Hoi An Vietnam

Di tutte le città del Vietnam, Hoi An è senza ombra di dubbio la più romantica ed affascinante, un miscuglio di oriente ed occidente che affonda le radici nel Medioevo, quando la città era un fiorente porto a cui attraccavano navi da tutto il mondo. 

Cinesi, giapponesi, olandesi, portoghesi e commercianti da tanti altri angoli del mondo passavano per Hoi An e molti vi rimanevano per mesi, tanto da acquistare o costruire dimore in cui risiedere stabilmente durante i numerosi soggiorni. E’ in questo crogiolo di etnie che risiede la ricchezza di Hoi An, una ricchezza prima di tutto immateriale, fatta di una straordinaria varietà culturale a cui si associava un altrettanto fiorente industria del commercio. Di tutti i prodotti smerciati in città, la seta rappresentò da subito il tesoro più prezioso, così pregiata da diventare oggetto del desiderio di facoltose nobildonne orientali ed occidentali, tanto da creare un flusso continuo di navi che salpavano dal porto cittadino cariche del pregiato e variopinto tessuto. 

La storia di Hoi An

La storia di Hoi An
Le antiche case di Hoi An
Sul finire del XIX secolo la fortuna di Hoi An conobbe il declino. Il fiume Thu Bon si insabbiò rendendo di fatto impossibile l’accesso per le navi, che furono dirottate verso altri porti vietnamiti. Quella che poteva essere la fine della città si rivelò l’avvenimento che ne segnò un fortunato destino. Rimasta esclusa dai grandi traffici commerciali, Hoi An non conobbe mai la crescita indiscriminata che portò altre città vietnamite a sconvolgere l’assetto originale, perdendo per sempre la loro autenticità orientale. Confinata nel suo mondo medievale, Hoi An rimase avvolta in una bolla che ne preservò intatte la magia e la bellezza. E’ grazie a questi avvenimenti se oggi la Città Vecchia di Hoi An è così come la si vede, un piccolo mondo cristallizzato nel passato. 
Le antiche case dei mercanti cinesi e giapponesi sono oggi degli edifici storici protetti dall’UNESCO e con le loro facciate color ocra e i ballatoi in legno scuro offrono uno spaccato di Medioevo. Numerosi  sono i templi costruiti nei secoli dalle diverse comunità che risiedevano in città, tracce di culture diverse che vollero ricostruire qui l’angolo di mondo da cui provenivano. Ogni passo per le vie della Città Vecchia equivale ad un viaggio indietro nel tempo, ora in una casa di un mercante portoghese, ora in una Sala del Tempio con statue votive legate all’iconografia cinese, ora nel Ponte Giapponese fatto costruire dalla comunità giapponese risiedente in città per collegare il loro quartiere al resto del centro. 

La Città Vecchia

Le lanterne di Hoi An
Le lanterne di Hoi An la sera
Tanta bellezza è un richiamo irresistibile per i turisti che affollano le vie del centro e per i quali hanno aperto negli anni infiniti negozi di souvenir dove si vende di tutto, da bigiotteria a statue in legno ma sopratutto tanta seta. I foulard del prezioso tessuto riempiono le strade aggiungendo infinite sfumature a vie che sono già per se stesse un tripudio di colore. Molte sono anche le sartorie artigianali che confezionano vestiti su misura: basta scegliere la fantasia che si desidera, indicare il modello preferito da un catalogo e in meno di 24 ore l’opera di sartoria è pronta per essere portata a casa, indelebile ricordo di un mondo che ha il sapore dolce dell’Indocina medievale.
E poi ci sono le lanterne di seta, il simbolo più romantico di Hoi An, tanto da averle fatto guadagnare l’appellativo di Città delle Lanterne. Appese lungo fili invisibili che attraversano le vie, sembrano palloncini multicolore che fluttuano nell’aria. Di sera si accendono creando un’atmosfera magica, come lucciole colorate che ballano sopra le teste dei passanti. In alcune botteghe storiche è ancora possibile assistere alla costruzione delle lanterne, un processo interamente artigianale in cui mani esperte distendono ed incollano i pezzi di seta su intelaiature di bambù, dando vita a questi graziosi manufatti che sintetizzano tutta la leggiadria e la delicata bellezza di Hoi An.

Il mercanto di Hoi An

La storia di Hoi An
Un commerciante stende a seccare gli spaghetti di riso 
I mercati locali sono senza dubbio i posti migliori per conoscere una città e quello di Hoi An non fa eccezione. Anche se i turisti che lo visitano sono tanti, vista l’estrema vicinanza alla Città Vecchia, la bellezza autentica del mercato riesce a sopravvivere, basta saper guardare, osservare i dettagli ed ignorare le insistenti domande di acquisto che si ricevono praticamente da ogni bancarella. Addentrandosi tra i banchi e tra le merci si può assistere a scene di vita quotidiana con commercianti intenti a sistemare le cassette stracolme di ortaggi e prodotti vari, altri che triturano il cocco per farne farina o mettono gli spaghetti di riso, tipici di Hoi An, ad asciugare al sole, ed altri invece appisolati con la testa penzolante, incuranti della baraonda tutt’intorno. Il mercato di Hoi An è un luogo vivo, allegro, decisamente meno sporco di altri mercati asiatici che ho avuto occasione di visitare, un luogo dove si incrociano sguardi, risate e sorrisi. Molti sono i residenti che qui vengono a mangiare, una parte del mercato è infatti interamente dedicata alla gastronomia, con tanti banchi che servono piatti tradizionali cucinati al momento. 

Cosa vedere nei dintorni di Hoi An 

An Bang Beach Hoi An
La spiaggia di An Bang
Hoi An si trova a ca. 40 minuti di auto o taxi da Danang, una moderna città costiera che sta rapidamente trasformandosi nel nuovo centro del turismo balneare vietnamita. Ampie spiagge e larghi boulevard orlati di palme sono il simbolo della città, dove grandi e lussuosi resort si allineano sul lungomare offrendo un altissimo standard di alloggio.
Di tutt’altra natura è invece la visita di Cam Kim, una piccola isola di fronte ad Hoi An, dall’altra parte del fiume. L’isola si può raggiungere con il traghetto che parte dal molo al mercato centrale ed offre uno spaccato di Vietnam rurale autentico. Un luogo che mi ha emozionata e di cui vi parlerò presto più dettagliatamente.
A pochi minuti dal centro di Hoi An ci sono anche spiagge frequentate da turisti e gente del posto. La migliore spiaggia è quella di An Bang, raggiungibile in bicicletta o con una corsa in taxi di ca. 15 minuti. La spiaggia è attrezzata e ci sono numerosi locali perfetti per assaggiare la cucina locale o semplicemente per bere qualcosa.

