Miami, un angolo sospeso tra Cuba e l’America più tradizionale

martedì, novembre 29, 2016

Miami downtown

Miami, un classico USA, un simbolo del sogno americano, un luogo di incontro di numerose culture, diverse tra loro ma accomunate dall'appartenenza ad una terra che racchiude tante fantastiche contraddizioni, una su tutte l’esistenza, all'interno di una struttura economica e sociale tradizionale, della più grande comunità cubana di espatriati. 

Il “grande nemico”, che ora piange la morte di Fidel Castro, e con il quale i rapporti si sono decisamente rilassati sotto la presidenza Obama, si trasforma a Miami in una meravigliosa sfaccettatura della cultura americana, con i suoi colori, suoni e profumi. Il luogo migliore per vivere questa atmosfera unica è senza dubbio il quartiere Little Havana (o La Pequena Habana), caratterizzato dal susseguirsi di splendidi palazzi art decò.

Little Havana: quando la nostalgia crea dei capolavori

Miami
Le bellissime architetture cubane di Miami
Gli esuli cubani che nel 1959 (anni di insediamento di Castro) lasciarono l’isola caraibica per gli Stati Uniti, abbandonarono la loro terra solo fisicamente, portando dentro di loro tutto l’amore e la passione che ha da sempre contraddistinto questo popolo forte e coraggioso. È nata così Little Havana, una riproduzione sullo stile americano della bellezza e della magia di un luogo che fa innamorare chiunque lo visiti. Gli stessi abitanti non hanno mai perso le proprie radici, tanto che a Miami chiunque parla sia inglese che spagnolo, anzi quest’ultimo è probabilmente più diffuso, almeno ufficiosamente. Le maggiori attrazioni di Little Havana si trovano nel quartiere storico, delimitato dalle Avenue SW 12th e SW 16th, lungo quella parte di Calle Ocho così tipica e caratteristica, oggi un’icona di Miami, vibrante con i suoi artisti e i suoi ristoranti tipici, i negozi di sigari e di musica, dalle cui porte aperte le note di melodie cubane invadono le strade in un ritmo avvolgente e trascinante. 
All’angolo con la SW 15th Avenue, conosciuto anche come Domino Park, sorge il Maximo Gomez Park, un luogo culto di Miami, dove per decenni i rifugiati cubani si riunivano a giocare a domino, bevendo caffè e fumando sigari; uno spaccato di vita cubana che assomiglia ad uno stereotipo (che potremmo assimilare al nostro pizza e mandolino) ma era davvero così, e ancora oggi in molti si ritrovano nel parco per giocare a domino. Mezzo isolato ad ovest è possibile individuare il Tower Theater, l’unica sala cinema che proiettava film inglesi con sottotitoli in spagnolo durante gli anni d’oro di Little Havana. Oggi è l’unica sala di Miami dedicata esclusivamente a pellicole straniere. Camminando su e giù per SW 8th Street si possono notare delle stelle in marmo spuntare dal marciapiede: si tratta della Calle Ocho Walk of Fame, una versione cubana della più nota attrazione di Hollywood. La prima celebrità ad essere impressa nel cemento della Walk of Fame è stata la famosa cantante di salsa Celia Cruz, nel 1987; da quel momento, tutte le star cubane più importanti sono state onorate lungo questa via. Quattro isolati ad ovest del Maximo Gomez Park, sulla SW 9th St, si trova il Bay of Pigs Museum, il museo dedicato al disastroso tentativo di invasione americana della Baia dei Porci a Cuba. In 15 minuti di bus (n.8) dal centro di Little Havana si raggiunge un luogo storico per la tradizione culinaria cubana, Versailles, un ristorante enorme, caratterizzato da file interminabili di specchi e dal continuo chiacchiericcio di persone che discutono di politica o di rumorose famiglie che affollano il posto nei week-end.

Grattacieli, spiaggia e movida: la Miami americana

Miami Beach
La spiaggia di Miami Beach
Nonostante l’atmosfera tipicamente centroamericana aleggi in ogni angolo della città, anche per via della maggior parte degli abitanti di origine ispanica, Miami downtown è la classica città dominata dallo skyline dei grattacieli, mentre lungo la famosa Ocean Drive sfilate di auto sportive (personalizzate nei modi più assurdi) bombardano di musica latino americana tutto il quartiere. Nei pressi del Lummus Park c’è l’ingresso per la parte più viva della spiaggia di Miami che, oltre ad una sabbia bianca abbacinante, vanta anche un mare cristallino e caldo tutto l’anno. Proprio a ridosso della Ocean Drive, giocatori e giocatrici di tutti i livelli, trascorrono le giornate giocando a beach volley o a foot volley (una versione del calcio tennis), per poi rilassarsi sulla battigia o spendere le ultime energie nei locali che affollano la via. 
Miami è una città dalle mille sfaccettature, assolutamente da visitare (ci sono sempre numerose offerte per i voli, che potete consultare su momondo) e da vivere in ogni sua dimensione: quella americana e quella cubana, che non vedrete mai distintamente separate, ma sempre permeata l’una dell’influenza dell’altra, in un mix unico e travolgente di musica, cibo, cultura, arte e divertimento.

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6 comments

  1. Cara Silvia, spesso ti invidio!!! Già i miei anni sono passati per viaggi così belli!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio.
    Tomaso

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  2. Uno di quei luoghi dove voglio andare!

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    1. Miami è una città molto bella, anche se devo dire la verità subito non sono riuscita a coglierne la particolarità, poi piano piano ho scoperto questo mix straordinario tra States e Caraibi e l'ho amata!

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  3. Amo Miami. Ci sono stata un sacco di volte perchè è una meta facile, sicura e non finisci mai di scoprire cose nuove. Se posso uno stop-over ce lo piazzo sempre...

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    1. ciao, è vero non finisci mai di scoprirla e ad ogni angolo spuntano fuori edifici pazzeschi che spaziano dai grattacieli super moderni alle case in stile caraibico. Unica!

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