Avenue Verte London-Paris

L’Avenue Verte è un itinerario ciclabile di 400 km che unisce Parigi a Londra inaugurato nel 2012. Il percorso si snoda tra le verdi valli attraversate dalla Senna, raggiunge Dieppe e dopo 4 ore di traghetto prosegue lungo le bianche scogliere di South Down e le brughiere del Sussex fino a raggiungere Londra.

La vacanza sulle due ruote si sta sempre più diffondendo, complice la crisi ma anche una crescente coscienza ecologica e la volontà di fare viaggi a minore impatto ambientale e che diano la possibilità di assaporare i luoghi visitati con maggiore calma. In effetti uno dei pregi maggiori di una vacanza in bicicletta è proprio il ritmo lento, la possibilità che le due ruote danno di immergersi totalmente nei paesaggi anziché vederli scorrere dietro il finestrino di un treno o di una macchina, potendo fermarsi con totale libertà in qualsiasi punto si voglia.

L’Avenue Verte: il percorso

Avenue Verte London-Paris - Agnetz - © P. Coupy
Lasciata la Ville Lumière, si parte in sella alla bicicletta costeggiando gli argini della Senna, lungo strade secondarie che si immergono nella campagna a nord di Parigi, gli stessi luoghi che incantarono Monet ed altri pittori impressionisti. Raggiunto il porto di Dieppe ci si imbarca sul traghetto che in quattro ore porta a Newhaven, e si sbarca quindi in Inghilterra.  Qui inizia un tragitto lungo la costa sud in direzione di Brighton, costeggiando bianche e maestose scogliere. Superata Brighton, ci si immerge nei paesaggi campestri del sud dell’Inghilterra attraversando il verde Sussex, tra strette vie di campagna limitate da muretti a secco e brughiera a perdita d’occhio. Avvicinandosi a Londra si utilizzano le vie interne di grandi parchi cittadini che conducono nel cuore della metropoli più animata di tutta Europa. 
Niente grandi arterie trafficate e autostrade congestionate, niente smog e inquinamento acustico, ma tanto verde, aria pulita e il suono della natura come sottofondo musicale!

Le tappe più suggestive dell’Avenue Verte

Avenue Verte London-Paris - South Down
Avenue Verte London-Paris – South Down
Le piste ciclabile e le vie secondarie immerse nella campagna permettono di esplorare zone rurali meno conosciute e frequentate. A nord di Parigi si visita per esempio Gisors, splendido esempio di città medievale il cui castello fu usato come prigione dai Templari. Poco distante Forge-les-Eaux è invece una famosa stazione termale molto apprezzata in Francia.
Sbarcati a Newhaven, si pedala verso Brighton, destinazione balneare molto amata dal turismo inglese dove si respira la tipica atmosfera vittoriana. Lasciato lo sfavillante centro di Brighton, pieno di bar e ristoranti, ci si immerge nel tipico paesaggio rurale inglese, con dolci colline e brughiere percorse da chilometri di muretti di sassi e sentieri battuti. Vi sembrerà di essere i protagonisti di un romanzo delle Bronte! Lasciata la campanga alle spalle, verdi parchi cittadini introducono alla pulsante metropoli inglese e ci si ritrova così nel cuore della vita londinese.

Consigli di viaggio

Ci sono numerose agenzie che organizzano il viaggio, occupandosi del trasferimento aereo, del trasporto in loco delle biciclette e della prenotazione del traghetto. Questo permette di avere un costante supporto in caso di problemi tecnici con i mezzi e di viaggiare in gruppo per chi lo preferisce. E’ comunque possibile affrontare il percorso in totale autonomia, diversi sono infatti gli alloggi lungo il tragitto, oltre a centri attrezzati che possono assistere i ciclisti negli interventi di manutenzione alle biciclette che si dovessero rendere necessari.
Lungo il percorso ed in particolare nei punti di partenza, sia nel versante francese che inglese, ci sono naturalmente molte agenzie di noleggio bici che è possibile contattare anche preventivamente (opzione consigliabile sopratutto in estate con l’alta spagione) per prenotare i mezzi ed il ritiro.