Hoi An: guida al viaggio

L’aeroporto più vicino è quello di Danang, a ca. 40 minuti di taxi. Da evitare invece la corsa in bus da Hué, un’odissea infinita per coprire gli appena 90 chilometri che separano le due città. Se arrivate da Hué, prevedere un trasporto con auto privata.
La Città Vecchia è chiusa al traffico, ci si può girare solo a piedi o in bicicletta. Per visitare gli altri quartieri o le spiagge basta noleggiare un bicicletta (1$ al giorno).
Per il soggiorno vi posso caldamente consigliare L’Emerald Resort, un bellissimo hotel che si trova sull’isolotto di fronte alla Città Vecchia, a cui è collegato da ponti. La zona è molto tranquilla, il resort ha una bellissima piscina e un giardino molto curato affacciati direttamente sul fiume, una posizione che assicura quiete e relax trovandosi al contempo a due passi dal centro, raggiungibile con una passeggiata di cinque minuti.
Per visitare le case e i templi della Città Vecchia è necessario acquistare un biglietto multiplo, in vendita presso gli uffici del turismo situati al limitare del centro. Il costo è più alto rispetto alla media dei momumenti in Vietnam ma dà accesso a numerosi edifici e il ricavato viene interamente devoluto alla salvaguardia del centro storico.
Per tutti i consigli per organizzare il viaggio vi rimando al post Viaggio in Vietnam: informazioni pratiche

Cittadella Imperiale di Hué

Hué è considerata una delle città più belle del Vietnam grazie alla sua posizione lungo il Fiume dei Profumi e al passato imperiale di cui conserva importanti testimonianze. La Cittadella Imperiale è il cuore storico di Hué, un ampio complesso di templi e pagode costruiti tra l’800 e i primi decenni del ‘900 dagli imperatori della dinastia Ngyen.

La prima cosa a colpire arrivando in città è la tranquillità. Gli ampi viali che corrono verso il centro hanno un traffico ordinano ben lontano dagli ingorghi e dal caos tipici di Hanoi e Ho Chi Minh.
Le vie del centro cittadino sono moderne, con alcuni sontuosi edifici sede di prestigiosi hotel e molti negozi e ristoranti. Il centro non offre granché da vedere, a parte la zona del lungofiume piena di negozi di souvenir e ristoranti,  ma rappresenta un luogo piacevole e tranquillo dove passeggiare e mangiare di ritorno dalla visita della Cittadella e delle Tombe Imperiali. Va ricordato inoltre che proprio grazie al passato imperiale, Hué vanta una delle cucine più ricche e variegate del Vietnam, con molti piatti tipici che si possono assaggiare solo qui. Un soggiorno a Hué diventa così anche un tour gastronomico tra deliziosi sapori vietnamiti, argomento a cui dedicherò un approfondimento a parte.

La Cittadella Imperiale di Hué

Cittadella Imperiale di Hué

Custodita all’interno del recinto imperiale fatto erigere dai francesi secondo i canoni di architettura militare europea, il complesso della Cittadella Imperiale rappresenta uno dei tesori architettonici  più preziosi del Vietnam, anche se molti templi sono in cattivo stato e di alcuni non rimangono che ruderi. Nonostante ciò è innegabile che gli edifici visitabili siano di grande impatto, a partire dalle possenti mura alte oltre 6 metri. All’interno vi si trova un complesso di palazzi, templi, padiglioni, giardini e laghetti che nell’insieme formano la Cittadella.

Capitale del Vietnam dall’inizio della dinastia Nguyen nel 1802 fino all’abdicazione dell’ultimo imperatore, Bao Dai, nel 1945, la Città Imperiale ricorda molto le architetture cinesi e la grande Città Proibita di Pechino. In effetti passeggiando tra i viali ed ammirando i padiglioni ho la netta sensazione di ritrovarmi sul set dell’Ultimo Imperatore! Nel 1947 un devastante incendio danneggiò molto strutture ma per fortuna le più belle si sono salvate e dopo un attento restauro sono tornate all’antico splendore.
All’interno della Cittadella si erge la vera e propria Città Imperiale, una città nella città protetta da mura e fossati che ricalca la pianta della Città Proibita di Pechino. All’interno si conservano padiglioni ristrutturati rivestiti internamente di lacche rosso vermiglio, decorazione ampiamente presente nelle architetture cinesi, ed interessanti templi. Anche le antiche porte di accesso alla Città Imperiale, anche se scolorite, conservano un’aurea di fascino.
Tra gli edifici più interessanti da vedere ci sono:
Cittadella Imperiale di Hué
La porta Ngo Mon

La monumentale Porta Ngo Mon che è l’odierno accesso principale alla Cittadella. All’interno vi è custodito un enorme tamburo che impresso il Tao, simbolo dello scorrere della vita e del divenire delle cose.

Il Palazzo Thai Hoa (dell’Armonia Suprema). un tempo sede del governo dell’imperatore, ha all’interno una selva di colonne laccate rosso vermiglio con decorazioni in oro ed il trono originale, posto in posizione sopraelevata a testimoniare il potere dell’imperatore. Il cortile antistante, chiamato la Spianata dei Grandi Saluti, era il luogo dove i mandarini trovavano posto durante le cerimonie imperiali.
Nel padiglione di Thien Phuong, immersa in un lussureggiante giardino, di trova la Biblioteca Imperiale costruita nel 1820, rivolta verso una piccola vasca con un giardino roccioso al centro.
Il Tempio di Hien Lam con ante lacchate in rosso vermiglio e oro è uno degli edifici meglio conservati.Nel cortile antistante sono conservate le 9 urne dedicate a ciascuno degli imperatori della dinastia Nguyen, che ne simboleggiano la stabilità ed il potere. Le urne, alte oltre 2 metri, furono fabbricate nel 1830 e poi cesellate con motivi tradizionali cinesi che rappresentano gli elementi naturali.
Della Città Purpurea Proibita dove vivevano le mogli e le concubine dell’imperatore non rimangono che poche tracce ed il muro perimetrale (parecchio malconcio e scolorito) che ne segnava l’inizio.

Le tombe imperiali nei dintorni di Hué

le tombe imperiali di Hué
Il cortile della Tomba di Khai Din

Ogni imperatore fece costruire una propria tomba che potesse degnamente accoglierne le spoglie. Questi grandiosi complessi sono disseminati nelle campagne lungo le sponde del Fiume dei Profumi e nelle vicinanze di Hué. Il modo migliore per ammirarle è prendere parte ad una delle escursioni di mezza giornata in barca lungo il fiume, con soste alle principali tombe. Personalmente ho optato per un tour con macchina privata, acquistato direttamente in hotel, perché le alte temperature di agosto rendevano molto pensante il tour in barca. 

