratteristici dove passare la serata, significa scoprire un mondo emozionante e favoloso, e conoscere i tesori di un paese che ha saputo valorizzare il proprio patrimonio storico, paesaggistico e culturale. Visitare la città di Copenaghen è come entrare in un vero museo a cielo aperto, vivace, coinvolgente e sempre pieno di vita. 


I simboli di Copenhagen


La Sirenetta di Copenhagen
La Sirenetta di Copenhagen
Da oltre cento anni, la Sirenetta di Copenaghen guarda il mare, mentre migliaia di turisti arrivano da tutto il mondo per fotografarla. La delicata statua che si ispira alla fiaba di Andersen è stata offerta alla città da Carl Jacobs, il proprietario del birrificio Carlsberg, nel 1909, e da allora si trova sempre nello stesso punto, su uno scoglio del lungomare. 
Come suggerito dai consigli di Visitare.pro il Parco Tivoli è il più antico parco di divertimenti del mondo, un regno di fiaba adatto a tutta la famiglia, che offre la possibilità di giocare, divertirsi, ascoltare musica dal vivo, passeggiare e trascorrere una pausa pranzo o una serata a cena in un ambiente rilassante e piacevole. 


Castelli e palazzi di Copenhagen

Il Palazzo Reale di Amalienborg Copenhagen
La facciata del Palazzo Reale di Copenhagen

Il Palazzo Reale di Amalienborg, residenza invernale della famiglia reale, è una delle più interessanti opere di architettura rococò. Costruito intorno al 1760, è costituito da quattro edifici che attorniano un cortile ottagonale, al centro del quale si erge la statua di Federico V, uno dei più importanti e spettacolari monumenti equestri del mondo.

A pochi minuti di treno dal centro città, il Castello di Kronborg, reso celebre da Shakespeare nella tragedia dell’Amleto, offre un incomparabile scenario di storia, arte e mistero, e un'eccezionale vista rivolta verso il mare. La Torre Circolare di Copenaghen è il più antico osservatorio astronomico d’Europa, tuttora funzionante. Oggi la torre è una delle mete più frequentate dai viaggiatori, dai suoi 36 metri di altezza offre a tutti la possibilità di osservare le stelle. Con una struttura davvero unica costituita da una rampa elicoidale priva di gradini che, tra arcate e piccole finestre, permette di raggiungere l’ex sala della Biblioteca, trasformata in elegante caffetteria, e l’Osservatorio. 

Il Canale di Nyahavn è uno dei luoghi più ricchi di fascino, con le tipiche case colorate danesi che si riflettono nell’acqua, le taverne e i locali allestiti all’interno degli edifici settecenteschi e le barche in legno ormeggiate lungo le sponde. Il canale collega il porto con il centro della città, e per lungo tempo ha costituito un’importante via per il traffico commerciale.

Situato nella zona più ricca di verde della città, il castello di Rosenborg, voluto da Cristiano V nel 1606, con le pareti in mattoni di arenaria rosso chiaro, i tetti in rame e le altissime guglie verdi, sembra proprio il romantico castello di una fiaba. Al suo interno è possibile ammirare magnifiche collezioni di porcellane, dipinti, arredi e oggetti preziosi della famiglia reale, oltre ai gioielli della Corona, e i giardini sono una delle mete preferite anche dai danesi stessi, per trascorrere piacevoli giornate all’aria aperta.

Il Palazzo di Christianborg, edificato sulla piccola isola di Slotholmen, nel porto di Copenaghen, è la sede del Parlamento, della Corte Suprema e del Governo, ha una bella facciata rococò, e un labirinto di sotterranei dove è possibile per i visitatori accedere alle rovine delle costruzioni precedenti: il palazzo attuale, infatti, è l’ultimo di una lunga serie di edificazioni dovute a guerre, incendi e opere di restauro, seguite alla prima fortezza, eretta nel 1167. Il palazzo ha svolto la funzione di residenza reale per circa trecento anni, e ancora oggi è possibile ammirare al suo interno la Cappella di Corte, utilizzata come sala da concerto, le Scuderie Reali e il Teatro di Corte.



Zagabria Città Alta

Zagabria è una città che sorprende con un mix di architetture singolari, testimonianza del suo complesso passato. Nel suo centro si susseguono edifici medievali, eleganti dimore austro-ungariche e palazzi che appartengono al periodo del comunismo. E’ in questo incontro di stili, a tratti persino stridente, che risiede il fascino di Zagabria.


Città spesso sottovalutata, Zagabria si rivela una capitale europea a pieno titolo: elegante, mitteleuropea e al contempo internazionale, sobria ma anche esuberante e ricca di una vivace atmosfera. Ecco tutte le principali attrazioni, iniziando dal suo cuore più antico: la città alta.