Budapest guida al viaggio - Viaggiolibera

Budapest è una città dall’estetica suggestiva e ricca di charme. Una semplice passeggiata per le sue vie si trasforma in un’esperienza ricca di emozioni, dove è facile perdersi nell’incanto offerto dai suoi impareggiabili scorci panoramici. 

In particolare, la città custodisce diversi punti strategici da cui è possibile godere al massimo del suo immenso potenziale estetico. Probabilmente non li troverete elencati fra gli highlights di Expedia o di un qualsiasi altro portale di viaggio, ma alcuni di essi non possono mancare nel vostro itinerario, soprattutto se è la prima volta visitate la capitale ungherese.

La Collina di Gellért

Fra i più belli, spicca la Collina di Gellért, dove si trova una stradina pedonale costellata da diverse terrazze panoramiche che si affacciano sul Danubio. Da qui, è possibile ammirare le differenze strutturali tra l’area collinosa di Buda e la parte pianeggiante corrispondente all’antica cittadina di Pest, divise armoniosamente dal corso del fiume. Una volta giunti in cima alla collina, potete approfittarne per ammirare alcune attrazioni certamente degne di una visita, come il colonnato e la statua di San Gellèrt, la fortezza ottocentesca della Cittadella, la Statua della Libertà di Szabadság Szobor e la rete di caverne della Chiesa di Sziklatemplom. Proprio sulla collina di Gellért sorge inoltre l’omonimo albergo, uno dei più famosi hotel a Budapest, noto per i suoi rinomati bagni termali.

Panarama su Pest

Molto suggestivo è anche lo scenario che si apre dall’Halászbástya, il celeberrimo “Bastione del Pescatore” ubicato sulla riva di Buda del Danubio, sullo stesso colle del Castello. Il complesso, che offre la possibilità di ammirare un panorama spettacolare sull’isola di Margherita e l’area di Pest, presenta eleganti architetture in stile neogotico e neoromanico, suddivise su due livelli con accessi separati: quello più alto richiede il pagamento di un piccolo contributo, mentre il più basso è gratuito (risultando in ogni caso di grande impatto). 

Budapest dall’alto

Da non perdere è poi la vista che si può godere dall’Osservatorio della Basilica di Santo Stefano, la cappella in stile neo rinascimentale situata nella zona dell’antica Pest. Una volta raggiunta la basilica, bisogna salire 364 scalini per giungere in cima: non fatevi intimorire, perché la fatica verrà ripagata dallo spettacolo che vi si porgerà dinanzi una volta giunti in cima. In alternativa, è possibile prendere l’ascensore che vi condurrà in cima in pochissimo tempo, togliendovi però la possibilità di apprezzare la graduale escalation panoramica apprezzabile solo con la scalinata. Anche in questo caso, è necessario versare una piccola quota d’ingresso per accedere all’osservatorio, che, ricordiamo, apre le porte al pubblico solo nel periodo compreso tra il 1 aprile e il 31 ottobre.

Il flamenco a Madrid
Pur non essendo esattamente la sua culla natia, Madrid è considerata la capitale del flamenco. Questa antica danza rappresenta una delle massime espressioni della cultura popolare e della tradizione musicale spagnola, offrendosi come armonioso connubio dell’animo caliente e al contempo melanconico del suo popolo. Federico García Lorca diceva che per ballare il flamenco era necessario avere dentro di sé il “duende”, quel genere di inquietudine ancestrale alla base del genio, dello sperimentare e dell’ispirazione, che “brucia il sangue, che prosciuga, che respinge tutta la dolce geometria appresa, che rompe gli stili”, “l’intangibile potere del talento”. Ed è proprio ciò che si avverte dinanzi a uno spettacolo di danza così intenso come quello del flamenco.