Tra le tombe principali da visitare vi sono la Pagoda di Thie Mu, posta su una collina direttamente sopra le sponde del fiume; all’entrata si erge una grande torre ottagonale del 1845 formata da sette piani che indicano le reincarnazioni del Buddha. Bellissimo il panorama sul fiume che si gode dal cortile in cui sorge la torre. All’interno del complesso vi sono numerosi templi e padiglioni, non tutti visitabili.
La tomba dell’imperatore Tu Doc è la più famosa e quella con maggiore affluenza turistica. Tra tutti i complessi è quello che meglio si integra con l’ambiente circostante, con palazzi e templi sparsi in un’area di 12 ettari tra boschi di pini e frangipani. Costruito tra il 1864 ed il 1867, il complesso venne utilizzato dall’imperatore in vita anche come luogo di svago e residenza estiva a cui poteva accedere direttamente via fiume. Molti degli edifici originali sono andati distrutti con la guerra ma si possono ammirare alcune costruzioni di grande interesse. Il principale è il Padiglione della Stele così chiamato perché conserva la stele con incisa la biografia di Tu Doc scritta dall’imperatore stesso. 
La Tomba di Khai Din mostra l’evolversi dell’architettura vietnamita sotto l’influenza francese. Non più legno e lacche ma pietra. La tomba, risalente al 1925, si trova in posizione discosta dal fiume, tra le campagne nei dintorni di Hué, ed è quindi raggiungibile con un taxi. Il complesso è oggi molto annerito e necessiterebbe di un restauro ma è interessante dal punto di vista storico perché testimonia l’influsso francese nel governo vietnamita, tanto potente da modificarne anche le tradizioni architettoniche. La tomba dell’imperatore custodita nell’edificio principale è un tripudio di ori e gemme, un po’ pacchiana ma decisamente d’effetto. Molto suggestivi i mandarini in pietra che occupano il cortile centrale e hanno la funzione simbolica di protezione della tomba.

Informazioni di viaggio

L’entrata alla Cittadella è a pagamento, basta acquistare il biglietto all’ingresso valido per la visita dell’intero complesso. La Cittadella si trova a breve distanza dal centro di Hué, sulla sponda opposta rispetto a questo, ed è facilmente raggiungibile a piedi o in taxi.
Per visitare le tombe è necessario organizzarsi con una delle escursioni guidate in barca, con un’auto privata (consiglio con autista) o, se il tempo lo permette, noleggiando la bicicletta. I percorsi sono pianeggianti e le tombe principali si trovano nel raggio di una decina di chilometri dal centro città.
L’ingresso alla Tomba di Tu Doc e Khai Din è a pagamento.
Per pernottare consiglio il Festival Hotel, a dici minuti a piedi dal centro; hotel recentemente ristrutturato, con stanze ampie. C’è anche una piccola piscina molto utile nei mesi estivi. Molto affidabile l’ufficio prenotazioni escursioni che si trova accanto alla reception. I prezzi sono modici ed il servizio ottimo e puntuale.
Per tutte le informazioni di viaggio in Vietnam potete consultare il sito di Asiatica Travel.


La pagoda dei Profumi Vietnam

Dopo essersi immersi nell’atmosfera dell’Asia autentica del Quartiere Vecchio di Hanoi, vale la pensa dedicare almeno un giorno ai quartieri più moderni della città per poi partire alla scoperta dei dintorni, con escursioni in giornata che portano a scoprire meraviglie naturali come Halong e Tam Coc e la magia del  Vietnam rurale.

Il lago Hoan Kiem

Il ponte sul lago Hoan Kiem
Il ponte sul lago Hoan Kiem

Situato ai margini del Quartiere Vecchio, il lago Hoan Kiem funge da divisorio tra l’Hanoi medievale e quella moderna. Le sponde del lago, impreziosite da giardini, sono un luogo piacevole dove passeggiare osservando la vita quotidiana degli abitanti. Se ci si viene di primo mattino sarà facile incontrare qualche anziano impegnato nella seduta quotidiana di Tai Chi. In realtà tutta l’area intorno al lago funge da spazio urbano dedicato alle attività culturali, feste, spettacoli o semplicemente allo sport e passeggio. 
Il panciuto ponte rosso che spicca al centro del lago permette l’accesso ad una piccola pagoda. 
La stella del lago è però la pagoda a forma di torre che troneggia solitaria su un isolotto al centro; è proprio questa torre ad aver valso al lago il soprannome di Lago della spada restituita. Secondo la leggenda il re Thai To nel ‘400 si recava spesso al lago per esercitarsi con la spada. Un giorno una tartaruga enorme emerse dall’acqua chiedendo al re di restituire la spada. Il re diede la spada alla tartaruga che si inabissò nuovamente.

Un caffè con vista

Il caffè vietnamita
Il caffè vietnamita
Il caffè vietnamita, con le sue note di cioccolato, è una delle bevande più buone da assaggiare in Vietnam. Hanoi offre numerosi caffè locali, molti dei quali sono ubicati proprio in posizione panoramica attorno al lago. Sedetevi ai tavolini di uno dei tanti locali, magari su una terrazza fronte lago, ed ordinate il caffè vietnamita tradizionale, servito con un filtro posto sulla tazzina da cui scende piano piano il liquido dal sapore dolce intenso. 

La pagoda dei profumi

La pagoda dei Profumi Vietnam
L’entrata della Pagoda dei Profumi 
Hanoi è un’ottima base per scoprire le meraviglie del Vietnam del Nord. La città dista ca. 3 ore d’auto dalla spettacolare Baia di Halong e da Tam Coc, senza dimenticare le campagne coltivate a riso che si estendono a perdita d’occhio attorno alla periferia e che danno un assaggio di Vietnam rurale.
Un’altra escursione in giornata molto bella da fare ad Hanoi è quella alla Pagoda dei Profumi.
La pagoda dista all’incirca 60 chilometri a sud ovest dal centro di Hanoi. Per raggiungerla bisogna arrivare con un bus fino a My Duc, attraversando la periferia cittadina e le campagne, e poi salire a bordo di piccole imbarcazioni a remi, quasi sempre guidate da donne, che in circa un’ora di navigazione conducono ai piedi della montagna su cui sorge la pagoda. Da lì un percorso in salita di circa due ore porta all’entrata della pagoda. Per chi non vuole salire a piedi (in estate il caldo e l’afa rendono l’impresa molto faticosa) si può optare per la funivia che agevola l’accesso.Oltre a luogo spirituale, la pagoda offre anche spettacoli naturali unici, grazie al percorso in barca che attraversa valli verdi e risaie con formazioni carsiche simili a quelle di Tam Coc e alla vegetazione e foresta che avvolgono i templi. La Pagoda si trova all’interno di una grotta sulla sommità della Montagna del Profumo e proprio questa collocazione in un luogo naturale la rende particolarmente successiva.
Il modo più pratico per raggiungere la Pagoda dei Profumi è partecipando ad una escursione in giornata da Hanoi. Tutte le agenzie del Quartiere Vecchio offrono escursioni giornaliere con partenza in mattinata e rientro nel primo pomeriggio. 

E’ difficile spiegare che cosa sia il quartiere vecchio di Hanoi, arduo cercare di racchiuderlo dentro una definizione di poche parole. Groviglio di strade, brulicare di vita, babilonia di lingue, vorticoso miscuglio di colori e forme… potrei continuare all’infinito ma sono certa che mai riuscirei a trovare le parole adatte a contenere la stravagante, enigmatica, persino eccessiva seduzione del Quartiere Vecchio della capitale vietnamita. Forse la cosa più semplice da dire è che Hanoi è l’Asia, quella vera, autentica, grezza, a tratti persino scomoda, quella che altre metropoli orientali hanno già cancellato, fagocitata da grattacieli e sfolgoranti centri commerciali. 

