Tre borghi nascosti vicino a Fermo: Torre di Palme, Moresco e Monterubbiano

mercoledì, marzo 16, 2016


Monterubbiano panorama

I dintorni di Fermo offrono dei borghi incantevoli ed incontaminati, antichi gioielli da riscoprire. 

Torre di Palme, un borgo sul mare

Veduta da Torre di Palme
Veduta da Torre di Palme
Uno di questi è Torre di Palme, in verità una frazione del comune di Fermo, che si affaccia sul mare. Il borgo presenta caratteristiche costruzioni e diverse chiese che indicano non solo l’antico rapporto con il mare, ma anche con la città dominante.
Spiccano tra queste la medievale Chiesa di S. Maria a Mare con affreschi che testimoniano antiche devozioni, la Chiesa di S. Agostino con all’interno un Polittico di Vittore Crivelli gremito di santi e con il suo fondo dorato che ricorda il paradiso e l’antica Chiesa di S. Giovanni con il suo bel portale.
Passeggiando per i vicoli sembra che il tempo si sia fermato, si respira un’atmosfera autentica circondati da costruzioni realizzate dall’uomo in armonia con ciò che la natura stessa ha creato.

Moresco, il borgo dai setti orizzonti 

La torre eptagonale di Moresco
La torre eptagonale di Moresco
Altro paesino che troviamo a pochi chilometri da Fermo è Moresco. Piccolo borgo perfettamente conservato che dal 2002 è entrato a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia con i suoi pittoreschi edifici e le possenti mura che lo circondano. Ma la caratteristica principale di questo paese è la sua alta torre eptagonale, che gli fa meritare l’appellativo di borgo dai sette orizzonti. Molte le ipotesi sul perché questa torre abbia sette lati, ed una delle teorie più convincenti riguarda proprio il vertice di questo eptagono che sembra puntare verso il Monte Sibilla, luogo pieno di magia e mistero. Il sette è sicuramente un numero dai molteplici significati: era ritenuto dagli antichi il numero perfetto, riportato nei giorni della settimana e diverse volte anche nell’Antico Testamento. 
Ora sta a voi scoprire il mistero di questa caratteristica costruzione proprio qui a Moresco.
Entrando nel borgo una lunga striscia in pietra lo attraversa, ricordando come al posto dell’antica piazza sorgeva tempo fa una chiesa. Infatti al di sotto di un cortile porticato si può notare un affresco di una Madonna con Bambino realizzato dal pittore Vincenzo Pagani. Questo portico altro non è che la navata della Chiesa oggi non più esistente.
Uscendo leggermente dal paese, lungo la strada, si può esser catturati da un antico tempietto che sembra essere caduto all’interno di un giardino ben curato: si tratta della Chiesa di S. Maria della Salute, un pittoresco luogo di culto con una bella cupola, costruita al posto di una precedente edicola devozionale.
A Moresco è consigliata anche una tappa culinaria. Sparsi nei dintorni del borgo tanti produttori locali dove si possono acquistare carni, formaggi, olio e vino con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Monterubbiano

Palazzo Comunale di Monterubbiano
Palazzo Comunale di Monterubbiano
Infine, tra gli antichi borghi nei dintorni di Fermo che meritano una tappa, possiamo citare Monterubbiano. Il nome della città è forse legato al commercio della robbia, pianta tintoria pregiata e utilizzata fin dall'antichità che, non a caso, compare anche nello stemma cittadino. 
Nel paese sono vissuti due personaggi che hanno lasciato il segno, seppur in ambiti completamente diversi. Il primo è Vincenzo Pagani, un pittore che discende da una dinastia di artisti, seguace della pittura veneta, in particolare mediata attraverso l’arte di Lorenzo Lotto, rende nei suoi dipinti paesaggi che sembrano definiti grazie ad una tersa giornata di sole, quando non ci sono né ombre, né foschie. L’altro personaggio è Temistocle Calzecchi Onesti, inventore del coherer (il coesore), un rilevatore di onde elettromagnetiche che si rivelerà fondamentale per il futuro sviluppo della radio.
Il centro della città è punteggiato da numerose Chiese con interessanti simboli medievali scolpiti che ricordano l’importanza di questo paese: tra le principali ricordiamo Santa Maria de’ Letterati, S. Agostino, S. Maria dell’Olmo e la Pieve dei SS. Stefano e Vincenzo. 
Accanto alla Chiesa di Santa Maria de’ Letterati sorge il Teatro dedicato alla gloria locale, Vincenzo Pagani, che conserva anche il suo prezioso sipario storico. Edificio di piccole dimensioni, come ne esistono molti in una regione che vanta la più alta concentrazione di teatri storici, in rapporto al numero delle città e degli abitanti.
Nella Chiesa di S. Francesco, situata nella parte più alta della città è ospitato invece il Polo Museale interessante soprattutto per la raccolta di reperti piceni rinvenuti nella zona. A questa antica civiltà, che ha vissuto il suo periodo di massimo splendore circa 2500 anni fa, è dedicata una rievocazione storica che ha il suo centro proprio a Monterubbiano. Si tratta della tradizione dell’Armata di Pentecoste, meglio conosciuta come Sciò la Pica, e rievoca proprio lo spostamento degli antichi Piceni dal Lazio verso le Marche, secondo il rituale del ver sacrum (primavera sacra). La migrazione di questo popolo sarebbe stata guidata da un picchio, come ricorda ancora oggi la rievocazione durante la quale quattro corporazioni sfilano con i loro caratteristici abiti, con i picchi tenuti nelle rispettive gabbie e tenendo in mano dei rami di ciliegio al grido propiziatorio di “Scio la Pica!”
Altra caratteristica del borgo è la presenza di alcune case che facevano parte dell’antico quartiere ebraico. A questa comunità è legato un fatto curioso: nel XVI secolo il Comune indebitato proprio con la comunità ebraica fu costretto a vendere parte del territorio al di là del fiume Aso, che fu prontamente comprato dalla confinante città di Montefiore dell’Aso e da quel momento il fiume segna il naturale confine tra i due Comuni.

Sono ancora tante le tradizioni, le leggende e le vedute caratteristiche che si possono gustare in questi borghi, insieme alle caratteristiche tagliatelle fritte tipiche di Monterubbiano. 
Paesi che conservano la loro bellezza perché rimasti intatti e incontaminati e rappresentano una parte di mondo dove il tempo scorre lento e dolce.


© Silvia Montironi
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