Tra i tablaos madrileni

Madrid offre innumerevoli possibilità al visitatore che vuole immergersi in questo universo, ma nessun luogo è meglio di un tablao nel ricreare le atmosfere del mondo del flamenco. I tablaos, infatti, sono locali che ricostruiscono gli ambienti dei primi caffè in cui si sviluppò l’arte di questo storico ballo. E sono proprio i tablaos a ospitare i migliori spettacoli di flamenco della città, regalando ai propri ospiti la possibilità di vivere un’esperienza emozionante e di certo memorabile. Tra i tablaos considerati più autentici ve ne sono alcuni particolarmente rinomati, dove vi consigliamo di far tappa durante il vostro soggiorno a Madrid. Uno di questi è Torres Bermejas, ubicato al civico 11 di calle Mesonero Romanos e divenuto famoso per aver ospitato per anni le esibizioni di due grandi figure legate al flamenco, ovvero Paco de Lucía e Camarón de la Isla. Si tratta di un locale dall’estetica fortemente pittoresca, in cui è possibile assistere alle performance mentre si degustano le migliori leccornie della gastronomia spagnola. Al 17 di calle Morerìa, invece, sorge uno dei tablao più antichi di Madrid, ovvero il Corral de la Morería. Questo si caratterizza per i suoi ambienti eleganti e raffinati, fatti di sfarzosi lampadari e arredi arabeggianti, che sembrano porsi come il naturale proseguimento di quelli del vicino Palazzo Reale, dando la possibilità di vivere il flamenco in un’accezione ancora differente. Per chi non vuole troppi orpelli, c’è invece il celebre Las Tablas, situato al 9 di Plaza de España. Nonostante gli arredi essenziali, l’ambiente non manca comunque di lasciar trapelare l’irruente passione del flamenco. 

Guida al viaggio a Madrid

Concludiamo con un consiglio per chi ha bisogno di un hotel a Madrid: tutti i tablaos menzionati si trovano nel cuore della città, non distante dal Palazzo Reale e dai bellissimi giardini Sabatini. Per trovare una sistemazione in zona, basta concentrare la propria ricerca nella zona intorno a Plaza de Espana (il cosiddetto quartiere Los Austrias) oppure, nei portali come Venere dove questo nome non compare, selezionare Gran Via, Latina e El Prado, che sono immediatamente adiacenti alla zona d’interesse.


 Atelier Montparnasse

Parigi, la città dell’amore, è notoriamente una meta cara, sopratutto per quel che riguarda l’alloggio. Oggi però dormire in hotel eleganti nel cuore della Ville Lumière non è più un sogno solo per pochi, numerosi sono infatti gli hotel di charme che coniugano ambienti di stile e prezzi accessibili. 

Chi l’ha detto che per dormire in hotel eleganti e di stile a Parigi bisogna spendere una fortuna? Che gli alberghi della capitale francese siano costosi è cosa risaputa, ma le cose stanno piano piano cambiando e  negli ultimi anni, accanto ad hotel extralusso dalle tariffe stellari, stanno nascendo sistemazioni di charme, piccoli hotel e B&B curati in ogni dettaglio, arredati con gusto e fantasia e molto spesso ubicati in quartieri centrali e strategici per visitare la città. Si tratta di veri gioielli che possono rendere un soggiorno a Parigi ancora più magico, unendo il romanticismo intrinseco della città ad una stanza e ad ambienti confortevoli e dai prezzi abbordabili. E con abbordabili, intendo tariffe che partono da meno di 90€ a notte per camera doppia fino ad un massimo di 130€, tariffe accessibili a fronte di grande qualità e ricercatezza.
Mama Shelter 
Vi svelo nel dettaglio alcuni degli hotel di charme a prezzi contenuti che ho scovato nei miei viaggi a Parigi!
Atelier Montparnasse, Rue Raymond Losserand: in posizione strategica nel cuore di Montparnasse, questo hotel (foto di testata) è una vera chicca! Colori tenui,  letti ampi, tendaggi morbidi e lampadari stile ‘800, una vera delizia per gli occhi e i sensi. Tutto questo con prezzi a partire da 82€ a notte per la doppia!
Mama Shelter, Rue de Bagnolet: arredi originali e minimalisti dagli eleganti toni scuri sia nella hall che nelle stanze. Molte pareti e i soffitti del bar sono decorati con graffiti che ricordano la street art. Bellissima la terrazza con pavimento in legno arredata con panche e sedie, perfetta per un caffè all’aperto o un aperitivo serale.
In bassa stagione la doppia parte da 89€/notte
Color Design Hotel
Color design Hotel, Rue de Citeaux: questo hotel nei pressi della centralissima Place de la Bastille fa parte dell’omonima catena e offre stanze semplici, confortevoli e belle da vedere. Come dice il nome stesso, il protagonista qui è il colore con numerosi accessori e arredi colorati che spiccano sul bianco delle pareti. 
Standard Design Hotel, Rue de Tailladiers: hotel dagli arredi molto moderni, il regno del bianco e nero dove il leitmotiv sono le righe bicolor, riproposte un po’ ovunque. Una grafica a volte un po’ pesante ma di sicuro effetto.  
I prezzi partono da 81€ per la doppia senza colazione o 110€ per la doppia con colazione; interessanti anche le triple che partono da 144€ a notte a camera!