Tra medioevo e modernità

Il Quartiere Vecchio di Hanoi, anche se non immune alla globalizzazione, ha mantenuto l’atmosfera medievale, operando una trasformazione al contrario: qui sono i marchi internazionali ad essersi adattati all’ambiente urbano, esibendo le loro immacolate vetrine accanto a vecchie botteghe di ciabattini e falegnami, empori decadenti e piccoli caffè dai tavolini sbiaditi dal tempo e dallo smog. Anche le vie più turistiche lungo le quali si allineano decine di negozi di souvenir mantengono il tipico carattere orientale, basta dare uno sguardo al marciapiede perennemente invaso di motorini parcheggiati e banchi ricoperti di chincaglierie varie. 

Avanzare per le vie non è facile, uno slalom continuo tra mezzi e gente in movimento, ognuno ad un passo diverso: risciò che si muovono al rallentatore, motorini che guizzano simili a pesci dentro e fuori dal flusso del traffico, biciclette caricate all’inverosimile sospinte alla moviola da personaggi bizzarri. Mentre girovago nel labirinto di strade un’anziana signora nota il mio disorientamento e inarca le labbra grinzose in un radioso sorriso, rivelando una dentatura oramai scomparsa: nella spontaneità di quello sguardo c’è tutta l’autenticità di questa città strana, inafferrabile, suadente, che non ha paura di mostrarsi per quello che è veramente, lasciando scegliere al visitatore se amarla od odiarla. La verità è che Hanoi non permette mezze misure, o la si ama o la si detesta; per amarla bisogna accettarne la confusione, lo stordimento acustico e visivo, i rivoli d’acqua nera che corrono lungo i canali di scolo, e imparare a guardare a cuore aperto, scrollandosi di dosso i condizionamenti che imprigionano i sensi ammaestrati da ordine e pulizia. Si spalancherà allora davanti ai proprio occhi la magia del Quartiere Vecchio e tutti i dettagli saranno versi che battono il ritmo di un’unica poesia: venditori ambulanti con ceste cariche di frutta e fiori, bancarelle fumanti che servono noodles e spargono nell’aria l’aroma di caffè tostato, negozietti simili alle vecchie botteghe di paese con l’anziano proprietario seduto fuori a leggere il giornale in attesa dei clienti. Una poesia che bisogna imparare a leggere e interpretare, seguendone il giusto ritmo, ora lento ora veloce, chiamando all’appello tutti i sensi per riempire narici, occhi e pensieri di un mondo lontano e straniante, carico di una unicità e diversità oggi più che mai tesori preziosi da rispettare e custodire.

Le corporazioni del Quartiere Vecchio

Anche se servono gli occhi fissi sulla strada per schivare i mezzi in movimento, non bisogna mai dimenticarsi di fermarsi e guardare in alto per osservare le facciate delle case medievali di Hanoi. Fu qui che nel XIII secolo si stabilirono 36 diverse corporazioni di mercanti, ognuna delle quali diede il nome alla propria via. Oggi le vie del Quartiere Vecchio sono oltre 50 e sono ancora indicate con il termine Hang (merce) seguito dal nome della mercanzia che vi si vende. 
Con il mio tipico approccio metodico, guida alla mano cerco di seguire un itinerario stabilito per visitare le principali vie del commercio ma devo quasi subito rinunciare: impossibile orientarsi in questa baraonda, arduo scovare le targhe delle vie mimetizzate tra inestricabili matasse di fili della corrente che risalgono i muri e pendono da una casa all’altra. Spossata dal caldo e dalla confusione, mi arrendo all’unico approccio possibile a questo mondo: lasciare che sia la strada a guidarmi. Mi aggiro così senza meta tra i vicoli, scoprendo ad ogni angolo un universo nuovo: vetrai, fabbri, venditori di scatole di latta, fabbricanti di stuoie, sartorie, coloratissimi negozi di sete che ammiccano alla mia passione per i foulard, antiche erboristerie che profumano di erbe e spezie, artigiani di lacche e persino negozi che vendono lapidi. E’ come percorrere in pochi minuti la storia dell’artigianato tornando indietro nel tempo a mestieri che credevo estinti e che qui invece, in questo piccolo mondo medievale, sopravvivono e dividono lo spazio con negozi di cellulari all’ultimo grido. L’Asia passata, presente e futura si incontra qui, nel cuore di Hanoi, in un inestricabile intreccio di volti, gesti e tradizioni.
Per tutte le info viaggio in Vietnam potete consultare il mio post precedente con tutti i consigli o direttamente il sito di Asiatica Travel 

Per vedere il reportage fotografico completo di Hanoi e del Vietnam, cliccate qui


#vietnamosaic, Oriental charm è il video del nostro viaggio in Vietnam! 

Dedicato a chi ama l’Oriente, a chi lo sogna e a chi prova ad immaginarselo.
5 minuti per riempirvi gli occhi delle bellezze del Vietnam.
Ottimo per iniziare la giornata, per la pausa caffè o semplicemente per concedersi cinque minuti di relax ammirando la leggiadria, l’energia e la luce di questo straordinario paese!
Buona visione!

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Tam Coc viene spesso definita “la Halong di terra” ed in effetti questo angolo di Vietnam immerso tra le risaie ha molto delle caratteristiche della Baia di Halong. Montagne di arenaria ricoperte di fitta vegetazione si innalzano questa volta non dal mare ma dalle risaie, creando un panorama onirico.
La vallata è attraversata da un sinuoso fiume che si inoltra tra i monoliti di roccia dai profili panciuti, dando l’impressione di condurre il navigante nel cuore di un luogo che con le sua natura rigogliosa e il verde intenso del fogliame sembra l’Eden terrestre.
Tam Coc si trova a circa 3 ore di macchina da Hanoi ed è visitabile con un tour in giornata. Partecipare ad un’escursione organizzata è l’unico modo per arrivare sul sito se si fa base ad Hanoi, dal momento che non esistono mezzi pubblici per raggiungere il paese.
Diversamente, si può scegliere di arrivare a Tam Coc con una macchina privata con autista (o per i più avventurosi e pazienti affidarsi al trasporto pubblico e ai mille cambi e soste che il viaggio impone) e alloggiare in una delle guesthouse del posto. Personalmente ho scelto l’escursione da Hanoi che mi ha permesso di ottimizzare meglio i tempi, ma a Tam Coc ho visto alcune belle guesthouse immerse nel verde e devo dire che per chi ha tempo vale sicuramente la pena di fermarmi almeno un giorno in più.
Barcaiolo a Tam Coc

