Prealpi Vicentine: l’anello delle Montagnole Alte e Basse

Un percorso escursionistico ad anello per scoprire le Piccole Dolomiti vicentine. Partendo da Recoaro Mille si sale in quota per godere dei rilassanti paesaggi dei pascoli d’alpeggio cinti dai profili delle catena del Carega.

Il percorso in breve

Dalla Conca di Pizzegoro a Recoraro Mille si sale a Selva del Campetto e si percorrere il sentiero di arroccamento 202 che costeggia la catena delle Tre Croci. Dai verdi pascoli delle Montagnole Alte si scende verso le Montagnole Basse tramite il Passo Ristele, per raccordarsi con il Sentiero dei Grandi Alberi nelle Montagnole Basse e ritornare al punto di partenza.

Lunghezza: 21 km

Dislivello: 600 mt salita, 450 mt discesa

Tempo di percorrenza: 6 ore con soste

Difficoltà: escursionistico. Prestare attenzione nel Passo Ristele che si percorre in discesa, il sentiero ghiaioso è ripido e può essere scivoloso. Servono scarpe adatte.

Di certe cime mi piace la luce che resta negli angoli degli occhi.

(Fabrizio Caramagna)

Prima tappa: salita a Selva del Campetto

Il sentiero che sale in quota parte da dietro Malga Pizzegoro, nella conca omonima. Si può lasciare l’auto nell’ampio parcheggio di fronte all’hotel Castiglieri e incamminarsi a piedi verso la malga. Il sentiero prende presto quota e sale ripido, inoltrandosi nel bosco. A circa metà strada si sbuca in un belvedere, in corrispondenza della stazione di mezzo della funivia, da dove si gode di un ampio panorama sulla valle sottostante. La salita continua con pendenza costante. In totale si impiega ca. 1h40 per raggiungere Selva del Campetto a quota 1600 mt. Arrivati in cima, sulla destra si intravede il Rifugio Gingerino ( o Montefalcone) e si prosegue dritti verso il sentiero 202, indicato dalla segnaletica. Da qui il sentiero si fa pressoché pianeggiante, costeggiando il lato della montagna.

Seconda tappa: Malga Campodavanti

La prima parte del tratto dal Selva del Campetto a Malga Campodavanti è all’ombra del bosco. Dopo ca. 30 minuti si raggiunge la malga, che sorge in posizione panoramica circondata da pascoli verdi. D’obbligo una sosta per un caffè.

Terza tappa: Bocchetta Gabelelle

Un’altra piacevole ora di passeggiata lungo il sentiero 202 che in questo tratto rimane con i prati a vista. A Bocchetta Gabellele si incrocia il sentiero che sale dal Rifugio Bepi Bertagnoli. Altra sosta per ammirare il panorama a strapiombo della bocchetta. Noi qui abbiamo fatto anche sosta per mangiare. Se arrivate verso ora di pranzo, vi conviene fermarvi qui approfittando degli spazi verdi perché da qui in poi il sentiero diventa stretto e acciottolato per un lungo tratto.

Prealpi Vicentine: l'anello delle Montagnole Alte e Basse

Quarta tappa: Malga Fraselle

Da Bocchetta Gabellele il sentiero di arroccamento diventa una stretta stradina scavata nella roccia durante la Grande Guerra, Il panorama diventa più aspro e i verdi pascoli lasciano spazio a guglie e pareti rocciose. La vista è comunque mozzafiato, con ampie vedute sulla Valle del Chiampo. La strada prosegue tra sali scendi e ghiaioni. Arriviamo ad un cancello che sbarra il passo alle mountain bikes e proseguiamo oltre attraversando anche una breve galleria di una cinquantina di metri. Improvvisamente lo scenario cambia di nuovo e giunti al Passo della Scagina il panorama muta di nuovo e si apre sui pascoli sottostanti di Malga Freselle di sotto. Proseguiamo sempre lungo il sentiero 202 che diventa ora di fondo erboso e si snoda ai piedi del Gramolon. Poco prima di giungere a Malga Fraselle di Sopra una tabella indica la deviazione che in appena 5 minuti sale al Passo Ristele

Quinta tappa: Passo Ristele

Altra sosta fotografica, da Passo Ristele si ha una panoramica da 180° tra vette e pascoli. Dal Passo Ristele parte il ripido sentiero 121 che in ca. 45 minuti porta alle Montagnole Basse. Al primo sguardo la ripida sucessione di serpentine e il fondo di sassi ci inducono a rinunciare, ma presto arrivano altre persone, anche bambini, che scendono, e ci facciamo coraggio. In effetti è meno arduo di come sembra. La discesa è ripida ma ci sono tante rocce per sostenersi nei punti più impervi. Ovviamente serve attenzione e scarpe adatte che abbiano un buon grip.

Sesta Tappa: Sentiero dei Grandi Alberi

Giunti alla fine del sentiero 121 si arriva al bivio che da una parte porta in ca. 20 minuti al Rifugio Battisti, dall’altra si raccorda con il 120 dei Grandi Alberi e riporta a Pizzegoro in ca 2 ore. Ce la prendiamo con comodo, il sentiero è per lo più pianeggiante e gli scenari, tra alberi secolari e maestose montagne, rapisce gli occhi.

Settimana Tappa: Cesare Asnicar e Pizzegoro

Arrivati a Malga Morando, si prosegue lungo la strada bianca che porta a La Gabiola. Qui si può fare una sosta per ammirare la frazione delle casate Asnicar con le case dal tipico tetto spiovente. Da qui si incrocia la carrozzabile che sale da Recoaro Terme e porta a Recoaro Mille. Gli ultimi tre chilometri sono su strada asfaltata, purtroppo un po’ trafficata, ma volendo un tratto può essere percorso lungo il sentiero nel bosco che affianca la strada carrozzabile.

CATEGORY: Italia

Silvia Viaggiolibera

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