Hotel de la Porte Dorée

Hotel de la Porte Dorée, Av. Daumesnils: questo tre stelle ubicato a Bois de Vincennes rappresenta la quintessenza dell’eleganza parigina. Arredi classici, dettagli in legno, broccati e colori tenui sono inseriti in spazi ampi e funzionali. L’hotel si trova ad appena 20 mt della stazione omonima della metro ma si può arrivare in centro anche a piedi con una piacevole passeggiata lungo la coulée verte, l’antico viadotto romano oggi trasformato in un giardino pensile.
La doppia in bassa stagione parte da 102€  a notte.

Questi sono solo alcuni dei tanti hotel di charme a prezzi accessibili che offre Parigi. I trucchi sono prenotare per tempo ed evitare i periodi di alta stagione, quando le tariffe inevitabilmente aumentano. Del resto Parigi è una città che merita essere vista in ogni periodo dell’anno, dove si può tornare e ritornare, anche solo per un weekend, per immergersi nelle sue atmosfere e sicuramente il pernottare in un hotel elegante e originale renderà ancora più speciale e piacevole il viaggio!

Si sente spesso dire che in Germania si mangia male. Ecco, mi sento proprio di smentire questa affermazione! A Monaco di Baviera, in particolare, si può davvero mangiare bene e provare tante cucine diverse. Oggi però vi suggerisco tre posti dove provare la tipica cucina bavarese, tutti in centro e raggiungibili in pochi minuti a piedi da Marienplatz, ideali per una pausa mentre si visita la città.

Iniziamo dall’Hofbräuhaus , ovvero la birreria più famosa del mondo. Chi non l’ha mai sentita nominare? È la birreria più antica di Monaco, fatta costruire dal duce Guglielmo V nel lontano 1589 per sopperire al bisogno di birra della corte e dell’esercito. Aperta al pubblico nel 1828, continua a dissetare schiere di ospiti che affollano la sala inferiore, allietati dall’orchestrina che suona le tipiche melodie bavaresi.
Nonostante sia tra le più frequentate dai turisti, l’HB propone tutt’ora un’ottima cucina, sostanziosa e gustosa come dev’essere la vera cucina bavarese. Personalmente, quando pranzo qui, prendo un piatto unico ben sapendo che ne avrò sicuramente abbastanza, ad esempio il Bierbratl (in pratica una grossa fetta di pancetta cotta, accompagnata da crauti e un super canederlo di pane) oppure il classico Schweinshaxe, lo stinco di maiale croccante, che di solito è servito con i canederli di patate grattugiate. Se vi avanza ancora un posticino, non è male prendere un Dampfnudel come dessert: si tratta di una pezzo di pasta lievitata, servito con una goduriosa salsa alla vaniglia.