Visitare Tam Coc con un’escursione da Hanoi

Da qualunque agenzia acquistiate l’escursione, il programma è pressoché identico. Si parte la mattina presto per un viaggio di circa tre ore che conduce fino al paese di Tam Coc. Lungo la strada ci si ferma a visitare un interessante complesso di templi e pagode dell’epoca imperiale.
Arrivati a Tam Coc, si viene subito accompagnati al molo dove si sale in una delle (tante) barche di legno che navigano lungo il fiume. Le barche sono piccole, ospitano 2 massimo 3 persone e la caratteristica peculiare (e ciò che fa impazzire i turisti!) è che i barcaioli remano con i piedi. In effetti osservarli mentre sospingono agilmente la barca con un veloce gesto di gambe e piedi, senza mostrare il minimo sforzo, è molto divertente.
Tam Coc è una destinazione amata dai turisti quindi non soffrirete la solitudine, sopratutto in estate, ma la presenza delle altre barche non è di disturbo perché essendo senza motore scivolano silenziose mentre i turisti sono troppo impegnati ad ammirare il paesaggio e a fotografare per schiamazzare.
Il percorso circolare in barca dura circa due ore, c’è quindi tutto il tempo di assaporare ogni dettaglio del magnifico paesaggio che si staglia di fronte ai proprio occhi, ammirando le maestose montagne di arenaria risaltare tra il verde delle risaie e il blu del cielo.
Se andate in estate, la temperatura può essere davvero molto alta. Non partite senza una scorta d’acqua, senza protezione solare e sopratutto senza cappello. Il mio consiglio è di acquistare i cappelli a cono vietnamiti che le donne vendono al molo per 1$, riparano molto meglio dei normali cappellini in tela e sotto il sole cocente possono fare la differenza.
Al rientro al molo, i barcaioli si aspettano una mancia, prevedete ca. 2$ a persona.
Molte escursioni includono un prolungamento con un giro in bicicletta con un piccolo sovrapprezzo. Anche se si tratta di un percorso molto breve, consiglio di farlo perché permette di osservare da vicino la vita di paese e le meravigliose risaie che circondano tutta la zona, oltre a regalare nuovi scorci sul fiume e le montagne.
Per chi si ferma due giorni, esiste un sentiero (molto ripido e con numerosi gradini) che risale una delle montagne. Sono certa che il panorama da lassù debba essere fenomenale, io non ho avuto il tempo di farlo ed in pieno agosto con quasi 40° e l’umidità molto alta le condizioni non erano le più agevoli.
Anche se non potete includere una permanenza di due giorni a Tam Coc, non rinunciare all’escursione giornaliera da Hanoi, vale sicuramente la pena.

Per tutte le info di viaggio sul Vietnam leggete questo articolo con tutti i miei consigli.


Hoi An

Prima di continuare a raccontarvi le tappe di #vietnaMosaic ho deciso di raccogliere tutte le informazioni pratiche per organizzare un viaggio in Vietnam, così da rispondere a quanti di voi mi hanno chiesto suggerimenti e consigli.

Come arrivare in Vietnam

Il Vietnam è collegato all’Italia con numerosi voli operati dalle maggiori compagnie. Non esiste un volo diretto quindi sarà necessario almeno uno scalo in Europa o Medio Oriente. Personalmente per i voli in Estremo Oriente mi trovo bene con le tratte via Emirati Arabi. Stavolta ho trovato una tariffa molto vantaggiosa con Etihad da Venezia. Il volo Venezia-Abu Dhabi è operato da Alitalia mentre quello Abu Dhabi- Ho Chi Minh City da Etihad stessa.

La soluzione ideale,volendo visitare sia il nord che il sud del paese, sarebbe arrivare ad Hanoi, la capitale del Vietnam, e ripartire da HCMC o viceversa, ma naturalmente questa soluzione ha costi che possono essere anche di parecchio maggiori rispetto ad andata e ritorno dallo stesso scalo. Io ho optato per andata e ritorno da HCMC e volo interno HCMC- Hanoi con Vietnam Airlines.

Spostamenti interni in Vietnam

Il Vietnam è lunghissimo e le distanze tra città importanti, anche considerando i lentissimi spostamenti via strada (viaggiano ad una media di 40 km/h!). L’opzione treno l’ho scartata (a malincuore!) perché i treni vietnamiti sono lenti e gli orari poco affidabili.

La soluzione più pratica sono i voli interni. Ci sono alcune compagnie low-cost come Jetstar ma non sono molto affidabili (ho visto parecchi voli di questa e altre compagnie minori cancellati o in ritardo mentre aspettavo i miei voli) quindi la soluzione è Vietnam Airlines, la compagnia di bandiera (che fa parte di Star Alliance), affidabile e puntuale. 
Nel mio viaggio ho effettuato tre voli interni: HCMC- Hanoi, Hanoi-Hué, Danang-HCMC
Se prenotati con anticipo, le tariffe sono convenienti.

Collegamenti via terra: L’unico collegamento via terra durante il mio viaggio è stato il Hué-Hoi An: quasi 4 ore per percorrere poco più di 90 chilometri in un pullman vecchio senza aria condizionata (con temperature ed umidità folli), un vero incubo. L’errore è stato prendere quello che localmente chiamano lo Speedy Bus (alla faccia dello speedy!) al costo di 6$ a persona. Col senno di poi sarebbe stato il caso di investire 70$ in una macchina privata con autista che mi avrebbe garantito un viaggio più rapido e decisamente più confortevole! Purtroppo non ero stata avvertita dallo staff dell’hotel presso il quale ho prenotato il trasferimento che lo Speedy Bus non aveva A/C (si sono poi scusati spiegandomi che nemmeno loro ne erano al corrente e vista la loro gentilezza, sono certa che fossero in buona fede), che a 38° con il 90% di umidità non è un optional ma un mezzo di sopravvivenza per non svenire dal caldo!

Trasporti urbani: i taxi sono il modo migliore per spostarsi in città dal momento che anche i maggiori centri non hanno un sistema di trasporto urbano (a parte pochi autobus). Le compagnie ufficiali sono Vinasun (taxi bianchi) e Mai Linh (taxi verdi). Entrambe operano con tassametro a chilometro e i prezzi sono molto economici, per una corsa in centro di 4-5 chilometri si spende poco più di 1€. Esistono anche compagnie alternative, sopratutto ad Hanoi, che applicano tariffe più convenienti. Prima di salire verificate sempre che il mezzo esponga all’esterno numero di taxi e tariffe e che l’autista azioni il tassametro.

Il visto per il Vietnam

Avevo letto molto in merito, oltretutto le regole sono cambiate proprio a giugno 2015, da quando le autorità vietnamite hanno deciso di togliere il visto per alcuni stati (tra cui l’Italia) per soggiorni inferiori a 15 giorni (il provvedimento sarà valido fino al 2016, si spera venga poi prolungato).
Per i cittadini italiani che si fermano in Vietnam più di 15 giorni il visto è obbligatorio. La soluzione più pratica e meno costosa è richiedere il pre-visto tramite una delle agenzie autorizzate. In internet se ne trovano molte, il mio consiglio è però di affidarsi ad un’agenzia presente sul territorio. Io ho usufruito del servizio di Asiativa Travel, agenzia storica di Hanoi che lavora molto con il mercato italiano. Per 15$ mi hanno fornito in tempi rapidissimi la lettera di pre-autorizzazione.
All’arrivo in areoporto bisogna recarsi non direttamente ai banchi immigration ma all’ufficio VISA dove si consegna la lettera assieme al form compilato (chiedetelo in anticipo ad Asiatica così risparmierete tempo all’arrivo), una fototessera recente e il passaporto con almeno 6 mesi di validità residua. Attenzione: la lettera deve essere stampata, non presentate copie pdf mostrate dal vostro cellulare perché non è possibile spedirla agli addetti per mail, accettano solo il cartaceo! L’addetto ritira il tutto e in ca. 20 minuti (l’attesa dipende dall’afflusso del momento) verrete richiamati per ritirare il passaporto su cui sarà stato incollato il visto, per il quale dovrete pagare 45$ (accettano anche euro ma danno il cambio solo in $).Tenete le orecchie aperte perché non è sempre facile distinguere il proprio nome pronunciato dagli addetti vietnamiti!