Kaptol, il nucleo medievale


Cattedrale di Zagabria
Cattedrale: particolare
Il cuore del quartiere alto di Kaptol è la cattedrale. Caratterizzata dalle due alte torri, la Cattedrale dell’Assunzione della Vergine Maria è uno dei simboli di Zagabria. Nonostante sia per la maggior parte una costruzione neo-gotica del tardo XIX secolo, la sua origine è molto più antica. Il vescovado di Zagabria fu istituito nel 1094 e la costruzione della cattedrale iniziò poco dopo. Nei secoli successivi la chiesa conobbe diverse ristrutturazioni. Con l’espansione dell’impero Ottomano la cattedrale fu fortificata con l’aggiunta di una cinta muraria, in seguito modificata e resa un monumentale palazzo vescovile. Il terremoto del 1880 arrecò ingenti danni alla struttura, che fu ricostruita nelle attuali forme neo-gotiche. Le sue torri, alte 105 metri, dominano lo skyline di Zagabria, ma ancora oggi ci sono diversi dibattiti tra gli abitanti su quale sia la loro reale altezza.


Le mura rinascimentali

Le mura difensive con torri arrotondate furono costruite a tempo di record tra il 1512 e il 1521 per difendere la città dalla minaccia dell’invasione ottomana. Una delle torri fu demolita nella ristrutturazione del XIX secolo per permettere una visione meno ostruita della cattedrale. A parte ciò, le possenti mura sono quelle originali e rappresentano il più importante esempio in Europa di mura difensive rinascimentali.


Il mercato di Dolac, l’ombelico di Zagabria


Il mercato di Dolac Zagabria
L'animata piazza del mercato
Se siete amanti dei mercati locali, il mercato di Dolac è quello che fa per voi. A pochi passi dalla cattedrale, il mercato occupa un’ampia aria centrale dove sono allineate decine di tavole su cui i venditori espongono la propria merce. Il mercato è un’esplosione di colori, profumi e voci, talmente famoso da essere chiamato “l’ombelico di Zagabria”. Ogni giorno gli ambulanti arrivano da ogni angolo della Croazia per proporre i prodotti delle loro regioni, trasformando così Dolac in uno dei luoghi migliori per conoscere la gastronomia croata. Per un pranzo veloce, accomodatevi ad uno dei chioschi ai bordi del mercato, si spende pochissimo e il cibo è ottimo!

La chiesa di San Marco


La chiesa di San Marco Zagabria

Con il caratteristico e coloratissimo tetto di piastrelle, la chiesa di San Marco è la più iconica di Zagabria. La splendida piazza pedonale su cui sorge rappresenta il cuore medievale della città alta. Risalente al XIII secolo, la chiesa fu ricostruita in stile neogotico del XIX. Gli edifici che contornano la piazza rappresentano il centro del potete politico della Croazia. Nel palazzo in stile neoclassico a lato della chiesa ha sede il Parlamento (Sabor), mentre al nr. 1 risiede il Primo Ministro. Nonostante l’importanza delle istituzioni che ospita, tutta la piazza conserva un’atmosfera intima e una connotazione medievale, ed è un luogo molto piacevole dove passeggiare ammirando la facciata e il tetto della chiesa.


Ilisk Tr

Zagabria
Il cancello in ferro battuto del palazzo al numero 10 di Opaticka

Il punto più a nord della Città Alta è rappresentato da Iliski Trg, o piazza Illyrian, così chiamata in onore del movimento culturale che interessò la Croazia nella prima metà del XIX secolo. La pittoresca cappella al centro della piazza e le note musicali che arrivano dalla vicina scuola di ballo contribuiscono a creare un angolo romantico. Da qui diparte Opaticka, una delle vie più eleganti della città. Tra gli splendidi palazzi che si allineano lungo questa stretta via, merita una sosta il palazzo al nr. 10. Risalente al XIX secolo, è contraddistinto da un magnifico cancello in ferro battuto e da un grazioso giardino. 

La Porta di Pietra


Un tempo l’ingresso orientale alla città, si tratta dell’unica porta originale rimasta intatta. Eretta nel Medioevo, fu poi ricostruita nel XVIII secolo. Sotto l’arco si trova una cappella dedicata alla Vergine Maria. La porta è infatti un luogo di pellegrinaggio molto frequentato dagli abitanti di Zagabria, che vengono qui ad accendere candele e a rendere omaggio alla Vergine.


La farmacia più antica di Zagabria


Accanto alla Porta di Pietra si trova questa dimora dalla facciata bianca che ospita la più antica farmacia di Zabagria. In attività dal 1355, ebbe tra i collaboratori Nicolò Alighieri, pronipote di Dante Alighieri. Fate un salto all’interno per ammirare le scaffalature antiche, sono veramente splendide.


Tkalciceva


Zagabria

Tkalciceva (o Talca come la chiamano i locali) è una delle vie più pittoresche di Zagabria. Un tempo qui si trovavano le botteghe degli artigiani di sapone, carta, vestiti e liquori. Oggi la strada conserva la sua vocazione commerciale, con un susseguirsi di ristoranti e locali molto apprezzati da giovani e turisti, che li affollano dal tardo pomeriggio. Veniteci all’imbrunire per godervi una cena immersi nell’atmosfera più tradizionale di Zagabria.