Altro indirizzo imperdibile a Monaco è l’Augustiner, un’altra delle “Sette Sorelle” (ovvero le sette birrerie originali di Monaco): fondata nel 1328 dai monaci benedettini, è il più antico birrificio della città. Ci sono diversi ristoranti in città, di solito io vado all’Augustiner am Dom, a pochi passi dalla Frauenkirche, e salgo subito al piano superiore, in una delle piccole sale dalla boiserie di legno scuro. Qui l’atmosfera è più intima ma sempre conviviale e capita spesso di esser fatti sedere a fianco di altre persone.
Vicino all’Augustiner am Dom si trova anche l’Andechser am Dom. Questa birreria non fa parte delle Sette Sorelle, ma è comunque molto nota, almeno tra i locali. La birra viene infatti prodotta nel monastero di Andechs, che è il luogo di pellegrinaggio più antico della Baviera e si trova a circa 45 km dalla città. Il monastero produce tuttora la birra secondo l’antica ricetta dei monaci ma anche tanti altri prodotti utilizzati nella cucina del ristorante, come i formaggi, la verdura e il miele. Qui vi consiglio di provare i Klosterseufzer  (“sospiro del convento”), piccoli würstl piccanti accompagnati da purè di patate: deliziosi!
E se invece volete pranzare con qualcosa di dolce (sì, si può!) prendete il Kaiserschmarrn: una frittata dolce che si scioglie letteralmente in bocca!

Non vi è venuta fame? A me decisamente! Meno male che a breve torno a Monaco – e ho già in lista qualche altro ristorante da provare!

Indirizzi & info utili

Hofbräuhaus München, Platzl 9 – www.hofbraeuhaus.de
Una volta arrivati all’HB, ricordatevi di salire anche ai piani superiori e dare un’occhiata all’elegante Stube e alla Festsaal dell’ultimo piano. Qui si trova anche una piccola mostra che racconta la storia della birreria.
Augustiner am Dom, Frauenplatz 8 – www.augustineramdom.de
Andechser am Dom, Weinstraße 7 – www.andechser-am-dom.de

PS: quando ordinate ricordatevi che qui la birra piccola è da mezzo litro! E non fermatevi alla chiara: provate le Weißbiere e le scure – soprattutto Andechs è famoso per quest’ultima. 


Con la delicatezza e gusto che la contraddistingue, Fabiana ci porta in un angolo magico di Parigi

Parigi, si sa, è la città dell’amore, delle promesse, dei baci appassionati, dei sogni. 
La città che fa pensare alle coppie innamorate che passeggiano lungo la Senna, si giurano amore eterno negli angoli più romantici, si scattano foto col sorriso di chi ha conquistato il mondo. 
Impossibile non invidiare e ammirare tale felicità, tale riflesso di luce e allegria.  Ho vissuto Parigi con un’amica che si è trasferita per lavoro, che ormai trova quasi fastidiose queste continue smancerie e sfoggi di un sentimento che dovrebbe, a volte, trovare più rispetto e protezione. Ho vissuto Parigi con lo sguardo di chi ci vive, di chi cerca uno spiraglio nell’algidità francese, di chi lotta con i prezzi inaccessibili e fa lo slalom tra i turisti per tornare a casa.

Non voglio raccontare le solite cose di Parigi. Tour Eiffel, Champs Elysées, Louvre, Notre-Dame, Montmartre.. ecc.. Bellissime, senza dubbio, ma scontate.
Quello che ho amato di Parigi sono i Giardini del Lussemburgo inaugurati nel 1615 da Maria de’ Medici. Un tripudio di colori, un angolo di paradiso in mezzo alla frenesia cittadina. All’interno del parco la celebre Fontana dei Medici, numerose riproduzioni di busti e statue famose (tra cui la  Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi). E’ un luogo tipico parigino. Qui, la città ha messo a disposizione centinaia di sedie sparse ovunque per dare a chiunque la possibilità di respirare l’allegria e la tranquillità del posto. Per le informazioni sugli orari e sugli eventi in programma è possibile consultare il sito http://www.senat.fr/visite/jardin/index.html
Non si può descrivere lo splendore di questo giardino, la vera anima parigina. Famiglie che giocano con le barche nella fontana, ragazzi che si ritrovano ai tavolini del piccolo bar, anime romantiche che si perdono ad ammirare i fiori. Chi legge, chi corre, chi passeggia, chi osserva gli altri. Un luogo in cui tutti trovano la propria dimensione e il proprio attimo di felicità.
Allora ho capito. Parigi non è la città dell’amore. Parigi E’ l’amore. L’amore di uno sguardo fisso su un petalo, del riflesso del sole nelle fontane, dello splendore di un palazzo immerso nel verde, di un sogno romantico che sembra non avere mai fine. C’est rien à dire. C’est Paris.  


