La comunicazione durante un viaggio: come farsi capire in tutto il mondo

lunedì, dicembre 14, 2015

Quando viaggio per il mondo faccio sempre ricorso al mio bagaglio di conoscenze linguistiche, e proprio il poter rapportarmi con la popolazione locale, pur con l’espediente di una lingua di compromesso come l’inglese, è uno degli elementi che contribuisce a dare maggiore valore al viaggio. Comunicare con la gente del posto, conversare con loro per capirne abitudini e modi di vita, è un’esperienza straordinaria oltre naturalmente a rappresentare un notevole vantaggio nella logistica del viaggio.

Ci sono però situazioni in cui ricorrere all'inglese non basta o è persino inutile e l’unica possibilità è conoscere almeno qualche parola della lingua locale.


Tokyo Giappone
Per le vie di Tokyo

L'importanza di parlare la lingua del posto

E’ quello che mi è successo in Giappone. Nonostante sia diffusa la convinzione che i giapponesi parlino un ottimo inglese, la realtà è ben diversa e arrivata sul posto mi sono presto dovuta rendere conto di come le mie conoscenze anglofone, costatemi anni di studio, a nulla o quasi valessero nel paese del Sol Levante, persino nel pieno centro della modernissima Tokyo.
Mai come in questa situazione parlare la lingua del Paese di destinazione mi sarebbe stato utile, anche solo per cose banali trovare hotel e ristoranti od orientarmi nei labirintici quartieri della capitale nipponica.
Dal momento che il giapponese usa la scrittura ad ideogrammi, anche i cartelli per strada mi erano totalmente incomprensibili e spesso mi sono trovata a vagare per le strade con il naso all’insù in cerca di scritte in caratteri conosciuti che indicassero la metro, l’ufficio informazioni o un’agenzia traduzioni per tramutare gli indirizzi stampati nei miei documenti in ideogrammi leggibili dai locali.


In casi come questo uno dei metodi più pratici è dotarsi prima di partire di un frasario bilingue da utilizzare in situazioni chiave come chiedere la direzione per strada o dove si trovano nelle vicinanze servizi quali stazioni, fermate della metro, supermercati o farmacie. 
Oltre ai frasari cartacei, oggi la moderna tecnologia viene incontro ai viaggiatori con applicazioni di vario genere, da quelle in grado di fare traduzioni simultanee sia di parole scritte che di conversazioni orali, a dizionari illustrati digitali a cui si può accedere facilmente dallo smartphone, individuando velocemente il termine che interessa.
Tokyo Giappone
Shinjuku, uno dei quartieri di Tokyo
Tutti questi trucchi, pur rappresentando un valido supporto nella comprensione di una lingua straniera, non c’entrano però l’obiettivo fondamentale, che è quello di rapportarsi con le persone del posto. Anche in un mondo globale come quello odierno, la lingua rimane il più grande ostacolo nel processo di avvicinamento tra culture diverse.
Se si dispone di più tempo e se si vuole dare un valore aggiuntivo al viaggio che ci si appresta a compiere, vale sicuramente la pena di iscriversi ad un corso di lingua, un’occasione unica anche per ampliare il proprio bagaglio culturale e linguistico. Se da un lato si tratta di un impegno importante soprattutto per lingue che hanno lo scoglio di un alfabeto diverso, dall'altro lo sforzo sarà ampiamente ripagato dalla soddisfazione di riuscire ad interagire con le persone e l’ambiente circostante in viaggio. Una conoscenza anche basilare della lingua del posto permette inoltre di muoversi con maggiore serenità, sapendo di poter capire a grandi linee cartelli ed indicazioni o di poter fronteggiare imprevisti con maggiore sicurezza. A tutto questo si aggiunge il divertimento di provare a cimentarsi con le conoscenze appena assimilate, testando il proprio livello linguistico, osservando cartelli e scritte e sorprendendosi della propria capacità di decifrarli, cosa impensabile fino a poco tempo prima. Insomma, anche nell’era della tecnologia, la conoscenza delle lingue straniere rimane un valore aggiunto insostituibile, ciò che può fare la differenza tra essere semplici turisti di un luogo e l’essere viaggiatori che vogliono provare a farne parte.


Articolo scritto in collaborazione con FACI, agenzia di Milano che offre servizi linguistici di alta qualità, come traduzione, corsi di lingua, interpretariato, asseverazione e legalizzazione.

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2 comments

  1. Imparare il giapponese, soprattutto all'inizio non è semplice. Anzi l'inizio è probabilmente la parte più difficile.
    Io stessa, che un po' conosco la lingua, preferisco comunicare in un inglese misto a gesti in Giappone.
    La loro gentilezza supera qualsiasi barriera linguistica, sapere il giapponese per una sola vacanza non è poi così fondamentale...

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    Risposte
    1. ciao Michela, hai ragione imparare il giapponese non è certamente un'impresa da poco, e proprio all'inizio dev'essere la parte più dura (ma penso alla soddisfazione quando si inizia ad assimilare qualche rudmimento!Sapere e capire qualche parola mi avrebbe in qualche modo aiutata in alcune situazioni, o meglio avrebbe appagato la mia voglia di comunicare. Conoscendo diverse lingue europee sono abituata a parlare con la gente del posto, non riuscire a farlo adeguatamente, sopratutto in un paese straordinario come il Giappone, è stato per me un po' frustrante. Quanto alla loro gentilezza, concordo in pieno con te, sono magnifici!
      Silvia

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