Il clima del Vietnam

A sud c’è un clima tropicale con scarsa escursione tra estate ed inverno e brevi ma intensi acquazzoni estivi. A nord il clima è più temperato, con inverni freddi ed estati calde e molto umide. Ad agosto la combinazione caldo e umidità è davvero intensa e rende faticosi gli spostamenti, quindi bisogna vestire leggeri ed avere sempre una buona scorta d’acqua con sé. 

Durante la mia permanenza ad agosto ho trovato solo i primi giorni pioggia ad Hanoi, poi sempre cielo terso ma con temperature alte. Ad HCMC piove tutti i giorni ma gli acquazzoni durano poco, mezz’ora di diluvio e poi torna il sole.

Come organizzare l’itinerario

Le maggiori attrazioni si trovano a sud, nord e centro del Vietnam quindi un itinerario completo deve necessariamente prevedere diversi spostamenti. Nella programmazione delle tappe ho chiesto consiglio ai consulenti di Asiatica Travel che conoscono molto bene i reali tempi di spostamento in Vietnam e che hanno saputo consigliarmi come ottimizzare al meglio il tempo a disposizione.

L’itinerario ideale include una visita ad Ho Chi Minh City, da dove si possono fare escursioni nel Delta del Mekong e ai Cu Chi Tunnels.
Ad Hanoi, oltre alla visita della città, sono irrinunciabili le escursioni alla Baia di Halong e a Tam Coc, altre meraviglia naturale del Vietnam.
Nel Vietnam Centrale si trova invece Hué con la cittadella imperiale e Hoi An, il gioiello del paese, la più turistica ma anche la più affascinante delle città storiche.
A queste tappe si aggiungono Danang, che con le sue spiagge e architetture moderne sta emergendo come nuova meta turistica, le lunghe e animate spiagge di Nha Trang e altri tesori naturali. Due settimane sono il minimo, meglio tre per poter assaporare con calma la bellezza dei singoli luoghi.
Non esistendo trasporti pubblici, tutti i luoghi citati si visitano partecipando ad escursioni organizzate o private con guida e trasporto inclusi. In particolare per la crociera alla Baia di Hanoi bisogna stare attenti alla qualità della giuca proposta, ho sentito commenti molto negativi da persone che avevano preso escursioni a prezzi molto scontati. Io ho prenotato tramite Asiatica Travel e il servizio è stato ottimo, sia per pulizia e comfort della camera sulla giunca che per puntualità e serietà dello staff e della guida. Per tutte le info leggete il post che ho scritto in proposito.

Assicurazione sanitaria

Come per tutti i viaggi, anche per in Vietnam è assolutamente necessario stipulare un’assicurazione medica prima della partenza che copra l’intera durata del viaggio. Il mio consiglio è quello di non risparmiare mai su questa voce di viaggio, non stipulare l’assicurazione medica vorrebbe dire esporsi al rischio di conti salatissimi in caso di bisogno. Non rischiate! 

Io mi sono affidata a Viaggi Sicuri con la quale mi trovo molto bene, ha un sito chiaro ed immediato per la prenotazione e il servizio clienti è rapido ed efficiente (non ho per fortuna dovuto testare il servizio emergenze ma li ho contattati prima dell’acquisto della polizza per info e sono stati molto rapidi e precisi). In una polizza medica è importante verificare i massimali, alcune assicurazioni offrono tariffe economiche ma a fronte di massimali bassi, o peggio chiedono di prepagare tutte le prestazioni mediche, il che può significare anticipare molti soldi. Altre non includono la responsabilità civile, il che significa che se durante il viaggio causate danni materiali a qualcuno non sarete coperti e dovrete rispondere personalmente.
Io ho scelto la polizza Argento di Viaggi Sicuri che garantisce massimali alti, assistenza all’estero, responsabilità civile e molto altro. L’assicurazione medica non è un costo ma un investimento sulla tranquillità del viaggio!

I due giorni trascorsi nella Baia di Halong sono stati tra i più belli ed emozionanti di #vietnamosaic. Questa insenatura nel nord del Vietnam, a sud di Hanoi, è considerata una delle meraviglie naturali del mondo. Un universo fatto di migliaia di isole calcaree (se ne contano oltre 3000!) che emergono dalle acque verdi del Golfo di Tonchino come giganti silenziosi, un esercito di pietra che pare voler custodire la bellezza della baia.
Come vi ho raccontato nel diario di viaggio in cui ho cercato di spiegare le intense sensazioni di quei momenti, il ritrovarmi al cospetto con questo luogo che tanto avevo sognato è stato eccitante e al contempo un po’ strano. Riversare troppe aspettative su un posto può portare a delusioni e la paura che la Halong Bay non fosse all’altezza della mia immaginazione era palpabile. In realtà non è stato così ed anche con un cielo carico di nuvole la baia è riuscita a mostrarsi in tutta la sua limpida bellezza, fatta non solo di elementi naturali ma anche di un’atmosfera rarefatta e di vellutati silenzi.

Crociera nella Baia di Halong

La Baia di Halong
Il villaggio di pescatori della Baia di Halong
Per poter visitare la baia di Halong bisogna necessariamente salire su una delle giunche cinesi autorizzate a navigare in queste acque. La baia è stata nominata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO pertanto la navigazione ed il traffico sono regolamentati da regole rigide.
La cittadina di Halong è raggiungibile in circa 4 ore d’auto da Hanoi. Le agenzie che organizzano tour di uno o più giorni alla baia sono tantissime ma la qualità delle escursioni offerte varia molto, quindi la scelta non è facile.
Inizio subito col dire che molte agenzie propongono escursioni in giornata alla baia ma le sconsiglio assolutamente. Considerando 8 ore di pullman tra andata e ritorno e oltre un’ora di navigazione per arrivare nel cuore della baia, è facile capire come il tempo che rimane a disposizione per ammirarla è pochissimo. 
L’escursione ideale alla baia di Halong è quella di due giorni-una notte con pernottamento a bordo di una giunca. Ci sono molte agenzie che offrono crociere nella baia e ovviamente anche qui la qualità ed il livello differisce di molto, andando dalle giunche più basic alle super lusso.
Personalmente vi posso consigliare la Garden Bay Cruise che ha una flotta di giunche di ottimo livello ed offre un servizio puntuale e affidabile. Io ho navigato sulla giunca Gardey Bay 1. Vi consiglio di optare per le stanze al piano superiore, costano un po’ di più ma hanno due vetrate enormi che si aprono sulla baia, così potrete rimanere immersi nel panorama anche quando siete in camera. Il livello delle stanze è molto buono, pulite ed attrezzate, con acqua calda e un’ottima doccia considerando di essere in barca! Per prenotare la crociera con Garden Bay Cruise potete rivolgervi ad Asiatica Travel contattandoli attraverso il loro sito web a questo link.