Non che ci sia bisogno di una scusa particolare per viaggiare di nuovo a Barcellona (fosse per me, ci tornerei in continuazione, e forse, non verrei più nemmeno via), ma ho appena trovato un’offerta allettante volo+hotel sul portale di Expedia.it e mi sono messa a spulciare il sito del turismo della città, per vedere cosa succede nel capoluogo catalano verso la fine di giugno. Non si può certo dire che manchino gli eventi e gli spunti interessanti: il vero problema, semmai, è riuscire a raccapezzarsi nell’infinita e ricchissima programmazione estiva. Penso comunque di aver trovato la scusa perfetta per il mio viaggio – è il Festival Pedralbes.
Rispetto ad altri appuntamenti “tradizionali”, questo festival è una new entry. Il 2014 infatti segna la seconda edizione del “Festival de Musica de Barcelona”, che ha esordito proprio lo scorso anno sulla scena estiva catalana. Che tipo di musica? Non sembrano esserci limiti né definizioni precise: musica pop, jazz, folk, flamenco… Dai Simple Minds (il 25 giugno) a Tom Jones (il 30), da George Benson (il 4 luglio) a Paul Anka (il 10), solo per menzionare alcuni dei protagonisti.

A rendere speciale il Festival è, innanzitutto, la location privilegiata. Gli eventi infatti saranno organizzati nei giardini del Palacio Real de Pedralbes, vero e proprio polmone verde della città, a pochi minuti dal centro, dove pini centenari, prati, tigli ed eucalipti vanno a formare uno dei giardini più signorili di Barcellona. E anche qui ha lasciato il segno il genio di Gaudì, la cui opera caratterizza la città in modo determinante.
Nei giardini, infatti, si possono osservare due opere del celebre architetto: una pergola e la Fontana di Ercole. La storia della fontana è singolare, perché solo da pochi anni, ovvero nel 1984, se ne è scoperta l’esistenza. Prima, infatti, l’opera che Gaudi aveva realizzato per la finca della famiglia Guell a Pedralbes (parte dei terreni furono ceduti per la costruzione del palazzo reale) era rimasta nascosta, coperta dell’esuberante vegetazione del luogo.
Per quanto riguarda le esatte location dei concerti, queste sono due, poiché per ogni serata in programma ci saranno due diverse performance ad opera di diversi artisti. La prima, nella zona detta “Village” dalle 20.30 alle 22.30, e la seconda, a partire dalle 22.30, nel grande auditorium principale organizzato all’aperto, di fronte al Palazzo Reale. I biglietti si possono compare online, a questa pagina.


E alle fine sono partita.
Dopo aver assaporato il piacere di giornate da riempire con lunghe passeggiate, la compagnia di buoni libri accompagnati da the fumanti e volti amici con cui gustare deliziosi banchetti, ho deciso che non approfittare di due settimane di ferie, il dono più prezioso che ho trovato sotto l’albero, era un vero peccato.
Sono partita come un esploratore, cercando la meta sulla mappa, aspettando che fosse lei a trovare me, a saltarmi agli occhi. Non troppo distante, non troppo fredda né affollata, il giusto mix tra città e natura: a volte so essere una viaggiatrice davvero esigente. Compito arduo, soprattutto durante le feste invernali, ma alla fine lei non ha tardato a farsi trovare. E nel giro di poche ore mi sono trovata in macchina, poche cose messe distrattamente in valigia e in testa una sola parola: Lubiana.

