Una piazza, una città: la Theaterplatz di Dresda
Il secondo capitolo del racconto di Valentina su Dresda! 
A volte basta una piazza per riassumere l’animo di una città: arrivandoci, si sente che quello è il luogo più significativo, quello che si ricorderà per sempre dopo il viaggio. Per me, Dresda è tutta racchiusa nella magnifica Theaterplatz: un mondo di stili diversi, di epoche diverse, tutto meticolosamente ricostruito dopo il terribile bombardamento che ridusse la città in macerie durante la seconda guerra mondiale.
Zwinger 
La Theatherplatz, o piazza del teatro, si trova vicino al fiume Elba e chiude a ovest il centro storico. La fermata dell’autobus si trova proprio davanti alle mura imponenti della Residenzschoss, mentre di fronte si apre la piazza circondata dalla Schinkelwache, dallo Zwinger e dalla Semperoper, mentre nel centro svetta un re a cavallo. Verso il fiume si trova l’Italienisches Dörfchen e di fronte chiude il cerchio l’imponente Hofkirche.
La Schinkelwache è un rigoroso edificio in stile neoclassico, costruito negli anni ’30 dell’Ottocento: un tempo posto di polizia, ospita ora la biglietteria della Semperoper e un caffè, dove è possibile assaggiare una deliziosa Eierschecke, torta multistrato con un impasto a base di uova (appunto Eier in tedesco) e ricotta, uno dei simboli gastronomici della città.
A pochi passi, sorge lo Zwinger, possente palazzo barocco che ospita la Gemäldegalerie Alter Meister, collezione d’arte europea dal 14° al 18° secolo. Se avete intenzione di visitarla – e se amate la storia dell’arte ne vale la pena: qui si possono vedere il San Sebastiano di Antonello da Messina, la Madonna Sistina di Raffaello, la Venere dormiente di Giorgione e poi Rembrandt, Rubens, Tiziano… – vi consiglio di arrivare presto al mattino, altrimenti si rischia di dover fare una lunga coda all’ingresso.
Ma lo Zwinger cela altro da vedere: il cortile, la Kronentor (una porta d’accesso al cortile sormontata da una corona gigante) e il Nymphenbad, una sorta di giardino interno con fontana, giochi d’acqua e statue di gusto classico.
Castello- Ingresso collezioni

Accanto allo Zwinger si trova l’imponente mole neoclassica della Semperoper, uno dei teatri d’opera più belli. L’interno è un tripudio di stucchi, di dorature, di decorazioni intricate che creano una sensazione di sfarzo incredibile e tutto questo è stato ricreato dettaglio su dettaglio a partire dal 1977, quando la DDR decise di ricostruire il teatro distrutto. La guida spiega che oggi un lavoro di tale portata (sono state necessarie 200 ore di lavoro per una singola colonna!) non sarebbe certo sostenibile da un’amministrazione pubblica ma che ai tempi del regime comunista, quando il lavoro del singolo non aveva certo il valore di oggi, la ricostruzione divenne quasi una sfida all’Occidente, per mostrare che anche i paesi comunisti potevano risorgere gloriosi dalle ceneri della guerra. E la stessa volontà di affermazione e di grandiosa dimostrazione di potenza si legge chiaramente in tutti gli edifici del centro, fedelmente risorti nella loro posizione originaria.

La stessa Hofkirche (un tempo chiesa di corte, ora Cattedrale della Santa Trinità), con la sua arzigogolata torre barocca, e la Residenzschloss, il castello sede della corte, sono stati ricostruiti pezzo su pezzo, basandosi sui piani di costruzioni originali e su opere d’arte dei secoli scorsi che li ritraevano.
Nel castello si possono visitare i tesori di corte (in particolare la Historisches Grünes Gewölbe, una successione di stanze studiate appositamente per esporre le preziose collezioni dei Wettiner, dai gioielli ai vasi in avorio, argento e vetro rosso, alle curiosità in madreperla), ma – a meno che non siate particolarmente interessati a questo genere di oggetti – consiglio di non visitarli, ma piuttosto di fare una passeggiata in centro o un’escursione nei dintorni.
L’ultimo edifico sulla piazza è l’Italienisches Dörfchen, un edificio in stile neoclassico (oggi un ristorante) sorto nel luogo dove originariamente risiedevano gli operai italiani impegnati nella costruzione della Hofkirche: il nome significa infatti “paesino italiano”.

Qui si chiude il giro della Theaterplatz, specchio di Dresda e della sua rinascita.

Informazioni utili online:

Sulle collezioni d’arte allo Zwinger e nel castello potete vistare questo sito 
Per le visite guidate e spettacoli in cartellone visitate il sito della Semperoper 
Il sito ufficiale della città: Dresda Turismo

CATEGORY: Europa
Comments (7)

Se questa piazza rappresenta la città, allora Dresda vale proprio la pena di essere visitata.

Dresda, mi appassiona e incuriosisce molto. Amante dei film di guerra riguandanti i conflitti mondiali mi piacerebbe vederla dal vivo. Brava Valentina 🙂

Dresda, mi appassiona e incuriosisce molto. Amante dei film di guerra riguandanti i conflitti mondiali mi piacerebbe vederla dal vivo. Brava Valentina 🙂

Direi proprio di si! Ha messo voglia anche a me di andarci!

Direi proprio di si! Ha messo voglia anche a me di andarci!

ciao Dany! Eh si Valentina con i suoi racconti ci ha incuriosite parecchio!

Pensate che io ho già voglia di tornarci!
Oltre al centro, ci sono un paio di quartieri periferici che mi piacerebbe esplorare. Per esempio, c'è un vecchio sanatorio abbandonato dove hanno soggiornato teste coronate e gente come Thomas Mann, Franz Kafka, … E poi, a pochi kilometri, ci sono anche la manifattura di Meißen, il castello di Pillnitz… Insomma, tutte buone ragione per organizzare un viaggio in Sassonia 🙂

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