Escursione di due giorni alla Baia di Halong


La Baia di Halong
Questo il programma della nostra crociera che sostanzialmente è uguale per tutte le agenzie e giunche.
Il primo giorno siamo partiti da Hanoi (pick up in hotel) verso le 8.00 e abbiamo raggiunto Halong intorno alle 13.00, con una sosta lungo la strada. Arrivati al molo, con un brevissimo trasferimento in barca siamo saliti a bordo della Garben Bay 1 con aperitivo di benvenuto. Dopo il check-in abbiamo pranzano mentre la giunca ha iniziato la navigazione verso il cuore della baia. Il cibo (incluso nel costo della crociera) è sempre stato ottimo, sia a pranzo che a cena. Dopo pranzo ci siamo rilassati sul ponte superiore, attrezzato con lettini. Mano a mano che ci inoltravamo tra le isole, la vista diventava sempre più coinvolgente, uno spettacolo della natura! Nel pomeriggio ci hanno condotti a visitare il villaggio di pescatori della baia, immerso tra le formazioni rocciose. Si tratta di un percorso ad anello della durata di circa un’ora che si può fare in bamboo boat o in kayak. Personalmente ho preferito la prima, potendo così scattare foto al panorama che credetemi, lascia senza fiato: immersi nel silenzio, l’unico rumore che si sente è il morbido scivolare dei remi nell’acqua, mentre davanti agli occhi scorre la meraviglia degli enormi monoliti ricoperti di vegetazione che emergono dal mare.
Rientrati alla giunca, abbiamo assistito ad un mini corso di cucina vietnamita e poi il personale di bordo ci ha preparato un’ottimo barbecue per cena. La parte più bella della serata è stata però rimanere sul ponte al calar del sole, assistere al tramonto nella baia, con il cielo che si tingeva di rosso facendo risplendere i profili scuri delle isole. Indimenticabile! La stessa magia si è ripetuta la sera, quando arrivati nella zona prestabilita per la sosta delle giunche durante la notte, ci siamo ritrovati immersi nel buio, sotto un cielo carico di stelle. Naturalmente non eravamo soli, in quanto tutte le giunche in navigazione devono per regolamento sostare in questa zona della baia per la notte, ma la compagnia non è stata motivo di fastidio, anzi, le luci delle altre giunche hanno aggiunto magia alla scena.
Una notte nella baia di Halong è un’esperienza che consiglio a tutti e che da sola vale un viaggio in Vietnam!
Il secondo giorno dopo colazione abbiamo effettuato una nuova escursione, stavolta alla Grotta della Sorpresa. Molte delle isole della Baia di Halong contengono grotte e quella di Hang Sung Sot (della Sorpresa) è una delle più spettacolari. Per raggiungerla si sale una scalinata che conduce all’ingresso, da cui si gode di una splendida vista sulla baia. L’interno della grotta mi ha sorpresa per grandezza e bellezza, con stalattiti e stalagmiti dalle forme bizzarre.
Rientrati in giunca, è iniziato il viaggio di ritorno durante il quale abbiamo ancora una volta potuto godere del panorama dal ponte superiore. Arrivati al molo, siamo ripartiti per Hanoi dove siamo arrivati verso le sei del pomeriggio. 
Chi vuole vedere più grotte e anfratti può optate per la crociera di tre giorni ma anche quella di due giorni, che permette di ottimizzare costi e tempi, è sufficiente per ammirare la bellezza senza tempo di Halong Bay!

Ho Chi Minh City Notre Dame

Dopo avervi descritto il suo pazzo traffico, è la volta di raccontare cosa vedere ad Ho Chi Minh City!

Anche se non numerosi, ci sono alcuni monumenti e musei di grande interesse in città, per la maggior parte concentrati nella zona del centro, il Distretto 1, quello che ancora oggi viene chiamato Saigon, il nome dato alla città dagli Americani. Questa frenetica metropoli offre anche angoli eleganti che rappresentano un piacevole diversivo dai rumorosi e caotici quartieri più popolari. L’alternasi di architetture e stili asiatici ed europei è proprio la caratteristica principale di Ho Chi Minh City e ciò che la rende interessante.

L’architettura coloniale francese a Saigon

Il Palazzo del Comitato del Popolo HCMC
Il Palazzo del Comitato del Popolo

Camminando lungo i viali alberati del centro sorprende ritrovare numerosi palazzi di gusto europeo, retaggio della colonizzazione francese chiaramente visibile in alcuni edifici chiave, come la bellissima Cattedrale di Notre Dame, dedicata alla Vergine Maria.

La chiesa in mattoni rossi in stile neo-romanico, costruita nel 1877 con materiali importati dalla Francia, spicca al centro di una vasta piazza adorna di bei giardini. Proprio accanto alla cattedrale sorge un altro edificio in stile classico francese, la Posta Centrale, progettata da Gustave Eiffel nel 1886. L’elegante facciata dai toni gialli e con rifiniture in ferro battuto verde fa da preludio al grandioso atrio centrale coperto da una volta a botte, mentre alle pareti sono esposte mappe storiche del Vietnam. L’atrio ospita gli sportelli delle poste, un ottimo posto in cui osservare la vita quotidiana di Saigon, dove i locali si mescolano ai molti turisti attirati dalla bellezza architettonica dell’edificio.
Altro simboli di Ho Chi Minh City che conserva linee francesi è il Palazzo del Comitato del Popolo, ex Hotel de Ville (Municipio), risalente ai primi del 1900. Di nuovo un’elegante facciata dai toni caldi è incorniciata da stucchi e statue. L’edificio ospita il Comitato del Popolo di Ho Chi Minh e non è aperto al pubblico.
Di fronte, si apre lo spazio urbano più di ampio respiro di tutta la città, il grande viale pedonale DL Nguyen Hue. che all’estremità nord-occidentale, proprio di fronte al Palazzo del Comitato del Popolo, ospita la statua di Ho Chi Minh City, uno dei posti più fotografati della città. Lungo l’ampio viale la sera si riversano locali e turisti e la zona diventa la più animata della città, con spettacoli di strada improvvisati, bambini che giocano ed tante famiglie a passeggio.
A pochi metri di distanza, il Teatro dell’Opera è un altro bell’esempio di stile coloniale francese. Il teatro si trova accanto ad altri edifici di stampo europeo che ospitano storici hotel di lusso di Saigon, come il Continentale e il Caravelle hotel. Quest’ultimo durante la Guerra del Vietnam ospitava i giornalisti stranieri.

Lo skyline di Saigon

Ho Chi Minh City skyline

Le metropoli si sa è bello vederle dall’alto ed anche Saigon offre diversi interessanti punti di osservazione. La prospettiva migliore è quella che si gode dal SaigonSkydeck della Bitexco Financial Tower, un grattacielo di 68 piani progettato da Carlos Zapata. Il biglietto d’ingresso è un po’ caro rispetto alla media delle attrazioni turistiche (200.000VND- ca. 8€) ma la vista merita. Con un ascensore ultra veloce si sale al piano della torre da cui grandi vetrate offrono una vista a 360° sulla città.