La capitale della Slovenia mi accoglie con un cielo nuvoloso e qualche sprazzo di sereno che mi strappa un sorriso pensando che a casa piove.
Città di arte, pittori e letterati, Lubiana ha un volto marcatamente mitteleuropeo che fa dimenticare che in fondo siamo a meno di un centinaio di chilometri dal confine italiano. Bastano così poche ore a far svanire  le architetture veneziane, velate sotto strati di marmo ingentiliti dal gusto barocco, e 
ritrovarsi immersi in un mondo dal gusto e dalla lingua dal carattere e dal suono piu’ deciso eppure delicatamente armonico.
Lubiana è discreta e romantica, attraversata dal piccolo fiume Ljubjianica che col suo scorrere placido contribuisce all’atmosfera rilassante che aleggia tutt’intorno.
Il compatto centro storico è abbellito da candidi palazzi barocchi dove ogni tanto compare un drago, simbolo e leitmotiv della città.
I più belli e imponenti sorvegliano l’omonimo ponte e sono oggetto dell’attenzione dei turisti, che li inondano di flash e dei piccioni, che vi si appoggiano in stormo creando un buffo contrasto. Questo elegante ponte in stile liberty segna l’accesso al centro storico marcato da altri ponti che uniscono le due sponde del fiume, entrambe abbellite da caffè e ristoranti. Uno dei più noti è quello di Tromostovje, il triplo pronte opera di Plecnik, l’architetto che con il suo stile ha forgiato e scolpito il volto della città.
Più avanti c’è il Ponte dei Calzolai riconoscibile dai pilastri che sorreggono le lampade stilizzate, amato dagli artisti di strada e dai musicisti.
Piazza Preseren, su cui troneggia la bella facciata color salmone della Chiesa dell’Annunciazione, è un altro punto di incontro della gioventù lubianese, che qui si ritrova in allegria tra boccali di birra e succulenti panini con wurstel.
Addentrandosi nel cuore della città ancora belle piazze, come Mestni trg dove fa bella mostra di sé l’elegante facciata del Municipio su cui troneggia, manco a dirlo, un drago. E piazza Stig, camuffata da via pedonale, sicuramente la più bella e caratteristica con tanti edifici barocchi e medievali.
Ad accompagnare la visita del centro è la presenza costante del Castello di Ljubjanja, che sembra il naturale completamento di una fiaba già popolata di draghi; arroccato sulla verde collina che domina la città, è di origini antiche e nel corso del tempo assolvette a varie funzioni, non ultimo quella di prigione. Qui fu rinchiuso anche Silvio Pellico.
L’ascesa al castello può avvenire in funicolare ma io vi consiglio di salire a piedi lungo la strada che parte proprio dietro la stazione della funicolare e costeggia il monte, regalando belle viste sui tetti rossi della città.
Racconta la leggenda che il drago ucciso da San Giorgio un tempo viveva proprio sotto questa collina. Il castello oggi è stato ristrutturato e offre alcune interessanti mostre sulla storia della città, ma io rimango incantata ad osservarne le possenti mura e mi chiedo quanta umanità abbiano visto passare e quante storie potrebbero raccontare se solo avessero voce per farlo.
La sera non rinuncio ad una passeggiata sul lungofiume e a colpirmi è l’atmosfera rilassata e vagamente bohémienne, con romantiche luminarie ad addobbare i rami spogli degli alberi come lucciole tremolanti e le lanterne delle terrazze dei lounge bar che si specchiano nell’acqua.

Se dovessi definire Lubiana direi che la sua forza sta nell’insieme, una bilanciata sinfonia di marmi, mattoni ed acqua, una pacatezza che conquista e induce a rallentare il passo per godere più a lungo della sua velata magia.



