Essaouira la bianca, Marocco
© silviaromio.altervista.org

Sarà il profumo di mare che si sente arrivando, quella luce tersa che illumina le case bianche, i tappeti colorati appesi fuori dai negozi e il profumo di legno che esce dai laboratori di intaglio e si sparge per le vie:  Essaouria mi ha conquistata fin da subito, è stato amore a prima vista.

La strada che da Marrakech conduce a questa città di mare sulla costa marocchina è una lunga striscia di asfalto che si snoda lungo una campagna infinita, disseminata di ulivi,  alberi da frutto e di Argan, l’arbusto che cresce solo in Marocco e dal quale si ricava il preziosissimo olio utilizzato nelle preparazioni cosmetiche; lungo la strada è d’obbligo una sosta a una delle tante cooperative femminili che lo coltivano e producono i preparati cosmetici con procedimenti manuali. I loro negozi, semplici ma curati, ricordano le piccole botteghe di paese di una volta, e il sorriso accogliente delle donne che li gestiscono accompagna nella scoperta dei tanti unguenti considerati veri e proprio elisir di giovinezza.
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Dopo appena due ore di strada ecco apparire all’orizzonte Essaouria con la sua fila di case bianche. I muri scrostati e gli infissi scoloriti dalla salsedine e dal vento conferiscono alla città un’aria trasandata, che con delle banali ristrutturazioni avrebbe delle potenzialità turistiche altissime, così affacciata sul mare e baciata da un clima mite tutto l’anno. Ma forse il fascino di Essaouria sta proprio in questa sua aria trascurata, come una bella donna sicura della sua avvenenza anche con addosso dei vestiti dimessi. Ad accogliere il visitatore che arriva in città c’è subito la spiaggia, una lunga striscia di sabbia chiara affacciata sull’oceano.
Appena varcate le mura che delimitano il centro della città, ci si trova immersi in un intrico di vicoletti e si viene trasportati in un caleidoscopio di colori e profumi: i negozi abbondano della merce più varia, tappeti colorati, babucce, alambicchi, ceramiche, spezie profumatissime che traboccano dai vasi che le contengono, cosmetici a base di olio di Argan, e oggetti di radica che escono dalle tante botteghe artigiane dei falegnami. Basta entrare in una per fare un salto nel passato ed assistere all’intaglio manuale del legno, una serie di gesti antichi, quasi rituali, che grazie alla maestria degli artigiani danno vita a degli splendidi manufatti, vasi, porta gioie, scacchiere  tutti esposti negli immensi scaffali che arrivano fino al soffitto.

Come molte donne, Essaouria conquista anche con la cucina offrendo una seria infinita di caffé e ristoranti dove assaporare i piatti della tradizione marocchina, dall’immancabile tajin al pane alla finissima pasticceria. Proprio nella cucina la città sembra svelare le sue due anime, quella marocchina fatta di ristoranti tipici, con colorate sale piene di cuscini dove si servono i piatti tradizionali, ai caffè più moderni con bellissime terrazze affacciate direttamente sul mare. E poi il clima, caldo e ventilato, con inverni miti e temperature piacevoli anche quando in Europa cade la neve. Ricordo con grande piacere le colazioni sulle terrazze dei bar di fronte al mare a gennaio, con una leggera brezza e un bellissimo sole. Godetevi un the alla menta seduti fuori in una delle tante piazze del centro ad osservare il via vai indaffarato tipico delle città arabe, è un’esperienza che ricorderete.

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Poco distante dal centro appena fuori le mura c’è il porto: un brulicare di ferventi attività, un cicalio di voci dei marinai che vanno e vengono e dei venditori che contrattano il prezzo del pesce con i clienti, un turbinio di gabbiani attirati dall’odore di pesce. E’ proprio qui, lontano dai negozi per turisti, tra la gente di Essaouria, che si respira l’aria più sciatta, ma anche più vera, della città, quell’assoluto disordine e trascuratezza che sembra far parte del DNA delle città arabe, che sa stuzzicare e spesso disturba i sensi ammaestrati di noi turisti occidentali,  ma che, superato il primo impatto, restituisce il fascino più autentico di questi luoghi.

GUIDA AL VIAGGIO:
Dove dormire: appena fuori dalle mura della città c’è hotel Ibis Essaouria, nuovissimo, con stanze moderne e funzionali ed una bellissima piscina, a prezzi veramente vantaggiosi (doppia da 49€). Dall’hotel si raggiunge il centro in ca. 15 minuti a piedi.
Come arrivare: Dalla stazione degli autobus di Marrakech partono i bus per Essaouria (diversi orari nell’arco della giornata); il biglietto (acquistabile direttamente in stazione, meglio un giorno prima nei periodi di alta stagione perché i posti vanno esauriti in fretta) costa pochi euro e il viaggio dura ca. 2 ore. Il bus lascia i passeggeri subito fuori dalle mura delle città, da lì per raggiungere l’hotel si può prendere un taxi (ca. 2-3 €).

Comments (7)

Ciao Silvia, ho letto con piacere la tua Essaouira e vedo, come dici tu, che ciò che ci ha colpito è pressoché lo stesso! Io ci sono stato a Luglio, la folla di turisti di giorno era veramente troppa, magari a gennaio hai avuto più possibibilità di vivere appieno la sua atmosfera autentica e questo lo colgo dalle tue descrizioni ricche di trasporto!
La cosa inequivocabile è che Essaouira è unica e davvero indimenticabile! 🙂

ciao Gian, sono felice che tu abbia letto il mio post. Eh si a gennaio la città non era molto affollata e c'era una brezza lieve, il sole tiepido, sembrava primavera. Ho un ricordo bellissimo dei caffé affacciati sul mare, con la luce tersa del mattino e i gabbiani in volo. Che meraviglia! Che mi dici del deserto? Ci sei stato nell'Erg Chibbi? E' favoloso!

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ciao Silvia finalmente trovo una descrizione accurata di Essaouira!
ci andrò alla ricerca di alcuni giorni di relax, passeggiate, belli scorci per le foto e cibo … e spero di trovare tutto questo! 😉

Chiara

Ciao Chiara, sono felice che il mio articolo ti sia stato utile . Esaouira e' una città piena di fascino, ricordo ancora la dolce brezza del mare e il sole che mi accarezza la pelle, e i gabbiani che si librano in aria. Certo e' pur sempre una città araba con tutte le sue contraddizioni e standard di ordine e pulizie lontani da quelli europei, ma se si riesce a guardare oltre, ad accettarlo come parte della sua bellezza, non si può non innamorarsene. Buon viaggio, e se hai voglia al ritorno raccontami la tua Essaouira!
Silvia

Grazie Silvia!

Il Marocco l'ho girato in lungo e in largo ma fino a Essaouria non sono arrivata :/ Ogni volta che leggo un articolo su questa città mi incanto!

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