Un modo alternativo di ammirare lo skyline di Ho Chi Minh City è bere qualcosa in uno dei tanti bar sui tetti, sopratutto la sera quando la città di accende di mille luci al neon colorate. La scelta è vasta, i più famosi sono all’ultimo piano di hotel prestigiosi come il Rex Hotel o lo Sheraton, entrambi ubicati nella zona intorno a DL Nguyen Hue. Naturalmente i prezzi sono (molto) più alti della media e spesso è imposto un dress code (no pantaloncini ed infradito!) quindi informatevi prima di andare!
Personalmente ho provato lo sky bar dell’hotel in cui soggiornavo, l’Eden Hotel, che anche se non centralissimo offre una bella vista sulla città e sulla Bitexco Financial Tower.

La Guerra del Vietnam vista dalla prospettiva dei vietnamiti

Il passato di Ho Chi Minh City non è segnato solo dalla colonizzazione ma anche e sopratutto dalla guerra contro gli Americani, un conflitto durato 15 anni e che sin concluse il 30 aprile del 1975 con la caduta di Saigon e la riunificazione del Vietnam sotto il governo di Hanoi. Il fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam, preso il controllo della città, la ribattezzò Ho Chi Minh City in omaggio al padre fondatore del Vietnam socialista.

Il Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh City

Tutti noi occidentali abbiamo sentito spesso nominare la Guerra del Vietnam, anche a causa delle tantissime vittime che causò tra militari e civili, ma solo visitando il Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh City è possibile sentirla raccontare dall’altra prospettiva, quella del Vietnam. Siamo da sempre abituati a sentire parlare dei veterani americani, delle loro perdite e delle difficoltà anche psicologiche che dovettero affrontare al ritorno in patria, dilaniati dai ricordi di un conflitto così sanguinoso. Ho Chi Minh City racconta cosa significò la guerra per le popolazioni del Vietnam del Sud, colpite da bombe, attacchi e dal famigerato agente Orange. Già il fatto che qui la chiamino “Guerra Americana” dà un’immediata idea del rovesciamento della prospettiva, e le tante foto esposte al museo raccontano con vivido realismo gli orrori di quelle bombe e di quegli assedi.
Una carrellata di volti scorre lungo le bacheche del museo, madri con gli occhi colmi di disperazione che tengono in braccio i figli, bambini soli che piangono accanto ai corpi senza vita dei genitori, soldati feriti assistiti dai compagni. Vietnamiti e americani, le foto raccontano una sofferenza ed un dolore senza bandiera né lingua, grida silenziose che paiono risuonare nella stanza anche a distanza di anni. Molte delle immagini non sono facili da sostenere, ma guardarle getta luce su un conflitto di cui si parla troppo poco.
Una cosa su cui per esempio non mi ero mai soffermata con attenzione prima di visitare il museo di Ho Chi Minh sono i costi della Guerra del Vietnam: agli americani il conflitto costò oltre 165 miliardi di dollari, una cifra spropositata ed assurda se si pensa a quanto si sarebbe potuto fare di positivo nel mondo con una simile risorsa. In termini di vite umane, i costi furono ancora più catastrofici e dolorosi: il solo Vietnam ha dichiarato un milioni di vittime tra i combattenti e 4 milioni di civili uccisi, a cui si aggiungono le perdite tra i soldati americani. Una vera ecatombe che non si limita ai morti. Centinaia di migliaia furono le persone rimaste disabili a seguito dell’esposizione all’agente Orange, usato dagli americani per deforestare le campagne vietnamite e stanare i nemici. L’agente, rivelatosi cancerogeno e teratogeno, causa gravissime malformazioni. Le foto che ritraggono le conseguenze del famigerato agente Orange sono impressionanti e lasciano senza parole di fronte all’assurda scia di orrore e dolore che una guerra simile ha lasciato dietro di sé per molti anni a venire. 
Il Museo dei Residuati Bellici di Ho Chi Minh City non è un posto facile da vedere e da digerire, le foto e le testimonianze toccano le corde più profonde della coscienza, ma è doveroso visitarlo per rendere omaggio ai milioni di vittime e per ricordare ancora una volta l’assurdità della guerra. Penso che musei così dovrebbero essere visti da tutti almeno una volta nella vita. Se c’è un luogo immancabile in un tour del Vietnam per capire il passato ed il presente della nazione, è proprio questo museo.

Il Palazzo delle Riunificazione

Dopo gli edifici in stile coloniale francese, si fa un balzo in avanti nella storia di Ho Chi Minh visitando questo edificio in stile sovietico, teatro degli avvenimenti che portarono alla caduta di Saigon nel 1975. Il palazzo è visitabile tutti i giorni, il biglietto di ingresso costa appena 30.000VND, poco più di 1€. Le grandi stanze disposte su tre piani hanno un atmosfera ingessata e un po’ cupa e mostrano gli ambienti che videro il nuovo governo socialista prendere il comando della città. Al piano terra ci sono diverse sale riunioni mentre al primo piano ci sono sale ricevimento degli ospiti e, in un’ala sul retro, gli appartamenti del presidente. Al secondo piano si trovano gli ambienti dedicati allo svago con una sala giochi ed un cinema.
Devo ammettere che dal punto di vista architettonico il palazzo non è entusiasmante e gli arredi risultano spesso un po’ pacchiani, ma il valore storico dell’edificio è indiscutibile e nessun viaggio ad Ho Ci Minh City sarebbe completo senza una visita al Palazzo della Riunificazione.

Guida alla visita di Ho Chi Minh City

Come arrivare in città: l’aeroporto internazionale di Ho Chi Mihn dista ca. 5 km dal centro. Il mezzo migliore per arrivare in città è il taxi. All’uscita dell’aeroporto ci sono molti tassisti abusivi che si avventano sui turisti, usate solo le società accreditate Mai Linh (taxi verdi) e Vinasun (bianchi) che vanno a tassametro. Assicuratevi sempre che l’autista abbia azionato il tassametro prima di partire. La corsa verso il Distretto 1 non dovrebbe costarvi più di 150.000VSN comprensivi di tassa di uscita dall’aeroporto.
Dove dormire: Ho Chi Minh offre hotel di tutte le categorie, il mio consiglio è di stare almeno in un 3 stelle per avere garanzia di un buon livello.
Testati da Viaggiolibera: Queen Ann Hotel – buon 3 stelle con stanze di dimensioni buone, mobilio un po’ vecchio ma nel complesso una discreta sistemazione con un rapporto qualità prezzo molto valido. Il centro è raggiungibile con una breve corsa in taxi al costo di pochi dong.
Eden Hotel Star: sulla stessa strada del Queen Ann, l’Eden è 4 stelle di ottimo livello, stanze ampie e confortevoli, colazione ottima. La piscina sul tetto è un po’ piccola e datata ma la vista è splendida.

Organizzare il viaggio: Per organizzare il viaggio in Vietnam e la visita di Ho Chi Minh City potete rivolgervi ad Asiatica Travel, un’ottima agenzia di Hanoi con personale altamente qualificato che parla italiano. Organizzano itinerari in tutto il Vietnam (ed Estremo Oriente) e sono super affidabili e disponibili,  non ci sarà domanda o dubbio a cui non sapranno rispondere! 

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