Un post dedicato agli Apple Store può forse sembrarvi strano ma per una che condivide tutti i suoi viaggi con un Apple addicted non lo è per niente.
Da anni ormai, ben prima che la Apple-mania contagiasse il pianeta, tappa fissa dei miei viaggi in grandi città è una visita all’Apple store, dove mio marito puntualmente mi trascina in una sorta di pellegrinaggio mondiale. 
Devo dire che in fatto di negozi Apple ha un gran gusto e spesso gli store sono ospitati in edifici di pregio nelle zone più centrali delle città.
La visita di un Apple Store non è solo l’ammirare tablet, computer e gli ultimi nati dell casa californiana ma diventa così anche l’occasione per ammirare splendidi edifici storici magistralmente ristrutturati.

Ecco una rassegna dei più bei Apple Store che abbia avuto l’occasione di vedere!


Apple Store Opera Parigi: uno dei più spettacolari di tutta Europa, il negozio è situato in Rue Halevy, a due passi dalla magnifica Opéra. Da fuori la facciata di ben trentacinque metri di lunghezza è elegantissima, con arcate altissime e il secondo piano marcato da una sontuosa ringhiera in ferro battuto. L’interno non è da meno e lascia sbalorditi: un’enorme sala con soppalco e grandi colonne a scandire gli spazi. Sul soffitto un lucernario fa si che la luce naturale possa illuminare l’ambiente, tutto di un rilassante colore beige.



Apple Stre Ginza – Tokyo: un edificio super moderno tutto vetri e specchi la cui facciata grigia, pulita e sobria è marcata solo dall’enorme mela luminosa centrale.
L’interno è un tripudio di luci e riflessi e sorprende con uno spazio multi piano che ospita persino un enorme teatro per presentazioni e conferenze.





Apple Store Regent Street London: l’indirizzo già parla da solo, la via più chic di Londra, quella dello shopping stellare, come stellare è la facciata del pregiatissimo edificio che ospita lo store.
Quattro enormi vetrate ad arco scandiscono il primo piano, mentre i piani superiori hanno uno stile lineare ed elegante, in perfetto accordo con il resto della via. L’interno è moderno ma sobrio, scandito la linee pulite e colori chiari, nel tipico arredo della casa californiana.



Apple Store Plaça de Catalunya Barcellona: affacciato sulla Piazza più famosa della città, salotto e luogo di incontro per turisti e abitanti, il negozio si trova in una delle vie più smart del pianeta, il magnifico Paseig de Gracia; questo store non è da meno ai fratelli europei in quanto ad eleganza. Una facciata pulita, marmo bianco e vetro, due sobrie colonne ad incorniciare l’entrata. L’interno anche qui è moderno e semplicissimo, con una bella scala marmo e vetro che porta al piano superiore.



Apple Store Fifth Avenue New York: immortalato in molti film, questo Apple store è già un’icona di stile. Il cubo in cristallo che scandisce l’esterno è di per sé particolare, come altrettanto unica è la scala a chiocciola in vetro che diparte dal suo interno e scende verso lo store, che si sviluppa al piano interrato.
Impossibile venire a NY e non visitarlo! L’interno è ultramoderno e minimalista, affollatissimo ad ogni ora della giornata.


Apple Store Boylston St. – Boston: affacciato sulle vie dello shopping bostoniano, questo palazzo a tre piani dalla avveniristica facciata di cristalli spicca tra gli altri per stile e al contempo si inserisce perfettamente nel contesto della via.
La grande mela illuminata troneggia al centro della facciata. L’interno è un paradiso per gli appassionati con una vastissima selezione di articoli e gadget.


Apple Store Lincoln Road – Miami: a poco distanza dalla mitica Ocean Drive, questo moderno edificio si inserisce perfettamente nel contesto sfoggiando una facciata in stile Art Deco, omaggio ai magnifici palazzi che fanno mostra di sé lungo Ocean Drive. Su Lincoln Road non si vede la bella spiaggia di Miami Beach ma la si avverte osservando lo stile dall’easy al super glamour dei personaggi che affollano lo store.

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